Infarti e ictus, arriva Repatha

Sta per essere approvata la molecola evolocumab

Infarto_3175.jpg

Il farmaco Repatha (evolocumab) ha ricevuto il parere positivo del CHMP dell’Agenzia Europea per i Medicinali. Il medicinale è indicato per i pazienti con malattia cardiovascolare aterosclerotica accertata (infarto del miocardio, ictus o arteriopatia periferica) per ridurre il rischio cardiovascolare, riducendo i livelli di colesterolo LDL.

La raccomandazione riconosce i risultati positivi dello studio FOURIER sugli outcome cardiovascolari di Repatha e include dati sulla riduzione e sulla prevenzione addizionale di infarti, ictus e rivascolarizzazioni coronariche in aggiunta alla terapia con statine alla dose massima tollerata.

Il CHMP ha riconosciuto l’impianto dello studio Fourier, che ha dimostrato nei pazienti con cardiopatia ischemica cronica o malattia aterosclerotica non coronarica, come una riduzione intensiva del colesterolo.

Troppe radiazioni dal dentista

Eccesso di Tac e radiografie per controllare i denti

Per controllare la salute orale troppo spesso si fa ricorso a un numero esagerato di esami radiografici. A lanciare l’allarme è la Società italiana di parodontologia e implantologia che si è riunita a Rimini per il Congresso nazionale.

“I test che prevedono radiazioni, dall’ortopanoramica alla Tac, vengono eseguiti troppo spesso come screening, esponendo i pazienti a un eccesso di raggi che può essere dannoso”, spiegano gli esperti.

Bisogna usarli solo quando serve. Tac e radiografie ortopanoramiche dovrebbero essere impiegate solo dopo un’attenta valutazione clinica. Basta una sola Tac per assorbire circa la metà della dose di radiazioni di fondo naturali a cui siamo esposti nell’arco di un anno.

Tumore del rene, efficaci axitinib e pembrolizumab

La combinazione ha mostrato una buona attività antitumorale

Tumore renale_11512.jpg

Il cancro del rene può essere trattato con una combinazione di axitinib – agente anti-angiogenesi – e pembrolizumab, un immunoterapico.

A dimostrarlo è uno studio apparso su The Lancet Oncology a firma di ricercatori del Georgetown Lombardi Comprehensive Cancer Center.

«Tentativi di sviluppare combinazioni di agenti anti-angiogenetici e immunoterapie basate su inibitori del checkpoint per il trattamento di pazienti con carcinoma renale avanzato, in passato hanno dato come risultato livelli inaccettabili di tossicità, e quindi le associazioni non sono state ulteriormente approfondite. Al contrario, la combinazione axitinib-pembrolizumab era sufficientemente tollerabile per consentire che gli agenti fossero somministrati ai livelli della dose approvata dalla Food and Drug Administration (Fda) per il singolo principio attivo», afferma Michael Atkins.

Meningite B, il vaccino è sicuro ed efficace

L’antimeningococco B mostra un alto tasso di protezione

Il vaccino contro il meningococco B, disponibile dal 2014 in Italia, è sicuro ed efficace. Lo stabilisce la prima analisi aggregata degli studi sull’argomento realizzata da un gruppo internazionale di ricercatori di cui fanno parte anche quelli dell’Istituto Superiore di Sanità.
La metanalisi, pubblicata su Lancet Infectious Diseases, ha preso in esame i dati dei 20 studi condotti finora, che hanno coinvolto un campione totale di oltre 6000 bambini e adolescenti.
I dati segnalano che 30 giorni dopo il ciclo primario di vaccinazioni oltre il 90% dei partecipanti risulta protetto contro tutti i ceppi batterici testati. Per due ceppi, però, la protezione si riduce dopo circa 6 mesi ed è necessaria un’ulteriore dose per farla tornare a livelli elevati.

Ipertensione, funziona la terapia a basso dosaggio

Stessa efficacia e minori effetti collaterali

È possibile ridurre l’assunzione di farmaci antipertensivi senza pagare dazio in termini di livelli pressori. A confermarlo è uno studio apparso su Hypertension e firmato da ricercatori dell’Università di Sydney.

Alexander Bennett, coordinatore dello studio, spiega: «C’è una necessità critica di strategie di abbassamento della pressione sanguigna che abbiano grande efficacia e minimi effetti collaterali. Le combinazioni a basso dosaggio promettono bene a questo proposito, ma ci sono pochi dati sulla terapia con dose molto bassa. Abbiamo condotto una revisione sistematica e una metanalisi di studi controllati randomizzati che presentassero almeno un braccio con un quarto di dose e uno con placebo e monoterapia a dosi standard».

L’olio di camelina riduce il colesterolo

Livelli totali e di Ldl abbattuti

Arteriosclerosi_14188.jpg

L’olio ricavato dalla camelina, pianta delle Brassicacee nota come “falso lino”, avrebbe un effetto protettivo nei confronti del colesterolo. Secondo i dati di uno studio apparso su Molecular Nutrition & Food Research a firma di ricercatori dell’Università della Finlandia Orientale, l’olio di camelina avrebbe la capacità di ridurre i livelli di colesterolo totale e di colesterolo Ldl.

La ricerca ha analizzato le associazioni fra olio di camelina, pesce grasso e pesce magro con il metabolismo dei lipidi e del glucosio. Allo studio hanno preso parte 79 persone fra i 43 e i 72 anni che mostravano una concentrazione ridotta di glucosio a digiuno.

I volontari hanno consumato pesce grasso o magro per 4 volte alla settimana, oppure hanno assunto una dose giornaliera di 30 ml di olio di camelina per 12 settimane. Gli effetti più evidenti sono stati quelli prodotti da quest’ultimo.

Sla, una speranza da Masitinib

In combinazione con Riluzolo rallenta la malattia

Sclerosi multipla_13266.jpg

Il farmaco Masitinib, aggiunto alla terapia con Riluzolo, ha l’effetto di rallentare la progressione della sclerosi laterale amiotrofica. Lo dice uno studio dell’Ospedale San Rafael di Madrid coordinato dal dott. Jesus S. Mora e presentato nel corso del Congresso mondiale di Neurologia di Kyoto.
«La Sla conferisce una breve speranza di vita e non c’è cura», spiega Mora. «La patologia è caratterizzata da microgliosi e cellule gliali aberranti regolate dal percorso di segnalazione CSF1/CSF1R. Masitinib è un inibitore orale della tirosinchinasi che inibisce la proliferazione e la migrazione nel sistema nervoso sia centrale che periferico di microglia, macrofagi e mastociti che esprimono CSFR1 e c-Kit».
Un gruppo di pazienti con più di 18 anni ha assunto in maniera randomizzata Masitinib o placebo in aggiunta a una dose di Riluzolo per 48 settimane