Olio essenziale di ginepro: proprietà, benefici, usi e controindicazioni

Nel settore dell’aromaterapia potete fare uso di numerose essenze. Tali prodotti sono molto apprezzati dall’uomo, il motivo? Possono fornire utili benefici al corpo e alla mente. Prendete per esempio l’olio essenziale di ginepro, questo è un buon alleato se avete disturbi a carico delle vie respiratorie oppure accusate mal di testa, stress, mal di schiena […]

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Artrite reumatoide, l’efficacia dei farmaci DMARD

Riducono il rischio di sviluppare la malattia

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I DMARD, i farmaci antireumatici modificanti la malattia, riducono il rischio di sviluppare l’artrite reumatoide in pazienti con artrite indifferenziata.

Lo dice uno studio pubblicato su Annals of the Rheumatic Diseases da un team dell’Institut Pierre Louis d’Epidemiologie et Santé Publique di Parigi.

Bruno Fautrel, coordinatore dello studio, spiega: Diversi lavori hanno suggerito che i DMARD convenzionali o biologici possano interferire con la patogenesi ed evitare forme più consolidate di artrite reumatoide, ma non è chiaro se questi farmaci siano ugualmente efficaci in questa situazione.

Gli scienziati francesi hanno realizzato una metanalisi di 10 studi clinici controllati randomizzati su un totale di 1.239 pazienti a rischio di artrite reumatoide.

TRIPnano: una molecola capace di contrastare il “batticuore”

Ricercatori italiani mettono a punto un nuovo peptide

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Un gruppo di ricerca dell’Università Statale ha messo a punto un peptide, una molecola formata da pochi aminoacidi ottenuta dalla riduzione di una proteina, in grado di contrastare l’effetto provocato dall’adrenalina sull’accelerazione del battito cardiaco.

Il peptide, denominato TRIPnano, agisce in modo selettivo sui canali HCN, che incidono sull’automatismo del battito, impedendo la loro attivazione da parte dell’AMPc, un importante “secondo messaggero” la cui concentrazione viene regolata dall’adrenalina.

Il TRIPnano consente così di non alterare la risposta di altri componenti cellulari importanti, come ad esempio i canali per il calcio, insistendo sui soli canali HCN.

Il fumo e la salute delle gengive

Una delle più frequenti cause di gengivite

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Il fumo rappresenta una delle cause più importanti e frequenti di gengivite. I fumatori mostrano una probabilità 6 volte superiore di sviluppare una gengivite rispetto a un non fumatore.

Fumo e nicotina riducono l’afflusso di sangue alle gengive, finendo per danneggiare non solo le gengive stesse, ma anche l’osso che sorregge i denti.
Il fumo, peraltro, riduce la capacità naturale dell’organismo di combattere le infezioni attraverso una riduzione del numero di cellule immunitarie protettive.

Se non trattata subito, la gengivite può evolvere in una forma grave di malattia gengivale come la parodontopatia, una condizione in cui le gengive sono talmente infiammate e infette da esercitare trazione su denti, ossa e tessuti che le supportano. Le conseguenze sono alitosi, gonfiore e alla fine perdita del dente.

Tumore al seno, conta cellulare rende più efficace la chemio

Nelle pazienti colpite da carcinoma triplo negativo metastatico

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È bene prendere in considerazione il rapporto fra neutrofili e linfociti (NLR) e quello fra piastrine e linfociti (PLR) nell’ambito dei trattamenti per il cancro al seno.

La conta cellulare mostra di avere un valore predittivo rispetto al beneficio della chemioterapia con platino nelle pazienti affette da carcinoma mammario triplo negativo metastatico (mTNBC).

A confermarlo è uno studio apparso su Scientific Reports e coordinato da Claudio Vernieri dell’Istituto nazionale dei tumori di Milano, che spiega: Il carcinoma mammario triplo negativo metastatico rappresenta il tumore della mammella con le minori possibilità di cura.

Diabete, l’insulina orale sarà presto realtà

In sperimentazione nuova formulazione del farmaco salvavita

Uno degli aspetti più fastidiosi del diabete è la necessità di assumere l’insulina attraverso una puntura. Il problema sta nell’assorbimento della sostanza, troppo sensibile all’ambiente acido dello stomaco per essere assunta attraverso una pasticca.

Un team della Harvard John A. Paulson School of Engineering si è fatto carico della risoluzione del problema, sperimentando un nuovo approccio per la somministrazione orale dell’ormone e pubblicandone i dettagli su Proceedings of the National Academy of Sciences.

L’idea è di veicolare l’insulina in un liquido ionico costituito da colina e acido geranico. Il tutto viene inserito in una capsula con rivestimento resistente agli acidi.

Spina bifida curata in utero

Al Policlinico di Milano primo intervento d’Europa

La spina bifida è un grave difetto della colonna vertebrale e del midollo spinale: quando non è mortale porta a disabilità, paralisi e disturbi neurologici.

In Italia si verifica in 1 caso ogni 10 mila nascite: vuol dire che ogni anno ci sono almeno 50 nuovi bambini colpiti. Ora un intervento chirurgico realizzato in utero dagli esperti del Policlinico di Milano può cambiare radicalmente la qualità di vita di questi bimbi. Si tratta del primo intervento di questo tipo in Europa: sono stati operati due feti alla 25esima settimana di gestazione, inserendo strumenti sottilissimi direttamente nell’utero della loro mamma e riparando il difetto. Gli interventi sono perfettamente riusciti, e ora bisognerà attendere la nascita dei due bimbi per poter confermare il pieno successo delle cure.

Gravidanza, rischio di malformazioni se si assume il litio

La terapia per la depressione è incompatibile con lo sviluppo del feto

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Le donne incinte che soffrono di depressione non possono essere trattate con il litio, pena la possibile insorgenza di malformazioni nel feto.

A confermarlo è uno studio pubblicato su The Lancet Psychiatry da un team della Icahn School of Medicine at Mount Sinai di New York. Il litio, largamente utilizzato per il trattamento della depressione grave, può causare malformazioni congenite nel nascituro e raddoppiare i tassi di riammissione in ospedale.

La metanalisi condotta dai ricercatori americani ha indagato gli effetti della terapia su 727 donne esposte al litio rispetto ad altre 21.397 gravidanze di madri con disturbi dell’umore che però non assumevano la sostanza.

Fra i bambini esposti al litio durante il primo trimestre, il tasso di malformazioni è risultato una volta e mezzo più frequente rispetto ai bambini non esposti (7,4% contro il 4,3%).

Glaucoma, efficace Bimatoprost SR

L’impianto riduce la pressione intraoculare

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Sono promettenti i risultati dello studio clinico su Bimatoprost SR per il trattamento del glaucoma.

Si tratta di un impianto biodegradabile a rilascio prolungato per la riduzione della pressione intraoculare in pazienti con glaucoma ad angolo aperto o ipertensione oculare.

Bimatoprost SR, ideato da Allergan, è stato studiato per ridurre la pressione intraoculare per almeno 4 mesi e ha raggiunto gli obiettivi clinici liberando i pazienti dalla necessità di terapia giornaliera con collirio.

Il glaucoma è responsabile di provocare completa cecità nell’8% della popolazione mondiale, pari a 600 milioni di persone, e il 2% dei casi di ipovisione, ovvero 150 milioni. Anche i dati in Italia non sono rassicuranti: il 2% degli italiani al di sopra dei 40 anni è colpito da glaucoma.

Osimertinib per il tumore del polmone

Approvato il farmaco progettato da AstraZeneca

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La Commissione Europea (CE) ha approvato osimertinib in prima linea come monoterapia per il trattamento di pazienti adulti affetti da carcinoma polmonare localmente avanzato o metastatico con mutazione di EGFR. Ad annunciarlo è la casa produttrice AstraZeneca.

Osimertinib è approvato e rimborsato in Italia per la seconda linea di trattamento nei pazienti adulti affetti da carcinoma polmonare localmente avanzato o metastatico con mutazione di EGFR. Ad oggi solo il 30% di questi pazienti può beneficiare del trattamento con osimertinib a seguito di progressione di malattia da TKI di prima e seconda generazione. Questa evidenza è confermata da studi clinici randomizzati e da dati di real word evidence.