Seno denso, valida anche la mammografia sintetizzata

Meno radiazioni per le donne con densità mammaria elevata

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Com’è noto, le donne con un seno più denso della norma mostrano un rischio più elevato di insorgenza del tumore mammario.

La densità maggiore le espone peraltro a una dose più alta di radiazioni durante la mammografia. Tuttavia, uno studio pubblicato sul Journal of American College of Radiology da un team del Brigham and Women’s Hospital di Boston fa notare la pari efficacia di mammografie sintetizzate bidimensionali rispetto a quelle tradizionali.

Le mammografie sintetizzate senza studi di combinazione possono ridurre la dose di radiazioni e il tempo di acquisizione. Questo significa che la paziente deve avere il seno sotto compressione per meno tempo e subire meno radiazioni, spiega Irfanullah Haider, che ha guidato il gruppo di studio.

Tomografia computerizzata a doppia energia


Più efficacia senza aumentare la dose radiante

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La tomografia computerizzata a doppia energia rappresenta un’evoluzione promettente di uno dei più efficaci esami diagnostici.
Giorgio Ascenti, Ordinario di Diagnostica per immagini e Radioterapia dell’Università di Messina, spiega: «La doppia energia rappresenta lo sviluppo più importante e promettente della tomografia computerizzata. Consente di ottenere esami diagnostici a dose neutrale rispetto a una TC convenzionale, infatti la doppia esposizione con diverse energie non aumenta la dose radiante. Inoltre, riduce la quantità del mezzo di contrasto, particolarmente dannoso per pazienti con problemi di funzionalità renali preesistenti. È fondamentale quando è necessario identificare la vascolarizzazione, quindi nelle applicazioni oncologiche, per la diagnosi e per il controllo delle terapie, siano esse ablative o farmacologiche, anche con nuovi antiangiogenetici».
Un’analisi …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | tomografia, dose, raggi,

Il glifosato causa anomalie fetali

Danni alla salute dei feti di madri esposte al composto

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Il glifosato è di nuovo al centro delle polemiche per i suoi potenziali effetti sulla salute umana. Uno studio pilota firmato da Daniele Mandrioli dell’Istituto Ramazzini di Bologna rivela che il composto ha l’effetto di alterare il microbioma intestinale dei feti di madri esposte a concentrazioni ritenute sicure.

Lo studio, realizzato su modello murino, evidenzia anche alterazioni dello sviluppo sessuale e possibile insorgenza di tumori. Lo studio verrà pubblicato a breve su Environmental Health.

Gli scienziati hanno analizzato la prole di ratti che avevano accumulato nei tessuti livelli di glifosato pari a 1,75 microgrammi per chilogrammo di peso corporeo, ovvero la dose giornaliera ritenuta sicura dall’Epa, l’Agenzia per la protezione dell’ambiente degli Stati Uniti.

Pochi carboidrati per contrastare il diabete di tipo 1

Regime dietetico adeguato riduce il bisogno di insulina

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È necessaria meno insulina nei pazienti affetti da diabete di tipo 1 che aderiscono a un regime alimentare basato su uno scarso apporto di carboidrati.

Lo dimostra uno studio del Boston Children’s Hospital pubblicato su Pediatrics. Il campione oggetto di analisi ha seguito una dieta a bassissimo introito di carboidrati.

I soggetti hanno consumato in media 36 grammi di carboidrati al giorno, ovvero circa il 5% delle calorie totali, mentre le linee guida internazionali suggeriscono alle persone sane un introito pari al 45% delle calorie totali.

Ciò ha permesso di ridurre il valore dell’emoglobina glicata al 5,67%, mentre in media per un paziente è dell’8,2% e l’obiettivo delle terapie è portarlo sotto al 7%.

Ma il regime alimentare ha anche permesso ai pazienti di ridurre la dose di insulina quotidiana.

I Fans nella medicina dello sport

Risposta terapeutica a dolore, edema ed ematoma

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Un controllo del dolore più rapido ed efficace nel trattamento di traumi minori, quali contusioni muscolari e distorsioni di lieve entità (I e II grado), un più rapido riassorbimento degli ematomi, un contributo nell’accelerare il recupero nel corso dei trattamenti fisiatrici, ma anche la capacità di ridurre la sensibilità al dolore.

Questi i risultati che possono essere ottenuti grazie all’applicazione di un cerotto che sfrutta i vantaggi della combinazione di un antinfiammatorio “storico” quale diclofenac con una dose fissa di eparina. Se ne è discusso con importanti esperti a margine dell’evento “Patologie Osteoarticolari, approcci a confronto” tenutosi a Roma.

Per trauma lieve si intende quello con un recupero in 3 giorni, mentre per quello moderato occorrono 7-10 giorni – spiega Agostino Tucciarone, Primario Ortopedico ICOT di Latina.

L’era dei trapianti di pene

Nuovo caso negli Stati Uniti, la procedura sta diventando di routine

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I trapianti di pene sono ormai una realtà. Negli Stati Uniti un ragazzo si è sottoposto a un’operazione che gli ha consentito di riavere pene e scroto nuovi dopo che i suoi genitali erano stati pesantemente compromessi a causa di una ferita di guerra in Afghanistan.

Per la prima volta i medici sono intervenuti su un’area genitale così estesa. L’operazione è stata effettuata presso il Johns Hopkins Hospital di Baltimora.

Secondo i medici, il paziente dovrebbe riprendere a urinare nel giro di qualche mese, ma dovrà attendere ancora prima di poter riacquistare le proprie facoltà sessuali.

Andrew Lee, chirurgo plastico del prestigioso ateneo statunitense, spiega: «Di queste lesioni non si legge e non se ne sente parlare spesso. Per un ventenne è devastante tornare a casa con la zona pelvica completamente distrutta».

Infarti e ictus, arriva Repatha

Sta per essere approvata la molecola evolocumab

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Il farmaco Repatha (evolocumab) ha ricevuto il parere positivo del CHMP dell’Agenzia Europea per i Medicinali. Il medicinale è indicato per i pazienti con malattia cardiovascolare aterosclerotica accertata (infarto del miocardio, ictus o arteriopatia periferica) per ridurre il rischio cardiovascolare, riducendo i livelli di colesterolo LDL.

La raccomandazione riconosce i risultati positivi dello studio FOURIER sugli outcome cardiovascolari di Repatha e include dati sulla riduzione e sulla prevenzione addizionale di infarti, ictus e rivascolarizzazioni coronariche in aggiunta alla terapia con statine alla dose massima tollerata.

Il CHMP ha riconosciuto l’impianto dello studio Fourier, che ha dimostrato nei pazienti con cardiopatia ischemica cronica o malattia aterosclerotica non coronarica, come una riduzione intensiva del colesterolo.

Troppe radiazioni dal dentista

Eccesso di Tac e radiografie per controllare i denti

Per controllare la salute orale troppo spesso si fa ricorso a un numero esagerato di esami radiografici. A lanciare l’allarme è la Società italiana di parodontologia e implantologia che si è riunita a Rimini per il Congresso nazionale.

“I test che prevedono radiazioni, dall’ortopanoramica alla Tac, vengono eseguiti troppo spesso come screening, esponendo i pazienti a un eccesso di raggi che può essere dannoso”, spiegano gli esperti.

Bisogna usarli solo quando serve. Tac e radiografie ortopanoramiche dovrebbero essere impiegate solo dopo un’attenta valutazione clinica. Basta una sola Tac per assorbire circa la metà della dose di radiazioni di fondo naturali a cui siamo esposti nell’arco di un anno.

Tumore del rene, efficaci axitinib e pembrolizumab

La combinazione ha mostrato una buona attività antitumorale

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Il cancro del rene può essere trattato con una combinazione di axitinib – agente anti-angiogenesi – e pembrolizumab, un immunoterapico.

A dimostrarlo è uno studio apparso su The Lancet Oncology a firma di ricercatori del Georgetown Lombardi Comprehensive Cancer Center.

«Tentativi di sviluppare combinazioni di agenti anti-angiogenetici e immunoterapie basate su inibitori del checkpoint per il trattamento di pazienti con carcinoma renale avanzato, in passato hanno dato come risultato livelli inaccettabili di tossicità, e quindi le associazioni non sono state ulteriormente approfondite. Al contrario, la combinazione axitinib-pembrolizumab era sufficientemente tollerabile per consentire che gli agenti fossero somministrati ai livelli della dose approvata dalla Food and Drug Administration (Fda) per il singolo principio attivo», afferma Michael Atkins.

Meningite B, il vaccino è sicuro ed efficace

L’antimeningococco B mostra un alto tasso di protezione

Il vaccino contro il meningococco B, disponibile dal 2014 in Italia, è sicuro ed efficace. Lo stabilisce la prima analisi aggregata degli studi sull’argomento realizzata da un gruppo internazionale di ricercatori di cui fanno parte anche quelli dell’Istituto Superiore di Sanità.
La metanalisi, pubblicata su Lancet Infectious Diseases, ha preso in esame i dati dei 20 studi condotti finora, che hanno coinvolto un campione totale di oltre 6000 bambini e adolescenti.
I dati segnalano che 30 giorni dopo il ciclo primario di vaccinazioni oltre il 90% dei partecipanti risulta protetto contro tutti i ceppi batterici testati. Per due ceppi, però, la protezione si riduce dopo circa 6 mesi ed è necessaria un’ulteriore dose per farla tornare a livelli elevati.