Bellezza, l’eleganza dei nuovi filler

Banditi gli eccessi e la troppa invasività

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Le nuove terapie anti-age non devono essere invasive né lasciare cicatrici, per permettere l’immediato ritorno alle normali attività quotidiane.

Ma soprattutto devono essere eleganti, come vuole la nuova estetica. Insomma è ora di voltare pagina. Gli eccessi degli anni passati ci hanno abituato a volumi eccessivi, a volti privati di mimica ed espressività e a risultati stereotipati.

“Il benessere è legato anche alla bellezza – afferma Antonella Quaranta, medico estetico e chirurgo generale a Firenze – i pazienti desiderano terapie che rallentino le lancette del tempo con grazia, permettendo loro di avere un aspetto naturalmente più giovane. Ma soprattutto desiderano ritrovare la bellezza rapidamente e senza ‘down time’, ossia tempo di ‘impresentabilità’ sociale”.

Invecchiamento attivo e di qualità col progetto “Chi ha gambe ha testa”

Il tema del “successful ageing” è ormai centrale all’interno della comunità scientifica. Ma come garantire un invecchiamento sicuro e di qualità? Ecco il progetto “Chi ha gambe ha testa”, ideato da ATS Bergamo e promosso dall’ospedale Humanitas Gavazzeni.

Grazie ai progressi della medicina, la vita è più lunga. La nuova sfida dei ricercatori, adesso, è garantire alle persone un invecchiamento di qualità, all’insegna non solo della salute fisica, ma anche di quella cognitiva. È per questo motivo che nasce il progetto “Chi ha gambe ha testa”, promosso dall’ospedale Humanitas Gavazzeni di Bergamo. Il progetto consiste nell’organizzazione di strategie per stimolare il benessere generale della persona attraverso la prevenzione del decadimento cognitivo. Per farlo, è stato ideato un percorso all’interno del parco dell’ospedale, della lunghezza di 1 km, lungo il quale si trovano delle “tappe”. Presso queste postazioni, i pazienti possono cimentarsi in giochi di memoria ideati dai neurologi, come associare numeri a parole, ripetere in ordine alfabetico i nomi degli animali, elencare tutte le parole che vengono in mente che iniziano con una certa lettera, trovare le differenze tra due immagini. “In questo modo – spiega Giuliana Rocca, direttrice UOC Promozione della salute del Dipartimento Igiene e Prevenzione Sanitaria di Ats Bergamo – si stimola la memoria, si allenano concentrazione e ragionamento, mantenendo in allerta le strategie di apprendimento attivate dal cervello.” Senza dimenticare che l’allenamento cognitivo è accompagnato da quello fisico, dato che il percorso motiva i pazienti a svolgere un po’ di movimento quotidiano, il che è estremamente importante se si pensa che tra i benefici dell’attività fisica c’è anche quello di allontanare il rischio di demenze e, in generale, il decadimento cognitivo. Inoltre, immergendosi tra faggi, querce, magnolie e fauna locale, tutti i 5 sensi vengono continuamente risvegliati dai numerosi stimoli esterni, il che favorisce la sensazione di benessere generale. Infine, questo progetto punta anche a sviluppare la socialità, altro elemento chiave per un invecchiamento più sereno e di qualità.

Come affrontare un parto prematuro

Le nuove raccomandazioni per un buon counseling

Una nuova guida per prepararsi al parto pretermine è stata redatta dagli esperti della SIMP (Società Italiana di Medicina Perinatale).

La guida approfondisce le modalità di approccio ai genitori che in differenti situazioni – al pronto soccorso, in ambulatorio e in ospedale – devono prendere coscienza della delicata situazione che stanno vivendo, per affrontare una nascita prima del termine con incertezze sul futuro del proprio bambino.

Il documento ha la finalità di fornire orientamenti e strumenti per facilitare la comunicazione e migliorare il benessere delle donne, delle famiglie e dei professionisti coinvolti. Le raccomandazioni sono state preparate attraverso un approfondimento specifico sui tre scenari integrando la valutazione di prove specifiche con l’esperienza e il giudizio multidisciplinare di esperti perinatologi, neonatologi e psicologi.

La vita è più lunga se la città è green

Alle metropoli sempre più inquinate e grigie, è facile preferire città più ecosostenibili e ricche di alberi e parchi. Secondo gli studiosi, sembra che optare una città green faccia vivere più a lungo.

Abitare nelle città in cui palazzoni e cemento lasciano spazio anche ad alberi e parchi fa vivere più a lungo. A sostenerlo è una ricerca americana, che ha analizzato il tasso di mortalità femminile in diversi quartieri di varie città statunitensi. Ne è emerso che le donne risiedenti nelle città in cui c’erano più alberi avevano una speranza di vita maggiore rispetto alle donne che abitavano in zone più inquinate e cementificate. Un dato interessante, è che il tasso di mortalità per tumori alle vie respiratorie era nettamente inferiore per le abitanti delle città green. Questo è dovuto al fatto che una maggior concentrazione di alberi e piante nelle zone urbane permette di ridurre la quantità di polveri sottili e altre sostanze tossiche presenti nell’aria delle nostre città moderne. Un’aria più pulita significa meno infiammazioni a carico dell’apparato respiratorio, e quindi meno crisi di asma o di insufficienza respiratoria, meno tumori ai polmoni e meno rischi per le persone che già soffrono di malattie all’apparato respiratorio. Significa anche meno ictus e infarti, dato che l’infiammazione provocata dagli inquinanti nell’aria si diffonderebbe, attraverso il sangue, anche a cuore e cervello. Un ultimo punto a favore delle città green è la ripercussione positiva sull’umore e il benessere emotivo delle persone. Infatti, l’immersione nella natura, il silenzio dei parchi e la disconnessione dalla vita frenetica e rumorosa delle strade trafficate sono senza dubbio un’ottima “medicina” per ridurre lo stress e sentirsi subito meglio.  

Allergie di primavera, coi probiotici un aiuto in più

Primavera, tempo di passeggiate e gite all’aria aperta. C’è chi sprizza di gioia e chi, invece, deve correre ai ripari per difendersi dall’allergia ai pollini. In alcuni casi, i probiotici possono dare una mano per sentirsi meglio e non dover rinunciare del tutto ai piaceri della primavera.

Con l’arrivo della primavera, è inevitabile, arrivano anche i pollini. Per le persone allergiche è una vera tortura, ma sembra che i probiotici possano aiutare i farmaci contro l’allergia per aumentare il benessere e alleviare i sintomi causati dagli allergeni. Considerando i dati promettenti di alcune ricerche condotte sul tema, i probiotici possono essere ritenuti degli “aiuti in più” per riuscire a sopportare meglio i sintomi dell’allergia ai pollini, come gonfiore, bruciore agli occhi e al naso. Questi microrganismi benefici possono essere d’aiuto per alleviare i sintomi causati dall’allergia ai pollini perché aiuterebbero a regolare la risposta immunitaria. Infatti, assumendo probiotici del tipo lactobacilli e bifidobatteri, si va a migliorare la risposta immunitaria dell’organismo verso gli allergeni, potenziando le difese e rendendo più sopportabili le conseguenze scatenate dall’allergia. I probiotici hanno dimostrato effetti positivi anche nella cura dell’allergia ai pollini nelle donne in gravidanza, con un beneficio per il neonato in cui la manifestazione dei sintomi allergici sembra essere più limitata. Tuttavia, anche se i probiotici hanno dimostrato una certa efficacia nel combattere le allergie ai pollini, non possono essere sostituiti ai farmaci per curare le malattie allergiche. Quindi, non vanno ritenuti delle alternative alla terapia farmacologica tradizionale, e nemmeno considerati la soluzione totale per l’allergia. Va ricordato, comunque, che è necessario condurre ancora altri studi prima di avere una risposta definitiva su quanto i probiotici siano veramente efficaci nella cura delle allergie.

La calvizie è frenata dall’autofagia

Scoperto meccanismo che consente ai capelli di resistere

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La calvizie non è un destino ineluttabile. Almeno stando alle conclusioni di uno studio dell’Istituto Italiano di Tecnologia e dell’Università di Manchester, che ha scoperto un meccanismo in grado di difendere i capelli dalla calvizie.

La chiave sarebbe nell’autofagia, ovvero la capacità dell’organismo di autorigenerarsi eliminando le cellule ormai danneggiate. Il meccanismo, già noto in altri ambiti, consentirebbe ai capelli di resistere alle minacce della calvizie.

L’autofagia è un fenomeno biologico da tempo studiato anche nell’ambito delle malattie oncologiche, cardiovascolari e neurodegenerative. Si è visto che intensificando il meccanismo aumenta di conseguenza anche il benessere generale dell’organismo.

Disfagia, quando deglutire diventa difficile

I rischi per gli anziani

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Deglutiamo senza accorgercene almeno circa 600 volte al giorno. La deglutizione però, se compromessa, richiede la nostra massima attenzione e può rivelarsi causa di numerosi problemi.

Oltre i 50 anni di età, circa 1 persona su 10 può presentare difficoltà di deglutizione che gli esperti chiamano “disfagia”, con conseguenti effetti negativi sulla salute e sul benessere dell’individuo. Se non correttamente gestita la disfagia può determinare complicanze che possono mettere a rischio lo stato di salute della persona che ne è colpita e essere causa di ricoveri ospedalieri anche ripetuti nel tempo.

Uno studio della Johns Hopkins University ha analizzato i cambiamenti che si verificano nella capacità di deglutire quando si invecchia.

Torna l’ora legale, i rischi per la salute

Disagi emotivi, insonnia e depressione i possibili fenomeni

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Un’ora in meno di riposo, innumerevoli disagi per la salute di milioni d’italiani. Lo spostamento delle lancette un’ora avanti alle 2.00 del mattino, col il ritorno all’ora legale in programma durante la notte fra sabato 24 e domenica 25 marzo, porterà, secondo gli esperti dell’Università La Sapienza di Roma, oltre 9 milioni di persone a provare un aumento del senso di fatica e dell’irritabilità, la comparsa di emicrania e insonnia.

Oltre il 15% della popolazione soffrirà quindi per alcuni giorni di notevoli disagi dal punto di vista del benessere fisico ed emotivo. Ma non è finita qui: secondo la Codacons addirittura un bambino su 2 accuserà disturbi del sonno a causa dell’ora legale.

Olaparib per il trattamento del carcinoma ovarico

Valido per la forma legata a mutazione Brca platino-sensibile

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Sta per essere approvato il farmaco Olaparib per il trattamento del tumore ovarico.
I dati suggeriscono l’efficacia del farmaco per la cura del carcinoma ovarico platino-sensibile sieroso recidivante con mutazione germinale di BRCA.

Secondo i dati presentati all’incontro annuale dell’ASCO 2017 tenutosi a Chicago, tenendo in considerazione tre diversi variabili (funzionalità, benessere fisico e sintomi), le pazienti che hanno ricevuto Olaparib hanno dimostrato una qualità di vita simile a quelle che hanno ricevuto placebo.

Nicoletta Colombo, Professore Associato Ostetricia-Ginecologia Università Milano-Bicocca, Direttore Programma Ginecologia Oncologica Istituto Europeo Oncologia, ha dichiarato: «I dati sulla qualità di vita dello studio SOLO-2 presentati durante l’ASCO 2017 rappresentano un’ottima notizia.

Lo sport migliora la personalità

Associazione fra benessere psicologico e attività fisica

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Lo sport non fa bene soltanto al fisico, ma anche al cervello. Lo conferma uno studio apparso sul Journal of Research in Personality a firma di ricercatori dell’Università di Montpellier.

Secondo gli studiosi francesi guidati da Yannick Stephan, un’attività fisica inadeguata comporta un deterioramento della personalità e un declino psicologico negli anni a venire.

Lo studio ha coinvolto 6000 partecipanti con età media di 53 anni che dal 1992 al 1994 hanno risposto a un questionario sull’argomento. Il test è stato ripetuto nel 2011. A questi dati si sono affiancati quelli di un secondo studio realizzato su 2500 persone che hanno effettuato il test nel biennio 1995-1996 e poi nel 2013-2014.

I dati indicano che 20 anni dopo il primo test, la mancanza di attività fisica aveva portato inevitabilmente a un decadimento del livello di coscienza, di apertura e di solarità.