Olaparib per il trattamento del carcinoma ovarico

Valido per la forma legata a mutazione Brca platino-sensibile

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Sta per essere approvato il farmaco Olaparib per il trattamento del tumore ovarico.
I dati suggeriscono l’efficacia del farmaco per la cura del carcinoma ovarico platino-sensibile sieroso recidivante con mutazione germinale di BRCA.

Secondo i dati presentati all’incontro annuale dell’ASCO 2017 tenutosi a Chicago, tenendo in considerazione tre diversi variabili (funzionalità, benessere fisico e sintomi), le pazienti che hanno ricevuto Olaparib hanno dimostrato una qualità di vita simile a quelle che hanno ricevuto placebo.

Nicoletta Colombo, Professore Associato Ostetricia-Ginecologia Università Milano-Bicocca, Direttore Programma Ginecologia Oncologica Istituto Europeo Oncologia, ha dichiarato: «I dati sulla qualità di vita dello studio SOLO-2 presentati durante l’ASCO 2017 rappresentano un’ottima notizia.

7 motivi per amare lo zenzero

Lo zenzero è una radice originaria dell’oriente, praticamente onnipresente nella cucina cinese, giapponese e indiana. Col suo sapore piccante e il colore giallo acceso, da qualche anno ha conquistato anche i palati di noi occidentali e ora sembra che non riusciamo proprio più farne a meno! Meglio così, perché lo zenzero ha innumerevoli benefici e risorse per la nostra salute. Eccole:

1 Proprietà Detox

Essendo un ottimo digestivo e depurativo, lo zenzero ci aiuta ad eliminare rapidamente le tossine presenti nell’organismo.

2 Proprietà antireumatiche

Lo zenzero è utilissimo per alleviare il dolore da artrosi e reumatismi che colpisce muscoli e articolazioni.

3 Proprietà antispasmodiche

La radice di zenzero aiuta a diminuire l’eccitabilità del sistema nervoso e le contrazioni anormali dei muscoli.

4 Proprietà antinfiammatorie e antibatteriche

Grazie alla capacità di lenire le infiammazioni, tenere lontani i batteri e rafforzare le difese immunitarie, lo zenzero è particolarmente indicato per curare raffreddore e influenza.

5 Proprietà antiossidanti

Come altri superfoods, lo zenzero è un potente antiossidante, in quanto riesce a contrastare l’azione dei radicali liberi che danneggiano il nostro organismo.

6 Proprietà anticellulite

Lo zenzero è un potente anticellulite perché contiene sostanze in grado di riattivare la circolazione e ridurre il gonfiore. Inoltre, favorisce il meccanismo di termogenesi, ovvero il processo che stimola l’organismo a bruciare grassi più velocemente. Questo effetto è potenziato se si unisce lo zenzero alla cannella.

7 Proprietà contro i sintomi premestruali

Questa radice “magica” è anche efficientissima nell’eliminare i sintomi della sindrome premestruale, come nausea e mal di testa. È anche un ottimo alleato contro la gastrite.

Lo zenzero si può trovare in vari formati: in polvere, essiccato, candito e fresco. L’utilizzo più efficace è la radice fresca, perché solo in questo modo si mantengono intatte le proprietà benefiche, specialmente quelle antiossidanti.

Scopri mal di pancia rimedi farmaci e naturali.

Gli occhi non mentono sulla memoria

I danni ai vasi sanguigni oculari preannunciano problemi

Se avremo o meno problemi di memoria in età avanzata possono dircelo gli occhi. Uno studio della Johns Hopkins University di Baltimora, infatti, rivela che i danni a carico dei piccoli vasi sanguigni della retina all’età di 60 anni predicono l’insorgenza di un declino cognitivo nei decenni successivi.

Lo studio, apparso su Neurology e diretto da Jennifer Deal, è partito dalla considerazione che i piccoli vasi del cervello hanno un’anatomia molto simile a quelli della retina, il che ha lasciato presupporre ai medici una sorta di connessione.

La ricerca ha coinvolto oltre 12mila soggetti con età media di 60 anni, la cui retina è stata “immortalata” con una speciale fotocamera all’inizio dello studio.

Più volte nel corso dello studio la memoria dei volontari è stata misurata, fino a un termine di 20 anni.

Nuove terapie per le distrofie muscolari

Un trattamento per le distrofie di Duchenne e Becker

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Le distrofie muscolari di Duchenne e Becker potrebbero essere oggetto di un nuovo trattamento. Givinostat, farmaco già sperimentato per la Duchenne, è in fase di sperimentazione per la distrofia muscolare di Becker, associata alla carenza di una proteina che produce degenerazione muscolare.

Giacomo Comi, professore associato di Neurologia presso la Fondazione Irccs Ca’ Granda ospedale maggiore Policlinico di Milano, spiega: “Sulla base delle evidenze ottenute per la distrofia muscolare di Duchenne abbiamo avviato uno studio di fase 2 sulla variante Becker sempre con lo stesso farmaco, il givinostat, per il quale è già noto il profilo di sicurezza. Si tratta di una sperimentazione farmacologica randomizzata che confronta un gruppo di controllo, trattato con placebo, e un gruppo trattato con il farmaco. Lo studio riguarda 50 pazienti maschi di età variabile, tra i 18 e i 65 anni”.

Dieta, vince l’approccio personalizzato

Pochi grassi o pochi carboidrati? Entrambe scelte efficaci

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Quando si intende dimagrire l’approccio ideologico è il peggiore possibile. Che siate fan dell’abbattimento dei grassi o di quello dei carboidrati, sappiate che il risultato sarà più o meno lo stesso.

A dirlo è uno studio pubblicato su Jama da un team della Stanford University School of Medicine al quale hanno preso parte 609 soggetti fra i 18 e i 50 anni.

Stando ai dati, nessuno dei due regimi alimentari può dirsi davvero migliore dell’altro; la perdita di peso è possibile con entrambi e dipende anche da soggetto a soggetto.

I partecipanti sono stati divisi in due gruppi: il primo ha seguito un regime alimentare a basso contenuto di carboidrati, mentre il secondo uno a basso contenuto di grassi. La dieta è durata un anno.

Errori da allenamento HIIT: quello che non dovresti fare

Da Britney Spears, a Scarlett Johansson e Jennifer Lopez sono tutti pazzi per l’allenamento HIIT, ovvero quell’allenamento che in un breve (relativamente) lasso ti tempo ti aiuta a bruciare calorie e tonificare il tuo corpo, mette alla prova sia la forza che la resistenza utilizzando movimenti composti.

Tuttavia chi si approccia all’allenamento ad intervalli ad alta intensità potrebbe incorrere in alcuni errori. Ecco gli errori da allenamento HIIT più comuni.

Stai facendo l’allenamento troppo a lungo.

È intenso, ma è anche breve. Uno dei vantaggi degli allenamenti HIIT è che sono brevi. Aggiungere più tempo non li renderà più efficaci.  L’allenamento HIIT varia da quattro a sei minuti in cui devi “mettercela tutta” e poi riposare. Alcuni allenamenti vengono promossi come HIIT quando non lo sono. Il modo per determinare se stai effettivamente facendo HIIT è se ci sono cambiamenti o intervalli di intensità.

Salti il ​​riscaldamento.

Un buon riscaldamento è imperativo, a prescindere dall’allenamento, ma è particolarmente importante riscaldarsi per una sessione HIIT. Più breve è l’allenamento, più a lungo dovrai riscaldarti da quando porti il ​​tuo corpo da un estremo all’altro. Leggi anche Riscaldamento dinamico gli esercizi da eseguire

Passi più tempo inattiva che attiva

Dovrebbe metterti sempre più alla prova. Lavoro intenso e intervalli sono due facce di una stessa medaglia: se aumenti le pause tra un esercizio e un altro, allora dovresti aumentarne anche le intensità. In caso contrario, non stai realizzando un allenamento HIIT. Per misurare l’intensità utilizza questo parametro:  su una scala da 1 a 10, a 1 è la fase di riposo massimo e un 10 è il punto di sforzo massimo oltre il quale non riesci ad andare. Per eseguire un allenamento HIIT, dovresti essere tra il punteggio otto e dieci, Se rimani ai livelli più bassi, non stai sfidando il tuo corpo o ottenendo il massimo dal tuo allenamento.

Come abbiamo sempre ricordato, rimane fondamentale, capire se il proprio corpo può essere sottoposto ad uno sforzo del genere, affidandosi ad un professionista

Non sfrutti le pause.

Hai bisogno di tempo per recuperare. Ci sono persone che caricano all’inizio dell’allenamento e non prendono le pause necessarie. Fare questo non ti permetterà di perforare in maniera adeguata in termini di intensità per il resto dell’allenamento. Essenzialmente dovresti riposare lo stesso tempo che hai lavorato.

Aggiungi sempre movimenti che allenano singoli gruppi muscolari

Il lavoro di isolamento include macchine in sala pesi che prendono di mira una parte del corpo, come un’estensione della gamba o anche un movimento a peso libero come un curl bicipite. Movimenti come questi, spesso supportati da macchine, sono confortevoli e controllati, non preparano il corpo a stress quotidiani come salire le scale del tuo appartamento o sollevare scatole.

Fai HIIT troppo spesso.

Seriamente, fai una pausa. L’HIIT può essere un’ottima aggiunta o un sostituto per l’allenamento medio, ma il troppo stroppia. Anche se si tratta di allenamento HIIT.  I benefici diminuiscono quando si esagera dal momento che potrebbe portare a lesioni o esaurimento. Sebbene l’allenamento sia popolare per essere efficace e un risparmio di tempo, molte persone nuove che vi approcciano commettono l’errore di fare HIIT troppo spesso – e non danno al loro corpo il tempo di riposare.

Per evitare infortuni, si raccomanda di monitorare ogni parte del recupero tra gli allenamenti incluso il sonno e la dieta. Esegui l’allenamento HIIT da tre a quattro volte a settimana.

Non ho voglia di allenarmi. 8 modi per superare l’assenza di motivazione.

Dal tempo avverso, alla preferenza per apertitivi con amici infrasettimanali, alla totale assenza di motivazione, la frase Non ho voglia di allenarmi, spesso e volentieri salta fuori. E’ comprensibile che a volte ti possa sentire stanca, sopraffatta dagli impegni , o preferisca altro tipo di divertimento, ma queste scuse “occasionali” possono far sì che i tuoi obiettivi fitness vadano a monte.

Quindi se anche tu hai utilizzato almeno una di queste scuse più di una volta, ecco come porre rimedio la prossima volta che si presentano

1. Sono devastata dalla stanchezza
Sembra quasi un paradosso, ma l’esercizio fisico ti dà la carica! Dopo una breve sessione in palestra potresti sentirti rinascere. Se sei troppo stanca per allenarti, potresti dover riconsiderare le ore di sonno perse. Andando a letto presto la sera, potresti svegliarti con più facilità e avere il tempo per allenarti al mattino.

2. Pioggia, vento, freddo… in palestra m’iscrivo in primavera!
D’inverno trovare scuse sembra quasi troppo facile. Troppo freddo o troppa pioggia non devono demotivarti. E se proprio non riesci ad andare in palestra

3. È troppo difficile
Facile, quando si tratta di raggiungimento di risultati in palestra, non sembra essere la parola più appropriata. Il consiglio? Tenere duro e dare il massimo. Se hai un obiettivo in mente, concentrati su quello e non su quanto un allenamento sia difficile. Un impegno continuo può renderti forte, sicura di te e con un atteggiamento più positivo.

4. Ho dimenticato le scarpe/il lettore musicale/l’asciugamano
Sei la classica smemorata che prepara la borsa della palestra la mattina due minuti prima di uscire di casa per andare a lavoro? Non preoccuparti c’è una soluzione anche per questo: prepara il tuo borsone da palestra la sera prima e controlla velocemente di aver preso tutto quello che ti serve. Non appena ti abituerai a mettere in borsa sempre le stesse cose, le probabilità di dimenticare qualcosa saranno ridotte.

5. Non ho tempo
Se perfino Obama riusciva a trovare il tempo di allenarsi, non dovresti avere particolari problemi a farlo anche tu. Non serve fare estenuanti sessioni di ore e ore in palestra. Con un po’ di organizzazione puoi ridurre i tuoi allenamenti fino a 30 minuti al giorno.

6. La palestra è troppo cara
Ci sono palestre e palestre, così come ci sono diverse tipologie di esercizi. Non è detto che per raggiungere i tuoi obiettivi, tu debba necessariamente iscriverti in palestra o optare per quella più costosa.

7. Sono in quei giorni…
Ragazza, siamo tutte sulla stessa barca! Avere a che fare con i crampi, i cambiamenti di umore o il gonfiore di stomaco non ti invoglia certamente ad allenarti (o lavorare, o uscire di casa ecc…). Anche se tutto ciò che desideri è stenderti sul divano con una bella borsa dell’acqua calda, probabilmente ti sentirai meglio dopo un po’ di esercizio. Fare dell’attività fisica può aiutarti ad attivare la circolazione e la digestione, il che può essere utile per aiutarti ad alleviare i crampi e i gonfiori.

8. Non so da dove iniziare
Nessun nasce sapendo come fare le trazioni alla sbarra, questo significa che da qualche parte si dovrà pur incominciare. Anche gli allenatori più esperti non smettono mai di imparare, quindi non credo che tu sia l’unica persona che non sa come funziona una macchina per sollevare i pesi.

Trovare delle scuse per non allenarsi danneggerà una persona sola: te. Anche se non ti senti in colpa per aver saltato un allenamento all’inizio, potrebbe diventare facilmente una cattiva abitudine. Non perdere di vista il tuo obiettivo finale, visualizza il tuo successo e concentrati sulle buone abitudini!

Tumore ovarico, tre proteine causano le metastasi

Identificata nuova strategia per inibire la progressione metastatica

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La presenza concomitante di tre proteine in donne con tumore ovarico è associata a un tumore più aggressivo. Le tre proteine sono i recettori dell’endotelina, la b-arrestina e hMENA.
A rivelarlo è uno studio interdisciplinare dell’Istituto Regina Elena, coordinato da Laura Rosanò in collaborazione con Anna Bagnato, del laboratorio di Modelli preclinici e nuovi agenti terapeutici. I risultati sono pubblicati su PNAS e la ricerca è stata condotta grazie al sostegno di AIRC.

Le metastasi tumorali rappresentano una delle cause più frequenti di mortalità nelle donne con carcinoma ovarico. Comprendere le ragioni della diffusione metastatica è una delle sfide più importanti che la ricerca sul cancro tenta di affrontare.

Un farmaco per il tumore al seno metastatico

Nuove speranze per le donne con un cancro in stadio avanzato

Anche le donne alle prese con un cancro al seno metastatico possono continuare a sperare. Arriva in Italia Palpociclib, primo farmaco altamente innovativo ed efficace approvato negli ultimi 10 anni per il trattamento del tumore al seno metastatico o localmente avanzato Hr+/Her2- (positivo al recettore ormonale e negativo al recettore di tipo 2 del fattore di crescita epidermico umano).

Il farmaco, prodotto da Pfizer, rallenta la progressione del carcinoma mammario avanzato sensibile agli ormoni femminili, riducendo il rischio di ripresa della malattia e migliorando le condizioni generali.

Alzheimer, obiettivo mitocondri

Possibile target terapeutico secondo un nuovo studio

I mitocondri potrebbero essere la nuova frontiera dei trattamenti anti-Alzheimer. Secondo uno studio pubblicato su Alzheimer & Demenza, i mitocondri – le centrali che forniscono energia alle cellule – vengono colpiti fin dai primi stadi della malattia, danneggiandosi precocemente. Tuttavia, proprio questo aspetto li rende oggetto di un possibile trattamento a base di un composto antiossidante che protegga il cervello.

È noto da tempo che l’accumulo di scorie proteiche di beta amiloide rappresenta un elemento sostanziale nei meccanismi di insorgenza della malattia. Tuttavia, le terapie volte a cercare di ridurre la produzione di beta amiloide hanno sempre fallito.