Linfoma cutaneo, efficace Brentuximab


Opinione positiva per il farmaco prodotto da Takeda

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Il farmaco sperimentale Brentuximav vedotin ha ricevuto il parere positivo del Chmp dell’Agenzia europea per i medicinali per il trattamento del linfoma cutaneo a cellule T CD30-positivo.
Il Chmp ne ha raccomandato l’approvazione per il trattamento di pazienti adulti già sottoposti ad almeno una terapia sistemica.
Brentuximab vedotin è un anticorpo coniugato (ADC) diretto al CD30 espresso a livello delle lesioni cutanee, approssimativamente nel 50% dei pazienti con linfoma cutaneo a cellule T. Brentuximab vedotin non è al momento approvato per il trattamento del linfoma cutaneo a cellule T.
L’opinione positiva del CHMP per Brentuximab vedotin, che verrà presa in considerazione dalla Commissione Europea, si basa sui risultati dello studio clinico randomizzato, in aperto, di fase 3 ALCANZA, disegnato per valutare Brentuximab vedotin come agente singolo in confronto al braccio di …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | linfoma, Brentuximab, lesioni,

Perché dovrei allenare i muscoli della schiena?

Sappiamo che i tuoi sforzi in palestra si concentrano nella parte del bassa del corpo: gambe snelle e toniche e glutei a palloncino sono il tuo pallino fisso. Il tuo secondo pensiero invece sono gli addominali: come avere un six pack a prova di Britney per indossare quei fantastici crop top a cui non smetti di pensare? In tutto questo concentrarti sulle parti del corpo a tuo avviso più femminili, stai dimenticando forse l’importanza per la tua salute dell’allenamento dei muscoli della schiena.

Che tu sia un’atleta, una bodybuilder, o ti limiti a timbrare il cartellino 3 volte a settimana in palestra, devi sapere che allenare i muscoli della schiena, sia nella parte alta che nella parte bassa, ha dei grossissimi benefici:

  • Ti aiuta ad eliminare il rischio di infortuni e supporta lo sviluppo di moltissime funzioni del corpo.
  • Aumenta la capacità del corpo di eseguire un certo tipo di esercizi. Se ti piace allenarti in sala pesi, lo sviluppo muscolare della parte bassa della schiena ti aiuta a darti maggiore equilibrio supportando i muscoli della parte centrale del corpo. Immagina di aggiungere ulteriore peso e pressione sollevando certi carichi, non vorresti maggiore supporto?
  • Aiuta ad evitare quella postura incurvata che assumi durante le ore passate alla scrivania Provvede a dare supporto alla spina dorsale
  • Previene il mal di schiena e dolore al collo, la riduzione di flessibilità e ossigenazione muscolare.

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Ovviamente non si può parlare di un corpo perfettamente allenato se s’ignora l’allenamento dei muscoli della schiena. Ecco quindi 5 suggerimenti per avere una schiena forte e allenata.

Tutti i suggerimenti dati vanno sempre relazionati alla propria condizione di salute e atletica. L’allenamento è una cosa estremamente personale.

  • Cerca di eseguire gli stacchi. Non c’è allenamento migliore per allenare i muscoli della schiena dello stacco (deadlift). Fai si che questo diventi l’esercizio fondamentale dei tuoi allenamenti
  • Esegui i pull up. Che tu sia in grado di eseguirli solo in maniera assistita o anche priva di supporto, cerca di eseguire questo esercizio nelle sue variazioni. I risultati si vedranno immediatamente.
  • Aggiungi allenamento con il vogatore o esercizi che simulino lo stesso movimento.
  • Quando si tratta di stacchi meglio tenersi bassi con le ripetizioni mentre quando si tratta di esercizi di pull si può arrivare ad un numero più alto di ripetizioni.
  • Concentrati nella costruzione di una presa forte e del sollevamento di carichi pesanti. E’ fondamentale per costruire un corpo forte e poter eseguire in maniera perforante ed efficace il tuo allenamento.



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Allenamento e integratori: focus sui benefici dei BCAA

Gli amminoacidi sono i mattoncini che costituiscono le proteine, vengono riuniti come i lego dal nostro organismo a formare legami peptidici, formando quindi le proteine e fornendo energia ai nostri muscoli. Sono 20 gli aminoacidi di cui 8 vengono classificati come essenziali così chiamati perché non essendo il nostro corpo in grado di sintetizzarli è necessario introdurli con la dieta (Cibi, integratori e bevande) e sono: isoleucina, leucina, lisina, metionina, fenilalanina, treonina, triptofano e valina; 10 sono gli aminoacidi classificati come non essenziali, così chiamati perché siamo in grado biosintetizzarli e sono: alanina, asparagina, acido aspartico, cisteina, glutammina, acido glutammico, glicina, prolina, serina, tirosina; mentre 2 sono classificati come semi essenziali: arginina, istidina. Degli amminoacidi essenziali, abbiamo in particolare un certo tipo chiamato amminoacidi a catena ramificata (BCAA) isoleucina, leucina, e valina, sono il fattore limitante nella capacità del corpo di costruire muscoli.

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Benefici dei BCAA

Gli aminoacidi ramificati o BCAA sono Leucina, Isoleucina, Valina e sono così chiamati perché hanno una catena di carbonio che devia o si ramifica dalla principale struttura portante lineare di carbonio. Oltre che nelle attività di forza, risultano essere particolarmente importanti anche in quelle discipline rivolte più alla “resistenza”, perché, insieme al lavoro plastico (di costruzione e ricostruzione muscolare), hanno anche un ruolo molto importante nella produzione di energia durante lo sforzo muscolare, infatti, diversamente dagli altri aminoacidi, vengono catabolizzati direttamente all’interno delle fibre muscolari.

L’utilizzo di BCAA come integratori ha una funzione anabolica di stimolo alla sintesi proteica. Hanno inoltre una funzione anticatabolica inibitrice della “lesione” proteica tipica da sforzi intensi e prolungati. Questi aminoacidi non passano attraverso il fegato ma vengono metabolizzati direttamente dai muscoli (per questo motivo in terapia vengono usati per i pazienti con gravi problemi epatici). In seguito a stimoli opportuni il fegato immette in circolo i BCAA, che attraverso la circolazione arrivano ai diversi organi in cui avviene la loro utilizzazione e metabolizzazione, in particolare al tessuto muscolare.

Altra azione importante dei BCAA è la stimolazione dell’insulina in quanto per essere veicolati nel muscolo necessitano dell’azione di questo ormone sui trasportatori del glucosio. Questo ormone pancreatico quando viene stimolato da un pasto fortemente glucidico porterà ad un aumento dei recettori nel tessuto adiposo ed in quello muscolare, per cui gli zuccheri, che saranno a questo punto molto alti nel sangue, entreranno facilmente negli epatociti, miociti ed adipociti per cui sarà necessaria una produzione insulinica maggiore per ristabilire l’equilibrio glicemico. Se invece l’insulina viene stimolata dai soli BCAA, l’unico tessuto destinatario sarà il tessuto muscolare e la produzione di insulina quindi sarà minore.

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Alcuni ricercatori hanno inoltre dimostrato come i BCAA possano determinare una significativa riduzione della sensazione di fatica durante l’esercizio fisico prolungato. Ciò perché l’insorgenza della fatica sembra essere correlata all’aumento della produzione di triptofano a livello centrale e quindi un aumento della produzione di serotonina (che deriva dal triptofano), che influenza il “dolore”. La concentrazione cerebrale di triptofano dipende da vari fattori ma c’è da sottolineare che esiste una competizione con diversi aminoacidi nell’utilizzo del meccanismo di trasporto attraverso la barriera ematoencefalica e sono proprio i BCAA ad esercitare prevalentemente tale competizione. Quindi più aumenta la concentrazione di BCAA, meno triptofano riesce a raggiungere il cervello con conseguente riduzione della sensazione di fatica. Durante l’esercizio intenso si verifica una riduzione del rapporto BCAA/triptofano sia per una riduzione dei BCAA che per un incremento del triptofano libero con conseguente esaurimento muscolare. La somministrazione di BCAA potrebbe quindi essere utilizzata anche per aumentare intensità e durata degli allenamenti.

Costituiscono oltre il 20% delle proteine muscolari (ma durante l’allenamento la richiesta è notevolmente superiore, circa il 35%) rendono positivo il bilancio azotato, favorendo la sintesi proteica. Il rapporto più usato per la realizzazione di integratore è il così detto 2-1-1, questo anche se numerosi studi hanno determinato anche altri possibili rapporti tra i tre componenti. Il dosaggio medio è circa 1 g ogni 10 Kg di peso corporeo ed i momenti di assunzione sono solitamente durante la prestazione (anche se a questo scopo sembrerebbero più adatti i recenti glucogenetici) oppure 15/20 minuti dopo lo sforzo o in combo.

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La leucina è il principale dei tre aminoacidi ramificati (quello che va assunto con rapporto maggiore) e riveste notevole importanza poiché maggiormente in grado di rallentare il processo di decomposizione delle proteine muscolari e promuove i processi rigenerativi, ciò significa, in parole povere, che aumenta la velocità con la quale il corpo può costruire proteine in modo da non “demolire i muscoli” più velocemente di quanto si riesca a rigenerarli. È particolarmente presente nei cibi ricchi di proteine, come pollo, tonno ed uova ma, a differenza di altri aminoacidi, la si può trovare in discrete quantità anche in cereali e legumi (non a caso, si usa parlare di piatti unici quando si parla di piatti come pasta e fagioli, riso e piselli o riso e ceci). L’isoleucina, come la leucina, è un aminoacido ramificato particolarmente presente nelle carni e nel pesce, ma anche nei legumi, nelle uova e nei latticini. La valina è un componente indispensabile della biosintesi proteica e assieme agli altri due aminoacidi ramificati svolge importanti funzioni di nutrimento dei muscoli. Può essere utilizzata dall’organismo umano per produrre energia da cibi altamente proteici o nel caso si abbia una mobilizzazione delle riserve proteiche endogene. È inoltre importante per le funzioni mentali, il coordinamento muscolare e le funzioni nervose. Fra i cibi che contengono discrete quantità di valina ricordiamo la carne di manzo, il petto di pollo, il salmone, la segale ecc.

In generale, l’integrazione con BCAA può risultare davvero utile nel preservare la massa muscolare dei soggetti che praticano attività sportive intense o prolungate nel tempo (più di un’ora) o nel caso di diete ipocaloriche o anche in casi di brevi strategie di digiuno intermittente. Se invece, l’attività fisica è blanda e si segue già un’alimentazione normocalorica con buone percentuali di proteine, si sta già assumendo la giusta quantità di BCAA e l’integrazione risulta essere inutile.

Fonti: Shape.com ; Unife.it



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Il futuro della diagnosi è tascabile


L’efficacia dei Lab-on-a-Chip

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Un sofisticato laboratorio di analisi a portata di tasca è stato messo a punto dai ricercatori dell’Istituto di scienze applicate e sistemi intelligenti del Consiglio nazionale delle ricerche (Isasi-Cnr) di Napoli con il primo microscopio olografico, che darà modo agli utenti di effettuare, per alcune patologie, esami diagnostici rapidi e a casa propria.
Lo studio è stato pubblicato su Light: Science and Applications, rivista del Nature Publishing Group.
“La svolta tecnologica è stata possibile grazie ai cosiddetti dispositivi Lab-on-a-Chip (Laboratori su chip)”, spiega Vittorio Bianco, ricercatore Isasi-Cnr. “Abbiamo dotato un chip microfluidico, cioè un semplice ed economico pezzetto di plastica nel quale sono scavati dei canaletti in cui scorre il fluido da analizzare (sangue, urine, saliva), di micro-elementi ottici che gli conferiscono le funzionalità di microscopio …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | diagnosi, chip, cellule,

BOOP, la finta polmonite


Quando gli antibiotici non servono per curare i polmoni

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Niente è come sembra. A volte sintomi riconducibili alla polmonite – tosse persistente, febbre, spossatezza – potrebbero nascondere un’altra patologia, meno insidiosa ma più difficile da diagnosticare e dal nome apparentemente inquietante: bronchiolite obliterante con polmonite organizzata (BOOP) o anche polmonite criptogenica organizzata (COP).
Ciò che viene spesso scambiato per polmonite anche sulla base di esami obiettivi è in realtà il frutto di una risposta riparativa del polmone a un agente aggredente come un virus, fumi tossici o anche un farmaco. Data questa premessa, la patologia non può essere curata con gli antibiotici, ma può evolvere positivamente in maniera autonoma dopo alcune recidive e un andamento altalenante.
Alcune persone sono più soggette di altre all’insorgenza di questa strana polmonite-non polmonite, in particolare chi è reduce da malattie tumorali o chi assume …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | polmonite, infezione, cortisone, tosse,

Ricetta pancake proteico con albicocche, frutti di bosco e noci pecan

I  colori che ti mancano in questa orribile giornata di pioggia li trovi tutti in questa fantastica ricetta pancake proteico. Scopri come procedere.

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Ingredienti ricetta pancake proteico con albicocche, frutti di bosco e noci pecan

  • 200 ml di albumi
  • 30 gr di proteine in polvere gusto vaniglia (può essere sostituito con 60 gr di fiocchi di avena frullati o qualsiasi altra farina) 
  • 2 albicocche (80 gr circa)
  • 1 manciata di frutti di bosco (30 gr circa)
  • 10 gr di noci pecan 

Come procedere

  • Mescolare bene albumi e proteine senza lasciare grumi.
  • Aggiungere le albicocche tagliate a fettine e i frutti di bosco.
  • Versare il composto in un padellino già caldo, abbassare la fiamma e coprire con il coperchio.
  • Cuocere per un paio di minuti fino a che inizia a solidificarsi la superficie, aggiungere le noci e proseguire la cottura per altri 10 minuti circa o comunque fino a che inserendo uno stuzzicadenti non esce asciutto.



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L’attività aerobica fa crescere il cervello


Potenzia la memoria e frena l’invecchiamento cerebrale

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Praticare un’attività fisica aerobica consente di prendersi cura del proprio cervello. Una ricerca della Western Sydney University firmata da Joseph Firth rivela che l’esercizio fisico aerobico – ad esempio il nuoto, la corsa, la cyclette – potenzia la memoria, aumenta le dimensioni del cervello e ne preserva la funzionalità con il passare degli anni.
Lo studio, pubblicato su Neuroimage e condotto in collaborazione con i colleghi della University of Manchester, è una meta-analisi che prende in esame un campione di 734 persone.
I dati indicano che la pratica sportiva aerobica contrasta il restringimento fisiologico del cervello, che si verifica a un tasso del 5% ogni dieci anni a partire dal compimento dei 40.
L’attività aerobica favorisce la crescita della parte sinistra dell’ippocampo e potenzia le capacità mnemoniche. Risultati importanti che potrebbero favorire la prevenzione …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | aerobica, cervello, memoria,

Maratona di New York, scopri come migliorare le tue performance


Domenica 5 novembre si corre la maratona di New York. Pur con la paura per il recente attentato, i runner da tutto il mondo sono già lì. Se sei un runner non professionista, ecco i consigli per migliorare le tue performance.

Allenamenti al pomeriggio e caffè sembrano essere il segreto per aumentare prestazioni e resistenza per correre la maratona. A dirlo, uno dei massimi esperti del settore, il dottor Massimo Spattini, specialista in Scienza dell’Alimentazione e in Medicina dello Sport, Certified in Anti-Aging & Regenerative Medicine (ABAARM – USA), alla Conferenza di Agemony, che si è tenuta a Roma presso la sede del CONI. “Le ricerche hanno evidenziato che i tempi di reazione presentano un picco nel tardo pomeriggio, tra le 16 e le 18, quando la temperatura corporea è più alta e per ogni grado Celsius (°C) di aumento di calore corporeo, la velocità di conduzione nervosa aumenta di 2,4 m/sec – ha spiegato il Dottor Massimo Spattini – Sui benefici del caffè, invece, oltre 14 studi raccolti in una metanalisi, cioè uno studio che li mette tutti a confronto, hanno confermato che la caffeina aumenta le prestazioni del 12% in media e ha benefici sugli sport di resistenza, con uno sforzo da 6 a 20 minuti, dove permette un ‘vantaggio’ del 6%. Inoltre stimola il cervello a un pensiero più chiaro e a una maggiore concentrazione – prosegue il medico.

Perché allenarsi al pomeriggio: cosa dice la scienza

Anche senza caffè, Allenarsi al pomeriggio aiuta ad avere migliori performance. “La mobilità articolare, la forza ‘esplosiva’ e quella ‘massimale’, intesa come la capacità del muscolo di esprimere la massima tensione possibile con una contrazione volontaria, raggiungono il livello più alto tra le ore 16 e le 18 – sottolinea l’esperto. – Anche le capacità metaboliche, come consumo di ossigeno, ventilazione polmonare, gittata sistolica e portata cardiaca raggiungono la massima efficienza nel pomeriggio. Nella stessa fascia oraria la resistenza a un lavoro ad alta intensità e la capacità di produrre lattato, sono più elevate.”

Perché il caffè aiuta la performance? La scienza risponde

La risposta è in uno studio del 2012 ( link PLoS One.) condotto su 12 uomini durante l’esercizio dello squat e della distensione su panca orizzontale al 75% del peso massimale, in momenti differenti della giornata con o senza caffeina, in esperimento in doppio cieco con placebo. Lo studio ha dimostrato che il gruppo che si era allenato al pomeriggio senza caffeina era significativamente più forte del gruppo del mattino al quale era stato somministrato il placebo, a conferma dell’impatto negativo delle prime ore del giorno sulla performance. Quando entrambi i gruppi invece hanno ricevuto la caffeina, non ci sono state differenze significative. Meccanismo spiegato in parte dal fatto che la sostanza è in grado di innescare un enzima chiamato AMPK che funziona come regolatore dell’energia a livello cellulare che a sua volta agisce sul SIRT 1, altro enzima che accelera la produzione di energia a partire dai grassi e dal glucosio. “La caffeina però non funziona sempre – avverte il dottor Spattini – Le ricerche hanno dimostrato che l’esercizio a breve termine e ad alta intensità non ne beneficia tanto quanto la prestazione di resistenza e sforzo prolungato. Nei soggetti che metabolizzano efficacemente la sostanza, la caffeina blocca i recettori dell’adenosina e diminuisce sia il dolore che il disagio dello sforzo muscolare aumentando l’intensità dell’esercizio e la resistenza. Dopo l’assunzione, la pressione sanguigna si alza, i depositi di grasso vengono mobilizzati e gli acidi grassi vengono rilasciati nel circolo sanguigno”.

E il caffè sembra anche correlato a una maggiore longevità. A suggerirlo, uno studio apparso sul New England Journal of Medicine che ha esaminato migliaia di uomini e donne: coloro che consumano caffè regolarmente, vivono più a lungo, con benefici analoghi a quelli osservati in Giappone dal consumo di the verde. “Ovviamente – sottolinea il dottor Spattini – l’ora della giornata è solo una delle variabili che concorrono alla performance: costanza, motivazione, concentrazione, riposo, alimentazione, integrazione sono altrettanti fattori che possono rendere il ritmo circadiano trascurabile. E’ vero però che in alcune specialità, se gli atleti devono gareggiare in emisferi diversi dal proprio, è previsto un allenamento specifico all’ora del luogo di destinazione per abituare l’organismo al diverso fuso orario.”


A cura di Liana Zorzi

© Sani per Scelta

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Malattia di Gaucher, disponibile eliglustat


Prima e unica terapia orale di prima linea

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In arrivo un’importante novità per i pazienti italiani affetti dalla rara malattia di Gaucher. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, è ora disponibile anche nel nostro Paese eliglustat, la prima e unica terapia orale di prima linea per gli adulti che convivono con questa patologia rara.
Grazie all’assunzione per via orale, eliglustat offre un’opzione di trattamento più vicina alle esigenze delle persone con malattia di Gaucher. Per alcuni pazienti che risultano idonei in base ad un test genetico e su indicazione dello specialista, eliglustat rappresenta infatti un’efficace alternativa alla terapia enzimatica sostitutiva (ERT) che viene somministrata per infusione ogni due settimane.
“Per la sua modalità di somministrazione eliglustat rappresenta un grande passo in avanti per chi convive tutta la vita con una patologia cronica dal grande impatto sulla qualità di vita del paziente …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | farmaco, Gaucher, ereditaria,

Fitspo Italiane: Claudia Casanova

Abbiamo deciso di inaugurare una nuova rubrica sulle Fitspo Italiane e partiamo con un’intervista con una ragazza veramente speciale: Claudia Casanova.
Claudia, è nata e cresciuta in Sardegna, attualmente vive a Milano e lavora in un’azienda nel campo della salute. Ha adottato uno stile di vita sano ed equilibrato: il fitness è parte della sua vita, si alleno quasi tutti i giorni e ama sperimentare nuove discipline, workout, guide e Fitness App. Lo yoga è entrato nella sua routine quotidiana e l’ha aiutata tanto a conoscere meglio il suo corpo e superare alcuni limiti. E’ una persona molto determinata ma pensoache i percorsi migliori siano sempre quelli condivisi con le persone giuste!

Claudia Casanova indossa Terez – Shop Fit In Hub

Quando hai iniziato a praticare yoga e chi ti ha influenzato nella scelta della disciplina? 

Ho iniziato a praticare yoga un anno e mezzo fa. Sono cresciuta giocando a pallavolo e la flessibilità non è mai stata il mio punto forte. Quando ho iniziato a lavorare in ufficio ho scoperto l’amore per il fitness, una grande valvola di sfogo necessaria a chi come me passa 8 ore seduta davanti al computer. L’esercizio fisico mi ha sempre regalato una sensazione di benessere, ma anche tanti fastidi muscolari dato che non ho mai investito tanto tempo nello stretching. Ho scoperto lo yoga quasi per una necessità fisica, e all’inizio ero molto scettica perché solitamente preferisco le attività ad alta intensità. Prima di trovare lo stile e l’insegnante giusto sono scappata da diverse lezioni. Le persone che mi hanno influenzata e motivata maggiormente sono Martina Sergi e Martina Rando, oggi conosciute come The Two Martinas, che ho avuto il piacere di conoscere all’inizio del loro percorso durante un fitness meet up.

Qual è il consiglio che ti senti di dare a chi si approccia allo yoga?

Il mio consiglio è di non arrendersi alle prime difficoltà o alle prime impressioni negative. Molte persone pensano che lo yoga sia solo meditazione e pose statiche. In realtà esistono un’infinità di tipologie di yoga, e ogni insegnante ha il suo stile e la sua metodologia di insegnamento. Credo sia quasi impossibile non trovare neanche uno stile adatto alla propria personalità! Una volta superato il primo passo il consiglio è quello di cercare di essere costanti e di fotografarsi quando si praticano le pose. Le foto sono ottime per rendersi conto dei propri progressi e trovare la motivazione per continuare!

Claudia Casanova indossa Legging Terez – Shop Fit In Hub

Quali sono gli asana che preferisci e perchè? (e qui magari potremmo inserire qualche immagine con i leggings) 

Ho sempre amato le posizioni di forza e equilibrio, soprattutto gli arm balance e le inversioni. Gli arm balance sono i primi asana che ho imparato; in un certo senso ci sono affezionata e mi hanno sempre dato tanta soddisfazione. Mi diverto a sperimentare nuove pose capovolgendomi per tutta la casa!

Progetti per il prossimo futuro? 

Mi piacerebbe prendere il certificato per diventare insegnante. Non credo diventerò un’insegnante yoga, ma mi piacerebbe inserire questo tipo di formazione nel mio percorso. Per il momento però è solo un sogno, perché non è molto compatibile con il mio attuale lavoro. Ma in futuro chissà…

Claudia Casanova in leggings Terez – shop fit in hub

Puoi seguire Claudia sul suo blog



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