Ipermemoria autobiografica, quando si ricorda tutto

Studiati i meccanismi alla base della straordinaria facoltà

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Ricordare ogni giorno della propria esistenza, e per di più ricordarne i dettagli, è impossibile per la quasi totalità delle persone. Sebbene molti siano in grado di ricordare con accuratezza eventi ad alta connotazione emotiva (ad esempio il proprio matrimonio, la nascita di un figlio, il primo bacio, la morte di una persona cara), le giornate cosiddette “normali” vengono solitamente dimenticate o lasciano tutt’al più solo un vago ricordo.

Eppure, un numero molto esiguo di persone riesce a ricordare con incredibile accuratezza giornate apparentemente normali. Sono i soggetti dotati di ipermemoria autobiografica ora al centro, per la prima volta al mondo, di uno studio di risonanza magnetica funzionale (fMRI) per comprendere i meccanismi neurobiologici alla base di tale straordinaria capacità di memoria.

In ufficio si mangia troppo

Necessario un regime alimentare personalizzato

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Troppe calorie e troppo sale per chi decide di mangiare in ufficio. A dirlo è una ricerca presentata al meeting dell’American Society of Nutrition da un team del Cdc statunitense.

Lo studio si basa sull’analisi del cibo consumato da oltre 5mila lavoratori. In media, i pasti sono troppo ricchi di cereali raffinati, zuccheri e grassi, mentre la presenza di cereali integrali e di frutta è troppo bassa.

“Molto del cibo era ottenuto gratis”, sottolinea Stephen Onuphrak, uno degli autori. “I datori di lavoro potrebbero considerare l’idea di avere politiche che incoraggiano opzioni più sane a meeting ed eventi sociali”.

Secondo alcuni il segreto sta nell’organizzare un regime alimentare personalizzato.

Melanoma, nivolumab migliora la sopravvivenza

La terapia immuno-oncologica si dimostra efficace

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Nuovi risultati su nivolumab dimostrano che la terapia contro il melanoma aumenta la sopravvivenza rispetto a ipilimumab.

A presentare i dati dello studio di fase III CheckMate -238 è la casa farmaceutica Bristol-Myers Squibb.

Nei risultati aggiornati dello studio, nivolumab ha continuato a mostrare una sopravvivenza libera da recidiva (RFS) – endpoint primario dello studio – statisticamente più lunga, pari al 62,6%, vs 50,2% con ipilimumab (HR 0,66; p < 0,0001) a un follow-up minimo di 24 mesi in tutti i sottogruppi chiave, inclusi gli stadi di malattia e lo stato di mutazione BRAF.

Nessun nuovo dato di sicurezza è emerso dall’analisi a 24 mesi. Come precedentemente riportato nell’analisi a 18 mesi, nivolumab ha dimostrato un tasso significativamente più basso di eventi avversi che hanno portato alla sospensione del trattamento.

Scoperto il “regista” che dà vita all’embrione

Organizza il processo di sviluppo delle cellule indifferenziate

Per dar vita a un embrione c’è bisogno di un regista, una sorta di coordinatore dei lavori. Lo ha scoperto un team della Rockefeller University di New York, che ha pubblicato su Nature i dettagli dell’indagine diretta da Ali Brivanlou.

Per giungere alla scoperta, i ricercatori si sono serviti di cellule staminali embrionali posizionate su una piccolissima impalcatura. Le cellule sono state fatte crescere e indotte a organizzarsi con l’aiuto di fattori di crescita finché non ha preso il via la catena di eventi durante la quale una staffetta di proteine ha cominciato a organizzarle in maniera precisa e ordinata.

Allergia al gatto, i rischi e le raccomandazioni

Causa di possibili reazioni asmatiche gravi

Di allergia al gatto si può anche morire. A testimoniarlo è la recente vicenda di una donna torinese, morta a seguito di un grave attacco d’asma mentre spazzolava il proprio gatto.

Molti giornali hanno riferito erroneamente di uno shock anafilattico. Per questo, è necessario non solo fare chiarezza sul tema dell’allergia al gatto, ma anche avere un quadro completo dei rischi e delle indicazioni da conoscere per evitare, in alcuni rari casi, delle vere e proprie tragedie senza motivazioni apparenti.

La notizia delle morti per asma o per anafilassi, riguardanti spesso soggetti di giovane età, non può esaurirsi con la semplice e fredda comunicazione di questi drammatici, rari e sfortunati eventi. Considerarle semplicemente come morti evitabili è una lettura profondamente triste e dovrebbe essere vissuta come una sconfitta – dichiara il Dott. Antonino Musarra.

4 motivi psicologici per cui ti sembra di attirare il fallimento

L’approccio alle cose che ti capitano nell vita, è determinante per poter affrontare ogni situazione. E riflettere sul perchè alcune volte ci capita di attirare il fallimento nella nostra vita, ci permette di capire la direzione da prendere. I libri ci sono di grande supporto in questo particolare processo.

Il tema trainante di The secret è la “Legge di Attrazione”, che sostiene, per dirla semplicemente, che quando desideri qualcosa le forze cosmiche cospirano per portarle nella tua vita. Concetto che incuriosice sempre.

In pratica la legge dell’attrazione sostiene che   “Attrai sempre nella tua vita le persone, le idee e le risorse in armonia con i tuoi pensieri dominanti.” -Brian Tracy è uno dei più importanti sostenitori della Legge di Attrazione. Avendo studiato filosofia, metafisica, religione, sviluppo spirituale, psicologia e principi di successo per 20 anni, dice:

“La legge dell’attrazione è una delle più antiche leggi universali conosciute dall’uomo e, se usata nel modo giusto, è incredibilmente potente.”

Nel suo libro “You Are Not So Smart”, David McRaney scrive su come costruiamo le nostre storie personali, su come funziona il mondo. I pregiudizi cognitivi del nostro cervello modellano la nostra stessa percezione della realtà. I pregiudizi cognitivi sono scorciatoie che usiamo per pensare più velocemente o elaborare le informazioni più velocemente. I nostri cervelli ignoreranno le fonti di informazione, le verità oggettive, e invece applicheranno convinzioni radicate (vere o false) per interpretare le situazioni. Grazie a questi pensieri, è quasi impossibile per noi vedere il mondo così com’è. Vale a dire, non siamo in grado di vedere le situazioni senza il nostro ego, le esperienze e le emozioni che si frappongono. Filtriamo il mondo attraverso i nostri sistemi di credenze e vediamo cosa vogliamo vedere. Ma perché?

Per rispondere a questa domanda, ho accettato la legge dell’attrazione come fatto. Dobbiamo credere che effettivamente attiriamo le cose nella nostra vita semplicemente desiderandole.

1. Conferma del pregiudizio
Cerchiamo informazioni che confermino ciò che crediamo sia vero. Sorprendentemente, diamo meno peso, o addirittura ignoriamo, prove che non sono d’accordo con le nostre convinzioni.

Se credi di poter far accadere cose nella tua vita desiderandole, troverai prove che confermano questa credenza. Se credi che qualcuno o qualcosa sia apparso nella tua vita per aiutarti, allora è probabile che cercherai modi in cui possono aiutarti.


2. Il paradosso del Texas Sharpshooter/ Apofenia
Il paradosso del Texas Sharpshooter è relativo da un uomo che sparava a casaccio in un granaio centinaia di volte. Successivamente disegna un bersaglio dove colpisce la maggior parte dei colpi. Viene quindi dedotto che è un colpo particolarmente buono. Per dirla in altro modo, quando si verificano coincidenze casuali, noi effettivamente disegniamo un bersaglio attorno alle coincidenze casuali e ignoriamo il resto degli eventi. Correlato al paradosso del Texas Sharpshooter è il concetto Apofenia, definibile come il riconoscimento di schemi o connessioni in dati casuali o senza alcun senso. Ad esempio, metti che stai discutendo di Star Wars con un amico. Poi, proprio quella stessa sera, guardi i canali TV e stanno trasmettendo Star Wars. Incredibile! Quali sono le probabilità? E tu associ questo ad una sorta di potere superiore o di essere cosmico che ti conceda il vantaggio di guardare il film desiderato. L’apofenia combinata con la conferma del pregiudizio suggerisce che ci sia un qualche tipo di significato per gli eventi casuali. In realtà, sono i pensieri del nostro cervello che danno significato alle situazioni.

 

Sclerosi multipla, ritirato Daclizumab

L’anticorpo associato a eventi collaterali gravi

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Il farmaco Daclizumab è stato ritirato dal mercato europeo. A deciderlo è stata l’Agenzia europea del farmaco dopo la segnalazione di pesanti eventi avversi associati al consumo del medicinale.

Il trattamento aveva ricevuto approvazione da parte della Commissione Europea a luglio 2016.

Daclizumab è un anticorpo monoclonale IgG1 umanizzato, che si lega selettivamente alla subunità CD25 del recettore ad alta affinità per l’interleuchina 2 (IL-2) espresso sui linfociti T autoreattivi, principali responsabili dell’infiammazione a livello del sistema nervoso centrale nei soggetti con sclerosi multipla recidivante.

L’approvazione di Daclizumab introduce un nuovo approccio al trattamento di seconda linea delle forme recidivanti remittenti di sclerosi multipla.

Meno eventi trombotici grazie agli anticoagulanti

Aggiunti a una terapia antipiastrinica

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Aggiungere un anticoagulante ad azione diretta alla terapia antipiastrinica costituisce la soluzione ideale per ridurre la possibilità di eventi trombotici nei pazienti predisposti.
A dirlo è uno studio pubblicato su Jama Cardiology da un team della Humanitas University diretto da Giulio Stefanini.

I ricercatori hanno analizzato 473 studi, selezionandone alla fine 6 per un totale di quasi 30mila pazienti con infarti di varia gravità.

I ricercatori di Humanitas, in collaborazione con colleghi dell’Istituto scientifico San Raffaele di Milano e del Duke Clinical Research Institute di Durham, hanno così evidenziato i benefici dell’associazione di un farmaco Doac e di un altro Apt nei pazienti con infarto grave, caratterizzato dalla rottura di una placca aterosclerotica instabile che determina trombosi coronarica e alto rischio trombotico post-infarto.

Ticagrelor utile in caso di coronaropatia

Riduce il rischio di eventi cardiovascolari fatali

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L’utilizzo di ticagrelor è associato a una riduzione del rischio di eventi cardiovascolari nei pazienti affetti da coronaropatia multivasale. Lo dice una nuova sotto-analisi dello studio di fase III Pegasus-Timi 54 pubblicata sul Journal of the American College of Cardiology.

Il farmaco, abbinato ad aspirina a basso dosaggio, riduce del 19% il rischio di eventi cardiovascolari e del 36% quello di morte per attacco cardiaco.

Per coronaropatia multivasale si intende la presenza di un restringimento di oltre il 50% di due o più vasi coronarici durante il primo attacco cardiaco.

I dati indicano che i pazienti che soffrono di coronaropatia multivasale possono trarre beneficio da questo trattamento preventivo antiaggregante oltre al periodo iniziale di 12 mesi post-evento.

La dipendenza da esercizio esiste davvero?

Quando inizi un nuovo percorso per perdere peso, la cosa che immediatamente noti al di la dei vestiti più larghi, è che subito ricevi feedback positivi da amici e conoscenti. E sulla scia di questo entusiasmo ti convinci ad iscriverti in palestra.
Quando si ottengono dei risultati è facile farsi prendere dall’entusiasmo e pensare che ciò che stiamo facendo è corretto, anche se in realtà stiamo limitando l’introduzione di cibo e probabilmente ci stiamo allenando più di quello che dovremmo, ignorando dei chiari segnali come il sovrallenamento.

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Quando si parla di dipendenza da allenamento di cosa si parla?

Senza nemmeno accorgertene ti trovi in una spirale di ossessioni, mascherate da sane abitudini. Ecco di cosa si parla quando si parla di dipendenza da allenamento. La condizione è definita come un’attività fisica eccessiva che si traduce in problemi fisici, sociali e psicologici, dice Heather Hausenblas, Ph.D., professore nel dipartimento di  chinesiologia presso la Jacksonville University in Florida, e coautore di The Truth About Exercise Addiction.

In primo luogo, sappiamo che la dipendenza da esercizio fisico non è estremamente comune e colpisce meno dell’1% della popolazione, afferma Hausenblas. “Dal punto di vista della salute, pensiamo che l’esercizio fisico sia sempre positivo, ma c’è un picco, toccato il quale l’esercizio può diventare dannoso”.

Non è necessariamente la quantità di allenamento a determinare il problema: se ti alleni per una maratona ad esempio, dovrai necessariamente allenarti per lunghe ore. La dipendenza da allenamento, invece si verifica quando, al netto di non potersi allenare, mostri segnali di ansia e depressione. Altre conseguenze sono:

  • Cancellazione di eventi sociali
  • Programmazione della giornata intorno agli allenamento
  • Programmazione dell’allenamento in ora non appropriati
  • Al presentarsi di un infortunio, si tende ad ignorarlo onde evitare di perdere tempo nella guarigione.

Come riconoscere i segni di dipendenza da esercizio

Da lontano, qualcuno con una dipendenza da esercizio può sembrare diligente rispetto al fatto di prendersi cura della propria salute. L’esercizio fisico è un’abitudine sana e la partecipazione attiva è ampiamente incoraggiata. Ma bisogno sapere che troppo esercizio fisico può causare problemi come fratture da stress e tendiniti. Inoltre, “puoi allenarti così duramente che le tue prestazioni peggiorano davvero”, dice.

Recupero dalle dipendenza da esercizio

In caso si verifichi una situazione del genere, è importante intervenire immediatamente, rivolgendosi ad un esperto. E’ importante capire che l’esercizio non è solo un mezzo per bruciare calorie, ma un modo di prendersi cura del proprio corpo, divertendosi.
Tuttavia, sappiamo che così come la cura da qualsiasi altra dipendenza, il recupero non è semplice. Il supporto della famigli e degli amici rimane sempre una componente fondamentale.