Tumore del pancreas, chemio prima dell’intervento

Aumenta la sopravvivenza secondo uno studio italiano

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Uno studio italiano coordinato dai medici e ricercatori dell’IRCCS Ospedale San Raffaele ha dimostrato che la chemioterapia neoadiuvante – fatta prima dell’intervento di rimozione del tessuto malato – aumenta notevolmente la sopravvivenza dei pazienti operati per tumore del pancreas.

La ricerca è stata pubblicata sulla rivista scientifica The Lancet Gastroenterology & Hepatology.

Il tumore del pancreas è considerato uno dei tumori più aggressivi e solo nel 20% dei casi può essere operato subito dopo la diagnosi. Questo perché spesso quando viene identificato presenta già metastasi o ramificazioni tumorali che ne impediscono l’asportazione radicale. Nei pazienti ritenuti operabili il trattamento standard finora era rappresentato dalla chirurgia seguita dalla chemioterapia.

Il neo artificiale che scopre i tumori

Cambia colore quando insorge la malattia

Ingegnoso il sistema di diagnosi precoce inventato da un gruppo di ricercatori del Politecnico federale di Zurigo. Gli scienziati svizzeri hanno creato un neo artificiale formato da cellule geneticamente modificate.

Una volta impiantato sotto la cute, il neo ha la capacità di rilevare eventuali variazioni dei livelli di calcio nel sangue. Il neo si scurisce e segnala la probabile insorgenza di una neoplasia. Finora è stato sperimentato su 4 tipi di cancro: colon, polmone, prostata e mammella.

Lo studio, pubblicato su Science Translational Medicine, apre la strada a un nuovo approccio diagnostico. Si tratta di un incredibile passo in avanti.

6 variazioni di stacco per allenare il Lato B in vista dell’estate

Lo stacco è uno dei migliori esercizi che puoi fare per tutto il corpo. Molti allenatori sostengono che è il migliore, perché è l’esempio perfetto di un esercizio composto, il che significa che ti costringe a usare più gruppi muscolari contemporaneamente. Esistono diverse variazioni di stacco per rendere il tuo allenamento veramente efficace.  Puoi anche sollevare pesi più pesanti, permettendoti di aumentare davvero la forza, quando usi diversi muscoli grandi e forti.
Prima di diventare fantasiosi, padroneggia un deadlift di base come questo.

Stacco

Eseguire correttamente lo stacco di base consentirà di passare alle versioni più elaborate e consentirà di raccogliere i benefici della costruzione muscolare senza farsi male accidentalmente.

  • Rimani in piedi con i piedi divaricati, con le ginocchia leggermente piegate e un peso per ciascun lato.
  • Piega le ginocchia per abbassare il corpo, prendi ogni peso con le braccia tese.
  • Spingi indietro il sedere e tieni la schiena piatta. Il tuo busto dovrebbe essere quasi parallelo al pavimento.
  • Tenendo l’addome attivo , spingi attraverso i talloni per stare dritta.
  • Tieni i pesi vicino agli stinchi mentre sali.
  • Fermati in alto e stringi il sedere, poi abbassa lentamente il peso lungo gli stinchi.
  • Deadlift a gamba singola

Un cuore di staminali

Le cellule hanno creato un modello di muscolo cardiaco

Un cuore artificiale costruito attorno a un nucleo di cellule staminali pluripotenti indotte (iPS). È ciò che hanno realizzato i ricercatori della Columbia University di New York, pubblicando i risultati su Nature.

Le staminali hanno creato un modello di muscolo cardiaco simile a quello umano, introducendo una stimolazione elettrica e meccanica mirata, in una fase precoce.

Il modello potrebbe servire ai ricercatori per testare gli effetti di alcuni farmaci e sostanze tossiche.

Le iPS vengono prelevate da un adulto e riprogrammate per tornare a uno stato pluripotente, dopodiché si trasformano in tipi cellulari diversi.

Tessuti cardiaci umani coltivati in laboratorio che mostrano il comportamento del muscolo cardiaco originale sarebbero rivoluzionari per la ricerca biomedica.

Come superare lo stress da rientro

Stanchezza ed irritabilità per gli italiani che tornano al lavoro dopo il ponte

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Più di 15 milioni di italiani, che hanno staccato da lavoro e impegni famigliari e si sono goduti il ponte pasquale, sono a rischio di ‘stress da rientro’, definito dagli esperti ‘post vacation blues’.

Terminati i gozzovigli e le scampagnate è alto quindi il rischio di soffrire dello stress da rientro, poiché il periodo di stop dal lavoro si potrebbe tradurre con un eccesso di stress dovuto all’ansia di organizzare e pianificare ogni aspetto del ritorno, chiamato dagli esperti ‘post vacation blues’, letteralmente la tristezza post-vacanza.

Mal di primavera? Spesso è la tiroide

8 consigli per sconfiggere stanchezza e sbalzi d’umore

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Le giornate si allungano, le temperature si fanno più miti, la natura si risveglia: la primavera dovrebbe essere la stagione più piacevole dell’anno, ma per molte persone è portatrice di una serie di disturbi come ansia, stanchezza, difficoltà di concentrazione, irritabilità, mal di testa e sbalzi d’umore.

Tutti sintomi che, se persistono nel tempo, potrebbero rappresentare un segnale d’allarme di problemi alla tiroide, di cui attualmente soffrono 6 milioni di italiani, soprattutto donne. Ipotiroidismo, ipertiroidismo, tiroidite autoimmunitaria di Hashimoto o Morbo di Graves, noduli e gozzo sono le problematiche più frequenti, spesso associate a problemi di peso, intestino, gonfiore addominale, stanchezza e stress. Ma se per una diagnosi certa basta una semplice analisi del sangue, come affrontare il cosiddetto “mal di primavera”?

La mappa dell’intelligenza

500 geni costituiscono la base dell’intelligenza umana

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Uno studio dell’Università di Edimburgo ha “mappato” l’intelligenza umana. Lo ha fatto portando a oltre 500 i geni coinvolti, distribuiti in 187 regioni del Dna.

Lo studio, pubblicato su Molecular Psychiatry, apre la strada a possibili test dell’intelligenza basati sull’analisi del Dna.

I dati genetici raccolti consentono inoltre di individuare il 7% delle differenze intellettive in un dato gruppo di soggetti.

La ricerca è firmata da David Hill e Ian Deary e si è basata sull’analisi del genoma di 240mila persone in tutto il mondo.

La Uk Biobank ha offerto i campioni genetici da analizzare, mentre i ricercatori scozzesi hanno messo a confronto queste informazioni con i risultati relativi al quoziente intellettivo ottenuti in base a test verbali e numerici.

La dieta degli economisti

Poche regole precise per dimagrire con pazienza

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Dimagrire e ritornare in forma è un desiderio tanto comune che a cimentarsi nella preparazione di un regime alimentare adeguato sono non solo i medici, ma ora anche gli economisti.

Due economisti americani, Christopher Payne e Robert Barnett, testimoniano la propria esperienza, stilando la lista di regole che si sono autoprescritti e che hanno prodotto un dimagrimento notevole. I due, ormai ex obesi, sono dimagriti rispettivamente di 35 e 25 chili in circa 18 mesi.

Lo hanno fatto grazie alla loro “dieta degli economisti”, un sistema basato su meta-regole molto semplici da seguire.

Per esempio, le regole alimentari devono essere poche, ma inderogabili. Si può scegliere ad esempio di rinunciare allo zucchero o di concedersi solo un dessert a settimana, ma la scelta va seguita con determinazione.

I tumori genitali maschili

Necessarie prevenzione e diagnosi precoce

Troppe volte la salute dell’uomo è messa a repentaglio da una scarsa cultura della prevenzione associata a tabù di ordine morale che ostacolano la cura del proprio corpo.
A lanciare l’allarme è l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano per voce di Roberto Salvioni, direttore della Chirurgia Urologica: «Stupisce come ancora oggi ci siano uomini che arrivano dall’oncologo con una patologia in fase avanzata», spiega a La Stampa. «Purtroppo però i dati di alcuni anni fa non sono cambiati: otto uomini su dieci non si sottopongono neppure a una visita urologica nella loro vita. Così, ad esempio, non è raro che la diagnosi di un tumore dei testicoli avvenga casualmente, quando la coppia si rivolge a un Centro per problemi di infertilità».

Psoriasi, efficace guselkumab

La pelle rimane libera dalla malattia nel lungo termine

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Nuovi dati riguardanti guselkumab rivelano l’efficacia del farmaco sperimentale per il trattamento della psoriasi.

Janssen, l’azienda che lo ha sviluppato, ha annunciato nuovi risultati che dimostrano come la maggioranza dei pazienti con psoriasi a placche di grado da moderato a grave in terapia con guselkumab, che avevano ottenuto un miglioramento del punteggio PASI (Psoriasis Area and Severity Index) di almeno il 90% (PASI 90) alla settimana 28, hanno mantenuto una risposta PASI 90 con una terapia continuativa fino alla settimana 72.

I risultati dello studio dimostrano, inoltre, che la maggior parte dei pazienti randomizzati per ricevere guselkumab, che avevano sospeso la terapia alla settimana 28, hanno raggiunto nuovamente una risposta PASI 90 entro sei mesi dal ripristino del trattamento con guselkumab.