La doppia mastectomia non serve

La mutazione “Jolie” non è una condanna a morte

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Anche se si è portatrici di un’alterazione del gene Brca, come Angelina Jolie, le probabilità di sopravvivenza a un cancro sono le stesse di una paziente priva di Dna mutato.

A dirlo è uno studio dell’Università di Southampton pubblicato su Lancet Oncology, che segnala anche come la mastectomia dopo la diagnosi non incida favorevolmente sulla speranza di sopravvivenza.

La mutazione Brca, che in ogni caso aumenta fino a 8 volte il rischio di cancro, è balzata agli onori delle cronache anche per la scelta dell’attrice di farsi asportare preventivamente entrambi i seni.

Lo studio inglese ha analizzato i dati di 2733 donne fra i 18 e i 40 anni che avevano ricevuto una diagnosi di tumore al seno. Nel 12 per cento dei casi, le donne mostravano un’alterazione del gene.

L’alcol favorisce il cancro

Danneggia il Dna e aumenta il rischio di tumore

Ora che avete brindato per l’inizio del nuovo anno sarà meglio che riponiate vini e liquori nel mobile bar. Bere in maniera regolare, infatti, non è una buona idea, almeno stando alle conclusioni di uno studio del Cambridge Biomedical Campus di Cambridge e del Wellcome Trust Sanger Institute di Hinxton.

Secondo gli scienziati britannici guidati da Ketan J. Patel, l’assunzione di bevande alcoliche avrebbe l’effetto di alterare irrimediabilmente il Dna delle cellule staminali che producono il sangue, rendendole maligne.

“Alcuni tumori si sviluppano a causa del danneggiamento del Dna delle cellule staminali. Mentre alcuni danni si verificano per caso, i nostri risultati suggeriscono che bere alcolici può aumentare il rischio di sperimentare questi danni”, spiega Patel, che ha pubblicato gli esiti del proprio studio su Nature.

Rischi per l’udito con i botti di Capodanno

L’esplosione di petardi può provocare invalidità non solo a occhi e mani

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Nonostante le ordinanze che molti Comuni stanno emanando in questi giorni per vietare l’utilizzo dei botti di Capodanno, è presumibile che pochi si sottrarranno a una tradizione che sembra ormai entrata nel Dna degli italiani.

Come ogni anno, peraltro, arrivano puntuali le raccomandazioni del personale medico che si troverà come sempre a dover far fronte alle altrettanto consuete corse al pronto soccorso della notte di San Silvestro. Si sente spesso parlare, in primo luogo, di danni invalidanti agli arti superiori, direttamente coinvolti nell’esplosione, o agli occhi. Tuttavia, il prof. Gaetano Paludetti, direttore del dipartimento di otorinolaringoiatria del Policlinico Gemelli di Roma, mette in guardia da un altro rischio, quello della perdita parziale o totale dell’udito a causa della potenza dell’esplosione e della vicinanza con l’oggetto.

I bimbi hanno un Dna migliore se vengono coccolati

Il contatto fisico aiuta lo sviluppo biologico dei piccoli

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Non abbiate paura di essere troppo teneri con i vostri figli. Dimostrare il proprio affetto attraverso baci e carezze non ha solo un valore psicologico che infonde sicurezza nel bimbo, ma rivestirebbe anche un ruolo nello sviluppo biologico dell’individuo.

A scoprirlo è un team della University of British Columbia e del British Columbia Children’s Hospital Research Institute pubblicata su Development and Psychopathology.

Stando ai dati, il contatto fisico fra genitori e figli lascia delle tracce nei geni di questi ultimi, tanto che i piccoli che hanno ricevuto meno coccole mostrano all’età di 4 anni e mezzo un profilo molecolare nelle cellule meno sviluppato della media.

Allo studio hanno preso parte 94 bambini sani.

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Tumori e invecchiamento, una molecola antisenso li blocca

Applicato il principio della domotica per combattere cancro e vecchiaia

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Il genoma della cellula tumorale è instabile. Si rompe continuamente, accumulando danni che la cellula stessa tenta tenacemente di riparare per sopravvivere e proliferare.

Individuare strategie per impedire che in queste cellule il DNA si ripari è fondamentale per eliminarle e curare il cancro. Il gruppo di ricerca guidato da Fabrizio d’Adda di Fagagna, ricercatore di IFOM di Milano e dell’IGM del CNR di Pavia, aveva già dimostrato nel 2012 sulle pagine di Nature il ruolo cruciale di alcuni RNA non codificanti, piccole molecole regolatorie trascritte dal DNA e non usate per sintetizzare proteine. Come guardiani, questi RNA intervengono ogni volta che si genera un danno al DNA e fanno scattare l’allarme a tutela dell’integrità del genoma.

I polifenoli riducono il rischio di cancro

Conferme arrivano da una nuova ricerca americana

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Un nuovo studio sembra confermare l’ipotesi che i polifenoli svolgano un ruolo protettivo nei confronti dei tumori. La ricerca è stata realizzata dai professori Robert Thomas, Dorothy Yang e Madeleine Williams, oncologi presso il Bedford Hospital di Cambridge, e Catherine Zollman, direttrice medica del dipartimento di oncologia della clinica Penny Brohn di Bristol.
L’analisi conferma e rafforza la rivoluzionaria scoperta del nesso tra l’assunzione di alimenti ricchi di composti fitochemicali e una riduzione del rischio di contrarre il cancro.
I composti fitochemicali delle piante, che danno colore, gusto e aroma a molti alimenti, ci proteggono dagli agenti cancerogeni rinforzando gli enzimi antiossidanti, migliorando i percorsi di riparazione del DNA…

Tecnica Crispr modificata, ora può correggere l’Rna

Perfezionamento della tecnica apre a nuove possibilità terapeutiche

La tecnica di manipolazione genetica Crispr ottiene un aggiornamento significativo che la rende molto più appetibile in prospettiva per la messa a punto di nuove soluzioni terapeutiche.
A descrivere i progressi della procedura sono due studi di scienziati del Broad Institute presso il Massachusetts Institute of Technology coordinati da David Liu e David Cox e pubblicati su Nature e Science.
«Abbiamo sviluppato una nuova classe di correttori», sintetizza il prof. Liu, sottolineando come Crispr ora sia molto più precisa e in grado di cancellare gli errori della molecola che consente di tradurre il Dna, ovvero l’Rna.
I correttori sono macchine molecolari che permettono di riorganizzare ciascuna delle quattro lettere che, combinate tra loro, scrivono i geni (A per adenina, C per citosina, T per timina e G per guanina).

Scoperti nuovi meccanismi di resistenza dei tumori

Studio apre la porta a nuove possibili terapie

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Uno studio getta nuova luce su alcuni meccanismi molecolari responsabili della resistenza delle cellule tumorali alla chemio e radioterapia.
La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Nature Communications e alla stesura ha partecipato l’Istituto per il sistema produzione animale in ambiente mediterraneo del Consiglio nazionale delle ricerche (Ispaam-Cnr) di Napoli.
“Applicando moderne tecniche di analisi genomica e proteomica abbiamo individuato un nuovo meccanismo funzionale della proteina Ape1, un enzima di riparazione del danno al Dna che contribuisce al processo di instabilità genetica associata a diversi tumori, come quelli che colpiscono seno, ovaie e il cervello (glioblastoma), scoprendo un nuovo ruolo nel processo di tumorigenesi”, spiega Andrea Scaloni, direttore dell’Ispaam-Cnr

Goditi i benefici dei cibi che scegli

Non siamo tutti uguali. Ed è ormai noto che neppure dal punto di vista del cibo siamo uguali: infatti, alcuni individui necessitano di certi nutrienti in maniera differente da altri, per esempio le donne rispetto agli uomini, i cardiopatici rispetto ai diabetici, eccetera. L’alimentazione “casuale” che normalmente pratichiamo può provocare, in organismi predisposti, disturbi come il mal di testa o la rinite ma anche malattie gravi, soprattutto in persone che hanno varianti di DNA chiamate polimorfismi che non permettono un normale metabolismo dei principi contenuti negli alimenti.

BASTA SAPERLO!

E’ stato calcolato che tra due esseri umani vi è un’identità genetica di circa il 99,9% ma e’ nello 0,1% di differenza determinata dai polimorfismi che risiede l’identità di una persona, le sue caratteristiche fisiche, estetiche, il colore della sua pelle, la sua statura, ma anche la sua predisposizione alle malattie. Il grado con cui la dieta influenza il bilancio tra salute e malattia può quindi dipendere dal “make up” genetico del singolo individuo.

UN ELISIR DI LUNGA VITA DISPONIBILE OGNI GIORNO. 

Considerando il cibo come il nostro carburante e paragonando il nostro organismo al motore di una bella auto (noi stessi!), ogni giorno decidiamo la qualità del carburante che usare nella nostra auto. Attualmente accade che, non correlando la nostra alimentazione al nostro genoma, è come se mettessimo del gasolio in un serbatoio di benzina e viceversa. Mangiare antiaging invece permette di “tagliare su misura” la dieta di ogni singolo individuo legandola direttamente al DNA e sfruttando al meglio le potenzialità dei cibi.

UN NUOVO MODO DI MANGIARE

Un intervento dietetico basato sulla conoscenza delle esigenze nutrizionali e del genotipo dei singoli individui, cioè una nutrizione personalizzata, rappresenta un nuovo e rivoluzionario modo per prevenire, mitigare e curare le patologie croniche tipiche dell’invecchiamento, quelle malattie che di fatto in occidente rappresentano il 90% delle cause di morbilità. Grazie ad alcuni test è possibile disegnare la carta di identità genomica di una persona e, sulla base dei suoi piccoli difetti, contrastare gli effetti di alcuni polimorfismi sfavorevoli, vestendogli addosso, come fa un sarto, una dieta su misura che tiene conto anche del metabolismo individuale e delle intolleranze alimentari.

Il segreto dei centenari

“Raggiungere e superare i cent’anni è questione di buona genetica oltre che di stili di vita” dichiarano Kraig Willcox e Nir Barzilai.

 I segreti dei centenari in un unico gene: Nir Barzilai, Direttore dell’Einstein Institute for Aging Research di New York, e Craig Willcox, geriatra e ricercatore presso l’Okinawa Research Center for Longevity Science in Giappone intervistati a Milano in occasione di un congresso proprio sulla Longevità. Entrambi americani, sono considerati i massimi esperti internazionali di longevità e autori dei più importanti studi sui centenari.

Liana Zorzi intervista Craig Willcox e Nir Barzilai“Purtroppo ancora non è possibile dire quanto nella longevità incida la genetica e quanto gli stili di vita – dichiara Barzilai che, da New York sta portando avanti un interessante studio su un gruppo di centenari e il loro stile di vita. “Infatti, una recente osservazione sullo stile di vita di alcuni centenari ha rilevato che alcuni sono fumatori, obesi o seguono stili di vita non proprio salutari. Da questo punto di partenza abbiamo ipotizzato che il fattore genetico potesse avere un ruolo protettivo e importante.” Secondo Willcox, il gene della longevità si chiama FOXO3 ed entrerebbe in gioco una volta raggiunta l’età di 75-80 anni. “Infatti se prima di tale età l’alimentazione sobria, attività fisica anche semplice come le faccende domestiche o passeggiare, costituiscono fattori protettivi contro l’invecchiamento patologico, dopo tale soglia entra in gioco il cosiddetto gene della longevità – conferma Nir Barzilai. – Come dimostrato dai nostri studi, chi non presenta FOXO3 nel proprio codice genetico, subisce un progressivo spegnimento dell’attività cellulare tipica del fisiologico invecchiamento. Nei centenari invece, raggiunta la soglia dell’età media, il gene della longevità continua a proteggere l’attività cellulare ben oltre la soglia dei cent’anni.”
Secondo gli esperti, i “superages” sono certamente fortunati, ma per arrivare a 80 anni e godere della protezione del FOXO3 è importante non aver fumato, fare attività fisica e prestare attenzione all’alimentazione almeno fino a 75-80 anni. Ecco svelato il segreto dei centenari.