La depressione è contagiosa

Padri depressi influenzano negativamente l’umore della prole

Avere un padre depresso aumenta le possibilità di cadere a propria volta nella depressione, soprattutto in età adolescenziale.

È la conclusione di uno studio pubblicato su Lancet Psychiatry da un team multidisciplinare dello University College di Londra, della Northwestern University di Chicago e dello University College di Dublino.

Stando alle conclusioni dei ricercatori, la depressione paterna incide come quella materna sull’umore della prole. A soffrire di più della situazione sarebbero gli adolescenti, che finirebbero per rischiare più dei propri coetanei l’insorgenza della stessa malattia.
Gli scienziati hanno valutato le condizioni di alcune famiglie irlandesi e inglesi.

Le allergie si possono prevenire in gravidanza

Mangiare cibi allergenici riduce il rischio futuro

Per evitare un’allergia a uova o noccioline nei bambini sarebbe bene consumare questi alimenti già durante la gravidanza e l’allattamento. Lo dice uno studio del Boston Children’s Hospital pubblicato sul Journal of Experimental Medicine.

La ricerca, condotta su modello murino, ha evidenziato come l’esposizione in utero e ancora di più durante l’allattamento a cibi allergenici abbia l’effetto di ridurre il rischio dei piccoli di sviluppare una futura allergia.

I ricercatori hanno osservato la presenza nel latte materno dei topi femmina di anticorpi specifici per i cibi allergenici. È presumibile che tali anticorpi passino ai cuccioli attraverso l’allattamento. I cuccioli allattati da mamme che hanno consumato cibi allergenici sviluppano nel proprio organismo cellule immunitarie regolatorie, preposte all’inibizione delle reazioni allergiche.

Vaccino influenzale adiuvato, efficace sugli over 65

Nuovi risultati sulla profilassi “potenziata”

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Nuovi risultati evidenziano l’efficacia del vaccino influenzale adiuvato sugli anziani oltre i 65 anni. I dati provengono dal primo rapporto italiano di Health Technology Assessment (HTA) presentati in occasione del 50° Congresso Nazionale della Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (SItI).

Lo studio, condotto da un pool di esperti provenienti da quattro prestigiose università Italiane, fornisce una valutazione a 360 gradi di tutte le implicazioni cliniche, economiche, organizzative, etiche e sociali che la scelta del vaccino influenzale può comportare per il Sistema Sanitario Nazionale e Regionale.

Il punto G, mito o realtà?

Medici pro e contro si sfidano a colpi di ricerche

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Trovare un accordo sull’esistenza o meno del punto G è una vera e propria impresa. L’ultima ricerca in ordine di tempo si schiera dalla parte degli scettici, affermando che la zona erogena individuata dal dott. Gräfenberg in realtà è una fantasia.

Lo studio dei ricercatori dell’Università dell’Aquila e di Tor Vergata a Roma è nato dalla collaborazione con alcuni colleghi francesi e messicani ed è stato pubblicato sulla rivista Nature Urology. Secondo questi ricercatori, in realtà si dovrebbe parlare di un’area molto più estesa deputata al piacere femminile che consentirebbe la produzione degli orgasmi.
La zona in questione è stata battezzata Cuv – acronimo del complesso clitoro-uretro-vaginale – che “crea” l’orgasmo insieme ad altri tessuti, inclusi muscoli, ghiandole e utero.

Carcinoma ovarico, approvato Niraparib

Farmaco indicato per le donne con recidiva

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Il farmaco per la cura del tumore ovarico Niraparib è stato approvato dalla Commissione Europea. Il medicinale è indicato come monoterapia per il trattamento di mantenimento di pazienti adulte con carcinoma ovarico epiteliale sieroso, carcinoma delle tube di Falloppio o carcinoma peritoneale primario, di grado elevato, recidivato, sensibile al platino, che stiano rispondendo (risposta completa o parziale) alla chemioterapia a base di platino.

Niraparib è il primo inibitore della poli ADP-ribosio polimerasi (PARP) 1 e 2 approvato in Europa che non richiede test per verificare la presenza di mutazioni del gene BRCA o di altri biomarcatori.

Leucemia linfoblastica acuta, disponibile Pegaspargasi

Con il nuovo anno un nuovo farmaco per la cura della malattia

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Una nuova possibilità terapeutica per la cura della leucemia linfoblastica acuta (ALL). Si tratta del farmaco Pegaspargasi, prodotto da Shire e disponibile dal prossimo gennaio in Italia.
Pegaspargasi fu approvato in primo luogo dalla FDA Americana nel 1994 per il trattamento dei pazienti con ALL che avevano un’ipersensibilità alle forme native di L-asparaginasi, e nel 2006 è stato poi approvato per il trattamento di prima linea dei pazienti con ALL come un componente di un regime chemioterapico multi-agente.

Compra Cialis economico online che è approvato dalla FDA Americana.

Nel 2016, Pegaspargasi è stato approvato da EMA ed è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale in Italia il 12 luglio 2017. Precedentemente, il prodotto è stato reso disponibile ai pazienti italiani attraverso la legge 648/96.

Ricetta Waffle proteici last minute

Se quello che cerchi è ricetta per una colazione proteica, ma la solita omelette ti ha stufata, ecco un modo velocissimo per preparare la ricetta waffle last minute. PS: ci sono solo due ingredienti.

Macros 235 kcal 2c 47p 4f 

Ingredienti Waffle proteici last minute

  • 200 ml di albumi
  • 30 gr di proteine in polvere gusto vaniglia
  • 1 cucchiaio di sciroppo zero calorie alla vaniglia 
  • 10 gr di cocco fresco tagliato a fettine 

Come procedere
  • Mescolare bene albumi e proteine fino ad ottenere un composto liscio e senza grumi.
  • Versarlo in uno stampo di silicone da waffles (Stampo di silicone waffle due pezzi – Acquista su Amazon) e cuocere 3/4 minuti nel microonde (aumentare o diminuire il tempo in base alla potenza del vostro forno).
  • Togliere dallo stampo e versare lo sciroppo e aggiungere il cocco o altro tipo di frutta.
  • Possono essere cotti anche nel forno tradizionale ma occorrerà più tempo.

Lo zafferano può aiutare in caso di Alzheimer

La spezia favorisce la degradazione della beta-amiloide

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Le sostanze naturali spesso riservano sorprese e proprietà benefiche inaspettate. È il caso anche dello zafferano, una spezia che secondo uno studio dell’Irccs Santa Lucia di Roma avrebbe un effetto positivo in caso di morbo di Alzheimer.

L’estratto della spezia “favorisce la degradazione della proteina beta-amiloide, la proteina tossica principale indiziata di causare la malattia di Alzheimer, almeno nel nostro studio condotto su cellule di pazienti in provetta”, spiega Antonio Orlacchio, direttore del Laboratorio di Neurogenetica del Centro europeo di ricerca sul cervello (Cerc) del Santa Lucia e professore di Genetica medica all’Università di Perugia.

Il cervello è autonomo

Scoperto meccanismo chiave della cognizione umana

Anche quando uno stimolo visivo non giunge alla nostra percezione cosciente – e non ne siamo quindi consapevoli – il nostro cervello non solo lo elabora ma, laddove la forma dell’oggetto osservato lo consente, codifica le azioni motorie che possono essere compiute su di esso.

Scopo di questo meccanismo adattativo, che certamente si è sviluppato nel corso dell’evoluzione, potrebbe essere quello di mantenerci pronti ad agire in modo repentino ed efficace alle sollecitazioni dell’ambiente, se ce ne fosse la necessità. È quanto scoperto dai ricercatori della Divisione di Neuroscienze e dell’Unità di Neuroradiologia dell’IRCCS Ospedale San Raffaele e dell’Università Vita-Salute San Raffaele. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica The Journal of Neuroscience.

I polifenoli riducono il rischio di cancro

Conferme arrivano da una nuova ricerca americana

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Un nuovo studio sembra confermare l’ipotesi che i polifenoli svolgano un ruolo protettivo nei confronti dei tumori. La ricerca è stata realizzata dai professori Robert Thomas, Dorothy Yang e Madeleine Williams, oncologi presso il Bedford Hospital di Cambridge, e Catherine Zollman, direttrice medica del dipartimento di oncologia della clinica Penny Brohn di Bristol.
L’analisi conferma e rafforza la rivoluzionaria scoperta del nesso tra l’assunzione di alimenti ricchi di composti fitochemicali e una riduzione del rischio di contrarre il cancro.
I composti fitochemicali delle piante, che danno colore, gusto e aroma a molti alimenti, ci proteggono dagli agenti cancerogeni rinforzando gli enzimi antiossidanti, migliorando i percorsi di riparazione del DNA…