Parkinson, un collegamento con l’appendice


L’origine della malattia potrebbe risiedere nell’apparato gastrointestinale

Parkinson_4377.jpg

Una ricerca apparsa su Science Translational Medicine suggerisce un collegamento fra l’insorgenza del morbo di Parkinson e l’appendice.
«La patogenesi della malattia di Parkinson comporta l’accumulo di alfa-sinucleina aggregata e si pensa che tale situazione possa avere origine dall’apparato gastrointestinale», spiega Bryan Killinger del Van Andel Research Institute di Grand Rapids, primo autore del lavoro.
L’analisi ha preso in esame 500.000 pazienti in Svezia sottoposti ad appendicectomia. Sono stati messi a confronto con persone dalle caratteristiche simili mai sottoposte allo stesso intervento.
I dati indicano che nel corso del follow up 2.200 soggetti hanno sviluppato la malattia di Parkinson, ma soprattutto che fra chi si era sottoposto ad appendicectomia il rischio risultava più basso del 19 per cento rispetto a chi non aveva fatto alcun intervento.
Inoltre, in chi si era …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | Parkinson, appendice, alfa-sinucleina,

Bpco, meno riacutizzazioni grazie alla triplice terapia


Più vantaggiosa rispetto alla duplice e alla monoterapia

Asma_7652.jpg

Una metanalisi apparsa sul British Medical Journal evidenzia la maggiore efficacia della terapia tripla per la cura della broncopneumopatia cronica ostruttiva rispetto alla duplice e alla monoterapia.
La terapia tripla è associata a un’incidenza inferiore di riacutizzazioni moderate o gravi sebbene non sia priva di rischi.
«La tripla terapia con LAMA, beta-2 agonisti a lunga azione (LABA) e corticosteroidi inalatori (ICS) viene comunemente usata nei pazienti con broncopneumopatia cronica ostruttiva. Alcune metanalisi precedenti hanno dimostrato che la terapia tripla con l’utilizzo di più inalatori può migliorare il volume espiratorio forzato in un secondo (FEV1) e lo stato di salute, ma le prove per quanto riguarda l’efficacia della terapia tripla rispetto alla terapia doppia nella prevenzione delle riacutizzazioni non sono ben documentate», spiega Yayuan Zheng, della Guangdong Medical …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | bpco, riacutizzazioni, combinazione,

Allenamento EMOM in 10 minuti per bruciare 350 calorie

Se ancora non hai provato un allenamento EMOM (every minute on minute) è giunta l’ora di farlo. L’idea dietro a questo all’allenamento è fare quante più ripetizioni possibili nell’arco di un minuto lasciando del tempo per riposarsi e riprendere l’allenamento il minuto successivo.

Ideale se hai poco tempo questo allenamento EMOM ti farà bruciare all’incirca 350 calorie se fatto ad intensità elevata. Avrai bisogno di un timer e una bottiglietta d’acqua.

L’esercizio da eseguire è un burpee seguito immediatamente da due lunges jump. La sequenza si compone di 8 ripetizioni del movimenti da eseguire in meno di un minuto. Tutto il tempo che rimane al termine dell’esecuzione della sequenza è recupero.

Per quanto riguarda l’esecuzione del burpee, non completare la sequenza di movimenti con il salto ma inserisci immediatamente l’affondo saltato a gambe alternate.

Si tratta di un allenamento totalbody ad alta intensità quindi prima di eseguirlo verifica le tue condizioni di salute.

Consigli per l’esecuzione dell’allenamento:

  • Presta sempre molta attenzione alla forma
  • Se vedi che non riesci ad eseguire le 8 ripetizioni in meno di 55 secondi allora scala il numero di ripetizioni
  • Sfrutta al meglio il tempo di riposo alla fine della sequenza nell’arco del minuto

Buon allenamento!



L’articolo Allenamento EMOM in 10 minuti per bruciare 350 calorie sembra essere il primo su Fit In Hub.

C’era una volta l’Anziano


Si diventa ufficialmente anziani a 75 anni. Un 65enne oggi è paragonabile ad un 40enne del 1990 

Da oggi la popolazione over 65 enne può ritenersi ancora giovane. Si “diventa” anziani a 75 anni.

Lo conferma il Congresso nazionale della Società italiana di gerontologia e geriatria (Sigg). «Un 65enne di oggi ha la forma fisica e cognitiva di un 40-45enne di 30 anni fa. E un 75enne quella di uno nel 1980 aveva 55 anni» – dice il dottor Niccolò Marchionni, professore dell’Università di Firenze e direttore del dipartimento cardiovascolare dell’Ospedale Careggi -.

«Oggi alziamo l’asticella dell’età a una soglia adattata alle attuali aspettative di vita nei Paesi con sviluppo avanzato», continua Marchionni: «in Italia l’aspettativa di vita è aumentata di circa 20 anni rispetto alla prima decade del 1900. Non solo, larga parte della popolazione tra 60 e 75 anni è in ottima forma e priva di malattie per l’effetto ritardato dello sviluppo di malattie e dell’età di morte». E tenendo contro che scientificamente si è anziani quando si ha un’aspettativa media di vita di 10 anni».

La differenza tra età biologica ed età anagrafica consente a due persone di dimostrare età diverse a parità di età. E’ lo stile di vita  a consentire a due persone nate nello stesso anno di invecchiare in maniera diversa e a diversa velocità.

Una persona che ha 65 anni ai giorni nostri non si riesce proprio più a percepirla come ‘anziana”. La popolazione invecchia, ma gli anziani di oggi sono sempre più autonomi e con uno stile di vita giovanile. Soprattutto se in assenza di malattie e disabilità.

Marchionni continua: “Oggi alziamo l’asticella dell’età a una soglia adattata alle attuali aspettative di vita nei Paesi con sviluppo avanzato. L’obiettivo dei geriatri è dare una definizione dinamica del concetto di “anzianità, tenendo contro che scientificamente si è anziani quando si ha un’aspettativa media di vita di dieci anni”.

Addirittura un pensionato olandese di 69 anni  ha fatto richiesta al tribunale di cambiare la data di nascita all’anagrafe, spostandola in avanti di vent’anni: si sente discriminato per la sua età, che influenzerebbe le sue possibilità di impiego oltre che il successo nelle app di appuntamenti. «Puoi cambiare il tuo nome, puoi cambiare sesso, perché non la tua età?», ha  sentenziato, convinto, Emile Ratelband.

Non si è più anziani, quindi, ma giovani da tanto tempo. Ed ancora per tanto tempo.

L’articolo C’era una volta l’Anziano proviene da Sani per Scelta.

Linfoistiocitosi emofagocitica primaria, una cura salvavita

Mantiene i bambini in vita in attesa del trapianto

Malattie ereditarie_14272.jpg

Emapalumab è il farmaco che tiene in vita, in attesa del trapianto, i bambini con HLH (Linfoistiocitosi emofagocitiva primaria), una malattia genetica ultra-rara che lascia poche speranze a chi non trova in tempi rapidi un donatore di midollo osseo utilmente impiegabile.

Dopo una sperimentazione condotta a livello internazionale e coordinata in Europa dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, è arrivata ora l’approvazione della FDA, l’ente statunitense per la regolamentazione dei farmaci, che ne ha verificato la sicurezza e l’efficacia.

I risultati di questa sperimentazione sono stati presentati oggi negli Stati Uniti dal Professor Locatelli del Bambino Gesù al congresso dell’American Society of Hematology (ASH), il più grande meeting mondiale dedicato alle malattie del sangue.

Fibrillazione atriale postoperatoria, serve colchicina

Riduce i sintomi e previene l’ictus

Varie_5633.jpg

In molti casi, i pazienti sottoposti a intervento cardiochirurgico finiscono per sviluppare una forma postoperatoria di fibrillazione atriale (POAF).

In caso di POAF si registra un aumento dei costi sanitari, degli episodi di ictus e di mortalità. Una metanalisi recente ha verificato il ruolo di colchicina nella prevenzione della fibrillazione atriale dopo un intervento di cardiochirurgia o l’isolamento delle vene polmonari.

L’analisi dimostra che la somministrazione periprocedurale di colchicina può prevenire l’insorgenza ex novo o ricorrente di fibrillazione atriale.

“La colchicina è ormai un trattamento riconosciuto per il trattamento e la prevenzione della pericardite acuta e ricorrente, approvato in Italia dall’Aprile 2017”, ha ricordato il Dr. Massimo Imazio, cardiologo presso AOU Città della Salute e della Scienza di Torino.

Gravidanza, perché il feto scalcia

È un modo per capire il proprio corpo

Future mamme, non prendetela sul personale. Se il vostro bambino nella pancia scalcia come un forsennato è perché vuole capire bene come funziona il proprio corpo.

A dirlo sono i ricercatori dello University College London che hanno analizzato l’attività cerebrale dei neonati durante la fase REM nei primi giorni di vita.

I medici inglesi hanno scoperto grazie a risonanze magnetiche funzionali che a un determinato movimento di un arto corrispondeva l’attivazione dell’emisfero cerebrale opposto. Se il bambino muoveva cioè la mano destra, allora le onde cerebrali si attivavano nell’emisfero cerebrale sinistro, che ha infatti il compito di elaborare il tatto per la mano destra.

Dai risultati emerge che i calci fetali, almeno nel terzo trimestre, aiutano a far sviluppare quelle aree del cervello che si occupano degli input sensoriali.

Evolocumab efficace contro il colesterolo

Gli effetti a lungo termine dell’inibitore PCSK9

Arteriosclerosi_1461.jpg

Il farmaco evolocumab si è rivelato efficace nel contrasto all’ipercolesterolemia. Lo confermano i risultati presentati da Amgen nel corso del recente Congresso dell’American Heart Association (AHA), nel corso del quale sono stati discussi i dati finali dello studio OSLER-1 (Open-Label Study of Long-TERm Evaluation Against LDL-C, “studio in aperto sulla valutazione a lungo termine contro il LDL-C”).

I risultati presentati dimostrano che un trattamento a lungo termine con evolocumab è stato associato a significative e consolidate riduzioni del colesterolo lipoproteico a bassa densità (LDL-C), senza alcun aumento dei tassi complessivi di eventi avversi nel tempo e senza anticorpi neutralizzanti.