Calvizie sconfitta da un farmaco contro l’osteoporosi

Effetto collaterale positivo della molecola WAY-316606

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A volte i farmaci mostrano effetti positivi non previsti in fase di sperimentazione. È il caso di WAY-316606, medicinale sviluppato per il trattamento dell’osteoporosi che avrebbe un effetto benefico anche per la calvizie.

A scoprirlo è stato un gruppo di scienziati dell’Università di Manchester guidato da Nathan Hawkshaw. La molecola è stata sperimentata su follicoli piliferi donati da oltre 40 pazienti che si erano sottoposti a trapianto di capelli.

Il farmaco avrebbe la capacità di inibire la proteina SFRP1, che di norma agisce come un potente freno molecolare per la crescita di peli corporei.

L’assunto di partenza della ricerca è il comportamento della ciclosporina A, farmaco utilizzato negli anni ‘80 per sopprimere il sistema immunitario nelle persone che subiscono trapianti e in quelle che soffrono di malattie autoimmuni.

Niente pangasio per i bambini

Il pesce di origine orientale è ricco di mercurio

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Mangiare pesce è fondamentale per i bambini, oltre che per gli adulti, ma è meglio evitare il pangasio. Il pesce, che proviene dal Vietnam, è molto utilizzato perché economico, dal buon sapore e con pochissime spine.

Tuttavia le insidie si nascondono all’interno, perché il pangasio è innanzitutto povero di proteine e omega 3, ma soprattutto mostra un’alta concentrazione di mercurio.

A suggerire il consumo di altri tipi di pesce sono i ricercatori della Universidad de La Laguna nelle isole Canarie, che hanno pubblicato su Chemosphere un’analisi sull’argomento.

Il team di ricerca ha analizzato 80 campioni di filetti di pangasio provenienti dal fiume Mekong, uno dei più inquinati al mondo. I risultati mostrano il superamento delle concentrazioni massime di mercurio stabilite dalla Commissione europea, ovvero 0,5 mg/kg.

Cellulite, a ogni donna la propria strategia

Come combattere l’inestetismo a seconda del lavoro

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Con l’arrivo della bella stagione la voglia di perdere qualche chiletto e di rimettersi in forma è praticamente d’obbligo.

La cellulite, in particolare, affligge il 90% delle donne: dalle studentesse fino alle manager, poche ne sono immuni. Ma come conciliare una strategia anti-buccia d’arancia efficace e al tempo stesso compatibile con il proprio stile di vita?

La dottoressa Serena Missori, endocrinologa e nutrizionista, autrice dei libri “La dieta dei biotipi” e “La dieta della tiroide”, lancia una serie di consigli a misura di ogni donna.

IMPIEGATE E STUDENTESSE: ATTENZIONE A COME VI SEDETE

In generale le impiegate e le studentesse trascorrono gran parte della loro giornata sedute, rientrando così a pieno titolo nella categoria dei lavoratori sedentari.

La colonscopia virtuale efficace quanto quella tradizionale

La Tac è in grado di scovare polipi e formazioni pre-cancerose

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Colonscopia addio. Uno degli esami più odiati dai pazienti potrebbe essere presto sostituito da una versione virtuale con lo stesso grado di efficacia. Lo dice una ricerca della Mayo Clinic di Scottsdale, in Arizona, pubblicata su Radiology.

Lo studio certifica l’efficacia dell’esame attraverso una semplice Tac, anche su una fascia di popolazione particolarmente a rischio, come quella degli anziani con più di 65 anni di età. La colonscopia virtuale consente di individuare ogni anomalia intestinale premonitrice di probabili formazioni neoplastiche.

I ricercatori, guidati da Daniel Johnson, hanno esaminato i dati di 500 anziani confrontandoli con quelli di 2 mila soggetti sotto la soglia dei 65 anni: l’analisi non ha riscontrato nessuna differenza statisticamente significativa nella performance diagnostica del test nei due gruppi di pazienti – ha spiegato Johnson.

Creato il dente che non si infetta

All’interno capsule che rilasciano farmaci antifungini

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Le protesi dentali sono spesso oggetto di infezioni fungine che causano infiammazioni, arrossamenti e gonfiori. Un team di ricercatori dell’Università di Buffalo ha utilizzato la tecnologia di stampa in 3D per costruire denti resistenti alle infezioni.

Al loro interno ci sono delle capsule microscopiche che rilasciano regolarmente amfotericina B, un farmaco antifungino.

Il dispositivo creato consente di prevenire l’infezione direttamente in sede, rendendo quindi obsolete le altre soluzioni, ad esempio collutori antisettici o disinfezioni a microonde.

“Il principale impatto di questo innovativo sistema 3D sarà sul risparmio di tempo e costi”, afferma Praveen Arany, autore senior dello studio e professore del dipartimento di Biologia orale della UB School of Dental Medicine.

Il sesso fa bene alla salute

Effetti positivi sul cuore, sull’umore e sul sistema immunitario

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Fare sesso aiuta la salute e anche la carriera. Secondo uno studio dell’Oregon State University, infatti, chi ha una vita sessuale più intensa beneficia anche di risultati migliori sul lavoro.

I ricercatori hanno analizzato 159 coppie di impiegati, catalogandone le abitudini sessuali e le performance lavorative. È emerso che i due aspetti erano saldamente legati fra loro, e i soggetti più «attivi» mostravano anche una maggiore soddisfazione a livello professionale.

Uno dei ricercatori, Keith Leavitt scrive sul Journal of Management dove è apparsa la ricerca: «Si tratta di un fenomeno reale e di cui dovremmo tener conto. Mantenere una relazione sana, che include una vita sessuale in salute, aiuterà i lavoratori a essere più felici e coinvolti sul lavoro. Cosa di cui beneficeranno loro stessi ma anche le organizzazioni per cui lavorano».

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Depressione, ketamina spray per curarla


Gli effetti positivi dello stupefacente

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Una sostanza stupefacente potrebbe rappresentare il punto di svolta nella ricerca farmacologica indirizzata al trattamento della depressione.
La ketamina, infatti, è una droga pesante ma è anche in grado di aiutare i pazienti depressi a quanto pare. È quanto sostiene ad esempio uno studio dei ricercatori della Janssen Research and Development e della Yale School of Medicine pubblicato sull’American Journal of Psychiatry.
L’analisi ha coinvolto 68 persone a rischio imminente di suicidio, tutte trattate con antidepressivi. A metà di loro è stata inoltre somministrata esketamina (parte della molecola di ketamina) spray, mentre all’altra metà soltanto un placebo.
I pazienti che hanno assunto esketamina hanno mostrato un miglioramento molto più evidente dei sintomi della depressione durante le prime 4 settimane di trattamento. Gli effetti si sono livellati dopo circa 25 …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

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La calvizie è frenata dall’autofagia

Scoperto meccanismo che consente ai capelli di resistere

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La calvizie non è un destino ineluttabile. Almeno stando alle conclusioni di uno studio dell’Istituto Italiano di Tecnologia e dell’Università di Manchester, che ha scoperto un meccanismo in grado di difendere i capelli dalla calvizie.

La chiave sarebbe nell’autofagia, ovvero la capacità dell’organismo di autorigenerarsi eliminando le cellule ormai danneggiate. Il meccanismo, già noto in altri ambiti, consentirebbe ai capelli di resistere alle minacce della calvizie.

L’autofagia è un fenomeno biologico da tempo studiato anche nell’ambito delle malattie oncologiche, cardiovascolari e neurodegenerative. Si è visto che intensificando il meccanismo aumenta di conseguenza anche il benessere generale dell’organismo.

Il gene della femminilità aumenta il rischio di diabete

L’origine genetica dell’adiposità femminile

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Le alterazioni di un gene specifico, KLF14, potrebbero influenzare le possibilità di insorgenza del diabete nelle donne. A scoprirlo è uno studio della Oxford University firmato da Mark McCarthy, che spiega: “KLF14 è coinvolto nel determinare se, nelle donne, il grasso in eccesso è immagazzinato intorno ai fianchi, dove tende ad essere privo di conseguenze metaboliche, o intorno alla vita, dove è probabile che aumenti il rischio di diabete”.

Le varianti del gene acquisiscono pericolosità solo fra le donne, e soltanto se ereditate dalla madre. Il loro impatto sul peso complessivo è limitato, ma rilevante invece quello sul tipo di immagazzinamento del grasso.

Hanno inoltre un effetto decisivo sulle dimensioni delle cellule adipose: nelle donne che ereditano dalla madre la variante “cattiva” di KLF14 sono molto più grandi e piene di grasso, quindi più inefficienti e malsane.

Più giovani grazie al fitness

L’esercizio fisico allunga la giovinezza rigenerando le cellule

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Un altro buon motivo per sforzarsi di muoversi un po’ e magari iscriversi in palestra. Una ricerca israeliana sostiene infatti che l’attività fisica aiuta il nostro fisico a resistere ai processi di invecchiamento facendoci guadagnare qualche anno di giovinezza in più.

Nello specifico, secondo gli scienziati della Sackler School of Medicine dell’Università di Tel Aviv, sottoporsi in maniera costante ad esercizi di resistenza aumenta la quantità di cellule staminali all’interno dei nostri muscoli, in tal modo ringiovanendoli.

Gli autori della ricerca, pubblicata sulla rivista Plos One, hanno testato la propria teoria su un gruppo di topolini, che hanno affrontato per 13 settimane e 20 minuti al giorno uno sforzo fisico paragonabile al tapis roulant utilizzato comunemente nelle palestre. Il risultato ottenuto è la moltiplicazione delle cellule staminali di quasi la metà.