8 trucchi per eseguire push up in maniera corretta

L’allenamento della parte superiore del corpo non è esattamente tra le attività principali che noi donne svolgiamo in palestra. In realtà molte di noi ignorano che alcuni esercizi, in apparenza utili per allenare la parte superiore del copro, siano una vera e propria mano santa dell’allenamento total body a corpo libero.

Nello specifico parliamo dei push up, che pure allenando principalmente petto, tricipiti e la totalità dell’addome, sono considerati un movimento total body che ti permette di allenarti dove vuoi e che contempla una miriade di variazioni.

Inizia dal pavimento. Esatto, non pretendere di perforare un esercizio come il push up immediatamente in maniera corretta. Fai delle prove: stenditi completamente per terra, con le gambe bloccate e addominali tesi, e spingi il corpo con verso l’alto. Se ti rendi conto di inarcare al schiena durante l’esecuzione, prova un push up modificato e continua ad esercitarti per aumentare la forza.

Kayla Itsiness esegue push up da terra

Apporta delle modifiche. A vederlo sembra super facile da eseguire, ma in realtà richiede molto lavoro per essere eseguito in maniera da non farti male. Prova quindi al versione modificata con le ginocchia per terra, o con le mani su una panca.

Fonte: A bikini a day

Cerca di tenere le mani ad una distanza  più ampia rispetto alla larghezza delle spalle. Performare un push up con braccia molto vicine al petto, richiede molta consapevolezza nell’esecuzione ed expertise. Inizialmente cerca di tenere le braccia ad una distanza standard.

Non tenere il sedere sollevato. Quando la schiena non è piatta e perfettamente allineata, non permetti alla parte centrale del corpo di lavorare correttamente per tutta la durata dell’esercizio. Inoltre disallineare i glutei determina uno stress eccessivo sulle spalle.

Non far crollare i fianchi verso il pavimento. Fondamentale che il corpo abbia le sembianze di una tavola da surf piuttosto che di una banana. E scherzi a parte, questo è ancora più importante onde evitare di farsi male alla schiena. Strizza i glutei e attiva l’addome.

Non abbassare le testa quando porti il corpo verso il basso. Per essere sicura che il corpo sia ben in linea, fissa un punto davanti a te e concentrati completamente su quel singolo punto.

Punta alla qualità non alla quantità. La quantità, come in qualsiasi altro esercizio non è mai prioritaria rispetto all’esecuzione accurata.

Aggiungi le variazioni al tuo allenamento. La parte più divertente del saper eseguire push up è proprio trovare il modo di rendere l’esercizio più difficile. Ovviamente nel momento in cui si ha piena padronanza del movimento.



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Maratona di New York, scopri come migliorare le tue performance


Domenica 5 novembre si corre la maratona di New York. Pur con la paura per il recente attentato, i runner da tutto il mondo sono già lì. Se sei un runner non professionista, ecco i consigli per migliorare le tue performance.

Allenamenti al pomeriggio e caffè sembrano essere il segreto per aumentare prestazioni e resistenza per correre la maratona. A dirlo, uno dei massimi esperti del settore, il dottor Massimo Spattini, specialista in Scienza dell’Alimentazione e in Medicina dello Sport, Certified in Anti-Aging & Regenerative Medicine (ABAARM – USA), alla Conferenza di Agemony, che si è tenuta a Roma presso la sede del CONI. “Le ricerche hanno evidenziato che i tempi di reazione presentano un picco nel tardo pomeriggio, tra le 16 e le 18, quando la temperatura corporea è più alta e per ogni grado Celsius (°C) di aumento di calore corporeo, la velocità di conduzione nervosa aumenta di 2,4 m/sec – ha spiegato il Dottor Massimo Spattini – Sui benefici del caffè, invece, oltre 14 studi raccolti in una metanalisi, cioè uno studio che li mette tutti a confronto, hanno confermato che la caffeina aumenta le prestazioni del 12% in media e ha benefici sugli sport di resistenza, con uno sforzo da 6 a 20 minuti, dove permette un ‘vantaggio’ del 6%. Inoltre stimola il cervello a un pensiero più chiaro e a una maggiore concentrazione – prosegue il medico.

Perché allenarsi al pomeriggio: cosa dice la scienza

Anche senza caffè, Allenarsi al pomeriggio aiuta ad avere migliori performance. “La mobilità articolare, la forza ‘esplosiva’ e quella ‘massimale’, intesa come la capacità del muscolo di esprimere la massima tensione possibile con una contrazione volontaria, raggiungono il livello più alto tra le ore 16 e le 18 – sottolinea l’esperto. – Anche le capacità metaboliche, come consumo di ossigeno, ventilazione polmonare, gittata sistolica e portata cardiaca raggiungono la massima efficienza nel pomeriggio. Nella stessa fascia oraria la resistenza a un lavoro ad alta intensità e la capacità di produrre lattato, sono più elevate.”

Perché il caffè aiuta la performance? La scienza risponde

La risposta è in uno studio del 2012 ( link PLoS One.) condotto su 12 uomini durante l’esercizio dello squat e della distensione su panca orizzontale al 75% del peso massimale, in momenti differenti della giornata con o senza caffeina, in esperimento in doppio cieco con placebo. Lo studio ha dimostrato che il gruppo che si era allenato al pomeriggio senza caffeina era significativamente più forte del gruppo del mattino al quale era stato somministrato il placebo, a conferma dell’impatto negativo delle prime ore del giorno sulla performance. Quando entrambi i gruppi invece hanno ricevuto la caffeina, non ci sono state differenze significative. Meccanismo spiegato in parte dal fatto che la sostanza è in grado di innescare un enzima chiamato AMPK che funziona come regolatore dell’energia a livello cellulare che a sua volta agisce sul SIRT 1, altro enzima che accelera la produzione di energia a partire dai grassi e dal glucosio. “La caffeina però non funziona sempre – avverte il dottor Spattini – Le ricerche hanno dimostrato che l’esercizio a breve termine e ad alta intensità non ne beneficia tanto quanto la prestazione di resistenza e sforzo prolungato. Nei soggetti che metabolizzano efficacemente la sostanza, la caffeina blocca i recettori dell’adenosina e diminuisce sia il dolore che il disagio dello sforzo muscolare aumentando l’intensità dell’esercizio e la resistenza. Dopo l’assunzione, la pressione sanguigna si alza, i depositi di grasso vengono mobilizzati e gli acidi grassi vengono rilasciati nel circolo sanguigno”.

E il caffè sembra anche correlato a una maggiore longevità. A suggerirlo, uno studio apparso sul New England Journal of Medicine che ha esaminato migliaia di uomini e donne: coloro che consumano caffè regolarmente, vivono più a lungo, con benefici analoghi a quelli osservati in Giappone dal consumo di the verde. “Ovviamente – sottolinea il dottor Spattini – l’ora della giornata è solo una delle variabili che concorrono alla performance: costanza, motivazione, concentrazione, riposo, alimentazione, integrazione sono altrettanti fattori che possono rendere il ritmo circadiano trascurabile. E’ vero però che in alcune specialità, se gli atleti devono gareggiare in emisferi diversi dal proprio, è previsto un allenamento specifico all’ora del luogo di destinazione per abituare l’organismo al diverso fuso orario.”


A cura di Liana Zorzi

© Sani per Scelta

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Tumore del seno, possibile sospendere la cura adiuvante

Per 3 mesi all’anno si può interrompere la terapia senza effetti

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3 mesi in un anno senza dover assumere la terapia adiuvante con letrozolo. È possibile sospendere il trattamento indicato per le donne colpite da tumore mammario allo scopo di ridurre il rischio di recidiva per questo periodo di tempo, senza pagare dazio in termini di aumento del rischio di recidiva del cancro.

Lo stabilisce lo studio Sole condotto dall’International Breast Cancer Study Group in collaborazione con il Breast International Group.

Al trial hanno partecipato circa 4.900 pazienti che avevano già completato un periodo di terapia endocrina post-chirurgica variabile da 4 a 6 anni, tra il novembre del 2007 e il luglio del 2012, in 22 Paesi in tutto il mondo.

Si tratta dello studio più grande oggi disponibile sulla possibile riduzione (la cosiddetta “de-escalation”) della terapia endocrina precauzionale prolungata.

La doppia mastectomia non serve

La mutazione “Jolie” non è una condanna a morte

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Anche se si è portatrici di un’alterazione del gene Brca, come Angelina Jolie, le probabilità di sopravvivenza a un cancro sono le stesse di una paziente priva di Dna mutato.

A dirlo è uno studio dell’Università di Southampton pubblicato su Lancet Oncology, che segnala anche come la mastectomia dopo la diagnosi non incida favorevolmente sulla speranza di sopravvivenza.

La mutazione Brca, che in ogni caso aumenta fino a 8 volte il rischio di cancro, è balzata agli onori delle cronache anche per la scelta dell’attrice di farsi asportare preventivamente entrambi i seni.

Lo studio inglese ha analizzato i dati di 2733 donne fra i 18 e i 40 anni che avevano ricevuto una diagnosi di tumore al seno. Nel 12 per cento dei casi, le donne mostravano un’alterazione del gene.

Menopausa, la terapia ormonale allevia soltanto i sintomi

Non ha valore preventivo nei confronti di malattie croniche

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Il senso dell’assunzione della terapia ormonale sostitutiva nelle donne in menopausa sta nella riduzione dei sintomi della condizione e non nelle presunte capacità preventive di malattie croniche.

Lo ha stabilito un documento pubblicato sul Journal of American Medical Association da esperti della US Preventive Services Task Force (USPSTF), che sconsigliano l’utilizzo dell’associazione estroprogestinica in post-menopausa o degli estrogeni nelle donne isterectomizzate in post-menopausa per la prevenzione di cardiopatie, ictus o demenza.

David Grossman, direttore dell’USPSTF, segnala addirittura il rischio di un effetto opposto: Nelle donne in menopausa l’uso della terapia ormonale per prevenire patologie croniche può provocare danni anche gravi.

Le 5 sane abitudini che devi abbandonare nel 2018

Le sane abitudini ti venivano tramandate dai tuoi genitori. Oggi però è più facile leggerle da qualche parte o ascoltarle dalla tua migliore amica super in fissa con uno stile di vita “healthy”. E non importa quando le odi, non smetti di attenerti ad esse.

Come in tutto ciò che riguarda il fitness, le sane abitudini e l’alimentazione, ci vorrebbe un minimo di autonomia di pensiero e di buon senso nell’approccio.

Ecco quindi le sane abitudini che dovresti rivedere e perché.

Lavorare in piedi. Secondo un recente studio non ci sarebbe letteralmente nessun beneficio, anzi potrebbe essere addirittura controproducente. Quindi se proprio il tuo obiettivo è perdere peso o migliorare le tue condizioni di salute, meglio 30 minuti di camminata ogni giorno.

Mangiare solo alimenti bassi in grassi. Affidarsi ad alimenti con “pochi grassi” o “senza grassi”, comporta a mangiare in quantità superiori alle porzioni consigliate. Uno studio che ha incluso circa 50.000 donne nell’arco di 8 anni, di cui la metà hanno consumato alimenti bassi in grassi, ha rilevato che il piano a basso contenuto di grassi non ha diminuito il rischio di malattie gravi. Ne’ ha influito positivamente sulla perdita di peso. Grassi buoni come quelli presenti nella frutta secca, pesce, avocado, sono consigliatissimi ovviamente nelle porzioni raccomandate.

Affidarsi sono ed esclusivamente all’indice di massa corporea. Se ti affidi ad un dietologo o nutrizionista ti sarà capitato, subito dopo la misurazione del peso, di vedere una chart colorata relativa all’indice di massa corporea. Il BMI inventato nel 1830, non è la migliore opzione che hai per determinare il tuo livello di fitness/salute. La ragione risiete nel fatto che il calcolo, ignora due fattori principali: la quantità di grasso che porti dietro, e la circonferenza della vita, che è un grande indicatore un certo tipo di problematiche.

Evitare il glutine a priori. A meno che tu non abbia fatto delle analisi da cui si evince che sei celiaca, il glutine probabilmente non ha nessun effetto negativo su di te. Alcuni studi dimostrano che molte persone si sentono gonfie quando mangiano, sia che il glutine sia presente o meno.

Mangiare frutta e verdura solo sotto forma di  succo. Quando prepari le tue spremute o succhi, praticamente ti stai sbarazzando di tutte le fibre presenti negli alimenti, fondamentali per tenerti sazia a lungo. Quello che di sicuro mantieni sono gli zuccheri. Nel lungo termine, un’alimentazione ricca in zuccheri e bassa in proteine, comporta fame costante, oscillazione di umore e scarsa energia. Inoltre potresti perdere massa muscolare.

Donne e pesi: perché dovresti sollevare pesi più pesanti

Rimanere nella tua zona di comfort non ti da molte chance di miglioramento e quando si tratta di allenamento in palestra ma soprattutto del binomio donne e pesi, la zona di comfort s’identifica con il sollevamento di manubri di massimo 5 kg.

Nell’ambito di un allenamento completo, è fondamentale comprendere quanto sollevare per poche ripetizioni dei pesi consistenti supporti movimenti efficienti e prevenga infortuni, aiutando a bruciare più calorie e perdere peso, proteggendo la densità delle ossa e tanto altro.

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Con l’allenamento funzionale s’intende preparare il corpo al movimento, e nello stesso tempo renderlo più forte nella vita di tutti i giorni.

Approcciarsi al sollevamento di carichi pesanti può essere intimidatorio sia per i novellini della palestra che per atleti più navigati, spesso risulta complesso comprendere come utilizzare alcuni attrezzi.

Ecco dunque alcuni suggerimenti da tenere a mente. Ogni qual volta inizi un nuovo allenamento, assicurati di essere nella condizione adatta per poterlo eseguire e chiedi il supporto di un esperto.

Scegli un peso che ti permetta di eseguire massimo 6 ripetizioni
La scelta del peso è sempre un momento critico, in effetti al regola delle 6 ripetizioni ti permette di eseguire il movimento in maniera più concentrata e aumentare il peso rispetto a quello che utilizzeresti per eseguire 10-12 ripetizioni. A seconda del gruppo muscolare che alleni, il peso sarà differente.
Ovviamente non si può determinare il peso a prescindere, quindi bisogna sperimentare. Se ti rendi conto che già la seconda ripetizione è difficile da eseguire, devi abbassare il carico.

Attieniti ad un paio di esercizi di base
Come ad esempio il chest press, il deadlift e il back squat. Inoltre potresti aggiungere una piccola integrazione con i pull ups, che non include l’utilizzo di bilanciere, ma ti permette di costruire una certa forza quando si tratta di sollevare pesi.

Concentrati sulla corretta esecuzione del movimento
Una corretta esecuzione batte a mani basse la velocità di esecuzione. In caso contrario le probabilità di farti male sono elevatissime. Lavoraci su con un trainer esperto le prime volte così da iniziare il nuovo allenamento con il piede giusto.

Mantieni il controllo
Dovresti mantenere il controllo del movimento dall’inizio alla fine. Quando si tratta di allenarsi “contro” una resistenza non deve mai essere il peso a prendere il controllo.

Chi va piano….
Muoversi lentamente è altrettanto importante, almeno quanto mantenere il totale controllo. Non imbrogliare, approfittando della velocità del movimento. Muoviti con intenzione e soprattutto cerca di prendere pause adeguate prima di riprendere l’allenamento.

Gravidanza, come superare il cenone di Capodanno

Niente cibi crudi e limitare le quantità

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Il vecchio consiglio popolare sulla necessità di “mangiare per due” è da archiviare. In gravidanza non è possibile seguire un’alimentazione squilibrata ed eccessiva.

A ricordarlo ancora una volta sono i nutrizionisti dell’Ivi, l’Istituto valenciano di infertilità. Paloma Ramos, che fa parte del team dell’Ivi, suggerisce un approccio “light” al temibile cenone di Capodanno. Oltre alla morigeratezza, le donne incinte dovrebbero prestare attenzione ai cibi crudi, evitando molluschi, crostacei, foie gras e sushi, oltre ai soliti affettati. Secondo alcuni studi, il prosciutto stagionato da più di 20 mesi sarebbe immune dalla toxoplasmosi, ma è meglio comunque soprassedere. Da evitare anche i formaggi non pastorizzati perché potrebbero essere infettati da listeria.

Linee guida per l’endometriosi

Nuovo documento per la diagnosi e la cura della malattia

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L’endometriosi è una frequente patologia ginecologica che interessa circa il 10% delle donne in età fertile (generalmente tra i 15 e i 49 anni) e nel Regno Unito è la seconda patologia ginecologica per frequenza dopo i fibromi.

Si tratta di una patologia cronica ormono-mediata associata al ciclo mestruale che causa dolore pelvico e riduzione della fertilità: l’endometriosi infatti è una delle cause principali di infertilità femminile e circa il 30-40% di donne affette dalla malattia è sterile. L’eziologia dell’endometriosi non è nota, ma è ampiamente riconosciuto che le cellule endometriali, tramite mestruazione retrograda, si impiantano nella pelvi e proliferano. L’endometriosi rappresenta una sfida diagnostica e terapeutica, perché molte donne rimangono senza una diagnosi precisa a volte per molti anni.

Calvizie, perché i capelli cadono e cosa si può fare

Problema che affligge la maggior parte degli uomini e molte donne

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Un colpo di spazzola davanti allo specchio e l’amara sorpresa. Due, tre capelli se ne sono andati, insieme probabilmente a un pezzetto della nostra autostima.

Ma perché la caduta dei capelli è così frequente, tanto da portare spesso a una condizione di conclamata calvizie?

Innanzitutto, è bene sapere che ogni capello percorre un ciclo vitale ben definito e diviso in tre fasi: la prima di crescita, la seconda di riposo e la terza caratterizzata dalla caduta. È quindi del tutto normale che i capelli cadano. In alcuni (tanti) casi, però, il numero di capelli caduti durante il giorno diventa significativo. Perché?

Per vari fattori, fra i quali il sesso a cui si appartiene è il più evidente: le donne, infatti, beneficiano in questo caso di un vantaggio rispetto agli uomini che, nell’80% dei casi, sperimenteranno nel corso della vita il fenomeno dell’alopecia.