Ictus, meglio rivaroxaban di warfarin

Studio di real life evidenzia la maggiore efficacia del primo farmaco

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Nuovi dati dimostrano la superiorità di rivaroxaban su warfarin nella prevenzione dell’ictus in pazienti con fibrillazione atriale non-valvolare (FANV).

Lo studio, presentato da Bayer e Janssen in occasione del Congresso dell’American Heart Association (AHA), ha utilizzato i dati di un database assicurativo-sanitario statunitense relativi a oltre 20.000 soggetti che hanno avviato una terapia con rivaroxaban o warfarin entro 30 giorni dalla prima diagnosi di Fibrillazione Atriale non-valvolare.

La Fibrillazione Atriale è una patologia che, secondo le stime, colpisce 33,5 milioni di persone nel mondo ed è associata a un aumento di cinque volte del rischio di ictus registrandone circa il 15-20% dei casi. Per la prevenzione di ictus in soggetti con Fibrillazione Atriale non-valvolare, le attuali Linee Guida raccomandano l’uso di terapia anticoagulante orale.

Rischio di traumi cranici associato ai colpi di testa

Sempre più studi sottolineano il potenziale rischio

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Se proprio avete intenzione di diventare calciatori, prendete in seria considerazione il ruolo del portiere. Sempre più spesso, infatti, arrivano conferme all’ipotesi di possibili traumi cranici legati ai ripetuti colpi di testa che i giocatori fanno durante le partite e gli allenamenti.

Una recente ricerca ha utilizzato la risonanza magnetica funzionale per verificare le condizioni del cervello di 26 calciatori di 12 anni di età e quelli di altri 22 coetanei che non giocavano a pallone. Nei primi, i ricercatori hanno notato la presenza di alterazioni nel corpo calloso, banda di fibre nervose di fondamentale importanza che collega le due metà del cervello. Il ruolo principale del corpo calloso consiste nell’integrare le funzioni cognitive, motorie e sensoriali tra i due lati del cervello.

L’inquinamento mette a rischio i bambini

In pericolo soprattutto il cervello

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L’inquinamento atmosferico ha effetti nocivi, è cosa nota ormai da tempo. Ora un nuovo studio pubblicato sul Journal of Intellectual Disability Research da un team dell’Università di Sydney sottolinea il maggior rischio di disabilità mentale per i bambini che nascono e crescono in aree inquinate.

I risultati sono il frutto di un’analisi dei dati ricavati dal Millennium Cohort Study del Regno Unito, che si basa su un campione rappresentativo a livello nazionale di oltre 18 mila bambini britannici nati tra il 2000 e il 2002.

Stando ai dati, i bambini con disabilità intellettive avevano il 33% di probabilità in più di vivere in aree con elevati livelli di particolato diesel, il 30% in più di vivere rispettivamente in aree con alti livelli di biossido di azoto e in aree con alti livelli di monossido di carbonio.

Obesità, nuova formula per combatterla

Nuovo trattamento medico contrasta l’incremento di grasso

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Un nuovo trattamento medico per combattere l’eccesso di peso: è il risultato di una ricerca scientifica internazionale tra Spagna, Italia e America che ha individuato una nuova formula brevettata (ProteinDHA) in grado di contrastare il processo biochimico (lipoinfiammazione) collegato all’incremento di grasso, all’aumento dell’appetito e al recupero di peso.

Promossa da PronoKal Group, multinazionale spagnola specializzata nello sviluppo e nell’applicazione di trattamenti scientifici per la perdita di peso, la ricerca ha consentito di validare scientificamente un nuovo metodo (denominato Metodo PnK) di cura dell’obesità, malattia che nel mondo colpisce oltre 700 milioni di adulti (fonte: Organizzazione Mondiale della Sanità), in Italia riguarda il 10% della popolazione e vede a rischio il 36%, già in condizione di sovrappeso.

Depressione invernale, scoperto il gene responsabile

La depressione stagionale si manifesta durante i mesi freddi

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Il freddo porta con sé anche un maggior rischio di depressione. Si tratta della depressione stagionale, una particolare forma del disturbo che si manifesta con l’arrivo dei mesi freddi.

Uno studio pubblicato su Translational Psychiatry da James Bennett Potash del Johns Hopkins Medicine ha studiato l’intero genoma di 1.380 soggetti affetti da disturbo depressivo invernale, confrontandolo con il Dna di 2.937 persone privi di disturbi.

In tal modo, hanno individuato il gene ZBTB20, che svolge un ruolo nei ritmi circadiani come strumento di adattamento alla riduzione delle ore di luce in inverno. Un suo malfunzionamento espone l’organismo a una maggiore difficoltà ad accettare l’arrivo dell’inverno e la mancanza della luce.

Del resto, una tristezza eccessiva e una depressione crescente in autunno-inverno possono essere una vera e propria malattia.

Il rugby, benessere e divertimento

Tanti gli effetti positivi sull’organismo

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Il rugby fa sempre più proseliti nel nostro paese. Dal 2000, anno in cui la nazionale italiana è stata ammessa nel 6 Nazioni, gli appassionati e i praticanti sono cresciuti in maniera esponenziale.

Si tratta di uno sport aerobico-anaerobico, quindi molto completo dal punto di vista dello sforzo fisico e dei benefici indotti.

Ha innanzitutto un effetto psicologico, migliorando l’autostima, promuovendo lo spirito di gruppo e il rispetto delle regole e degli altri.

Inoltre, fino ai 12 anni favorisce il corretto sviluppo motorio grazie ad attività propedeutiche anche ad altri sport, come correre, saltare e rotolare.

Come noto, se si continua nel suo esercizio nel tempo, il rugby assicura una tonificazione di tutti i muscoli del corpo, dai dorsali agli addominali, da quelli del collo a pettorali e bicipiti.

Come ridurre i DOMS dopo il leg day

Il leg day è senz’altro uno dei giorni più pesanti in termini di allenamento: i muscoli delle gambe sono tra i più grandi gruppi muscolari del corpo il che vuol dire che molto probabilmente riuscirai a stento a camminare. Informarsi su come ridurre i doms dopo il leg day è quindi fondamentale per non inficiare la tua routine di allenamento settimanale.

Come ridurre i DOMS dopo il leg day?

Allenamento cardio dopo la tua sessione di workout

Ci sono alcune ricerche compiute dall’Università della California che dimostrano come una moderata attività cardio dopo l’allenamento, possa servire allo scopo di ridurre i DOMS. Parte dei partecipanti allo studio ha eseguito 20 minuti di cyclette a moderata intensità, mentre il restante gruppo no. I soggetti che hanno eseguito l’attività a moderata intensità hanno recuperato forza muscolare molto più rapidamente di chi non ha eseguito l’attività. I ricercatori credono che il risultato sia dovuto al miglioramento della circolazione sanguigna nelle zone interessate, in seguito all’attività cardio. che non solo ha portato i nutrienti necessari alla riparazione tessuti danneggiati, ma ha supportato l’eliminazione dell’acido lattico, allo scopo di supportare il recupero. Dunque potrebbe valere la pena fare una breve passeggiata sul tappeto dopo il tuo prossimo allenamento per le gambe.

Riposa tanto

La maggior parte del recupero avviene mentre dormi, è quindi inutile sottolineare com il sonno sia fondamentale. L’HCG ovvero l’ormone della crescita, viene rilasciato durante le ore di sonno. Quindi sono essenziali le 8 ore di sonno per recuperare in maniera appropriata.

Foam Roll

Utilizzare un foam roller è importante per eseguire il rilascio miofasciale e alleviare i dolori ai muscoli.

Consigli per alleviare il dolore

In genere i dolori muscolari lievi, anche se associati a gonfiori non gravi, rispondono bene alla cura effettuata a casa. Per alleviarli è fondamentale tenere le gambe a riposo: la gamba colpita deve essere sforzata il meno possibile e tenuta sollevata ogni volta che si è seduti o sdraiati.

Anche gli impacchi freddi con il ghiaccio possono essere utili, se l’evento che ha scatenato il dolore è di origine traumatica; il freddo deve essere applicato sulla zona colpita immediatamente (ad esempio con l’ausilio di bombolette che nebulizzano ghiaccio spray, molto comuni e utilizzate in ambito sportivo) e poi per 15-20 minuti ad intervalli di 30-60 minuti.

Quando consultare il medico

In alcuni casi la situazione deve essere presa in mano da un medico. Si tratta dei casi in cui i dolori rendono impossibile camminare o caricare il peso sulla gamba colpita, di quelli in cui il dolore è associato a tagli profondi, all’esposizione di un osso o di un tendine e dei casi in cui al momento del trauma che li ha causati è stato percepito un suono simile a uno scoppiettio o a un cigolio.

È inoltre bene affidarsi ai medici quando sono presenti i segni di un’infezione (come arrossamento, sensazione di calore, sensibilità al tatto o febbre superiore a 37,8 °C), se la gamba è gonfia, pallida o insolitamente fredda e se i fastidi sono accompagnati da gonfiore ad entrambe le gambe.

Più sesso per un cuore più sano

Decisiva anche la rinuncia alle sigarette

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L’Italia rischia di detenere un triste primato, ovvero quello del più alto indice di malattie cardiovascolari che rappresentano la principale causa di morte di tutti i decessi.

Le raccomandazioni più frequenti riguardano un’attenzione particolare da porre al regime alimentare e allo stile di vita, che deve essere improntato a una maggiore attività fisica e all’eliminazione di pratiche poco salutari come l’alcol e il fumo. Di questo si è parlato all’incontro “Bacco, Tabacco ed Eros: un cocktail letale o un elisir di lunga vita?” tenuto all’interno della XV edizione di Romacuore, importante manifestazione dedicata ai progressi della medicina cardiologica.