Tumore al seno Brca-positivo, olaparib efficace

Sopravvivenza complessiva aumentata grazie alla molecola

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Il farmaco olaparib si è rivelato efficace nel trattamento del tumore al seno metastatico Brca mutato.

Lo studio ha messo a confronto il trattamento con olaparib vs chemioterapia (capecitabina, eribulina o vinorelbina a discrezione del medico curante) in pazienti che presentano carcinoma mammario metastatico HER2 negativo, con mutazioni della linea germinale BRCA1 e BRCA2, raggiungendo l’endpoint primario: sopravvivenza libera da progressione (PFS).

I risultati riportano l’aggiornamento sull’endpoint secondario di sopravvivenza globale. Nonostante lo studio non abbia ancora dimostrato una differenza statisticamente significativa, la sopravvivenza globale mediana si è rivelata di 19,3 mesi per le pazienti trattate con olaparib e di 17,1 mesi per le pazienti che hanno seguito la chemioterapia (HR 0.90; 95% CI 0.66-1.23; p=0.513), con vantaggio per il braccio olaparib di 2,2 mesi.

Ruta: proprietà, benefici, usi e controindicazioni

Quest’oggi ci concentriamo sulla ruta, appartenente al genere Ruta graveolens, una pianta ricca di proprietà nonché allo stesso tempo molto aromatica. Ogni parte della ruta (fatta eccezione per le sue radici) trova utilizzo nel campo della fitoterapia grazie alle molte proprietà possedute. Questa pianta per esempio è apprezzata per essere un antiossidante, diuretico e non solo. Ma vediamo […]

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Basta aghi, nuove soluzioni per misurare la glicemia

Cerotti e penne rendono superflua la fastidiosa puntura

Non ci sarà più bisogno di pungere la pelle e farsi uscire il sangue per misurare la glicemia. Uno studio pubblicato su Nature Nanotechnology e condotto dalla University of Bath è giunto alla messa a punto di un cerotto per la misurazione del parametro, fondamentale in caso di diabete.

Sulla superficie del cerotto vi sono dei microsensori che rivelano la presenza dello zucchero presente nei fluidi sottocute.

Ma c’è anche un’altra soluzione che promette ai diabetici una gestione della malattia più semplice.

Si chiama Glucopen, una “penna” messa a punto dai ricercatori dell’Università di Pisa, dell’Università di Firenze e del Cnr, come annuncia l’Almanacco della Scienza edito proprio dal Consiglio nazionale delle ricerche.

Sindrome di Brugada, scoperto meccanismo che causa la morte

Descritta l’anomalia elettrica alla base della malattia

Uno studio dell’IRCCS Policlinico San Donato, pubblicato sulla rivista Journal of the American College of Cardiology, descrive per la prima volta l’anomalia elettrica alla base della fibrillazione ventricolare e della morte improvvisa in giovani altrimenti considerati sani, ma affetti da Sindrome di Brugada.

Normalmente, la diagnosi di tale malattia si effettua mediante un elettrocardiogramma che viene eseguito spesso per caso, oppure in corso di screening cardiologico quando si verifica una morte improvvisa in un familiare. In questo lavoro si dimostra che, indipendentemente dai sintomi, la malattia è presente sin dall’infanzia sulla superficie epicardica del ventricolo destro, sottolineando come il rischio di sviluppare aritmie ventricolari potenzialmente fatali sia presente per tutto l’arco della vita.

Microbioma cutaneo e del cuoio capelluto

Nesso con le patologie della pelle e dei capelli

Il corpo umano è un ecosistema abitato da trilioni di batteri, virus e funghi. L’insieme di questi microorganismi, unitamente alla totalità del patrimonio genetico che essi possiedono, costituisce il microbioma umano.

Esso consiste di 10-100 miliardi di cellule microbiche ospitate dall’uomo e che vivono in simbiosi con noi per tutta la vita. Si stima che per ogni cellula umana nel nostro corpo esistano circa 10 cellule microbiche e che per ogni gene umano espresso i microorganismi siano in grado di esprimerne 100. Ogni sito corporeo ospita una diversa comunità microbica.
È ormai scientificamente dimostrato che un microbioma in equilibrio contribuisce allo stato di salute dell’uomo intervenendo nella protezione da diverse patologie infiammatorie, metaboliche, allergiche.

9 abitudini adottare per iniziare bene la giornata secondo i trainer

Il modo in cui inizi la tua giornata, spesso e volentieri determina il suo andamento. E’ importante, perciò, avere delle abitudini da adottare per cercare dia affrontare al meglio le 24h senza dover rinunciare necessariamente ai tuoi allenamenti.

1. Imposta la sveglia presto la mattina. La caratteristica comune a molti trainer è quella di impostare la sveglia molto presto, in maniera tale da assecondare il proprio orologio interno, evitando di sentire quella sensazione di stanchezza, tipica di chi imposta la sveglia più tardi nell’arco della mattinata.

2. Esegui una mini sessione di stretching. Prenditi un momento per eseguire dei piccoli esercizi di allungamento, tipo allungare le braccia sopra la testa con gambe tese e poi portare le gambe verso le ginocchia, oppure utilizza il foam roller per allungare la schiena. Se hai anche un mantra da ripetere durante la routine, meglio ancora, ti aiuterà a iniziare carica di positività la giornata

3. Se non sei una persona mattiniera fatti aiutare dal tuo cucciolo. Non tutti sono ben disposti ad impostare la sveglia presto la mattina. Ma se hai un cucciolo ad esempio, puoi approfittare del fatto di doverlo portare a spasso, per allenarti con una mezz’oretta di jogging. 

4. Sfrutta la tecnologia a tuo vantaggio. Prova ad utilizzare un app che ti sveglia all’orario ideale in base al tuo ciclo di vita.

Influenza, arriva il vaccino orale

Non scade e non ha bisogno di essere tenuto in frigorifero

Una nuova generazione di vaccini antinfluenzali potrebbe presto fare il suo ingresso nel mercato. Una ricerca pubblicata sul Journal of Clinical Investigation da un team dell’Università di Cardiff mostra infatti gli esiti di una sperimentazione volta a ottenere un vaccino da assumere per via orale.

Oltre a questa caratteristica, il vaccino si mostra resistente alla temperatura ambiente e quindi non avrebbe bisogno di essere conservato in frigorifero. Inoltre, il vaccino non avrebbe una data di scadenza, ma potrebbe essere utilizzato anche a distanza di anni.

La proteina su cui si basa la nuova profilassi è simile a una di quelle presenti sulla superficie del virus influenzale, ma è ottenuta con amminoacidi di tipo D, che in natura non esistono, mentre i vaccini attuali si servono degli amminoacidi di tipo L, che costituiscono i mattoni della vita.

Ipertensione da tumore, funziona la crio-ablazione

Primo intervento al mondo a Padova

Una giovane donna è la prima paziente al mondo affetta da ipertensione arteriosa provocata da un tumore ad essere operata con successo grazie alla crio-ablazione.

La crio-ablazione, eseguita presso l’Azienda Ospedaliera di Padova, prevede una leggera anestesia per via percutanea con l’inserimento di un ago di 16 gauge (circa 1,5 mm) nel fianco destro sotto guida della Tomografia Computerizzata.

Dopo aver prelevato un cito aspirato – piccolo frammento grazie a un semplice ago per la conferma citologica della diagnosi – è stato inserito sempre per via percutanea nel forellino del primo ago un secondo ago specializzato per la crio-ablazione della lesione (reninoma) confermata nel rene collegato alla macchina.

Hiv, l’aggressività dipende dal microbioma

La gravità dell’infezione è legata a condizioni soggettive

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Il virus Hiv non ha lo stesso effetto su tutte le persone. Ci sono alcuni soggetti che mostrano una maggiore resistenza all’aggressione del virus, per quale motivo?

A chiederselo sono alcuni ricercatori dell’Università di Washington, che hanno indagato la relazione esistente fra Hiv e microbioma umano, in particolare quello presente nelle aree attraverso le quali avviene il contagio, quindi ambiente vaginale, intestino e bocca.

I ricercatori si sono chiesti se l’infezione da Hiv provocasse un’alterazione del microbioma e se i batteri vaginali potessero prevenire o favorire il contagio.

Giulia Marchetti, docente di Malattie infettive all’Università di Milano, commenta: «Alla prima domanda c’è una risposta ed è sì. Da qualche anno si sa che la composizione dei microbi, presenti nella vagina e nell’intestino delle persone con infezione da Hiv, è alterata.

Scoperta una proteina che innesca il cancro

Stimola l’attività tumorale nei macrofagi

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Decisivo passo avanti nella conoscenza dei meccanismi che regolano l’azione dei macrofagi nello sviluppo dei tumori, grazie a uno studio italiano.

La ricerca è stata diretta dal professor Emanuele Giurisato del dipartimento di Medicina molecolare e dello sviluppo dell’Università di Siena, in collaborazione con l’Università di Manchester.

Il lavoro di ricerca, appena pubblicato sull’autorevole rivista PNAS, ha infatti scoperto il ruolo di una particolare proteina, la ERK-5, nella proliferazione delle cellule cancerose, riuscendo a evidenziare come la possibilità di bloccare quest’ultima apra a una nuova strategia nella cura. In pratica, è stato provato che eliminando la proteina ERK-5, è possibile ridurre il numero dei macrofagi TAM e bloccare la loro azione pro-tumorale.