Flora batterica elisir di lunga vita


Alcun batteri associati a una maggiore longevità

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Per vivere più a lungo sarà meglio preservare la propria flora batterica. Lo dice uno studio condotto dallo University College of Cork, in Irlanda, i cui scienziati hanno studiato l’influenza che i batteri intestinali hanno sulla nostra speranza di vita.
Nello studio, pubblicato su Nature, si ricorda come la flora batterica intestinale sia più o meno la stessa in età giovanile, mentre tende a diversificarsi molto da soggetto a soggetto con il passare degli anni, in larga parte a causa delle abitudini perseguite da ognuno di noi.
Alcuni batteri sembrano essere associati a una longevità maggiore negli ultrasessantacinquenni, come spiega Paul O’Toole, coordinatore della ricerca: “lo scorso anno, abbiamo per la prima volta scoperto un’alta variabilità nella flora intestinale degli anziani: abbiamo approfondito questi risultati esaminando accuratamente 178 volontari over 65. Abbiamo …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | flora, batteri, vita,

Il giusto riposo


Fondamentale dormire il numero di ore adeguato

La salute dipende anche da quanto dormiamo. Uno studio pubblicato sul Journal of the American Geriatrics Society segnala la necessità di dormire il numero giusto di ore per evitare un rischio di demenza e di morte prematura.
L’analisi ha coinvolto 1.517 soggetti seguiti per 10 anni: 294 hanno sviluppato una forma di demenza e 292 sono morti. Dopo aver tenuto conto di altri fattori come l’età, il genere, è emerso che il tasso di mortalità e di demenza è maggiore se il soggetto dorme meno di 5 o più di 10 ore al giorno.
I ricercatori hanno anche scoperto che l’attività fisica riesce a contrastare l’effetto negativo della mancanza di sonno. “Dato l’effetto benefico dell’attività fisica sui problemi legati al poco sonno, questi risultati indicano che non solo fare attenzione alla durata del sonno, ma anche modificare lo stile di vita può costituire una strategia efficace per prevenire …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | cervello, sonno, cellule,

Olio essenziale di elicriso: proprietà, benefici, usi e controindicazioni

L’olio essenziale di elicriso è uno dei più noti in aromaterapia. Per realizzarlo viene utilizzata la pianta dell’elicriso, della quale già abbiamo avuto modo di parlare in passato. Per estrarre l’essenza dal fiore viene utilizzata la tecnica della distillazione in corrente di vapore. Le sue proprietà terapeutiche sono numerose ed è per questo motivo infatti che […]

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Esami di successo? Non dipende solo dallo studio

A scuola o all’università, i risultati non dipendono solo dallo studio: anche ormoni, ghiandole e il cosiddetto “filtro affettivo” entrano in gioco quando si parla di esami e test. A dirlo  il professor Paolo E. Balboni nel libro “Le sfide di Babele”. Ecco come la biochimica può influenzare la pagella, il libretto universitario o persino l’esame di maturità.

A cura di Valeria Baruzzo

Quante volte è capitato di studiare e studiare, presentarsi all’esame o all’interrogazione e andare completamente nel pallone. Col risultato di dover accettare un misero 18 oppure, se proprio va male, ripresentarsi all’appello successivo. Naturalmente, la qualità e l’organizzazione dello studio sono imprescindibili, ma esiste un fattore, chiamato “filtro affettivo”, in grado di mandare all’aria i nostri piani di gloria.

Come funziona il filtro affettivo

Davanti a una sfida stimolante e positiva, l’organismo rilascia neurotrasmettitori (come la noradrenalina) fondamentali per ricevere e memorizzare l’argomento di studio e per essere poi in grado di riportarlo in maniera soddisfacente al momento della prova. Tuttavia, in caso di stress negativo, ansia, paura di non riuscire, l’organismo si allarma e si prepara ad affrontare il pericolo. Infatti, l’amigdala, una ghiandola posta al centro del cervello che controlla le emozioni, specialmente quelle negative, ordina il rilascio di steroidi “difensivi”. Allo stesso tempo, però, l’ippocampo, ghiandola fondamentale per inserire le nozioni acquisite nella memoria a lungo termine, comprende che una prova scritta o un esame orale non sono pericoli reali e quindi cerca di bloccare l’iniziativa dell’amigdala. Tuttavia, per fare questo, l’ippocampo smette di occuparsi di indirizzare le nuove informazioni o di recuperare quelle esistenti nella memoria a lungo termine. Il conflitto tra le due ghiandole fa innalzare una barriera emotiva, chiamata appunto “filtro affettivo” perché filtra negativamente le nostre capacità e prestazioni.

Paura degli esami? Ecco perchè studiare all’ultimo minuto non aiuta

La lotta ghiandolare rallenta l’attività neo-frontale del cervello, quella che ospita la memoria di lavoro, e lo studente va in tilt, giungendo in alcuni casi alla totale scena muta e al tanto temuto “ci vediamo al prossimo appello/interrogazione”. Ma il filtro affettivo non va in scena esclusivamente al momento della prestazione, davanti al foglio della prova o alla commissione d’esame. Infatti, può entrare in gioco anche prima del momento dell’esame, durante la tipica studiata dell’ultimo minuto, quando l’ansia è alle stelle e la caffeina quasi supera i livelli di emoglobina nel sangue. Tutto quello che lo studente ingurgita in quelle poche ore dedicate allo studio non si traduce in acquisizione, perché il filtro affettivo impedisce che le nozioni si collochino nella memoria a lungo termine.  In altre parole, magari servirà a passare l’esame con un voto miracolosamente dignitoso, ma i contenuti appresi non verranno ricordati a lungo e tutto lo sforzo si rivelerà completamente inutile.

 

© Sani per Scelta

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Anticolinergici associati a demenza


Il rischio aumenta negli anziani fino a 20 anni dopo l’esposizione

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Assumere farmaci anticolinergici può aumentare il rischio di demenza negli anziani, anche a distanza di 20 anni. Lo dice uno studio pubblicato sul British Medical Journal da un team della University of East Anglia guidato da Kathryn Richardson, che spiega: «L’uso di farmaci con attività anticolinergica è associato a cognizione alterata a breve termine, ma non è noto se le associazioni riportate tra l’uso di farmaci anticolinergici e il declino cognitivo futuro e l’incidenza della demenza possano essere attribuiti all’attività anticolinergica degli stessi».
I ricercatori hanno utilizzato i dati di oltre 40mila anziani con diagnosi di demenza e altri 280mila soggetti di controllo.
Nel corso di un periodo che andava da quattro a 20 anni prima della diagnosi di demenza, o alla stessa data per i controlli accoppiati, il 36% dei casi e il 30% dei controlli ha ricevuto una prescrizione per …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | demenza, anticolinergici, farmaci,

Eseguire burpees potrebbe essere davvero una cattiva idea?

Forse, eseguire burpees non è proprio una buona idea come credevi. Protagonisti degli allenamenti ad alta intensità, i Burpees sono probabilmente gli esercizi più amati e al contempo odiati. C’è chi suda al solo pensiero di doverli fare.

Michael Boyle, allenatore certificato, ha recentemente rilasciato un’intervista per Women’s Health US, una vera bomba ad orologeria. La sua posizione è chiara: i Burpees hanno effetti dannosi sul nostro corpo, dal momento che ai polsi viene richiesta una continua estensione, esercitando una quantità enorme di pressione sulla parte anteriore della spalla, nonché la più debole.  Nessuna di queste cose è buona in sé, figuriamoci se parliamo di 20 o più ripetizioni. Leggi anche 13 esercizi per un allenamento HIIT efficace

Quindi, abbandonate l’idea secondo la quale un esercizio, per essere utile, debba per forza essere doloroso e faticoso tanto da lasciarti senza fiato.

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Boyle spiega che ci sono allenamenti molto più efficaci: se il tuo obiettivo è allenare la parte superiore del corpo, le flessioni sono un’ottima soluzione; se invece vuoi allenare la parte inferiore, basta fare degli squat (air squat, jump squat e così via); e, per quanto riguarda il cardio, infine, ci sono milioni di  allenamenti in ripetute che un allenatore può suggerirti.

Cari antagonisti dei burpees, questo è pane per i vostri denti! Leggi anche Come eseguire burpees e quali sono i benefici

 

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Pepe: tipologie, proprietà, benefici, uso e controindicazioni

Il pepe è una spezia ricavata dalla pianta erbacea arbustiva Piper nigrum, appartenente alla famiglia delle Piperacee. In seguito poi a diversi processi di lavorazione, lo stesso frutto viene utilizzato per produrre altri tipi di pepe. Ad esempio, la variante bianca o verde. La pianta nasce in India del sud e viene coltivata anche in […]

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Olio essenziale di citronella: proprietà, benefici, usi e controindicazioni

Oggi vi parliamo di un prodotto noto in aromaterapia con il quale potete realizzare vari rimedi per mantenere alta la salute del vostro corpo. Il protagonista di oggi è proprio l’olio essenziale di citronella, il quale è ottenuto dalle foglie della pianta Cymbopogon nardus. L’estrazione dell’olio avviene mediante il metodo di distillazione in corrente di […]

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La macchina “mappa grassi”


Svelati i segreti sulla formazione e l’accumulazione del grasso

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Un team di ricercatori italiani ha messo a punto una macchina “mappa grassi”.
La ricerca è stata condotta presso la sede di Roma dell’Università Cattolica e della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli – IRCCS in collaborazione con la Hebrew University di Gerusalemme.
La nuova macchina consente di vedere come i lipidi si formano (a partire dai cibi consumati), si immagazzinano nel corpo o vengono bruciati da esso per trarne energia. La metodica, basata su una sonda fluorescente che “illumina” le particelle di grasso (goccioline lipidiche) dentro le cellule potrebbe essere usata sia a scopo diagnostico sia per testare nuovi farmaci contro l’obesità.
Pubblicata sulla rivista “BBA Molecular and Cell Biology of Lipids”, la ricerca è stata condotta presso l’istituto di Fisica della Facoltà di Medicina e Chirurgia della Cattolica, dal professor Giuseppe Maulucci, dal …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | macchina, grassi, lipidi,

Calvizie sconfitta da un farmaco contro l’osteoporosi

Effetto collaterale positivo della molecola WAY-316606

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A volte i farmaci mostrano effetti positivi non previsti in fase di sperimentazione. È il caso di WAY-316606, medicinale sviluppato per il trattamento dell’osteoporosi che avrebbe un effetto benefico anche per la calvizie.

A scoprirlo è stato un gruppo di scienziati dell’Università di Manchester guidato da Nathan Hawkshaw. La molecola è stata sperimentata su follicoli piliferi donati da oltre 40 pazienti che si erano sottoposti a trapianto di capelli.

Il farmaco avrebbe la capacità di inibire la proteina SFRP1, che di norma agisce come un potente freno molecolare per la crescita di peli corporei.

L’assunto di partenza della ricerca è il comportamento della ciclosporina A, farmaco utilizzato negli anni ‘80 per sopprimere il sistema immunitario nelle persone che subiscono trapianti e in quelle che soffrono di malattie autoimmuni.