C’è anche la sindrome da naso vuoto

I risultati della chirurgia endoscopica

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Sensazioni contrastanti, come l’eccesso di flusso nasale o la completa mancanza, caratterizzano la sindrome da naso vuoto. Molto fastidiosa per il paziente che ne è affetto, la sindrome è in crescita nel mondo occidentale a causa dell’aumento della chirurgia funzionale ed estetica.

Secondo la letteratura scientifica si riscontra fra il 2 e il 20% delle complicanze post operatorie. Ma soprattutto, si verifica a causa della ripetizione degli interventi a carico dei turbinati inferiori.

La mucosa nasale riveste un ruolo fondamentale nell’umidificazione dell’aria ambientale prima di raggiungere le vie aeree inferiori (bronchi). Il contatto con la mucosa contribuisce a riscaldare ed umidificare l’aria.

Eseguire plank ogni giorno per un mese ti cambia letteralmente la “vita”

Ci sono alcuni esercizi a corpo libero,  facili da inserire in una routine di allenamento o anche da eseguire ovunque ti trovi. Tra questi esercizi troviamo sicuramente il plank. Ti sembrerà strano ma senza “apparente” sforzo questo esercizio ti aiuta a rinforzare la parte centrale del corpo e a darti sollievo dai dolori da mal di schiena.

Se ancora non sei abituata ad eseguirlo prova a porti come obiettivo quello di eseguire plank ogni giorno per un mese, e vedrai che benefici e risultati saranno assolutamente sorprendenti.

NB: prima di iniziare l’allenamento, assicurati con un esperto di poterlo eseguire.

Ricoda, durante l’esecuzione dell’esercizio, di attivare il muscolo trasverso dell’addome, responsabile delle pancia piatta e della stabilizzazione della parte centrale del corpo inclusa la schiena.

Inoltre eseguire plank è un’ottima maniera dare sollievo  alla zona lombare dallo stress, e mettere alla prova femorali, glutei e quadricipiti.

Quello che puoi fare dunque è eseguire plank ogni giorno per un mese per 5 minuti. I 5 minuti possono essere suddivisi a seconda della tua capacità di eseguire l’esercizio in forma corretta, e tutte le variazioni del caso sono ben accette.

Come eseguire plank

  • La posizione di partenza è supina, con il corpo sollevato facendo leva sulla punta dei piedi e sugli avambracci.
  • Nell’esecuzione è importante contrarre gli addominali, tenere il bacino basso in linea con le spalle e non sforzare schiena e collo.
  • È essenziale che il viso sia rivolto verso il basso e la testa sia perfettamente in linea con la colonna vertebrale onde evitare dolori al collo.
  • Mantenere la posizione più a lungo possibile, ma senza sforzare: se i muscoli iniziano a tremare, smettere subito.

Variazione: Plank a braccia tese con sollevamento alternato gambe

  • Esercizio tra i più avanzati del metodo Pilates.
  • Nella posizione da flessioni si riducono al minimo le superfici su cui si supporta il peso.
  • Inspirate in fase statica , espirate e sollevate una gamba indietro, non spostate il peso corporeo da un lato all’altro ma mantenete la forza al centro attivando bene l’addome.
  • Eseguire 10 ripetizioni per tre volte, intervallati con 30” di recupero.

In conclusione: ti invitiamo ad accettare la sfida perchè lo scopo finale non è quello di avere gli addominali a tartaruga, bensì raggiungere uno stato di benessere generale, uscire dalla tua zona di comfort, con il bonus di braccia più forti e schiena non più dolorante.

I nuovi contraccettivi prevengono il cancro ovarico

Minor rischio di insorgenza grazie a dosi inferiori di ormoni

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Il calo di estrogeni e progestinici nei nuovi contraccettivi orali combinati ha l’effetto di ridurre il rischio di cancro alle ovaie. Lo stabilisce uno studio pubblicato sul British Medical Journal da un team della University of Aberdeen.

Lisa Iversen, coordinatrice della ricerca, spiega: «Ricerche precedenti hanno mostrato un rischio ridotto di carcinoma ovarico nelle donne che assumevano contraccettivi orali combinati, ma la maggior parte delle prove si riferiva all’uso di prodotti già sul mercato da tempo, contenenti più alti livelli di estrogeni e progestinici più datati. I nostri risultati mostrano che questo vale anche per i nuovi farmaci, e che l’effetto positivo si rafforza con periodi di utilizzo più lunghi e persiste per diversi anni dopo l’interruzione, fornendo un’importante rassicurazione per le donne».

Tetralogia di Fallot, nuova tecnica mininvasiva

Primi casi pediatrici in letteratura scientifica

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Le valvole polmonari inserite 5 anni fa non funzionavano più a dovere, ma per sostituirle non c’è stato bisogno di operare a cuore aperto e in circolazione extracorporea: è stato possibile innestare la nuova valvola su quella preesistente attraverso un catetere introdotto nella vena femorale.

Gli interventi sono stati effettuati nei mesi scorsi su 3 pazienti 17enni con una malformazione congenita del cuore, la Tetralogia di Fallot, dalle équipe multidisciplinari dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù a Roma e a Taormina, presso il Centro Cardiologico Pediatrico Mediterraneo-Bambino Gesù.

Anche la prima valvola era stata inserita con la stessa procedura percutanea mininvasiva.

Diabete, basta punture

I migliori device per la gestione continua del diabete

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Basta punture al polpastrello per controllare la glicemia, stop alle tante iniezioni. Theras Group, l’azienda italiana leader nel campo delle tecnologie d’avanguardia e nella ricerca, in partnership con Insulet Inc. e Dexcom Inc., presenta quanto c’è di più avanzato e nuovo nel trattamento del diabete in occasione del convegno annuale dell’EASD di Berlino.

Uno dei problemi più sentiti nella gestione del diabete sta nell’obbligo di sottoporsi a continue punture e iniezioni – spiega Antonio Ceriello, Direttore dell’IRCCS Multimedica, Milano, presidente del Gruppo di studio “Diabetes and Cardiovascular Deseases” dell’EASD.

Oggi grazie ai sistemi di microinfusione continua è possibile ovviare al disagio di iniettarsi l’insulina più volte al giorno e grazie alla tecnologia del monitoraggio continuo, si può avere sotto controllo in tempo reale.

L’insulina “arrugginita” rivela il diabete di tipo 1

Nuovo esame del sangue predice la malattia

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Il diabete tipo 1 è una patologia autoimmune in cui il sistema immunitario riconosce come estranee le cellule del pancreas che producono insulina, creando infiammazione e distruggendole determinando così il deficit assoluto di questo ormone.

Sostanze tossiche come i radicali dell’ossigeno rilasciate durante l’infiammazione possono legarsi all’insulina, modificarne la struttura e renderla dissimile dall’insulina normalmente prodotta, innescando così una risposta contro queste forme “modificate” di insulina.

Infatti, la maggior parte (oltre l’80 per cento) dei pazienti con diabete tipo 1 presenta anticorpi circolanti contro l’insulina ‘ossidata’; tali anticorpi sono già presenti anche vari anni prima dello sviluppo del diabete.

La posizione del gatto: riscaldamento e stretching per la schiena

La posizione del gatto o marjariasana è una delle posizioni più praticate nello yoga e non solo. Anche chi si allena in sala pesi piuttosto che eseguire esercizi di allenamento funzionale, conosce questo movimenti per riscaldare o allungare i muscoli della schiena una volta terminato il workout. Questa posizione comporta incredibili benefici permettendoti di migliorare in termini di flessibilità sulla schiena in generale, la colonna vertebrale il collo e le spalle. 

Utilizzando la terminologia yoga, per ricapitolare, questo asana è:

  • una posizione base di facile esecuzione
  • efficace per migliorare la postura
  • un asana di riscaldamento
  • una posizione di compensazione o riposo nel corso della pratica yoga.

Benefici della posizione

In realtà il termine marjariasana si riferisce solo alla posizione statica, con la schiena all’insù, mentre la versione dinamica della posizione viene chiamata “posizione del gatto e della mucca” (Bitilasana).

La posizione del gatto rende flessibile la colonna vertebrale, previene l’insorgenza di dolori alla schiena, alle spalle e al collo. Infine, la coordinazione del movimento con il respiro aiuta a calmare la mente e ridurre lo stress. Leggi anche Rilassa la mente e allunga la schiena con il Ponte

Questo movimento dinamico ha effetti benefici anche sull’apparato digerente e sugli organi riproduttivi. In generale, la posizione è utile per regolarizzare il ciclo mestruale e ad alleviare i crampi durante il periodo mestruale; inoltre, è ottima per le donne incinte (fino ai tre mesi). L’aumento di peso che avviene durante la gravidanza, può causare dolore alla parte bassa della schiena e la posizione del gatto aiuta a rafforzare i muscoli lombari e ad allungare delicatamente la colonna vertebrale. Leggi anche Alleviare i dolori ai lombari e lombalgia a casa e in ufficio 

Esecuzione

NB:  Prima di eseguire qualsiasi movimento, ti ricordiamo di verificare di essere in una condizione fisica tale da poterlo eseguire 

Solitamente per la posizione del gatto si ripetono un minimo di 3 cicli di esecuzione.

  1. La posizione di partenza è in ginocchio con le mani a terra.
  2. Posizionare le ginocchia alla larghezza dei fianchi, le braccia perpendicolari alle spalle e la testa in linea con la colonna vertebrale.
  3. Inspirare profondamente e distendere lentamente la colonna; contemporaneamente sollevare la testa guardando verso l’alto.
  4. Nella fase di espirazione, contrarre i muscoli addominali verso la colonna. Rivolgere il coccige verso il basso e contrarre leggermente i glutei.
  5. Per accentuare i benefici dell’asana alzare al massimo la parte alta della schiena.

Questo esercizio contribuisce al rinforzo dei muscoli addominali. Utile per la prevenzione del mal di schiena.

 

Nuove linee guida sul tumore tiroideo

I criteri per individuare i soggetti a rischio

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Il tumore alla tiroide, seppur raro, è il tumore endocrino più frequente e riguarda circa il 5% dei noduli tiroidei, che invece sono molto comuni con una prevalenza di quasi il 50% della popolazione. Secondo l’ultimo rapporto Airtum, nel 2017 ci sono state più di 15.000 nuove diagnosi di tumore alla tiroide e si prevede che diventerà il secondo tumore più frequente nelle donne entro il 2020.

Questo aumento nel numero di diagnosi, non associato a un aumento della mortalità (nel 76% dei casi si guarisce), sembra essere associato alla sempre maggiore frequenza degli screening e alla maggiore accuratezza degli esami che permettono di scoprire i tumori di piccole dimensioni, non ancora palpabili.

Artrite reumatoide, arriva tofacitinib

Farmaco in compresse per una terapia di seconda linea

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Arriva in Italia Xeljanz (Tofacitinib), farmaco in compresse per il trattamento dell’artrite reumatoide (AR) in fase attiva da moderata a severa in associazione con Metotrexato (MTX) in pazienti adulti che hanno risposto in modo inadeguato o sono intolleranti ad uno o più farmaci modificanti la malattia.

Può essere somministrato in monoterapia in caso di intolleranza a MTX o quando quest’ultimo non è appropriato.

Tofacitinib è il capostipite internazionale di una nuova classe di farmaci chiamati inibitori delle Janus chinasi (JAK) che agiscono a livello intracellulare interrompendo la trasmissione del segnale infiammatorio all’origine dell’artrite reumatoide.

Per l’autorizzazione al rimborso l’AIFA ha esaminato un completo programma di sviluppo clinico composto da 6 studi registrativi.

Diabete, retinopatia come predittore di mortalità

Nei pazienti che presentano anche normoalbuminuria

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Uno studio pubblicato su BMJ Open rivela che la retinopatia diabetica è un predittore di mortalità cardiovascolare e per tutte le cause nei pazienti con diabete di tipo 2 e normoalbuminuria.

Lo studio è stato coordinato da I-Te Lee del Taichung Veterans General Hospital di Taichung di Taiwan. Spiega il ricercatore asiatico: «Il livello di albumina urinaria è un importante biomarcatore di malattia renale
cronica (CKD) ed è predittivo di mortalità sia per tutte le cause sia cardiovascolare. Tuttavia, con i recenti progressi nella gestione delle complicanze diabetiche è emerso un progressivo aumento di casi di malattia renale cronica normoalbuminurica (NA-CKD)».