Prezzemolo: proprietà, benefici, usi e controindicazioni

Possiamo contare su di un vastissimo repertorio di piante aromatiche da utilizzare in cucina. Una delle più comuni nonché versatili che l’uomo abbia mai conosciuto è proprio il prezzemolo. Oggi vediamo le sue proprietà e benefici correlati a questa pianta, insieme ai principali usi che possiamo farne. Ricordiamo inoltre che il prezzemolo non è una […]

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Epatite C, nuovo farmaco per eradicarla

Medicinale a base di sofosbuvir

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C’è un nuovo medicinale per l’epatite C. Il farmaco combina in una singola compressa tre principi attivi (sofosbuvir, velpatasvir e voxilaprevir) per i pazienti che hanno fallito una precedente terapia per l’epatite C a base di antivirali diretti (DAA).

Una buona notizia per quei pazienti italiani per i quali il trattamento con questa classe di farmaci non è stato risolutivo nell’eliminazione dell’infezione.

I DAA hanno trasformato la terapia dell’epatite C. Grazie alla loro elevata efficacia il numero di pazienti che ancora non ha raggiunto la completa guarigione è molto limitato. Per loro permane quindi la necessità di nuovi farmaci che offrano la possibilità di eradicare il virus dall’organismo, curando definitivamente dall’infezione.

Tumori, larotrectinib per quelli con alterazione genetica

La molecola riceve la designazione di terapia all’avanguardia

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Passo avanti importante verso l’approvazione di larotrectinib, nuova molecola per il trattamento di tumori che presentano una particolare alterazione genetica, la fusione di geni NTRK (Neurotrophic Tyrosine Receptor Kinase).

È stata infatti completata la New Drug Application, cioè la presentazione all’ente regolatorio americano (Food and Drug Administration, FDA) della richiesta per il nuovo farmaco nel trattamento di pazienti adulti e pediatrici affetti da tumori solidi localmente avanzati o metastatici, che presentano fusioni geniche di NTRK. Queste ultime sono alterazioni presenti in una vasta serie di neoplasie che danno luogo a un’attivazione incontrollata del recettore TRK (Tropomyosin Receptor Kinase) e alla crescita del tumore.

Parlare al bimbo nel pancione? Inutile

I feti percepiscono a malapena i rumori dall’esterno

Cantargli una ninna nanna, fargli sentire la voce della mamma e del papà, raccontargli una fiaba: parlare al piccolo quando è ancora nell’utero materno è un falso mito.

I feti riescono a malapena a sentire il rumore che proviene dall’esterno. È quanto dimostra lo studio condotto dalla Dott.ssa Marisa Lopez-Teijón e dalla sua équipe di Institut Marquès sull’udito del feto e sull’effetto della musica all’inizio della vita, presentato presso l’Istituto Karolinska e l’Università di Stoccolma.

L’osservazione, condotta su pazienti tra la 14ª e la 39ª settimana di gestazione, rivela come la comunicazione con il feto sia uno degli aspetti più interessanti della scoperta.

Ecco dove nasce la schizofrenia

Le aree coinvolte nelle distorsioni della percezione

La schizofrenia rivela la sua origine grazie a uno studio dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Rovereto pubblicato su Neuroimage: Clinical.

“È il primo passo per programmare terapie farmacologiche più mirate”, ha detto il coordinatore del gruppo di ricerca, Angelo Bifone.

Lo studio italiano smentisce la teoria finora ritenuta più attendibile, ovvero che le allucinazioni e le alterazioni della percezione originassero dalla corteccia frontale, l’area del cervello che controlla le funzioni cognitive elevate come il linguaggio.

La risonanza magnetica funzionale realizzata su 94 persone sane e 94 affette da schizofrenia ha rilevato che le aree della corteccia frontale non vengono alterate dalla malattia, ma che si verificano invece alterazioni della percezione iniziale del segnale che finiscono per riflettersi sulle funzioni cognitive superiori.

Diabete, fondamentale il monitoraggio continuo


Qualità della vita superiore grazie allo strumento

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Monitorare il livello di glucosio in forma continuativa aumenta la qualità della vita delle persone diabetiche. A confermarlo è uno studio apparso su Diabetes Care e firmato da scienziati dell’Università di Chicago.
I ricercatori hanno analizzato i dati di 158 pazienti, la metà dei quali, per 6 mesi, si è sottoposta a monitoraggio continuo, mentre l’altra metà faceva utilizzo delle tradizionali “strisce” per la misurazione in determinati momenti della giornata.
I pazienti del primo gruppo hanno mostrato un miglior controllo del glucosio e una riduzione degli episodi di ipoglicemia.
“Se si guarda a tutta la vita di un paziente il miglioramento è impressionante – afferma Elbert Huang, l’autore principale -. Anche se c’è un costo aggiuntivo la somma è compensata dal minore rischio di complicazioni”.
Secondo i dati, il monitoraggio continuo aggiunge in media 6 mesi in buona salute …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | diabete, glicemia, monitoraggio,

Nuova scoperta sull’epilessia

Individuata disfunzione della comunicazione tra due recettori neuronali

Un difetto di comunicazione tra due recettori presenti nei neuroni è stato osservato nel cervello di pazienti affetti da epilessia del lobo temporale, la più comune forma di epilessia focale adulta.

È il risultato di una ricerca condotta dal Laboratorio di Epilessia Sperimentale dell’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli (IS) in collaborazione con l’Università Sapienza di Roma.
Pubblicato sulla rivista scientifica Epilepsia, lo studio, condotto su tessuti umani e su modelli animali, si è concentrato sull’azione dell’acido γ-aminobutirrico (GABA), appartenente alla categoria dei neurotrasmettitori, molecole che, raggiungendo specifici recettori sulla membrana cellulare, garantiscono la comunicazione tra i neuroni. Il GABA, in particolare, è il principale neurotrasmettitore inibitorio.

Come capire il cervello guardando le api

Team italo-inglese rivela dinamiche del comportamento umano

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Pensare alle api in una colonia come ai neuroni in un cervello può aiutare alla comprensione dei meccanismi alla base del comportamento umano.

A rivelarlo uno studio dell’Università di Sheffield in collaborazione con l’Istituto di scienze e tecnologie della cognizione del Consiglio nazionale delle ricerche (Istc-Cnr), pubblicato su Scientific Reports.

Uno sciame di api può essere considerato un super-organismo composto da migliaia di insetti che rispondono all’unisono a stimoli esterni, come i neuroni del cervello reagiscono alle sollecitazioni che provengono dall’ambiente. Questa somiglianza permette di tracciare precise corrispondenze tra le interazioni tra api responsabili del comportamento del super-organismo e i meccanismi neurali alla base della cognizione, e quindi di identificare le micro interazioni alla base dei meccanismi generali del comportamento umano e non.

Il punto debole del cancro

Nuova scoperta sulla struttura delle cellule cancerose

Un team di scienziati portoghesi ha scoperto un potenziale punto debole del cancro. Monica Bettencourt Dias e i suoi colleghi dell’Instituto Gulbenkian de Ciência di Oeiras hanno individuato all’interno delle cellule cancerose degli organelli chiamati centrioli. Il numero di queste strutture aumenta con l’aumentare dell’aggressività della neoplasia.

La scoperta, pubblicata su Nature Communications, potrebbe aprire la strada a nuovi approcci terapeutici nei confronti di una malattia che si caratterizza innanzitutto per la sua estrema varietà.

I centrioli sono 100 volte più piccoli della sezione trasversale di un capello e rappresentano il “cervello” delle cellule tumorali dal momento che svolgono ruoli fondamentali nella moltiplicazione, nel movimento e nella comunicazione cellulare.

Andare in bici aumenta il desiderio nelle donne

Sesso migliore per le donne che scelgono il ciclismo

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Pedalare serve ad aumentare il desiderio e migliorare la propria vita sessuale. Lo dice una ricerca dell’Università della California pubblicata sul Journal of Sexual Medicine.

La ricerca ha preso in esame i dati di oltre 3.100 donne. In un terzo dei casi, le donne riferivano di usare la bicicletta, anche se la metà andava in bici solo di tanto in tanto.

I medici hanno quindi appurato che, da una parte, il sellino della bici è associato a un aumento del rischio di infezioni del tratto urinario, dall’altra pedalare ha comunque il pregio di migliorare la funzione sessuale.

«Abbiamo scoperto che che chi va regolarmente in bici ha una vita sessuale migliore», spiega Thomas Gaither, tra i principali autori dello studio.

Andare in bicicletta, peraltro, tonifica non solo le gambe, ma anche addominali e glutei, soprattutto se ci si alza dal sellino e si pedala in piedi.

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