Bellezza, l’eleganza dei nuovi filler


Banditi gli eccessi e la troppa invasività

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Le nuove terapie anti-age non devono essere invasive né lasciare cicatrici, per permettere l’immediato ritorno alle normali attività quotidiane.
Ma soprattutto devono essere eleganti, come vuole la nuova estetica. Insomma è ora di voltare pagina. Gli eccessi degli anni passati ci hanno abituato a volumi eccessivi, a volti privati di mimica ed espressività e a risultati stereotipati.
“Il benessere è legato anche alla bellezza – afferma Antonella Quaranta, medico estetico e chirurgo generale a Firenze – i pazienti desiderano terapie che rallentino le lancette del tempo con grazia, permettendo loro di avere un aspetto naturalmente più giovane. Ma soprattutto desiderano ritrovare la bellezza rapidamente e senza ‘down time’, ossia tempo di ‘impresentabilità’ sociale”.
Sembra impossibile soddisfare contemporaneamente queste esigenze, eppure esistono trattamenti estetici in grado di …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | bellezza, filler, eleganza,

Diabete e grassi, tutta la verità

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Nell’immaginario collettivo, mangiare troppi dolci e consumare troppo zucchero fa venire il diabete. Ma le cose non stanno proprio così. Un importante e ben più pericoloso fattore di rischio per lo sviluppo del diabete di tipo 2 è il consumo eccessivo di grassi con l’alimentazione.
Non a caso, obesità e diabete sono due pandemie che procedono in parallelo e che non accennano a frenare la loro corsa.
Secondo dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), il numero di persone con diabete nel mondo è passato dai 108 milioni del 1980 ai 422 milioni del 2014.
Sul fronte dell’obesità/sovrappeso, gli ultimi censimenti parlano di 2,2 miliardi di persone nel mondo con tanti chili di troppo. Ma a destare preoccupazione sono soprattutto le nuove generazioni. Un recente studio dell’Imperial College di Londra e dell’OMS ha evidenziato che nelle ultime quattro decadi il numero di …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | diabete, grassi, lipotossicità,

Circuito per allenare i glutei a corpo libero

Ecco il circuito perfetto per allenare i tuoi glutei a corpo libero. Quindi, zero scuse… non ti resta che iniziare! Workout: esegui l’intero circuito per un totale di quattro volte o, se vuoi prima riscaldarti, fai tre serie per ogni movimento.

Circuito per allenare i glutei a corpo libero

Riscaldamento 1: Hip Circle

  • Metti tutto il peso sulla gamba sinistra tenendo le mani sui fianchi o mantenendoti ad un supporto verticale.
  • Solleva il ginocchio destro portandolo ad angolo retto
  • lentamente, disegna un cerchio con il ginocchio in senso orario, portandolo il più lontano possibile dal tuo bacino.
  • Completa le 10 ripetizioni e ripeti l’esercizio con l’altra gamba.

Riscaldamento 2: Side High Knee

  • In posizione retta, apri le gambe portandole alla stessa ampiezza del bacino.
  • Con un rapido movimento saltellante, porta il ginocchio a 90 gradi contemporaneamente al gomito opposto.
  • Continua sulla stessa gamba per 10 ripetizioni rimanendo sempre ben appoggiato sulla pianta del piede.
  • Assicurati di utilizzare i muscoli addominali mentre sollevi il ginocchio.
  • Ripeti l’esercizio con l’altra gamba e completa 3 circuiti di questo riscaldamento in totale.

 

 

Malformazione del cranio, scoperto il gene colpevole

lterazione genetica all’origine della craniosinostosi

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Si chiama BBS9 il gene coinvolto nel processo di craniosinostosi, malformazione congenita, diagnosticata alla nascita o nei mesi immediatamente successivi, legata alla prematura ossificazione e chiusura delle suture, che sono regioni elastiche nel cranio del neonato.

La scoperta, di recente pubblicata sulla rivista scientifica “Bone”, è frutto dell’attività di ricerca, coordinata dalla dottoressa Wanda Lattanzi, ricercatrice dell’Istituto di Anatomia Umana e Biologia Cellulare della sede di Roma dell’Università Cattolica, diretto dalla professoressa Ornella Parolini, in collaborazione con l’Istituto di Anatomia Umana e Biologia Cellulare e della sede di Roma dell’Università Cattolica e l’Unità Operativa Complessa di Neurochirurgia Infantile della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS.

La prima visita ginecologica

Perché e in che modo effettuarla

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Quando sottoporsi alla prima visita ginecologica? Secondo le linee guida dell’Acog (American College of Obstetricians and Gynecologists), la prima visita andrebbe fatta fra i 13 e i 15 anni.

Tuttavia, può essere anticipata anche in età pediatrica se si ha il sospetto di qualche disfunzione. Le cause possono essere diverse: aspetto anomalo dei genitali, secrezioni, pruriti, bruciori, sanguinamenti, traumi, sviluppo precoce o ritardato. Per le adolescenti, invece, è frequente il ricorso al ginecologo per problematiche legate al ciclo mestruale (assente, frequente, doloroso, abbondante, irregolare) o per infezioni.

Melanoma, pembrolizumab riduce le recidive

Minor rischio di morte dopo resezione del tumore in stadio III

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Pembrolizumab, terapia immuno-oncologica anti-PD-1, riduce del 43% il rischio di recidiva o morte dopo resezione chirurgica del melanoma ad alto rischio in stadio stadio III.

MSD e l’Organizzazione Europea per la Ricerca e la Cura del Cancro (EORTC) hanno presentato i risultati dello studio di fase III EORTC1325/KEYNOTE-054 che ha esaminato pembrolizumab in terapia adiuvante (cioè somministrato dopo l’intervento chirurgico) nei pazienti operati per un melanoma ad alto rischio in stadio III. Pembrolizumab ha significativamente prolungato la sopravvivenza libera da recidiva (RFS), riducendo il rischio di recidiva o morte del 43% rispetto a placebo nella popolazione globale dello studio.

Nel 2017 in Italia sono stati stimati 14mila nuovi casi di melanoma, un tumore della pelle in costante aumento, soprattutto fra i giovani.

Steatoepatite non alcolica, bene i test non invasivi


Efficaci quanto la biopsia, secondo uno studio

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Effettuare test non invasivi per prevedere gli esiti di una steatoepatite non alcolica (Nash) è efficace quanto una biopsia. A dirlo sono due studi presentati da Gilead nel corso dell’International Liver Congress 2018 di Parigi.
Allo stato attuale, è necessaria la biopsia per valutare la condizione e per distinguerla dalla steatosi epatica.
“La Nash – spiega Mani Subramanian, Senior Vice President of Liver Disease Therapeutics di Gilead – è una malattia caratterizzata dall’accumulo di grasso nel fegato non causato da virus o alcol, ma da disfunzioni metaboliche che portano all’infiammazione e alla fibrosi. Negli ultimi 10 anni i pazienti colpiti da questa patologia sono aumentati sempre di più, e il loro trattamento è la vera sfida per il futuro. I sintomi della malattia sono spesso silenti finché non si arriva a una condizione di fibrosi avanzata. Nei prossimi anni questa potrebbe …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | fegato, steatosi, steatoepatite,

Alzheimer, gene modificato può curarlo

Terapia genica applicata alla patologia neurodegenerativa

Se la via puramente farmaceutica risulta impervia, una speranza per la cura del morbo di Alzheimer viene dalla terapia genica. Un team dei Gladstones Institutes di San Francisco ha pubblicato su Nature Medicine il resoconto di una sperimentazione che ha individuato nella proteina associata al gene apoE4 la chiave per prevenire il danno neuronale.

Lo studio diretto da Yadong Huang potrebbe portare a una nuova cura per l’Alzheimer, anche se siamo ancora alla fase di sperimentazione in vitro.

Chi ha una copia di apoE4 ha un rischio più che doppio di sviluppare la malattia, chi ne ha due copie mostra un pericolo 12 volte più alto. Grazie a una speciale tecnologia, i ricercatori hanno creato dei neuroni a partire dalle cellule della pelle di malati di Alzheimer con due copie del gene incriminato.

Ictus, scoperti nuovi geni coinvolti

22 fattori di rischio genetici forniscono nuovi target terapeutici

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Un team di scienziati del Glenn Biggs Institute per l’Alzheimer dello University of Texas Health Science Center di San Antonio ha scoperto 22 nuovi fattori di rischio genetici per l’ictus. I risultati sono apparsi su Nature Genetics.

Finora, erano noti meno di 10 fattori di rischio genetici, ma questo studio realizzato su vasta scala ha analizzato oltre mezzo milione di individui, dei quali 67mila hanno avuto un ictus.

I ricercatori americani hanno così scoperto 22 nuovi loci genetici collegati alla malattia. Sono state trovate variazioni genetiche condivise con malattie vascolari, (alta pressione e tromboembolia) e altre non associate a condizioni di salute che predispongono alla malattia.
“L’identificazione di regioni genetiche fortemente correlate all’ictus aumenterà i potenziali farmaci bersaglio”, commenta Sudha Seshadri, primo autore della ricerca.

Una proteina cancella il cancro del fegato

Lhpp disattiva la crescita incontrollata delle cellule

Una nuova speranza per i malati affetti da cancro del fegato. Uno studio del Salk Institute e dell’Università di Basilea ha scoperto l’effetto della proteina Lhpp sulle cellule cancerose che guidano lo sviluppo del tumore del fegato.

La proteina agisce come una sorta di interruttore molecolare, disattivando la crescita incontrollata delle cellule malate.

“Penso che abbiamo scoperto un nuovo meccanismo di controllo per le proteine cellulari che, una volta interrotto, potrebbe essere un driver per il cancro”, dice Tony Hunter del Salk Institute, autore dello studio pubblicato su Nature. “Una scoperta eccitante, perché offre la possibilità di nuove terapie o nuove metodiche per la diagnosi di un tumore fondamentalmente intrattabile, il cancro del fegato, e potenzialmente anche per altre neoplasie”.