Cancro, con poche metastasi la radioterapia allunga la vita


Nei pazienti oligometastatici il trattamento ha effetto

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Metastasi è un termine che evoca paura e sofferenza. Negli ultimi anni, però, nuovi trattamenti hanno alimentato le speranze anche nei pazienti oncologici che accusano l’insorgenza di metastasi.
Secondo due recenti studi scientifici, la stessa radioterapia, il più antico dei trattamenti anticancro, può avere effetti positivi almeno in un sottogruppo di pazienti, quelli che i medici definiscono oligometastatici, ovvero soggetti che sviluppano poche metastasi.
«I risultati di queste ricerche dimostrano chiaramente che una dose radicale di radioterapia ottiene un duplice risultato – chiarisce Marta Scorsetti, responsabile dell’Unità di Radioterapia e Radiochirurgia all’Istituto Humanitas di Milano -: allunga la sopravvivenza dei malati e allevia i sintomi, migliorando la loro qualità di vita. Con pochissimi effetti collaterali, per lo più transitori, e un basso costo per il Sistema …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | cancro, radioterapia, metastasi,

Come sconfiggere la cellulite

Una guida per vincere l’inestetismo più odiato

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La cellulite è una vera maledizione che colpisce milioni di donne e le induce a imprese disperate pur di ottenere qualche piccola rivincita contro quella che appare come una condanna ineluttabile.

Innanzitutto qualche consiglio: abituarsi ad una dieta che privilegi la frutta, verdure, cereali e legumi per apportare quella dose di vitamine e fibre in grado di ostacolare la ritenzione di liquidi e favorire l’eliminazione delle scorie; bere due litri di acqua al giorno in modo da eliminare i liquidi in eccesso; fare movimento, dedicandosi allo sport o semplicemente camminando di più; non indossare abiti troppo stretti né scarpe dai tacchi troppo alti; se seduti assumere una posizione eretta per mantenere il tono degli addominali e ricordarsi di cambiare spesso posizione. Cercare comunque di stare seduti il meno possibile.

Influenza, nuovo farmaco allevia i sintomi

Baloxavir marboxil riduce velocemente la carica virale

Due studi confermano l’efficacia dell’antivirale Baloxavir marboxil nel ridurre la carica virale dopo una sola somministrazione in caso di influenza.

Lo studio, apparso sul New England Journal of Medicine, è firmato da Frederick Hayden, ricercatore della University of Virginia School of Medicine di Charlottesville, che spiega: «Baloxavir marboxil è un inibitore selettivo dell’endonucleasi dipendente dal cap dell’influenza. Ha mostrato attività terapeutica in modelli preclinici delle infezioni da virus dell’influenza A e B, compresi i ceppi resistenti agli attuali agenti antivirali».

Il primo studio, realizzto su adulti di età compresa fra 20 e 64 anni, Baloxavir marboxil ha alleviato i sintomi dell’influenza in circa 50-54 ore contro le 78 ore del placebo.

Nuovo anticorpo contro l’Alzheimer

Risultati positivi di BAN2401

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Un nuovo anticorpo monoclonale umanizzato si dimostra in grado di migliorare i sintomi dei pazienti affetti da Alzheimer. Lo dimostra uno studio di fase II presentato all’Alzheimer’s Association International Conference 2018 dai ricercatori di Eisai Co. e Biogen.

BAN2401 ha mostrato la capacità di migliorare la cognizione e la funzionalità cerebrale dei soggetti con Alzheimer in una sperimentazione di 18 mesi controllata con placebo.

Un gruppo di pazienti con malattia di Alzheimer precoce ha ricevuto in maniera casuale placebo o un trattamento a base di BAN2401. Il secondo gruppo è stato suddiviso in 5 sottogruppi a seconda della dose somministrata.

BAN2401 ha evidenziato effetti dose-dipendenti sull’amiloide e sui biomarcatori del liquido cerebrospinale.

Tre regole d’oro per addominali perfetti

La postura corretta per evitare dolori e mal di schiena

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Il fascino degli addominali scolpiti non rischia mai di tramontare. Per ottenerli, tuttavia, è necessaria una massiccia dose di costanza e determinazione, dal momento che sono fra i muscoli più difficili da sviluppare, trovandosi in uno dei punti del corpo in cui più facilmente si accumula il grasso.

Innanzitutto, c’è da sgombrare il campo da ipotesi stravaganti e potenzialmente pericolose, come l’assunzione di pillole miracolose o la scelta di regimi alimentari particolarmente rigidi, che privano l’organismo dei componenti nutrizionali necessari.

Detto questo, ognuno di noi possiede i muscoli addominali, anche se nella maggior parte dei casi non sono visibili. Il problema principale, pertanto, è sciogliere il grasso superfluo che fa da velo ai nostri addominali.

Pegfilgrastim per la neutropenia indotta dalla chemio

In fase di approvazione il nuovo farmaco di Accord

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Il Comitato per i medicinali per uso umano (CHMP) ha espresso un parere positivo per Pelgraz di Accord (pegfilgrastim), il biosimilare del fattore stimolante le colonie di granulociti pegilato (G-CSF) in Europa.

Una volta approvato, Pelgraz potrebbe diventare il primo biosimilare di pegfilgrastim commerciabile in Europa indicato per ridurre la durata della neutropenia e l’incidenza della neutropenia febbrile nei pazienti adulti sottoposti a chemioterapia citotossica. L’Organizzazione Mondiale della Sanità considera le terapie con G-CSF essenziali per il loro impatto sulla neutropenia febbrile, sui ritardi nella somministrazione della chemioterapia e sulle dosi dei farmaci chemioterapici somministrati (dose density).

Seno denso, valida anche la mammografia sintetizzata

Meno radiazioni per le donne con densità mammaria elevata

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Com’è noto, le donne con un seno più denso della norma mostrano un rischio più elevato di insorgenza del tumore mammario.

La densità maggiore le espone peraltro a una dose più alta di radiazioni durante la mammografia. Tuttavia, uno studio pubblicato sul Journal of American College of Radiology da un team del Brigham and Women’s Hospital di Boston fa notare la pari efficacia di mammografie sintetizzate bidimensionali rispetto a quelle tradizionali.

Le mammografie sintetizzate senza studi di combinazione possono ridurre la dose di radiazioni e il tempo di acquisizione. Questo significa che la paziente deve avere il seno sotto compressione per meno tempo e subire meno radiazioni, spiega Irfanullah Haider, che ha guidato il gruppo di studio.

Tomografia computerizzata a doppia energia


Più efficacia senza aumentare la dose radiante

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La tomografia computerizzata a doppia energia rappresenta un’evoluzione promettente di uno dei più efficaci esami diagnostici.
Giorgio Ascenti, Ordinario di Diagnostica per immagini e Radioterapia dell’Università di Messina, spiega: «La doppia energia rappresenta lo sviluppo più importante e promettente della tomografia computerizzata. Consente di ottenere esami diagnostici a dose neutrale rispetto a una TC convenzionale, infatti la doppia esposizione con diverse energie non aumenta la dose radiante. Inoltre, riduce la quantità del mezzo di contrasto, particolarmente dannoso per pazienti con problemi di funzionalità renali preesistenti. È fondamentale quando è necessario identificare la vascolarizzazione, quindi nelle applicazioni oncologiche, per la diagnosi e per il controllo delle terapie, siano esse ablative o farmacologiche, anche con nuovi antiangiogenetici».
Un’analisi …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | tomografia, dose, raggi,

Il glifosato causa anomalie fetali

Danni alla salute dei feti di madri esposte al composto

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Il glifosato è di nuovo al centro delle polemiche per i suoi potenziali effetti sulla salute umana. Uno studio pilota firmato da Daniele Mandrioli dell’Istituto Ramazzini di Bologna rivela che il composto ha l’effetto di alterare il microbioma intestinale dei feti di madri esposte a concentrazioni ritenute sicure.

Lo studio, realizzato su modello murino, evidenzia anche alterazioni dello sviluppo sessuale e possibile insorgenza di tumori. Lo studio verrà pubblicato a breve su Environmental Health.

Gli scienziati hanno analizzato la prole di ratti che avevano accumulato nei tessuti livelli di glifosato pari a 1,75 microgrammi per chilogrammo di peso corporeo, ovvero la dose giornaliera ritenuta sicura dall’Epa, l’Agenzia per la protezione dell’ambiente degli Stati Uniti.

Pochi carboidrati per contrastare il diabete di tipo 1

Regime dietetico adeguato riduce il bisogno di insulina

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È necessaria meno insulina nei pazienti affetti da diabete di tipo 1 che aderiscono a un regime alimentare basato su uno scarso apporto di carboidrati.

Lo dimostra uno studio del Boston Children’s Hospital pubblicato su Pediatrics. Il campione oggetto di analisi ha seguito una dieta a bassissimo introito di carboidrati.

I soggetti hanno consumato in media 36 grammi di carboidrati al giorno, ovvero circa il 5% delle calorie totali, mentre le linee guida internazionali suggeriscono alle persone sane un introito pari al 45% delle calorie totali.

Ciò ha permesso di ridurre il valore dell’emoglobina glicata al 5,67%, mentre in media per un paziente è dell’8,2% e l’obiettivo delle terapie è portarlo sotto al 7%.

Ma il regime alimentare ha anche permesso ai pazienti di ridurre la dose di insulina quotidiana.