RISO VENERE AI FRUTTI DI MARE CON ZUCCHINE, AVOCADO E CURCUMA

Questo è un piatto che possiamo considerare unico in quanto davvero molto ricco e composto da elementi dalle notevoli proprietà salutari.

Riso Venere: dal punto di vista nutrizionale, essendo un cereale integrale, il riso Venere contiene generose quantità di fibra alimentare, buone quantità di fosforo e potassio, nonché piccole dosi di altri elementi come: ferro, zinco e selenio.

E’ un’ottima fonte di tiamina (vit. B1) e possiede un basso indice glicemico. Il riso Venere si avvale di una caratteristica unica nel suo genere, deve il suo aspetto cromatico alle ottime quantità antociani, molecole polifenoliche dal potere antiossidante, antitumorale, ipocolesterolemizzante.

Il nome “Venere” si ricollega al simbolismo mitologico, fa riferimento alla ben nota Dea Romana dell’amore, della bellezza e della fertilità. Tale analogia è giustificabile dal fatto che, in passato, il riso nero era considerato un potente afrodisiaco.

Cosa serveCOSA SERVE (PER 4 PERSONE) 

 

250 g di riso nero venere (60 gr a testa più o meno)

Sale q. b.

Olio d’oliva q. b.

Mezza cipolla

1 Avocado maturo

2 Zucchine medie

Frutti di mare a piacere

Curcuma

Come si preparaCOME SI PREPARA

 

Mettere dell’acqua in un pentola, salare, portare ad ebollizione e versare il riso venere, il quale possiede un cottura piuttosto lunga, circa 30/40 minuti. Coprire con un coperchio e a fuoco lento portare avanti la cottura . Nel frattempo lavare e tagliare le zucchine a dadini, facendole rosolare per pochi minuti in una padella con un po’ di olio e cipolla. Privare poi l’avocado della sua buccia e tagliare anch’esso in pezzettini piccoli e tenerlo da parte. In una padella abbastanza capiente far rosolare della cipolla in un po’ di olio e aggiungere i frutti di mare, facendo attenzione a non cuocerli troppo.

Quando la cottura del riso sarà ultimata scolarlo con un a schiumarola tenendo da parte il brodo nero violaceo, e unirlo ai frutti di mare, alle zucchine, all’avocado e alla curcuma. Continuare per qualche secondo la cottura e quando tutti gli ingredienti si saranno amalgamati, aggiungere un po’ di olio a crudo. Nel caso in cui il riso risulti asciutto aggiungere il brodo tenuto da parte precedentemente.

Impiattare il riso guarnendo a piacere con un po’ di crema di avocado.

Epatite C, nuovo farmaco per eradicarla

Medicinale a base di sofosbuvir

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C’è un nuovo medicinale per l’epatite C. Il farmaco combina in una singola compressa tre principi attivi (sofosbuvir, velpatasvir e voxilaprevir) per i pazienti che hanno fallito una precedente terapia per l’epatite C a base di antivirali diretti (DAA).

Una buona notizia per quei pazienti italiani per i quali il trattamento con questa classe di farmaci non è stato risolutivo nell’eliminazione dell’infezione.

I DAA hanno trasformato la terapia dell’epatite C. Grazie alla loro elevata efficacia il numero di pazienti che ancora non ha raggiunto la completa guarigione è molto limitato. Per loro permane quindi la necessità di nuovi farmaci che offrano la possibilità di eradicare il virus dall’organismo, curando definitivamente dall’infezione.

Tumore al seno Brca-positivo, olaparib efficace

Sopravvivenza complessiva aumentata grazie alla molecola

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Il farmaco olaparib si è rivelato efficace nel trattamento del tumore al seno metastatico Brca mutato.

Lo studio ha messo a confronto il trattamento con olaparib vs chemioterapia (capecitabina, eribulina o vinorelbina a discrezione del medico curante) in pazienti che presentano carcinoma mammario metastatico HER2 negativo, con mutazioni della linea germinale BRCA1 e BRCA2, raggiungendo l’endpoint primario: sopravvivenza libera da progressione (PFS).

I risultati riportano l’aggiornamento sull’endpoint secondario di sopravvivenza globale. Nonostante lo studio non abbia ancora dimostrato una differenza statisticamente significativa, la sopravvivenza globale mediana si è rivelata di 19,3 mesi per le pazienti trattate con olaparib e di 17,1 mesi per le pazienti che hanno seguito la chemioterapia (HR 0.90; 95% CI 0.66-1.23; p=0.513), con vantaggio per il braccio olaparib di 2,2 mesi.

La beta-talassemia ha una cura

La terapia genica sembra funzionare su pazienti con forma grave

Niente più trasfusioni di sangue per 22 giovani pazienti affetti da beta-talassemia. È lo storico risultato di uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine da un team del Brigham and Women’s Hospital e dell’Harvard Medical School.

Il team anglo-americano ha sperimentato con successo una terapia genica per i pazienti affetti da una grave forma di beta-talassemia, malattia genetica che impedisce la produzione di un componente fondamentale dell’emoglobina, costringendo il paziente a ricorrenti trasfusioni di sangue.

“È sempre stata la nostra speranza quella di portare i risultati della ricerca ai pazienti”, ha detto Philippe Leboulch, ricercatore francese a capo del progetto. “Abbiamo preso il nostro lavoro dal laboratorio e ora siamo in grado di valutare la sua efficacia in pazienti con questa malattia. Ciò è immensamente gratificante”.

La riabilitazione respiratoria negli anziani

Per i pazienti affetti da insufficienza respiratoria cronica

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L’invecchiamento della popolazione è un fenomeno globale. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, in quasi tutti i paesi del mondo la proporzione di persone con più di 60 anni sta aumentando più velocemente rispetto alle altre fasce di età.

Si stima che nel 2050 le persone con più di 60 anni saranno quasi 2 miliardi (oltre il triplo rispetto al 2005) e rappresenteranno circa un quarto (22%) della popolazione mondiale. In Italia i soggetti con età ≥65 anni rappresentano il 20% circa della popolazione residente e si stima che raggiungeranno il 33% nel 2051.

Con l’invecchiamento della popolazione, aumenteranno anche i grandi anziani (età ≥85 anni), passando dall’attuale 2,3% della popolazione al 7,8%. Nel periodo 2010-2051, ci si aspetta un aumento della durata media della vita di quasi 6 anni per gli uomini e di poco più di 5 anni per le donne.

Tumori, larotrectinib per quelli con alterazione genetica

La molecola riceve la designazione di terapia all’avanguardia

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Passo avanti importante verso l’approvazione di larotrectinib, nuova molecola per il trattamento di tumori che presentano una particolare alterazione genetica, la fusione di geni NTRK (Neurotrophic Tyrosine Receptor Kinase).

È stata infatti completata la New Drug Application, cioè la presentazione all’ente regolatorio americano (Food and Drug Administration, FDA) della richiesta per il nuovo farmaco nel trattamento di pazienti adulti e pediatrici affetti da tumori solidi localmente avanzati o metastatici, che presentano fusioni geniche di NTRK. Queste ultime sono alterazioni presenti in una vasta serie di neoplasie che danno luogo a un’attivazione incontrollata del recettore TRK (Tropomyosin Receptor Kinase) e alla crescita del tumore.

Parlare al bimbo nel pancione? Inutile

I feti percepiscono a malapena i rumori dall’esterno

Cantargli una ninna nanna, fargli sentire la voce della mamma e del papà, raccontargli una fiaba: parlare al piccolo quando è ancora nell’utero materno è un falso mito.

I feti riescono a malapena a sentire il rumore che proviene dall’esterno. È quanto dimostra lo studio condotto dalla Dott.ssa Marisa Lopez-Teijón e dalla sua équipe di Institut Marquès sull’udito del feto e sull’effetto della musica all’inizio della vita, presentato presso l’Istituto Karolinska e l’Università di Stoccolma.

L’osservazione, condotta su pazienti tra la 14ª e la 39ª settimana di gestazione, rivela come la comunicazione con il feto sia uno degli aspetti più interessanti della scoperta.

6 variazioni di stacco per allenare il Lato B in vista dell’estate

Lo stacco è uno dei migliori esercizi che puoi fare per tutto il corpo. Molti allenatori sostengono che è il migliore, perché è l’esempio perfetto di un esercizio composto, il che significa che ti costringe a usare più gruppi muscolari contemporaneamente. Esistono diverse variazioni di stacco per rendere il tuo allenamento veramente efficace.  Puoi anche sollevare pesi più pesanti, permettendoti di aumentare davvero la forza, quando usi diversi muscoli grandi e forti.
Prima di diventare fantasiosi, padroneggia un deadlift di base come questo.

Stacco

Eseguire correttamente lo stacco di base consentirà di passare alle versioni più elaborate e consentirà di raccogliere i benefici della costruzione muscolare senza farsi male accidentalmente.

  • Rimani in piedi con i piedi divaricati, con le ginocchia leggermente piegate e un peso per ciascun lato.
  • Piega le ginocchia per abbassare il corpo, prendi ogni peso con le braccia tese.
  • Spingi indietro il sedere e tieni la schiena piatta. Il tuo busto dovrebbe essere quasi parallelo al pavimento.
  • Tenendo l’addome attivo , spingi attraverso i talloni per stare dritta.
  • Tieni i pesi vicino agli stinchi mentre sali.
  • Fermati in alto e stringi il sedere, poi abbassa lentamente il peso lungo gli stinchi.
  • Deadlift a gamba singola

Tumore del polmone, pembrolizumab e chemio


La combinazione aumenta la sopravvivenza

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La combinazione di pembrolizumab, molecola immuno-oncologica, e chemioterapia migliora significativamente la sopravvivenza dei pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule (NSCLC) non squamoso metastatico di nuova diagnosi e riduce del 51% il rischio di morte rispetto alla sola chemioterapia, indipendentemente dall’espressione di PD-L1.
Lo confermano i risultati dello studio di fase III KEYNOTE-189 presentati al congresso annuale dell’American Association for Cancer Research (AACR) in corso a Chicago. Lo studio è stato contemporaneamente pubblicato sull’importante rivista scientifica New England Journal of Medicine.
“I dati di questo importante studio, a cui l’Italia ha offerto un grande contributo, dimostrano che la sopravvivenza globale dei pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule metastatico aumenta moltissimo con la combinazione pembrolizumab più chemioterapia …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | polmone, cancro, pembrolizumab,

Depressione, ketamina spray per curarla


Gli effetti positivi dello stupefacente

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Una sostanza stupefacente potrebbe rappresentare il punto di svolta nella ricerca farmacologica indirizzata al trattamento della depressione.
La ketamina, infatti, è una droga pesante ma è anche in grado di aiutare i pazienti depressi a quanto pare. È quanto sostiene ad esempio uno studio dei ricercatori della Janssen Research and Development e della Yale School of Medicine pubblicato sull’American Journal of Psychiatry.
L’analisi ha coinvolto 68 persone a rischio imminente di suicidio, tutte trattate con antidepressivi. A metà di loro è stata inoltre somministrata esketamina (parte della molecola di ketamina) spray, mentre all’altra metà soltanto un placebo.
I pazienti che hanno assunto esketamina hanno mostrato un miglioramento molto più evidente dei sintomi della depressione durante le prime 4 settimane di trattamento. Gli effetti si sono livellati dopo circa 25 …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | depressione, ketamina, glutammato,