Le pratiche da evitare in chirurgia vascolare

Lista italiana di procedure inappropriate

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Una lista italiana di procedure da evitare nell’ambito della chirurgia vascolare perché spesso inappropriate. A realizzarla è il Collegio dei Primari di Chirurgia Vascolare, che ha aderito al progetto “Fare di più non significa fare meglio – Choosing Wisely Italy”, varato nel 2012 da “Slow Medicine”.
Le raccomandazioni si ispirano in parte a quelle pubblicate dai colleghi americani, ma tengono conto della realtà clinico-sanitaria nazionale.

L’ecocolordoppler non è indicato come esame di primo livello per arteriopatia degli arti inferiori, se il paziente è asintomatico o affetto da claudicatio intermittens di grado lieve o moderato. L’esame va invece sostituito con la misurazione dell’Ankle brachial index (Abi).

Cancro al colon, peggio il sovrappeso della carne rossa

Il peso corporeo è un fattore di rischio maggiore

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Un peso eccessivo si traduce in un aumento del rischio di cancro del colon del 33% fra gli obesi e del 15% fra chi è in semplice sovrappeso.

Un pericolo ancora più grave perché meno noto rispetto ad altri fattori più conosciuti, anche se meno dannosi, come ad esempio la carne rossa.

Il consumo di 100 grammi di questo alimento ogni giorno, infatti, aumenta del 17% il rischio di sviluppare questa forma di tumore e l’assunzione quotidiana di 50 grammi di carne lavorata (come i salumi) del 18%.

Questo è uno dei temi che saranno affrontati nel corso della tavola rotonda Miti e realtà in gastroenterologia, organizzata da AIGO nel corso del Festival della Salute, l’appuntamento annuale dedicato a prevenzione, salute e benessere della persona, in programma a Montecatini (Pistoia).

Bpco, efficace Respimat

Il connubio tiotropio/olodaterolo nella pratica clinica quotidiana

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La combinazione tiotropio/olodaterolo (Respimat) si mostra efficace nella pratica clinica quotidiana in caso di Bpco. Lo rivelano i risultati di OTIVACTO, studio osservazionale real life europeo condotto su 7.443 soggetti con Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO), trattati con tiotropio/olodaterolo Respimat.

I dati sono stati presentati da Boehringer Ingelheim all’edizione 2018 del Congresso Internazionale della Società Europea di Malattie Respiratorie (ERS) di Parigi.

I pazienti dello studio hanno riferito un miglioramento sia dell’attività fisica, sia delle condizioni generali e si sono dichiarati molto soddisfatti sia dell’inalatore che della terapia nel suo complesso. I miglioramenti sono stati osservati per tutti i gradi di gravità della malattia.

Osteoporosi, l’obesità è un fattore di rischio

L’ormone che aiuta le ossa a mantenersi sane è intrappolato nel grasso

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Nelle persone affette da obesità il rischio di contrarre l’osteoporosi si impenna, fondamentale è il ruolo della vitamina D.

Questo è il risultato della ricerca durata tre anni, realizzata da un’equipe specializzata coordinata dal professor Carlo Foresta, ordinario di Endocrinologia e direttore dell’UOC di Andrologia e Medicina della Riproduzione, in collaborazione con il dott. Andrea Di Nisio del Dipartimento di Medicina dell’Università di Padova, che sarà presentata al Convegno “Alterazioni Metaboliche e Osteoporosi” che si terrà a Padova.

L’osteoporosi non è un problema solo femminile, ma rappresenta un’emergenza clinica anche per il maschio: dopo i 50 anni un uomo su 5 ne risulta essere affetto. Nelle donne il rischio di osteoporosi è fortemente correlato alla menopausa, pertanto lo screening e la diagnosi per questa patologia sono una pratica clinica consolidata.

Il segreto di benessere dell’olio di oliva

Aumenta la presenza nel sangue di una proteina benefica

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Un team di ricercatori canadesi ha scoperto il motivo preciso per cui l’olio di oliva fa così bene al nostro organismo. Secondo i risultati dello studio apparso su Nature Communications, l’olio extravergine di oliva aumenterebbe la presenza di una proteina nel sangue chiamata ApoA-IV. La molecola serve a controllare le piastrine, le cellule che evitano le emorragie ma che, in caso di aggregazione impropria, possono causare trombi, infarti e ictus.

La sperimentazione ha consentito di scoprire che ApoA-IV si lega a un recettore presente sulle piastrine per impedire loro di aggregarsi. Il meccanismo consente anche di ostacolare l’arteriosclerosi, processo anch’esso legato alla funzione piastrinica.

L’olio d’oliva avrebbe tra l’altro anche l’effetto di tenere a bada i livelli di glicemia nel sangue.

Vitamina D non associata a pre-eclampsia in gravidanza

Non pare esserci nesso neanche con l’ipertensione

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Un livello basso di vitamina D in gravidanza non è sinonimo di rischio aumentato di ipertensione o pre-eclampsia. Lo rivela uno studio pubblicato sul British Medical Journal da Maria Magnus della University of Bristol, che spiega: «Le donne incinte hanno spesso bassi livelli di vitamina D e alcuni studi hanno suggerito che questo potrebbe aumentare il rischio di pre-eclampsia. Non mancano lavori a sostegno dell’ipotesi che l’integrazione di vitamina D potrebbe proteggere dal problema, mentre altri non hanno trovato alcun beneficio dall’integrazione».

Gli scienziati si sono serviti della randomizzazione mendeliana per scoprire se le varianti genetiche legate alla produzione di vitamina D e al metabolismo potessero influenzare il rischio di pre-eclampsia e di ipertensione gestazionale.

Nuovo farmaco per la SBS nei bambini

La sindrome dell’intestino corto può essere curata

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Si sperimenta un nuovo farmaco per il trattamento della sindrome dell’intestino corto (SBS) in età pediatrica. Il farmaco teduglutide – al costo di 1000 euro al giorno – verrà impiegato nell’Unità Operativa Complessa Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva dell’Istituto Giannina Gaslini di Genova, primo centro pediatrico in Italia ad aver ottenuto parere favorevole dalla Commissione tecnico-scientifica dell’AIFA all’accesso al Fondo 5%.

L’eccezionalità di questo traguardo è legata a diversi fattori: il 15-20 % dei bambini con sindrome dell’intestino corto (SBS) è destinato alla nutrizione parenterale per il resto della sua vita e una percentuale intorno al 10-15% di essi va incontro a decesso a causa delle complicanze di questa tecnica.

Odontofobia, cause e rimedi

Ma la principale paura dei pazienti rimane il costo

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Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità ben il 20% delle persone soffre di odontofobia, ovvero la paura del dentista.

Svariate le cause di questo fenomeno, come spiega la Dott.ssa Federica Ferrante, psicologa del Centro Medico Lazzaro Spallanzani di Reggio Emilia:

Nella maggior parte dei casi, sono le esperienze negative del passato a causare l’insorgenza di una vera e propria fobia del dentista e di tutto ciò che è associabile a esso: i macchinari, gli ambulatori, la vista e i rumori di alcuni attrezzi, gli odori dei prodotti e degli ambienti odontoiatrici. A volte, la paura sproporzionata deriva soltanto da come una persona immagina la visita: è assai diffusa l’associazione “dentista-tortura” che genera, senza che mai sia stato verificato e confermato tale irrealistico collegamento, un rifiuto di recarsi alla visita odontoiatrica.