Il multitasking ci rende stupidi

Fare troppe cose pregiudica la memoria e le performance cerebrali

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Meglio fare una cosa per volta. Almeno è quanto suggerisce uno studio pubblicato su Psychological Science da un team di ricercatori dell’Università di Los Angeles.

Nell’era del multitasking è quasi un dovere applicarsi a una serie infinita di compiti, sia essi lavorativi che casalinghi. Eppure, tutta questa attività avrebbe un “costo” in termini di salute. A pagarne le spese sarebbe infatti la nostra memoria e le capacità complessive del cervello.

La ricerca degli scienziati americani ha coinvolto poco meno di 200 soggetti, che dovevano ricordare il maggior numero di parole mostrate su uno schermo. Mentre alcuni potevano concentrarsi esclusivamente su questo compito, altri dovevano contemporaneamente spingere un tasto del computer quando sentivano tre numeri dispari in sequenza.

I regali di Natale giusti per i bambini

Un vademecum per evitare gli errori più comuni

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La crisi economica in atto può mettere a rischio il Natale dei bambini, che da sempre attendono questo periodo dell’anno affinché i propri desideri prendano corpo. Il suggerimento che viene dal pediatra Italo Farnetani dell’Università di Milano-Bicocca è di non ridurre il numero di regali per il piccolo di casa, ma di limitare semmai l’esborso totale, provvedendo all’acquisto di doni complessivamente meno costosi ma comunque numerosi.

Il piacere fondamentale sta nell’avvicinarsi alla sorpresa e nello scartare materialmente il regalo. Secondo Farnetani “la parola d’ordine è giochi da pavimento e regali ‘pacifisti’, per divertire i bambini e allontanarli fin da piccoli dal concetto di violenza.

L’efficacia di Nivolumab per il melanoma

Trattamento adiuvante dopo l’intervento chirurgico

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La Food and Drug Administration (FDA), l’ente regolatorio americano, ha approvato nivolumab per uso endovenoso per il trattamento adiuvante di pazienti con melanoma con coinvolgimento linfonodale o malattia metastatica dopo resezione completa.

Lo scopo della terapia adiuvante è quello di ridurre il rischio di recidiva dopo rimozione chirurgica del tumore e dei linfonodi “metastatici”. Nello studio di fase III CheckMate -238, nivolumab ha significativamente migliorato la sopravvivenza libera da recidiva (RFS) rispetto a un trattamento attivo, ipilimumab, in pazienti con melanoma in stadio IIIB/C o stadio IV dopo resezione chirurgica.

L’ansia da regalo

6 italiani su 10 ne soffrono

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La gioia e la spensieratezza che contraddistinguono le festività natalizie sono messe a rischio dall’elemento che più di ogni altro caratterizza il giorno in cui tutti sono più buoni: il regalo di Natale.

La ricerca dei doni infatti è fonte di un senso di sfinimento e rassegnazione, un’autentica ansia da regalo che pervade il 61% degli italiani, che nasce al solo pensiero di dover affrontare code interminabili alle casse (87%), le corse dell’ultimo secondo (67%) e le infinite ricerche del regalo perfetto (54%). Ma non è tutto: a peggiorare la situazione intervengono le difficoltà economiche, la fine di una relazione o i litigi in famiglia.

Il Natale quindi rischia di passare da giorno più bello dell’anno a incubo dal quale risvegliarsi il più presto possibile.

Malattie intestinali, coinvolto l’acido ialuronico

Studio italiano lo segnala come fattore rilevante nelle patologie croniche

Le malattie infiammatorie croniche intestinali hanno una forte incidenza nel mondo occidentale: ma quali sono le cause?

I risultati di uno studio – frutto della collaborazione tra diversi gruppi di ricerca dell’Università degli Studi dell’Insubria, di Pavia e di Padova – pubblicati sulla prestigiosa rivista scientifica Scientific Reports, del gruppo Nature, indicano che l’acido ialuronico potrebbe rappresentare un fattore chiave alla base della degenerazione dei neuroni intestinali durante un danno infiammatorio cronico.

Lo studio svela, infatti, per la prima volta al mondo scientifico la presenza di questa molecola nei gangli del sistema nervoso enterico e il suo coinvolgimento nelle alterazioni neuronali associate ad uno stato di infiammazione cronica.

Gli effetti antitumorali di agli e cipolle

Il loro consumo è associato a un rischio inferiore di cancro

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Agli e cipolle conterrebbero sostanze in grado di ostacolare l’insorgenza tumorale. Lo studio più recente è quello dell’Università di Guelph, in Canada, che si è concentrato sugli effetti delle cipolle rosse, pubblicando gli esiti dello studio sulla rivista Food Research International.
Stando ai dati raccolti, le cipolle rosse sarebbero in grado di combattere le cellule cancerose, in particolare quelle del tumore al colon e al seno.

Gli scienziati hanno testato cinque diversi tipi di cipolle che crescono comunemente in Canada. Le più efficaci si sono rivelate le Ruby ring onion, quella che noi chiamiamo semplicemente cipolla rossa. La chiave sarebbe nella concentrazione di quercetina, un flavonoide dal forte potere antiossidante, e di antocianine, le sostanze che danno il colore rosso all’alimento.

Cancro ai reni, efficace Cabozantinib

I risultati di uno studio di fase II sull’antitumorale

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La Food and Drug Administration (FDA) ha approvato l’estensione di indicazione di CABOMETYX (cabozantinib) compresse per il trattamento dei pazienti con carcinoma a cellule renali avanzato (RCC).

RCC è la più comune forma di tumore del rene negli adulti. La revisione e l’approvazione prioritaria da parte di FDA si è basata sui risultati dello studio randomizzato di fase 2 CABOSUN in pazienti con RCC precedentemente non trattati, che ha dimostrato un miglioramento clinicamente e statisticamente significativo della sopravvivenza libera da progressione (PFS) rispetto a sunitinib, uno degli standard di cura attuali. Tale approvazione da parte di FDA segue quella dell’aprile 2016 relativa all’approvazione del farmaco per il trattamento di pazienti con RCC avanzato che hanno precedentemente ricevuto una terapia anti-angiogenica.

Parkinson, individuata alterazione nella fase iniziale

La responsabilità è della proteina alfa-sinucleina

Una nuova scoperta sui primi stadi di sviluppo del Parkinson. Un team formato da Elvira De Leonibus, responsabile del Laboratorio di neuropsicofarmacologia dell’Istituto di genetica e biofisica del Consiglio nazionale delle ricerche (Igb-Cnr) di Napoli e Faculty presso l’Istituto Telethon di genetica e medicina (Tigem) di Pozzuoli, Barbara Picconi e Paolo Calabresi della Fondazione Santa Lucia Irccs e dell’Università di Perugia, ha scoperto un nuovo meccanismo di memoria cellulare attivato dall’apprendimento motorio, che viene alterato nelle fasi iniziali della malattia di Parkinson. Il lavoro, finanziato dalla Fondazione con il Sud e dal Miur, è stato pubblicato sulla rivista Brain.

Pancake ripieno con kefir e bacche di goji

Anche i pancake si prendono la loro rivincita a Natale, ed ecco pronta la versione ripiena di una delle colazione più amate dalla community fit! La fitness kitchen di Irene non si smentisce mai in quanto ad originalità e gusto.

Macros 423 kcal 45c 35p 9f

Ingredienti Pancake ripieno con kefir e bacche di goji

  • 200 ml di albumi
  • 60 gr di fiocchi di avena
  • 1 cucchiaino di lievito per dolci
  • 5 gr di bacche di goji 


Per la cremina

  • 100 ml di kefir
  •  10 gr di farina di semi di lino 


Come procedere

  • Mescolare il kefir e la farina di semi di lino in una ciotolina e mettere da parte.
  • Nel frattempo scaldare un padellino piccolo antiaderente e dai bordi alti, mescolare gli albumi, l’avena, il lievito, 3/4 di bacche di goji e versare nel padellino.
  • Coprire con il coperchio e cuocere a fuoco basso per 10 minuti circa o comunque fino a che inserendo uno stuzzicadenti non esce asciutto.
  • Appena è cotto mettere in un piatto e versare la cremina ottenuta con il kefir e decorare la superficie con le restanti bacche di goji.

Malattia di Crohn, efficace darvadstrocel

Vicino all’approvazione il nuovo farmaco per le fistole perianali

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Una nuova terapia per la malattia di Crohn sarà presto disponibile in Europa. Si tratta di darvadstrocel (Cx601), farmaco sviluppato da Takeda e TiGenix che ha ricevuto il parere positivo del Comitato per i medicinali per uso umano (CHMP) dell’Ema.

L’indicazione di Cx601 è prevista per il trattamento delle fistole perianali complesse in pazienti adulti con malattia di Crohn luminale non attiva/lievemente attiva, nel caso in cui le fistole abbiano mostrato una risposta inadeguata ad almeno una terapia convenzionale o biologica. Si tratta della prima terapia con cellule staminali allogeniche a ricevere parere positivo del CHMP in Europa.