In forma per il matrimonio con il pilates: 4 movimenti per un corpo tonico e longilineo

Se sei vuoi essere in forma per il matrimonio e indossare al meglio il tuo vestito da sposa, sei nel posto giusto! Tra le tante tipologie di allenamento, il metodo Pilates  è un sistema di allenamento che mira a rafforzare il corpo, a modellarlo e a migliorare la fluidità. Il Pilates è costituito da un’ampia gamma di esercizi da svolgere a corpo libero o con l’aiuto di piccoli attrezzi, a corpo libero (Pilates Matwork) e  praticabile facilmente anche a casa , si suddivide in:

  1. Matwork Base (1° mese di allenamento). Programma concepito per sviluppare in particolare respirazione e concentrazione nonché baricentro e controllo creando così le basi per i programmi successivi.
  2. Matwork Intermedio (2° mese di allenamento). Programma strutturato in modo da migliorare continuamente i movimenti che già si conoscono dal livello base esercitandosi su quelli più impegnativi. Vengono introdotti esercizi nuovi e più complessi.
  3. Matwork Avanzato (3° mese di allenamento). In questo livello si raggiunge una certa padronanza degli esercizi. La fluidità diventa lo scopo principale.
  4. Pilates Advanced Training (4° mese di allenamento). In quest’ultimo livello si utilizzano piccoli attrezzi per intensificare , variare e rendere più efficace l’allenamento.

Andiamo qui di seguito a strutturare un programma di allenamento di Pilates Matwork Base concentrato su quattro esercizi. Cercate di seguire questa routine tre giorni a settimana.

Ascoltate il corpo, concentrate la mente con classici esercizi da fare a casa. In forma per il matrimonio con il pilates: 4 movimenti per un corpo tonico e longilineo

THE HUNDRED

  • Esercizio di rafforzo isometrico dei muscoli dell’addome, stimola la circolazione e la resistenza rinforzando gli addominali e aumentando la stabilità del baricentro.
  • Inspirate dal naso eseguendo cinque movimenti, espirate dalla bocca per altri 5 movimenti.
  • Ripetere 100 movimenti, che equivalgono a 10 respirazioni complete (da cui il nome the hundred – il cento). Recuperate un minuto ed eseguite per cinque volte.

Personal Trainer: Alfredo Vicinanza Atleta: Adele Vicinanza Legging: Terez

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Il giusto riposo


Fondamentale dormire il numero di ore adeguato

La salute dipende anche da quanto dormiamo. Uno studio pubblicato sul Journal of the American Geriatrics Society segnala la necessità di dormire il numero giusto di ore per evitare un rischio di demenza e di morte prematura.
L’analisi ha coinvolto 1.517 soggetti seguiti per 10 anni: 294 hanno sviluppato una forma di demenza e 292 sono morti. Dopo aver tenuto conto di altri fattori come l’età, il genere, è emerso che il tasso di mortalità e di demenza è maggiore se il soggetto dorme meno di 5 o più di 10 ore al giorno.
I ricercatori hanno anche scoperto che l’attività fisica riesce a contrastare l’effetto negativo della mancanza di sonno. “Dato l’effetto benefico dell’attività fisica sui problemi legati al poco sonno, questi risultati indicano che non solo fare attenzione alla durata del sonno, ma anche modificare lo stile di vita può costituire una strategia efficace per prevenire …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | cervello, sonno, cellule,

Esami di successo? Non dipende solo dallo studio

A scuola o all’università, i risultati non dipendono solo dallo studio: anche ormoni, ghiandole e il cosiddetto “filtro affettivo” entrano in gioco quando si parla di esami e test. A dirlo  il professor Paolo E. Balboni nel libro “Le sfide di Babele”. Ecco come la biochimica può influenzare la pagella, il libretto universitario o persino l’esame di maturità.

A cura di Valeria Baruzzo

Quante volte è capitato di studiare e studiare, presentarsi all’esame o all’interrogazione e andare completamente nel pallone. Col risultato di dover accettare un misero 18 oppure, se proprio va male, ripresentarsi all’appello successivo. Naturalmente, la qualità e l’organizzazione dello studio sono imprescindibili, ma esiste un fattore, chiamato “filtro affettivo”, in grado di mandare all’aria i nostri piani di gloria.

Come funziona il filtro affettivo

Davanti a una sfida stimolante e positiva, l’organismo rilascia neurotrasmettitori (come la noradrenalina) fondamentali per ricevere e memorizzare l’argomento di studio e per essere poi in grado di riportarlo in maniera soddisfacente al momento della prova. Tuttavia, in caso di stress negativo, ansia, paura di non riuscire, l’organismo si allarma e si prepara ad affrontare il pericolo. Infatti, l’amigdala, una ghiandola posta al centro del cervello che controlla le emozioni, specialmente quelle negative, ordina il rilascio di steroidi “difensivi”. Allo stesso tempo, però, l’ippocampo, ghiandola fondamentale per inserire le nozioni acquisite nella memoria a lungo termine, comprende che una prova scritta o un esame orale non sono pericoli reali e quindi cerca di bloccare l’iniziativa dell’amigdala. Tuttavia, per fare questo, l’ippocampo smette di occuparsi di indirizzare le nuove informazioni o di recuperare quelle esistenti nella memoria a lungo termine. Il conflitto tra le due ghiandole fa innalzare una barriera emotiva, chiamata appunto “filtro affettivo” perché filtra negativamente le nostre capacità e prestazioni.

Paura degli esami? Ecco perchè studiare all’ultimo minuto non aiuta

La lotta ghiandolare rallenta l’attività neo-frontale del cervello, quella che ospita la memoria di lavoro, e lo studente va in tilt, giungendo in alcuni casi alla totale scena muta e al tanto temuto “ci vediamo al prossimo appello/interrogazione”. Ma il filtro affettivo non va in scena esclusivamente al momento della prestazione, davanti al foglio della prova o alla commissione d’esame. Infatti, può entrare in gioco anche prima del momento dell’esame, durante la tipica studiata dell’ultimo minuto, quando l’ansia è alle stelle e la caffeina quasi supera i livelli di emoglobina nel sangue. Tutto quello che lo studente ingurgita in quelle poche ore dedicate allo studio non si traduce in acquisizione, perché il filtro affettivo impedisce che le nozioni si collochino nella memoria a lungo termine.  In altre parole, magari servirà a passare l’esame con un voto miracolosamente dignitoso, ma i contenuti appresi non verranno ricordati a lungo e tutto lo sforzo si rivelerà completamente inutile.

 

© Sani per Scelta

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Parkinson, le 5 pratiche da evitare


Lista di procedure evitabili dell’Accademia Limpe-Dismov

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Ci sono pratiche inopportune anche in ambito di cura della malattia di Parkinson. A individuarle è l’Accademia LIMPE-DISMOV (Accademia per lo Studio della Malattia di Parkinson e i Disordini del Movimento), che ha aderito al progetto “Fare di più non significa fare meglio – Choosing Wisely Italy”, varato nel 2012 da “Slow Medicine”, associazione per una medicina più sobria, rispettosa, giusta.
Ecco la lista delle 5 cose da evitare:

1) Non servirsi della Spect (Tomografia a emissione di fotone singolo) cerebrale con i traccianti per i Dat (trasportatori dopaminergici) per la prognosi e per accertare la progressione del Parkinson. Non ci sono prove sufficienti sulla reale efficacia della tecnica come misura di progressione della malattia.
2) Per trattare la psicosi non vanno utilizzati farmaci diversi da clozapina e quetiapina. A differenza di altri farmaci, questi ultimi non …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | Parkinson, pratiche, procedure,

Bere acqua ha effetti sul tuo umore?

Se pensi che bere acqua serva solo a idratare il tuo corpo allora farai bene a leggere questo articolo.

Probabilmente sarai sempre stato bombardato dalle raccomandazioni di medici, nutrizionisti, e chi più ne ha più ne metta, circa l’importanza di bere molto, almeno 2 litri di liquidi al giorno. Per iniziare, non ingannare te stesso pensando che tutte le bevande sono uguali. Molte di esse come la limonata, la soda, i succhi di frutta ecc. non solo non hanno lo stesso potere idratante dell’acqua, ma incidono anche negativamente sul tuo peso, poiché contenenti zuccheri e altro. Leggi anche Perché bere acqua risolve qualsiasi problema

Ma l’acqua non serve solo a reidratarsi. Secondo un nuovo studio realizzato dall’ Human Performance Laboratory dell’Università del Connecticut, anche una lieve disidratazione può alterare il tuo livello di energia e l’umore.
25 donne e 26 uomini sono stati sottoposti a una serie di test finalizzati a misurare aspetti come la concentrazione, il tempo di reazione, l’apprendimento, il ragionamento e la memoria. Ebbene, il risultato è stato sorprendente: la disidratazione è in grado di causare nelle donne affaticamento, mal di testa, difficoltà a concentrarsi e la sensazione che i compiti da eseguire siano più impegnativi, mentre gli uomini avrebbero riscontrato difficoltà con la memoria, stanchezza, ansia, e cambiamenti di umore (anche se non così sostanziali come quelli visti tra le donne). Leggi anche 5 sintomi di disidratazione a cui non hai mai fatto caso

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Quindi, se ti senti sempre stanco, stressato, e così demotivato da fare scelte alimentari sbagliate e saltare la palestra, prova a chiederti se una mancanza di liquidi può esserne la causa.
E se non sei abituato a bere, ecco un trucco che fa al tuo caso. Dividi la giornata in quattro blocchi di tempo

1) dal momento in cui ti alzi fino a metà mattina

2) da metà mattina a pranzo

3) da pranzo a metà pomeriggio e

4) da metà pomeriggio a cena e imponiti di bere almeno 1/2 litro di acqua durante ogni blocco.

Del resto, nulla è davvero difficile se lo si divide in tanti piccoli pezzettini.



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Eseguire burpees potrebbe essere davvero una cattiva idea?

Forse, eseguire burpees non è proprio una buona idea come credevi. Protagonisti degli allenamenti ad alta intensità, i Burpees sono probabilmente gli esercizi più amati e al contempo odiati. C’è chi suda al solo pensiero di doverli fare.

Michael Boyle, allenatore certificato, ha recentemente rilasciato un’intervista per Women’s Health US, una vera bomba ad orologeria. La sua posizione è chiara: i Burpees hanno effetti dannosi sul nostro corpo, dal momento che ai polsi viene richiesta una continua estensione, esercitando una quantità enorme di pressione sulla parte anteriore della spalla, nonché la più debole.  Nessuna di queste cose è buona in sé, figuriamoci se parliamo di 20 o più ripetizioni. Leggi anche 13 esercizi per un allenamento HIIT efficace

Quindi, abbandonate l’idea secondo la quale un esercizio, per essere utile, debba per forza essere doloroso e faticoso tanto da lasciarti senza fiato.

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Boyle spiega che ci sono allenamenti molto più efficaci: se il tuo obiettivo è allenare la parte superiore del corpo, le flessioni sono un’ottima soluzione; se invece vuoi allenare la parte inferiore, basta fare degli squat (air squat, jump squat e così via); e, per quanto riguarda il cardio, infine, ci sono milioni di  allenamenti in ripetute che un allenatore può suggerirti.

Cari antagonisti dei burpees, questo è pane per i vostri denti! Leggi anche Come eseguire burpees e quali sono i benefici

 

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Allenamento HIIT: 2 suggerimenti per ottimizzare al massimo i tuoi sforzi

Quante volte al solo vedere in programma “Allenamento HIIT” nella sala fitness della tua palestra, hai sudato freddo? Gli allenamenti HIIT sono senz’altro tra i più efficaci. Ecco qualche suggerimento per non farti sopraffare dallo sforzo ancora prima di iniziare, ed ottenere il massimo dalle tue sessioni ad alta intensità

Sii motivato

Due parole semplici a dirsi, e forse troppo sottovalutate. Piuttosto che essere nervoso o frustrato, sii fiero di quel che fai focalizzandoti su quanto lontano puoi spingerti ogni volta. L’allenamento ad alta intensità non serve solo a  fortificarti fisicamente ma anche psicologicamente. Un trucco? Chiedi sempre a te stesso se puoi eseguire anche solo un’altra ripetizione prima dello scadere del tempo. Questa è la vera magia di una routine HIIT: una volta che la tua mente è a bordo, il tuo corpo seguirà. Leggi anche  13 esercizi per un allenamento HIIT efficace

Altro motivatore: quando si parla di allenamento ad alta intensità, ricorda che c’è sempre il riposo ad aspettarti. Inoltre, a differenza di altre tipologie di allenamento come il cardio o altro, è vero che i muscoli passano meno tempo sotto sforzo eppure sono in grado di lavorare molto più efficacemente e velocemente, consentendoti di bruciare più calorie.

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Coinvolgi il maggior numero possibile di muscoli

L’allenamento HIIT può aiutarti a costruire massa magra, dipende tutto dal tipo di esercizi che scegli. Un sacco di gente preferisce fare ripetute su pista o su un tapis roulant, ma ci sono degli esercizi di forza che permettono al tuo corpo di lavorare ad un livello altrettanto elevato per brevi intervalli, rendendolo più tonico e forte. Ad esempio, eseguire burpees per più ripetizioni possibili (AMRAP) ti consente di far lavorare tutti i muscoli del tuo corpo: dalle spalle fino ai polpacci. . E, se vuoi puntare ancora più in alto, aggiungere degli elastici o dei pesi è sempre una buona idea.



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I 5 migliori esercizi per perdere peso

I 5 migliori esercizi per perdere peso grazie ai quali diversi muscoli del tuo corpo lavoreranno contemporaneamente, consentendoti di bruciare più calorie.

  • Affondi: Gambe, addome, equilibrio
  • Squats: Schiena, gambe, addome
  • Stacchi: Schiena, glutei, femorali
  • Renegade Rows: Schiena, spalle, addome
  • Push Press con manubri: Gambe, spalle, addome

Fare questi esercizi tre volte alla settimana è il modo migliore per vedere una rapida perdita di peso. Ricordati di aggiungervi dei pesi a tua scelta tra bilanciere, manubri o kettlebell; questo è l’unico modo per ottenere grandi risultati. Tuttavia, assicurati di essere in grado di eseguire gli esercizi. 

Dunque, fai di questi esercizi la tua routine e annota i tuoi allenamenti su un diario. Ciò ti aiuterà a vedere i tuoi progressi e tenere alta la motivazione.

Curtsy Lunge

  • Inizia dalla posizione eretta e fai un passo avanti con la gamba sinistra dietro di te e verso destra in modo che le tue cosce si incrocino, piegando entrambe le ginocchia. Assicurati che il tuo ginocchio anteriore sia allineato con la caviglia anteriore.
  • Torna in piedi e cambia lato per completare una serie.
  • Fai tre serie da 12 a 15 ripetizioni.

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Allergia al gatto, i rischi e le raccomandazioni


Causa di possibili reazioni asmatiche gravi

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Di allergia al gatto si può anche morire. A testimoniarlo è la recente vicenda di una donna torinese, morta a seguito di un grave attacco d’asma mentre spazzolava il proprio gatto.
Molti giornali hanno riferito erroneamente di uno shock anafilattico. Per questo, è necessario non solo fare chiarezza sul tema dell’allergia al gatto, ma anche avere un quadro completo dei rischi e delle indicazioni da conoscere per evitare, in alcuni rari casi, delle vere e proprie tragedie senza motivazioni apparenti.
“La notizia delle morti per asma o per anafilassi, riguardanti spesso soggetti di giovane età, non può esaurirsi con la semplice e fredda comunicazione di questi drammatici, rari e sfortunati eventi. Considerarle semplicemente come morti evitabili è una lettura profondamente triste e dovrebbe essere vissuta come una sconfitta – dichiara il Dott. Antonino Musarra, Presidente AAIITO –. Si …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | allergia, gatto, asma,

Diabete, a ognuno il suo ago

Aghi di qualità per un miglior controllo della malattia

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Si parla tanto e sempre di farmaci, trascurando e saltando a piè pari l’argomento ‘aghi per penna’, strumenti indispensabili per una corretta somministrazione dell’insulina e di altri farmaci anti-diabete iniettivi (agonisti del recettore del GLP-1).

Ma adesso un position paper della Società Italiana di Diabetologia prende le ‘misure’ agli aghi per penna, Cenerentola dei presidi per il diabete, e lancia un allarme.

Negli ultimi anni, sull’onda del mantra del risparmio a tutti i costi, nei capitolati d’appalto si è andato trascurando l’aspetto della qualità degli aghi per penna, mentre al contempo il mercato si apre sempre più ad aghi low-cost (ma spesso anche low-quality) provenienti dall’estero. Questo documento della SID mira dunque a fare chiarezza sulle caratteristiche tecniche che connotano gli aghi di qualità.