Maculopatia, visite gratuite per diagnosi e prevenzione

Maculopatia campagna di prevenzioneOcchi aperti dal 29 gennaio al 23 febbraio: in tutta Italia è possibile prenotare visite gratuite e diagnosi dedicate alla prevenzione e cura della maculopatia .

La campagna è stata promossa da CAMO(Centro Ambrosiano di Microchirurgia Oftalmica) in collaborazione con l’Ospedale San Raffaele di Milano e con il Patrocinio del Ministero della Salute.

COS’È LA MACULOPATIA?

E’ una patologia che interessa la macula, ovvero la parte di retina più importante per la visione che consente la lettura di caratteri più piccoli, la percezione dei colori, la visione distinta. In questa area risiedono gran parte delle cellule visive, i fotorecettori, che sono i responsabili delle funzioni come leggere, guidare, lavorare al computer.

L’ITALIA TRA LE NAZIONI PIÙ A RISCHIO

La maculopatia oggi è una patologia ancora poco conosciuta, ma molto diffusa e con un trend in continua crescita: costituisce infatti una delle cause più frequenti di cecità nel mondo occidentale tanto che secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità nei prossimi 30 anni, la cecità causata dalla Degenerazione Maculare Legata all’Età (DMLE) subirà un aumento esponenziale. L’Italia è tra le nazioni più a rischio* con più di 80.000 nuovi casi all’anno di persone affette da Degenerazione Maculare Legata all’Età. Dati allarmanti che confermano quanto protezione e prevenzione siano importanti per i nostri occhi.

DOVE PRENOTARE LA VISITA GRATUITA

Presso numerosi centri oculistici di eccellenza e decine di specialisti.

È possibile prenotare il proprio screening gratuito sul sito www.maculopatie.com

*Indagine nazionale sulla maculopatia, realizzata dall’Istituto Lorien per conto del Centro Ambrosiano Oftalmico

A cura di Irene Butta

© Sani per Scelta

L’articolo Maculopatia, visite gratuite per diagnosi e prevenzione proviene da Sani per Scelta.

Un polipo su quattro sfugge alla colonscopia

Aumentare l’efficacia dell’esame con maggiore training degli specialisti

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Il 25% dei polipi del colon “sfugge” alla colonscopia, cioè non è individuato dal medico che sta eseguendo l’esame.

Un dato allarmante perché questi polipi in oltre il 90% dei casi si evolvono divenendo tumori. Per aumentare l’efficacia di questo esame l’Associazione Italiana dei Gastroenterologi ed endoscopisti Ospedalieri (AIGO) e la Società Italiana di Endoscopia Digestiva (SIED) lanciano il progetto Integrated Colonoscopy Improvement Program in Italy (IN.C.I.P.IT), che prevede training e il monitoraggio dell’accuratezza di queste prestazioni.

Le cause che possono spiegare questo tasso di polipi non identificati sono differenti: la loro localizzazione e morfologia, le tecniche endoscopiche, il raggiungimento del cieco all’interno dell’intestino, la pulizia intestinale, l’esperienza dell’endoscopista.

Le acconciature e i colori per l’inverno

Quest’anno vanno le trecce e i colori forti

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Se lo scorso anno era stato il tempo delle chiome da Pop Art dei primi anni ‘60 quest’inverno si torna su tagli più classici.

Una delle tendenze principali per l’inverno è il ritorno della riga di lato. Per essere trendy bisogna pettinare gran parte dei capelli verso l’altra parte del viso per un’ acconciatura moderna e seducente.

Ma la riga di lato è solo il punto di partenza per creare tantissime acconciature, si può optare per capelli lisci da legare in una coda o uno chignon basso. Questo tipo di acconciatura dà un’aria un po’ maschile, molto di moda quest’inverno. Per un look più femminile basta lasciare più morbidi i capelli e legarli una coda laterale.

Ma non solo pettinature austere o androgine, la riga di lato permette anche di creare acconciature voluminose.

Uomini e donne hanno cervelli diversi

Lavorano in modo differente, soprattutto a livello emozionale

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Il cervello maschile e quello femminile mostrano importanti punti di divergenza nel loro funzionamento. A sottolinearlo è uno studio pubblicato su Scientific Reports da un team dell’Università di Twente, dell’Istituto di Neuroscienze di Nimega e dell’Università di Zurigo.
Grazie a un’elettroencefalografia, i ricercatori hanno dimostrato il ruolo fondamentale associato ai segnali elettrici emessi dal cervello, che provano come il cervello femminile sia maggiormente in grado di riconoscere le emozioni.

Inoltre, l’intelligenza artificiale ha analizzato i dati provenienti da 1.300 elettroencefalografie. Francesco Papaleo, ricercatore presso l’Istituto Italiano di Tecnologia, commenta: Un mio maestro di molti anni fa mi diceva che il cervello dell’uomo e della donna sono completamente diversi.

Allenamento di resistenza: perché dovresti farlo per almeno 10 minuti ogni giorno

L’allenamento di resistenza spaventa molti di coloro che ad esempio preferiscono allenarsi con sessioni di cardio, jogging, Zumba e così via. Queste attività elencate seppure positive, non ti aiutano se il tuo obiettivo è quello di aumentare la forza. Bastano pochi esercizi e qualche attrezzo come i manubri, le bande elastiche o anche semplicemente il peso corporeo, per allenare e tonificare diverse aree del corpo e concentrarsi sul suo complessivo rinforzamento.

Inoltre puoi eseguirlo anche a casa, magari davanti alla tua serie Netflix preferita. Ecco un esempio di una delle routine tricipiti. Non è richiesta alcuna iscrizione alla palestra e potrei farlo mentre guardo Netflix! La cosa che potrebbe accadere e che nel giro di poche settimane con costanza ed impegno ti sentirai motivata, persino per allenarti la mattina!

Nonostante tu sia forse più incline ad allenarti a fine giornata, scoprirai che inserire una breve routine di allenamento di resistenza prima di uscire di casa la mattina, ti permette di performare meglio e adattarti gradualmente al cambiamento di stile di vita che stai affrontando.

Seppur l’articolo ti porterebbe a fare un allenamento anche solo di 10 minuti ogni giorno, è perfettamente normale saltare qualche giorno, l’importante è comunque attenersi anche in questo caso alla regola dell’80/20, dove i giorni di allenamento superano complessivamente quelli di pausa.

Un attrezzo che potrebbe ritornarti particolarmente utile, per approcciarti all’allenamento di resistenza sono le fasce elastiche, che sostituiscono egregiamente le macchine super lusso delle palestre, e ti permettono di allenare qualsiasi parte del corpo, dagli addominali alle gambe, passando per le braccia. L’idea poi di affrontare un allenamento nuovo, di sicuro sarà un forte stimolo per la tua motivazione.

Prova ad iniziare da un circuito: magari composto da 5 movimenti in serie da due ripetizioni da 40 secondi e 20 di riposo, oppure prova ad utilizzare una ratio diversa 20:10. Vedi anche Allenamento HIIT 8 movimenti da inserire nella tua routine

Per determinare gli esercizi consulta un esperto oppure leggi qui. Inoltre prima di approcciarti ad un qualsiasi tipo di allenamento, assicurati di poterlo fare.

Per eseguire allenamenti a tempo, scarica un app sul cellulare in maniera da essere sicura di rispettare le tempistiche previste dell’allenamento.

La possibilità di variare e sperimentare e mettere alla prova il tuo corpo (sempre dando un’occhio alla sicurezza e alla salute) sarà la chiave per far si che tu diventa appassionata della tipologia di allenamento.

Scolpire il corpo e far lavorare tutti i gruppi muscolari diventerà automatico, invece di prediligere un allenamento piuttosto che un altro.

Se dunque non stai cercando di raggiungere la potenza a livello CrossFit, 10 minuti di allenamento al giorno siano sufficienti per aumentare la forza e persino per eliminare gli squilibri muscolari. Ed è un ottimo punto di partenza se decidi di spingerti oltre una volta che hai una solida base e padroneggi la forma corretta.

Riso Venere con zucca, zucchine e primo sale

Questa pietanza è l’ideale da gustare nel periodo in cui l’estate incontra l’autunno.

Riso venere: ricco di polifenoli e antiossidanti, oltre a vitamina B e B1.

Zucca: povera di calorie e grassi, contiene molti sali minerali (fosforo, ferro, magnesio, potassio) e vitamine del gruppo B e C.

Zucchine: pochissime calorie, contengono folati, potassio, manganese e vitamina A.

Cosa serveCOSA SERVE (per 2 persone)

 

160 g di riso venere

100 g di zucca (a fettine)

1 zucchina

Formaggio primo sale (a piacere)

Timo

Sale

Olio e.v.o.

Come si preparaCOME SI PREPARA

 

Cuocere il riso in acqua bollente salata. Nel frattempo, grigliare le fettine di zucca e le zucchine. Tagliarle a pezzetti e unirle al riso una volta scolato. Tagliare il formaggio a cubetti e aggiungerlo al tutto. Condire con olio a piacere e qualche foglia di timo fresco.

Cosa aspettarsi quando s’intraprende una dieta chetogenica

La parola “dieta” fa venire l’orticaria a molte di noi: spesso attribuiamo una connotazione negativa, il cui senso si focalizza più sul concetto di restrizione. Sensazioni a parte, la dieta chetogenica può essere una seria svolta se stai cercando di perdere peso in eccesso o semplicemente mangiare più sano eliminando ad esempio cibi confezionati. Come sempre raccomandiamo, cerca di capire se quello della dieta chetogenica può essere un percorso che puoi intraprendere, consultando un esperto.

Ecco cosa sappiamo sulla dieta chetogenica: essenzialmente si focalizza sull’assunzione di un maggior quantitativo di grassi buoni, con un moderato apporto di proteine e carboidrati, la fonte da cui il tuo corpo riceve energia (e brucia calorie) passa dal glucosio (dai carboidrati) ai chetoni (dal grasso).  Il processo però non accade dal giorno alla notte, ti ci vuole un po’ di tempo per abituare il tuo corpo.

E’ importante sottolineare che la dieta chetogenica non è un regime alimentare a lunga durata, ottimale dai 30 ai 90 giorni, e questo senz’altro ti permette di approcciarti in maniera più tranquilla.

Come sostengono molti esperti seguire una dieta chetogenica sarà difficile per la maggior parte delle persone, soprattutto se sei abituata ad una dieta ricca di zuccheri, sale e carboidrati. Ma i benefici potenziali – migliorare la salute del cervello, sostenere i muscoli e migliorare le prestazioni complessive in palestra, in ufficio e nella vita – valgono la pena di dedicarsi al duro lavoro.

Come per tutte le nuove abitudini, anche quelle alimentari richiedono tanto impegno e un po’ di tempo rientrare a regime, fare spuntini, pranzi e cene che limitano in qualche maniera i carboidrati, ti mette senz’altro alla prova. Le ricette possono sembrarti strane da preparare  considerando che non è proprio quello che sei abituata a mangiare. Se poi sei vegetariana il pensiero di approcciarti alla carne può farti rabbrividire, in realtà esistono delle ottime alternative anche per chi con la carne non ha un buon rapporto. Inoltre la dieta chetogenica può essere, con un po’ di pianificazione, portata anche “fuori casa” nel senso che non deve limitare necessariamente le tue uscite a cena.

avocado ripieno di salmone

Imparerai dunque l’arte di pianificare i pasti e di modificare la tua lista della spesa: Leggi l’articolo gli alimenti da inserire nel carrello per la dieta chetogenica.

Ovviamente dovrai abbandonare alimenti ad alto contenuto di carboidrati, e se inizialmente proverai la sensazione di poter facilmente sbarazzarti della maggior parte dei carboidrati, ti sarà più difficile accettare l’idea di aumentare i grassi. Questo è un aspetto della dieta chetogenica che penso che molte persone fraintendano: la cheto non è solo una dieta a basso contenuto di carboidrati, è anche una dieta ad alto contenuto di grassi.

I primi giorni della dieta chetogenica sono stimolanti, perché stai per intraprendere un nuovo percorso, ma sono estremamente difficili da affrontare, soprattutto intorno al 3-4 giorno in cui potresti sentire un minimo di stanchezza, che comunque rientra nelle aspettative del processo di adattamento al nuovo regime alimentare. Devi sempre prestare attenzione alle tentazioni in giro, per questo è importante avere a portata di mano uno spuntino da preferire rispetto alla scatola di biscotti in ufficio.

Probabilmente dopo una settimana, avrai già perso un po’ di peso, anche se non deve essere necessariamente il tuo obiettivo per approcciarti alla dieta chetogenica.

Ad un certo punto del percorso ti ritroverai inoltre un po’ annoiata dal fatto di mangiare sempre gli stessi alimenti, e quindi inizierai una nuova fase di ricerca di alimenti sostitutivi, e ti renderai conto di quanti alimenti sani e nutrienti esistono.

Insomma il percorso è lungo e tortuoso, ma alla fine raggiungerai un traguardo importante e tante soddisfazioni. Chiaramente ti incoraggiamo a consultarti con un esperto e a prendere tutte le decisioni alimentari e di allenamento, pensando in primis alla salute.

Un algoritmo ci dirà se il nostro cuore è sano

Lo ha messo a punto Google grazie all’intelligenza artificiale

Una fotografia agli occhi e il nostro cuore non avrà più segreti. È quanto promette l’ultima invenzione tecnologica di Google applicata alla salute.

Da anni, ormai, il colosso di Mountain View si è buttato a capofitto sulla ricerca di nuove soluzioni per migliorare la salute delle persone. Uno dei risultati più interessanti è la realizzazione di questo algoritmo per la prevenzione delle malattie cardiache. Il sistema si basa sulle analisi della parte interna dell’occhio e sull’intelligenza artificiale.

Grazie a una macchina fotografica e a un microscopio, i medici raccoglieranno dati relativi alla pressione sanguigna, all’età, ad abitudini come il fumo o l’alcol. I dati ricevuti vengono quindi elaborati da un software che sviluppa una previsione sul rischio cardiaco di un soggetto.

Sclerosi multipla, scoperte cellule “riparatrici”

Agiscono solo quando l’infiammazione cerebrale lo permette

Uno studio dell’Università Statale di Milano identifica una popolazione di cellule progenitrici ancora presenti nel cervello adulto, che, se attivate da un danno neurodegenerativo, possono contribuire alla riparazione del tessuto cerebrale.

Tuttavia, la loro potenzialità riparativa è completamente abolita se il tessuto circostante è fortemente infiammatorio. La ricerca svolta in collaborazione con il Centro Cardiologico Monzino, l’Istituto Scientifico San Raffaele e l’Università di Ulm in Germania, è stata finanziata da AISM e la sua Fondazione, e dalla Fondazione Cariplo.

Nel cervello adulto sono ancora presenti cellule progenitrici (i precursori oligodendrocitari) capaci di differenziarsi ad oligodendrociti maturi che producono la guaina mielinica, la quale, avvolgendo strettamente i prolungamenti dei neuroni.

Epilessia, il rischio di interazioni tra i farmaci

Molti anziani rischiano significative interazioni farmacocinetiche

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Un buon numero di pazienti anziani epilettici assume combinazioni di farmaci antiepilettici (Aed) e non antiepilettici (Ned) che potrebbero provocare interazioni farmacocinetiche anche gravi.

A dirlo è uno studio pubblicato su Epilepsia da un team della University of Alabama di Birmingham e dalla Emory University di Atlanta coordinato da Maria Pisu.

«La cura degli anziani con epilessia è complicata dal verificarsi di diverse altre condizioni di comorbilità per le quali è richiesto un trattamento farmacologico», spiegano i ricercatori.

Le interazioni farmacologiche possono alterare l’efficacia di un Ned o l’efficacia di un Aed, e «compromettere la cura della condizione di comorbilità – in alcuni casi con potenziale rischio mortale – o il controllo delle crisi comiziali, oppure aumentare la tossicità degli Aed».