Nuova terapia genica con staminali

Speranza per la cura delle malattie neurodegenerative

In molte malattie neurodegenerative le cellule del sistema immunitario che hanno il compito di difendere il sistema nervoso centrale – dette microglia – giocano un ruolo fondamentale.

Uno studio pubblicato su Science Advances dimostra per la prima volta, seppure in via sperimentale, l’efficacia di una tecnica di trapianto e terapia genica che si basa sul trapianto di cellule staminali del sangue direttamente nei ventricoli cerebrali per poter dare origine a una progenie cellulare simile alla microglia, capace di svolgere un’azione terapeutica in tempi rapidi.

La ricerca è stata svolta presso l’Istituto San Raffaele Telethon per la Terapia Genica (SR-Tiget) dell’Ospedale San Raffaele e il Boston Children’s Hospital/Dana Farber Cancer Institute di Harvard.

Per l’uomo con ginecomastia interventi sempre più soft

La mini-invasività per togliere il seno nell’uomo

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Una cattiva alimentazione, alcuni farmaci, l’uso di cannabis e l’assunzione di ormoni anabolizzanti utilizzati solitamente per gonfiare i muscoli sono le cause della presenza del seno nell’uomo (ginecomastia maschile).

È questo un fattore di disagio sociale al quale è possibile porre rimedio con tecniche sempre più mini invasive. «Oggi è possibile dare una risposta definitiva al problema con interventi ambulatoriali. E in pochi giorni tornare alle normali attività quotidiane. Parliamo di una ginecomastia sempre più “soft” che capace di dare soluzioni definitive», annuncia Francesco Alia, chirurgo plastico con studi a Milano e Cagliari.

Sclerosi multipla, l’efficacia di alemtuzumab

Dati positivi su ricadute, disabilità e atrofia cerebrale

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Nuovi dati relativi ad alemtuzumab per il trattamento della sclerosi multipla rivelano l’efficacia del farmaco sperimentale di Sanofi.
I pazienti con sclerosi multipla recidivante-remittente (RRMS) trattati con alemtuzumab dopo il passaggio da interferone beta-1a all’inizio della fase di estensione dello studio hanno mantenuto per oltre 5 anni gli effetti del trattamento sull’attività di malattia.
Gli studi di Fase III su alemtuzumab sono studi randomizzati, in aperto, con valutatore in cieco della durata di due anni e hanno confrontato il trattamento con alemtuzumab con interferone beta-1a ad alto dosaggio per via sottocutanea in pazienti con sclerosi multipla recidivante remittente (RRMS), con malattia attiva, non trattati in precedenza (CARE-MS I) o che hanno risposto in modo non adeguato a un altro trattamento (CARE-MS II)

Hiv, scoperto nuovo meccanismo di diffusione

Studio italiano aggiunge un tassello alla ricerca della verità

L’Hiv è sempre meno misterioso. Uno studio di ricercatori italiani dell’Università di Genova ha scoperto un nuovo meccanismo che genera la diffusione del virus nell’organismo umano.
La ricerca, pubblicata su The Journal of Allergy and Clinical Immunology, è firmata da Gilberto Filaci e dal suo team del Policlinico San Martino di Genova.
Allo studio hanno preso parte oltre 60 pazienti con nuova diagnosi di infezione da Hiv, tutti monitorati clinicamente e immunologicamente per un anno circa. I dati indicano che una particolare popolazione di cellule del sistema immunitario – i linfociti CD8+ regolatori – è molto sviluppata nel sangue dei pazienti affetti da Hiv.
Tali cellule inibiscono le risposte immunitarie, esponendo il soggetto all’aggressione dei vari agenti infettivi.

Sclerosi multipla, Teriflunomide dà speranza

Nuovi dati suggeriscono un rallentamento della malattia

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Sono disponibili nuovi dati clinici sul farmaco Teriflunomide per la cura della sclerosi multipla. Lo ha reso noto la casa farmaceutica che ha sviluppato il farmaco, Sanofi.
I dati suggeriscono come il rallentamento dell’atrofia cerebrale (perdita di volume della materia grigia corticale) ottenuto con Teriflunomide si associ a un ritardo nella conversione a sclerosi multipla clinicamente definita.
Sono i dati dello studio di fase 3 TOPIC in pazienti con un primo episodio clinico suggestivo di sclerosi multipla e includono i risultati dei pazienti trattati per due anni nello studio principale (studio core) e per i successivi quattro anni nella sua fase di estensione. Questi risultati, derivati da un’analisi post hoc dello studio TOPIC, sono stati presentati nel corso del 7° Congresso ECTRIMS/ACTRIMS in corso a Parigi.

Ictus, la dieta mediterranea potrebbe favorirlo

Il consumo di sale è l’imputato principale

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Regime dietetico di certo salutare nel complesso, la dieta mediterranea tuttavia potrebbe favorire nello specifico l’insorgenza dell’ictus.
A dirlo è Simona Giampaoli del Dipartimento Malattie Cardiovascolari dell’Istituto Superiore di Sanità. In Italia il rischio di ictus è più alto della media dei paesi occidentali. Questo essenzialmente per due motivi: il primo è legato al tasso di sopravvivenza più elevato rispetto ad altri paesi, l’altro al regime alimentare più diffuso nel nostro paese, la dieta mediterranea appunto.
Spiega la dott.ssa Giampaoli: «Si tratta di una dieta caratterizzata da un elevato consumo di sale, fattore non indifferente nello sviluppo di ipertensione arteriosa, di malattie cardio-cerebrovascolari, di patologie renali, di tumori del tubo digerente, di osteoporosi».
In realtà, la struttura complessiva della dieta mediterranea è positiva.

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Ricetta Banana bread fit con ananas

Chi ama i paesi anglofoni non può non essere innamorato del banana bread. La ricetta originale tende ad essere quanto mai pesante, seppur morbidissima. La fitness kitchen di Irene propone la ricetta in versione fit con aggiunta di ananas. Perchè rinunciare al gusto quando puoi provare a rifare questa ricetta?

Macros 406 kcal 61c 30p 5f

Ingredienti ricetta banana bread fit e ananas

  • 200 ml di albumi
  • 60 gr di fiocchi di avena frullati
  • 1/2 mela (90 gr circa)
  • 1/2 banana (50 gr circa)
  • 20 gr di ananas al naturale
  • 1 cucchiaino di lievito per dolci

Come procedere

  • Preriscaldare il forno a 180°.
  • Frullare la mela e parte di banana, lasciando qualche fettina per decorare. (Frullatore Bosch MSM66120 Ergo Mixx, Bianco/Grigio )
  • Frullare anche i fiocchi di avena, aggiungere il lievito, la frutta frullata e gli albumi.
  • Versare l’impasto in una teglia ricoperta di carta da forno e decorare la superficie con le fettine di banana e l’ananas a pezzetti.
  • Infornare e cuocere per 40/45 minuti finché è dorato.