Erba d’orzo: proprietà nutrizionali, benefici, uso e controindicazioni

L’erba d’orzo è il germoglio verde dei semi dell’orzo (Hordeum vulgare) e viene raccolta dopo 6 mesi dalla germinazione. La scoperta dello straordinario valore nutrizionale di questo alimento avvenne negli anni ’70 in Giappone. Uno scienziato giapponese Yoshihide Hagiwara, laureato in medicina e farmacia, iniziò fin da subito a studiare le proprietà di oltre 200 […]

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Scoperta la causa della sindrome dell’ovaio policistico

È uno squilibrio ormonale la motivazione originaria

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Un team dell’Inserm di Parigi guidato dall’italiano Paolo Giacobini ha scoperto la causa primaria della sindrome dell’ovaio policistico (Pcos), responsabile della maggior parte dei casi di infertilità femminile.

La sindrome dell’ovaio policistico colpisce una donna su 5, e molte delle pazienti hanno difficoltà a rimanere incinte. La sindrome è caratterizzata da alti livelli di testosterone, cisti ovariche, cicli mestruali irregolari e problemi di regolazione dello zucchero nel sangue.

Lo studio francese, pubblicato su Nature Medicine, rivela l’origine prenatale della sindrome, a causa di un eccesso di esposizione in utero all’ormone antimülleriano (Amh)
Le analisi condotte hanno rivelato che le donne che soffrono di Pcos, una volta incinte, hanno il 30% in più dell’ormone rispetto al normale.

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3 modi per prevenire l’insonnia post-allenamento

Per la maggior parte, le prove supportano il fatto che l’esercizio fa bene al sonno: ti aiuta ad addormentarti più velocemente e a dormire sonni tranquilli tutta la notte. Eppure, sapevi che allenarti troppo vicino al momento di coricarsi può effettivamente darti una scossa di energia che può tenerti sveglia più a lungo?

In uno studio, i partecipanti hanno dormito 42 minuti in più nei giorni in cui erano meno attivi. Se questo è il tuo caso, ma il tuo programma non ti permette di allenarti all’inizio della giornata, non devi rassegnarti a riposare meno quando ti alleni. Questi tre consigli ti aiuteranno ad addormentarti senza sforzo, anche se stai saltando direttamente dallo squat al letto.

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Prediligi l’allenamento a bassa intensità

Lascia i tuoi allenamenti da cardiopalma ai giorni in cui hai più tempo libero al mattino e utilizza le opzioni meno intense per gli esercizi serali, come una passeggiata o una corsa super facile o, ancora meglio, yoga vinyasa. In effetti, qualunque cosa tu faccia, considera di terminare gli allenamenti notturni con alcune pose, come la posa di Happy Baby o Corpse. I movimenti rilassanti e l’attenzione al respiro ti aiuteranno a rilassarti, preparandoti a letto. Leggi anche Benefici della camminata: quanti passi fare per bruciare 500 calorie

Raffreddare più velocemente

Mettersi a letto appena dopo aver terminato una sessione di sollevamento pesi o di corsa su tapis roulant praticamente garantisce la difficoltà di prendere sonno. Invece, fare un bagno caldo o una doccia prima di andare a dormire rilassa abbastanza da facilitare il sonno. Inoltre, la ricerca dimostra che la temperatura interna si abbassa naturalmente prima di andare a dormire, il che aiuta a far ripartire i sistemi di sonno del tuo corpo. Quando esci dalla doccia fumosa e inizi ad asciugare, anche la temperatura corporea cadrà di qualche grado, provocando sonnolenza. Leggi anche Fare un bagno caldo darebbe gli stessi benefici dell’allenamento

Prova uno spuntino di mezzanotte

Fare rifornimento dopo un allenamento a tarda notte aiuta l’equilibrio: mangia troppo e ti sentirai troppo pieno e gonfio per dormire; troppo poco, e la tua pancia rumorosa ti terrà sveglio. La soluzione migliore è prendere uno spuntino leggero contenente carboidrati e proteine, entrambi essenziali per il corretto recupero. Alcune buone scelte: pane tostato integrale con burro di arachidi o hummus, un bicchiere di latte al cioccolato o formaggio magro e cracker.

La vita creata dall’uomo

Creato il primo embrione senza ovuli e spermatozoi

L’uomo potrebbe creare la vita senza far ricorso a ovuli e spermatozoi. Lo dimostra una ricerca olandese dell’Università di Maastricht pubblicata su Nature.

I ricercatori olandesi sono infatti riusciti a generare in laboratorio il primo embrione di topo partendo soltanto da un piccolo gruppo di cellule staminali. L’embrione ha continuato a svilupparsi nell’utero anche se non è arrivato alla fase matura.

Il lavoro permetterà ai medici di studiare a fondo le prime fasi di sviluppo di un essere vivente, analizzando appieno i processi alla base della formazione della placenta e dell’impianto dell’embrione nell’utero.

Il team coordinato dal prof. Rivron ha coltivato in provetta due famiglie di staminali ricavate da cellule del trofoblasto, quelle che danno origine alla placenta, e da quelle da cui si forma l’intero organismo.

Con il caldo arriva anche lo stress

I livelli di cortisolo sono influenzati dalle temperature alte

Non dovrete combattere soltanto contro i patemi dovuti al caldo. Anche lo stress aumenterà con le temperature più elevate dei prossimi giorni e settimane.

A dirlo è una ricerca dell’Università di Poznan, in Polonia, presentata durante l’ultimo congresso della Società americana di fisiologia.

Il nesso fra caldo e stress è determinato dai livelli di cortisolo, l’ormone rilasciato nel flusso sanguigno nelle situazioni stressanti. Durante le giornate più calde, il cortisolo aumenta inesorabilmente.

L’ormone svolge funzioni utili come il controllo degli zuccheri, dei sali e dei fluidi, ma anche la riduzione delle infiammazioni rientra fra i suoi compiti.

I ricercatori, guidati da Dominika Kanikowska, hanno scoperto che, oltre alle fluttuazioni giornaliere, ha anche un andamento stagionale.

Scoperta nuova malattia cerebrale

Causa di gravi encefalopatie

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Scoperta una nuova malattia che provoca una grave forma di encefalopatia con deficit neurologici ed epilessia, a causarla è una mutazione del gene ATP6V1A.

È l’eccezionale risultato dello studio scientifico pubblicato dalla prestigiosa rivista internazionale Brain e realizzato dal team di ricercatori del Centro di Eccellenza di Neuroscienze dell’Ospedale pediatrico Meyer e dell’Università di Firenze, diretti dal professore Renzo Guerrini, insieme ai gruppi dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) e dell’Università di Genova diretti dai professori Fabio Benfenati e Anna Fassio.

Lo studio è partito dagli approfondimenti genetici con sequenziamento esomico del DNA effettuati al Meyer per individuare una possibile causa genetica in una bambina di 9 anni che presentava quella che si pensava fosse una rara encefalopatia, associata ad epilessia e gravi deficit neurologici.

Sindrome dell’uomo di pietra, c’è una cura

Sperimentazione in corso al Gaslini di Genova

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Forse c’è una speranza per i pazienti affetti dalla Sindrome dell’uomo di pietra, quella che in termini scientifici viene chiamata fibrodisplasia ossificante progressiva (Fop).

La terribile malattia causa l’ossificazione di muscoli, tendini e legamenti costringendo chi ne è vittima alla paralisi. Ora un nuovo farmaco sperimentale è in via di sperimentazione su soggetti fra i 18 e i 20 anni. L’Ospedale Gaslini di Genova è il primo centro al mondo ad effettuare una sperimentazione del genere.

La Fop è per fortuna rarissima, colpisce infatti una persona su 2 milioni. In Italia ci sono 34 casi registrati.

La malattia, che insorge in maniera spontanea e più raramente a causa di un trauma, finisce col produrre un secondo scheletro sopra al primo, trasformando il corpo del paziente in una prigione.

5 bicchieri di alcol aumentano il rischio di morte

Basta un consumo moderato per accorciare la speranza di vita

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Anche un consumo non troppo elevato di alcol favorisce l’aumento del rischio di morte precoce. A dirlo è una ricerca pubblicata su Lancet dall’Università di Padova.

Secondo le conclusioni dello studio diretto da Edoardo Casiglia, sarebbero sufficienti 5-6 bicchieri di vino alla settimana, ovvero 100 grammi di alcol o 12,5 unità alcoliche, per aumentare la possibilità di una morte precoce.

“Questo studio fornisce una chiara evidenza a supporto della necessità di abbassare i limiti di consumo di alcol in molti paesi del mondo”, afferma Casiglia.

Secondo le linee guida, si raccomanda un consumo di alcol inferiore agli 84 grammi settimanali per le donne e 168 per gli uomini. Allo studio hanno partecipato quasi 600mila persone non astemie, il 50% delle quali ha ammesso di consumare più di 100 grammi di alcol alla settimana.

Cirrosi epatica, gli alimenti che fanno bene

Vegetali, caffè e cioccolato proteggono il fegato

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Una dieta di tipo mediterraneo, basata sull’assunzione di vegetali, tè, caffè, yogurt e cioccolato, ha l’effetto di proteggere il fegato. Il consumo di questi alimenti è infatti associato a una maggiore presenza di batteri intestinali diversificati. In tal modo, si riduce anche il rischio di ospedalizzazione nei soggetti affetti da cirrosi epatica.

A evidenziarlo è uno studio di Jasmohan Bajaj, ricercatore presso la Virginia Commonwealth University e il McGuire VA Medical Center.

Allo studio hanno partecipato circa 300 persone provenienti da Turchia e Stati Uniti e divise in 3 gruppi a seconda che avessero una cirrosi compensata, scompensata o fossero sani.

I soggetti sono stati sottoposti ad analisi del microbiota, e quelli affetti da cirrosi sono stati seguiti per almeno 90 giorni.

CardioInsight, il giubbotto che scopre le aritmie

Sistema di mappaggio non invasivo 3D del cuore

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Sembra fantascienza, invece è realtà. Si tratta di CardioInsight di Medtronic, il nuovo sistema totalmente non invasivo per la diagnosi dei ritmi cardiaci irregolari (aritmie), da oggi disponibile anche in Italia.

Un giubbotto dotato di 252 sensori che, indossato dal paziente, è in grado di fornire una mappatura 3D del cuore in tempo reale, anche con un singolo battito.

Importante rivoluzione nell’ambito della diagnostica cardio-vascolare, il dispositivo – primo sistema di mappaggio elettro-anatomico non invasivo del cuore, approvato dalla Food and Drug Administration (FDA) americana – è stato presentato a Bologna in occasione del Congresso nazionale dell’Associazione Italiana di Aritmologia e Cardiostimolazione (AIAC).