L’olio di cocco elimina la cellulite


Ricco di acidi grassi, stimola il microcircolo e la rigenerazione della pelle

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Le avete tentate proprio tutte contro la cellulite? Forse no, provate con l’olio di cocco. Non è molto utilizzato, ma le sue qualità sono certificate, grazie alla ricca concentrazione di acidi grassi, in particolare l’acido laurico, che svolgono un’azione idratante ed emolliente sulla pelle.
Per ridurre la cellulite, si possono mettere in atto diversi trattamenti a base di olio di cocco, primo fra tutti il massaggio. Dopo averlo riscaldato fra le mani per qualche secondo, l’olio va applicato alle parti interessate con movimenti circolari e regolari. Si possono aggiungere alcune gocce di olio essenziale di arancia amara o di lavanda.
Il secondo step è rappresentato dallo scrub. In questo caso, bisogna preparare un mix di olio di cocco, due cucchiaini di zucchero di canna e due di fondi di caffè. Il risultato va applicato dolcemente prima di fare la doccia con acqua tiepida.
Infine la …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | cellulite, olio, cocco,

TRIPnano: una molecola capace di contrastare il “batticuore”

Ricercatori italiani mettono a punto un nuovo peptide

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Un gruppo di ricerca dell’Università Statale ha messo a punto un peptide, una molecola formata da pochi aminoacidi ottenuta dalla riduzione di una proteina, in grado di contrastare l’effetto provocato dall’adrenalina sull’accelerazione del battito cardiaco.

Il peptide, denominato TRIPnano, agisce in modo selettivo sui canali HCN, che incidono sull’automatismo del battito, impedendo la loro attivazione da parte dell’AMPc, un importante “secondo messaggero” la cui concentrazione viene regolata dall’adrenalina.

Il TRIPnano consente così di non alterare la risposta di altri componenti cellulari importanti, come ad esempio i canali per il calcio, insistendo sui soli canali HCN.

In forma per il matrimonio con il pilates: 4 movimenti per un corpo tonico e longilineo

Se sei vuoi essere in forma per il matrimonio e indossare al meglio il tuo vestito da sposa, sei nel posto giusto! Tra le tante tipologie di allenamento, il metodo Pilates  è un sistema di allenamento che mira a rafforzare il corpo, a modellarlo e a migliorare la fluidità. Il Pilates è costituito da un’ampia gamma di esercizi da svolgere a corpo libero o con l’aiuto di piccoli attrezzi, a corpo libero (Pilates Matwork) e  praticabile facilmente anche a casa , si suddivide in:

  1. Matwork Base (1° mese di allenamento). Programma concepito per sviluppare in particolare respirazione e concentrazione nonché baricentro e controllo creando così le basi per i programmi successivi.
  2. Matwork Intermedio (2° mese di allenamento). Programma strutturato in modo da migliorare continuamente i movimenti che già si conoscono dal livello base esercitandosi su quelli più impegnativi. Vengono introdotti esercizi nuovi e più complessi.
  3. Matwork Avanzato (3° mese di allenamento). In questo livello si raggiunge una certa padronanza degli esercizi. La fluidità diventa lo scopo principale.
  4. Pilates Advanced Training (4° mese di allenamento). In quest’ultimo livello si utilizzano piccoli attrezzi per intensificare , variare e rendere più efficace l’allenamento.

Andiamo qui di seguito a strutturare un programma di allenamento di Pilates Matwork Base concentrato su quattro esercizi. Cercate di seguire questa routine tre giorni a settimana.

Ascoltate il corpo, concentrate la mente con classici esercizi da fare a casa. In forma per il matrimonio con il pilates: 4 movimenti per un corpo tonico e longilineo

THE HUNDRED

  • Esercizio di rafforzo isometrico dei muscoli dell’addome, stimola la circolazione e la resistenza rinforzando gli addominali e aumentando la stabilità del baricentro.
  • Inspirate dal naso eseguendo cinque movimenti, espirate dalla bocca per altri 5 movimenti.
  • Ripetere 100 movimenti, che equivalgono a 10 respirazioni complete (da cui il nome the hundred – il cento). Recuperate un minuto ed eseguite per cinque volte.

 

Lifting light con gli ultrasuoni focalizzati

Nuova tecnologia Hifu per interventi mininvasivi

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Il lifting è focalizzato. Mirato, preciso e puntuale. Senza complicanze ed efficace in poche sedute. La tecnologia Hifu – acronimo di High Intensity Focused Ultrasound – fa degli ultrasuoni focalizzati ad alta intensità la nuova frontiera del “light” lifting.

«Un lifting dolce che interviene solamente dove c’è veramente necessità e che, grazie all’ultima soluzione “centerless”, ha azzerato il dolore dovuto al trattamento», spiega Patrizia Gilardino, chirurgo estetico di Milano.

Già utilizzati in altri campi della medicina, gli ultrasuoni focalizzati hanno trovato nel campo dell’estetica una nuova “giovinezza”, affermandosi in breve tempo quale trattamento efficace per restituire compattezza e luminosità alla pelle e per ridisegnare le aree interessate da una piccola concentrazione di grasso.

Bere acqua ha effetti sul tuo umore?

Se pensi che bere acqua serva solo a idratare il tuo corpo allora farai bene a leggere questo articolo.

Probabilmente sarai sempre stato bombardato dalle raccomandazioni di medici, nutrizionisti, e chi più ne ha più ne metta, circa l’importanza di bere molto, almeno 2 litri di liquidi al giorno. Per iniziare, non ingannare te stesso pensando che tutte le bevande sono uguali. Molte di esse come la limonata, la soda, i succhi di frutta ecc. non solo non hanno lo stesso potere idratante dell’acqua, ma incidono anche negativamente sul tuo peso, poiché contenenti zuccheri e altro. Leggi anche Perché bere acqua risolve qualsiasi problema

Ma l’acqua non serve solo a reidratarsi. Secondo un nuovo studio realizzato dall’ Human Performance Laboratory dell’Università del Connecticut, anche una lieve disidratazione può alterare il tuo livello di energia e l’umore.
25 donne e 26 uomini sono stati sottoposti a una serie di test finalizzati a misurare aspetti come la concentrazione, il tempo di reazione, l’apprendimento, il ragionamento e la memoria. Ebbene, il risultato è stato sorprendente: la disidratazione è in grado di causare nelle donne affaticamento, mal di testa, difficoltà a concentrarsi e la sensazione che i compiti da eseguire siano più impegnativi, mentre gli uomini avrebbero riscontrato difficoltà con la memoria, stanchezza, ansia, e cambiamenti di umore (anche se non così sostanziali come quelli visti tra le donne). Leggi anche 5 sintomi di disidratazione a cui non hai mai fatto caso

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Quindi, se ti senti sempre stanco, stressato, e così demotivato da fare scelte alimentari sbagliate e saltare la palestra, prova a chiederti se una mancanza di liquidi può esserne la causa.
E se non sei abituato a bere, ecco un trucco che fa al tuo caso. Dividi la giornata in quattro blocchi di tempo

1) dal momento in cui ti alzi fino a metà mattina

2) da metà mattina a pranzo

3) da pranzo a metà pomeriggio e

4) da metà pomeriggio a cena e imponiti di bere almeno 1/2 litro di acqua durante ogni blocco.

Del resto, nulla è davvero difficile se lo si divide in tanti piccoli pezzettini.



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I temporali aumentano il rischio di asma

Nesso fra precipitazioni e probabilità di soffrire di attacchi di asma

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Asma e temporali, un binomio sempre più pericoloso per le persone allergiche. Gli esperti continuano a indagare il meccanismo che vede le forti precipitazioni temporalesche concentrare i grani di polline nella parte più bassa della troposfera, in pratica “ad altezza d’uomo”, provocando vere e proprie epidemie di asma.

Questo disturbo, chiamato asma da temporale (thunderstorm-related asthma) è sempre più frequente ed è dovuto all’aumento, anche in primavera, di forti temporali che una volta erano tipici della fine dell’estate.

Le condizioni meteorologiche – spiega Lorenzo Cecchi, allergologo di AAIITO – possono agire direttamente sulle vie respiratorie, per esempio nel caso dell’inalazione dell’aria fredda che induce un’irritazione che può avere un effetto bronco-costrittivo, sia indirettamente agendo sulla concentrazione degli allergeni nell’aria.

Invecchiamento attivo e di qualità col progetto “Chi ha gambe ha testa”

Il tema del “successful ageing” è ormai centrale all’interno della comunità scientifica. Ma come garantire un invecchiamento sicuro e di qualità? Ecco il progetto “Chi ha gambe ha testa”, ideato da ATS Bergamo e promosso dall’ospedale Humanitas Gavazzeni.

Grazie ai progressi della medicina, la vita è più lunga. La nuova sfida dei ricercatori, adesso, è garantire alle persone un invecchiamento di qualità, all’insegna non solo della salute fisica, ma anche di quella cognitiva. È per questo motivo che nasce il progetto “Chi ha gambe ha testa”, promosso dall’ospedale Humanitas Gavazzeni di Bergamo. Il progetto consiste nell’organizzazione di strategie per stimolare il benessere generale della persona attraverso la prevenzione del decadimento cognitivo. Per farlo, è stato ideato un percorso all’interno del parco dell’ospedale, della lunghezza di 1 km, lungo il quale si trovano delle “tappe”. Presso queste postazioni, i pazienti possono cimentarsi in giochi di memoria ideati dai neurologi, come associare numeri a parole, ripetere in ordine alfabetico i nomi degli animali, elencare tutte le parole che vengono in mente che iniziano con una certa lettera, trovare le differenze tra due immagini. “In questo modo – spiega Giuliana Rocca, direttrice UOC Promozione della salute del Dipartimento Igiene e Prevenzione Sanitaria di Ats Bergamo – si stimola la memoria, si allenano concentrazione e ragionamento, mantenendo in allerta le strategie di apprendimento attivate dal cervello.” Senza dimenticare che l’allenamento cognitivo è accompagnato da quello fisico, dato che il percorso motiva i pazienti a svolgere un po’ di movimento quotidiano, il che è estremamente importante se si pensa che tra i benefici dell’attività fisica c’è anche quello di allontanare il rischio di demenze e, in generale, il decadimento cognitivo. Inoltre, immergendosi tra faggi, querce, magnolie e fauna locale, tutti i 5 sensi vengono continuamente risvegliati dai numerosi stimoli esterni, il che favorisce la sensazione di benessere generale. Infine, questo progetto punta anche a sviluppare la socialità, altro elemento chiave per un invecchiamento più sereno e di qualità.

Niente pangasio per i bambini

Il pesce di origine orientale è ricco di mercurio

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Mangiare pesce è fondamentale per i bambini, oltre che per gli adulti, ma è meglio evitare il pangasio. Il pesce, che proviene dal Vietnam, è molto utilizzato perché economico, dal buon sapore e con pochissime spine.

Tuttavia le insidie si nascondono all’interno, perché il pangasio è innanzitutto povero di proteine e omega 3, ma soprattutto mostra un’alta concentrazione di mercurio.

A suggerire il consumo di altri tipi di pesce sono i ricercatori della Universidad de La Laguna nelle isole Canarie, che hanno pubblicato su Chemosphere un’analisi sull’argomento.

Il team di ricerca ha analizzato 80 campioni di filetti di pangasio provenienti dal fiume Mekong, uno dei più inquinati al mondo. I risultati mostrano il superamento delle concentrazioni massime di mercurio stabilite dalla Commissione europea, ovvero 0,5 mg/kg.

La vita è più lunga se la città è green

Alle metropoli sempre più inquinate e grigie, è facile preferire città più ecosostenibili e ricche di alberi e parchi. Secondo gli studiosi, sembra che optare una città green faccia vivere più a lungo.

Abitare nelle città in cui palazzoni e cemento lasciano spazio anche ad alberi e parchi fa vivere più a lungo. A sostenerlo è una ricerca americana, che ha analizzato il tasso di mortalità femminile in diversi quartieri di varie città statunitensi. Ne è emerso che le donne risiedenti nelle città in cui c’erano più alberi avevano una speranza di vita maggiore rispetto alle donne che abitavano in zone più inquinate e cementificate. Un dato interessante, è che il tasso di mortalità per tumori alle vie respiratorie era nettamente inferiore per le abitanti delle città green. Questo è dovuto al fatto che una maggior concentrazione di alberi e piante nelle zone urbane permette di ridurre la quantità di polveri sottili e altre sostanze tossiche presenti nell’aria delle nostre città moderne. Un’aria più pulita significa meno infiammazioni a carico dell’apparato respiratorio, e quindi meno crisi di asma o di insufficienza respiratoria, meno tumori ai polmoni e meno rischi per le persone che già soffrono di malattie all’apparato respiratorio. Significa anche meno ictus e infarti, dato che l’infiammazione provocata dagli inquinanti nell’aria si diffonderebbe, attraverso il sangue, anche a cuore e cervello. Un ultimo punto a favore delle città green è la ripercussione positiva sull’umore e il benessere emotivo delle persone. Infatti, l’immersione nella natura, il silenzio dei parchi e la disconnessione dalla vita frenetica e rumorosa delle strade trafficate sono senza dubbio un’ottima “medicina” per ridurre lo stress e sentirsi subito meglio.  

Basta aghi, nuove soluzioni per misurare la glicemia

Cerotti e penne rendono superflua la fastidiosa puntura

Non ci sarà più bisogno di pungere la pelle e farsi uscire il sangue per misurare la glicemia. Uno studio pubblicato su Nature Nanotechnology e condotto dalla University of Bath è giunto alla messa a punto di un cerotto per la misurazione del parametro, fondamentale in caso di diabete.

Sulla superficie del cerotto vi sono dei microsensori che rivelano la presenza dello zucchero presente nei fluidi sottocute.

Ma c’è anche un’altra soluzione che promette ai diabetici una gestione della malattia più semplice.

Si chiama Glucopen, una “penna” messa a punto dai ricercatori dell’Università di Pisa, dell’Università di Firenze e del Cnr, come annuncia l’Almanacco della Scienza edito proprio dal Consiglio nazionale delle ricerche.