Il caffè rallenta il Parkinson


Caffeina associata a riduzione della degenerazione cerebrale

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Il caffè potrebbe rallentare il decorso del Parkinson. Lo rivela uno studio del Rutgers Robert Wood Johnson Medical School Institute pubblicato su Pnas.
Gli scienziati americani si sono concentrati sull’acido grasso Eht, derivato da un neurotrasmettitore della serotonina e localizzato nel rivestimento dei grani di caffè.
Su modello murino, il composto ha dimostrato di proteggere il cervello dall’accumulo anomalo di proteine che si verifica nel morbo di Parkinson e nella demenza a corpi di Lewy. La combinazione con la caffeina ha dimostrato il rafforzamento vicendevole delle due sostanze e la capacità di ridurre i sintomi della malattia.
Secondo un altro studio, la caffeina avrebbe anche un ruolo preventivo nei confronti del Parkinson. È quanto afferma uno studio apparso su Neurology e firmato da ricercatori della Juntendo University School of Medicine di Tokyo diretti da Nobutaka …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | caffeina, Parkinson, malassorbimento,

Leucemia Linfoblastica Acuta Philadelphia positiva, la cura


Studio internazionale dimostra l’efficacia di imatinib

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Una particolare forma di leucemia può essere curata efficacemente con imatinib. Lo dimostra uno studio clinico internazionale coordinato dal Centro di emato-oncologia pediatrica della Fondazione Monza e Brianza per il Bambino e la sua Mamma (MBBM) che ha coinvolto 78 centri
La ricerca ha dimostrato che la somministrazione dell’inibitore di crescita tumorale imatinib sin dalle prime fasi di trattamento con chemioterapia permette la remissione della malattia nella totalità dei pazienti affetti da Leucemia Linfoblastica Acuta Philadelphia positiva (LLA Ph+), una particolare forma di leucemia legata a una mutazione del cromosoma 22, detto Philadelphia.
Lo studio, sostenuto da finanziamenti pubblici e da enti non profit, è pubblicato sulla rivista scientifica Lancet Haematology.
Le leucemie sono il tumore più frequente in età pediatrica, in Italia si diagnosticano circa 500 casi …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | leucemia, chemioterapia, bambini,

Il morbo di Alzheimer si fa in 6

Differenze rispetto a sintomi e caratteristiche biologiche

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Non esiste un solo morbo di Alzheimer, ma almeno 6. È la conclusione di uno studio della Washington University pubblicato su Molecular Psichiatry, secondo cui i sintomi e le caratteristiche biologiche possono variare a seconda del soggetto.

I ricercatori hanno analizzato 4050 persone affette da Alzheimer dividendole in 6 gruppi in base alle loro funzioni cognitive al momento della diagnosi. I soggetti hanno ricevuto un punteggio in 4 settori diversi: memoria, funzioni esecutive, linguaggio e funzioni visuospaziali.

Il gruppo più numeroso (39%) ha ottenuto punteggi simili in tutte le categorie, mentre il secondo (27%) mostrava un punteggio sulla memoria più basso rispetto agli altri. Nei gruppi più piccoli si registravano punteggi più bassi per altri parametri, mentre nel 3% dei casi erano due i settori a risultare peggiori.

Grasso in eccesso: come eliminarlo e aumentare la massa magra

Grasso in eccesso: come eliminarlo e aumentare la massa magra. Massa grassa e massa muscolare sono strettamente correlate tra loro. Nulla esiste nel nostro corpo per caso. Ma andiamo un po’ più nel dettaglio.

Esistono due tipologie di fibre muscolari: veloci e lente. Quelle lente controllano la resistenza e vengono utilizzate per attività come la corsa di lunga distanza o attività come la Zumba. Le fibre muscolari veloci sono utilizzate nei movimenti veloci come gli squat jump piuttosto che gli sprint. Richiedono di un maggior lasso di tempo per recuperare. A differenza della tipologia lenta, aumentano di dimensioni man mano che si rinforzano, quindi allenarle è cruciale per la definizione muscolare.

Per quanto riguarda il grasso corporeo la situazione è più complessa. Esiste il grasso bianco (viscerale e sottocutaneo) e quello bruno. Per capirci il grasso subcutaneo è il grasso che riesci a pizzicare intorno al girovita o l’interno coscia, e ha un suo ben preciso motivo di esistere: è la tua più grande riserva di energia, ti aiuta a regolare la temperatura corporea e proteggere gli organi interni. E’ difficile sbarazzarsene.

Il grasso viscerale si nasconde al di sotto di quello subcutaneo nella midsection. Il suo scopo è quello di proteggere gli organi come fegato e intestino. Ma troppo di questo grasso aumenta le infiammazioni e rischi collegati ad esse.

In fine il grasso bruno, quello di cui hai più bisogno: ti aiuta a bruciare calorie invece di conservarle. L’allenamento ti aiuta in questo senso permettendo al grasso bruno di produrre un ormone chiamato irisina, che lo attiva.

Il collegamento tra massa grassa e massa muscolare è come accade per le macchine, i muscoli necessitano di energia per muoversi. E il grasso è una delle migliori fonti in questo senso. Ci sono 9 calorie in 1 gr di grasso.

Tuttavia il corpo umano non risponde esattamente a criteri matematici, e decide autonomamente la fonte da cui ricavare energia: quando esegui allenamenti a bassa intensità il corpo fa rifornimento dalle riserve di grasso in eccesso. Quando invece aumenti l’intensità degli allenamenti e richiedi maggiori quantità di energia, il tuo corpo inizia a richiedere calorie dai carboidrati, che vengono trasformati in energia, appunto, più velocemente.

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Grasso in eccesso: come eliminarlo e aumentare la massa magra con l’allenamento

Hai mai sentito parlare della “fat burning zone”? Si verifica quando ti stai allenando al  50-65% della tua massima intensità, che si pensa sia esattamente quando il tuo corpo inizia a bruciare energia proveniente dai carboidrati. Aumentare l’intensità può quindi portare ad una maggiore perdita di grasso in eccesso. Bruciando più calorie durante l’allenamento, il corpo avrà la necessitò di  utilizzare le riserve di grasso per il recupero muscolare.

In ogni caso l’intensità  dell’allenamento è solo parte dell’equazione. Ci sono 6 strategie da mettere in pratica per aumentare la massa magra e sbarazzarsi del grasso in eccesso:

  • Allenati presto la mattina e subito dopo fai colazione
  • Dormi di più, terrai a bada il cortisone l’ormone dello stress.
  • Allenati per 1 ora tre volte a settima
  • Aumenta l’intensità del tuo allenamento gradualmente
  • Diminuisci l’intensità quando il tuo corpo lo richiede
  • Non saltare lo spuntino dopo l’allenamento

Insalata Cannellina

Ideale per un contorno leggero, o come pasto veloce, questa insalata di fagioli e feta contiene tutti i nutrienti per riprendere la carica e arrivare a fine giornata, se non felici, perlomeno non a stomaco vuoto.

 Fagioli: ricchi di potassio, ferro, fosforo, manganese, calcio, zinco e selenio.  Grazie anche all’abbondanza di fibre e al basso indice glicemico, sono ideali nelle diete contro sovrappeso, diabete e ipertrigliceridemia.

Cosa serveCosa serve (per 2 persone)

 

400 g di fagioli cannellini precedentemente cotti

2 pomodori

1 peperone verde

150 g di feta greca

Olive nere

Sale

Pepe

Olio extravergine di oliva

Come si preparaCome si prepara

 

Tagliare i pomodori e il peperone a fettine, e versarli in una terrina capiente. Aggiungere i fagioli, le olive nere, la feta sbriciolata. Condire con sale, pepe e olio extravergine di oliva.

3 esercizi da fare con i kettlebell per eliminare i rotoli da reggiseno – Video

3 esercizi da fare con i kettlebell per eliminare i rotoli da reggiseno. Anche se sarà difficile scoprire la schiena nei per i prossimi mesi, non vuol dire che tu debba ignorare l’allenamento della parte alta del corpo. Il fastidioso cuscinetto che si crea sulla schiena, per colpa anche del reggiseno troppo stretto, non vuol dire assolutamente che tu sia fuori forma o in sovrappeso. Infatti, tutte noi ci facciamo più caso quando indossiamo il reggiseno. Se non sei contentissima di come la tua schiena appare, ci sono 3 esercizi da fare con il kettlebell per eliminare i rotoli da reggiseno. Non per niente, i kettlebell sono i migliori amici delle ragazze!

Tonificare i muscoli della schiena e della parte alta del corpo in generale, ha degli enormi benefici che vanno al di là dell’estetica. Esegui ognuno dei movimenti 10 volte per 3 set. Prima di iniziare l’allenamento, assicurati di utilizzare un kettlebell che ti permetta di eseguire tutti i set e le ripetizioni consigliate in forma corretta.

Come sempre ci teniamo a sottolineare, prima di iniziare qualsiasi tipo di allenamento, verifica di essere nelle condizioni adatte per poterlo eseguire.

3 esercizi da fare con i kettlebell per eliminare i rotoli da reggiseno

Kettlebell press 3×10

  • Porta il kettlebell davanti al petto e impugnalo saldamente con entrambe le mani
  • Solleva il kettlebell sopra la testa buttando fuori l’aria mentre esegui il movimento
  • Riporta il kettlebell in posizione di partenza

Kettlebell Pull alternato 3×10 (per lato)

  • Posiziona il kettlebell davanti a te e porta il busto in avanti
  • Fai attenzione a non inarcare la schiena e a tenere l’addome attivo
  • Porta il braccio destro verso il kettlebell e senza muovere il busto, porta il gomito indietro sollevando il kettlebell.
  • Il braccio sinistro si trova esteso all’esterno
  • Riporta il kettlebell in posizione di partenza ed esegui il movimento con il braccio sinistro.

Kettlebell bridge pullover 3×10

  • Distenditi supina, portando il kettlebell al petto e piegando le gambe a 45°. Tenendo ben salda al suolo la pianta del piede
  • Attiva il core e strizza i glutei
  • Solleva il bacino e raggiungi la posizione di bridge.
  • Solleva il kettlebell sopra la testa e portalo dietro la testa, piegando i gomiti
  • Ripeti il movimento per 10 volte

Per una corretta esecuzione dell’allenamento guarda il video.


Terapia fotodinamica per il piede diabetico

Dati clinici promettenti per ridurre le amputazioni

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Ogni anno in Italia si verificano 8mila casi di amputazioni degli arti inferiori dovuti a complicanze delle ulcere da Sindrome del Piede Diabetico (SPD), una tendenza purtroppo in vertiginosa crescita a livello internazionale.

Molteni Therapeutics – spin-off di Molteni Farmaceutici, pharma leader specialty nel mercato degli oppioidi e della terapia del dolore – ha sviluppato una nuova promettente cura, basata sulla Terapia Fotodinamica, che potrebbe nei prossimi anni migliorare l’outcome terapeutico delle ulcere da Piede Diabetico.

Gli studi preclinici e i primi studi clinici hanno già dato risultati promettenti: la Terapia Fotodinamica garantisce infatti una significativa azione antimicrobica e un’accelerazione dei processi di guarigione delle ulcere croniche, conseguenza dai risvolti spesso drammatici della Sindrome del Piede Diabetico.

100 Challenge circuito bodyweight brucia calorie

Se oggi è uno di quei giorni in cui se particolarmente nervosa o arrabbiata, metterti alla prova e scaricare un po’ di eccesso di energia, può essere quello di cui hai bisogno. Il  circuito bodyweight 100 Challenge può essere eseguito anche a casa, o in un parco, l’importante è che tu abbia a disposizione una barra per eseguire i pull up.

Come sempre consigliamo di verificare la propria condizione fisica con un esperto, prima di eseguire qualsiasi tipo di allenamento.

100 Challenge circuito bodyweight brucia calorie

100 PULL UP

  • Metti le maniglie della stazione pull-up con i palmi rivolti verso l’esterno e le braccia completamente distese oppure utilizza una barra che ti permetta di posizionarti nella maniera corretta movimento come nell’immagine
  • Le tue mani dovrebbero essere alla distanza delle spalle.
  • Unisci le scapole, espira e guida i gomiti verso i fianchi per portare il mento sopra la barra.
  • Abbassati alla posizione iniziale controllando il movimento.

Se non riesci ancora ad eseguire i pull up leggi qui: 4 suggerimenti per allenare la parte alta del corpo con i pull up  

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Obesi dentro, quando il grasso è nel fegato

Accumuli ematici ed epatici anche in soggetti magri

Anche i magri rischiano i danni prodotti da una condizione di obesità. Com’è possibile? Per via del fatto che alcuni soggetti, apparentemente senza problemi di linea, hanno in realtà un metabolismo simile a quello di chi è in sovrappeso, con depositi di grasso nel sangue o nel fegato.

A lanciare l’allarme sono gli esperti della Società italiana di medicina interna (Simi) il cui presidente, Franco Perticone, spiega: “I ‘magri metabolicamente obesi’ possono nascondere gli stessi problemi di quelli con soprappeso”. Il riferimento è soprattutto alla steatoepatite non alcolica (Nash), disturbo pericoloso che può condurre alla cirrosi o al tumore del fegato.

“Diversi fattori – prosegue Perticone – influenzano questa condizione: dalla genetica allo stress, dalla mancanza di movimento all’eccesso di carboidrati, che aumentano l’insulino-resistenza”.

Tumore della vescica, l’efficacia dell’immunoterapia

Studio italiano evidenzia gli effetti di pembrolizumab

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Il tumore alla vescica di tipo muscolo-infiltrante (MIBC) è particolarmente aggressivo, con un alto rischio di metastasi ed è ancora difficile da curare.

È in crescita nella popolazione italiana soprattutto a causa del fumo di sigaretta. Il trattamento di prima linea prevede la cistectomia radicale, un intervento che consiste nell’asportazione integrale di vescica e prostata nel maschio e di vescica, utero ed ovaie nella donna.

Un’innovativa sperimentazione clinica di fase II, svolta dall’Unità di Urologia dell’IRCCS Ospedale San Raffaele in collaborazione con il Dipartimento di Oncologia Medica della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e pubblicata sul Journal of Clinical Oncology, dimostra l’efficacia di un farmaco inibitore dei checkpoint immunitari – pembrolizumab – nel far regredire o scomparire il tumore.