Che inizino i saldi abbigliamento sportivo! Ecco i must have del nostro shop.

Oggi è decisamente un grande giorno per le sportive che sono anche appassionate di shopping, sono finalmente iniziati i saldi abbigliamento sportivo 2018!

Ecco i musth have per dare un serio upgrade al tuo armadio active e al tuo stile sporty.

L’urv – Fever pitch moto legging blu

Tra i capi ai saldi è tra i nostri preferiti. Oltre ad essere delle appassionate di fitness siamo anche leggermente in fissa con lo stile biker. Questo legging a pannelli, è adatto alle tue performance ad alta intensità così come ad occasioni più informali. Il punto di blu di questo legging, ci permette di abbinarlo con diversi colori a seconda del nostro mood, tuttavia l’abbinamento con il nero non si batte. Visualizza tutta la collezione L’urv.

First Base – Major league leggin nero 

C’è sempre un buon motivo per aumentare la scorta di legging neri nel tuo armadio fit. Se poi aggiungi a questo, il fatto che questo legging è realizzato per il 78% in materiale riciclato, avrai fatto un acquisto che rispetta le tue forme e la tua coscienza. Ai saldi anche la versione in grigio.

L’urv – Fever pitch crop top nude

Questo è il capo aspirational per eccellenza. L’obiettivo di tutte noi appassionate di fitness, sono gli addominali a tartaruga, e come meglio metterli in risalto se non con questo capo super sexy? Sarà un piacere poterlo mettere come ricompensa del tuo duro lavoro. Resistente all’umidità, sottolinea la scollatura con una trasparenza e coppette interne rimovibili. Progettato per migliorare la circolazione e regalare supporto, il crop top neutro L’urv è perfetto per qualsiasi allenamento.

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Maratona di New York, scopri come migliorare le tue performance


Domenica 5 novembre si corre la maratona di New York. Pur con la paura per il recente attentato, i runner da tutto il mondo sono già lì. Se sei un runner non professionista, ecco i consigli per migliorare le tue performance.

Allenamenti al pomeriggio e caffè sembrano essere il segreto per aumentare prestazioni e resistenza per correre la maratona. A dirlo, uno dei massimi esperti del settore, il dottor Massimo Spattini, specialista in Scienza dell’Alimentazione e in Medicina dello Sport, Certified in Anti-Aging & Regenerative Medicine (ABAARM – USA), alla Conferenza di Agemony, che si è tenuta a Roma presso la sede del CONI. “Le ricerche hanno evidenziato che i tempi di reazione presentano un picco nel tardo pomeriggio, tra le 16 e le 18, quando la temperatura corporea è più alta e per ogni grado Celsius (°C) di aumento di calore corporeo, la velocità di conduzione nervosa aumenta di 2,4 m/sec – ha spiegato il Dottor Massimo Spattini – Sui benefici del caffè, invece, oltre 14 studi raccolti in una metanalisi, cioè uno studio che li mette tutti a confronto, hanno confermato che la caffeina aumenta le prestazioni del 12% in media e ha benefici sugli sport di resistenza, con uno sforzo da 6 a 20 minuti, dove permette un ‘vantaggio’ del 6%. Inoltre stimola il cervello a un pensiero più chiaro e a una maggiore concentrazione – prosegue il medico.

Perché allenarsi al pomeriggio: cosa dice la scienza

Anche senza caffè, Allenarsi al pomeriggio aiuta ad avere migliori performance. “La mobilità articolare, la forza ‘esplosiva’ e quella ‘massimale’, intesa come la capacità del muscolo di esprimere la massima tensione possibile con una contrazione volontaria, raggiungono il livello più alto tra le ore 16 e le 18 – sottolinea l’esperto. – Anche le capacità metaboliche, come consumo di ossigeno, ventilazione polmonare, gittata sistolica e portata cardiaca raggiungono la massima efficienza nel pomeriggio. Nella stessa fascia oraria la resistenza a un lavoro ad alta intensità e la capacità di produrre lattato, sono più elevate.”

Perché il caffè aiuta la performance? La scienza risponde

La risposta è in uno studio del 2012 ( link PLoS One.) condotto su 12 uomini durante l’esercizio dello squat e della distensione su panca orizzontale al 75% del peso massimale, in momenti differenti della giornata con o senza caffeina, in esperimento in doppio cieco con placebo. Lo studio ha dimostrato che il gruppo che si era allenato al pomeriggio senza caffeina era significativamente più forte del gruppo del mattino al quale era stato somministrato il placebo, a conferma dell’impatto negativo delle prime ore del giorno sulla performance. Quando entrambi i gruppi invece hanno ricevuto la caffeina, non ci sono state differenze significative. Meccanismo spiegato in parte dal fatto che la sostanza è in grado di innescare un enzima chiamato AMPK che funziona come regolatore dell’energia a livello cellulare che a sua volta agisce sul SIRT 1, altro enzima che accelera la produzione di energia a partire dai grassi e dal glucosio. “La caffeina però non funziona sempre – avverte il dottor Spattini – Le ricerche hanno dimostrato che l’esercizio a breve termine e ad alta intensità non ne beneficia tanto quanto la prestazione di resistenza e sforzo prolungato. Nei soggetti che metabolizzano efficacemente la sostanza, la caffeina blocca i recettori dell’adenosina e diminuisce sia il dolore che il disagio dello sforzo muscolare aumentando l’intensità dell’esercizio e la resistenza. Dopo l’assunzione, la pressione sanguigna si alza, i depositi di grasso vengono mobilizzati e gli acidi grassi vengono rilasciati nel circolo sanguigno”.

E il caffè sembra anche correlato a una maggiore longevità. A suggerirlo, uno studio apparso sul New England Journal of Medicine che ha esaminato migliaia di uomini e donne: coloro che consumano caffè regolarmente, vivono più a lungo, con benefici analoghi a quelli osservati in Giappone dal consumo di the verde. “Ovviamente – sottolinea il dottor Spattini – l’ora della giornata è solo una delle variabili che concorrono alla performance: costanza, motivazione, concentrazione, riposo, alimentazione, integrazione sono altrettanti fattori che possono rendere il ritmo circadiano trascurabile. E’ vero però che in alcune specialità, se gli atleti devono gareggiare in emisferi diversi dal proprio, è previsto un allenamento specifico all’ora del luogo di destinazione per abituare l’organismo al diverso fuso orario.”


A cura di Liana Zorzi

© Sani per Scelta

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Geranio: proprietà, usi, curiosità e controindicazioni

Il geranio è una pianta utilizzata per uso ornamentale, tuttavia grazie alle conoscenze dell’uomo sappiamo che può fornire anche interessanti benefici, questi sono dovuti alle sue proprietà terapeutiche di cui, potete stare tranquilli, parleremo più avanti in modo approfondito! Sembrerebbe che grazie ai coloni inglesi sia stato importato il geranio in Europa. Questo almeno a […]

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Nuove linee guida sull’osteoporosi


Modifiche allo screening per prevenire le fratture

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C’è un nuovo aggiornamento che riguarda lo screening dell’osteoporosi per la prevenzione delle fratture. Lo ha pubblicato la Us Preventive Services Task Force, aggiornando le linee guida in vigore dal 2011.
Il documento contiene una lieve modifica del valore di cut-off del Fracture Risk Assessment Tool (Frax), un algoritmo approvato dall’Organizzazione mondiale della sanità che stima le probabilità di incorrere in una frattura osteoporotica nell’arco dei 10 anni successivi basandosi sulla presenza o meno dei principali fattori di rischio.
«Questa modifica permette di identificare le donne fra 50 e 65 anni da sottoporre a screening», spiega Alex Krist, coautore del documento.
Le nuove linee guida prevedono lo screening di routine per le donne dai 65 anni in su. Per quelle in post-menopausa fra i 50 e i 65 anni, invece, si consiglia di ricorrere allo screening solo in presenza di un …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | osteoporosi, fratture, ossa,

Qual è la differenza tra allenamento HIIT e allenamento Tabata?

Se ti alleni regolarmente allenamento HIIT e allenamento Tabata dovrebbero suonarti familiari. E siamo certe che in più di un’occasione hai utilizzato i termini in maniera intercambiabile.
Se la loro efficacia, dunque è fuori discussione, ci sono alcune differenze di cui dovresti essere a conoscenza.

L’allenamento HIIT e l’allenamento Tabata sono simili per alcune particolarità:

  • Entrambe si articolano intorno al concetto di massimo sforzo in brevi lassi di tempo con poco tempo per il recupero
  • Entrambe sono estremamente efficaci quando il tuo obiettivo è bruciare grasso in eccesso e perdere peso.

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Quindi quale scegliere per raggiungere specifici obiettivi?

Allenamento Tabata

L’allenamento Tabata rientra nella tipologia di allenamento HIIT, ovvero allenamento ad intervalli ad alta intensità. Si sviluppa in 8 round di 4 minuti ciascuno, che prevedono 20 secondi di lavoro intenso (alla massima intensità) e 10 secondi di riposo.
L’allenamento tabata è il risultato dello studio di un ricercatore giapponese che ne ha scoperto i benefici nel 1996. Lo studio ha rilevato come gli atleti aumentassero la loro capacità metabolica e anaerobica, eseguendo allenamenti Tabata 5 giorni a settimana per 6 settimane consecutivi.

Allenamento HIIT

L’allenamento HIIT è più flessibile quando si parla di tempi di esecuzione e riposo. Basta semplicemente uscire fuori dalla finestra dei 20 secondi di esecuzione dell’esercizio, per passare dall’allenamento Tabata all’allenamento HIIT.

In termini di efficacia per la perdita di peso generale e l’aumento di massa magra sono entrambe efficaci. I risultati ovviamente dipendono dalla tipologia di esercizi che inserisci all’interno del tuo allenamento. La cosa importante da tenere sempre a mente, è la pianificazione dei giorni di recupero. Non eseguire l’allenamento tabata o HIIT in giorni consecutivi.
In linea generale l’allenamento Tabata è fantastico se non hai molto tempo per allenarti e vuoi gradualmente aumentare il tuo livello di fitness. Quando sarai poi diventata più forte, puoi concederti tempi di esecuzione più lunghi e movimenti più complessi.



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MOVEMEN, la prevenzione dei tumori inizia a Novembre


Si chiama #MOVEMEN la campagna che la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori – LILT Milano lancia a novembre: un invito agli uomini affinché inizino ad occuparsi un po’ di più anche della loro salute.

Movemen

Sensibilizzare gli uomini sull’importanza di sottoporsi a controlli per arrivare prima nella lotta contro il cancro alla prostata è l’obiettivo di MOVEMEN. Diverse le iniziative negli Spazi Prevenzione LILT a Milano, Cernusco sul Naviglio, Monza, Novate Milanese e Sesto San Giovanni che è possibile prenotare, fino ad esaurimento dei posti disponibili, al sito www.legatumori.mi.it, tra cui seminari, visite gratuite, corsi di cucina salutare e molte altre attività. “Il cancro alla prostata è infatti la neoplasia più frequente tra gli uomini – sottolinea il presidente di LILT Milano, prof. Marco Alloisio –. Secondo i dati del rapporto Aiom/Airtum i numeri del cancro in Italia 2017 quest’anno sono attesi 34.800 casi, contro i 34.400 del 2016. Un dato significativo è però l’aumento della sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi, arrivata nel 2017 al 91% contro l’88,6% del 2016. La prevenzione e la diagnosi precoce sono fondamentali anche contro il tumore alla prostata e il nostro consiglio è di sottoporsi comunque a visite e controlli periodici non solo in presenza di sintomi.

Come Lilt Milano, continua il prof. Alloisio, metteremo a disposizione visite urologiche gratuite per tutto il mese di novembre nei nostri Spazi Prevenzione. Il mio appello agli uomini è quello di telefonare per prenotare un appuntamento”.


A cura di Irene Butta
© Sani per Scelta

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Diabete, HbA1c va misurata una volta all’anno


Controllo sufficiente per chi ha una glicemia stabile

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Non serve misurare tante volte i livelli di emoglobina glicata (HbA1c). Secondo un nuovo studio apparso su Diabetes Research and Clinical Practice, infatti, basta una sola misurazione ogni anno, almeno nei soggetti che mostrano una glicemia stabile.
Sachiko Ohde, ricercatore della Graduate School of Public Health St. Luke’s International University di Tokyo, commenta: «Secondo i nostri dati le attuali linee guida, che suggeriscono invece una cadenza semestrale, potrebbero contribuire a un eccesso diagnostico potenzialmente anche dannoso».
Allo studio hanno partecipato 1.066 soggetti tenuti in cura dal 2005 al 2014 in un ospedale giapponese. I volontari avevano meno di 75 anni ed erano affetti da diabete di tipo 2 con glicemia stabile. Dopo aver raggiunto la stabilità glicemica grazie ai trattamenti, i soggetti avevano misurato almeno due volte i valori di emoglobina …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | diabete, emoglobina, glicemia,

20 suggerimenti per avere la pancia piatta e sgonfia

Solo a vedere quel numero nel titolo, probabilmente ti sarà venuta l’ansia. In realtà, cambiando prospettiva, vedrai solo una moltitudine di soluzioni da leggere e mettere in pratica se il tuo obiettivo è quello di avere la pancia piatta e sgonfia.

Puoi ancora goderti gli aperitivi, ma ad una condizione. E’ risaputo come l’alcol e la sua presenza nel corpo rallenti la capacità di quest’ultimo di bruciare grassi. Tutta via se ti attieni a delle dosi standard di un bicchiere di vino o di birra, puoi ancora goderti l’aperitivo.

Cerca di rimanere calma. L’ansia sollecita la produzione di cortisolo, l’ormone che induce il corpo a conservare grasso in eccesso. Respira profondamente, fai partire il respiro dalla pancia, per circa 10 conteggi e cerca di alleviare i momenti di stress.

Mangia. Mangiare troppo poco, fa si che il tuo corpo vada in modalità “fame” e di conseguenza aumenti la probabilità di conservare il grasso in eccesso piuttosto che bruciarlo.

Controlla le tue sessioni di cardio. I muscoli sono metabolicamente più attivi del grasso, il che vuol dire che più ne hai più il tuo metabolismo funziona velocemente. L’allenamento di resistenza è fondamentale a questo scopo, quindi cerca di aggiungere cardio il giusto che serve.

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Attieninti all’integrale. Preferire gli alimenti integrali ti aiuterebbe a mantenere la pancia piatta in maniera maggiore.

Allena qualsiasi angolo. Quando esegui un circuito per definire gli addominali, pensa ai tre piani di movimento. Prova quindi crunch e crunch inversi (per allenare gli addominali dall’alto verso il basso e avanti e indietro), piegamenti del busto laterali in piedi (per allenare la parte frontale) e torsioni (per allenare i muscoli in maniera traversa).

Affidati al te verde. L’EGCG, un antiossidante contenuto nel te verde, sembra aumenti la capacità metabolica. Ovviamente non esagerare, ma inserisci una tazza di tè verde nel tuo piano alimentare.

Dormi. La mancanza di sonno può rallentare il metabolismo. Per tanto non privarti mai delle tue 8 ore di sonno.

Aggiungi erbe al tuo piano alimentare. Zenzero, camomilla e menta, sembra abbiano un effetto sgonfiante e sopporterebbero una corretta digestione.

Attenta agli zuccheri. Alcune ricerche dimostrano come lo zucchero sia molto più presente nella nostra giornata alimentare di quanto crediamo. Non sempre infatti lo inseriamo sotto forma di zolletta o bustina di zucchero, basta anche solo fare riferimento ai cibi confezionati, che la quantità di zucchero spicca il volo. Cerca quindi di leggere sempre le etichette, quando fai la spesa.

Segui la regola del 10%. Se dunque non hai bisogno di fare 100 crunch per eliminare il grasso addominale, è vero che allenare questa zona nello specifico è considerato uno step necessario a fine allenamento. L’ideale sarebbe passare la maggior parte del tempo ad allenare il resto del corpo e dedicare non più del 10% del totale del tuo allenamento agli addominali.

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Go big or go home. Quando ti alleni prediligi l’allenamento dei grandi gruppi muscolari e più di un gruppo muscolare alla volta, invece dei movimenti isolati. Questi esercizi bruciano più calorie.

Semplifica la cena. Cerca di attenerti ad un piatto semplice fatto di proteine e verdure, ed evita possibilmente i dolci, così da evitare il pericolo di ritenzione idrica.

Scrivi un diario. Alimentare, s’intende, in maniera tale da tenere sotto controllo quello che mangi ed eliminare le eventuali cause di gonfiore.

Evita le fritture. Sono difficili da digerire ed è più probabile ti facciano sentire gonfia.

Aggiungi un pizzico di sprint. All’interno della tua sessione di cardio, inserisci dai 10 ai 30 secondi di sprint. Puoi utilizzare il tappeto, la bike o qualsiasi altri attrezzo. In questa maniera brucerai una maggiore quantità di calorie.

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Prova a sostituire la sedia con la fitball. Se qualche tua collega già lo fa, non prenderla per matta. Questa sostituzione in realtà ti permette di attivare gli addominali alla ricerca dell’equilibrio mentre sei seduta.

Ridi. Al pari del fatto di mantenere la calma, una buona risata è quello che ti serve perchè durante una risata contrai gli addominali. Va da se che non è l’unica cosa da fare.

Attenta al sale. Il sale serve al corpo per funzionare, ma troppo sale può causare ritenzione. Elimina i cibi troppo conditi e cerca di preparare i pasti il più delle volte in maniera tale da mantenere sotto controllo la quantità di sale.

Non mangiare aria. Bere dalla cannuccia e masticare gomme possono causare un accumulo di aria in pancia, aumentando le dimensioni del giro vita. Inoltre, masticare bocconi più piccoli può aiutarti a sbarazzarti da quella sensazione di gonfiore dopo i pasti



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Avena con zucchine, pomodorini, feta e fiori di zucca

Questo piatto è perfetto da gustare d’estate, all’aperto nel vostro giardino o in spiaggia.

Avena: ottimo ricostituente, è ricca di proteine, lisina, fibre, minerali (fosforo, ferro, potassio, calcio) e vitamine del gruppo B. Grazie al potere diuretico, è un cereale indicato per eliminare la cellulite.

Zucchine: povere di calorie, contengono folati, potassio, manganese e vitamina A.

Pomodorini: grazie all’elevato contenuto di licopene, sono un potente antiossidante. Ricchi anche di acqua, sali minerali e vitamine.

Cosa serveCOSA SERVE (per 2 persone)

160 g di avena

2 zucchine

100 g di pomodorini

50 g di feta

3 fiori di zucca

Sale

Olio e.v.o.

Come si preparaCOME SI PREPARA

Cuocere l’avena in abbondante acqua salata. Nel frattempo, tagliare le zucchine a cubetti e cuocerle in una padella; tagliare i pomodorini a metà e la feta a cubetti. Mettere tutto in una terrina, in cui andrà aggiunta l’avena una volta cotta. Condire con olio a piacere e i fiori di zucca freschi tagliati a listarelle.

 

A cura di Valeria Baruzzo

© Sani per Scelta

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Cancro al seno ER-positivo, il rischio di ricaduta è alto


Permane anche dopo 5 anni di terapia endocrina adiuvante

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Non bastano 5 anni di terapia endocrina adiuvante per riportare alla normalità il rischio di ricaduta nelle donne colpite da cancro al seno positivo per il recettore degli estrogeni (ER).
Lo stabilisce uno studio apparso sul New England Journal of Medicine e firmato da ricercatori della University of Oxford.
Stando ai dati, il rischio di recidiva permane fino a 20 anni dopo la prima diagnosi. Hongchao Pan, coordinatore della ricerca, spiega: «Una terapia endocrina della durata di cinque anni riduce significativamente i tassi di ricaduta durante e dopo il trattamento in
questa popolazione di pazienti, ma l’estensione del trattamento, pur offrendo maggiore protezione, mostra effetti collaterali aggiuntivi».
Il team di Pan ha analizzato 88 studi che hanno coinvolto un totale di 60.000 donne con cancro al seno ER-positivo, libere da malattia dopo cinque anni di endocrinoterapia …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | seno, terapia, estrogeni,