Infarto, le donne sotto i 60 rischiano il doppio


Probabilità di decesso raddoppiate rispetto agli uomini

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Morire per le conseguenze di un infarto è un evento molto più probabile fra le donne con meno di 60 anni rispetto ai coetanei uomini.
A stabilirlo è una ricerca dell’Università di Bologna pubblicata su Jama Internal Medicine che sottolinea la necessità di tenere in considerazione il sesso del paziente nell’approccio terapeutico.
Che le donne rischiassero più degli uomini in caso di infarto era cosa nota da tempo. Ricerche precedenti avevano spiegato il fenomeno con una disparità di trattamento ospedaliero a sfavore delle donne dovuta principalmente all’incapacità di riconoscere sintomi diversi rispetto a quelli che si manifestano fra gli uomini.
Invece del classico dolore toracico, le donne mostrano più facilmente nausea, vomito, fiato corto, dolore alla schiena, al collo o alla mascella.
Se la difficoltà a riconoscere i sintomi è senz’altro vera, tuttavia non è sufficiente a …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | infarto, donne, rischio,

In forma per il matrimonio con il pilates: 4 movimenti per un corpo tonico e longilineo

Se sei vuoi essere in forma per il matrimonio e indossare al meglio il tuo vestito da sposa, sei nel posto giusto! Tra le tante tipologie di allenamento, il metodo Pilates  è un sistema di allenamento che mira a rafforzare il corpo, a modellarlo e a migliorare la fluidità. Il Pilates è costituito da un’ampia gamma di esercizi da svolgere a corpo libero o con l’aiuto di piccoli attrezzi, a corpo libero (Pilates Matwork) e  praticabile facilmente anche a casa , si suddivide in:

  1. Matwork Base (1° mese di allenamento). Programma concepito per sviluppare in particolare respirazione e concentrazione nonché baricentro e controllo creando così le basi per i programmi successivi.
  2. Matwork Intermedio (2° mese di allenamento). Programma strutturato in modo da migliorare continuamente i movimenti che già si conoscono dal livello base esercitandosi su quelli più impegnativi. Vengono introdotti esercizi nuovi e più complessi.
  3. Matwork Avanzato (3° mese di allenamento). In questo livello si raggiunge una certa padronanza degli esercizi. La fluidità diventa lo scopo principale.
  4. Pilates Advanced Training (4° mese di allenamento). In quest’ultimo livello si utilizzano piccoli attrezzi per intensificare , variare e rendere più efficace l’allenamento.

Andiamo qui di seguito a strutturare un programma di allenamento di Pilates Matwork Base concentrato su quattro esercizi. Cercate di seguire questa routine tre giorni a settimana.

Ascoltate il corpo, concentrate la mente con classici esercizi da fare a casa. In forma per il matrimonio con il pilates: 4 movimenti per un corpo tonico e longilineo

THE HUNDRED

  • Esercizio di rafforzo isometrico dei muscoli dell’addome, stimola la circolazione e la resistenza rinforzando gli addominali e aumentando la stabilità del baricentro.
  • Inspirate dal naso eseguendo cinque movimenti, espirate dalla bocca per altri 5 movimenti.
  • Ripetere 100 movimenti, che equivalgono a 10 respirazioni complete (da cui il nome the hundred – il cento). Recuperate un minuto ed eseguite per cinque volte.

Personal Trainer: Alfredo Vicinanza Atleta: Adele Vicinanza Legging: Terez

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Un’analisi del sangue predice il parto pretermine


Individuati i biomarcatori necessari per la diagnosi

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Basterà un esame del sangue per conoscere il rischio concreto di parto pretermine in caso di gravidanza. Lo annunciano i risultati di una ricerca pubblicata su Science e firmata da scienziati dell’organizzazione no profit americana March of Dimes.
Oltre a quantificare il rischio di parto prematuro, l’analisi permetterà di stimare l’età gestazionale del feto con un’accuratezza paragonabile a quella degli ultrasuoni, ma con un costo molto inferiore.
“Questa eccitante ricerca all’avanguardia dimostra perché stiamo investendo in nuovi modi per migliorare la salute di mamme e bambini, soprattutto per affrontare la crisi legata alla nascita prematura in tutto il mondo”, afferma Stacey D. Stewart, presidente di March of Dimes. “Ad oggi – ricorda Stewart – nessun test sul mercato può prevedere in modo affidabile quali mamme avranno un parto prematuro”.
Lo studio è stato coordinato da …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | sangue, analisi, parto,

Tumore tenosinoviale a cellule giganti, ecco pexidartinib


Ridotte le dimensioni del cancro rispetto al placebo

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Pexidartinib, somministrato per via orale, riduce significativamente le dimensioni del tumore tenosinoviale a cellule giganti (TGCT) rispetto al placebo.
All’Annual Meeting dell’American Society of Clinical Oncology in corso a Chicago, Daiichi Sankyo ha presentato i risultati di ENLIVEN, lo studio di Fase III che ha arruolato pazienti con tumore tenosinoviale a cellule giganti per i quali la chirurgia avrebbe comportato un potenziale peggioramento della funzionalità o una morbilità severa.
Pexidartinib è una piccola molecola sperimentale, innovativa, ed è un potente inibitore del recettore del cosiddetto ‘fattore stimolante le colonie-1‘ (CSF-1), una proteina che svolge un ruolo chiave nel processo di proliferazione di cellule anomale nella membrana sinoviale che sono responsabili di TGCT.
Sulla base di una lettura centralizzata delle immagini della risonanza magnetica secondo i …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | tumori, pexidartinib, tenosinoviale,

Tumore del rene, efficace pembrolizumab


Positiva anche la combinazione con axitinib

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È efficace l’immunoterapia nei pazienti colpiti da tumore del rene metastatico mai trattati in precedenza. Lo dimostrano i risultati di un’analisi ad interim dalla Coorte A dello studio di fase II KEYNOTE-427 su 110 pazienti, presentati al congresso dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO), che ha valutato pembrolizumab, terapia immunoterapica anti-PD-1, nel trattamento di prima linea del carcinoma renale a cellule chiare (RCC) metastatico.
I dati ad interim mostrano un tasso di risposta globale (ORR) del 38,2% nei pazienti che hanno ricevuto pembrolizumab in monoterapia in prima linea, endpoint primario dello studio.
In un’analisi esplorativa prespecificata di sottogruppo, basata sullo stato di PD-L1, la risposta globale era pari al 50% nei pazienti i cui tumori esprimevano PD-L1 (CPS ≥ 1). In un’analisi esplorativa prespecificata di sottogruppo, basata sulle …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | rene, tumore, axitinib,

Melanoma, nivolumab migliora la sopravvivenza


La terapia immuno-oncologica si dimostra efficace

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Nuovi risultati su nivolumab dimostrano che la terapia contro il melanoma aumenta la sopravvivenza rispetto a ipilimumab.
A presentare i dati dello studio di fase III CheckMate -238 è la casa farmaceutica Bristol-Myers Squibb.
Nei risultati aggiornati dello studio, nivolumab ha continuato a mostrare una sopravvivenza libera da recidiva (RFS) – endpoint primario dello studio – statisticamente più lunga, pari al 62,6%, vs 50,2% con ipilimumab (HR 0,66; p < 0,0001) a un follow-up minimo di 24 mesi in tutti i sottogruppi chiave, inclusi gli stadi di malattia e lo stato di mutazione BRAF.
Nessun nuovo dato di sicurezza è emerso dall’analisi a 24 mesi. Come precedentemente riportato nell’analisi a 18 mesi, nivolumab ha dimostrato un tasso significativamente più basso di eventi avversi che hanno portato alla sospensione del trattamento (9,7% nel braccio con nivolumab vs 42,6% nel gruppo …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | melanoma, nivolumab, tumore,

Distrofie miotoniche, scoperto il meccanismo genetico


La scoperta offre una spiegazione alla sintomatologia della malattia

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È stato scoperto il meccanismo alla base della differenza nella sintomatologia della distrofia miotonica di tipo 2 rispetto a quella di tipo 1.
Lo studio internazionale, pubblicato su Nature Communications, porta anche la firma di Giovanni Meola, direttore della UOC di Neurologia – Stroke Unit e del Centro Neuromuscolare, IRCCS Policlinico San Donato.
Le distrofie miotoniche di tipo 1 e 2 rappresentano le distrofie muscolari più frequenti nell’adulto, sebbene siano classificate come malattie rare, interessando non più di 5 persone ogni 10.000 abitanti. Ancora poco note agli operatori sanitari, sia per la loro identificazione relativamente recente sia per la varietà dei sintomi con cui si manifestano, entrambe le malattie si basano su una produzione di mRNA eccessiva: questo non riesce a uscire dal nucleo cellulare e vi si accumula, determinando un effetto tossico che limita la …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | distrofie, miotoniche, genetico,

Nuove speranze di cura per la colite ulcerosa


Approvato tofacitinib per la terapia della malattia

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La Food and Drug Administration (FDA) americana ha appena approvato l’utilizzo di tofacitinib nei soggetti adulti con colite ulcerosa ad attività moderata-severa, ampliando quello che è il suo attuale utilizzo, ovvero il trattamento dei pazienti con artrite reumatoide e artrite psoriasica.
Si tratta di un’importante novità in quanto il tofacitinib rappresenta oggi la prima molecola orale autorizzata per uso cronico in questa indicazione, mentre gli altri farmaci approvati dalla FDA per la colite ulcerosa moderata-severa prevedono una somministrazione endovenosa o sottocutanea. Va altresì detto che l’uso di tofacinib non è consigliato in combinazione con le altre terapie biologiche per la colite ulcerosa, né con altri potenti immunosoppressori quali l’azatioprina, la 6- mercaptopurina e la ciclosporina per il verosimile potenziale sviluppo di effetti collaterali seri, anche se dati in …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | colite, ulcerosa, tofacitinib,

Lifting light con gli ultrasuoni focalizzati


Nuova tecnologia Hifu per interventi mininvasivi

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Il lifting è focalizzato. Mirato, preciso e puntuale. Senza complicanze ed efficace in poche sedute. La tecnologia Hifu – acronimo di High Intensity Focused Ultrasound – fa degli ultrasuoni focalizzati ad alta intensità la nuova frontiera del “light” lifting.
«Un lifting dolce che interviene solamente dove c’è veramente necessità e che, grazie all’ultima soluzione “centerless”, ha azzerato il dolore dovuto al trattamento», spiega Patrizia Gilardino, chirurgo estetico di Milano.
Già utilizzati in altri campi della medicina, gli ultrasuoni focalizzati hanno trovato nel campo dell’estetica una nuova “giovinezza”, affermandosi in breve tempo quale trattamento efficace per restituire compattezza e luminosità alla pelle e per ridisegnare le aree interessate da una piccola concentrazione di grasso. «La tecnologia utilizzata permette di concentrare l’azione in un punto preciso andando ad …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | lifting, ultrasuoni, pelle,

Rabdomiosarcoma, nuova cura per i bambini


Il tasso di sopravvivenza a 5 anni aumenta di quasi 15 punti

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Sei mesi di chemioterapia di mantenimento a basse dosi accrescono la possibilità di guarigione dei bambini con rabdomiosarcoma ad alto rischio di recidiva.
A cinque anni dalla diagnosi, infatti, il tasso di sopravvivenza passa dal 73,7%, se si ricorre al trattamento standard, all’86,5% dato dalla nuova cura. La novità è destinata a cambiare gli standard di cura in Europa e nel mondo.
Il risultato, dopo circa 10 anni di ricerche, è stato ottenuto grazie ad uno studio coordinato dal prof. Gianni Bisogno del Dipartimento della salute della donna e del bambino dell’Università degli Studi di Padova – Azienda Ospedaliera, a cui hanno collaborato 14 nazioni europee e più di 100 centri di oncologia pediatrica aderenti all’European paediatric Soft tissue sarcoma Study Group (EpSSG).
Lo studio, finanziato dalla Fondazione Città della Speranza e realizzato in collaborazione con il dott. Gian …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | rabdomiosarcoma, bambini, cura,