Summertime blues, sopravvivere al lavoro in estate

L’ondata di caldo alimenta malesseri e tensioni

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L’estate mette tristezza. L’assioma è confermato dagli scienziati e la ragione è da ricercarsi nel sensibile aumento delle temperature.

La spiegazione risiede in fattori di carattere biologico e psicologico sottovalutate fino a pochi anni fa. Uno studio riportato dal The Sun, recentemente presentato all’American Physological Society di San Diego dai ricercatori dell’Università di Poznan ha infatti svelato che gli ormoni dello stress aumentano inesorabilmente con l’innalzamento delle temperature, un fenomeno definito proprio “Summertime Blues”.

Ma non è tutto: sulle colonne del The Telegraph il neuroscienziato dell’Università di Cardiff Dean Burnett ha spiegato come la prova della correlazione tra calore e nervosismo provenga direttamente dalle statistiche sul crimine: gli episodi violenti aumentano notevolmente in estate, specialmente se è più caldo della media.

Anemie, nuovo metodo per lo studio dei globuli rossi

Globuli rossi come microlenti, nuove opportunità per la diagnosi

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Uno studio italiano propone un nuovo metodo diagnostico per le anemie.
La ricerca dell’Istituto di scienze applicate e sistemi intelligenti del Consiglio nazionale delle ricerche di Pozzuoli (Cnr-Isasi) in collaborazione con il Centro di ricerca e biotecnologie avanzate Ceinge offre una nuova metodologia per l’identificazione e la caratterizzazione di globuli rossi malati, aventi una morfologia simile a quelli sani.

La tecnica, basata su parametri ottici dei globuli rossi, apre a nuovi metodi diagnostici per molti tipi di anemia e per i disordini ematologici in cui la forma del globulo rosso risulti alterata. Il lavoro è stato pubblicato su ACS Analytical Chemistry.

Grazie a una tecnica avanzata di imaging 3D abbiamo dimostrato di poter discriminare globuli rossi malati, aventi caratteristiche morfologiche simili rispetto al campione di controllo sano, spiega Martina Mugnano.

Allenarsi con i pesi senza perdere grasso in eccesso? Ecco cosa sbagli

Rimanere fedeli al piano, è parte integrante del successo e del raggiungimento di un obiettivo, soprattutto quando si tratta di perdere grasso in eccesso. Apportare delle piccole modifiche o mangiare in maniera diversa per un pasto o due, non ti farà notare alcuna differenza.

Se davvero vuoi vedere risultati devi imparare a capire cosa fa bene al tuo corpo, ma soprattutto una volta stabilito in piano di azione, devi rimanere quanto più fedele possibile al percorso che hai deciso di intraprendere.

Se hai deciso si raggiungere il tuo obiettivo, con un allenamento di weightlifting (ovvero sollevamento pesi) vuoi essere sicura di raccogliere i giusti consigli. Per prima cosa,  è sempre meglio avere un piano di allenamento: che tipologia di esercizi fare, perché farli e cosa vuoi ottenere.

In secondo luogo, se l’obiettivo è la perdita di peso, devi sollevare pesi di una certa portata frequentemente.

Siamo tutti diversi e ci adattiamo all’allenamento in maniera diversa, ma è buona abitudine allenarsi dalle 3 alle 5 volte a settimana. Se sei alle prime armi, tre sessioni a settimana possono bastare. Una volta abituata, inizia ad aumentare le sessioni per settimana. Ulteriore consiglio per chi è alle prime armi, cercate di allenare sempre tutti i gruppi muscolari in maniera tale da evitare il sovrallenamento e eccessivi dolori post workout. Una buona abitudine è quella di suddividere l’allenamento dei gruppi muscolari in giorni ben definiti.

A esempio di lunedì potreste allenare addominali e gambe, martedì petto e spalle, mercoledì dedicarvi al cardio, giovedì braccia e schiena, venerdì eseguire un allenamento total body, sabato pilates o yoga, e domenica finalmente riposarvi. Leggi anche In forma con il pilates: 4 movimenti per un corpo tonico e longilineo

Non dimenticare inoltre di essere sempre idratata e di curare l’alimentazione inserendo nel tuo piano alimentare alimenti ricchi di nutrienti. E non trascurare il sonno.

La dieta di coppia

È di moda stare a dieta insieme, ma spesso l’uomo la fa fallire

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Boom delle diete in coppia. È il nuovo trend dell’estate 2018, come ricostruito dagli esperti del Centro Medico Lazzaro Spallanzani di Reggio Emilia.

«La nostra clinica nel 2017 ha eseguito 1.277 visite dietologiche, quest’anno al 1° giugno 2018 siamo già a 1.141 e siamo solamente nel primo semestre. Ciò dimostra la sempre maggior attenzione delle persone verso la cura dell’alimentazione, sulla prevenzione delle patologie e sul mantenere il proprio stato di salute, specialmente con l’avvicinarsi dell’estate», afferma il Dott. Mirco Tedeschi, responsabile del reparto di dietologia.

Secondo una stima degli esperti, ben il 30 per cento delle coppie inizia una dieta in tandem per una serie di motivi. Farsi forza a vicenda (18%), controllarsi reciprocamente (26%) e monitorare in tempo reale i risultati (33%).

Tumore a prostata, rene e vescica: dove operarsi?

I centri migliori per volumi di interventi

Sono tumori che colpiscono soprattutto la popolazione maschile. La neoplasia alla prostata – ghiandola delle dimensioni di una noce posizionata di fronte al retto e presente solo negli uomini – rappresenta ben il 18% di tutti i tumori diagnosticati nel maschio. Si stima che a soffrirne sia circa il 70% degli ultraottantenni.

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Meno diffuso è il carcinoma al rene (che rappresenta circa il 2% di tutte le neoplasie): si presenta con una frequenza doppia nel sesso maschile rispetto a quello femminile e le probabilità di svilupparlo cresce con l’avanzare dell’età. Il picco massimo d’insorgenza è intorno ai 60 anni. La neoplasia alla vescica, invece (che rappresenta il 3% di tutti i tumori), colpisce tre volte di più gli uomini rispetto alle donne ed è più comune tra i 60 e i 70 anni.

Distrofie miotoniche, scoperto il meccanismo genetico

La scoperta offre una spiegazione alla sintomatologia della malattia

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È stato scoperto il meccanismo alla base della differenza nella sintomatologia della distrofia miotonica di tipo 2 rispetto a quella di tipo 1.

Lo studio internazionale, pubblicato su Nature Communications, porta anche la firma di Giovanni Meola, direttore della UOC di Neurologia – Stroke Unit e del Centro Neuromuscolare, IRCCS Policlinico San Donato.

Le distrofie miotoniche di tipo 1 e 2 rappresentano le distrofie muscolari più frequenti nell’adulto, sebbene siano classificate come malattie rare, interessando non più di 5 persone ogni 10.000 abitanti. Ancora poco note agli operatori sanitari, sia per la loro identificazione relativamente recente sia per la varietà dei sintomi con cui si manifestano, entrambe le malattie si basano su una produzione di mRNA eccessiva.

Cancro del polmone, lurbinectedina efficace

Studio di fase II mostra risultati promettenti

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Il tumore del polmone potrebbe avere una nuova opzione terapeutica. PharmaMar ha infatti presentato nuovi dati su lurbinectedina, molecola in sperimentazione per il trattamento del carcinoma polmonare recidivante a piccole cellule.

Uno studio di fase II ha reclutato all’inzio 15 pazienti, salendo poi a 100 dopo aver osservato 5 responsi nei primi 15 pazienti. L’endpoint primario dello studio è quello di misurare il tasso di risposta globale, valutando anche altri obiettivi secondari come la durata del responso, la sopravvivenza libera da progressione, la sopravvivenza globale e il profilo di sicurezza.

La durata media di risposta è stata di 6,2 mesi e la sopravvivenza globale media di 12 mesi.

Medicina legale, le 5 cose da evitare

Anche i medici legali aderiscono a Choosing Wisely

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Anche la medicina legale può essere oggetto di revisione al fine di evitare pratiche a rischio di inappropriatezza. Per questo, i medici di COMLAS, Società Scientifica dei Medici Legali delle Aziende Sanitarie del Servizio Sanitario Nazionale, hanno aderito al progetto Choosing Wisely, stilando un elenco delle pratiche da evitare.

Eccole:

Il consenso informato non è un semplice adempimento burocratico. L’informazione deve essere chiara e comprensibile ed è compito del medico verificare che la persona abbia raggiunto una consapevolezza della procedura. Bisogna quindi evitare di sottoporre semplicemente la modulistica da firmare senza un’adeguata informazione preliminare.

Non prescrivere accertamenti clinici e strumentali finalizzati alla valutazione della disabilità già clinicamente accertata. È bene non duplicare gli accertamenti non necessari.

Sepsi, una proteina predice prognosi e rischio di mortalità

Il ruolo fondamentale di Pentraxina3

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Da anni i ricercatori lavoravano per avere la significativa conferma del ruolo di Pentraxina3 nel rilevare il rischio di complicanze e mortalità nei pazienti con sepsi, un’infezione generalizzata a tutto l’organismo dovuta all’ingresso nel circolo sanguigno di batteri.

“Si era già vista la correlazione tra più alto rischio di mortalità e più alti livelli di PTX3 nel sangue nell’infarto – spiega Barbara Bottazzi, Principal Investigator del Laboratorio di Immunofarmacologia di Humanitas –. Questo studio, condotto su 958 pazienti ricoverati per sepsi grave in diversi reparti di Terapia Intensiva, conferma il ruolo di PTX3 come indicatore di diagnosi e prognosi. I tempi per un impiego nella vita reale saranno ancora lunghi, ma questo studio apre le porte a un possibile utilizzo di PTX3 quale indicatore di severità nei pazienti con sepsi”.

La pancetta dipende dal microbiota


Relazione fra batteri e dieta seguita

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Non basta la dieta seguita per spiegare l’esistenza o meno della famigerata pancetta. Secondo uno studio pubblicato su Nature Genetics, infatti, ci sarebbe una stretta relazione fra regime alimentare seguito, microbiota intestinale e molecole rilasciate dai batteri stessi in risposta al cibo consumato.
Lo studio, condotto da ricercatori del King’s College di Londra, è firmato da Cristina Menni, che spiega: “La nostra ricerca – che per la prima volta ha analizzato le sostanze chimiche prodotte dai batteri nell’intestino, i cosiddetti metaboliti misurabili nei campioni fecali dei pazienti – ha consentito di identificare quali di queste molecole in particolare si associano ad accumulo di grasso sulla pancia”.
Il team ha individuato la miscela di molecole prodotte dai batteri intestinali di 500 coppie di gemelli. In tal modo, è stata costruita una banca dati enorme di tutte queste …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | pancetta, microbiota, batteri,