Andare in bici aumenta il desiderio nelle donne

Sesso migliore per le donne che scelgono il ciclismo

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Pedalare serve ad aumentare il desiderio e migliorare la propria vita sessuale. Lo dice una ricerca dell’Università della California pubblicata sul Journal of Sexual Medicine.

La ricerca ha preso in esame i dati di oltre 3.100 donne. In un terzo dei casi, le donne riferivano di usare la bicicletta, anche se la metà andava in bici solo di tanto in tanto.

I medici hanno quindi appurato che, da una parte, il sellino della bici è associato a un aumento del rischio di infezioni del tratto urinario, dall’altra pedalare ha comunque il pregio di migliorare la funzione sessuale.

«Abbiamo scoperto che che chi va regolarmente in bici ha una vita sessuale migliore», spiega Thomas Gaither, tra i principali autori dello studio.

Andare in bicicletta, peraltro, tonifica non solo le gambe, ma anche addominali e glutei, soprattutto se ci si alza dal sellino e si pedala in piedi.

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Torna l’ora legale, i rischi per la salute

Disagi emotivi, insonnia e depressione i possibili fenomeni

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Un’ora in meno di riposo, innumerevoli disagi per la salute di milioni d’italiani. Lo spostamento delle lancette un’ora avanti alle 2.00 del mattino, col il ritorno all’ora legale in programma durante la notte fra sabato 24 e domenica 25 marzo, porterà, secondo gli esperti dell’Università La Sapienza di Roma, oltre 9 milioni di persone a provare un aumento del senso di fatica e dell’irritabilità, la comparsa di emicrania e insonnia.

Oltre il 15% della popolazione soffrirà quindi per alcuni giorni di notevoli disagi dal punto di vista del benessere fisico ed emotivo. Ma non è finita qui: secondo la Codacons addirittura un bambino su 2 accuserà disturbi del sonno a causa dell’ora legale.

Sla, scoperto nuovo “gene bifronte”

Il puzzle della malattia va completandosi

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È stato identificato un nuovo importante gene responsabile della Sclerosi laterale amiotrofica. A quanti lamentano che si tratti dell’ennesimo gene responsabile della SLA, questa ricerca aggiunge elementi oltremodo importanti sui meccanismi che determinano le alterazioni e i deficit della malattia.

Si tratta dunque di un ulteriore, fondamentale passo, testimoniato anche dall’importanza della rivista medica internazionale in cui appare lo studio, verso il chiarirsi dei meccanismi profondi, biologici, che scatenano la SLA e la fanno progredire nel tempo.

Lo studio, pubblicato sulla prestigiosa rivista “Neuron”, ha coinvolto quasi 300 ricercatori appartenenti a più di 100 Laboratori di ricerca in tutto il mondo, co-diretti dai Prof. John E. Landers dell’Università del Massachusetts e Bryan Traynor del National Institute of Health americani.

Lo sport ci regala 7 anni di vita

L’attività fisica allunga la speranza di vita

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Volete vivere più a lungo e più in forma? Semplice, fate sport. L’attività fisica svolta in maniera regolare contribuisce ad allungare di 7 anni la speranza di vita media in chi la pratica.

A ricordarlo sono i cardiologi riuniti a Napoli per il congresso nazionale della Società italiana per la prevenzione cardiovascolare Siprec.

Roberto Pedretti, presidente del Gruppo italiano di Cardiologia Riabilitativa e Preventiva, spiega: “La sedentarietà è un importantissimo fattore di rischio cardiovascolare. Secondo i dati dell’Oms l’inattività fisica è il quarto fattore di rischio di mortalità globale, responsabile del 5-6 per cento di tutti decessi, pari a oltre 3 milioni di persone per anno. Come causa di morte a livello mondiale, essa è preceduta solo dall’ipertensione arteriosa, dal fumo e dall’iperglicemia.

Farro con pesto e pomodorini secchi

Farro: contiene fibre, magnesio, potassio, vitamine del gruppo B. Nonostante la presenza di amidi, ha meno carboidrati della pasta.

Basilico: questa piantina aromatica è ricca di vitamine, sali minerali, flavonoidi e antiossidanti.

Cosa serveCOSA SERVE (per 2 persone)

 

160 g di farro

Pesto q.b.

Pomodorini secchi q.b.

Sale

Olio e.v.o.

Basilico

Come si preparaCOME SI PREPARA

 

Cuocere il farro in abbondante acqua salata. Una volta cotto, scolare e tenere da parte una piccola quantità di acqua di cottura (servirà per la “mantecatura”). Condire con il pesto, i pomodorini secchi tagliati a striscioline, olio extravergine di oliva e mantecare per qualche minuto con l’acqua messa da parte. Servire con delle foglie di basilico fresco.

Un algoritmo ci dirà se il nostro cuore è sano

Lo ha messo a punto Google grazie all’intelligenza artificiale

Una fotografia agli occhi e il nostro cuore non avrà più segreti. È quanto promette l’ultima invenzione tecnologica di Google applicata alla salute.

Da anni, ormai, il colosso di Mountain View si è buttato a capofitto sulla ricerca di nuove soluzioni per migliorare la salute delle persone. Uno dei risultati più interessanti è la realizzazione di questo algoritmo per la prevenzione delle malattie cardiache. Il sistema si basa sulle analisi della parte interna dell’occhio e sull’intelligenza artificiale.

Grazie a una macchina fotografica e a un microscopio, i medici raccoglieranno dati relativi alla pressione sanguigna, all’età, ad abitudini come il fumo o l’alcol. I dati ricevuti vengono quindi elaborati da un software che sviluppa una previsione sul rischio cardiaco di un soggetto.

Epilessia, il rischio di interazioni tra i farmaci

Molti anziani rischiano significative interazioni farmacocinetiche

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Un buon numero di pazienti anziani epilettici assume combinazioni di farmaci antiepilettici (Aed) e non antiepilettici (Ned) che potrebbero provocare interazioni farmacocinetiche anche gravi.

A dirlo è uno studio pubblicato su Epilepsia da un team della University of Alabama di Birmingham e dalla Emory University di Atlanta coordinato da Maria Pisu.

«La cura degli anziani con epilessia è complicata dal verificarsi di diverse altre condizioni di comorbilità per le quali è richiesto un trattamento farmacologico», spiegano i ricercatori.

Le interazioni farmacologiche possono alterare l’efficacia di un Ned o l’efficacia di un Aed, e «compromettere la cura della condizione di comorbilità – in alcuni casi con potenziale rischio mortale – o il controllo delle crisi comiziali, oppure aumentare la tossicità degli Aed».

Una doppia arma per cancellare le rughe del contorno labbra

Come eliminare il “codice a barre” con acido ialuronico e Madonna Lift

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Sono chiamate rughe “codice a barre” per via dell’effetto che creano sopra le labbra. Sono tra i segni d’invecchiamento più odiati dalle donne, in quanto più difficili da nascondere e da eliminare, persino ricorrendo a un lifting chirurgico.

Dalla medicina estetica arriva ora una soluzione efficace: “Non si tratta di una novità in senso assoluto, ma dell’utilizzo di più tecniche che, combinate insieme, garantiscono ottimi risultati – commenta Patrizia Gilardino, chirurgo plastico di Milano socio del Sicpre, la Società italiana di chirurgia plastica e ricostruttiva –. Per spianare le rughe attorno alle labbra si sono dimostrati efficaci l’utilizzo di laser frazionato, quello utilizzato per il cosiddetto Madonna Lift, abbinato all’iniezione di filler”.

Nuovo tipo di stimolazione cerebrale per il Parkinson

Si chiama aDBS, stimolazione cerebrale profonda adattativa

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La stimolazione cerebrale profonda altrimenti nota come DBS (Deep Brain Stimulation) è ormai da molti anni il trattamento d’elezione per la malattia di Parkinson, soprattutto quando i farmaci perdono il loro effetto.

La DBS convenzionale attualmente praticata sui pazienti consiste nell’impianto chirurgico di due elettrodi all’interno di una specifica zona del cervello (nota come subtalamo) che poi vengono connessi a un piccolo stimolatore messo sotto la pelle vicino alla clavicola. In questo modo la stimolazione dura circa 5 anni in ogni paziente, poi la pila deve essere sostituita con un piccolo intervento.

Malattia renale nell’infanzia, effetti a lungo termine

La funzionalità renale può essere compromessa anche in età adulta

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Essere vittima di una malattia renale durante l’infanzia può esporre il soggetto a problemi di funzionalità renale a lungo termine.

A dirlo è uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine da un team dell’Hadassah-Hebrew University Braun School of Public Health di Gerusalemme.

Il coordinatore della ricerca, Ronit Calderon-Margalit, commenta: «La diagnosi di malattia renale durante l’infanzia si associa a un rischio significativamente maggiore di nefropatia allo stadio terminale (ESRD) nell’età adulta, quantificabile in circa quattro volte rispetto a quello del gruppo di controllo».

I dati indicano un aumento delle probabilità di nefropatia allo stadio terminale in caso di malattie renali infantili. Per quanto riguarda le anomalie congenite del rene o del tratto urinario, il rischio è superiore di 5 volte, in caso di pielonefrite di 4 volte.