Demenza frontotemporale, nuova tecnica di diagnosi

Una risonanza magnetica diversa individua la firma genetica

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Uno studio italiano pubblicato su Alzheimer Research and Therapy dimostra che l’utilizzo di scale visive morfometriche in risonanza magnetica consente di identificare le diverse mutazioni genetiche che causano la demenza frontotemporale.

La ricerca è firmata dall’Unità Malattie Neurodegenerative, Centro Dino Ferrari, Università di Milano, IRCCS Ospedale Maggiore Policlinico, diretta dal professor Elio Scarpini.

La demenza frontotemporale è la seconda causa (dopo la malattia di Alzheimer) di decadimento cognitivo prima dei 65 anni, è caratterizzata da disturbi psico-comportamentali, quali disinibizione, alterazioni della condotta sociale, aggressività, e in circa il 20% dei casi dipende da una mutazione genetica.

Cancro al seno, nel 70% dei casi chemio evitabile

Test genetico può escludere il ricorso alla chemio

I pesanti effetti collaterali della chemioterapia possono essere evitati in molti casi di cancro al seno. A rivelarlo è uno studio presentato nel corso del congresso dell’Asco.

La ricerca Tailorx, condotta su 10.273 donne con la forma più comune della malattia – ovvero con i recettori ormonali positivi e Her2-negativo – “avrà un impatto immediato, risparmiando a migliaia di donne gli effetti collaterali della chemio”, sostengono gli scienziati.

Lo studio rivela che in molti casi, quando all’ormonoterapia si aggiunge la chemio, non si registrano miglioramenti di sorta.

Il test misura il rischio di recidiva a 10 anni, individuando quali pazienti traggono benefici dalla chemio. Per farlo, si basa sull’espressione di 21 geni e su un punteggio che va da 0 a 100.

Nuova terapia per la gotta

Cocktail di Lesinurad e Allopurinolo

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Per la cura della gotta è disponibile una combinazione fra Lesinurad e Allopurinolo. I risultati di due studi clinici pivotal di fase III indagano le potenzialità della combinazione tra lesinurad, un inibitore selettivo per il riassorbimento dell’acido urico (SURI), e l’allopurinolo, una molecola capace di inibire la xantina ossidasi (XO).

I risultati dimostrano come circa il doppio dei pazienti abbia raggiunto l’endpoint primario, con una percentuale più elevata e statisticamente significativa di pazienti che hanno raggiunto i livelli sierici di acido urico prefissati di <6,0 mg/dL a 6 mesi, rispetto a quelli trattati con il solo allopurinolo. Lesinurad è un farmaco sperimentale che inibisce il trasportatore dell’acido urico (URAT1) nel rene, aumentando l’escrezione di acido urico e riducendo in tal modo l’acido urico sierico.

Il battito del cervello

L’organo si muove in concomitanza con il battito cardiaco

Anche il cervello ha un battito. Gli scienziati dello Stevens Institute of Technology del New Jersey, in collaborazione con l’Università di Auckland e la Stanford University, hanno scoperto un’inedita caratteristica del nostro organo principe.

L’analisi dimostra come il cervello si muova ad ogni battito cardiaco, producendo una sorta di “respiro”. Si tratta in realtà di movimenti quasi impercettibili, ma che rappresentano comunque una novità in ambito neurologico.

È una prova di concetto – afferma Mehmet Kurt, ingegnere biomeccanico dello Stevens -. Abbiamo voluto vedere se siamo in grado di amplificare i piccoli movimenti del cervello ad ogni battito cardiaco e catturare quel movimento. Una migliore visualizzazione e comprensione delle proprietà biomeccaniche del cervello potrebbe portare a una diagnosi precoce e al monitoraggio dei disturbi cerebrali.

Sale: tipologie, proprietà, benefici, uso e controindicazioni

Il sale o cloruro di sodio (NaCl) è un minerale utilizzatissimo in cucina per esaltare la sapidità degli alimenti. Rappresenta inoltre uno dei conservanti osmotici più utilizzati nell’industria alimentare grazie al suo effetto disidratante. L’acqua è un alimento necessario per ogni essere vivente, compresi batteri e muffe; privare il cibo del 90% di acqua vuol […]

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Olio essenziale di Incenso: proprietà, benefici, usi e controindicazioni

Nel campo dei rimedi naturali sono sfruttati moltissimi prodotti per la cura della persona. Questi infatti possono interessare sia la sfera psichica che quella fisica. Troviamo i tanto rinomati oli essenziali, come quello protagonista di oggi ovvero l’essenza d’incenso. Ma come si usa? Sapete che è utile sia per massaggi terapeutici che per bagni nella […]

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Scoperto il “regista” che dà vita all’embrione

Organizza il processo di sviluppo delle cellule indifferenziate

Per dar vita a un embrione c’è bisogno di un regista, una sorta di coordinatore dei lavori. Lo ha scoperto un team della Rockefeller University di New York, che ha pubblicato su Nature i dettagli dell’indagine diretta da Ali Brivanlou.

Per giungere alla scoperta, i ricercatori si sono serviti di cellule staminali embrionali posizionate su una piccolissima impalcatura. Le cellule sono state fatte crescere e indotte a organizzarsi con l’aiuto di fattori di crescita finché non ha preso il via la catena di eventi durante la quale una staffetta di proteine ha cominciato a organizzarle in maniera precisa e ordinata.

Sclerosi multipla, l’efficacia di Cladribina

Effetto ancora maggiore nei pazienti con malattia ad elevata attività

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Da uno studio apparso su Multiple Sclerosis Journal emerge l’efficacia di Cladribina compresse in soggetti affetti da sclerosi multipla, in particolare quella recidivante ad elevata attività di malattia.

“L’analisi fornisce preziose informazioni sull’effetto di Cladribina compresse su pazienti con evidenza di attività di malattia nonostante fossero in trattamento con terapie consolidate, così come su pazienti naïve con più recidive basali, che tendono a peggiorare nel tempo”, ha affermato il Prof. Gavin Giovannoni, ricercatore responsabile degli studi CLARITY e Professore di Neurologia presso la Barts and The London School of Medicine and Dentistry, Queen Mary University di Londra.

Liraglutide efficace contro l’obesità

Effetti riscontrabili anche nella vita reale

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I pazienti trattati con liraglutide 3 mg (Saxenda) per la gestione del peso, in combinazione con dieta ed esercizio fisico, hanno perso una media di 8,1 kg dopo sei mesi, in un contesto di vita reale.

I dati sono stati presentati al 25° congresso europeo sull’obesità (ECO 2018) in svolgimento a Vienna.

Lo studio, effettuato su persone con sovrappeso e obesità in sei centri specializzati in Canada, ha dimostrato che, dopo sei mesi, i pazienti che hanno assunto il farmaco, in aggiunta alla dieta e all’esercizio fisico, hanno raggiunto una perdita di peso del 7,1 per cento rispetto al peso iniziale; il 63,4 per cento dei pazienti ha perso il 5 per cento o più del proprio peso corporeo e il 35,2 per cento più del 10 per cento. I risultati dello studio real-world hanno confermato quelli osservati nel programma di sperimentazione clinica SCALE.

I probiotici fanno dimagrire

Effetto positivo anche nei confronti dell’ansia

Assumere la giusta quantità di probiotici aiuterebbe a dimagrire e a tenere a bada l’ansia. A dirlo è uno studio congiunto delle università di Tor Vergata, la Sapienza e del Policlinico Gemelli, tutti con sede a Roma.

Lo studio, pubblicato sul Journal of Transactional Medicine, ha avuto come oggetto il microbiota intestinale, l’insieme dei microrganismi che risiedono nell’intestino umano.

Due gruppi, uno formato da soggetti sani e l’altro da soggetti affetti da patologie degenerative, hanno assunto un integratore con 120 miliardi di probiotici composti da 8 ceppi batterici.

La terapia con probiotici scelti ad hoc ha portato effetti a chi è colpito da sovrappeso o sindrome metabolica: in assenza di dieta c’è stata una leggera modulazione della composizione corporea, con un calo di peso e una riduzione di tessuto adiposo.