Olio essenziale di finocchio: proprietà, benefici, usi e controindicazioni

L’olio essenziale di finocchio è un prodotto che potete usare in molti ambiti. Pensate che è suggerito come tonico del sistema nervoso, ma trova anche utilità per la sua azione espettorante e digestiva. Questo tipo di essenza in aromaterapia è molto conosciuta. Fra poco parlando delle sue proprietà, benefici e usi scoprirete anche il perché. […]

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Olio essenziale di ginepro: proprietà, benefici, usi e controindicazioni

Nel settore dell’aromaterapia potete fare uso di numerose essenze. Tali prodotti sono molto apprezzati dall’uomo, il motivo? Possono fornire utili benefici al corpo e alla mente. Prendete per esempio l’olio essenziale di ginepro, questo è un buon alleato se avete disturbi a carico delle vie respiratorie oppure accusate mal di testa, stress, mal di schiena […]

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Lattuga: tipologie, proprietà, benefici, uso e controindicazioni

La lattuga (Lactuca sativa) è una pianta vegetale erbacea appartenente alla famiglia delle Asteracee. Si presenta a forma di cespo: aperto, chiuso, sferico oppure allungato (dipende dalla varietà). Il colore che caratterizza quest’ortaggio varia dal verde brillante al verde tenue, tavolta con sfumature fogliari rosa, vinaccia, marroncine o gialle. La consistenza delle foglie risulta tenera […]

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L’olio di cocco elimina la cellulite


Ricco di acidi grassi, stimola il microcircolo e la rigenerazione della pelle

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Le avete tentate proprio tutte contro la cellulite? Forse no, provate con l’olio di cocco. Non è molto utilizzato, ma le sue qualità sono certificate, grazie alla ricca concentrazione di acidi grassi, in particolare l’acido laurico, che svolgono un’azione idratante ed emolliente sulla pelle.
Per ridurre la cellulite, si possono mettere in atto diversi trattamenti a base di olio di cocco, primo fra tutti il massaggio. Dopo averlo riscaldato fra le mani per qualche secondo, l’olio va applicato alle parti interessate con movimenti circolari e regolari. Si possono aggiungere alcune gocce di olio essenziale di arancia amara o di lavanda.
Il secondo step è rappresentato dallo scrub. In questo caso, bisogna preparare un mix di olio di cocco, due cucchiaini di zucchero di canna e due di fondi di caffè. Il risultato va applicato dolcemente prima di fare la doccia con acqua tiepida.
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Keywords | cellulite, olio, cocco,

Sindrome dell’occhio secco: a Maggio screening gratuiti per le donne


Dal 2 al 31 Maggio, in 14 centri distribuiti in tutta Italia è possibile effettuare screening gratuiti per la diagnosi e prevenzione della Sindrome dell’occhio secco, che colpisce soprattutto le donne over 45.

La Campagna Nazionale di Prevenzione e Diagnosi dell’Occhio Secco, è promossa dal Centro Italiano Occhio Secco di Milano (CIOS) con la collaborazione dell’Università dell’Insubria di Varese, il patrocinio richiesto del Ministero della Salute, e il patrocinio di Regione Lombardia e della SOI Società Oftalmologica Italiana.

COS’È LA SINDROME DELL’OCCHIO SECCO?

Il National Eye Institute ha definito la sindrome dell’occhio secco come l’insieme di sintomi causati dall’alterazione del film lacrimale, ovvero una sottile pellicola dalla composizione complessa ricca di numerose sostanze nutritive e protettive. Tra i sintomi bruciore e prurito insistente, lacrimazione irregolare, scatenata soprattutto da agenti atmosferici o ambientali, necessità di strofinarsi continuamente gli occhi, presenza di secrezioni.

DONNE PIÙ A RISCHIO

A soffrire di sindrome dell’occhio secco in Italia è il 90% della popolazione femminile over 45, a fronte di un 25% di uomini over 50*. Si tratta di una patologia in grado di limitare la vita sociale e professionale di chi ne è colpito.

L’IMPORTANZA DELLA PREVENZIONE

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità la Sindrome dell’Occhio Secco è tra i più ignorati e sottovalutati disturbi della società moderna, ma grazie alla ricerca scientifica, il medico oculista può diagnosticare in maniera precisa e veloce le alterazioni del film lacrimale, disponendo di strumenti diagnostici d’avanguardia in grado di individuare in maniera personalizzata per ciascun paziente la terapia più appropriata.

DOVE PRENOTARE LO SCREENING GRATUITO

Le città in cui è possibile sottoporsi agli screening gratuiti sono: Milano, Torino, Cuneo, Padova, Varese e Rapallo per il Nord Italia, Arezzo, Roma e Napoli per il Centro, Catania e Lecce per il Sud e le Isole.

1. Milano – CIOS Centro Italiano Occhio Secco
2. Varese – Ospedale di Circolo Fondazione Macchi – Clinica Oculistica dell’Università dell’Insubria
3. Arezzo – Divisione Oculistica Ospedale di Arezzo
4. Catania – ARNAS Garibaldi Nesima – Unità Operativa di Oculistica
5. Cuneo – Struttura Complessa di Oculistica A.S.O.S. Croce e Carle  
6. Lecce – Ospedale Vito Fazzi
7. Milano – IRCCS Ospedale San Raffaele, Università Vita-Salute, Unità Operativa di Oculistica
8. Milano – Neovision Cliniche Oculistiche
9. Napoli – Clinica Mediterranea di Napoli – Unità Operativa di Oculistica
10. Padova – Centro Oculistico San Paolo, Ospedale Sant’Antonio
11. Rapallo (GE) – Ospedale Nostra Signora di Montallegro ASSL 4 Chiavarese
12. Roma – Ambulatorio Patologie Corneali Ospedale Oftalmico ASL Roma 1
13. Roma – Ospedale San Pietro Fatebenefratelli – Reparto di Oculistica
14. Torino – Azienda ospedaliera Ordine Mauriziano Umberto I

È possibile effettuare la prenotazione unicamente attraverso il sito www.centroitalianoocchiosecco.it

* fonte CIOS – Centro Italiano Occhio Secco: NEL MONDO Oltre 350 milioni di persone nel mondo soffrono di questo disturbo; IN ITALIA In Italia ne soffre il 25% della popolazione generale, ma questa sindrome colpisce soprattutto le donne dopo i 45 anni (50%) e quelle in menopausa (90%).

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Indivia: tipologie, proprietà, benefici, uso e controindicazioni

L’indivia è un tipo di insalata con forma a cespo di colore bianco-verde o verde-giallo (dipende dalla varietà). Il suo nome scientifico è Cichorium endivia ed appartiene alla famiglia delle Asteracee. E’ un ortaggio che si trova soprattutto in autunno – inverno ed è tipico del Mediterraneo. Tuttavia, poichè le diverse tipologie di indivia maturano […]

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Allergia al sole? Può trattarsi di porfiria


Il colore delle urine rivela spesso la patologia

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Un gruppo di patologie ereditarie, rare e poco conosciute, con una varietà di sintomi e segni che le rende particolarmente complicate da diagnosticare: sono le porfirie, malattie legate a un deficit di uno dei diversi enzimi nella catena metabolica dell’eme.
“Le porfirie cutanee – spiega l’esperta all’Osservatorio Malattie Rare – sono caratterizzate da manifestazioni croniche, in seguito all’esposizione alla luce solare o ultravioletta, che porta alla formazione di bolle ed escoriazioni come conseguenza dell’accumulo di sostanze fotosensibili chiamate porfirine. Questi pazienti, già da bambini, spesso ricevono una diagnosi di allergia al sole. Le forme più comuni sono la protoporfiria eritropoietica e la porfiria cutanea tarda: il fattore scatenante, oltre alla luce, può essere un’infezione virale o l’assunzione di un farmaco. La protoporfiria eritropoietica si distingue dalla seconda …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | porfiria, sole, allergia,

Pilates Matwork Intermedio per essere sempre in forma

Andiamo qui di seguito a strutturare un programma di allenamento di Pilates Matwork Intermedio (2° mese di allenamento) concentrato su 6 esercizi. Riprenderemo alcuni esercizi già eseguiti nel programma di Pilates Matwork Base in modo da migliorare continuamente i movimenti già conosciuti, andremo poi ad introdurre degli esercizi nuovi e più complessi. Cercate di seguire questa routine tre giorni a settimana.

THE HUNDRED A GAMBE TESE

  • Esercizio di rafforzo isometrico dei muscoli dell’addome, stimola la circolazione e la resistenza rinforzando gli addominali e aumentando la stabilità del baricentro.
  • Inspirate dal naso eseguendo cinque movimenti, espirate dalla bocca per altri 5 movimenti.
  • Ripetere 100 movimenti, che equivalgono a 10 respirazioni complete (da cui il nome the hundred – il cento).
  • Recuperate un minuto ed eseguite per cinque volte.

PT: Alfredo Vicinanza Atleta: Adele Vicinanza

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Esami di successo? Non dipende solo dallo studio

A scuola o all’università, i risultati non dipendono solo dallo studio: anche ormoni, ghiandole e il cosiddetto “filtro affettivo” entrano in gioco quando si parla di esami e test. A dirlo  il professor Paolo E. Balboni nel libro “Le sfide di Babele”. Ecco come la biochimica può influenzare la pagella, il libretto universitario o persino l’esame di maturità.

A cura di Valeria Baruzzo

Quante volte è capitato di studiare e studiare, presentarsi all’esame o all’interrogazione e andare completamente nel pallone. Col risultato di dover accettare un misero 18 oppure, se proprio va male, ripresentarsi all’appello successivo. Naturalmente, la qualità e l’organizzazione dello studio sono imprescindibili, ma esiste un fattore, chiamato “filtro affettivo”, in grado di mandare all’aria i nostri piani di gloria.

Come funziona il filtro affettivo

Davanti a una sfida stimolante e positiva, l’organismo rilascia neurotrasmettitori (come la noradrenalina) fondamentali per ricevere e memorizzare l’argomento di studio e per essere poi in grado di riportarlo in maniera soddisfacente al momento della prova. Tuttavia, in caso di stress negativo, ansia, paura di non riuscire, l’organismo si allarma e si prepara ad affrontare il pericolo. Infatti, l’amigdala, una ghiandola posta al centro del cervello che controlla le emozioni, specialmente quelle negative, ordina il rilascio di steroidi “difensivi”. Allo stesso tempo, però, l’ippocampo, ghiandola fondamentale per inserire le nozioni acquisite nella memoria a lungo termine, comprende che una prova scritta o un esame orale non sono pericoli reali e quindi cerca di bloccare l’iniziativa dell’amigdala. Tuttavia, per fare questo, l’ippocampo smette di occuparsi di indirizzare le nuove informazioni o di recuperare quelle esistenti nella memoria a lungo termine. Il conflitto tra le due ghiandole fa innalzare una barriera emotiva, chiamata appunto “filtro affettivo” perché filtra negativamente le nostre capacità e prestazioni.

Paura degli esami? Ecco perchè studiare all’ultimo minuto non aiuta

La lotta ghiandolare rallenta l’attività neo-frontale del cervello, quella che ospita la memoria di lavoro, e lo studente va in tilt, giungendo in alcuni casi alla totale scena muta e al tanto temuto “ci vediamo al prossimo appello/interrogazione”. Ma il filtro affettivo non va in scena esclusivamente al momento della prestazione, davanti al foglio della prova o alla commissione d’esame. Infatti, può entrare in gioco anche prima del momento dell’esame, durante la tipica studiata dell’ultimo minuto, quando l’ansia è alle stelle e la caffeina quasi supera i livelli di emoglobina nel sangue. Tutto quello che lo studente ingurgita in quelle poche ore dedicate allo studio non si traduce in acquisizione, perché il filtro affettivo impedisce che le nozioni si collochino nella memoria a lungo termine.  In altre parole, magari servirà a passare l’esame con un voto miracolosamente dignitoso, ma i contenuti appresi non verranno ricordati a lungo e tutto lo sforzo si rivelerà completamente inutile.

© Sani per Scelta

photo: pixabay.com

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Glioblastoma, acetazolamide efficace

Aggiunto a temozolomide aumenta la sopravvivenza

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L’aggiunta di acetazolamide a temozolomide ha l’effetto di aumentare la sopravvivenza nei pazienti affetti da glioblastoma. Lo rivela uno studio apparso su Science Translational Medicine a firma di ricercatori dell’Università di Chicago.

L’acetazolamide è utilizzato di norma per trattare il mal di montagna, ma anche il glaucoma, l’epilessia e l’insufficienza cardiaca. “Il farmaco è economico da produrre, facile da assumere e ha pochi effetti collaterali”, ha detto l’autore principale dello studio Bahktiar Yamini.

Temozolomide agisce danneggiando il Dna delle cellule tumorali che, tuttavia, in alcuni casi riescono a riparare i danni subiti, riducendo l’impatto positivo del farmaco.

A non rispondere bene al medicinale sono soprattutto i pazienti con livelli elevati di una proteina chiamata BCL-3.