Il donatore che ha salvato 2 milioni di bambini

Nel suo sangue un anticorpo che cura l’eritroblastosi fetale

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È andato in “pensione” James Harrison, l’uomo che con il suo sangue speciale ha contribuito a salvare oltre 2 milioni di bambini in tutto il mondo. Harrison, un uomo australiano di 81 anni, ha iniziato a donare sangue fin da giovanissimo.

L’uomo era riuscito a sopravvivere a un delicato intervento chirurgico che aveva richiesto l’infusione di ben 13 litri di sangue. L’analisi del sangue dell’uomo aveva fatto scoprire ai medici nel 1967 la presenza di un rarissimo anticorpo in grado di prevenire l’eritroblastosi fetale, una condizione ematologica per cui se una donna ha Rh negativo e il bambino che porta in grembo è Rh positivo, il sistema immunitario materno si attiva e attacca le cellule del feto, causando nei casi più gravi l’aborto spontaneo.

Il caffè in gravidanza fa ingrassare i bambini

Non c’è pericolo di insonnia nei neonati

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La correlazione sembra abbastanza fantasiosa, ma pare che il consumo durante la gravidanza di caffè possa portare le mamme a partorire bambini che tendono a ingrassare con più facilità.

La ricerca che sostiene la teoria è stata pubblicata sul British Medical Journal da un team della Sahlgrenska Academy in collaborazione con l’Istituto norvegese per la salute pubblica.
I ricercatori hanno analizzato i dati di oltre 50mila donne incinte scoprendo che quelle che avevano consumato maggiori quantità di caffeina erano anche quelle che partorivano bambini con un rischio maggiore di essere in sovrappeso in età prescolare e scolare.
La percentuale di bambini in sovrappeso oppure obesi a 5 anni era maggiore del 5% nel gruppo le cui madri avevano il più alto consumo di caffeina.

Niente pangasio per i bambini

Il pesce di origine orientale è ricco di mercurio

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Mangiare pesce è fondamentale per i bambini, oltre che per gli adulti, ma è meglio evitare il pangasio. Il pesce, che proviene dal Vietnam, è molto utilizzato perché economico, dal buon sapore e con pochissime spine.

Tuttavia le insidie si nascondono all’interno, perché il pangasio è innanzitutto povero di proteine e omega 3, ma soprattutto mostra un’alta concentrazione di mercurio.

A suggerire il consumo di altri tipi di pesce sono i ricercatori della Universidad de La Laguna nelle isole Canarie, che hanno pubblicato su Chemosphere un’analisi sull’argomento.

Il team di ricerca ha analizzato 80 campioni di filetti di pangasio provenienti dal fiume Mekong, uno dei più inquinati al mondo. I risultati mostrano il superamento delle concentrazioni massime di mercurio stabilite dalla Commissione europea, ovvero 0,5 mg/kg.

Nuovo farmaco per una rara malattia neuronale infantile

Speranze terapeutiche per la ceriodolipofuscinosi neuronale di tipo 2

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Era una patologia rara senza terapia. Ma oggi la ceriodolipofuscinosi neuronale di tipo 2 (CLN2), malattia degenerativa che porta alla distruzione del sistema nervoso centrale dei bambini, può essere bloccata da un nuovo farmaco che rimpiazza l’enzima di cui questi pazienti sono carenti.

La sperimentazione della terapia è stata condotta su 23 bambini in 4 diversi Centri internazionali, tra cui l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù per l’Italia. I risultati che ne documentano l’efficacia sono stati appena pubblicati sulla rivista scientifica New England Journal of Medicine.

Lo studio, durato 3 anni, ha coinvolto in fase 1 (prima somministrazione di un farmaco negli umani) 23 bambini di varie nazionalità affetti da CLN2 allo stadio iniziale-intermedio.

Il mini-cuore che salva i bambini

Bambina di 3 anni vive grazie a pompa cardiaca miniaturizzata

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Un mini-cuore artificiale del diametro di 15mm e 50 grammi di peso ha salvato la vita di una bambina di 3 anni ricoverata al Bambino Gesù.

L’Ospedale della Santa Sede ha ottenuto l’autorizzazione straordinaria dalla Food and Drug Administration (FDA) americana e dal Ministero della Salute italiano, per l’utilizzo di una pompa cardiaca miniaturizzata (l’Infant Jarvik 2015), la cui sperimentazione clinica partirà prossimamente negli Stati Uniti.

Il dispositivo è stato sviluppato con i fondi del National Institute of Health (NIH) all’interno del programma statunitense PumpKIN (Pumps for Kids, Infants, and Neonates), promosso dal National Heart Lung and Blood Institute (NHLBI).

10 bufale sull’attività fisica


Anche lo sport è vittima delle fake news

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I luoghi comuni investono ogni ambito dell’attività umana, anche lo sport. Per questo, gli esperti dell’Istituto Superiore di Sanità hanno stilato una lista di 10 bufale sull’attività fisica che possono causare danni alla nostra salute.

1) MI SCATENO A TAVOLA, POI VADO IN PALESTRA. Fare esercizio fisico non sarà mai sufficiente se durante il giorno mangiamo il doppio di quanto necessario.
2) SOLO RIPOSO IN GRAVIDANZA. Niente di più sbagliato, l’attività fisica in gravidanza ricuce il rischio di vene varicose, gonfiore a mani e piedi, diabete gestazionale e problemi alla schiena.
3) HO L’ARTROSI, QUINDI NIENTE SPORT. Alcune attività fisiche come la ginnastica dolce, lo yoga, il pilates migliorano il decorso della malattia, la motilità articolare e la qualità della vita.
4) I BAMBINI GIOCANO, NON SERVE ALTRA ATTIVITÀ FISICA. Uno dei motivi per cui siamo ai primi posti in Europa …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

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Il pesce riduce il rischio di allergie

Studio svedese associa il consumo a un rischio inferiore di rinite

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Uno studio dell’Università di Goteborg segnala un nesso fra il consumo di pesce e la riduzione delle probabilità di insorgenza di una rinite allergica.

Lo studio, che si è concentrato su un campione di oltre 8000 bambini svedesi, è stato pubblicato su Pediatric Allergy and Immunology ed è stato condotto dalla dottoressa Emma Goksör.

I bambini sono stati tenuti sotto osservazione attraverso una serie di colloqui con i loro genitori in diversi momenti della loro crescita.

I dati ottenuti rivelano che il 22% dei bambini, all’età di 12 anni, soffre di rinite. Tuttavia, fra chi aveva mangiato pesce almeno una volta al mese nel primo anno di vita, la percentuale si riduceva.

Malattia di Still, efficace anakinra

Nuova cura per la rara patologia autoinfiammatoria

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La malattia di Still ha un nuovo trattamento terapeutico. Sobi ha infatti annunciato il parere positivo del CHMP dell’Agenzia europea per i medicinali (EMA).

La malattia di Still è una malattia rara di natura autoinfiammatoria che colpisce sia i bambini che gli adulti, con un’incidenza nei paesi occidentali di circa 1,5 casi anno ogni milione di abitanti. È spesso associata a febbre, eruzione cutanea e infiammazione articolare. La malattia di Still è anche conosciuta come artrite idiopatica giovanile sistemica o malattia di Still dell’adulto.

“Il parere positivo del CHMP che raccomanda questa nuova indicazione per anakinra in Europa è un segnale particolarmente importante per tutte le persone che devono convivere con questa malattia, che rientra a tutti gli effetti nel novero delle malattie rare e che ha un grande impatto sulla qualità di vita”, afferma Maria Tommasi, Medical Director.

Autismo, già da piccoli poca attenzione ai segnali sociali

Il cervello non riesce a sviluppare una rete in grado di tradurli

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La mente dei bambini autistici non è in grado di “tradurre” i segnali sociali a cui tutti noi siamo esposti fin da piccoli. Nei bambini sani, il cervello poco a poco sviluppa una rete di aree specializzate nella traduzione dei segnali sociali, ma fra i bambini autistici questa prerogativa viene meno.

A sottolineare questo aspetto è uno studio dell’Università di Ginevra pubblicato su eLife. Secondo i medici svizzeri, già durante il primo anno di vita la mancanza di tale caratteristica comincia a farsi evidente.

Il team elvetico ha osservato bambini di 3 anni, autistici e non, che assistevano a video di altri bambini impegnati nel gioco. I ricercatori hanno utilizzato dei tracciatori oculari per capire dove si rivolgesse di volta in volta lo sguardo, mentre l’attività cerebrale è stata registrata con un elettroencefalogramma.

Infezioni urinarie nei neonati, utile l’analisi delle urine

L’analisi mostra una elevata sensibilità diagnostica

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L’analisi delle urine nei neonati con febbre si rivela altamente sensibile e specifica per la diagnosi di eventuali infezioni delle vie urinarie.

Lo dice uno studio apparso su Pediatrics e firmato da ricercatori dell’Università della California di Sacramento. Leah Tzimenatos ha analizzato insieme ai colleghi i dati relativi a oltre 4.100 bambini con età pari o inferiore a 60 giorni e con febbre ad almeno 38 gradi. I bambini erano stati visitati fra il 2008 e il 2013 presso un dipartimento di emergenza pediatrica che fa riferimento al Pediatric Emergency Care Applied Research Network (PECARN), una rete di ricerca di medicina d’emergenza pediatrica finanziata da fondi federali statunitensi.

«I bambini hanno eseguito l’esame delle urine e l’urinocoltura tramite cateterizzazione uretrale o aspirazione sovrapubica», osservano gli autori.