Allenamento e dolori in zona lombare: esercizi, cosa fare e cosa non fare

C’è una grande attenzione rispetto ai dolori in zona lombare nel mondo del fitness. Ad essere sinceri i dolori in zona lombare sono fastidiosi e piuttosto problematici da smaltire.

E’ sempre molto importante informarsi rispetto alla forma corretta nell’esecuzione degli esercizi e spesso i consigli del tuo allenatore terminano con la seguente frase: “Non dovresti sentire lo sforzo i zona lombare. Se accade, non stai eseguendo bene l’esercizio.”

C’è un’enorme differenza tra un normale indolenzimento da allenamento e una lombalgia, e dovresti essere in grado di riconoscere la differenza.

I DOMS tendono a svilupparsi lentamente dopo l’esercizio (all’incirca nelle 6-7 ore successive) con un picco tra le 24 e le 48 h, per scomparire definitivamente in circa 72 h. Un dolore nella zona lombare acuto si verifica al termine dell’allenamento e continua a persistere anche oltre le 72h.

Buona notizia: per quanto riguarda la lombalgia, il 90% dei casi il dolore lombare è aspecifico, benigno e autolimitante. Numerosi studi a livello internazionale hanno ampiamente sottolineato come basti prestare attenzione all’alimentazione, alla postura, assicurarsi di muoversi durante il giorno per prevenire l’insorgenza di dolori in zona lombare.

Raccomandiamo sempre di vedere uno specialista nel caso questa condizione si verifichi e nel caso si tratti di lombalgia discutere l’esecuzione di alcuni esercizi per alleviare il dolore.

4 esercizi da eseguire per alleviare il dolore in zona lombare

Ginocchio al petto in posizione di bridge

  • Distenditi sulla schiena, gamba destra tesa, gamba sinistra piegata.
  • Contrai gli addominali, verifica che la zona lombare sia ben incollata al pavimento
  • Solleva la gamba destra tesa e piega il ginocchio portandolo verso il petto
  • Torna nella posizione di partenza e ripeti dall’altro lato.

Ginocchia al petto

  • Distenditi sulla schiena e piega le gambe con la pianta dei piedi ben salda al pavimento.
  • Contrai gli addominali, spingi la zona lombare a terra e porta le gambe al petto.
  • Torna nella posizione di partenza

Troppa carne rossa aumenta il rischio di endometriosi

Nesso dimostrato fra il consumo di carne e il rischio della malattia

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La carne rossa è spesso sotto accusa per i suoi effetti nocivi sulla salute dell’uomo. Anche in questo caso, un team di ricercatori americani ha sottolineato un aspetto poco incoraggiante, ovvero un nesso fra il consumo di carne rossa e il rischio di insorgenza dell’endometriosi.

Si tratta di una patologia che affligge molte donne e si caratterizza per il dolore pelvico, cicli mestruali molto dolorosi, disturbi gastrointestinali e urinari e soprattutto riduzione della fertilità. Nel 30-40% dei casi, le donne colpite sono del tutto sterili.

Lo studio del Fred Hutchinson Cancer Research Center di Washington, pubblicato sull’American Journal of Obstetrics and Gynecology, evidenzia un aumento del rischio pari al 56% per le donne che consumano due porzioni di carne rossa al giorno rispetto a chi ne mangia una alla settimana.

Donne incinte, non trascurate l’igiene orale

I cambiamenti ormonali possono alterare il microbioma orale

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L’igiene orale è sempre importante, ma in gravidanza sembra esserlo ancora di più. Nel corso della gestazione, infatti, i cambiamenti ormonali possono provocare alterazioni nell’equilibrio del microbioma orale.

Il potenziale effetto collaterale è l’aumento dei depositi di placca sulle gengive, e quindi maggiore sensibilità, gonfiore e sanguinamento gengivale. Inoltre, può manifestarsi anche una modificazione del senso del gusto.

Stando ai dati di uno studio, il 93% delle donne durante la gravidanza sperimenta differenze nei sapori, soprattutto nei primi mesi.

È fondamentale che la donna sia sensibile ad alcuni specifici segnali:
1) dolore e/o sensibilità alle gengive;
2) gengive gonfie o infiammate;
3) sanguinamento gengivale.

Di fronte a sintomi del genere bisogna contattare immediatamente il dentista.

Infarto, le donne sotto i 60 rischiano il doppio

Probabilità di decesso raddoppiate rispetto agli uomini

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Morire per le conseguenze di un infarto è un evento molto più probabile fra le donne con meno di 60 anni rispetto ai coetanei uomini.

A stabilirlo è una ricerca dell’Università di Bologna pubblicata su Jama Internal Medicine che sottolinea la necessità di tenere in considerazione il sesso del paziente nell’approccio terapeutico.

Che le donne rischiassero più degli uomini in caso di infarto era cosa nota da tempo. Ricerche precedenti avevano spiegato il fenomeno con una disparità di trattamento ospedaliero a sfavore delle donne dovuta principalmente all’incapacità di riconoscere sintomi diversi rispetto a quelli che si manifestano fra gli uomini.

Invece del classico dolore toracico, le donne mostrano più facilmente nausea, vomito, fiato corto, dolore alla schiena, al collo o alla mascella.

Lifting light con gli ultrasuoni focalizzati

Nuova tecnologia Hifu per interventi mininvasivi

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Il lifting è focalizzato. Mirato, preciso e puntuale. Senza complicanze ed efficace in poche sedute. La tecnologia Hifu – acronimo di High Intensity Focused Ultrasound – fa degli ultrasuoni focalizzati ad alta intensità la nuova frontiera del “light” lifting.

«Un lifting dolce che interviene solamente dove c’è veramente necessità e che, grazie all’ultima soluzione “centerless”, ha azzerato il dolore dovuto al trattamento», spiega Patrizia Gilardino, chirurgo estetico di Milano.

Già utilizzati in altri campi della medicina, gli ultrasuoni focalizzati hanno trovato nel campo dell’estetica una nuova “giovinezza”, affermandosi in breve tempo quale trattamento efficace per restituire compattezza e luminosità alla pelle e per ridisegnare le aree interessate da una piccola concentrazione di grasso.

Tacchi alti nel weekend?

Se i tuoi tacchi a spillo causano dolore e infiammazione ai piedi, segui questi piccoli consigli per evitare che il tuo trick di bellezza si riveli un’arma a doppio taglio.

  • Cerca terreni morbidi. Se puoi scegliere tra il camminare su un tappeto o in piedi su un pavimento di legno, ovviamente scegli la superficie più morbida. Come confermato da molti podologi, quando si indossano i tacchi si va ad esercitare molta pressione sulle piante dei piedi. Il tutto, poi, viene ancor più amplificato se si cammina su un pavimento duro.
  • Utilizza plantari in gel. Puoi acquistarli facilmente in farmacia e si rivelano molto utili a ridurre l’affaticamento da tacchi alti. Attenzione però: ricorda di sostituirli spesso; si tratta di materiali che non reggono a lungo termine. Inoltre, quando acquisti le scarpe, assicurati che siano adatte ai plantari.
  • Indossa le calze. Queste creano uno strato di protezione tra la tua pelle e le suole delle scarpe. In più, eviteranno ai tuoi piedi di sudare riducendo anche il rischio di calli e vesciche che si possono sviluppare quando la pelle sfrega contro la scarpa.
  • Metti i piedi a mollo. Riempi la vasca con qualche centimetro di acqua tiepida, aggiungi un po ‘di sale e immergi i piedi per circa 20 minuti. Il magnesio contenuto nel sale ti aiuterà a evitare infiammazioni e crampi.
  • Fai Stretching. I tacchi alti mettono il muscolo del polpaccio e il tendine di Achille in una posizione accorciata che può creare oppressione e dolore. Quindi, mettiti in piedi di fronte ad un muro e posiziona un piede davanti all’altro tenendo entrambi i piedi appoggiati sul pavimento. Piega in avanti il ginocchio anteriore e tieni dritta la gamba posteriore. Resta in posizione per 90 secondi, poi cambia lato. Ripeti l’esercizio per tre volte durante il giorno così da alleviare la pressione.
  • Quando sei sul divano o sul letto, metti alcuni cuscini sotto i piedi. Questo faciliterà la circolazione del sangue e ridurrà il gonfiore.
  • Metti i piedi nel ghiaccio. Se i tuoi piedi sono notevolmente infiammati e di colore rosso, il ghiaccio può essere salvifico. Tuttavia, se zoppichi o non riesci a camminare normalmente il giorno successivo (o qualsiasi giorno dopo), fissa un appuntamento con un podologo.

Nuovo farmaco per 3 malattie reumatiche

Sperimentazione condotta presso il Bambino Gesù

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Un nuovo farmaco efficace per 3 malattie autoinfiammatorie, un gruppo di malattie rare recentemente scoperte e caratterizzate da episodi ricorrenti di febbre e di infiammazione.

La sua efficacia è stata valutata all’interno di una sperimentazione clinica a livello mondiale coordinata dai medici della Reumatologia dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica The New England Journal of Medicine.

Le tre malattie coinvolte nel trial sono la febbre mediterranea familiare (FMF), il deficit di mevalonato chinasi (MKD) e la sindrome periodica associata al recettore 1 del fattore di necrosi tumorale (TRAPS). La FMF è la più diffusa delle tre, nasce geneticamente in Medio Oriente ed è ben nota all’interno del bacino del mediterraneo. Le altre due sono malattie molto rare, recentemente definite.

I Fans nella medicina dello sport

Risposta terapeutica a dolore, edema ed ematoma

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Un controllo del dolore più rapido ed efficace nel trattamento di traumi minori, quali contusioni muscolari e distorsioni di lieve entità (I e II grado), un più rapido riassorbimento degli ematomi, un contributo nell’accelerare il recupero nel corso dei trattamenti fisiatrici, ma anche la capacità di ridurre la sensibilità al dolore.

Questi i risultati che possono essere ottenuti grazie all’applicazione di un cerotto che sfrutta i vantaggi della combinazione di un antinfiammatorio “storico” quale diclofenac con una dose fissa di eparina. Se ne è discusso con importanti esperti a margine dell’evento “Patologie Osteoarticolari, approcci a confronto” tenutosi a Roma.

Per trauma lieve si intende quello con un recupero in 3 giorni, mentre per quello moderato occorrono 7-10 giorni – spiega Agostino Tucciarone, Primario Ortopedico ICOT di Latina.

Nuovo dispositivo per l’articolazione sacroiliaca

iFuse superiore all’approccio non chirurgico

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In caso di disturbi dell’articolazione sacroiliaca (SI), il dispositivo iFuse si è rivelato più efficace rispetto alla gestione non-chirurgica (NSM/non-surgical management).

Lo studio a lungo termine denominato LOIS (Long Term Outcomes from INSITE and SIFI – Risultati a lungo termine da INSITE e SIFI) dimostra l’efficacia dell’approccio.

I risultati riguardano gli ultimi 3 anni di un sottoinsieme di pazienti che hanno partecipato a INSITE (Investigation of Sacroiliac Fusion Treatment) (Indagine sul trattamento per fusione sacroiliaca), uno studio clinico controllato randomizzato americano e SIFI (Sacroiliac Joint Fusion with iFuse Implant System) (Fusione dell’articolazione sacroiliaca con sistema di impianto iFuse), uno studio clinico prospettico multicentrico americano.

Stare seduta tutto il giorno, gli esercizi per invertire gli effetti negativi

Stare seduta tutto il giorno di sicuro non è una sensazione piacevole. E se il tuo è un lavoro di quelli particolarmente statici, sai bene di cosa stiamo parlando. È bello stare sul un divano, in una spa, o anche seduto sulla sedia. Ma come la maggior parte delle cose nella vita, l’eccesso non è mai positivo, e passare troppo tempo seduta (indipendentemente dalla tipologia di attività svolta) conduce ad una raffica di potenziali sintomi fisici e mentali.
La dott.ssa Emily Kiberd, medico chiropratico e fondatrice della Urban Wellness Clinic, afferma che stare seduti così a lungo contribuisce a farci sentire stanchi a lavoro e in generale. “Cominciamo a crollare in avanti, sporgendo il mento e diventiamo un tutt’uno con il nostro computer: quando ci fermiamo per ore, iniziamo a respirare dal petto invece di un buon respiro ventricolare diaframmatico”, dice.

“Un respiro naturale rilassato viaggia fino in fondo al nostro ventre, quando ci sediamo e ci soffochiamo il respiro non diminuiamo al minimo. Questo respiro toracico ci porta a sentirci ansiosi e affaticati dal meno ossigeno che inaliamo e dalla CO2 che fatichiamo a cacciare fuori dai nostri polmoni”.

Quindi sì, i muscoli tesi e la respirazione rapida causati dallo stare seduta possono essere stressanti. E lo stress può causare sintomi fisici, che vanno “dalla preoccupazione e dall’irritabilità, all’irrequietezza e insonnia, rabbia e ostilità, o sensazioni di terrore, presagio e persino panico”, secondo la Harvard Health Publishing
Muoversi un po’ e rilassare i muscoli può aiutarti a scaricare lo stress e liberarti da altri sintomi cronici legati al fatto di stare seduta, come “mal di testa, dolore e spalle curvei”, secondo il dott. Kiberd.

Per invertire gli effetti negativi dello stare seduta sul posto di lavoro, non c’è bisogno di esercizi impegnativi. Basta praticare questi piccoli movimenti

Sollevamento polpacci

Emily Skye dice che i sollevamenti di polpaccio sono perfetti per la scrivania. “Non devi affatto alzarti in piedi e puoi farlo alla perfezione mentre rimani seduto, se sei con i tacchi sarebbe una buona idea toglierli per questo esercizio.

“Mentre sei seduto, metti entrambe le mani sulla parte superiore delle ginocchia e spingi verso il basso, quindi solleva entrambi i talloni da terra in modo da salire sulla punta dei piedi, mentre la pressione verso il basso con le mani crea una leggera resistenza aggiuntiva, facendo il maggior numero di ripetizioni controllate che puoi in un minuto. ”

Sedia squat

“Inizia stando in piedi con i piedi alla larghezza delle spalle e la parte posteriore delle tue gambe tocca la sedia”, dice Emily Skye. “Abbassati fino a che il tuo sedere tocca la sedia: una volta che hai preso contatto con la sedia, riportati in piedi usando i glutei per la spinta: questa è un’altra mossa che potresti provare a fare quante più volte puoi in un minuto. ”
“Questi esercizi sono davvero semplici ed efficaci” continua “e puoi praticamente farli in qualsiasi ambiente d’ufficio, sono perfetti per rafforzare i tuoi glutei, bicipiti femorali e quadricipiti e rafforzare l’arco del tuo tallone”.

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