La crononutrizione, sapere quando mangiare è fondamentale


Le tempistiche influenzano la risposta del metabolismo

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Forse il problema non è “quanto” ma “quando”. Parliamo del mangiare e della nostra continua lotta contro l’aumento di peso. Mangiare un bel piatto di pasta a pranzo ha effetti diversi rispetto al consumo della stessa identica portata a cena.
Ciò che cambia è infatti la risposta del nostro metabolismo, che sembra prediligere un apporto maggiore di nutrienti durante la prima fase della giornata.
È il principio alla base della crononutrizione, regime alimentare che sottolinea l’esigenza di sincronizzare i pasti con il proprio orologio interno.
Su Diabetic Medicine è stata recentemente pubblicata un’analisi incentrata su soggetti colpiti da diabete di tipo 2. Quelli che facevano colazione tardi mostravano maggiori possibilità di avere un indice di massa corporea più elevato rispetto a chi ha invece l’abitudine di far colazione al mattino presto. Tutto ciò a parità di calorie assunte, …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | dieta, crononutrizione, peso,

Liraglutide efficace contro l’obesità


Effetti riscontrabili anche nella vita reale

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I pazienti trattati con liraglutide 3 mg (Saxenda) per la gestione del peso, in combinazione con dieta ed esercizio fisico, hanno perso una media di 8,1 kg dopo sei mesi, in un contesto di vita reale.
I dati sono stati presentati al 25° congresso europeo sull’obesità (ECO 2018) in svolgimento a Vienna.
Lo studio, effettuato su persone con sovrappeso e obesità in sei centri specializzati in Canada, ha dimostrato che, dopo sei mesi, i pazienti che hanno assunto il farmaco, in aggiunta alla dieta e all’esercizio fisico, hanno raggiunto una perdita di peso del 7,1 per cento rispetto al peso iniziale; il 63,4 per cento dei pazienti ha perso il 5 per cento o più del proprio peso corporeo e il 35,2 per cento più del 10 per cento. I risultati dello studio real-world hanno confermato quelli osservati nel programma di sperimentazione clinica SCALE.
I pazienti hanno inoltre mostrato …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | diabete, liraglutide, GLP-1,

Scoperta una variante genetica che rende longevi


Ricercatori italiani fanno luce sulla variazione di un singolo frammento di Dna

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Un team di scienziati italiani ha scoperto la presenza di una variante genetica in grado di rendere longevi. La variante è associata a una forma di resistenza all’invecchiamento e a un rischio minore di insorgenza di diabete, cancro e malattie cardiovascolari.
La scoperta è merito dei medici dell’Ospedale Saverio De Bellis di Castellana Grotte, in provincia di Bari, ed è stata pubblicata sulla rivista Nucleic Acid Research.
La ricerca è partita sulla base di diversi studi realizzati in tutto il mondo su 15mila persone. La variante genetica individuata è presente nell’80% dei centenari.
Ad attrarre l’attenzione dei ricercatori è stato un singolo frammento di Dna – SNP del gene – che si trova sul gene FOX3. “Abbiamo scoperto – spiega Cristiano Simone, coordinatore della ricerca – che le persone nate con questa caratteristica genetica hanno una potente arma in più per resistere allo …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | invecchiamento, longevità, Dna,

Diabete e grassi, tutta la verità

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Nell’immaginario collettivo, mangiare troppi dolci e consumare troppo zucchero fa venire il diabete. Ma le cose non stanno proprio così. Un importante e ben più pericoloso fattore di rischio per lo sviluppo del diabete di tipo 2 è il consumo eccessivo di grassi con l’alimentazione.
Non a caso, obesità e diabete sono due pandemie che procedono in parallelo e che non accennano a frenare la loro corsa.
Secondo dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), il numero di persone con diabete nel mondo è passato dai 108 milioni del 1980 ai 422 milioni del 2014.
Sul fronte dell’obesità/sovrappeso, gli ultimi censimenti parlano di 2,2 miliardi di persone nel mondo con tanti chili di troppo. Ma a destare preoccupazione sono soprattutto le nuove generazioni. Un recente studio dell’Imperial College di Londra e dell’OMS ha evidenziato che nelle ultime quattro decadi il numero di …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | diabete, grassi, lipotossicità,

Diabete, a ognuno il suo ago

Aghi di qualità per un miglior controllo della malattia

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Si parla tanto e sempre di farmaci, trascurando e saltando a piè pari l’argomento ‘aghi per penna’, strumenti indispensabili per una corretta somministrazione dell’insulina e di altri farmaci anti-diabete iniettivi (agonisti del recettore del GLP-1).

Ma adesso un position paper della Società Italiana di Diabetologia prende le ‘misure’ agli aghi per penna, Cenerentola dei presidi per il diabete, e lancia un allarme.

Negli ultimi anni, sull’onda del mantra del risparmio a tutti i costi, nei capitolati d’appalto si è andato trascurando l’aspetto della qualità degli aghi per penna, mentre al contempo il mercato si apre sempre più ad aghi low-cost (ma spesso anche low-quality) provenienti dall’estero. Questo documento della SID mira dunque a fare chiarezza sulle caratteristiche tecniche che connotano gli aghi di qualità.

Diabete, nuovo approccio per le complicazioni vascolari

Molecola sperimentale si rivela capace di limitare il danno vascolare

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Una molecola sperimentale si è rivelata efficace, in test di laboratorio condotti su tessuti animali e su sangue umano, nella prevenzione di due aspetti importanti della patologia diabetica: la disfunzione endoteliale e l’iperattivazione piastrinica.

Questi due fattori contribuiscono, nei pazienti diabetici, all’aumento di rischio per patologie cardiovascolari come infarto e ictus. La possibilità di limitarli, quindi, rappresenta una prospettiva terapeutica molto promettente.

La ricerca, condotta dal Laboratorio di Fisiopatologia Vascolare dell’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli (IS) e pubblicata sulla rivista scientifica Journal of the American Heart Association, punta a migliorare le prospettive delle persone che soffrono di diabete.

Pochi carboidrati per contrastare il diabete di tipo 1

Regime dietetico adeguato riduce il bisogno di insulina

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È necessaria meno insulina nei pazienti affetti da diabete di tipo 1 che aderiscono a un regime alimentare basato su uno scarso apporto di carboidrati.

Lo dimostra uno studio del Boston Children’s Hospital pubblicato su Pediatrics. Il campione oggetto di analisi ha seguito una dieta a bassissimo introito di carboidrati.

I soggetti hanno consumato in media 36 grammi di carboidrati al giorno, ovvero circa il 5% delle calorie totali, mentre le linee guida internazionali suggeriscono alle persone sane un introito pari al 45% delle calorie totali.

Ciò ha permesso di ridurre il valore dell’emoglobina glicata al 5,67%, mentre in media per un paziente è dell’8,2% e l’obiettivo delle terapie è portarlo sotto al 7%.

Ma il regime alimentare ha anche permesso ai pazienti di ridurre la dose di insulina quotidiana.

Il caffè riduce il rischio di diabete

Le possibilità di insorgenza diminuiscono nei consumatori della bevanda

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Il caffè potrebbe aiutare le persone a rischio a non sviluppare il diabete di tipo 2. A segnalarlo è uno studio pubblicato su Nutrition Reviews, secondo cui chi consuma una tazzina di caffè al giorno ha un rischio inferiore del 7% di sviluppare la malattia.

La metanalisi ha preso in esame 30 studi per un campione totale di 1,2 milioni di persone. L’effetto non sarebbe legato principalmente alla caffeina, dal momento che il decaffeinato garantirebbe comunque una riduzione del rischio di poco inferiore, il 6%.

Se si calcolano i consumi medi di una persona – dalle 3 alle 5 tazzine al giorno – si scopre che il rischio di diabete di tipo 2 si riduce di circa il 30-35%.

La bevanda riduce lo stress ossidativo, evento collegato a problemi di natura cardiovascolare e renale, ma anche allo sviluppo del diabete.

10 bufale sull’attività fisica


Anche lo sport è vittima delle fake news

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I luoghi comuni investono ogni ambito dell’attività umana, anche lo sport. Per questo, gli esperti dell’Istituto Superiore di Sanità hanno stilato una lista di 10 bufale sull’attività fisica che possono causare danni alla nostra salute.

1) MI SCATENO A TAVOLA, POI VADO IN PALESTRA. Fare esercizio fisico non sarà mai sufficiente se durante il giorno mangiamo il doppio di quanto necessario.
2) SOLO RIPOSO IN GRAVIDANZA. Niente di più sbagliato, l’attività fisica in gravidanza ricuce il rischio di vene varicose, gonfiore a mani e piedi, diabete gestazionale e problemi alla schiena.
3) HO L’ARTROSI, QUINDI NIENTE SPORT. Alcune attività fisiche come la ginnastica dolce, lo yoga, il pilates migliorano il decorso della malattia, la motilità articolare e la qualità della vita.
4) I BAMBINI GIOCANO, NON SERVE ALTRA ATTIVITÀ FISICA. Uno dei motivi per cui siamo ai primi posti in Europa …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | fitness, sport, fisico,

Diabete, fondamentale il monitoraggio continuo


Qualità della vita superiore grazie allo strumento

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Monitorare il livello di glucosio in forma continuativa aumenta la qualità della vita delle persone diabetiche. A confermarlo è uno studio apparso su Diabetes Care e firmato da scienziati dell’Università di Chicago.
I ricercatori hanno analizzato i dati di 158 pazienti, la metà dei quali, per 6 mesi, si è sottoposta a monitoraggio continuo, mentre l’altra metà faceva utilizzo delle tradizionali “strisce” per la misurazione in determinati momenti della giornata.
I pazienti del primo gruppo hanno mostrato un miglior controllo del glucosio e una riduzione degli episodi di ipoglicemia.
“Se si guarda a tutta la vita di un paziente il miglioramento è impressionante – afferma Elbert Huang, l’autore principale -. Anche se c’è un costo aggiuntivo la somma è compensata dal minore rischio di complicazioni”.
Secondo i dati, il monitoraggio continuo aggiunge in media 6 mesi in buona salute …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | diabete, glicemia, monitoraggio,