Linfoma cutaneo, efficace Brentuximab


Opinione positiva per il farmaco prodotto da Takeda

Linfoma_14177.jpg

Il farmaco sperimentale Brentuximav vedotin ha ricevuto il parere positivo del Chmp dell’Agenzia europea per i medicinali per il trattamento del linfoma cutaneo a cellule T CD30-positivo.
Il Chmp ne ha raccomandato l’approvazione per il trattamento di pazienti adulti già sottoposti ad almeno una terapia sistemica.
Brentuximab vedotin è un anticorpo coniugato (ADC) diretto al CD30 espresso a livello delle lesioni cutanee, approssimativamente nel 50% dei pazienti con linfoma cutaneo a cellule T. Brentuximab vedotin non è al momento approvato per il trattamento del linfoma cutaneo a cellule T.
L’opinione positiva del CHMP per Brentuximab vedotin, che verrà presa in considerazione dalla Commissione Europea, si basa sui risultati dello studio clinico randomizzato, in aperto, di fase 3 ALCANZA, disegnato per valutare Brentuximab vedotin come agente singolo in confronto al braccio di …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | linfoma, Brentuximab, lesioni,

Perché dovrei allenare i muscoli della schiena?

Sappiamo che i tuoi sforzi in palestra si concentrano nella parte del bassa del corpo: gambe snelle e toniche e glutei a palloncino sono il tuo pallino fisso. Il tuo secondo pensiero invece sono gli addominali: come avere un six pack a prova di Britney per indossare quei fantastici crop top a cui non smetti di pensare? In tutto questo concentrarti sulle parti del corpo a tuo avviso più femminili, stai dimenticando forse l’importanza per la tua salute dell’allenamento dei muscoli della schiena.

Che tu sia un’atleta, una bodybuilder, o ti limiti a timbrare il cartellino 3 volte a settimana in palestra, devi sapere che allenare i muscoli della schiena, sia nella parte alta che nella parte bassa, ha dei grossissimi benefici:

  • Ti aiuta ad eliminare il rischio di infortuni e supporta lo sviluppo di moltissime funzioni del corpo.
  • Aumenta la capacità del corpo di eseguire un certo tipo di esercizi. Se ti piace allenarti in sala pesi, lo sviluppo muscolare della parte bassa della schiena ti aiuta a darti maggiore equilibrio supportando i muscoli della parte centrale del corpo. Immagina di aggiungere ulteriore peso e pressione sollevando certi carichi, non vorresti maggiore supporto?
  • Aiuta ad evitare quella postura incurvata che assumi durante le ore passate alla scrivania Provvede a dare supporto alla spina dorsale
  • Previene il mal di schiena e dolore al collo, la riduzione di flessibilità e ossigenazione muscolare.

Lilybod Ivy Mirage Sport Bra – clicca per acquistare

Ovviamente non si può parlare di un corpo perfettamente allenato se s’ignora l’allenamento dei muscoli della schiena. Ecco quindi 5 suggerimenti per avere una schiena forte e allenata.

Tutti i suggerimenti dati vanno sempre relazionati alla propria condizione di salute e atletica. L’allenamento è una cosa estremamente personale.

  • Cerca di eseguire gli stacchi. Non c’è allenamento migliore per allenare i muscoli della schiena dello stacco (deadlift). Fai si che questo diventi l’esercizio fondamentale dei tuoi allenamenti
  • Esegui i pull up. Che tu sia in grado di eseguirli solo in maniera assistita o anche priva di supporto, cerca di eseguire questo esercizio nelle sue variazioni. I risultati si vedranno immediatamente.
  • Aggiungi allenamento con il vogatore o esercizi che simulino lo stesso movimento.
  • Quando si tratta di stacchi meglio tenersi bassi con le ripetizioni mentre quando si tratta di esercizi di pull si può arrivare ad un numero più alto di ripetizioni.
  • Concentrati nella costruzione di una presa forte e del sollevamento di carichi pesanti. E’ fondamentale per costruire un corpo forte e poter eseguire in maniera perforante ed efficace il tuo allenamento.



L’articolo Perché dovrei allenare i muscoli della schiena? sembra essere il primo su Fit In Hub.

Allenamento e integratori: focus sui benefici dei BCAA

Gli amminoacidi sono i mattoncini che costituiscono le proteine, vengono riuniti come i lego dal nostro organismo a formare legami peptidici, formando quindi le proteine e fornendo energia ai nostri muscoli. Sono 20 gli aminoacidi di cui 8 vengono classificati come essenziali così chiamati perché non essendo il nostro corpo in grado di sintetizzarli è necessario introdurli con la dieta (Cibi, integratori e bevande) e sono: isoleucina, leucina, lisina, metionina, fenilalanina, treonina, triptofano e valina; 10 sono gli aminoacidi classificati come non essenziali, così chiamati perché siamo in grado biosintetizzarli e sono: alanina, asparagina, acido aspartico, cisteina, glutammina, acido glutammico, glicina, prolina, serina, tirosina; mentre 2 sono classificati come semi essenziali: arginina, istidina. Degli amminoacidi essenziali, abbiamo in particolare un certo tipo chiamato amminoacidi a catena ramificata (BCAA) isoleucina, leucina, e valina, sono il fattore limitante nella capacità del corpo di costruire muscoli.

Scopri la collezione Onzie nel nostro shop

Benefici dei BCAA

Gli aminoacidi ramificati o BCAA sono Leucina, Isoleucina, Valina e sono così chiamati perché hanno una catena di carbonio che devia o si ramifica dalla principale struttura portante lineare di carbonio. Oltre che nelle attività di forza, risultano essere particolarmente importanti anche in quelle discipline rivolte più alla “resistenza”, perché, insieme al lavoro plastico (di costruzione e ricostruzione muscolare), hanno anche un ruolo molto importante nella produzione di energia durante lo sforzo muscolare, infatti, diversamente dagli altri aminoacidi, vengono catabolizzati direttamente all’interno delle fibre muscolari.

L’utilizzo di BCAA come integratori ha una funzione anabolica di stimolo alla sintesi proteica. Hanno inoltre una funzione anticatabolica inibitrice della “lesione” proteica tipica da sforzi intensi e prolungati. Questi aminoacidi non passano attraverso il fegato ma vengono metabolizzati direttamente dai muscoli (per questo motivo in terapia vengono usati per i pazienti con gravi problemi epatici). In seguito a stimoli opportuni il fegato immette in circolo i BCAA, che attraverso la circolazione arrivano ai diversi organi in cui avviene la loro utilizzazione e metabolizzazione, in particolare al tessuto muscolare.

Altra azione importante dei BCAA è la stimolazione dell’insulina in quanto per essere veicolati nel muscolo necessitano dell’azione di questo ormone sui trasportatori del glucosio. Questo ormone pancreatico quando viene stimolato da un pasto fortemente glucidico porterà ad un aumento dei recettori nel tessuto adiposo ed in quello muscolare, per cui gli zuccheri, che saranno a questo punto molto alti nel sangue, entreranno facilmente negli epatociti, miociti ed adipociti per cui sarà necessaria una produzione insulinica maggiore per ristabilire l’equilibrio glicemico. Se invece l’insulina viene stimolata dai soli BCAA, l’unico tessuto destinatario sarà il tessuto muscolare e la produzione di insulina quindi sarà minore.

First Base Sport Bra – source Instagram @bodybyleahsimmons – clicca per acquistare

Alcuni ricercatori hanno inoltre dimostrato come i BCAA possano determinare una significativa riduzione della sensazione di fatica durante l’esercizio fisico prolungato. Ciò perché l’insorgenza della fatica sembra essere correlata all’aumento della produzione di triptofano a livello centrale e quindi un aumento della produzione di serotonina (che deriva dal triptofano), che influenza il “dolore”. La concentrazione cerebrale di triptofano dipende da vari fattori ma c’è da sottolineare che esiste una competizione con diversi aminoacidi nell’utilizzo del meccanismo di trasporto attraverso la barriera ematoencefalica e sono proprio i BCAA ad esercitare prevalentemente tale competizione. Quindi più aumenta la concentrazione di BCAA, meno triptofano riesce a raggiungere il cervello con conseguente riduzione della sensazione di fatica. Durante l’esercizio intenso si verifica una riduzione del rapporto BCAA/triptofano sia per una riduzione dei BCAA che per un incremento del triptofano libero con conseguente esaurimento muscolare. La somministrazione di BCAA potrebbe quindi essere utilizzata anche per aumentare intensità e durata degli allenamenti.

Costituiscono oltre il 20% delle proteine muscolari (ma durante l’allenamento la richiesta è notevolmente superiore, circa il 35%) rendono positivo il bilancio azotato, favorendo la sintesi proteica. Il rapporto più usato per la realizzazione di integratore è il così detto 2-1-1, questo anche se numerosi studi hanno determinato anche altri possibili rapporti tra i tre componenti. Il dosaggio medio è circa 1 g ogni 10 Kg di peso corporeo ed i momenti di assunzione sono solitamente durante la prestazione (anche se a questo scopo sembrerebbero più adatti i recenti glucogenetici) oppure 15/20 minuti dopo lo sforzo o in combo.

Completo fitness Lilybod – source Instagram modella @iamlena – clicca per acquistare

La leucina è il principale dei tre aminoacidi ramificati (quello che va assunto con rapporto maggiore) e riveste notevole importanza poiché maggiormente in grado di rallentare il processo di decomposizione delle proteine muscolari e promuove i processi rigenerativi, ciò significa, in parole povere, che aumenta la velocità con la quale il corpo può costruire proteine in modo da non “demolire i muscoli” più velocemente di quanto si riesca a rigenerarli. È particolarmente presente nei cibi ricchi di proteine, come pollo, tonno ed uova ma, a differenza di altri aminoacidi, la si può trovare in discrete quantità anche in cereali e legumi (non a caso, si usa parlare di piatti unici quando si parla di piatti come pasta e fagioli, riso e piselli o riso e ceci). L’isoleucina, come la leucina, è un aminoacido ramificato particolarmente presente nelle carni e nel pesce, ma anche nei legumi, nelle uova e nei latticini. La valina è un componente indispensabile della biosintesi proteica e assieme agli altri due aminoacidi ramificati svolge importanti funzioni di nutrimento dei muscoli. Può essere utilizzata dall’organismo umano per produrre energia da cibi altamente proteici o nel caso si abbia una mobilizzazione delle riserve proteiche endogene. È inoltre importante per le funzioni mentali, il coordinamento muscolare e le funzioni nervose. Fra i cibi che contengono discrete quantità di valina ricordiamo la carne di manzo, il petto di pollo, il salmone, la segale ecc.

In generale, l’integrazione con BCAA può risultare davvero utile nel preservare la massa muscolare dei soggetti che praticano attività sportive intense o prolungate nel tempo (più di un’ora) o nel caso di diete ipocaloriche o anche in casi di brevi strategie di digiuno intermittente. Se invece, l’attività fisica è blanda e si segue già un’alimentazione normocalorica con buone percentuali di proteine, si sta già assumendo la giusta quantità di BCAA e l’integrazione risulta essere inutile.

Fonti: Shape.com ; Unife.it



L’articolo Allenamento e integratori: focus sui benefici dei BCAA sembra essere il primo su Fit In Hub.

Il futuro della diagnosi è tascabile


L’efficacia dei Lab-on-a-Chip

Telemedicina_14176.jpg

Un sofisticato laboratorio di analisi a portata di tasca è stato messo a punto dai ricercatori dell’Istituto di scienze applicate e sistemi intelligenti del Consiglio nazionale delle ricerche (Isasi-Cnr) di Napoli con il primo microscopio olografico, che darà modo agli utenti di effettuare, per alcune patologie, esami diagnostici rapidi e a casa propria.
Lo studio è stato pubblicato su Light: Science and Applications, rivista del Nature Publishing Group.
“La svolta tecnologica è stata possibile grazie ai cosiddetti dispositivi Lab-on-a-Chip (Laboratori su chip)”, spiega Vittorio Bianco, ricercatore Isasi-Cnr. “Abbiamo dotato un chip microfluidico, cioè un semplice ed economico pezzetto di plastica nel quale sono scavati dei canaletti in cui scorre il fluido da analizzare (sangue, urine, saliva), di micro-elementi ottici che gli conferiscono le funzionalità di microscopio …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | diagnosi, chip, cellule,

BOOP, la finta polmonite


Quando gli antibiotici non servono per curare i polmoni

Polmonite_11115.jpg

Niente è come sembra. A volte sintomi riconducibili alla polmonite – tosse persistente, febbre, spossatezza – potrebbero nascondere un’altra patologia, meno insidiosa ma più difficile da diagnosticare e dal nome apparentemente inquietante: bronchiolite obliterante con polmonite organizzata (BOOP) o anche polmonite criptogenica organizzata (COP).
Ciò che viene spesso scambiato per polmonite anche sulla base di esami obiettivi è in realtà il frutto di una risposta riparativa del polmone a un agente aggredente come un virus, fumi tossici o anche un farmaco. Data questa premessa, la patologia non può essere curata con gli antibiotici, ma può evolvere positivamente in maniera autonoma dopo alcune recidive e un andamento altalenante.
Alcune persone sono più soggette di altre all’insorgenza di questa strana polmonite-non polmonite, in particolare chi è reduce da malattie tumorali o chi assume …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | polmonite, infezione, cortisone, tosse,

Depressione post-partum, si vede dai capelli


L’incidenza del cortisolo ne preannuncia l’insorgenza

Depressione_5169.jpg

Le probabilità che una donna sviluppi la depressione post-partum possono essere quantificate analizzandone i capelli durante la gravidanza.
Uno studio condotto dalla dott.ssa María Isabel Peralta Ramírez dell’Università di Granada e pubblicato su Plos One ha evidenziato la possibilità di prevedere l’insorgenza del disturbo monitorando la concentrazione di cortisolo nella chioma delle donne in attesa di un bambino.
Lo studio ha coinvolto 44 donne incinte alle quali è stato misurato il livello di cortisolo nei capelli durante il primo e il terzo trimestre di gestazione.
I dati indicano che livelli alti di cortisolo in questi due periodi aumentano il rischio di depressione post-partum. Il disturbo potrebbe essere così prevenuto farmacologicamente, ad esempio attraverso l’assunzione di un’integrazione di omega 3, secondo quanto concluso dai ricercatori …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | depressione, cortisolo, parto,

Ricetta pancake proteico con albicocche, frutti di bosco e noci pecan

I  colori che ti mancano in questa orribile giornata di pioggia li trovi tutti in questa fantastica ricetta pancake proteico. Scopri come procedere.

Per i tuoi allenamenti ad alta intensità visita il nostro shop!

Macros 315 kcal 13c 49p 8f

Ingredienti ricetta pancake proteico con albicocche, frutti di bosco e noci pecan

  • 200 ml di albumi
  • 30 gr di proteine in polvere gusto vaniglia (può essere sostituito con 60 gr di fiocchi di avena frullati o qualsiasi altra farina) 
  • 2 albicocche (80 gr circa)
  • 1 manciata di frutti di bosco (30 gr circa)
  • 10 gr di noci pecan 

Come procedere

  • Mescolare bene albumi e proteine senza lasciare grumi.
  • Aggiungere le albicocche tagliate a fettine e i frutti di bosco.
  • Versare il composto in un padellino già caldo, abbassare la fiamma e coprire con il coperchio.
  • Cuocere per un paio di minuti fino a che inizia a solidificarsi la superficie, aggiungere le noci e proseguire la cottura per altri 10 minuti circa o comunque fino a che inserendo uno stuzzicadenti non esce asciutto.



L’articolo Ricetta pancake proteico con albicocche, frutti di bosco e noci pecan sembra essere il primo su Fit In Hub.