Melanzane: proprietà benefiche, valori nutrizionali, usi e controindicazioni

Le melanzane sono ortaggi appartenenti alla pianta orticola Solanum melongena e alla famiglia delle Solanacee. La pianta ha un’altezza che varia dai 30 ai 100 cm e presenta fiori grandi e di un colore violaceo o biancastro. Il suo frutto, appunto la melanzana, è una bacca piuttosto grande di dimensioni allungate o rotonde. La buccia […]

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Meal prep: Vi il primo lunchbox che entra in tasca!

Gli addominali si costruiscono in cucina. Purtroppo, è una delle poche certezze che abbiamo. Chi si allena costantemente, sa bene che prima ancora di impegnarsi in estenuanti sessioni di crunch, plank e chi più ne ha più ne metta, quello che metti nel piatto è fondamentale.

Lavoro, palestra, eventi, e ti ritrovi a mangiare in maniera del tutto casual vanificando ogni singola goccia di sudore buttata in palestra.

Il meal prepping è una pratica da far rientrare nella propria routine di allenamento se si sta percorrendo una strada per raggiungere dei risultati ben precisi: uno dei problemi che noi personalmente riscontriamo ogni giorno è che oltre alla borsa della palestra, la borsa del computer e l’immancabile borsa per cellulare, chiavi, fazzoletti e make up, si deve aggiungere quella dei pasti. Demotivante vero?

In questo senso abbiamo avuto la fortuna di imbatterci in un progetto veramente interessante Vi lunchbox ideato da Enrica, Manfredi e Riccardo (studenti universitari) che coniuga design, praticità e rispetto per l’ambiente in maniera pratica e super colorata!

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Il progetto sarà lanciato su Kickstarter, piattaforma di crowdfunding, a partire da metà luglio per circa un mese. Fino a metà Agosto quindi le persone interessate potranno ordinare un lunchbox acquistando dal sito, e quindi supportando il progetto. Una volta terminata la campagna, partirà la produzione e nel minor tempo per coloro che hanno supportato il progetto, riceveranno il prodotto a casa.

Vi lunchbox tutti i dettagli di un prodotto super pratico: è il primo lunchbox che, una volta che hai finito di mangiare, puoi richiudere su sé stesso fino a farlo entrare in una tasca. Quando è piegato il lunchbox diventa come un portafoglio o uno smartphone, infatti è in assoluto il porta pranzo più sottile al mondo.

Vi è creato in polipropilene: si tratta di un particolare materiale totalmente atossico, BPA FREE e certificato ad uso alimentare. Inoltre è 100% riciclabile, in quanto teniamo molto all’ambiente e ad essere eco-friendly: proprio per questo Vi è facile da lavare sia a mano che in lavastoviglie, così che potrai riutilizzarlo quante volte vorrai, andando contro l’utilizzo compulsivo delle scatolette di plastica USA-E-GETTA che provocano danni enormi all’ambiente

Vi è totalmente ermetico, per cui grazie all’ultimato sistema di chiusura potrai metterci dentro qualsiasi tipo di cibo sia secco che liquido: i test dell’ermeticità sono stati effettuati con l’acqua.

7 motivi per avere Vi lunchbox nella propria cucina e non saltare il meal prep:

  • Si richiude eliminando lo spazio in borsa/zaino
  • Adatto alla lavastoviglie
  • Riutilizzabile
  • Adatto al microonde
  • Design elegante e semplice interamente Made in Italy
  • Più colori disponibili (rosa rosso giallo verde e azzurrino)
  • Forchetta all’interno che si ripiega anche lei fino a diventare sottilissima

Direi che noi facciamo il tifo questo progetto sperando di vederlo quanto prima commercializzato, renderebbe la vita di tutte noi fitness addicted sicuramente più semplice!

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Pilates Matwork Intermedio per essere sempre in forma

Andiamo qui di seguito a strutturare un programma di allenamento di Pilates Matwork Intermedio (2° mese di allenamento) concentrato su 6 esercizi. Riprenderemo alcuni esercizi già eseguiti nel programma di Pilates Matwork Base in modo da migliorare continuamente i movimenti già conosciuti, andremo poi ad introdurre degli esercizi nuovi e più complessi. Cercate di seguire questa routine tre giorni a settimana.

THE HUNDRED A GAMBE TESE

  • Esercizio di rafforzo isometrico dei muscoli dell’addome, stimola la circolazione e la resistenza rinforzando gli addominali e aumentando la stabilità del baricentro.
  • Inspirate dal naso eseguendo cinque movimenti, espirate dalla bocca per altri 5 movimenti.
  • Ripetere 100 movimenti, che equivalgono a 10 respirazioni complete (da cui il nome the hundred – il cento).
  • Recuperate un minuto ed eseguite per cinque volte.

PT: Alfredo Vicinanza Atleta: Adele Vicinanza

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Esami di successo? Non dipende solo dallo studio

A scuola o all’università, i risultati non dipendono solo dallo studio: anche ormoni, ghiandole e il cosiddetto “filtro affettivo” entrano in gioco quando si parla di esami e test. A dirlo  il professor Paolo E. Balboni nel libro “Le sfide di Babele”. Ecco come la biochimica può influenzare la pagella, il libretto universitario o persino l’esame di maturità.

A cura di Valeria Baruzzo

Quante volte è capitato di studiare e studiare, presentarsi all’esame o all’interrogazione e andare completamente nel pallone. Col risultato di dover accettare un misero 18 oppure, se proprio va male, ripresentarsi all’appello successivo. Naturalmente, la qualità e l’organizzazione dello studio sono imprescindibili, ma esiste un fattore, chiamato “filtro affettivo”, in grado di mandare all’aria i nostri piani di gloria.

Come funziona il filtro affettivo

Davanti a una sfida stimolante e positiva, l’organismo rilascia neurotrasmettitori (come la noradrenalina) fondamentali per ricevere e memorizzare l’argomento di studio e per essere poi in grado di riportarlo in maniera soddisfacente al momento della prova. Tuttavia, in caso di stress negativo, ansia, paura di non riuscire, l’organismo si allarma e si prepara ad affrontare il pericolo. Infatti, l’amigdala, una ghiandola posta al centro del cervello che controlla le emozioni, specialmente quelle negative, ordina il rilascio di steroidi “difensivi”. Allo stesso tempo, però, l’ippocampo, ghiandola fondamentale per inserire le nozioni acquisite nella memoria a lungo termine, comprende che una prova scritta o un esame orale non sono pericoli reali e quindi cerca di bloccare l’iniziativa dell’amigdala. Tuttavia, per fare questo, l’ippocampo smette di occuparsi di indirizzare le nuove informazioni o di recuperare quelle esistenti nella memoria a lungo termine. Il conflitto tra le due ghiandole fa innalzare una barriera emotiva, chiamata appunto “filtro affettivo” perché filtra negativamente le nostre capacità e prestazioni.

Paura degli esami? Ecco perchè studiare all’ultimo minuto non aiuta

La lotta ghiandolare rallenta l’attività neo-frontale del cervello, quella che ospita la memoria di lavoro, e lo studente va in tilt, giungendo in alcuni casi alla totale scena muta e al tanto temuto “ci vediamo al prossimo appello/interrogazione”. Ma il filtro affettivo non va in scena esclusivamente al momento della prestazione, davanti al foglio della prova o alla commissione d’esame. Infatti, può entrare in gioco anche prima del momento dell’esame, durante la tipica studiata dell’ultimo minuto, quando l’ansia è alle stelle e la caffeina quasi supera i livelli di emoglobina nel sangue. Tutto quello che lo studente ingurgita in quelle poche ore dedicate allo studio non si traduce in acquisizione, perché il filtro affettivo impedisce che le nozioni si collochino nella memoria a lungo termine.  In altre parole, magari servirà a passare l’esame con un voto miracolosamente dignitoso, ma i contenuti appresi non verranno ricordati a lungo e tutto lo sforzo si rivelerà completamente inutile.

© Sani per Scelta

photo: pixabay.com

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I consigli per riaccendere la passione

5 suggerimenti per lei e per lui

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Come reagire alla routine che uccide la passione coniugale? Come recuperare il senso dell’imprevisto nella coppia?

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Le vacanze sono un’ottima occasione per individuare e modificare parti di noi obsolete che non portano entusiasmo nella vita quotidiana. Rimanere sempre attaccati al passato – spiega Adriano Formoso, psicoterapeuta, psicoanalista, medico naturopata di Milano – porta depressione e noia. Anche un momento che dovrebbe essere felice e di svago può diventare qualcosa di noioso e indurci all’apatia. Molte volte capita di trattare la nostra interiorità come se fosse il ripostiglio dove custodiamo le solite cose. Ecco dunque le 5 regole per lui e per lei suggerite dal dott. Formoso per affrontare con entusiasmo le vacanze con il proprio partner.

Le acconciature per l’estate

Capelli corti, comodi e facili da gestire

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Con la bella stagione bisogna osare e rinnovarsi. Come? Attraverso tagli corti che diano un nuovo tocco all’immagine, freschi e pratici ma sempre con un occhio rivolto all’eleganza.

Il corto garantisce uno stile originale che se valorizzato ridona l’appeal perso e fa ritrovare sensualità.

Pixie è un taglio corto, molto scalato che si ispira ai personaggi dei cartoon:

Per trasformarsi in una fatina ribelle il taglio giusto è quello corto e irregolare, spiega l’hair stylist Christian Colombo di Milano, l’acconciatura, però, è adatta a chi ha lineamenti del viso molto regolari e tondeggianti. Per la messa in piega, poi, è sufficiente frizionare i capelli con le mani per ottenere un look movimentato che non conosce la monotonia.

Il Bob, l’iconico caschetto di Valentina Crepax, è di nuovo trendy, nella versione classica o con frangia sfilata e ciocche più lunghe.

Il naso elettronico che fiuta il tumore del polmone

Diversi i progetti italiani in sperimentazione

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Fiutare il tumore del polmone grazie a un naso elettronico emulando le capacità innate dei cani. È il principio dell’apparecchio ideato dall’Università Campus Biomedico di Roma che ora affronterà una sperimentazione di un anno presso il prestigioso Memorial Sloan Kettering di New York.

All’interno del dispositivo agiscono dei cristalli di quarzo che, a contatto con il respiro emesso a quattro diverse temperature, vibrano formando un grafico dal quale si evincono le condizioni di salute del paziente che si è sottoposto al test.

I vantaggi di questa tecnologia sono molteplici, spiega Pierfilippo Crucitti, il professore di Chirugia toracica a capo del team di ricerca che ha progettato l’apparecchio. Si tratta di uno strumento di diagnosi in grado di effettuare analisi di precisione, non invasivo, a basso costo e utilizzabile su larga scala.

Un passo verso l’ovaio artificiale

Scoperta importante per la fertilità femminile

Nel giro di qualche anno i ricercatori potrebbero arrivare a creare un ovaio artificiale. I presupposti sono nella ricerca firmata da Susanne Pors del Rigshospitalet di Copenhagen e presentata al congresso della Società Europea di Riproduzione Umana ed Embriologia di Barcellona.

Per la prima volta sono state isolate le strutture che racchiudono gli ovociti immaturi, che poi sono stati fatti crescere su un’impalcatura di tessuto ovarico.

“È una prova di principio per preservare la fertilità delle donne che devono affrontare cure che potrebbero comprometterla”, spiega la dott.ssa Pors.

L’obiettivo è di conservare la fertilità anche di quelle donne colpite da un tumore e quindi trattate con farmaci che mettono a rischio la sua capacità riproduttiva. Allo stato attuale, i medici prelevano il tessuto ovarico per congelarlo e reimpiantarlo al termine delle terapie.

La capoeira come anti-stress

Dal Brasile una disciplina per divertirsi sciogliendo muscoli e tensioni

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Da forma di lotta a disciplina sportiva di gran tendenza. È il percorso della capoeira, nata in Brasile ma di origine africana e ormai molto diffusa anche in Italia.

La leggenda vuole che la capoeira rappresentasse agli inizi una sorta di valvola di sfogo per gli schiavi provenienti dall’Africa e costretti a lavorare nel nuovo mondo in condizioni disumane. Per dissimulare i loro allenamenti volti ad acquisire forza fisica sufficiente per ribellarsi ai padroni, gli schiavi idearono una serie di movimenti che davano l’impressione di una danza, la stessa che avvertiamo oggi quando siamo di fronte all’esecuzione di un gruppo di capoeiristi.

L’elemento fondamentale della capoeira è la musica, non solo per motivi tradizionali, ma anche per assecondare i movimenti di chi la esegue.

Diabete, degludec conferma i vantaggi anche nella vita reale

Riduzione significativa dei livelli di emoglobina glicata e di ipoglicemie

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Nuovi risultati sull’insulina degludec evidenziano la sua efficacia anche in condizioni di vita reale.

I dati dello studio CONFIRM sono stati presentati al 78esimo congresso ADA (American Diabetes Association) di Orlando e rappresentano una comparativa con l’insulina glargine.

Questo studio di efficacia comparativa, retrospettivo e non interventistico, che ha coinvolto più di 4.000 adulti con diabete tipo 2 che assumevano l’insulina basale per la prima volta, ha dimostrato che dopo sei mesi i pazienti in trattamento con l’insulina degludec avevano un valore di emoglobina glicata (HbA1c) significativamente più basso rispetto a quelli trattati con insulina glargine 300 U (rispettivamente 1,5 per cento e 1,2 per cento, p = 0,029).