Olio essenziale di carvi: proprietà, benefici, usi e controindicazioni

L’olio essenziale di carvi può tornarvi molto utile. Oggi vi mostro a cosa serve, quali sono le sue proprietà, i benefici e come sempre le controindicazioni. Vi dico subito in anticipo che questo tipo di essenza ha delle controindicazioni degne di nota, pertanto impiegatela correttamente e solo dopo aver compreso qual è l’utilizzo corretto. Quindi […]

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Cirrosi epatica, svelate le alterazioni del microbiota

Studio esamina l’influenza del microbiota nei pazienti cirrotici

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Uno studio condotto dai ricercatori di Istituto Pasteur Italia e dell’Università La Sapienza di Roma fa luce sui “fili invisibili” che collegano l’intestino al cervello e contribuisce a chiarire come il microbiota influenzi la nostra salute.

Il microbiota è una collezione di microrganismi residenti nei vari distretti del nostro corpo. Abbiamo, per esempio, il microbiota della pelle, il microbiota vaginale, quello degli occhi e delle vie respiratorie. Il microbiota intestinale, nello specifico, è un ecosistema composto da funghi, virus e batteri che si sono adattati a vivere sulla superficie dell’intestino, sviluppandosi immediatamente dopo la nascita. Alcuni studi indicano anche l’esistenza di un microbiota del sangue, che viene considerato come un vero e proprio “organo liquido”.

Diabete, la cura con sulfanilurea è rischiosa

Il passaggio da metformina richiede attenzione

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Per il malato di diabete di tipo 2, il passaggio da metformina a sulfanilurea è delicato. Secondo uno studio apparso sul British Medical Journal, il passaggio al nuovo farmaco può aumentare il rischio di eventi avversi.

«I pazienti che hanno assunto sulfaniluree come terapia di seconda linea hanno mostrato un aumentato rischio di infarto miocardico, di mortalità da tutte le cause, e di ipoglicemia grave rispetto a quelli rimasti in monoterapia con metformina, anche quando questo è avvenuto a dispetto di un controllo glicemico subottimale. Le associazioni con infarto miocardico e mortalità sono state maggiori con il passaggio dalla metformina alle sulfaniluree, rispetto all’aggiunta delle sulfaniluree alla metformina», spiega il coordinatore della ricerca Antonios Douros della McGill University di Montreal.

Sclerosi multipla, biomarcatore ne predice la progressione

Ricerca italiana indaga sulla proteina beta-amiloide

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Bassi livelli di proteina beta-amiloide possono essere associati a un decorso peggiore della sclerosi multipla. Lo ha scoperto uno studio pubblicato su Multiple Sclerosis Journal da un team di scienziati italiani.

La sclerosi multipla è la più comune malattia infiammatoria cronica del sistema nervoso centrale. È una patologia immunitaria che comporta un danno della mielina, la guaina che riveste i neuroni. Diversi studi suggeriscono, però, anche un ruolo della morte neuronale – la cosiddetta “neurodegenerazione” – nella patogenesi della malattia.

L’obiettivo della ricerca è stato quello di indagare il possibile ruolo prognostico dei livelli di β-amiloide (proteina coinvolta nella genesi della malattia di Alzheimer) nel liquido cerebrospinale (CSF), mediante la determinazione di un valore soglia per classificare i pazienti in progressione lenta e veloce.

Come avere un lato B tonico e diminuire la dimensione delle gambe.

Se sei alla ricerca di miracoli e pozioni magiche, sappi che il fitness non ti viene di certo in aiuto: il DNA non lo modifichi.Sebbene le dimensioni delle gambe e del lato B dipendano in larga parte dalla genetica, lavorare sulla perdita totale di massa grassa può aiutarti nel tentativo di sfinare le gambe, e allenare i glutei in maniera appropriata può aiutarti a sviluppare un lato B tonico e a prova di bikini.

L’unica cosa che devi tenere sempre a mente è il fatto di essere realistica nelle aspettative.

La massa grassa in eccesso ti fa sembrare più grossa di quello che in realtà sei. E questa considerazione è valida per tutto il corpo. Siccome è altamente improbabile che tu possa prendere di mira una sola zona del corpo e perdere del grasso in eccesso localizzato, dovrai impegnarti per riequilibrare le proporzioni di massa grassa e massa magra su tutto il corpo.

In questo processo dovrai prestare attenzione a due macro aree:

Alimentazione: Per perdere massa grassa in eccesso devi raggiungere uno stato di deficit calorico. Nota: confidiamo nella tua intelligenza nel prendere quest’informazione come generica, e affrontare con un esperto il percorso in questione, ricordandoti che gli eccessi non vanno mai bene.

In linea generare dovrai sbarazzarti del cibo spazzatura, dolci, bevande gassate e fare il pieno di verdura fresca, frutta, proteine magre e carboidrati dal basso indice glicemico, moderare il consumo di prodotti caseari e introdurre nell’alimentazione grassi buoni a base vegetale.

Allenamento: Che si tratti di saltare la corda, andare in bicicletta, correre, il cardio è un tassello fondamentale del tuo percorso per raggiungere l’obiettivo di perdere grasso in eccesso, al netto di una dieta equilibrata. Abbinarlo poi con allenamenti di resistenza è l’equazione perfetta per per raggiungere il tuo obiettivo: i muscoli hanno una capacità metabolica più alta rispetto al grasso. Più muscoli hai più velocemente il tuo corpo brucia grasso. Anche a riposo. E allenare i muscoli più grandi del corpo come i glutei, di certo è uno step che non puoi saltare.

Un trauma cranico può indurre demenza

Determina la propagazione di una forma anomala di proteina Tau

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Uno studio realizzato dall’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS di Milano dimostra che il trauma cranico induce la formazione di una forma anomala della proteina tau che si propaga nel cervello causando perdita di memoria e danni ai neuroni.

“Il trauma cranico grave – spiega Elisa Zanier che insieme a Roberto Chiesa ha coordinato lo studio pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Brain – è la principale causa di morte e disabilità permanente nei giovani adulti. Inoltre, anche quando di lieve entità, rappresenta un importante fattore di rischio per l’insorgenza di demenze come l’Alzheimer e l’encefalopatia cronica post-traumatica, malattia tipica degli sport da contatto, come la boxe. Comprendere il meccanismo responsabile della transizione da danno cerebrale acuto a malattia cronica neurodegenerativa consentirebbe di sviluppare nuove terapie”.

La crema solare non basta mai

Se ne usa troppo poca e le scottature diventano inevitabili

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L’utilizzo delle creme solari in spiaggia è ormai divenuto per fortuna una routine per quasi tutti. Ciononostante, se ne usa troppo poca, almeno secondo uno studio del King’s College di Londra pubblicato su Acta Dermato-Venereologica.

La quantità minima indispensabile per fornire il giusto fattore di protezione alla pelle è di 2 milligrammi per centimetro quadrato, limite non sempre rispettato dalle persone.

Applicare un quantitativo inferiore si tradurrebbe, infatti, in una protezione del 40% rispetto a quella prevista. Peraltro, i ricercatori hanno fatto il calcolo prendendo in considerazione le creme maggiormente efficaci, quelle con fattore di protezione 50.

I ricercatori britannici hanno fatto abbronzare alcuni volontari dalla pelle chiara per 5 giorni consecutivi. Con una biopsia hanno scoperto un danno al Dna nelle aree che non avevano ricevuto un’adeguata protezione.

Cura delle pelle, le 5 cose da non fare

Le abitudini che danneggiano la pelle del viso

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Prendersi cura della propria pelle è questione delicata. Spesso abitudini che ci sembrano innocue si rivelano in realtà molto dannose per l’equilibrio della pelle, soprattutto quella del viso, particolarmente a rischio.

Ecco alcuni comportamenti da evitare per mantenere una pelle del volto pulita e in salute:

Non usare acqua troppo calda per la pulizia del viso, che ha invece bisogno di acqua fredda, soprattutto al mattino. L’acqua fredda, infatti, restringe i pori e riduce i segni della stanchezza, mentre quella calda ha l’effetto di dilatare i vasi sanguigni, causando rossore. Un piccolo segreto di bellezza è porre sulle palpebre un cubetto di ghiaccio avvolto in un tovagliolo di stoffa e tenerlo per due minuti. Al termine, gli occhi sembreranno subito più vivi e riposati.

Utilizzare sempre un tonico. Il detergente non è in grado di eliminare tutto lo sporco e il trucco.

Per un’alimentazione «mindful»

Mangiare con consapevolezza per dimagrire

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Serve consapevolezza per mangiare in maniera corretta e per dimagrire. È il principio di base dell’alimentazione «mindful» (attenta, consapevole), che sta guadagnando consensi negli Stati Uniti.

Susan Albers, psicologa della Cleveland Clinic, spiega: “Bisogna abbandonare radicalmente la mentalità di stare a dieta, e mangiare ciò che piace con totale presenza di spirito ogni momento, ogni boccone, ogni sapore. Quando affiniamo ogni senso nell’assunzione di cibo, ascoltiamo il nostro corpo che ci dirà naturalmente quando smettere”.

Per riuscire nell’impresa basterà seguire 5 regole di buon senso.

1) Sedersi sempre quando si mangia, anche solo per uno spuntino.
2) Assaporare il cibo cercando di individuare la presenza di ogni gusto e ingrediente.
3) Masticare lentamente.
4) Mangiare in un ambiente privo di distrazioni che aiuti a concentrasi sul cibo.
5) Sorridere!