Tumore alla tiroide, dove operarsi?


I centri migliori in Italia

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Piccola ghiandola situata alla base del collo, la tiroide gioca un ruolo importante nel regolare il metabolismo di tutto il corpo grazie alla produzione di due ormoni: la tiroxina (T4) e la tri-iodo-tironina (T3). Anch’essa, come gli altri organi, può sviluppare tumore.
“La neoplasia alla tiroide rappresenta il 4% di tutti i carcinomi umani. La sua incidenza negli ultimi 20 anni è andata crescendo, ma ciò dipende probabilmente dalla migliorata capacità diagnostica. Grazie all’introduzione dell’ecografia, infatti, oggi riusciamo a individuare noduli di piccole dimensioni che in passato sfuggivano al nostro controllo”, spiega Rossella Elisei, Professore Associato di Endocrinologia e Dirigente Medico Unità Operativa Endocrinologia presso l’Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana.
“In percentuale, le donne sono molto più interessate da questo tumore rispetto agli uomini, in un rapporto …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | tiroide, tumore, operazione,

Bellezza, l’eleganza dei nuovi filler


Banditi gli eccessi e la troppa invasività

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Le nuove terapie anti-age non devono essere invasive né lasciare cicatrici, per permettere l’immediato ritorno alle normali attività quotidiane.
Ma soprattutto devono essere eleganti, come vuole la nuova estetica. Insomma è ora di voltare pagina. Gli eccessi degli anni passati ci hanno abituato a volumi eccessivi, a volti privati di mimica ed espressività e a risultati stereotipati.
“Il benessere è legato anche alla bellezza – afferma Antonella Quaranta, medico estetico e chirurgo generale a Firenze – i pazienti desiderano terapie che rallentino le lancette del tempo con grazia, permettendo loro di avere un aspetto naturalmente più giovane. Ma soprattutto desiderano ritrovare la bellezza rapidamente e senza ‘down time’, ossia tempo di ‘impresentabilità’ sociale”.
Sembra impossibile soddisfare contemporaneamente queste esigenze, eppure esistono trattamenti estetici in grado di …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | bellezza, filler, eleganza,

Nuove cure per il tumore del polmone


Risultati incoraggianti da alectinib e atezolizumab

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Ci sono nuovi promettenti risultati riguardanti molecole in sperimentazione per la cura del cancro del polmone.
I primi dati riguardano lo studio di fase III ALEX che mostra come alectinib (sviluppato da Roche), inibitore ALK di seconda generazione, abbia un’efficacia senza precedenti tra i farmaci della stessa classe, con 34,8 mesi di sopravvivenza libera da progressione (PFS), valore triplicato rispetto alla terapia standard di riferimento.
Il tumore del polmone, di cui la tipologia definita non a piccole cellule (NSCLC) rappresenta circa l’85% dei casi, resta ancora oggi uno dei tumori più difficili che gli oncologi si trovano ad affrontare, responsabile ogni anno di oltre 1.6 milioni di decessi nel mondo. Grazie agli straordinari progressi compiuti dalla ricerca, che hanno portato negli ultimi anni all’avvento delle terapie a bersaglio molecolare, è stato cambiato radicalmente …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | polmone, tumore, alectinib,

Sindrome dell’occhio secco: a Maggio screening gratuiti per le donne


Dal 2 al 31 Maggio, in 14 centri distribuiti in tutta Italia è possibile effettuare screening gratuiti per la diagnosi e prevenzione della Sindrome dell’occhio secco, che colpisce soprattutto le donne over 45.

La Campagna Nazionale di Prevenzione e Diagnosi dell’Occhio Secco, è promossa dal Centro Italiano Occhio Secco di Milano (CIOS) con la collaborazione dell’Università dell’Insubria di Varese, il patrocinio richiesto del Ministero della Salute, e il patrocinio di Regione Lombardia e della SOI Società Oftalmologica Italiana.

COS’È LA SINDROME DELL’OCCHIO SECCO?

Il National Eye Institute ha definito la sindrome dell’occhio secco come l’insieme di sintomi causati dall’alterazione del film lacrimale, ovvero una sottile pellicola dalla composizione complessa ricca di numerose sostanze nutritive e protettive. Tra i sintomi bruciore e prurito insistente, lacrimazione irregolare, scatenata soprattutto da agenti atmosferici o ambientali, necessità di strofinarsi continuamente gli occhi, presenza di secrezioni.

DONNE PIÙ A RISCHIO

A soffrire di sindrome dell’occhio secco in Italia è il 90% della popolazione femminile over 45, a fronte di un 25% di uomini over 50*. Si tratta di una patologia in grado di limitare la vita sociale e professionale di chi ne è colpito.

L’IMPORTANZA DELLA PREVENZIONE

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità la Sindrome dell’Occhio Secco è tra i più ignorati e sottovalutati disturbi della società moderna, ma grazie alla ricerca scientifica, il medico oculista può diagnosticare in maniera precisa e veloce le alterazioni del film lacrimale, disponendo di strumenti diagnostici d’avanguardia in grado di individuare in maniera personalizzata per ciascun paziente la terapia più appropriata.

DOVE PRENOTARE LO SCREENING GRATUITO

Le città in cui è possibile sottoporsi agli screening gratuiti sono: Milano, Torino, Cuneo, Padova, Varese e Rapallo per il Nord Italia, Arezzo, Roma e Napoli per il Centro, Catania e Lecce per il Sud e le Isole.

1. Milano – CIOS Centro Italiano Occhio Secco
2. Varese – Ospedale di Circolo Fondazione Macchi – Clinica Oculistica dell’Università dell’Insubria
3. Arezzo – Divisione Oculistica Ospedale di Arezzo
4. Catania – ARNAS Garibaldi Nesima – Unità Operativa di Oculistica
5. Cuneo – Struttura Complessa di Oculistica A.S.O.S. Croce e Carle  
6. Lecce – Ospedale Vito Fazzi
7. Milano – IRCCS Ospedale San Raffaele, Università Vita-Salute, Unità Operativa di Oculistica
8. Milano – Neovision Cliniche Oculistiche
9. Napoli – Clinica Mediterranea di Napoli – Unità Operativa di Oculistica
10. Padova – Centro Oculistico San Paolo, Ospedale Sant’Antonio
11. Rapallo (GE) – Ospedale Nostra Signora di Montallegro ASSL 4 Chiavarese
12. Roma – Ambulatorio Patologie Corneali Ospedale Oftalmico ASL Roma 1
13. Roma – Ospedale San Pietro Fatebenefratelli – Reparto di Oculistica
14. Torino – Azienda ospedaliera Ordine Mauriziano Umberto I

È possibile effettuare la prenotazione unicamente attraverso il sito www.centroitalianoocchiosecco.it

* fonte CIOS – Centro Italiano Occhio Secco: NEL MONDO Oltre 350 milioni di persone nel mondo soffrono di questo disturbo; IN ITALIA In Italia ne soffre il 25% della popolazione generale, ma questa sindrome colpisce soprattutto le donne dopo i 45 anni (50%) e quelle in menopausa (90%).

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Il glifosato causa anomalie fetali

Danni alla salute dei feti di madri esposte al composto

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Il glifosato è di nuovo al centro delle polemiche per i suoi potenziali effetti sulla salute umana. Uno studio pilota firmato da Daniele Mandrioli dell’Istituto Ramazzini di Bologna rivela che il composto ha l’effetto di alterare il microbioma intestinale dei feti di madri esposte a concentrazioni ritenute sicure.

Lo studio, realizzato su modello murino, evidenzia anche alterazioni dello sviluppo sessuale e possibile insorgenza di tumori. Lo studio verrà pubblicato a breve su Environmental Health.

Gli scienziati hanno analizzato la prole di ratti che avevano accumulato nei tessuti livelli di glifosato pari a 1,75 microgrammi per chilogrammo di peso corporeo, ovvero la dose giornaliera ritenuta sicura dall’Epa, l’Agenzia per la protezione dell’ambiente degli Stati Uniti.

Circuito per allenare i glutei a corpo libero

Ecco il circuito perfetto per allenare i tuoi glutei a corpo libero. Quindi, zero scuse… non ti resta che iniziare! Workout: esegui l’intero circuito per un totale di quattro volte o, se vuoi prima riscaldarti, fai tre serie per ogni movimento.

Circuito per allenare i glutei a corpo libero

Riscaldamento 1: Hip Circle

  • Metti tutto il peso sulla gamba sinistra tenendo le mani sui fianchi o mantenendoti ad un supporto verticale.
  • Solleva il ginocchio destro portandolo ad angolo retto
  • lentamente, disegna un cerchio con il ginocchio in senso orario, portandolo il più lontano possibile dal tuo bacino.
  • Completa le 10 ripetizioni e ripeti l’esercizio con l’altra gamba.

Riscaldamento 2: Side High Knee

  • In posizione retta, apri le gambe portandole alla stessa ampiezza del bacino.
  • Con un rapido movimento saltellante, porta il ginocchio a 90 gradi contemporaneamente al gomito opposto.
  • Continua sulla stessa gamba per 10 ripetizioni rimanendo sempre ben appoggiato sulla pianta del piede.
  • Assicurati di utilizzare i muscoli addominali mentre sollevi il ginocchio.
  • Ripeti l’esercizio con l’altra gamba e completa 3 circuiti di questo riscaldamento in totale.

 

 

Alla ricerca del corpo perfetto

Seno naturale e lato B alla brasiliana

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Basta con il seno da maggiorata e il ‘lato b’ a mandolino. I modelli femminili sono cambiati e il fisico più desiderato prevede una perfetta combinazione tra il décolleté al naturale di Julia Roberts e il ‘lato b’ di Jennifer Lopez e dell’attrice e modella brasiliana Paolla Oliveira.

È questa la tendenza del 2018, delineata da Renato Zaccheddu, chirurgo plastico ed estetico specializzatosi alla Scuola di Pitanguy a Rio de Janeiro e dimostrato dai dati dell’American Plastic Surgeon Society, secondo cui gli interventi al seno sono aumentati del 42% mentre quelli ai glutei, definiti “Brasilian Butt Lifting”, sono cresciuti del 10% dal 2016. La fascia d’età maggiormente interessata a questi interventi va dai 20 ai 45 anni, ma non sono escluse le over 50 e le neomaggiorenni che chiedono come regalo il ritocco dal chirurgo.

Jogging ok se la schiena non fa male

In caso di problemi alla colonna è meglio evitare

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Patiti dello jogging, siete avvertiti. Se avete qualche problema alla schiena è meglio evitare di mettersi le scarpette e andare a correre anche se l’arrivo della bella stagione spinge a farlo.
Lo ricorda Pier Vittorio Nardi, presidente del Cismer, Associazione di Chirurgia Italiana Spinale Mini-invasiva e Robotica e responsabile della Chirurgia Vertebrale dell’ospedale Cristo Re di Roma: “Per chi ha problemi alla colonna e i dischi degenerati il rischio continuando a correre è molto alto: nell’80% dei casi da lì a breve l’evoluzione sarà estremamente negativa. La corsa in via generale è sconsigliata per i soggetti più avanti negli anni, sopra i 55-60 anni, e per tutti coloro che presentano dischi già degenerati. In questi casi – spiega l’esperto – è preferibile camminare con passo veloce.

Balbuzie, nuovo metodo per superarla

Il disturbo del linguaggio colpisce 1 milione di italiani

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In tutto il mondo l’8% delle persone ha balbettato nell’arco della sua vita e l’1,5% non riesce a superare questo disturbo nonostante diversi tentativi e buona volontà.

Sono ben 1 milione in Italia le persone che soffrono di balbuzie, di cui 150.000 under 18. La balbuzie è un disturbo linguistico molto frequente che esordisce generalmente nell’infanzia, spesso regredisce spontaneamente entro i 6 anni: consiste nell’involontaria ripetizione di suoni o nel loro prolungamento e, spesso, in esitazioni, pause o blocchi, udibili o silenti. Ad oggi, non vi è ancora concordanza sulle cause, ma numerosi studi suggeriscono che alla base della balbuzie ci sia un malfunzionamento nel meccanismo di monitoraggio nel processo di produzione del linguaggio.

La mano robotica che si muove come quella vera

Progettata in Italia la nuova protesi che non richiede bisturi

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Una mano robotica che ha le parvenze e i movimenti di una mano naturale. È il risultato del lavoro dei professionisti del Rehab Technologies Lab, laboratorio nato dalla collaborazione fra Inail e Istituto italiano di tecnologia.

Il nuovo dispositivo non ha bisogno dell’intervento di un bisturi per essere impiantato ed è molto più economico di quelli attualmente in circolazione.

La mano è stata chiamata “Hannes” in onore di Hannes Schmidl, il primo direttore tecnico del Centro protesi dell’Inail di Budrio (Bologna) e autore nel 1965 della prima mano controllata dagli impulsi nervosi trasmessi dai muscoli.

La protesi è stata progettata in maniera che “conformazione e qualità dei movimenti siano il più possibile equiparati a quelli di una mano naturale e che le persone percepiscano la protesi non come un elemento estraneo, ma come una parte di sé”.