Ricetta torta in padella all’ananas con avena e latte di mandorla

Non è esattamente una ricetta torta in padella all’ananas di quelle fit, ma senz’altro una variante light che soddisfa la tua voglia di dolce, senza senso di colpa. Ideale per la colazione.

Ingredienti ricetta torta in padella all’ananas con avena e latte di mandorla

  • 270gr di avena
  • 70gr di stevia
  • 100 ml di latte di mandorla non zuccherato
  • 50 ml extravergine oliva
  • 50ml succo di ananas ( se hai tempo di farlo fresco anche meglio)
  • 3 uova
  • Ananas 365 gr
  • 3/4bustina di lievito
  • 1 cucchiaino estratto di vaniglia
  • 1 cucchiaio di stevia
  • 1 noce di burro

Come procedere

  • Metti le fette di ananas tagliatele se preferite sul fondo della padella dopo averla leggermente imburrata
  • Prepara l’impasto mescolando uova, stevia, estratto di vaniglia e buccia di limone
  • Aggiungi olio, latte, la farina e il lievito
  • Unisci le parti restanti dell ananas.
  • Versa il composto nella padella, coprila e mettila sul fuoco tenendo una fiamma bassa
  • Muovi di continuo la padella durante la cottura (circa 20 minuti).

Cancro al seno, funziona un farmaco a basse dosi

Tamoxifene dimostra la stessa efficacia con minori effetti collaterali

Tamoxifene, farmaco utilizzato per i tumori del seno intraepiteliali, funziona anche a basse dosi. Lo rivela uno studio italiano presentato al San Antonio Breast Cancer Symposium, il più importante congresso internazionale sul carcinoma alla mammella.

Il team, guidato da Andrea De Censi – direttore di Oncologia medica presso gli Ospedali Galliera di Genova – ha dimostrato che un dosaggio di soli 5 mg al giorno dimezza il rischio di recidive e di nuovi tumori al seno, diminuendo al contempo gli effetti avversi.

Finora, il dosaggio utilizzato era di 20 mg al giorno, e il trattamento durava 5 anni.

Purtroppo il tamoxifene è associato a un aumentato rischio di tumore dell’endometrio, la parte interna dell’utero, e a tromboembolia venosa oltre che alla comparsa di sintomi della menopausa che possono portare all’interruzione del trattamento – spiega De Censi.

Troponina utile a ridurre gli stress test cardiaci

Il dosaggio ad alta sensibilità riduce costi sanitari e radiazioni

Varie_8191.jpg

Servirsi del dosaggio della troponina può contribuire a ridurre il numero di stress test cardiaci. Ad affermarlo è uno studio pubblicato su Annals of Internal Medicine da un team della Emory University School of Medicine guidato da Muhammad Hammadah, che spiega: «Molti pazienti con malattia coronarica vengono regolarmente sottoposti a stress test».

L’esame consente di studiare il comportamento del muscolo cardiaco o le variazioni dei parametri emodinamici valvolari durante l’aumento del carico di lavoro, consentendo di diagnosticare e gestire la malattia coronarica (CAD).
Di contro, il test è molto costoso e presuppone l’esposizione a radiazioni.
«Il dosaggio della troponina cardiaca I (hs-cTnI) ad alta sensibilità rileva concentrazioni sostanzialmente inferiori a quelle rilevate dal test convenzionale permettendo di stratificare i pazienti con CAD», spiegano i ricercatori.

Come aiutare chi soffre di attacchi di panico

I consigli dello psicoterapeuta

Varie_2036.jpg

Gli attacchi di panico sono uno dei sintomi più spaventosi che un persona possa provare, in quanto si ha l’ingestibile sensazione di perdere il controllo del proprio corpo e della propria mente.

Il respiro diviene così corto che sembra di soffocare, il cuore batte velocissimo, si sente un peso sul petto, negli arti appare uno strano formicolio, si ha paura di morire, di impazzire, che la strana sensazione di distacco dalla realtà che si sta provando non passi mai, si teme di non potere mai più tornare “normali”.

È molto difficile aiutare una persona che sta vivendo un attacco di panico, tanto che – spesso – si finisce per andare al pronto soccorso a cercare un aiuto medico-farmacologico che allevi i sintomi.

Sindrome di Brugada, scoperta sui fattori di rischio

3 casi su 4 legati a un’anomalia del muscolo cardiaco

Varie_4007.jpg

Grazie a uno studio condotto presso la Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS di Roma si è scoperto che nel 75% dei casi di sindrome di Brugada, alla base delle aritmie cardiache tipiche della patologia, c’è un’anomalia del muscolo cardiaco stesso e uno stato infiammatorio anomalo.

La scoperta permetterà di predire quali dei pazienti con la sindrome sono a rischio di aritmie e di morte cardiaca improvvisa, soprattutto in soggetti giovani altrimenti considerati completamente sani.

La ricerca è stata pubblicata sulla più importante rivista cardiologica mondiale, il Journal of the American College of Cardiology, e coordinata dal professor Antonio Oliva, dell’Istituto di Sanità Pubblica dell’Università Cattolica, UOC Medicina Legale, Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS.

Perchè mi faccio male durante l’allenamento ad intervalli?

Gli allenamenti ad intervalli sono quelli che più proponiamo perchè non abbiamo dubbi sulla loro efficacia. Ma la domanda che più spesso ci fate è “Perchè mi faccio male durante l’allenamento ad intervalli?” Non potendo essere fisicamente lì con tutte voi, abbiamo fatto un elenco di tutto ciò che di sbagliato accade durante l’esecuzione dell’allenamento ad intervalli.

Perchè mi faccio male durante l’allenamento ad intervalli?

Salti il riscaldamento o lo stretching. Per quanto possa essere noioso, ti permette di prepararti in maniera adeguata all’allenamento ad intervalli, minimizza i dolori e aiuta nella fase di recupero.

Gli intervalli sono troppo lunghi. Superare i 30 secondi di intervallo è altamente sconsigliato. Dovresti attenerti ai canonici 15-30 secondi. L’obiettivo è mettercela tutta durante l’esecuzione dell’esercizio. Se pianifichi un allenamento di ore, di certo non dai il massimo in ogni parte dell’allenamento.

Sbagli la forma. Questo è forse l’errore più comune. E’ vero che l’allenamento ad intervalli è molto intenso, il che ti porta a concentrarti su questo aspetto, ma è preferibile eseguire qualche ripetizione in meno, piuttosto che mettersi nella condizione di farsi male

Prendi pause troppo lunghe tra i set o i circuiti. E’ fondamentale che le pause siano brevi tra i set e le ripetizioni o anche i circuiti. In questa maniera non solo sarai in grado di evitare infortuni, ma avrai maggiore possibilità di mantenere il tuo metabolismo attivo e bruciare più calorie una volta terminato l’allenamento.

Un’ecografia alla spalla svela il diabete

L’esame predice con precisione chi è più a rischio

Diabete_4605.jpg

Basta un’ecografia della spalla per scoprire se si è a rischio di diabete. La curiosa conclusione è resa nota da uno studio presentato nel corso del meeting annuale della Radiological Society of North America (RSNA) a Chicago.

La ricerca dimostra che il deltoide, ovvero il muscolo principale della spalla, appare più evidente rispetto agli altri nell’immagine ecografica nei pazienti ad alto rischio di sviluppare il diabete.

Lo studio, firmato da Steven Soliman dell’Henry Ford Hospital di Detroit, potrebbe rappresentare una piccola svolta per tante persone poco consapevoli del rischio che corrono di sviluppare la malattia.

Noi siamo alla ricerca di esami semplici che colgano aspetti che possono aiutarci ad evidenziare la popolazione a rischio di diabete – spiega Francesco Purrello, presidente della Società Italiana di Diabetologia (Sid).

Allenamento in 3 minuti per la pancia piatta da fare a casa

Al contrario di quello che si pensi allenare gli addominali non serve solo a regalarti una pancia piatta, ma migliora:

  • L’ esecuzione di azioni quotidiane. Piegarti per allacciarti le scarpe o sollevare un pacco, oppure girarti per guardare indietro, stare seduta su una sedia o semplicemente rimanere in piedi. Sono solo alcune delle azioni che può capire di compiere durante la giornata e che coinvolgono la parte centrale del corpo e di cui non realizzi l’importanza finché non diventano azioni difficili da compiere.
  • La salute della schiena. Problemi alla zona lombare, possono essere prevenuti eseguendo esercizi che allenano gli addominali.
  • La capacità di essere in equilibrio e la stabilità. Addominali allenati stabilizzano l’intero corpo, permettendoti di muoverti in ogni direzione, perfino sul terreno più dissestato oppure di stare in piedi in un determinato punto senza perdere l’equilibrio. Da questo punto di vista gli addominali ti aiutano non cadere.

Gli esercizi consigliati per addome forte e pancia piatta

SQUAT

  1. In piedi, gambe divaricate ad una larghezza superiore rispetto a quella dei fianchi e piedi leggermente rivolti all’esterno.
  2. Lentamente, abbassarsi come se dietro ci fosse una sedia su cui sedersi.

Contrarre bene i glutei e mantenere la posizione senza sbilanciarsi in avanti. Fare attenzione che le ginocchia non superino la punta dei piedi. Perché l’esercizio sia svolto correttamente, non è necessario abbassare il bacino eccessivamente, ma è sufficiente scendere finché non si sente una buona contrazione dei muscoli.

L’articolo Allenamento in 3 minuti per la pancia piatta da fare a casa sembra essere il primo su Fit In Hub.

Farro d’autunno

Quando l’autunno tinge le strade di rosso, verde e arancione, viene voglia di trovare questi bellissimi colori anche nel piatto. Per questo, il farro d’autunno con zucca e spinaci, oltre a riscaldare l’animo quando le giornate iniziano ad essere più fredde, è il piatto perfetto per apprezzare al meglio questa stagione.

Farro: contiene fibre, magnesio, potassio, vitamine del gruppo B. Nonostante la presenza di amidi, ha meno carboidrati della pasta.

Zucca: povera di calorie e grassi, contiene molti sali minerali (fosforo, ferro, magnesio, potassio) e vitamine del gruppo B e C.

Spinaci: fonte preziosa di ferro e vitamine (vitamina A, vitamina C, vitamina K, vitamina E). Grazie alla presenza di questi nutrienti, sembra che gli spinaci siano utili per proteggere la salute degli occhi.

Cosa serveCosa serve (per 2 persone)

 

160 g di farro

250 g di zucca

½ cipolla

50 g di spinaci

50 g di formaggio primo sale

Brodo vegetale

Olio extravergine di oliva

Come si preparaCome si prepara

 

Preparare un soffritto leggero con la cipolla, versare il farro e lasciarlo dorare per qualche minuto. Aggiungere parte del brodo e la zucca tagliata a pezzetti. Cuocere per 20-30 minuti, aggiungendo il brodo necessario poco alla volta. Guarnire con gli spinaci freschi, il formaggio tagliato a cubetti e un filo d’olio.