7 consigli per perdere peso facendo spuntini regolari durante la giornata

Per perdere peso, bisogna fare un taglio calorico sui pasti principali, e questo è un dato di fatto. Ma ciò non implica tagliare gli spuntini, infatti facendo spuntini sani è possibile perdere peso in modo meno traumatico. Il ragionamento che sta dietro è abbastanza semplice: quando hai fame, hai più probabilità di mangiare troppo. Ed aspettare troppo a lungo tra i pasti, porta il cervello a richiedere cibo, che sarà quasi sicuramente cibo spazzatura.

È molto difficile per la maggior parte delle persone resistere alla tentazione quando sono molto affamate

Naturalmente, è diverso scegliere uno snack ricco di zuccheri, che farà tornare la fame dopo mezz’ora, piuttosto che uno snack sano e salutare, quindi vediamo qualche piccolo consiglio.

7 consigli per perdere peso facendo spuntini regolari durante la giornata

Scegli le opzioni ad alto contenuto proteico. La proteina richiede più digestione rispetto ai soli carboidrati, per cui ti sentirai più soddisfatto, Uno spuntino ad alto contenuto proteico, come una manciata di noci o uova sode, contribuisce anche a mantenere stabile la glicemia, il che rende improbabile che tu abbia ancora fame di nuovo dopo poco tempo.

Evita cibi ricchi di zuccheri raffinati. Lo sappiamo, lo zucchero ha un buon sapore, ma non ti sazierà a lungo, poiché il picco glicemico che causerà nel sangue dopo poco farà tornare la voglia di aprire la credenza e mangiare altri cibi ricchi di zucchero.

Fai gli spuntini due volte al giorno. Fare due spuntini distanziati durante il giorno (uno tra colazione e pranzo e un altro tra pranzo e cena) può fare due cose: ti aiuta ad evitare l’eccesso di cibo nel pasto successivo per fame e aiuta a mantenere i livelli di energia tra i pasti. Questo è particolarmente utile se si tende a mangiare molto presto a colazione e molto tardi a cena.

Mantieni le porzioni sotto controllo. Uno spuntino dovrebbe contenere dalle 75/100 alle 200 calorie (sulla base del regime calorico totale e dell’attività fisica svolta). E, come abbiamo detto prima, dovrebbe contenere fibre e proteine per renderti sazia più a lungo.

Prepara in anticipo i tuoi spuntini. Preparare gli spuntini prima e portarseli al lavoro ad esempio, permette di evitare tempi di attesa eccessivi per la preparazione e di evitare di afferrare e mangiare qualunque cosa capiti davanti agli occhi per fame.

Prova versioni Fit dei tuoi snack preferiti. Provare a preparare versioni più salutari degli snack preferiti non solo permette di non cadere in tentazione, ma anche di essere soddisfatte di se stesse nell’aver mangiato qualcosa fatto con le proprie mani e che sia bello anche alla vista. Un esempio può essere una versione fit di un gelato preparato frullando:

  • 1 vasetto di Yogurt greco bianco 0% 1 cucchiaino di Miele Mirtilli
  • lamponi, more qb (o altra frutta a piacimento)
  • In freezer per 2 ore ed ecco un gelato proteico e salutare

Bere PRIMA di mangiare. Spesso si scambiano i dolori della fame con quelli della sete. E’ più probabile che non abbiate bevuto abbastanza durante la giornata ed il vostro corpo vi stia avvisando che ha bisogno di acqua.

Scopri se sei gufo, allodola o colibrì

Non tutti hanno bisogno di dormire nella stessa quantità di tempo. Se dormire è un problema per quasi il 30% degli italiani, complice la situazione economica e le varie preoccupazioni, dormire può diventare un incubo per alcuni.

Il cervello è l’organo che più risente del lavoro compiuto durante la veglia: “dormire è un fenomeno generato dal cervello per permettere la rigenerazione cellulare, una funzione rigenerativa sulle sinapsi corticali, essenzialmente legate all’apprendimento – spiega Stefano Montanari neurologo AIMS, Associazione Italiana Medicina Sonno, presso la Stroke Unit dell’Ospedale M. Mellini di Chiari (Bs). “L’orologio biologico è una forza fisiologica molto potente e può causare sintomi disabilitanti se non è in sincronia con l’ambiente” sottolinea l’esperto.

“Lo scopo non è soltanto recuperare le forze in vista di una nuova giornata ma, grazie alla struttura plastica del cervello, poter continuare ad accumulare nuove esperienze cognitive senza dover cancellare quelle precedenti”

Qual è il tuo cronotipo
La cronobiologia è lo studio delle cadenze e dei meccanismi dei ritmi biologici. La cronobiologia medica è un campo emergente della medicina e si occupa della cronopatologia, ovvero degli effetti del ritmo circadiano sulla salute e la loro relazione con la malattia, e la cronofarmacologia, ovvero la variabilità circadiana dell’efficacia e della tossicità di vari farmaci usati per curare un gran numero di malattie. In ognuno di noi, il ritmo circadiano che scandisce il ritmo sonno-veglia ha connotazioni peculiari con picchi di energia in determinate ore del giorno e cali della stessa in altre fasce orarie.

La letteratura scientifica distingue tre profili relativi al cronotipo:
Il cronotipo mattiniero, denominato “allodola” (1 persona su 10).
Il cronotipo serale, denominato “gufo” (2 persone su 10) .
Il cronotipo che non rientra nei due estremi precedenti e a cui appartiene la maggioranza delle persone, denominato “colibrì”.


allodolaLe allodole (sindrome da sonno anticipato) si addormentano presto non riescono a rimanere svegli fino all’orario desiderato e si svegliano di buon mattino senza alcun problema, talvolta spontaneamente. Hanno il picco massimo del rendimento verso la tarda mattinata, in genere prima di pranzo, e hanno un calo energetico già verso il tardo pomeriggio. Un’allodola potrebbe andare volentieri a dormire alle 21 e alzarsi alle 6. I pazienti si lamentano di non potere continuare le loro attività serali a causa della sonnolenza.  (1 persona su 10)


gufoI gufi (sindrome da sonno ritardato sono il 5-10%) si addormentano tardi e hanno enormi difficoltà ad alzarsi presto la mattina e prima che inizino a carburare passano in genere diverse ore. Danno il meglio di sé dal tardo pomeriggio, in particolar modo nelle ore serali. Non di rado, qualora il loro lavoro possa essere autogestito, sono produttivi fino alle 2 o 3 di notte, e mal si adattano ai ritmi e agli orari imposti dal mondo del lavoro della nostra società.  (2 persone su 10)


colibriI colibrì sembrano essere i più fortunati perché non rientrano in nessuno dei due estremi.


GUFO, ALLODOLA O COLIBRì NON È QUESTIONE DI SCELTE MA DI GENI E DI ORMONI
La cattiva notizia è che il tuo cronotipo potrebbe non adattarsi alla vita che hai scelto. “Si pensa che essere un’allodola o un gufo sia una scelta personale mentre invece è in parte dipendente da geni e ormoni – spiega l’esperto. – La cosa migliore da fare è cercare di gestire al meglio la vita quotidiana e la qualità del sonno”. Se sei un gufo: potresti cercare di organizzarti lavorando nel pomeriggio e proseguendo la sera, fatto salvo per quei lavori che richiedono orari di lavoro fissi al mattino. Per questo motivo è sconsigliabile dedicarsi a lavori amministrativi o che richiedono attività di problem solving quando stai ancora dormendo.

Rimedi insonniaAlcune regole per dormire meglio e aiutare il tuo orologio interno:

1. Evita cibi troppo elaborati, ricchi di grassi e proteine, che impegnano l’organismo in una digestione troppo laboriosa a cena.

2. Evita di prendere integratori di vitamine del complesso B.

3. Evita bevande contenenti caffeina o alcolici prima di coricarti. L’alcol può indurre sonnolenza ma, terminati i suoi effetti, rischi di svegliarti nel mezzo della notte e magari di incontrare difficoltà a riaddormentarti.
4. Temperatura, luce e rumore sono nemici di un buon sonno tanto quanto lo sono caffeina, alcolici e abbuffate.

5. Non tenere televisore e computer in camera da letto. Il letto stesso dovrebbe distare almeno 40 cm dalle prese elettriche presenti sulla parete cui poggia
6. Carboidrati, essenze e colori che più di altri possono accendere il sonno notturno anche nei gufi più accaniti. In merito alle essenze prova con timo o geranio che in estate aiutano anche a tenere lontano gli insetti.
7. I colori della camera dovrebbero essere tenui anche per arredamento e tendaggi
8. La temperatura ideale è tra 18 e 20 gradi.

Il guanto che aiuta a superare l’ictus

Dispositivo indossabile che facilita la riabilitazione

 

Un guanto robotico intelligente e connesso alla rete che aiuta i pazienti nel processo di riabilitazione dopo un ictus. È ciò che ha messo a punto Hoyoung Ban, un ingegnere coreano di 38 anni.
Il guanto va indossato nel corso della riabilitazione e aiuta nell’esecuzione di vari compiti, come lanciare una palla o bere un bicchiere d’acqua, gesti semplici che si trasformano in imprese improbe per molti pazienti. Il sistema denominato Rapael, verifica le abilità del paziente, l’analisi e la regolazione delle attività che mirano a migliorare la neuroplasticità.
«Mi sono iscritto alla Darden anche se non è famosa come Stanford o la Hass nel settore della tecnologia. Avevo già studiato ingegneria. Avevo bisogno di acquisire competenze generali di gestione e conoscenze per avviare una società da zero», spiega Ban.
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7 falsi miti sul cardio che ti fanno accumulare grasso

Per non accumulare grasso e perdere peso focalizzati sul cardio piuttosto che l’allenamento con i pesi. Fare solo ed esclusivamente cardio può essere noioso e farti bruciare veramente poche calorie. Allenarsi con i pesi quindi è fondamentale per accelerare il metabolismo e bruciare più grasso giorno dopo giorno. Ci sono pero alcune tipologie di allenamento che contano come cardio. Ad esempio lo sapevi che allenarti con i Kettlebell può farti bruciare fino a 20 calorie al minuto? Secondo una ricerca dell’American Council on Exercise.

Esegui prima una sessione di cardio poi allenati con i pesi. Se stai pianificando di fare una sessione di allenamento cardio per poi passare ai pesi, assicurati di averne abbastanza per eseguire realmente l’allenamento. Sarebbe meglio dunque separare le sessioni di cardio da quelli di allenamento con pesi, in base all’intensità dell’allenamento stesso.

Dovresti bruciare almeno 500 calorie durante la tua sessione cardio. I numeri che vedi segnalati dal tappeto sono stime. Focalizzati su allenamenti brevi e intensi.

Cardio a stomaco vuoto ti permette di bruciare più grasso. Una domanda: riesci a guidare una macchina senza benzina? La risposta la conosciamo bene. Secondo la rivista americana shape.com, il problema con questo falso mito è che ciò che permette ai muscoli più grandi di farti performare durante questo tipo di allenamento, è proprio una combinazione di carboidrati e grassi. Esatto il tuo carburante naturale. Quando ti alleni sul tappeto oppure vai in bicicletta, il tuo corpo trasforma i carboidrati e i grassi  in frammenti che supportano i muscoli, e non vengono conservati nelle cellule di grasso. A stomaco vuoto questa strategia può completamente ritorcersi contro, in quanto diventeresti ipoglicemica e avresti bisogno di essere maggiormente idratata per completare la tua sessione cardio di 40 minuti per bruciare grasso. Per cui evita di essere totalmente digiuna, mangia qualcosa facile da digerire 90 minuti prima dell’allenamento e abbina due bicchieri d’acqua.

La corsa di distanza è un ottimo modo per perdere peso. In realtà ci sono migliaia di benefici apportati dalla corsa, Perdere grasso in eccesso potrebbe non essere uno di questi. Quanto più ti alleni tanto più il tuo corpo si abitua a conservare energia per correre la lunga distanza. Le tue performance migliorano ma cominci a bruciare meno calorie. Come riporta la rivista shape.com . Aggiungi il fatto che il tuo appetito aumenta, e quindi può essere complicato raggiungere l’obiettivo di perdere peso. Cosa fare dunque? Aggiungi tre sessioni di rinforzamento muscolare a settimana, per migliorare la mobilità delle articolazioni e un allenamento cross training una volta a settimana per mettere alla prova il tuo sistema cardiovascolare. E non tralasciare il piano alimentare che deve essere ricco di nutrienti senza aggiungere inutili calorie.

Dividi sempre le sessioni di cardio da quelle di resistenza. Non vogliamo creare confusione, ma ci sono delle volte in cui può essere efficace unire le due tipologie di allenamento: ad esempio studi dimostrano che inserire 20 minuti di pedalata durante una sessione di resistenza massimizza l’azione del metabolismo anche quando l’allenamento è terminato .

Se fai abbastanza cardio puoi mangiare quello che vuoi. Magari. Non solo tendiamo a credere di aver bruciato più calorie durante l’allenamento di quanto in realtà non sia, ma tendiamo anche a sottostimare il numero di calorie che ingeriamo durante la giornata. La perdita di grasso in eccesso non dipende solo ed esclusivamente dall’allenamento: uno studio riporta che le persone obese, in media, perdono più o meno solo 2,5 kg di grasso in otto mesi dal solo allenamento cardio e di resistenza. Quindi non dimenticare che l’alimentazione è una parte fondamentale del tuo percorso.

Con la pioggia ed il mal tempo percepiamo di più il dolore. Lo conferma una ricerca

Una ricerca made in U.K. dimostra il legame tra condizioni climatiche, (pioggia, umidità, nebbia, bassa pressione, scirocco) e l’aggravarsi di disturbi in persone che soffrono di una qualche forma di dolore cronico.

Lo studio, coordinato dall’epidemiologo Will Dixon, ha coinvolto finora 9000 persone ed è avvenuto presso la University of Manchester nell’ambito di un progetto intitolato ‘Cloudy with a Chance of Pain’ ed è stato presentato al British Science Festival presso l’Università di Swansea.

l volontari, tramite una app, hanno scaricato sul proprio smartphone il materiale utile a creare un diario digitale della loro sintomatologia.

Al contempo la app monitorava le condizioni climatiche della zona di residenza del singolo volontario e incrociava i dati meteo giornalieri con le variazioni del dolore e delle condizioni di sofferenza, in modo da avere dati tra i cambiamenti del clima e l’acuirsi dei dolori.
Gli studiosi hanno così valutato che chi soffra di un disturbo doloroso cronico, potrebbe pianificare le proprie giornate anche in base alle previsioni meteo, considerato che alcuni sintomi si presentano anche 24 ore prima dell’arrivo della variazione delle condizioni climatiche, sulla base della variazione della pressione atmosferica.