Arriva il sole, attenti alle macchie sulla pelle

Come arginare l’inestetismo più diffuso al mondo

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L’arrivo del caldo e delle lunghe giornate di sole non porta solo benefici. A rischiare è soprattutto la pelle, continuamente esposta ai raggi solari e quindi all’insorgenza di macchie.
Leonardo Celleno, cosmetologo dell’Università Cattolica di Roma, spiega: “Quello delle macchie da sole resta l’intestetismo più diffuso al mondo: affligge anche le popolazioni di colore e quelle orientali. Si stima che colpisca quattro italiane su 10, e può manifestarsi anche a 20 anni, ma con l’età il pericolo aumenta. Cancellare queste macchie può rivelarsi impegnativo. Ecco perché resta fondamentale la prevenzione, al mare ma anche in città: è bene usare filtri solari, e scegliere prodotti per il trucco che siano adatti ai raggi. Anche i cosmetici sbagliati possono infatti essere all’origine delle macchie brune”.

L’era dei trapianti di pene

Nuovo caso negli Stati Uniti, la procedura sta diventando di routine

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I trapianti di pene sono ormai una realtà. Negli Stati Uniti un ragazzo si è sottoposto a un’operazione che gli ha consentito di riavere pene e scroto nuovi dopo che i suoi genitali erano stati pesantemente compromessi a causa di una ferita di guerra in Afghanistan.

Per la prima volta i medici sono intervenuti su un’area genitale così estesa. L’operazione è stata effettuata presso il Johns Hopkins Hospital di Baltimora.

Secondo i medici, il paziente dovrebbe riprendere a urinare nel giro di qualche mese, ma dovrà attendere ancora prima di poter riacquistare le proprie facoltà sessuali.

Andrew Lee, chirurgo plastico del prestigioso ateneo statunitense, spiega: «Di queste lesioni non si legge e non se ne sente parlare spesso. Per un ventenne è devastante tornare a casa con la zona pelvica completamente distrutta».

Anche la pancetta fa male al cuore

Malattie cardiovascolari più probabili

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Vi sentite al sicuro perché siete magri, anche se con un po’ di pancetta? In realtà non è così, il vostro rischio cardiovascolare è comunque più alto della media.

Non è necessario essere in sovrappeso per avere problemi al cuore. L’accumulo di grasso nella zona addominale può rappresentare un rischio a lungo termine di problemi cardiovascolari raddoppiato.

A segnalare il rischio è uno studio della Mayo Clinic, i cui ricercatori affermano che l’obesità “centrale”, cioè localizzata a livello dell’addome, è un segnale della distribuzione anomala del grasso.

Alla ricerca hanno partecipato 1.692 residenti del Minnesota di età pari o superiore a 45 anni. I soggetti sono stati sottoposti a esame clinico e sono stati misurati peso, altezza, circonferenza della vita e circonferenza dei fianchi.

Come funzionano le metastasi

Studio indaga le fasi di transizione che coinvolgono le cellule

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Che fasi attraversa una cellula che diventa prima tumorale fino allo sviluppo delle metastasi? A indagarlo è stato un gruppo di ricerca dell’Università di Bruxelles che ha pubblicato su Nature un’analisi sull’argomento.

Il team guidato da Cédric Blanpain ha individuato i diversi stadi di trasformazione cellulare durante la progressione della malattia tumorale, identificando anche la sottopopolazione di cellule responsabili di metastasi. I ricercatori hanno lavorato su modelli di cancro al seno e della pelle.

Con la collaborazione dei colleghi dell’Università di Lovanio, gli scienziati belgi hanno catalogato 6 sottocategorie di cellule maligne che giocano un ruolo nell’evoluzione della malattia e nella sua diffusione.

Cancro, quando la chemio non funziona

Studio individua nel Dna spazzatura le responsabilità del fallimento

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Il fallimento terapeutico della chemioterapia che si verifica in un certo numero di casi di cancro potrebbe essere spiegato con il Dna spazzatura.

A dimostrarlo è uno studio pubblicato su Cell da un team della Harvard Medical School of Boston coordinato dal ricercatore italiano Pier Paolo Pandolfi.

Era opinione comune fino a poco tempo fa che la parte di Dna non coinvolta nella produzione di proteine non servisse a niente. Di fatto, questa parte di Dna veniva definita “junk”, cioè spazzatura. In realtà, si parla del 98% del patrimonio genetico totale. Pensare che solo il 2% del Dna fosse utile era quindi un concetto abbastanza radicale e via via è stato abbandonato.
Negli ultimi anni i ricercatori hanno infatti scoperto migliaia di Rna che non servono a produrre proteine, ribattezzandoli IncRna

Jogging, gli 8 miti da sfatare

Scuse e giustificazioni spesso non hanno fondamento medico

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C’è chi non ha mai smesso nonostante le temperature rigide e le intemperie, e c’è chi lo pratica solo con frequenza stagionale. Sia per i runner convinti che per quelli occasionali, è ormai nel pieno la stagione della corsa per eccellenza.

Le giornate sono più lunghe, il clima più accogliente: ecco che i parchi e le strade delle città si riempiono di chi aspira a ultimare una maratona e di chi semplicemente vuole rimettersi in forma per l’estate.

Gli appassionati di corsa sono ormai una community ben nutrita, e molto spesso vengono guardati con scetticismo da chi non pratica questo sport. E sono proprio questi ultimi a trovare scuse e giustificazioni che mettono in discussione la scelta di chi dichiara di non poter più fare a meno di infilarsi le scarpe e uscire a correre.

Il mini-cuore che salva i bambini

Bambina di 3 anni vive grazie a pompa cardiaca miniaturizzata

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Un mini-cuore artificiale del diametro di 15mm e 50 grammi di peso ha salvato la vita di una bambina di 3 anni ricoverata al Bambino Gesù.

L’Ospedale della Santa Sede ha ottenuto l’autorizzazione straordinaria dalla Food and Drug Administration (FDA) americana e dal Ministero della Salute italiano, per l’utilizzo di una pompa cardiaca miniaturizzata (l’Infant Jarvik 2015), la cui sperimentazione clinica partirà prossimamente negli Stati Uniti.

Il dispositivo è stato sviluppato con i fondi del National Institute of Health (NIH) all’interno del programma statunitense PumpKIN (Pumps for Kids, Infants, and Neonates), promosso dal National Heart Lung and Blood Institute (NHLBI).

Il pillolo funziona

Sempre più vicina l’introduzione del nuovo contraccettivo

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Sembra ormai giunta alle ultime fasi la sperimentazione sul “pillolo”, il famoso contraccettivo maschile. In realtà, diversi sono i tentativi in atto da parte di numerosi team scientifici.

Su Plos One sono stati pubblicati i risultati positivi del composto Ep055. “Il composto toglie agli spermatozoi la capacità di nuotare, limitando così le possibilità di fertilizzazione”, spiega l’autore a capo dello studio Michael O’Rand, ex professore di Biologia cellulare e fisiologia alla Chapel Hill School of Medicine dell’Università della Carolina del Nord e ora presidente/Ceo di Eppin Pharma, azienda che intende commercializzare il prodotto. “Questo rende Ep055 un candidato ideale per la contraccezione maschile non ormonale”.

La proteina che innesca il cancro

Scoperta regolazione di fattori cruciali per la formazione dei tumori

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Dimmi come ti dividi e ti dirò chi sei. Circa un terzo dei tumori umani, infatti, possono originare da cellule “difettose” che si dividono “male”.

Un recente studio dei ricercatori dell’Istituto Regina Elena (IRE) e dell’Istituto di biologia e patologia molecolari del Consiglio Nazionale delle Ricerche (IBPM-CNR), pubblicato sulla rivista Oncogene, ha identificato un nuovo ruolo della proteina Aurora B che risulta cruciale per un corretto completamento della divisione cellulare. Aurora B è espressa in maniera anomala in molti tipi di tumori ed è stata identificata come bersaglio molecolare di nuove terapie antitumorali; farmaci che ne bloccano l’attività sono oggetto di studi pre-clinici e cliniFacciamo un passo indietro.

Sindrome dell’uomo di pietra, c’è una cura

Sperimentazione in corso al Gaslini di Genova

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Forse c’è una speranza per i pazienti affetti dalla Sindrome dell’uomo di pietra, quella che in termini scientifici viene chiamata fibrodisplasia ossificante progressiva (Fop).

La terribile malattia causa l’ossificazione di muscoli, tendini e legamenti costringendo chi ne è vittima alla paralisi. Ora un nuovo farmaco sperimentale è in via di sperimentazione su soggetti fra i 18 e i 20 anni. L’Ospedale Gaslini di Genova è il primo centro al mondo ad effettuare una sperimentazione del genere.

La Fop è per fortuna rarissima, colpisce infatti una persona su 2 milioni. In Italia ci sono 34 casi registrati.

La malattia, che insorge in maniera spontanea e più raramente a causa di un trauma, finisce col produrre un secondo scheletro sopra al primo, trasformando il corpo del paziente in una prigione.