Come avere un lato B tonico e diminuire la dimensione delle gambe.

Se sei alla ricerca di miracoli e pozioni magiche, sappi che il fitness non ti viene di certo in aiuto: il DNA non lo modifichi.Sebbene le dimensioni delle gambe e del lato B dipendano in larga parte dalla genetica, lavorare sulla perdita totale di massa grassa può aiutarti nel tentativo di sfinare le gambe, e allenare i glutei in maniera appropriata può aiutarti a sviluppare un lato B tonico e a prova di bikini.

L’unica cosa che devi tenere sempre a mente è il fatto di essere realistica nelle aspettative.

La massa grassa in eccesso ti fa sembrare più grossa di quello che in realtà sei. E questa considerazione è valida per tutto il corpo. Siccome è altamente improbabile che tu possa prendere di mira una sola zona del corpo e perdere del grasso in eccesso localizzato, dovrai impegnarti per riequilibrare le proporzioni di massa grassa e massa magra su tutto il corpo.

In questo processo dovrai prestare attenzione a due macro aree:

Alimentazione: Per perdere massa grassa in eccesso devi raggiungere uno stato di deficit calorico. Nota: confidiamo nella tua intelligenza nel prendere quest’informazione come generica, e affrontare con un esperto il percorso in questione, ricordandoti che gli eccessi non vanno mai bene.

In linea generare dovrai sbarazzarti del cibo spazzatura, dolci, bevande gassate e fare il pieno di verdura fresca, frutta, proteine magre e carboidrati dal basso indice glicemico, moderare il consumo di prodotti caseari e introdurre nell’alimentazione grassi buoni a base vegetale.

Allenamento: Che si tratti di saltare la corda, andare in bicicletta, correre, il cardio è un tassello fondamentale del tuo percorso per raggiungere l’obiettivo di perdere grasso in eccesso, al netto di una dieta equilibrata. Abbinarlo poi con allenamenti di resistenza è l’equazione perfetta per per raggiungere il tuo obiettivo: i muscoli hanno una capacità metabolica più alta rispetto al grasso. Più muscoli hai più velocemente il tuo corpo brucia grasso. Anche a riposo. E allenare i muscoli più grandi del corpo come i glutei, di certo è uno step che non puoi saltare.

Farro in vacanza

Fresco, leggero e veloce da preparare (oltre che da mangiare): ideale da portare in spiaggia o ad un pic-nic estivo!

Farro: contiene fibre, magnesio, potassio, vitamine del gruppo B. Nonostante la presenza di amidi, ha meno carboidrati della pasta.

Pomodorini: grazie all’elevato contenuto di licopene, sono un potente antiossidante. Ricchi anche di acqua, sali minerali e vitamine.

Basilico: questa piantina aromatica è ricca di vitamine, sali minerali, flavonoidi e antiossidanti.

Cosa serveCosa serve (per 2 persone)

 

200 g di farro

Pomodorini q.b.

Caciotta di capra q.b.

Fiori di zucca freschi

Basilico

Sale

Olio e.v.o

Come si preparaCome si prepara

 

Cuocere il farro e, nel frattempo, lavare i pomodorini e privarli dei semi. Tagliarli a pezzettini e metterli nella terrina o nel contenitore che verrà utilizzato per portare il pranzo in spiaggia o al pic-nic. Tagliare la caciotta a cubetti e unirla ai pomodorini. Quando il farro è pronto e raffreddato, versarlo nella terrina. Condire con sale e olio. 

5 consigli per mantenere i muscoli lontano dagli infortuni

Il tuo sistema muscolare è costituito da centinaia di muscoli: dal grande gluteo fino ai muscoli molto piccoli che controllano le dita. Il tuo sistema muscolare è responsabile di movimenti come camminare, sollevare pesi, correre ma anche mantenere la postura corretta. Un sistema muscolare  sano ha un buon apporto di sangue, è di colore rosso, e risponde bene allo stress imposto dai nostri movimenti quotidiani, tra cui l’allenamento. Lavorando regolarmente e facendo attenzione all’alimentazione, puoi mantenere i tuoi muscoli lontano dagli infortuni e in perfetta forma.5 consigli per mantenere i muscoli lontano dagli infortuni

Allenati con i pesi.

L’allenamento di forza migliorerà la forza e la resistenza muscolare. Esegui due o tre allenamenti per tutto il corpo a settimana in giorni non consecutivi per ottenere il massimo dal tuo allenamento. Puoi allenarti usando macchine per la resistenza, manubri, bilancieri, bande di resistenza o esercizi per il peso corporeo, tutti efficaci per migliorare le condizioni del tuo sistema muscolare. Leggi anche Donne e Muscoli: quello che non dovresti ignorare

Per ogni esercizio di spinta, esegui un esercizio di trazione.

 I muscoli sono disposti a coppie sui lati opposti delle articolazioni – ad esempio, i bicipiti e i tricipiti si contrappongono tra loro. Esercitare ciascun muscolo in modo uniforme per assicurarsi di non sviluppare alcuno squilibrio muscolare ed evitare possibili danno.

Cambia il tuo allenamento ogni sei-otto settimane

Una volta che i muscoli si sono abituati a un particolare allenamento, quell’allenamento cessa di essere altrettanto efficace. Cambia regolarmente gli esercizi, i pesi, i set e ile ripetizioni in modo che i tuoi progressi non si fermino. Leggi anche Cambiare allenamento ogni giorno è davvero positivo?

Fai stretching

I tuoi muscoli devono essere allungati regolarmente per mantenerli sani e lontani dagli infortuni. Allunga tutti i tuoi muscoli principali dopo ogni allenamento e preferibilmente ogni giorno. I muscoli spesso si restringono tra un allenamento e l’altro, come risultato del fatto che passi parecchio tempo seduta e come parte del processo di invecchiamento. Lo stretching allungherà i muscoli e preverrà l’accorciamento di questi ultimi con l’avanzare dell’età. Esegui lo stretching delicatamente i tuoi muscoli e in alternativa puoi prendere in considerazione una lezione di yoga.

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Occhio alla dieta, che sia sempre equilibrata

Mangiare in maniera equilibrata. I tuoi muscoli hanno bisogno di vitamine, minerali, acqua, proteine, carboidrati e grassi sani in modo che possano funzionare al meglio. Mangia  cibi naturali integrali come frutta, verdura e cereali per assicurarti di ricevere nutrienti adeguati per mantenere i tuoi muscoli in buona forma. I tuoi muscoli sono costituiti da circa il 70% di acqua quindi assicurati di bere almeno otto bicchieri di acqua al giorno per rimanere ben idratati.

Se sei nuova all’allenamento, inizia gradualmente. Fatti aiutare da un professionista nel programmare un allenamento che sia adatto alle tue esigenze e i tuoi obiettivi e ricordati di  riscaldarti sempre prima di ogni tipo di esercizio fisico a prescindere dall’intensità.

3 modi per prevenire l’insonnia post-allenamento

Per la maggior parte, le prove supportano il fatto che l’esercizio fa bene al sonno: ti aiuta ad addormentarti più velocemente e a dormire sonni tranquilli tutta la notte. Eppure, sapevi che allenarti troppo vicino al momento di coricarsi può effettivamente darti una scossa di energia che può tenerti sveglia più a lungo?

In uno studio, i partecipanti hanno dormito 42 minuti in più nei giorni in cui erano meno attivi. Se questo è il tuo caso, ma il tuo programma non ti permette di allenarti all’inizio della giornata, non devi rassegnarti a riposare meno quando ti alleni. Questi tre consigli ti aiuteranno ad addormentarti senza sforzo, anche se stai saltando direttamente dallo squat al letto.

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Prediligi l’allenamento a bassa intensità

Lascia i tuoi allenamenti da cardiopalma ai giorni in cui hai più tempo libero al mattino e utilizza le opzioni meno intense per gli esercizi serali, come una passeggiata o una corsa super facile o, ancora meglio, yoga vinyasa. In effetti, qualunque cosa tu faccia, considera di terminare gli allenamenti notturni con alcune pose, come la posa di Happy Baby o Corpse. I movimenti rilassanti e l’attenzione al respiro ti aiuteranno a rilassarti, preparandoti a letto. Leggi anche Benefici della camminata: quanti passi fare per bruciare 500 calorie

Raffreddare più velocemente

Mettersi a letto appena dopo aver terminato una sessione di sollevamento pesi o di corsa su tapis roulant praticamente garantisce la difficoltà di prendere sonno. Invece, fare un bagno caldo o una doccia prima di andare a dormire rilassa abbastanza da facilitare il sonno. Inoltre, la ricerca dimostra che la temperatura interna si abbassa naturalmente prima di andare a dormire, il che aiuta a far ripartire i sistemi di sonno del tuo corpo. Quando esci dalla doccia fumosa e inizi ad asciugare, anche la temperatura corporea cadrà di qualche grado, provocando sonnolenza. Leggi anche Fare un bagno caldo darebbe gli stessi benefici dell’allenamento

Prova uno spuntino di mezzanotte

Fare rifornimento dopo un allenamento a tarda notte aiuta l’equilibrio: mangia troppo e ti sentirai troppo pieno e gonfio per dormire; troppo poco, e la tua pancia rumorosa ti terrà sveglio. La soluzione migliore è prendere uno spuntino leggero contenente carboidrati e proteine, entrambi essenziali per il corretto recupero. Alcune buone scelte: pane tostato integrale con burro di arachidi o hummus, un bicchiere di latte al cioccolato o formaggio magro e cracker.

Pochi carboidrati per contrastare il diabete di tipo 1

Regime dietetico adeguato riduce il bisogno di insulina

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È necessaria meno insulina nei pazienti affetti da diabete di tipo 1 che aderiscono a un regime alimentare basato su uno scarso apporto di carboidrati.

Lo dimostra uno studio del Boston Children’s Hospital pubblicato su Pediatrics. Il campione oggetto di analisi ha seguito una dieta a bassissimo introito di carboidrati.

I soggetti hanno consumato in media 36 grammi di carboidrati al giorno, ovvero circa il 5% delle calorie totali, mentre le linee guida internazionali suggeriscono alle persone sane un introito pari al 45% delle calorie totali.

Ciò ha permesso di ridurre il valore dell’emoglobina glicata al 5,67%, mentre in media per un paziente è dell’8,2% e l’obiettivo delle terapie è portarlo sotto al 7%.

Ma il regime alimentare ha anche permesso ai pazienti di ridurre la dose di insulina quotidiana.

Dieta chetogenica e alcol: è possibile?

La dieta del momento, ovvero la dieta chetogenica, è nota per essere poco amica di carboidrati e zuccheri, per tanto valida per brevi periodi di tempo.
Non solo, la dieta chetogenica non prevede la possibilità di introdurre alcol, non tanto per la quantità di carboidrati presenti in ogni drink, ma per il modo in cui il corpo recupera energia da esso.

Il metabolismo dei nutrienti sembra essere dunque il principale problema dell’introduzione di anche un solo bicchiere di alcol nella dieta chetogenica, come dice Kristen Macinelli alla rivista americana Shape. Una volta ingerito l’alcol, il fegato lo metabolizza in energia. Questo può comportare l’ossidazione dei acidi grassi dell’80%.

In poche parole invece di bruciare grasso per produrre energia, l’energia viene recuperata dalle calorie dell’alcol consumato. Non è per tanto la fine del mondo, ma di sicuro nemmeno il modo migliore di sfruttare i benefici della dieta chetogenica.

Se comunque sei la tipa da happy hour ma non vuoi rinunciare ad un bicchiere in compagnia, non preoccuparti, basta fare un po’ di attenzione alla tipologia di alcolico e bere con moderazione.

Per prima cosa dovresti riconsiderare vino, birra e champagne in favore di alcune tipologie di spiriti. Non importa la tipologia, tutti hanno lo stesso ammontare di calorie provenienti dall’alcol e nessuno da carboidrati. Leggi anche Tequila shot: agave ed effetti sul peso

Il vino non è particolarmente ricco di carboidrati, e a seconda dell’ammontare dei carboidrati previsto dal tuo piano alimentare potrebbe essere inserito più facilmente rispetto alla birra.
Quindi cattive notizie, per gli amanti di quest’ultima.

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Farro Mediterraneo

Farro: contiene fibre, magnesio, potassio, vitamine del gruppo B. Nonostante la presenza di amidi, ha meno carboidrati della pasta.

Pomodorini: grazie all’elevato contenuto di licopene, sono un potente antiossidante. Ricchi anche di acqua, sali minerali e vitamine.

Basilico: questa piantina aromatica è ricca di vitamine, sali minerali, flavonoidi e antiossidanti.

Cosa serveCOSA SERVE (per 2 persone)

 

160 g di farro

100 g di pomodorini

50 g di feta

Olive taggiasche q.b.

Sale

Olio e.v.o.

Basilico

Come si preparaCOME SI PREPARA

 

Cuocere il farro in abbondante acqua salata. Nel frattempo, tagliare i pomodorini e le olive a metà, la feta a cubetti. Condire il farro in una pirofila, irrorare con olio extravergine d’oliva e striscioline di basilico fresco.

Dieta FODMAP: il problema della pancia gonfia e piena d’aria e come evitarlo

A parte il Monday blues, ovvero la depressione da lunedì, chi non si è svegliato con la pancia gonfia e piena d’aria per i bagordi del weekend a inizio settimana, alzi la mano. Per tutti coloro che non hanno questa sensazione, un grosso applauso, per gli altri, vi consigliamo di leggere questo articolo, magari il vostro brunch healthy della domenica ha fatto qualche danno di troppo…

Sebbene l’acronimo FODMAP non dica niente alla maggior parte di noi, la pancia gonfia e piena d’aria sono solo alcuni dei sintomi che disturbano la vita di molti.

Sorprendentemente, alcuni degli alimenti che contribuiscono ai problemi intestinali sono cibi sani e nutrienti. Quindi, nel tentativo di fare la cosa giusta, molte persone aumentano le porzioni di alimenti nutrienti (per ripulire la loro dieta) solo per trovarsi in uno stato peggiore. È qui che l’esperienza di un dietista accreditato può aiutarti a muoverti tra i cibi e guidarti nella giusta direzione.

La buona notizia è che molti alimenti colpevoli d’irritare l’intestino possono essere comunque gustati tenendo sott’occhio la quantità, le porzioni e mantenendo il tutto in equilibrio. FODMAP sta per “Oligosaccaridi fermentabili, disaccaridi, monosaccaridi e polioli” – ora si capisce la necessità di un acronimo, giusto? – ovvero zuccheri che hanno un elevato potere fermentativo. In parole povere, zuccheri e carboidrati che sono scarsamente assorbiti e come tali causano problemi digestivi.

Quando abbiamo scoperto che i cibi FODMAP possono causare dolore, siamo rimaste un po’ perplesse: immediatamente ci siamo immaginate un brunch senza avocado, un’estate senza frutta e una vita senza yogurt e pizza.

Ma, quando si tratta di alimentazione le scelte estreme non sono mai da prendere in considerazione. Non si tratta quindi di acquisire un approccio ‘NO FODMAP’, si tratta solo di dosare le quantità di alcuni alimenti e essere coscienti del fatto che esistano delle alternative.

Diamo un’occhiata ad alcuni degli ingredienti FODMAP più deliziosi e come è possibile utilizzarli o scambiarli.

 

Come liberarsi della cellulite

Rimedi specifici e alimentazione corretta le armi migliori

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Lipodistrofia ginoide, pannicolopatia edemato fibrosa, adiposis edematosa, pannicolopatia edemato-fibro-sclerotica, dermopanniculosis deformans, status protrusus cutis, liposclerosi, pelle a buccia d’arancia, pelle a trapunta.

Tanti nomi diversi, ma il problema è sempre uno, la cellulite, nemica giurata delle donne. Infatti, l’80, 90% delle donne affronta la sua personale battaglia. La genetica è tra le cause maggiori, ma potrebbe dipendere da un’alimentazione ricca di sale, grassi e carboidrati, da cattiva circolazione sanguigna e da scarsa attività fisica.

Dieta a basso contenuto di carboidrati o basso contenuto di grassi: quale funziona meglio?

Posto che ogni qual volta si parla di alimentazione soluzioni estreme e fai da te sono altamente sconsigliate , ci sono alcune diete che sono particolarmente popolari. Per decenni, due diete sono state al centro del dibattito sulla perdita di peso: dieta a basso contenuto di carboidrati (Atkins) e quella a basso contenuto di grassi.

La differenza dei risultati di perdita di peso ha sconcertato i ricercatori per un certo numero di anni. Una squadra della Stanford University School of Medicine ha deciso di scoprire quale è più efficace  e ha scoperto che, in realtà, nessuno dei due lo è. Non è la dieta a fare la differenza, ma il tuo corpo.

“Tutti abbiamo sentito storie di un amico che ha seguito una dieta – ha funzionato benissimo – e poi un altro amico ha provato la stessa dieta e non ha funzionato affatto”, ha detto l’autore principale e professore di medicina Christopher Gardner. “È perché siamo tutti molto diversi e stiamo appena iniziando a capire le ragioni di questa diversità.”

Forse non dovremmo chiederci qual è la dieta migliore, ma qual è la dieta migliore per chi?

Ricerche precedenti hanno dimostrato che una serie di fattori, tra cui la genetica, i livelli di insulina e i microrganismi presenti nel corpo, possono avere un impatto sulla perdita di peso. Il nuovo studio ha cercato di scoprire se questi fattori avrebbero incoraggiato il corpo di un individuo a favorire una dieta a basso contenuto di carboidrati o una dieta povera di grassi.

I ricercatori hanno reclutato 609 partecipanti, suddivisi equamente tra uomini e donne, di età compresa tra i 18 ei 50 anni. Sono stati sottoposti a una dieta a basso contenuto di carboidrati o a basso contenuto di grassi per un anno. Per le prime otto settimane dello studio, ai partecipanti è stato detto di limitare il loro apporto di carboidrati o grassi a soli 20 grammi al giorno – circa 1,5 fette di pane integrale o una manciata abbondante di noci.

Leggi anche: Guida completa alla dieta chetogenica 

Dopo il secondo mese, sono stati istruiti a fare aggiustamenti incrementali secondo necessità, aggiungendo 5-15 grammi di grassi o di carboidrati gradualmente e mirando a raggiungere un equilibrio che ritenevano potesse essere mantenuto per il resto della loro vita.

Alla fine dell’anno, le persone con una dieta a basso contenuto di grassi hanno riportato un consumo medio giornaliero di grassi pari a 57 grammi, mentre quelle a basso contenuto di carboidrati consumavano circa 132 grammi di carboidrati al giorno. Vale la pena notare che il consumo medio di grassi per i partecipanti prima dell’inizio dello studio era di circa 87 grammi al giorno e l’assunzione media di carboidrati era di circa 247 grammi.

avocado ripieno di salmone

Gardener ha dichiarato: “Ci siamo assicurati di dire a tutti, indipendentemente dalla dieta che stavano seguendo, di andare comprare alimenti freschi, e non confezionati. “Inoltre abbiamo consigliato loro di seguire la dieta in modo da non patire la fame o sentirsi particolarmente privati di qualcosa ​​- onde evitare l’abbandono del piano alimentare nel breve termine. Volevamo che scegliessero una dieta a basso contenuto di grassi o a basso contenuto di carboidrati che avrebbero potuto potenzialmente seguire per sempre, piuttosto che una dieta che avrebbero interrotto al termine dello studio”. Nel corso di un anno, i ricercatori hanno monitorato i progressi dei partecipanti, registrando informazioni sul peso, la composizione corporea, i livelli di insulina di base e quanti grammi di grassi o carboidrati hanno consumato giornalmente. Alla fine dello studio, le persone nei due gruppi avevano perso, in media, 13 chili. C’era ancora, tuttavia, immensa variabilità della perdita di peso tra di loro. Alcuni sono scesi di 25 kg, mentre altri hanno guadagnato circa 7 o 10. Contrariamente a quanto sospettavano, non si sono rilevate associazioni tra il modello genotipico o i livelli di insulina e la perdita di peso.

Leggi anche: 6 buone ragioni per mangiare carboidrati

Il più grande risultato dello studio è che la strategia per perdere peso – che tu stia seguendo un approccio a basso contenuto di grassi o a basso contenuto di carboidrati – è molto simile. Gardener consiglia alle persone di mangiare meno zucchero, meno farina raffinata e più verdure possibili. Consiglia anche di  mangiare più “cibi integrali”.

Andando avanti, lui e il suo team continueranno ad analizzare i dati raccolti per scoprire cosa c’è dietro la perdita di peso individuale, ma alla base rimane sempre il concetto di personalizzazione.