Rivaroxaban per la coronaropatia


Riduce il rischio di eventi cardiovascolari maggiori

Varie_998.jpg

Il farmaco rivaroxaban di Janssen potrebbe presto essere disponibile anche per i pazienti affetti da coronaropatia (CAD) e/o arteriopatia periferica (PAD).
La domanda presentata all’Fda si basa sui risultati dello studio di Fase III COMPASS e riguarda due nuove indicazioni: riduzione del rischio di eventi cardiovascolari maggiori come ictus, infarto del miocardio e mortalità per cause cardiovascolari in pazienti con coronaropatia (CAD) e/o arteriopatia periferica (PAD) cronica e riduzione del rischio di ischemia acuta agli arti in pazienti con arteriopatia periferica.
“La presentazione di questa domanda rappresenta un importante passo avanti per affrontare gli effetti spesso devastanti delle coronaropatie e arteriopatie periferiche” – ha dichiarato Joerg Moeller, Responsabile Sviluppo e Membro del Consiglio Direttivo della Divisione Pharmaceuticals di Bayer AG – “Se verrà approvata, …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | coronaropatia, rivaroxaban, cuore,

Roma, 2 Dicembre – La disabilità non ci fermerà: STOP AL DOLORE


Sabato 2 Dicembre in Casa di Cura Città di Roma visite, esami e test gratuiti per prevenire le disabilità motorie

I dati ONU riportati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità[1]sulle disabilità motorie sono allarmanti: con oltre 130milioni persone colpite da patologie all’anca, di cui circa 40 milioni di disabili gravi stimati per il 2050 a causa di malattie artrosiche che oggi colpiscono il 15% della popolazione over60, l’artrosi è definita la principale causa di disabilità tra gli adulti. In occasione della Giornata Mondiale delle Disabilità promossa dall’ONU, Anca Surgical Center promuove l’iniziativa “La disabilità non ci fermerà: STOP AL DOLORE”.

Sabato 2 dicembre, presso Casa di Cura Città di Roma, chi ha problemi e dolore a camminare, ha superato i 55 anni, pratica sport oppure ha a cuore la salute delle proprie anche e la prevenzione di disabilità motorie da artrosi o patologie dell’anca, può prenotare visite specialistiche ed esami gratuiti per la diagnosi precoce di artrosi e altre patologie dell’anca (Rx), oltre a test gratuiti per la prevenzione di patologia (ANCATest).

Roma, 2 Dicembre – Richiedere assistenza e aiuto per salire le scale, camminare, occuparsi delle faccende domestiche e trasportare pesi come le borse della spesa, rappresenta una disabilità per milioni di persone in Italia e nel Mondo. “Prevenire l’insorgenza delle patologie osteoarticolari, come l’artrosi, è possibile grazie a interventi di prevenzione primaria, cioè prima che insorgano i sintomi, e secondaria, ovvero quando è possibile rallentare la progressione della malattia – dice il dott. Nicola Santori, direttore di Anca Surgical Center –. Si tratta di strumenti efficaci per mantenere una vita attiva, sana e di qualità, il più a lungo possibile, per non farsi fermare dal dolore.”

Anca Surgical Center visite gratuite 2 Dicembre

STOP AL DOLORE

Il 2 dicembre, in occasione della Giornata Mondiale delle Disabilità che si celebra il giorno successivo, Anca Surgical Center dice STOP AL DOLORE. Presso la Casa Di Cura Città Di Roma, fino a esaurimento delle disponibilità, è possibile prenotare servizi gratuiti per la prevenzione e diagnosi delle disabilità dell’anca. Tutti i servizi sono consultabili sul sito www.ancasurgicalcenter.it e www.casadicuracittadiroma.com

ANCATESTTest di prevenzione primaria delle patologie dell’anca

La prevenzione è senza dubbio lo strumento più efficace per mantenere sane le nostre articolazioni, il più a lungo possibile. Avvalendosi di particolari tecniche manuali, insieme all’esame obiettivo, ANCATEST permette di valutare lo stato di salute dell’anca. In base alla valutazione, gli esperti forniranno consigli personalizzati per la prevenzione delle patologie dell’anca.

A chi si rivolge? Uomini e donne, sportivi di qualunque età, e tutti coloro che hanno a cuore la salute delle proprie anche.

Visita specialistica + esami diagnosticiValutazione di prevenzione secondaria delle patologie dell’anca

Quando compaiono dolore e limitazioni al movimento, è importante non aspettare che si risolvano da sole. La terapia è più efficace, infatti, se la causa del dolore o della disabilità motoria viene identificata e trattata nelle sue fasi iniziali.

A chi si rivolge? Chi ha già dolore all’anca, soffre di pubalgia, dolore in regione inguinale o al gluteo che non passa con i farmaci, chi fatica a camminare, chi ha l’anca a scatto, chiunque ritenga di avere un problema all’anca, può avere una valutazione specialistica, comprensiva di Rx, l’esame più significativo in ortopedia.

Come prenotare

La prenotazione è obbligatoria chiamando il numero 06.5847375 oppure 393.1601600 dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 17.00. Appuntamenti fino a esaurimento disponibilità.

Durante la giornata, in Casa di Cura Città di Roma sarà attivo INFO DESK* per chi desideri conoscere le novità su materiali, tecnologie e bioingegneria con cui oggi si costruiscono le protesi d’anca. Inoltre, verrà consegnata la miniguida “L’artrosi dell’anca si può prevenire” realizzata con i consigli degli esperti di Anca Surgical Center.

*si ringrazia Smith&Nephew azienda leader nel settore medical care


Cosa è Anca Surgical Center?

A Roma, presso la Casa di Cura Città di Roma, nasce Anca Surgical Center, il primo polo chirurgico italiano superspecializzato per il trattamento delle patologie dell’anca e di tutte le cause di dolore inguinale che utilizza un innovativo approccio multidisciplinare che include ortopedici, chirurghi generali, ginecologi e urologi. Ideato e diretto dal dott. Nicola Santori, chirurgo ortopedico membro del comitato direttivo della Società Italiana dell’Anca, delegato italiano presso la European Hip Society, e responsabile della Faculty di Artroscopia dell’Anca della Società Italiana di Artroscopia, in Anca Surgical Center il paziente trova le eccellenze della diagnostica e del trattamento, non solo chirurgico ma, quando possibile, anche conservativo con trattamenti di medicina rigenerativa, speciali protocolli per gli sportivi, e informazione per la prevenzione dell’artrosi.

Sono oltre 90.000[2] le persone che ogni anno devono ricorrere all’intervento di protesi perché l’usura dell’articolazione, a causa dell’allungamento dell’aspettativa di vita, dell’attività sportiva o patologie invalidanti, ne richiede la sostituzione. Sebbene l’artrosi sia la più frequente e nota tra le patologie dell’anca, tuttavia esistono numerose altre cause di dolore[3], spesso di difficile diagnosi, che possono richiedere trattamenti mini invasivi e interventi di alta specializzazione senza però dover ricorrere alla sostituzione protesica dell’anca.

Dolore all’inguine, pubalgia? Potrebbe essere l’anca.

Giovani, under 40, sportivi amatoriali o professionisti. È questo l’identikit del paziente che più frequentemente lamenta dolore all’inguine, troppo spesso velocemente liquidato come “pubalgia”. “In realtà, sono 72 le diverse cause possibili di dolore inguinale che includono patologie dell’anca, della colonna, della parete addominale, uro-ginecologiche, reumatologiche, neurologiche ed altre – spiega il dott. Nicola Santori. – Nel giovane sportivo, per esempio, il dolore all’inguine può essere causato da conflitto femoro-acetabolare, ovvero da una malformazione dell’anca identificata negli ultimi anni come una delle cause più frequenti di dolore inguinale. Il conflitto, o impingement femoro-acetabolare, se non trattato precocemente, potrebbe portare a usura dell’anca rendendo necessario l’intervento di protesi con sostituzione dell’articolazione in giovane età. Una corretta e accurata diagnosi, insieme a una valutazione multidisciplinare – continua il direttore di Anca Surgical Center – è il primo passo per trovare la giusta soluzione per i sintomi del paziente.”

Il dolore all’anca aumenta anche il rischio di patologie metaboliche e cardiovascolari.

“Quando il dolore inguinale è dovuto all’articolazione dell’anca, viene ad essere compromesso il perno centrale della postura eretta che è peculiare della razza umana – afferma il dott. Nicola Santori. – Il paziente tende, quindi, ad assumere posture di protezione (piegato in avanti, poggiando solo un lato, zoppia, eccetera) che però tendono a sovraccaricare altre articolazioni, diffondendo così il dolore alla colonna, alle ginocchia e spesso anche all’arto sano controlaterale. Questo, insieme alla difficoltà di movimento, porta il paziente a evitare l’attività fisica e la socialità fino a limitare l’autonomia e la qualità di vita.”

In particolare negli anziani, che oggi rappresentano oltre il 22% della popolazione italiana[4], modificare lo stile di vita a causa dell’artrosi e del dolore che ne consegue, risulta spesso invalidante. “Il dolore – sottolinea il dott. Nicola Santori – comporta l’assunzione di uno stile di vita sedentario e aumenta significativamente il rischio di patologie legate all’inattività come l’obesità, le patologie metaboliche e cardiovascolari, il diabete.”

Anca Surgical Center: in caso di protesi, l’intervento è sempre più mini invasivo

Trovare una soluzione efficace e personalizzata per ogni patologia dell’anca, grazie all’esperienza e alla tecnologia diagnostica e chirurgica, in Anca Surgical Center significa guarire dal dolore, tornare a camminare, riprendere una vita attiva, guadagnare qualità di vita e salute.

“L’intervento di protesi di anca è progredito enormemente negli ultimi anni – prosegue il dott. Nicola Santori, direttore di Anca Surgical Center in Casa di Cura Città di Roma –. Sono migliorate le tecniche chirurgiche, sempre più mini invasive, gli impianti protesici, sempre più performanti e resistenti all’usura, ma anche le tecniche di risparmio di sangue e di anestesia oramai quasi esclusivamente locale e locoregionale. Un approccio diagnostico completo e competenze mediche dedicate – conclude l’esperto – consentono sia al giovane sia alla popolazione più anziana di affrontare in sicurezza l’intervento di protesi e di revisione, e di ridurre al massimo lo stress chirurgico consentendo un rapido ritorno alla vita normale”.

[1] http://www.who.int/medicines/areas/priority_medicines/Ch6_12Osteo.pdf
[2] Dati Riap (Registro italiano artro-protesi)
[3] Algodistrofia, Anca a scatto, Artrite reumatoide, Artrite settica dell’anca, Borsite Trocanterica, Condromatosi sinoviale, Conflitto femoro acetabolare, Corpi liberi intra articolari in esito a lussazione traumatica dell’anca, Coxartrosi, Displasia congenita dell’anca, Epifisiolisi, Meralgia parestesica, Morbo di Perthes, Necrosi della testa del femore, Patologie del labbro acetabolare, Psoriasi, Pubalgia, Sinovite transitoria dell’anca del bambino
[4] Istat, 2016

A cura della Redazione

© Sani per Scelta

L’articolo Roma, 2 Dicembre – La disabilità non ci fermerà: STOP AL DOLORE proviene da Sani per Scelta.

Tumori, meglio la terapia sottocute

Stessi effetti e migliore qualità della vita

Tumori_14180.jpg

La somministrazione dei farmaci chemioterapici sottocute è un’alternativa preferibile alle iniezioni endovena. Lo dice uno studio dell’ALTEMS, l’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell’Università Cattolica Sacro Cuore di Roma.

Il passaggio dall’endovena alle iniezioni sottocute si traduce in termini temporali in un vantaggio considerevole. Si passa infatti da un’ora e mezza a 5 minuti, con gli effetti presumibili riguardo alla qualità di vita del paziente, ma non solo.

Si accorciano anche i tempi di attesa in ospedale e si risparmiano risorse che possono essere reinvestite altrove.

La via di somministrazione endovenosa necessita peraltro della presenza di un accompagnatore e comporta il rallentamento del ritmo lavorativo dello staff medico.

Vaccino influenzale adiuvato, efficace sugli over 65

Nuovi risultati sulla profilassi “potenziata”

Influenza_2794.jpg

Nuovi risultati evidenziano l’efficacia del vaccino influenzale adiuvato sugli anziani oltre i 65 anni. I dati provengono dal primo rapporto italiano di Health Technology Assessment (HTA) presentati in occasione del 50° Congresso Nazionale della Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (SItI).

Lo studio, condotto da un pool di esperti provenienti da quattro prestigiose università Italiane, fornisce una valutazione a 360 gradi di tutte le implicazioni cliniche, economiche, organizzative, etiche e sociali che la scelta del vaccino influenzale può comportare per il Sistema Sanitario Nazionale e Regionale.

Scompenso cardiaco, nuovo farmaco disponibile

Associazione sacubitril/valsartan efficace

Lo scompenso cardiaco ha un nuovo trattamento disponibile. Si tratta dell’associazione fra sacubitril e valsartan che, stando ai dati, potrebbe abbattere i decessi di natura cardiovascolare del 20%.

Solo in Italia, lo scompenso cardiaco colpisce 1 milione di persone, con 190mila ospedalizzazioni annue, un dato purtroppo destinato ad aumentare nel corso dei prossimi anni.

Michele Senni, direttore dell’Unità strutturale complessa di Cardiologia 1-Scompenso e trapianti di cuore all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, intervistato dall’AdnKronos ha dichiarato che sacubitril/valsartan è il farmaco che attendeva da 15 anni.

Malattia di Pompe, una svolta nelle terapie

Nuova scoperta pone le basi per trattamenti più efficaci

Varie_6649.jpg

Avanzamenti importanti in arrivo per una delle patologie genetiche rare più comuni, la malattia di Pompe.
La malattia riguarda circa 10.000 individui nel mondo e circa 300 persone stimate in Italia con effetti devastanti su muscoli scheletrici e cuore difficili da curare. La malattia si manifesta quando l’organismo non produce quantità sufficienti dell’enzima alfa-glucosidasi acida (Gaa) che in condizioni normali permette la degradazione di una sostanza chiamata glicogeno.

La colla che manda in pensione i punti di sutura

Innovazione fondamentale per la chirurgia moderna

Varie_7866.jpg

Gli interventi chirurgici diventano sempre più moderni e sempre meno temibili. Nel giro di qualche anno i chirurghi avranno infatti a disposizione una specie di colla che potrà rendere inutili i punti di sutura e le suture meccaniche usati per chiudere le incisioni interne. Il tutto a beneficio dei pazienti che così potranno essere richiusi in maniera più rapida e indolore.
La colla, che si applica con una siringa e viene attivata dalla luce, è stata messa a punto da un team di ingegneri biomedici dell’Università di Sydney, della Northeastern University, dell’Harvard University e del Beth Israel Deaconess Medical Center di Boston. La colla, denominata MeTro, è descritta sulle pagine di Science Translational Medicine.
Il nuovo dispositivo medico è utilizzabile per trattare lesioni a polmoni, cuore e arterie, e funziona sia sulle ferite interne che su quelle esterne.

10 ragioni per cui è meglio avere una relazione con la palestra che con un essere umano

Avere una relazione può davvero darti delle soddisfazioni, ma può essere anche un completo disastro. A volte vuoi solo sbarazzarti di tutte quelle smancerie da essere umano, e dedicarti al tuo unico vero amore: la palestra.

Ecco 10 ragioni per cui è meglio avere una relazione con la palestra che con un essere umano.

Se proprio devi dedicare anima e corpo a qualcosa, tanto vale farlo con qualcosa che ti faccia del bene e non del male. Le relazioni portano drammi, cuori spezzati, depressione (certo anche cose piacevoli, come le coccole ad esempio) Ma dedicarsi totalmente alla palestra può solo farti bene. Hai presente quella sensazione di stress costante? Bene con la palestra svanisce. Provato!

La palestra non ti da mai buca o visualizza e non risponde. Sta sempre lì dove la lasci. Praticamente quello che si definirebbe un partner affidabile.

E non ti fa sentire in colpa se salti un allenamento o prendi una pausa.

First Base Leggings – clicca per acquistare

Ti accetta sempre per quella che sei. Capelli in disordine e totale assenza di trucco, è come ti preferisce. Ti conosce per come sei anche nei momenti peggiori e migliori.

L’unica forma di imbroglio che avviene, riguarda il conteggio di quell’ultima serie di squat.

L’endorfine rilasciate durante l’allenamento sono le migliori amiche delle ragazze.

Ti rende più intelligente. Gli studi hanno dimostrato come migliora la memoria, le capacità di apprendimento e di rimanere concentrata.

Non sei dipendente da un solo compagno di allenamento. Che è la cosa migliore per la tua condizione fisica e mentale. Alcuni studi dimostrano che mettere alla prova il tuoi corpo con diverse discipline, fa bene al cervello.

E’ tutto tranne che complicato. Vai in palestra, allenati e ti senti automaticamente meglio. La cosa piano difficile è scegliere quale outfit indossare per il tuo allenamento. Ma a questo ci pensiamo noi.

Non c’è possibilità di finire con il cuore spezzato. Se ti è mai di rompere con il tuo compagno, conosci bene la sensazione. La palestra non ti farà mai sentire in quella maniera.

14 stati emotivi del tenere traccia delle calorie

Come tutti gli esperti e i nutrizionisti sostengono, per perdere peso è necessario tenere traccia delle calorie. E’ interessante quindi notare l’evoluzione degli stati emotivi che si manifestano durante l’utilizzo di app che ti permettono di tenere traccia di cosa mangi durante la giornata.

E se ancora non sei nel club delle food app, ecco cosa ti aspetta.

14 stati emotivi del tenere traccia delle calorie

Appena effettui la registrazione ti senti super eccitata. La tua vita sta per cambiare! Perderai peso, il tubino nero ti entrerà di nuovo, la tua pelle diventerà fantastica e così via

Diligentemente inserisci tutte le calorie ingerite il giorno prima e Omiodio!!!! Quante calorie ha il succo di frutta bio che hai comprato ieri?  Il tutto mentre cerchi di non pensare a quel giorno in cui hai fatto due volte colazione.

Improvvisamente ti sale la dipendenza da app: aggiungi le calorie del morso di panino che hai preso dalla tua amica, crei nuove voci per tutti gli alimenti che non sono presenti nell’app…

Qualcosa però non va. Perché ci sono così tante voci per l’alimento “mela”? E apparentemente la spunta blu della verifica, non vuol dire niente.

Inizi quindi a mettere in dubbio le formule utilizzare per calcolare le calorie. Cioè 1200 calorie? Di solito le mangi entro le 15:00.

Ti convinci quindi che stai per morire. Non hai mai nemmeno una volta raggiunto il fabbisogno giornaliero di ferro o calcio? E’ probabilmente una cosa negativa, giusto?

L’app va giù per qualche secondo dopo pranzo e ricarichi la pagina ossessivamente per vedere se si è ripresa. Per un minuto hai pensato che il cuore ti uscisse fuori dal petto dallo spavento.

Ignoriil conteggio di calorie durante il weekend. I cheat days, hai sentito dire, sono da farsi assolutamente.

Controllo delle porzioni? Ma di che stiamo parlando? Anzi ad essere un po’ più generosa in termini di dimensioni quando si tratta di quel bicchiere in più di vino e il cucchiaino di burro di arachidi improvvisamente si duplica. Da solo.

Inizi a dare i primi segni di cedimento. Inserisci solo gli alimenti che riportano il contenuto calorico più basso. Non aggiungi il bicchiere di vino (probabilmente l’hai eliminato già tutto). All’improvviso ti dimentichi di caricare sull’app qualsiasi alimento ingerito dopo pranzo.

Ti penti amaramente della giornata appena trascorsa. Ovvero: non era meglio quando riuscivi a guardare una mela in termini di semplice alimento, invece di calcolarne automaticamente calorie e macro?

Ti ritrovi così ad aver rimesso su peso e ritorni sui tuoi passi. Per un giorno. Quando hai iniziato era più divertente.

Dopo alcune ricerche sul TDEE (totale dispendio di energia giornaliero) modifichi manualmente il tuo fabbisogno calorico. Vedi la luce alla fine del tunnel.

Trovi finalmente il tuo equilibrio. Riprendi a inserire tutto pasti, snack, acqua. I dessert, beh quelli dipende

 

Amiloidosi hATTR, una terapia sperimentale la rallenta

Buoni risultati da Patisiran

Varie_14159.jpg

Presto, per le circa 50.000 persone in tutto il mondo affette da amiloidosi ereditaria da accumulo di transtiretina (hATTR), potrebbe aprirsi un nuovo scenario.
Una terapia sperimentale, il Patisiran, ha infatti superato tutti gli endpoint primari e secondari in uno studio di fase III, e si avvia verso la commercializzazione. Il farmaco, prodotto in collaborazione dalle aziende Alnylam e Sanofi Genzyme, si basa sulla tecnica dell’RNA interference (RNAi) ed è stato valutato nel trial APOLLO, il più grande studio randomizzato mai completato per questa malattia