I nuovi contraccettivi prevengono il cancro ovarico


Minor rischio di insorgenza grazie a dosi inferiori di ormoni

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Il calo di estrogeni e progestinici nei nuovi contraccettivi orali combinati ha l’effetto di ridurre il rischio di cancro alle ovaie. Lo stabilisce uno studio pubblicato sul British Medical Journal da un team della University of Aberdeen.
Lisa Iversen, coordinatrice della ricerca, spiega: «Ricerche precedenti hanno mostrato un rischio ridotto di carcinoma ovarico nelle donne che assumevano contraccettivi orali combinati, ma la maggior parte delle prove si riferiva all’uso di prodotti già sul mercato da tempo, contenenti più alti livelli di estrogeni e progestinici più datati. I nostri risultati mostrano che questo vale anche per i nuovi farmaci, e che l’effetto positivo si rafforza con periodi di utilizzo più lunghi e persiste per diversi anni dopo l’interruzione, fornendo un’importante rassicurazione per le donne».
I ricercatori hanno analizzato i dati di quasi 2 milioni di donne …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

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Come sconfiggere la cellulite


Una guida per vincere l’inestetismo più odiato

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La cellulite è una vera maledizione che colpisce milioni di donne e le induce a imprese disperate pur di ottenere qualche piccola rivincita contro quella che appare come una condanna ineluttabile.
Innanzitutto qualche consiglio: abituarsi ad una dieta che privilegi la frutta, verdure, cereali e legumi per apportare quella dose di vitamine e fibre in grado di ostacolare la ritenzione di liquidi e favorire l’eliminazione delle scorie; bere due litri di acqua al giorno in modo da eliminare i liquidi in eccesso; fare movimento, dedicandosi allo sport o semplicemente camminando di più; non indossare abiti troppo stretti né scarpe dai tacchi troppo alti; se seduti assumere una posizione eretta per mantenere il tono degli addominali e ricordarsi di cambiare spesso posizione. Cercare comunque di stare seduti il meno possibile.
Ma come si combatte la cellulite?
Prima di tutto a tavola. …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | cellulite, grasso, dieta,

La carne rossa aumenta il rischio di cancro al seno


Meglio prediligere carni bianche e legumi

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Il consumo di carne rossa aumenta il rischio di insorgenza del cancro al seno. Lo conferma una revisione di 15 studi condotta dalla Harvard TH Chan’s School of Public Health che ha coinvolto oltre 1 milione di donne.
Dai dati emerge il legame fra la neoplasia e il consumo di carne lavorata, risultato che conferma la decisione dell’Oms di inserire insaccati e carni rosse nella lista degli alimenti cancerogeni.
Il dato è confermato da un team dell’Università di Harvard che ha preso in esame i dati provenienti dal Nurses’ Health Study – vasto studio prospettico su un campione di oltre 70mila infermiere – indagando il nesso fra le proteine assunte con l’alimentazione da giovani e il rischio successivo di sviluppare la malattia.
I cibi mangiati dalle volontarie, che hanno risposto a una serie di questionari, sono stati classificati in cinque categorie: carni rosse non lavorate come gli …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

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La posizione del gatto: riscaldamento e stretching per la schiena

La posizione del gatto o marjariasana è una delle posizioni più praticate nello yoga e non solo. Anche chi si allena in sala pesi piuttosto che eseguire esercizi di allenamento funzionale, conosce questo movimenti per riscaldare o allungare i muscoli della schiena una volta terminato il workout. Questa posizione comporta incredibili benefici permettendoti di migliorare in termini di flessibilità sulla schiena in generale, la colonna vertebrale il collo e le spalle. 

Utilizzando la terminologia yoga, per ricapitolare, questo asana è:

  • una posizione base di facile esecuzione
  • efficace per migliorare la postura
  • un asana di riscaldamento
  • una posizione di compensazione o riposo nel corso della pratica yoga.

Benefici della posizione

In realtà il termine marjariasana si riferisce solo alla posizione statica, con la schiena all’insù, mentre la versione dinamica della posizione viene chiamata “posizione del gatto e della mucca” (Bitilasana).

La posizione del gatto rende flessibile la colonna vertebrale, previene l’insorgenza di dolori alla schiena, alle spalle e al collo. Infine, la coordinazione del movimento con il respiro aiuta a calmare la mente e ridurre lo stress. Leggi anche Rilassa la mente e allunga la schiena con il Ponte

Questo movimento dinamico ha effetti benefici anche sull’apparato digerente e sugli organi riproduttivi. In generale, la posizione è utile per regolarizzare il ciclo mestruale e ad alleviare i crampi durante il periodo mestruale; inoltre, è ottima per le donne incinte (fino ai tre mesi). L’aumento di peso che avviene durante la gravidanza, può causare dolore alla parte bassa della schiena e la posizione del gatto aiuta a rafforzare i muscoli lombari e ad allungare delicatamente la colonna vertebrale. Leggi anche Alleviare i dolori ai lombari e lombalgia a casa e in ufficio 

Esecuzione

NB:  Prima di eseguire qualsiasi movimento, ti ricordiamo di verificare di essere in una condizione fisica tale da poterlo eseguire 

Solitamente per la posizione del gatto si ripetono un minimo di 3 cicli di esecuzione.

  1. La posizione di partenza è in ginocchio con le mani a terra.
  2. Posizionare le ginocchia alla larghezza dei fianchi, le braccia perpendicolari alle spalle e la testa in linea con la colonna vertebrale.
  3. Inspirare profondamente e distendere lentamente la colonna; contemporaneamente sollevare la testa guardando verso l’alto.
  4. Nella fase di espirazione, contrarre i muscoli addominali verso la colonna. Rivolgere il coccige verso il basso e contrarre leggermente i glutei.
  5. Per accentuare i benefici dell’asana alzare al massimo la parte alta della schiena.

Atleta: Adele Vicinanza

Questo esercizio contribuisce al rinforzo dei muscoli addominali. Utile per la prevenzione del mal di schiena.



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Ovariectomia, il rischio è la malattia renale cronica


Nesso fra privazione di estrogeni e danni renali

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L’intervento per la rimozione delle ovaie prima della menopausa allo scopo di prevenire il cancro ovarico va considerato con attenzione. Il rischio, infatti, è quello di aumentare le probabilità di insorgenza di malattia renale cronica.
A suggerirlo sono i risultati di uno studio pubblicato sul Clinical Journal of the American Society of Nephrology da un team della Mayo Clinic coordinato da Walter Rocca, che spiega: «Questo è il primo studio che ha dimostrato un importante legame tra privazione degli estrogeni nelle donne più giovani e danni renali. Le donne che rimuovono le ovaie chirurgicamente vanno incontro a un aumento del rischio a lungo termine di malattia renale cronica».
In ricerche precedenti, gli studiosi avevano scoperto che l’estrogeno aveva un effetto protettivo sui reni. I ricercatori hanno analizzato 1.700 donne sottoposte a ovariectomia bilaterale prima dei 50 anni e …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | ovaie, ovariectomia, estrogeni,

Nuove linee guida sul tumore tiroideo


I criteri per individuare i soggetti a rischio

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Il tumore alla tiroide, seppur raro, è il tumore endocrino più frequente e riguarda circa il 5% dei noduli tiroidei, che invece sono molto comuni con una prevalenza di quasi il 50% della popolazione. Secondo l’ultimo rapporto Airtum, nel 2017 ci sono state più di 15.000 nuove diagnosi di tumore alla tiroide e si prevede che diventerà il secondo tumore più frequente nelle donne entro il 2020.
Questo aumento nel numero di diagnosi, non associato a un aumento della mortalità (nel 76% dei casi si guarisce), sembra essere associato alla sempre maggiore frequenza degli screening e alla maggiore accuratezza degli esami che permettono di scoprire i tumori di piccole dimensioni, non ancora palpabili. Questo scenario fa comprendere l’importanza di una maggiore appropriatezza delle strategie diagnostiche e terapeutiche per evitare i rischi di sovra-trattamento.
Le principali società …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

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L’indice di massa corporea va in pensione

Ricercatori presentano l’indice di massa grassa relativa

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L’indice di massa corporea non vi perseguiterà più. A turbare i vostri pensieri, però, arriverà l’indice di massa grassa relativa (RFM), messo a punto dai ricercatori del Cedars-Sinai Medical Center di Los Angeles in uno studio pubblicato su Scientific Reports.

«Volevamo identificare un metodo più affidabile, semplice ed economico per valutare la percentuale di grasso corporeo senza utilizzare attrezzature sofisticate; infatti la nostra nuova formula utilizza solo misurazioni della circonferenza vita e dell’altezza. Molti esperti nel campo dell’obesità considerano l’IMC un indice non accurato perché non riesce a distinguere tra massa ossea, massa muscolare e grasso in eccesso, e non tiene conto dell’influenza del genere, mentre le donne spesso hanno più grasso corporeo rispetto agli uomini», spiega Orison Woolcott, primo autore dello studio.

Diabete in gravidanza, metformina rischiosa

Potrebbe aumentare il rischio di anomalie congenite

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L’uso di metformina durante la gravidanza potrebbe non essere appropriato.
L’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa (Cnr-Ifc), in collaborazione con la Fondazione toscana Gabriele Monasterio, ha fornito infatti nuove prove sulla sicurezza legata all’uso della metformina nel diabete gestazionale durante il primo trimestre di gravidanza.

Lo studio, recentemente pubblicato su British medical journal, ha analizzato un numero di donne in gravidanza esposte alla metformina 5 volte maggiore di quanto non fosse stato documentato prima in letteratura.

Sono state osservate quasi 1,9 milioni di nascite in Europa, fra il 2006 e il 2013, utilizzando i dati di 11 registri di anomalie congenite di 9 nazioni europee.

La dieta anti-infiammatoria allunga la vita

Il regime alimentare riduce la mortalità

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Cercate l’elisir di lunga vita? Seguite una dieta anti-infiammatoria e beneficerete dei suoi effetti positivi. Da aggiungere alla lista della spesa, quindi, frutta e verdura, caffè, pane integrale, cereali, olio di oliva, formaggi magri, noci e cioccolato.

Da evitare come la peste, invece, carne rossa, patatine e bevande gassate.
Uno studio pubblicato sul Journal of Internal Medicine ha coinvolto 68.273 uomini e donne svedesi fra i 45 e gli 83 anni, mostrando che i soggetti che avevano seguito la dieta anti-infiammatoria avevano un rischio inferiore del 18% di mortalità per ogni causa, risultato della media fra il meno 20% di mortalità per le malattie cardiovascolari e il meno 13% di mortalità per cancro.

Inoltre, chi seguiva la dieta e non fumava, traeva ancora maggiori benefici dal regime alimentare rispetto ai fumatori.

Osteoporosi, l’obesità è un fattore di rischio

L’ormone che aiuta le ossa a mantenersi sane è intrappolato nel grasso

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Nelle persone affette da obesità il rischio di contrarre l’osteoporosi si impenna, fondamentale è il ruolo della vitamina D.

Questo è il risultato della ricerca durata tre anni, realizzata da un’equipe specializzata coordinata dal professor Carlo Foresta, ordinario di Endocrinologia e direttore dell’UOC di Andrologia e Medicina della Riproduzione, in collaborazione con il dott. Andrea Di Nisio del Dipartimento di Medicina dell’Università di Padova, che sarà presentata al Convegno “Alterazioni Metaboliche e Osteoporosi” che si terrà a Padova.

L’osteoporosi non è un problema solo femminile, ma rappresenta un’emergenza clinica anche per il maschio: dopo i 50 anni un uomo su 5 ne risulta essere affetto. Nelle donne il rischio di osteoporosi è fortemente correlato alla menopausa, pertanto lo screening e la diagnosi per questa patologia sono una pratica clinica consolidata.