Scoperto il gene che guida le staminali nel cervello

Il ruolo del gene COUP-TFI nel controllo delle cellule

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L’esistenza di cellule staminali in alcune regioni del cervello dei mammiferi adulti è un dato ormai assodato, ma resta ancora molto da scoprire sui fattori che regolano l’attività del processo di neurogenesi, sia in condizioni fisiologiche che in caso di patologia.

Nello studio pubblicato su Cell Reports, il gruppo di ricerca guidato dalla Prof.ssa Silvia De Marchis del NICO, Neuroscience Institute Cavalieri Ottolenghi e del DBIOS, Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi dell’Università di Torino, in collaborazione con il laboratorio dell’Università di Nizza diretto da Michèle Studer, ha dimostrato che il gene COUP-TFI, già noto per le sue molteplici funzioni nello sviluppo del cervello, gioca un ruolo fondamentale nel controllo delle staminali adulte e quindi nella produzione di nuovi neuroni.

Il caldo peggiora le malattie

Problemi ai reni e al cuore esasperati dalle alte temperature

L’estate non migliora le condizioni di salute di chi è malato. Gli esperti dell’Organizzazione mondiale della sanità segnalano l’aumentato rischio di problemi di salute per chi è alle prese con malattie cardiovascolari, respiratorie, renali o mentali.

“I professionisti medici e le autorità sanitarie pubbliche – spiega l’Oms – devono essere preparate ad affrontare le ondate di calore estive e le possibili conseguenze sulla salute dell’esposizione al calore”.

Anche se le temperature elevate ci minacciano, “gli effetti avversi sulla salute causati dal caldo sono ampiamente prevenibili attraverso buone pratiche”.
La prima cosa da fare è mantenere la calma. Ansia e agitazione non fanno altro che aumentare il senso di calore che avvertiamo. Bisogna evitare le attività più a rischio come sistemare il balcone, fare la spesa o andare a trovare un amico proprio nelle ore più calde.

Rimedi naturali per il tumore del colon

I casi in cui la fitoterapia può essere utile

C’è una gran diffusione di rimedi alternativi in rete per la cura dei tumori, ma cosa c’è di vero? In alcuni casi, le sostanze naturali possono effettivamente venire in soccorso di chi è malato o rendere meno probabile l’insorgenza della malattia.

Per quanto riguarda il tumore del colon, una delle sostanze più interessanti in tal senso è la curcuma, spezia di origine asiatica che ha dimostrato di poter migliorare l’efficacia della chemioterapia.

Merito della curcumina, agente in grado anche di proteggere gli organi e i tessuti sani dalla tossicità indotta da chemio e radioterapia.

La curcumina ha però un limite, la sua scarsa biodisponibilità, aspetto che non intacca al contrario l’azione di un’altra sostanza naturale, la silimarina, estratta dai semi del cardo mariano. Uno dei suoi componenti, la silibina, si è dimostrato un ottimo agente chemiopreventivo nella tumorogenesi.

Scopri anche rimedi naturali per mal di pancia e disfunzione erettile.

Anche gli uomini soffrono di depressione post-partum

Percentuale di incidenza simile a quella femminile

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La depressione post-partum colpisce anche gli uomini. A ricordarlo è uno studio pubblicato su Jama Pediatrics da un team dell’Indiana University.
I ricercatori hanno esaminato i dati relativi agli screening sulla depressione realizzati in oltre 9500 visite in cliniche pediatriche. È emerso che la depressione colpiva il 4,4% dei padri, percentuale solo lievemente più bassa rispetto a quella femminile, pari al 5%.

“Il fatto che così tanti neopapà abbiano questo problema è significativo – afferma al New York Post Erika Cheng, l’autrice principale -, perché la depressione può avere conseguenze serie se non è trattata. Sappiamo che i padri depressi sono meno vicini ai figli, e questo può portare a problemi cognitivi e comportamentali”.

Glioblastoma, acetazolamide efficace

Aggiunto a temozolomide aumenta la sopravvivenza

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L’aggiunta di acetazolamide a temozolomide ha l’effetto di aumentare la sopravvivenza nei pazienti affetti da glioblastoma. Lo rivela uno studio apparso su Science Translational Medicine a firma di ricercatori dell’Università di Chicago.

L’acetazolamide è utilizzato di norma per trattare il mal di montagna, ma anche il glaucoma, l’epilessia e l’insufficienza cardiaca. “Il farmaco è economico da produrre, facile da assumere e ha pochi effetti collaterali”, ha detto l’autore principale dello studio Bahktiar Yamini.

Temozolomide agisce danneggiando il Dna delle cellule tumorali che, tuttavia, in alcuni casi riescono a riparare i danni subiti, riducendo l’impatto positivo del farmaco.

A non rispondere bene al medicinale sono soprattutto i pazienti con livelli elevati di una proteina chiamata BCL-3.

Seno denso, valida anche la mammografia sintetizzata

Meno radiazioni per le donne con densità mammaria elevata

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Com’è noto, le donne con un seno più denso della norma mostrano un rischio più elevato di insorgenza del tumore mammario.

La densità maggiore le espone peraltro a una dose più alta di radiazioni durante la mammografia. Tuttavia, uno studio pubblicato sul Journal of American College of Radiology da un team del Brigham and Women’s Hospital di Boston fa notare la pari efficacia di mammografie sintetizzate bidimensionali rispetto a quelle tradizionali.

Le mammografie sintetizzate senza studi di combinazione possono ridurre la dose di radiazioni e il tempo di acquisizione. Questo significa che la paziente deve avere il seno sotto compressione per meno tempo e subire meno radiazioni, spiega Irfanullah Haider, che ha guidato il gruppo di studio.

Clostridium difficile, bezlotoxumab contro le recidive

Primo farmaco approvato per la prevenzione delle recidive

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Le infezioni da Clostridium difficile possono essere prevenute grazie a bezlotoxumab, primo farmaco approvato per la prevenzione delle recidive.

L’infezione da Clostridium difficile è una tipica infezione nosocomiale, nonché la principale causa di diarrea correlata all’assistenza sanitaria. È particolarmente diffusa negli ospedali e nelle strutture a lunga degenza (ad esempio le case di riposo), e colpisce principalmente i soggetti immunocompromessi e gli anziani.

Si tratta di un batterio GRAM+ sporigeno, che produce tossine in grado di danneggiare la mucosa intestinale causando diarrea, anche grave. Attraverso un’appropriata terapia antibiotica è possibile debellare il batterio ma le tossine possono persistere nell’organismo e, dopo qualche settimana dal termine della terapia, in un caso su 4, possono ricominciare a replicarsi provocando la ricomparsa dei sintomi.

Guida per perdere massa grassa in eccesso con alimentazione e allenamento

Nonostante la miriade di consigli che puoi dorare in ogni dove e in ogni dunque, la perdita di massa grassa in eccesso è uno degli argomenti che ti lascia sempre con mille domande e mille dubbi. Soprattutto adesso che l’estate è nel pieno. E visto e considerato che non è facile bruciare più calorie di quelle che stai mangiando, cerchiamo di fare un po’ di chiarezza sull’argomento.

L’equazione perdita di peso uguale perdita di grasso in eccesso, non è assolutamente corretta, perché non prende in considerazione una serie di fattori tra cui il tono muscolare, ormoni, acqua e via discorrendo. Andando nel dettaglio bisogna comprendere che grasso non è “il male”, anzi il corpo ne ha bisogno per la salute, la longevità e le riserve di energia.

Prima di tutto, il tuo corpo ha  bisogno di  grasso poichè protegge i tuoi organi, ammortizza le articolazioni, regola la temperatura corporea ed è responsabile della secrezione di alcuni ormoni. In breve, ti aiuta a tenerti in vita. Come in tutte le cose, gli eccessi non vanno mai bene, sia l’eccesso di grasso corporeo che la carenza di quest’ultimo possono avere risvolti negativi, e come in tutte le cose va trovato un equilibrio.

Il numero magico per tanto non esiste, ma puoi senz’altro considerare un range entro in quale inserirti per quanto riguarda la percentuale di massa grassa. Questo range è indicato tra il 20% e il 30%. Leggi anche Obiettivo addominali a tartaruga: perchè è così difficile da raggiungere?

COME POSSO CALCOLARE LA PERCENTUALE DI MASSA GRASSA

La misurazione non è un’operazione facile da fare: esiste il test della pinza, vecchia scuola, che consiste nel pizzicare il grasso in alcuni punti del corpo e fare i relativi calcoli, che secondo molti professionisti è un metodo impreciso e soggetto a errori.

Poi ci sono macchine ad alta tecnologia (costose) come impedenza bioelettrica, DEXA e scanner 3D per il corpo. Se sei fortunato, la tua palestra potrebbe averne accesso. Tuttavia sarebbe meglio rivolgersi sempre ad un professionista.

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Le erbe medicinali e il cancro

Non sono curative ma aiutano nel percorso terapeutico

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Quando si parla di cancro, la chemioterapia è una dei primi pensieri di chi è stato colpito dalla malattia. Chi sa di doverla affrontare teme i suoi pesanti effetti sull’organismo e magari cerca in rete fantasiosi rimedi alternativi. Fra questi si fanno largo le erbe medicinali, che non possono chiaramente sconfiggere il tumore.

Tuttavia, in molti casi, le erbe medicinali possono aiutare il paziente ad affrontare con maggiore serenità la terapia farmacologica, annullando o riducendo i tanti sintomi prodotti dalla chemio e migliorando la qualità di vita del paziente. In alcuni casi possono anche aumentare la risposta immunitaria dell’organismo o aiutare a prevenire l’insorgenza di recidive.

Mantenere la tonicità fisica e l’energia, ridurre lo stress e la nausea sono già risultati ottimi per una persona che sta affrontando la sua battaglia più difficile.

Donne incinte, non trascurate l’igiene orale

I cambiamenti ormonali possono alterare il microbioma orale

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L’igiene orale è sempre importante, ma in gravidanza sembra esserlo ancora di più. Nel corso della gestazione, infatti, i cambiamenti ormonali possono provocare alterazioni nell’equilibrio del microbioma orale.

Il potenziale effetto collaterale è l’aumento dei depositi di placca sulle gengive, e quindi maggiore sensibilità, gonfiore e sanguinamento gengivale. Inoltre, può manifestarsi anche una modificazione del senso del gusto.

Stando ai dati di uno studio, il 93% delle donne durante la gravidanza sperimenta differenze nei sapori, soprattutto nei primi mesi.

È fondamentale che la donna sia sensibile ad alcuni specifici segnali:
1) dolore e/o sensibilità alle gengive;
2) gengive gonfie o infiammate;
3) sanguinamento gengivale.

Di fronte a sintomi del genere bisogna contattare immediatamente il dentista.