Cancro al colon, peggio il sovrappeso della carne rossa

Il peso corporeo è un fattore di rischio maggiore

Colon_2071.jpg

Un peso eccessivo si traduce in un aumento del rischio di cancro del colon del 33% fra gli obesi e del 15% fra chi è in semplice sovrappeso.

Un pericolo ancora più grave perché meno noto rispetto ad altri fattori più conosciuti, anche se meno dannosi, come ad esempio la carne rossa.

Il consumo di 100 grammi di questo alimento ogni giorno, infatti, aumenta del 17% il rischio di sviluppare questa forma di tumore e l’assunzione quotidiana di 50 grammi di carne lavorata (come i salumi) del 18%.

Questo è uno dei temi che saranno affrontati nel corso della tavola rotonda Miti e realtà in gastroenterologia, organizzata da AIGO nel corso del Festival della Salute, l’appuntamento annuale dedicato a prevenzione, salute e benessere della persona, in programma a Montecatini (Pistoia).

Il segreto di benessere dell’olio di oliva

Aumenta la presenza nel sangue di una proteina benefica

Colon_9669.jpg

Un team di ricercatori canadesi ha scoperto il motivo preciso per cui l’olio di oliva fa così bene al nostro organismo. Secondo i risultati dello studio apparso su Nature Communications, l’olio extravergine di oliva aumenterebbe la presenza di una proteina nel sangue chiamata ApoA-IV. La molecola serve a controllare le piastrine, le cellule che evitano le emorragie ma che, in caso di aggregazione impropria, possono causare trombi, infarti e ictus.

La sperimentazione ha consentito di scoprire che ApoA-IV si lega a un recettore presente sulle piastrine per impedire loro di aggregarsi. Il meccanismo consente anche di ostacolare l’arteriosclerosi, processo anch’esso legato alla funzione piastrinica.

L’olio d’oliva avrebbe tra l’altro anche l’effetto di tenere a bada i livelli di glicemia nel sangue.

Lo sport d’estate, come non farsi male

Le regole per avere solo benefici

Varie_4785.jpg

L’estate è arrivata e impellente si sente il bisogno di liberare il corpo da rigidità, posture scorrette e chili di troppo frutto di un inverno lungo e di una primavera decisamente sottotono.

E spesso questo bisogno si traduce in attività sportive improvvisate e inadeguate che possono rovinarci una vacanza o un week-end se incorriamo in distorsioni, contratture pesanti o addirittura fratture, inconvenienti che possono essere prevenuti seguendo pochi e precisi consigli.

Va innanzitutto detto che l’esercizio interessa non solo la sfera della salute ma anche quella del benessere più generale della persona – afferma il dr. Marco Monticone Responsabile dell’Unità di Riabilitazione Neuromotoria specialistica dell’Istituto Scientifico di Lissone (MB) dell’IRCCS Fondazione Maugeri – . L’attività fisica, infatti, permette di mantenere attivo il corpo e di controllare il peso.

Estate, tempo di sport

Come scegliere la disciplina ideale

Sport_7219.jpg

Non c’è nulla di meglio dello sport per mantenersi giovani e per conservare nel tempo uno splendido benessere psicofisico. Maggiore prontezza mentale e un accresciuto senso di sicurezza sono gli altri benefici, ma anche la possibilità di prevenire molte malattie.

Fondamentale la scelta dello sport più adatto alle proprie esigenze.

Il nuoto è lo sport salutare per antonomasia. Ideale per tonificare i muscoli di tutto il corpo, non sollecita le articolazioni e può essere praticato a tutte le età.
È raccomandato ai bambini per favorire lo sviluppo armonico dei muscoli, ai meno giovani per tenersi in forma, agli anziani per ridurre l’incidenza di malattie cardiovascolari e alle persone in sovrappeso, che grazie all’effetto dell’acqua riescono ad effettuare movimenti considerati proibitivi fuori dall’acqua.

Bellezza, l’eleganza dei nuovi filler

Banditi gli eccessi e la troppa invasività

Cura della pelle_8162.jpg

Le nuove terapie anti-age non devono essere invasive né lasciare cicatrici, per permettere l’immediato ritorno alle normali attività quotidiane.

Ma soprattutto devono essere eleganti, come vuole la nuova estetica. Insomma è ora di voltare pagina. Gli eccessi degli anni passati ci hanno abituato a volumi eccessivi, a volti privati di mimica ed espressività e a risultati stereotipati.

“Il benessere è legato anche alla bellezza – afferma Antonella Quaranta, medico estetico e chirurgo generale a Firenze – i pazienti desiderano terapie che rallentino le lancette del tempo con grazia, permettendo loro di avere un aspetto naturalmente più giovane. Ma soprattutto desiderano ritrovare la bellezza rapidamente e senza ‘down time’, ossia tempo di ‘impresentabilità’ sociale”.

Invecchiamento attivo e di qualità col progetto “Chi ha gambe ha testa”

Il tema del “successful ageing” è ormai centrale all’interno della comunità scientifica. Ma come garantire un invecchiamento sicuro e di qualità? Ecco il progetto “Chi ha gambe ha testa”, ideato da ATS Bergamo e promosso dall’ospedale Humanitas Gavazzeni.

Grazie ai progressi della medicina, la vita è più lunga. La nuova sfida dei ricercatori, adesso, è garantire alle persone un invecchiamento di qualità, all’insegna non solo della salute fisica, ma anche di quella cognitiva. È per questo motivo che nasce il progetto “Chi ha gambe ha testa”, promosso dall’ospedale Humanitas Gavazzeni di Bergamo. Il progetto consiste nell’organizzazione di strategie per stimolare il benessere generale della persona attraverso la prevenzione del decadimento cognitivo. Per farlo, è stato ideato un percorso all’interno del parco dell’ospedale, della lunghezza di 1 km, lungo il quale si trovano delle “tappe”. Presso queste postazioni, i pazienti possono cimentarsi in giochi di memoria ideati dai neurologi, come associare numeri a parole, ripetere in ordine alfabetico i nomi degli animali, elencare tutte le parole che vengono in mente che iniziano con una certa lettera, trovare le differenze tra due immagini. “In questo modo – spiega Giuliana Rocca, direttrice UOC Promozione della salute del Dipartimento Igiene e Prevenzione Sanitaria di Ats Bergamo – si stimola la memoria, si allenano concentrazione e ragionamento, mantenendo in allerta le strategie di apprendimento attivate dal cervello.” Senza dimenticare che l’allenamento cognitivo è accompagnato da quello fisico, dato che il percorso motiva i pazienti a svolgere un po’ di movimento quotidiano, il che è estremamente importante se si pensa che tra i benefici dell’attività fisica c’è anche quello di allontanare il rischio di demenze e, in generale, il decadimento cognitivo. Inoltre, immergendosi tra faggi, querce, magnolie e fauna locale, tutti i 5 sensi vengono continuamente risvegliati dai numerosi stimoli esterni, il che favorisce la sensazione di benessere generale. Infine, questo progetto punta anche a sviluppare la socialità, altro elemento chiave per un invecchiamento più sereno e di qualità.

Come affrontare un parto prematuro

Le nuove raccomandazioni per un buon counseling

Una nuova guida per prepararsi al parto pretermine è stata redatta dagli esperti della SIMP (Società Italiana di Medicina Perinatale).

La guida approfondisce le modalità di approccio ai genitori che in differenti situazioni – al pronto soccorso, in ambulatorio e in ospedale – devono prendere coscienza della delicata situazione che stanno vivendo, per affrontare una nascita prima del termine con incertezze sul futuro del proprio bambino.

Il documento ha la finalità di fornire orientamenti e strumenti per facilitare la comunicazione e migliorare il benessere delle donne, delle famiglie e dei professionisti coinvolti. Le raccomandazioni sono state preparate attraverso un approfondimento specifico sui tre scenari integrando la valutazione di prove specifiche con l’esperienza e il giudizio multidisciplinare di esperti perinatologi, neonatologi e psicologi.

La vita è più lunga se la città è green

Alle metropoli sempre più inquinate e grigie, è facile preferire città più ecosostenibili e ricche di alberi e parchi. Secondo gli studiosi, sembra che optare una città green faccia vivere più a lungo.

Abitare nelle città in cui palazzoni e cemento lasciano spazio anche ad alberi e parchi fa vivere più a lungo. A sostenerlo è una ricerca americana, che ha analizzato il tasso di mortalità femminile in diversi quartieri di varie città statunitensi. Ne è emerso che le donne risiedenti nelle città in cui c’erano più alberi avevano una speranza di vita maggiore rispetto alle donne che abitavano in zone più inquinate e cementificate. Un dato interessante, è che il tasso di mortalità per tumori alle vie respiratorie era nettamente inferiore per le abitanti delle città green. Questo è dovuto al fatto che una maggior concentrazione di alberi e piante nelle zone urbane permette di ridurre la quantità di polveri sottili e altre sostanze tossiche presenti nell’aria delle nostre città moderne. Un’aria più pulita significa meno infiammazioni a carico dell’apparato respiratorio, e quindi meno crisi di asma o di insufficienza respiratoria, meno tumori ai polmoni e meno rischi per le persone che già soffrono di malattie all’apparato respiratorio. Significa anche meno ictus e infarti, dato che l’infiammazione provocata dagli inquinanti nell’aria si diffonderebbe, attraverso il sangue, anche a cuore e cervello. Un ultimo punto a favore delle città green è la ripercussione positiva sull’umore e il benessere emotivo delle persone. Infatti, l’immersione nella natura, il silenzio dei parchi e la disconnessione dalla vita frenetica e rumorosa delle strade trafficate sono senza dubbio un’ottima “medicina” per ridurre lo stress e sentirsi subito meglio.  

Allergie di primavera, coi probiotici un aiuto in più

Primavera, tempo di passeggiate e gite all’aria aperta. C’è chi sprizza di gioia e chi, invece, deve correre ai ripari per difendersi dall’allergia ai pollini. In alcuni casi, i probiotici possono dare una mano per sentirsi meglio e non dover rinunciare del tutto ai piaceri della primavera.

Con l’arrivo della primavera, è inevitabile, arrivano anche i pollini. Per le persone allergiche è una vera tortura, ma sembra che i probiotici possano aiutare i farmaci contro l’allergia per aumentare il benessere e alleviare i sintomi causati dagli allergeni. Considerando i dati promettenti di alcune ricerche condotte sul tema, i probiotici possono essere ritenuti degli “aiuti in più” per riuscire a sopportare meglio i sintomi dell’allergia ai pollini, come gonfiore, bruciore agli occhi e al naso. Questi microrganismi benefici possono essere d’aiuto per alleviare i sintomi causati dall’allergia ai pollini perché aiuterebbero a regolare la risposta immunitaria. Infatti, assumendo probiotici del tipo lactobacilli e bifidobatteri, si va a migliorare la risposta immunitaria dell’organismo verso gli allergeni, potenziando le difese e rendendo più sopportabili le conseguenze scatenate dall’allergia. I probiotici hanno dimostrato effetti positivi anche nella cura dell’allergia ai pollini nelle donne in gravidanza, con un beneficio per il neonato in cui la manifestazione dei sintomi allergici sembra essere più limitata. Tuttavia, anche se i probiotici hanno dimostrato una certa efficacia nel combattere le allergie ai pollini, non possono essere sostituiti ai farmaci per curare le malattie allergiche. Quindi, non vanno ritenuti delle alternative alla terapia farmacologica tradizionale, e nemmeno considerati la soluzione totale per l’allergia. Va ricordato, comunque, che è necessario condurre ancora altri studi prima di avere una risposta definitiva su quanto i probiotici siano veramente efficaci nella cura delle allergie.