Influenza, meglio il vaccino adiuvato per gli anziani

Efficacia superiore rispetto al vaccino non adiuvato

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Gli anziani dovrebbero vaccinarsi con il vaccino anti-influenzale adiuvato. Lo dicono i medici riuniti nel Congresso nazionale della Società italiana di igiene.

Stando ai dati, nella popolazione anziana il vaccino adiuvato mostra un’efficacia maggiore del 46% rispetto a quello non adiuvato nel prevenire le ospedalizzazioni dovute a complicanze.

L’influenza è altamente età-dipendente, infatti il paziente anziano è maggiormente vulnerabile al virus di tipo A mentre il virus B ha un impatto relativamente maggiore nei bambini e negli adolescenti.

Come una delle Spice Girls ha perso 15 kg e costruito addominali da paura

Il conto alla rovescia è ormai iniziato e non stiamo più nella pelle dall’attesa. E’ passato ormai qualche anno da quando abbiamo visto le Spice Girls in concerto in Italia e la curiosità di vedere come si presenteranno sul palco cresce sempre più.

Di tutte le spice girls, fatta ad eccezione di Victoria Beckham che non si unirà alla band per il revival on stage, la più seguita sui social media è Mel B.

L’estate scorsa Mel B aveva postato un messaggio ad alto contenuto motivazionale su instagram, mentre era in vacanza ad Ibiza. Quella vacanza, secondo quanto scrive la Spice Girl, è stata la prima volta che il suo percorso verso la perdita di peso in eccesso ha suscitato interesse, permettendole di dare spazio alla sua storia di modo che fosse d’ispirazione per tutte le fan della band e non solo.

Nel post, Mel B, sottolineava come il suo percorso verso uno stile di vita più sano che l’ha condotta alla perdita di 115 kg, no sia stato facile. Tutt’altro. Ha sottolineato come si stato un percorso fatto di duro lavoro, disciplina, controllo e forza di volontà, includendo levatacce la mattina per allenarsi. La sua missione era quella di cambiare e far uscire fuori il meglio di lei, e tutto il sacrificio ha dato i suoi frutti.

“Niente è più potente di  una donna in missione per migliorare se stessa” conclude Mel B e le sue foto in bikini lo dimostrano:

Da quel momento in poi, il suo viaggio su instagram che si configura in 3 semplici passaggi

  • Controllo delle porzioni associate ad un piano alimentare personalizzato
  • Mantra per ottenere la giusta motivazione
  • Programma di allenamento intenso

Il vero trucco per il successo di Mel B? Nessuno.L’importante è iniziare, duro lavoro e dedizione.

Artrite Psoriasica, 6 malattie in una

La forma oligoarticolare è ancora poco conosciuta

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L’Artrite Psoriasica è una malattia che si presenta in realtà in 6 manifestazioni cliniche diverse. Coinvolge infatti diverse parti del corpo, sia a livello di articolazioni sia di cute.

“Con le sue 6 manifestazioni cliniche, l’Artrite Psoriasica è una patologia molto complessa da diagnosticare e curare. Il coinvolgimento di diversi domini, che può presentarsi in modo eterogeneo nei pazienti affetti da PsA, rappresenta un aspetto fondamentale e spesso critico nella pratica clinica – spiega il Prof. Antonio Marchesoni, Dipartimento di Reumatologia, Centro Specialistico Ortopedico Traumatologico Gaetano Pini – CTO, Responsabile UO Artriti Croniche Sieronegative – Tra gli unmet need (esigenze mediche non soddisfatte, ndr) della gestione della patologia, emergono come prioritarie l’esigenza di una diagnosi corretta in fase precoce di malattia e la personalizzazione della terapia”.

Protesi al seno, rischio di linfomi

Aumentano le segnalazioni legate all’innesto di protesi

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Il rischio di linfoma a larghe cellule anaplastico, raro tipo di tumore del sistema immunitario, sembra crescere a causa dell’innesto di una protesi al seno.

A suggerirlo è l’aumento delle segnalazioni evidenziato da un rapporto della Fda americana. In base ai dati, dal 2011 sono stati segnalati 414 casi e 9 decessi.

Nella metà dei casi, gli episodi si sono verificati entro 8-9 anni dall’impianto. Il tumore si sviluppa nelle capsule di tessuto cicatriziale che si formano intorno all’impianto. La buona notizia è che questo tipo di cancro è normalmente trattabile con la semplice rimozione e difficilmente dà conseguenze gravi, anche se nei casi peggiori servono anche chemio e radio.

Tonificarsi in un mese: ecco perchè alcune persone ci riescono

Tonificarsi in un mese sembra quasi un miracolo. E per la maggior parte di è quasi impossibile raggiungere dei risultati soddisfacenti in termini di tonificazione in un mese. Quando vedi la tua amica con bicipiti più pronunciati, piuttosto che addominali a tartaruga o schiena definita, tendi ad identificarla come una persona tonica, semplicemente perchè ci sono muscoli che riesci ad individuare. Ma non c’è in realtà una vera definizione di “tonico”.

Inoltre il fatto di avere muscoli così evidenti non vuol dire che la persona in questione sia anche più forte: avere poca massa grassa e quindi muscoli più evidenti non sempre combacia con il fatto di avere più forza. Lo stesso principio si può applicare alla perdita di peso.

Se tonificarsi in un mese è il tuo obiettivo , quello che devi sapere è che dipende da una serie di fattori tra cui:

  • genetica
  • stile di vita
  • allenamento

Ed è molto più complesso di quello che credi.

La genetica è un fattore fondamentale il tutto il discorso: quanto più lunghi sono i tuoi muscoli e corti i tendini tanto più avrai possibilità di sviluppare un corpo tonico. E questo ha poco a che fare con l’altezza. Inoltre siamo tutti nati con un maggior numero fibre muscolari lente piuttosto che veloci. Quando alleniamo la forza, le fibre muscolari veloci sono le più reattive e crescono più facilmente. Le persone “baciate dalla fortuna” di avere una percentuale media più alta di fibre veloci, rispondono in maniera più efficace all’allenamento della forza. Leggi anche Tempi di allenamento e muscoli definiti: dopo quanto i primi risultati?

In fine, c’è il discorso relativo alla massa grassa: ovviamente la percentuale di massa grassa presente nel tuo corpo incide sulla possibilità di vedere o meno i muscoli, e quindi sembrare più tonica.

Ma c’è sempre un lato positivo. Se è vero che la genetica non si modifica, puoi elaborare un piano di allenamento che fa per te: ad esempio se le tue fibre muscolari sono di tipo lento, vorrà dire che risponderanno meglio ad allenamenti composti di alte ripetizioni. Il che non vuol dire necessariamente lavoro extra, vista la tipologia di fibre muscolari, quelle 6-7 ripetizioni in più potresti non sentirle affatto. Leggi anche 100 Challenge circuito bodyweight brucia calorie

Se invece è la percentuale di massa grassa, quella che t’impedisce di svelare la tua massa muscolare, allora al lavoro di forza dovresti aggiungere quello cardio e aerobico, permettendoti di aumentare la velocità del tuo metabolismo quando sei a riposo. In questo senso l’allenamento ad intervalli ti viene senz’altro in aiuto.

Infine c’è la dieta: il modo in cui ricarichi il tuo corpo di energie conta, e non poco. Partendo dall’idratazione per finire ai macronutrienti, è importante comprendere che non ci sono alimenti da eliminare, ma solo quantità da adattare. Leggi anche Il trucco numero uno per tenere il metabolismo attivo dopo l’allenamento

Per tanto, se hai una quantità moderata di massa grassa e masa muscolare, tonificarsi in un mese quindi 4 settimane è un’operazione tutto sommato fattibile.

Lo stress mina la salute

Impatto diverso su uomini e donne

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Lo stress non fa sconti a nessuno. 9 persone su 10 sono colpite da una qualche forma ansiosa e la loro salute, in alcuni casi, ne è compromessa. A dirlo è uno studio dell’Associazione europea per il disturbo da attacchi di panico (Eurodap) effettuata su un campione di 1000 persone. Secondo i dati, soltanto 100 persone hanno un livello di stress nella norma che gli consente di approcciarsi al quotidiano con una certa serenità.

Delle altre 900 persone, il 40 per cento ha un livello di stress eccessivo che va oltre la propria capacità psico-fisica di riparare i danni che provoca.

Una persona può essere stressata a vari livelli. Nel caso sia sottoposta a stress per un breve periodo non è grave, ma nella maggior parte dei casi lo stress è prolungato. È molto importante per un soggetto stressato verificare il proprio livello di stress per poi curare le malattie che ne conseguono.

Hiv, efficace la monocompressa

La terapia combinata a singola compressa offre buoni risultati

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Nuovi dati confermano l’efficacia di una terapia combinata orale in monosomministrazione giornaliera per il trattamento dell’infezione da Hiv.

A presentarli è l’azienda farmaceutica Janssen nel corso della Conferenza Internazionale sulle Terapie per l’Hiv di Glasgow. Gli esperti hanno mostrato i risultati a 96 settimane dello Studio registrativo di Fase 3 AMBER su una terapia combinata orale in monosomministrazione giornaliera a base di darunavir 800 mg, cobicistat 150 mg, emtricitabina 200 mg e tenofovir alafenamide fumarato 10 mg (D/C/F/TAF), per il trattamento dell’infezione da virus dell’immunodeficienza umana di tipo 1 (HIV-1) in pazienti adulti e adolescenti di almeno 12 anni d’età, con un peso di almeno 40 kg. L’impiego di D/C/F/TAF va orientato sulla base dei risultati dei test di genotipo del virus.

Cancro, scovato il codice di autodistruzione

Possibile nuova arma contro i tumori

Le cellule dispongono di un codice di autodistruzione. La sua scoperta potrebbe condurre i ricercatori a sviluppare nuove terapie contro il cancro, spingendo al suicidio solo le cellule malate.

È il risultato di uno studio pubblicato su Nature Communications da un team della Northwestern University guidato da Marcus Peter. Il codice di autodistruzione delle cellule è incorporato in una proteina antica più di 800.000 anni, la cui funzione è proteggere l’organismo dal cancro.

Lo fa attraverso la produzione della molecola di Rna e dei microRna, le piccole sequenze genetiche che regolano l’espressione di altri geni.

Adesso che conosciamo il codice – ha osservato Peter – possiamo far scattare il meccanismo senza dover più ricorrere alla chemioterapia e senza interferire con il genoma.

Nuova molecola per il tumore del seno

Alpelisib si rivela efficace in combinazione con fulvestrant

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La molecola sperimentale alpelisib si è rivelata efficace in combinazione con fulvestrant per il trattamento del tumore del seno.

Nello specifico, i risultati dello studio di fase III SOLAR-1 hanno evidenziato l’efficacia dell’inibitore sperimentale di PI3K alfa-specifico BYL719 (alpelisib) nelle donne in postmenopausa con carcinoma mammario metastatico o in fase avanzata con recettori ormonali positivi, negativo per il recettore 2 del fattore di crescita dell’epidermide umano (HR+/HER2-) con mutazioni di PIK3CA che sono andate in progresssione durante o dopo il trattamento con un inibitore dell’aromatasi, in concomitanza o meno con un inibitore di CDK4/6.