Odi il Natale? È la sindrome del Grinch

Un’area del cervello conserva le brutte esperienze pregresse

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Non è ancora iniziato il “girone” delle feste e c’è già chi si sta organizzando per snobbare gli inviti e rimanere lontano dalle luci di Natale, proprio come il “Grinch”.

Ma una spiegazione scientifica viene dal British Medical Journal e il commento di Adriano Formoso, psicologo e psicoterapeuta a Milano, ci aiuta a capire perché succede e come sopravvive fino al 6 gennaio.

Dottor Formoso, quindi è provato anche scientificamente che ci sono persone che amano e altre che odiano il Natale?

Sicuramente sì e questo rafforza i risultati di altri ricercatori in scienze neurologiche dell’Università di Copenaghen che spiegano che nel cervello c’è una zona in cui è relegato il piacere e che l’atmosfera tipica delle feste la attiva proprio nel periodo natalizio.

Artrite reumatoide, l’inquinamento è un fattore di rischio

In soggetti predisposti aumenta le possibilità della malattia

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L’inquinamento costituisce un fattore di rischio per molte malattie, non ultima l’artrite reumatoide. Lo ha scoperto un team dell’Università La Sapienza di Roma diretto da Guido Valesini, che spiega: «Sulla base di questa nostra nuova osservazione si può ipotizzare che l’inquinamento atmosferico possa avere un ruolo non secondario, in soggetti predisposti e attraverso meccanismi complessi, nella patogenesi di alcune malattie immuno-mediate, come l’artrite reumatoide».

In particolare, il responsabile sarebbe il particolato emesso dai motori diesel Euro 4 ed Euro 5, come si legge sulle pagine di Cell Death & Disease.

I ricercatori hanno indagato il ruolo del particolato proveniente dallo scarico dei motori diesel nella modifica dell’attività biologica delle cellule epiteliali bronchiali normali (NHBE).

Giovani per sempre

Migliora la forma fisica di chi è avanti con gli anni

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Se un 65enne di oggi incontrasse un 40enne di 30 anni fa, i due troverebbero molti punti in comune. Secondo i medici della Società italiana di gerontologia e geriatria (Sigg), la forma fisica dei due soggetti sarebbe equiparabile.

“Un 65enne di oggi ha la forma fisica e cognitiva di un 40-45enne di 30 anni fa. E un 75enne quella di un individuo che aveva 55 anni nel 1980”, spiega Niccolò Marchionni, professore ordinario dell’Università di Firenze e direttore del dipartimento cardiovascolare dell’Ospedale Careggi.

“Oggi alziamo l’asticella dell’età a una soglia adattata alle attuali aspettative di vita nei Paesi con sviluppo avanzato”, dice Marchionni.

I dati demografici ci dicono che in Italia l’aspettativa di vita è aumentata di circa 20 anni rispetto alla prima decade del 1900.

Tumore del polmone, in arrivo Brigatinib

Approvato il nuovo farmaco Alunbrig

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C’è un nuovo farmaco per la cura del cancro del polmone. Si chiama Alunbrig (brigatinib) ed è indicato in monoterapia per il trattamento di pazienti adulti con tumore al polmone non a piccole cellule (NSCLC) ALK-positivo (Anaplastic Lymphoma Kinase – chinasi del linfoma anaplastico) trattati in precedenza con crizotinib.

Il medicinale sviluppato da Takeda ha ricevuto l’approvazione della Commissione Europea in seguito al parere favorevole espresso dal Comitato per i Medicinali per Uso Umano (CHMP).

I dati dello studio ALTA, ideato per esaminare brigatinib, mostrano risultati duraturi di efficacia sistemica e intracranica, e un profilo di sicurezza gestibile, determinando la più lunga sopravvivenza, sia libera da progressione che generale, riportata in questo scenario.