Tumore all’endometrio, il test per la diagnosi precoce

Italiano il gruppo di ricerca che ha sviluppato il test

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Uno screening per individuare precocemente il carcinoma endometriale. È questa la proposta rivoluzionaria di Jacopo Troisi, Giovanni Scala e Maurizio Guida per avviare la diagnosi di una delle neoplasie più diffuse dell’apparato genitale femminile.

Si chiama Medea e ha ricevuto il brevetto industriale dal Ministero dello Sviluppo economico. Si tratta di una invenzione tutta “made in Sud” sviluppata presso i laboratori della società situati all’interno della fondazione EBRIS in collaborazione con il dipartimento di farmacia diretto dal prof. Pietro Campiglia e del dipartimento di medicina, chirurgia ed odontoiatria diretto dal prof. Mario Capunzo dell’Università di Salerno.

Il metodo utilizzato è basato su un’indagine metabolomica e su algoritmi bioinformatici per il trattamento dei dati. Per effettuare il test occorre una semplice puntura digitale.

Se il cardio non fa per te, allenarsi camminando può essere un’opzione

Siamo dell’opinione che esista un allenamento per tutti i tipi di esigenze. Se proprio le sudate in palestra non sono la tua attività preferita, e sollevare pesi non ti convince, sappi che c’è una soluzione. Allenarti camminando può essere la chiave di volta, perché ti aiuta a bruciare grassi e ti espone ad un rischio minore di infortuni rispetto ad attività in cui è richiesto un livello di fitness maggiore.

Ci sono alcuni sostenitori del fatto che le attività cardio non siano le più appropriate per ottenere una figura snella. In effetti, per alcune persone, il cardio può essere in qualche modo controproducente. Secondo la nutrizionista americana Pasternak, più intenso è il cardio che fai, più calorie al minuto brucerai – tuttavia, una percentuale più alta di quelle calorie proviene da fonti non grasse. Bruceresti un numero maggiore di grassi in attività cardio meno intense. In altre parole facendo troppo cardio bruci molte calorie, ma non molto grasso. Leggi anche 5 suggerimenti fitness da non ascoltare 

Inoltre devi tenere in considerazione che aumentando l’intensità dei tuoi allenamenti cardio aumenterà anche la fame. Pasternak dice che esiste una relazione diretta tra l’intensità del cardio che fai e il tuo appetito. Più intenso è il tuo allenamento cardio, più sarai affamato dopo, il che può portare a mangiare più del normale.

Il che può avere degli effetti sulle tue scelte nutrizionali: focacinna senza glutine con tanto di succo di frutta carico di zuccheri, non sono proprio la scelta più appropriata.

Inoltre se ti costringi a fare attività che non sono nelle tue corde o semplicemente per cui non sei adeguatamente preparata, ti esponi a maggiori rischi di farti male. Secondo Pasternak, la sindrome da stress ripetitivo, le lesioni al ginocchio e le lesioni alla schiena sono tutti rischi associati a cardio estremi.

Mentre non sconsiglia necessariamente la corsa o la lezione di spin, Pasternak dice che la persona media che sta cercando di buttare giù massa grassa potrebbe essere un po’ intimidita dalla prospettiva di fare cardio intenso ogni giorno. Camminare, d’altra parte, è spesso visto come un metodo di esercizio più accessibile da parte di persone di tutti i livelli di abilità.

Pasternak, che ha studiato le abitudini alimentari dei paesi più sani del mondo, dice che mentre le diete delle persone in questi paesi sono molto diverse e camminano molto. Secondo Pasternak, l’americano medio fa 4.100 passi al giorno, mentre le persone nei paesi più sani prendono più di 10.000 passi al giorno. Per questo motivo, Pasternak offre a tutti i suoi clienti un obiettivo giornaliero che varia da 10.000 a 14.000 passi. “Le persone vogliono sapere come si formano i corpi più belli del mondo – ecco come lo faccio io, non essendo sedentario”, ha detto.

Crash diet, la dieta che “schianta” il grasso

Ma potrebbe essere rischiosa per il cuore

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Il nome non è certo invitante, “crash diet”, una dieta da schianto. E di certo i suoi effetti sono radicali, come dimostra uno studio dell’Università di Oxford realizzato su 21 soggetti obesi.
I ricercatori hanno utilizzato la risonanza magnetica per verificare la distribuzione del grasso a livello addominale, epatico e cardiaco nei volontari che hanno seguito per 8 settimane la dieta, che prevede uno scarsissimo introito calorico pari a 600/800 calorie.

Com’era lecito attendersi, la riduzione della massa grassa è stata evidente. Il grasso totale, quello viscerale e quello epatico erano calati rispettivamente del 6, dell’11 e del 42%. Migliorata anche la risposta all’insulina e i livelli di colesterolo, trigliceridi, zuccheri e pressione sanguigna.

Acne addio grazie al laser frazionato

Intervento risolutivo per eliminare le cicatrici

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L’acne è un disturbo che si presenta generalmente tra gli adolescenti, ma che può comparire anche in età adulta fino ai 26 anni, e in casi più rari anche negli over 26.

“Non si deve mai sottovalutare l’ance, anzi, è necessario curarla tempestivamente per ridurre il rischio di generare cicatrici residue”, avverte il dottor Fernando Bianchi, medico estetico e specialista in dermatologia perché “più la manifestazione acneica è intensa e prolungata, più sarà la possibilità di sviluppare cicatrici post-acneiche“.

Le cicatrici da acne sono dei segni presenti su una pelle che ha sofferto di acne nodulocistica, ma non sono da considerare come una patologia, bensì come un problema estetico.

Cervello, dove operarsi in Italia?

La classifica degli ospedali più performanti

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Il cervello è la centralina di comando di tutte le funzioni del nostro organismo. Respiro, battito cardiaco, coordinazione dei movimenti, equilibrio, linguaggio, emozioni, apprendimento.

Sono tutte attività coordinate da questo prezioso organo, detto più correttamente encefalo, che è suddiviso in tre aree: tronco encefalico, cervelletto e cervello vero e proprio. Come le altre parti del corpo, anch’esso può essere bersagliato da gravi patologie, quali forme tumorali, aneurismi o ictus, che possono determinare seri danni cerebrali e risultare anche fatali.

La chirurgia rappresenta un’opportunità per prevenirle, curarle o quanto meno rallentarne la progressione. In caso di tumore cerebrale, l’intervento è la prima arma a disposizione per aggredire la neoplasia.

6 esercizi per ottenere il lato B perfetto con la swiss ball

Anche se è in arrivo il freddo polare, stiamo già facendo il conto alla rovescia per la bella stagione. Vogliamo quindi concentrarci nell’eliminare i danni da vita da scrivania. Esegui ogni mossa di seguito, lavorando fino al numero raccomandato di ripetizioni. Ripeti l’intera sequenza almeno due o tre volte alla settimana per ottenere il lato B perfetto.

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1. V-Leg Lifts (20 ripetizioni)

Come si fa:

  • Mettiti in posizione plank con una swiss ball sotto i fianchi e piedi che si sollevano da terra.
  • Gambe distese e tenute a parte a forma di V, attiva il sedere e i muscoli posteriori della coscia mentre sollevi le gambe verso l’alto.
  • Con controllo, riporta le gambe nella posizione di partenza (senza toccare il suolo!) Per completare una ripetizione.

2. Frog Leg Lifts (20 reps)

Come si fa:

  • Mettiti in posizione plank con una swiss ball sotto i fianchi e piedi che si sollevano da terra.
  •  Piega le ginocchia per portare unire le piante dei piedi e le ginocchia verso l’esterno.
  • Senza allungare le gambe, attiva il sedere e i muscoli posteriori della coscia mentre sollevi i talloni.
  • Ritorna alla posizione iniziale per completare una ripetizione.

3. Plank inclinato con sollevamento della gamba(10 reps per side)

Come si fa:

  • Mettiti in posizione plank con gli avambracci sulla swiss ball e il tuo corpo in linea retta tra la parte superiore della testa e i talloni.
  • Mantenendo i fianchi allineati a terra e il nucleo impegnato (per la stabilità) sollevare la gamba destra più in alto possibile, quindi rilasciare alla posizione di partenza con controllo per completare una ripetizione.

4. Reverse Lunge su Swiss Ball (10 reps per side)

Come si fa:

  • Piegare il ginocchio sinistro di 90 gradi per posizionare le dita del piede sinistro sulla parte superiore della swiss ball posizionata dietro di te.
  • Quindi, piega il ginocchio della gamba destra di 90 gradi e porta indietro i fianchi mentre fai rotolare la palla all’indietro con controllo.
  • Strizza i glutei per tornare in posizione eretta, riportando la palla nella posizione iniziale. Questa è una ripetizione.

5. Hip Lift (20 ripetizioni)

Come si fa:

  • Sdraiati sulla schiena con le braccia lungo i fianchi, le ginocchia piegate e la pianta dei piedi su una swiss ball.
  • Premi la palla mentre indurisci i glutei e solleva i fianchi fino a formare una linea tra le ginocchia e le spalle.
  • Con controllo, abbassa i fianchi fino a quando non sfiorano il terreno. Questa è una ripetizione.
  • Per un’extra challenge , esegui questa mossa con una gamba sollevata. (Assicurati però che il tuo livello di allenamento te lo permetta) 

6. Hamstring Curl-Ins (20 reps)

Come si fa:

  • Sdraiati sulla schiena con le braccia lungo i fianchi, le ginocchia piegate e la pianta dei piedi su una swiss ball.
  • Premi la palla mentre attivi i glutei e solleva i fianchi fino a formare una linea dritta tra le ginocchia e le spalle.
  • Con controllo, estendi le gambe per far rotolare la palla lontano dal sedere.
  • Attiva i glutei e i muscoli posteriori della coscia a premere sulla palla mentre pieghi le ginocchia, facendo rotolare la palla dentro. Questa è una ripetizione.

Tumori testa-collo, un meccanismo li rende aggressivi

Il meccanismo di p53 mutata potrebbe diventare un target

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Nel mondo quasi una persona su due con un tumore presenta la mutazione del gene che produce la proteina p53. In moltissimi casi queste mutazioni trasformano p53 da “angelo buono”, soppressore dei tumori, in una delle proteine più aggressive della trasformazione maligna: in queste condizioni p53 non solo non svolge più le funzioni originarie, ma acquisisce proprietà oncogeniche che favoriscono il tumore.

Ricercatori dell’Istituto Regina Elena di Roma hanno individuato un importante meccanismo d’azione di p53 mutata nei tumori squamosi della testa-collo. I pazienti colpiti dalla neoplasia e con tale mutazione hanno in genere un decorso infausto, con una bassa risposta alla radio e chemioterapia e questo spiega l’urgenza di trovare strategie per bloccare l’azione di p53 mutata.

Dieta, vince l’approccio personalizzato

Pochi grassi o pochi carboidrati? Entrambe scelte efficaci

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Quando si intende dimagrire l’approccio ideologico è il peggiore possibile. Che siate fan dell’abbattimento dei grassi o di quello dei carboidrati, sappiate che il risultato sarà più o meno lo stesso.

A dirlo è uno studio pubblicato su Jama da un team della Stanford University School of Medicine al quale hanno preso parte 609 soggetti fra i 18 e i 50 anni.

Stando ai dati, nessuno dei due regimi alimentari può dirsi davvero migliore dell’altro; la perdita di peso è possibile con entrambi e dipende anche da soggetto a soggetto.

I partecipanti sono stati divisi in due gruppi: il primo ha seguito un regime alimentare a basso contenuto di carboidrati, mentre il secondo uno a basso contenuto di grassi. La dieta è durata un anno.

Un polipo su quattro sfugge alla colonscopia

Aumentare l’efficacia dell’esame con maggiore training degli specialisti

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Il 25% dei polipi del colon “sfugge” alla colonscopia, cioè non è individuato dal medico che sta eseguendo l’esame.

Un dato allarmante perché questi polipi in oltre il 90% dei casi si evolvono divenendo tumori. Per aumentare l’efficacia di questo esame l’Associazione Italiana dei Gastroenterologi ed endoscopisti Ospedalieri (AIGO) e la Società Italiana di Endoscopia Digestiva (SIED) lanciano il progetto Integrated Colonoscopy Improvement Program in Italy (IN.C.I.P.IT), che prevede training e il monitoraggio dell’accuratezza di queste prestazioni.

Le cause che possono spiegare questo tasso di polipi non identificati sono differenti: la loro localizzazione e morfologia, le tecniche endoscopiche, il raggiungimento del cieco all’interno dell’intestino, la pulizia intestinale, l’esperienza dell’endoscopista.

Le acconciature e i colori per l’inverno

Quest’anno vanno le trecce e i colori forti

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Se lo scorso anno era stato il tempo delle chiome da Pop Art dei primi anni ‘60 quest’inverno si torna su tagli più classici.

Una delle tendenze principali per l’inverno è il ritorno della riga di lato. Per essere trendy bisogna pettinare gran parte dei capelli verso l’altra parte del viso per un’ acconciatura moderna e seducente.

Ma la riga di lato è solo il punto di partenza per creare tantissime acconciature, si può optare per capelli lisci da legare in una coda o uno chignon basso. Questo tipo di acconciatura dà un’aria un po’ maschile, molto di moda quest’inverno. Per un look più femminile basta lasciare più morbidi i capelli e legarli una coda laterale.

Ma non solo pettinature austere o androgine, la riga di lato permette anche di creare acconciature voluminose.