Hpv, il nuovo vaccino Gardasil 9 funziona


Riduzione del 90 per cento dei casi di cancro della cervice

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Non ci sono dubbi che il vaccino Gardasil 9 per la prevenzione del cancro della cervice causato dall’infezione da Hpv funzioni. Lo spiega il prof. Warner Huh della University of Alabama di Birmingham, autore di uno studio apparso su Lancet.
«Stiamo per arrivare a un cambiamento eccezionale che influirà positivamente su tutti gli individui, in particolare sulle donne, negli Stati Uniti. La sfida sarà quella di far sì che il nuovo vaccino si diffonda tra le giovani donne», spiega l’esperto.
Gardasil 9 è stato concepito come forma di immunizzazione nei confronti di 9 genotipi di Hpv correlati all’insorgenza del cancro cervicale, oltre che di quello vulvare, anale e vaginale, e delle verruche vaginali.
Si tratta di un’evoluzione del vaccino Hpv quadrivalente, che si concentrava però sui 2 genotipi principali di Hpv responsabili di circa il 70 per cento dei casi di cancro e su altri 2 …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | tumore, cervice, Gardasil,

Boom di chirurgia plastica sugli Ex-obesi

In Italia si registra un incremento esponenziale di interventi di chirurgia plastica sugli ex-obesi, volti a rimodellare il corpo dopo un dimagrimento anche di 50-60 chili.

La dichiarazione è stata fatta dal professor Franco Bassetto durante il 66° Congresso Nazionale della Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica (SICPRE), che si tiene a Modena dal 21 al 23 settembre 2017.

OGNI ANNO IN ITALIA 20-30.000 INTERVENTI

“20-30.000 interventi all’anno – afferma il professor Bassetto -, e si tratta di numeri in forte crescita. Seppur con differenze, tutte le Regioni italiane includono le procedure di chirurgia plastica morfofunzionali nel percorso di trattamento del paziente ex-obeso. Gli interventi sono a carico del Servizio Sanitario Nazionale, e quindi eseguiti senza alcun esborso da parte del paziente, ma spesso le liste d’attesa sono così lunghe da indurre a rivolgersi a liberi professionisti che operano in strutture private”. Per avere un’idea del fenomeno basti pensare che nel 2015 gli obesi in Italia erano circa 6 milioni*.

“La chirurgia bariatrica è sempre più sicura e affidabile – prosegue l’esperto –, di conseguenza sono sempre di più i pazienti che arrivano dal chirurgo plastico per la riduzione dei tessuti di rivestimento in eccesso che residuano dai grandi dimagrimenti e che rendono impossibile lo svolgimento normale della vita, dal camminare alla cura dell’igiene personale”.

PIÙ STEP PER TORNARE IN FORMA

Per ritornare davvero “in forma”, sono necessari diversi interventi che comprendono tutti i distretti del corpo: la mammella (nelle donne e negli uomini), l’addome, le braccia, le cosce e spesso anche il volto e il collo.

“Nella chirurgia plastica degli ex-obesi si sta affermando la tendenza ad eseguire due o tre interventi di rimodellamento corporeo in contemporanea, per rendere più rapido il recupero di un contorno corporeo il più possibile normale – continua l’esperto”. È da sottolineare infatti che anche se le procedure sono sempre più raffinate e precise, il chirurgo plastico che esegue gli interventi è super-specializzato, il risultato non sarà mai simile a quello che si può ottenere su un paziente che si è allontanato di poco dal proprio peso forma in quanto i tessuti di un ex-obeso hanno perso elasticità e questo è decisivo per il risultato finale, all’insegna di un grande miglioramento in termini di contorno corporeo ma non completamente soddisfacente da un punto di vista estetico.

FATTORI DI RISCHIO

“Il paziente obeso ha un alto rischio tromboembolico, rischio che purtroppo rimane elevato anche in chi ha superato questa fase della sua vita ed è oggi vicino al peso forma – spiega il professor Giorgio De Santis, presidente del Congresso SICPRE 2017 -. Ecco perché è importante verificare, quando si sceglie di sottoporsi privatamente a questi interventi, la preparazione del medico a cui ci si affida e l’adeguatezza della struttura. Non molti anni fa a questi interventi era associato un rischio di morte. Oggi la situazione è molto migliorata ma si tratta comunque sempre di pazienti ‘particolari’, da affrontare con grande cautela”.


A cura della Redazione 

© Sani per Scelta

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Cambio vita, mangio sano! 5 alimenti da eliminare dalla dieta

Le diete restrittive e fai da te sono dannose per il corpo e per la salute, perciò bisognerebbe sempre rivolgersi ad un nutrizionista o dietologo quando si vuole intraprendere un percorso di dimagrimento o semplicemente un cambiamento del proprio stile di vita. E’ importante non fare tagli drastici sui nutrienti per evitare di incappare in carenze severe e dannose, inoltre per mantenere uno stile di vita sano a lungo termine è necessario che il piano alimentare si adatti alla vita del soggetto in questione così come alle sue preferenze alimentari.

Quindi, come si può iniziare ad intraprendere uno stile di vita sano?

Inizialmente riducendo le porzioni per poi scegliere sempre opzioni più sane e salutari, ma soprattutto iniziando ad evitare determinati alimenti che sono di per se dannosi per l’organismo. Si basa tutto sul concetto che se si è consapevoli di ciò che si mangia, è più facile fare scelte più sane e cambiare stile di vita risulterà essere più facile.

Se il mood di settembre è quello di “Cambio vita, mangio sano!” ecco i 5 alimenti da eliminare dalla dieta

BEVANDE ZUCCHERINE. Eliminare le bevande ricche di zuccheri è la cosa più semplice con la quale si possa iniziare a cambiare la propria alimentazione. L’American Heart Association raccomanda che le donne non consumino più di sei cucchiaini di zucchero (circa 24 grammi) al giorno e gli uomini non più di nove cucchiaini (e secondo me anche meno). Una lattina di Coca Cola contiene 37 gr di zuccheri, cioè circa 8 cucchiaini di zuccheri, e solo con questa abbiamo già superato il limite.

CEREALI RAFFINATI. I cereali dolci e la farina d’avena istantanea aromatizzata sono ricchi di zuccheri e grani raffinati, che contengono minime quantità di fibre. Preferire invece cereali integrali (a basso contenuto di zuccheri semplici) o avena pura con frutta fresca, fornisce il corpo della giusta quantità di carboidrati complessi e fibre di cui necessita, soprattutto a colazione.

CARNI LAVORATE . Secondo uno studio di Harvard University 2010, le carni trasformate, tra cui pancetta, prosciutto e hot dog, hanno dimostrato di aumentare il rischio di malattie cardiache del 42% e il rischio di diabete del 19%. Inoltre, la ricerca ha collegato il nitrato di sodio – un conservante trovato in questi alimenti – al cancro. Meglio una fettina di carne bianca principalmente, ma anche rossa, presa direttamente dal macellaio di fiducia.

INGREDIENTI CHE NON RIUSCIAMO A PRONUNCIARE. Quante volte è capitato di leggere la lista degli ingredienti e non capire una parola di ciò che è contenuto nei cibi? Ecco, questo è quello che non dovrebbe mai succedere perché se non si riescono a pronunciate gli ingredienti o ci sono più sigle che alimenti, allora ci saranno più coloranti e conservanti che nutrienti veri e propri. La lista degli ingredienti deve essere breve e concisa, altrimenti ci troviamo davanti ad un non nutriente!

GRASSI IDROGENATI. Sappiamo tutti ormai che i grassi idrogenati aumentano il colesterolo generale, è inoltre stato collegato ad un maggiore rischio di “morte precoce e malattie cardiache” a lungo termine. Preferiamo invece grassi “buoni” quali l’olio d’oliva, l’olio di cocco, e gli oli contenuti nella frutta secca come mandorle, noci o anche nel burro d’ arachidi, ma mi raccomando, che nella lista ingredienti ci sia solo il 100% di arachidi!

Yoga: migliora memoria ed attenzione

Stai perdendo la memoria?

Fare esercizi yoga fa meglio per l’attività mentale di 20 minuti sul tapis roulant; lo dicono gli scienziati dell’Illinois.

 Infatti, secondo lo studio, sudare con gli esercizi in palestra non farebbe alcuna differenza se parliamo di memoria o capacità di concentrazione. I ricercatori hanno analizzato un gruppo di 30 giovani donne a cui hanno chiesto di praticare entrambe le attività fisiche per lo stesso tempo; alla fine degli esercizi fisici, le donne sono state sottoposte ad esercizi per verificare le performance mentali. La loro memoria, il tempo di reazione e le abilità cognitive risultavano migliorate dopo la sessione di yoga mentre non c’era alcuna differenza tra prima e dopo gli esercizi aerobici.

Caffè, elisir di lunga vita?

Lo consumiamo dalla mattina alla sera, è un potente elisir di lunga vita che abbiamo in casa, è buono, costa “poco” e piace a (quasi) tutti. È il caffè, anche decaffeinato, che alcune recenti ricerche su larga scala associano a un minore rischio di mortalità per ogni malattia, da quelle cardiovascolari al cancro, soprattutto se inserito all’interno di una dieta sana ed equilibrata.

Tre è un numero magico perché sono tre le tazzine di caffè al giorno che riducono del 60% il rischio di mortalità nei maschi e del 40% nelle donne, per patologie dell’apparato digerente, stomaco, intestino e fegato. A dirlo uno studio europeo pubblicato sull’importante rivista scientifica Annals of Internal Medicine che ha coinvolto oltre 520.000 persone di 10 paesi europei, e uno studio americano che ha valutato l’associazione tra caffè e mortalità su una popolazione multietnica di 185.000 afroamericani, nippoamericani, latinoamericani e caucasici.

Il caffè fa bene proprio a tutti

Rispetto a chi non beve caffè, chi consuma una tazza di caffè (da 235 ml, la nostra tazzina è invece intorno ai 40 ml) al giorno ha un rischio inferiore del 12% per morte da tutte le cause (disturbi cardiaci, cancro, ictus, diabete, problemi respiratori e renali). Sembra andare ancora meglio per chi fa un consumo maggiore di caffè: sembra infatti che il rischio di mortalità sia più basso del 18% rispetto a chi non prende alcun caffè.

Una tazzina di caffè, tanti antiossidanti vegetali

Gli antiossidanti però non si trovano esclusivamente nel caffè, ma sono presenti in moltissimi altri prodotti vegetali. Per questo motivo, se non ci piace il gusto amaro del caffè, invece di berlo con tanto zucchero oppure aggiungere sciroppi per cambiarne il gusto, meglio prendere gli antiossidanti dai frutti di bosco, dalla cannella o dalla frutta e verdura fresca.

I benefici di tre tazzine di caffè al giorno (anche decaffeinato)

Secondo i ricercatori, tutto ciò contribuisce a spiegare perché i bevitori di caffè hanno un rischio di morte inferiore anche se preferiscono il decaffeinato. Infatti, gli effetti benefici non sembrano essere dovuti alla caffeina ma agli antiossidanti, anche secondo studi realizzati dall’Istituto Nazionale di Nutrizione di Roma che, anni fa, confrontando il consumo di frutta e verdura con quello di caffè, riscontrarono che due o tre tazze di caffè al giorno avevano un effetto antiossidante pari se non superiore a quello ottenuto consumando frutta e verdura tre volte al giorno.

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Donne e cistite, in pochi giorni i sintomi migliorano, naturalmente

Uno studio pubblicato su PLOSMed sostiene che i sintomi della cistite possono migliorare in 7 giorni. Anche in assenza di antibiotici; in più secondo uno studio dell’Università di Amsterdam, il problema di infezione del tratto urinario, se non complicato da altri sintomi, può migliorare da solo nel 70% delle donne anche senza assumere antibiotici. Durante lo studio è stato chiesto ad un gruppo campione con cistite se avrebbero posposto l’assunzione degli antibiotici; i ricercatori hanno rilevato che circa il 70% delle partecipanti allo studio hanno ottenuto un miglioramento dei sintomi in 7 giorni.

Colesterolo, l’importanza di uno screening mirato

Già a 20 anni per chi è predisposto, più tardi per chi è sano

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L’adozione di uno screening mirato è la soluzione più idonea per il controllo dei livelli di colesterolo nei giovani adulti. Una ricerca pubblicata su Annals of Internal Medicine da un team del Saint Luke’s Hospital di Kansas City fa il punto sulle tempistiche da adottare per i test che valutano il colesterolo.
«Attualmente, l’American College of Cardiology/American Heart Association (ACC/AHA) raccomanda lo screening per i livelli di lipidi per tutti gli adulti di età superiore a 20 anni al fine di identificare le persone a rischio di malattia cardiovascolare aterosclerotica», spiega Krishna Patel, coordinatrice dell’analisi.
«La U.S. Preventive Services Task Force suggerisce invece di ritardare lo screening a 35 anni per gli uomini e a 45 anni per le donne senza i tradizionali fattori di rischio cardiovascolare».

Andiamo in crociera, pro e contro

Buona soluzione per i problemi di coppia, ma ci sono dei rischi

 

Vivete un periodo non particolarmente felice con il vostro partner? Niente paura, approfittate delle prossime vacanze estive per concedervi una crociera. Secondo gli esperti questa modalità di vacanza aiuta la coppia a ritrovare l’armonia e il benessere perduti anche a causa di una crisi economica perdurante che alimenta lo stress e le tensioni.
Del resto, una ricerca effettuata dagli psicologi dell’Associazione Donne e Qualità della Vita guidati da Serenella Salomoni evidenzia proprio i benefici connessi con la vita in mare. Le navi da crociera sono viste come un vero e proprio “luogo dell’amore”, un posto in cui ritrovare il benessere psicofisico personale e, allo stesso tempo, ritrovare la complicità perduta con il proprio partner

Divorzio, parlarne giova alla salute

Dopo un divorzio, ‘raccontarsi’ fa bene. Fare chiarezza con se stessi e parlarne con chi può aiutarci ad elaborare il lutto serve alla salute perché aiuta anche a ridurre i potenziali effetti negativi dello stress a livello cardiovascolare, e allenta ogni tensione psicosomatica. E’ quanto emerge da uno studio dell’Università dell’Arizona, pubblicato su Psychosomatic Medicine: Journal of Biobehavioral Medicine.

Lo studio

Gli studiosi hanno selezionato 70 donne e 39 uomini, freschi di separazione, assegnando loro  tre tipi di esercizi di scrittura, svolti in tre diverse occasioni nell’arco di alcuni giorni.Ad un gruppo è stato chiesto di “esprimere” le proprie  emozioni, a un altro di svolgere un compito di scrittura narrativa espressiva legata al proprio vissuto di separazione e divorzio. Al terzo gruppo è stato dato invece un esercizio di scrittura neutro, a piacere. Gli indicatori delle risposte cardiovascolari del corpo allo stress sono stati confrontati prima e dopo (fino a 9 mesi successivi).

I risultati

I risultati hanno rilevato che i partecipanti a cui era stata affidata la scrittura espressiva narrativa hanno avuto una riduzione della frequenza cardiaca e un aumento della variabilità di frequenza cardiaca (HRV), il che rivela il miglior funzionamento delle reazioni del sistema nervoso parasimpatico del corpo agli stimoli, quindi minor stress, di certo inferiore a quella degli altri due gruppi. Gli studiosi spiegano che serviranno ulteriori ricerche per approfondire, anche per monitorare come saranno i risultati nei tempi medio lunghi.

Estate: l’unica dieta “perdi peso mangiando”

Con l’estate ormai alle porte, tanti cercano soluzioni rapide per rimettersi in forma dopo mesi di sedentarietà e stravizi alimentari. Vuoi conoscere l’unico e vero modo per perdere peso mangiando?

Principe delle diete equilibrate è la dieta mediterranea, a base di cereali, come farro, orzo, miglio, frutta, verdura, legumi, pesce, tutti cibi che sono nella nostra tradizione e facilmente reperibili. Per perdere peso e mantenerlo costante durante tutto l’anno, senza restrizioni di alcun tipo, inizia da oggi a seguire un’alimentazione equilibrata, aumentando un po’ le proteine ad ogni pasto, soprattutto pesce, legumi, uova ma anche carni magre e yogurt, riduci un po’ la quantità dei carboidrati, cioè pane, pasta anche quella integrale, e cereali di ogni tipo, e aggiungi una costante attività fisica di moderata intensità come camminare a passo svelto o correre, scegliendo l’attività fisica e l’intensità in base a quanto sei allenata; in ogni caso è consigliabile rivolgersi a un medico dello sport prima di iniziare. Naturalmente bisogna dosare e ridurre le porzioni anche in relazione ad età, stato di salute peso corporeo.

Dieta + movimento: e sei già sazia

Questo genere di dieta, insieme all’attività fisica, stimola il metabolismo e aiuta ad avere un maggior senso di sazietà rispetto all’assunzione dei carboidrati, perché consumiamo più calorie per metabolizzare le proteine. Ciò che conta è che tutto avvenga in maniera equilibrata soprattutto se si soffre di particolari patologie come obesità, diabete, dismetabolismo, nel qual caso è d’obbligo farsi consigliare da un medico specializzato in dietologia che avrà cura di creare dei percorsi che tengano conto dello stato di salute e che orienti la persona verso stili di vita più virtuosi. 

E queste accortezze valgono per le diverse fasce d’età: gli anziani, gli adolescenti o le donne in menopausa. In particolare negli anziani bisogna avere attenzione con la perdita di peso perché spesso perdono anche massa magra e questo riduce salute ed autonomia. In menopausa invece occorre sempre assicurare un adeguato apporto di calcio alla dieta