La calvizie si cura con l’uovo

Nel tuorlo c’è una sostanza in grado di contrastare l’alopecia

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La soluzione ai problemi di calvizie potrebbe essere più facile di quanto sembri. Secondo uno studio pubblicato sul Journal of Medicinal Food, infatti, nel tuorlo delle uova si nasconderebbe un composto in grado di contrastare la perdita dei capelli.

I ricercatori lo hanno ribattezzato Hgp (Hair grow peptide – peptide di crescita dei capelli) e credono che possa rappresentare una seria alternativa ai farmaci oggi a disposizione.

L’alopecia si distingue in due categorie: androgenetica e non androgenetica. Un’anomalia delle funzioni biologiche androgeno-dipendenti provoca alopecia nei maschi, ma il ruolo degli androgeni nella perdita di capelli delle donne non è stato ancora chiarito. La modulazione dell’attività androgenica non è efficace in alcuni tipi di alopecia androgenetica femminile, come non lo è nei casi di alopecia non androgenetica maschile o femmine.

Mieloma multiplo, studio sul genoma

L’evoluzione del tumore è predeterminata

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Uno studio internazionale coordinato da due ematologi di Università Statale di Milano e Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori, pubblicato sulla rivista “Nature Communications”, rivela come, dall’analisi del genoma delle cellule del mieloma multiplo asintomatico, si potrà in futuro prevedere la progressione della malattia dalla sua variante silente verso forme aggressive e sintomatiche con maggiore accuratezza rispetto agli esami di laboratorio in uso.

Il mieloma multiplo è il secondo tumore delle cellule del sangue per frequenza e, al momento, non esistono cure capaci di guarire la malattia. Con l’avvento di nuovi farmaci la sopravvivenza mediana è tuttavia migliorata, da circa 3 anni nei primi anni del 2000 a 7-10 anni per i pazienti diagnosticati oggi.

Scopperto nuak2, acceleratore di crescita tumorale

Si può bloccare e fermare il tumore

Nuak2 è il nome di una proteina che permette ad una coppia di molecole sabotatrici di ‘truccare’ il motore genetico della cellula aumentando la crescita dei tumori e rendendoli più aggressivi. Praticamente la proteina favorisce l’ingresso nel nucleo delle proteine sabotatrici Yap e Taz, che si legano al Dna accendendo in maniera anomala i geni che controllano il ciclo cellulare.

Lo rivela una ricerca pubblicata su Nature Communications. condotta sui topi e in provetta dal gruppo di ricerca coordinato da Liliana Attisano all’Università di Toronto in Canada, che potrebbe aprire la strada a nuove terapie anticancro personalizzate.

I ricercatori sostengono che se si riesce a bloccare questo meccanismo si può arrestare l’avanzata del tumore, come dimostrano i primi test. I ricercatori hanno disattivato Nuak2 attraverso l’uso di farmaci o manipolazione genetica.

Pegfilgrastim per la neutropenia indotta dalla chemio

In fase di approvazione il nuovo farmaco di Accord

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Il Comitato per i medicinali per uso umano (CHMP) ha espresso un parere positivo per Pelgraz di Accord (pegfilgrastim), il biosimilare del fattore stimolante le colonie di granulociti pegilato (G-CSF) in Europa.

Una volta approvato, Pelgraz potrebbe diventare il primo biosimilare di pegfilgrastim commerciabile in Europa indicato per ridurre la durata della neutropenia e l’incidenza della neutropenia febbrile nei pazienti adulti sottoposti a chemioterapia citotossica. L’Organizzazione Mondiale della Sanità considera le terapie con G-CSF essenziali per il loro impatto sulla neutropenia febbrile, sui ritardi nella somministrazione della chemioterapia e sulle dosi dei farmaci chemioterapici somministrati (dose density).

Rimedi naturali per il tumore del colon

I casi in cui la fitoterapia può essere utile

C’è una gran diffusione di rimedi alternativi in rete per la cura dei tumori, ma cosa c’è di vero? In alcuni casi, le sostanze naturali possono effettivamente venire in soccorso di chi è malato o rendere meno probabile l’insorgenza della malattia.

Per quanto riguarda il tumore del colon, una delle sostanze più interessanti in tal senso è la curcuma, spezia di origine asiatica che ha dimostrato di poter migliorare l’efficacia della chemioterapia.

Merito della curcumina, agente in grado anche di proteggere gli organi e i tessuti sani dalla tossicità indotta da chemio e radioterapia.

La curcumina ha però un limite, la sua scarsa biodisponibilità, aspetto che non intacca al contrario l’azione di un’altra sostanza naturale, la silimarina, estratta dai semi del cardo mariano. Uno dei suoi componenti, la silibina, si è dimostrato un ottimo agente chemiopreventivo nella tumorogenesi.

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Schizofrenia, un gene influenza l’efficacia dei farmaci

Un’alterazione di Dysbindin aumenta la risposta ai trattamenti

L’efficacia dei trattamenti farmacologici per la schizofrenia è influenzata dalla variazione di un gene. La scoperta è stata fatta nel corso di uno studio, pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Nature Communications, a cui ha preso parte anche l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù.

Il gene in questione si chiama Dysbindin e, stando a quanto hanno rilevato gli autori della ricerca, i pazienti che rispondono in modo adeguato agli psicofarmaci più comuni sono le persone portatrici di una sua variazione. La scoperta permetterà di progettare test biologici per una medicina personalizzata e di precisione in ambito psichiatrico.

Lo studio si è svolto su un un campione di pazienti (300 in totale) con schizofrenia in età adulta, su adolescenti ai primi esordi della malattia, e dell’analisi di tessuti cerebrali post-mortem.

Artrite reumatoide, l’efficacia dei farmaci DMARD

Riducono il rischio di sviluppare la malattia

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I DMARD, i farmaci antireumatici modificanti la malattia, riducono il rischio di sviluppare l’artrite reumatoide in pazienti con artrite indifferenziata.

Lo dice uno studio pubblicato su Annals of the Rheumatic Diseases da un team dell’Institut Pierre Louis d’Epidemiologie et Santé Publique di Parigi.

Bruno Fautrel, coordinatore dello studio, spiega: Diversi lavori hanno suggerito che i DMARD convenzionali o biologici possano interferire con la patogenesi ed evitare forme più consolidate di artrite reumatoide, ma non è chiaro se questi farmaci siano ugualmente efficaci in questa situazione.

Gli scienziati francesi hanno realizzato una metanalisi di 10 studi clinici controllati randomizzati su un totale di 1.239 pazienti a rischio di artrite reumatoide.

Tumore del fegato, efficaci gli antiacidi

Studio dimostra la possibilità di una nuova strategia

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Nuova possibile opzione terapeutica per il tumore del fegato. Un team di scienziati italiani dell’Istituto nazionale tumori di Milano e di altri centri nazionali ha pubblicato su Oncoimmunology i risultati di uno studio che ha preso in esame i possibili effetti di farmaci antiacidi per il trattamento dell’epatocarcinoma.

In oltre il 70% dei casi, i tumori del fegato sono legati a fattori di rischio noti come l’infezione da virus dell’epatite C e da virus dell’epatite B, ma anche il consumo di alcol. La sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi è del 20%, mentre a 10 anni scende al 10%.

Per bloccare un tumore in modo efficace dobbiamo non solo colpire la cellula maligna, ma anche rendere l’ambiente in cui cresce (il microambiente tumorale) il più ostile possibile alla sua crescita, spiega Vincenzo Mazzaferro.

I consigli per riaccendere la passione

5 suggerimenti per lei e per lui

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Come reagire alla routine che uccide la passione coniugale? Come recuperare il senso dell’imprevisto nella coppia?

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Le vacanze sono un’ottima occasione per individuare e modificare parti di noi obsolete che non portano entusiasmo nella vita quotidiana. Rimanere sempre attaccati al passato – spiega Adriano Formoso, psicoterapeuta, psicoanalista, medico naturopata di Milano – porta depressione e noia. Anche un momento che dovrebbe essere felice e di svago può diventare qualcosa di noioso e indurci all’apatia. Molte volte capita di trattare la nostra interiorità come se fosse il ripostiglio dove custodiamo le solite cose. Ecco dunque le 5 regole per lui e per lei suggerite dal dott. Formoso per affrontare con entusiasmo le vacanze con il proprio partner.

Un passo verso l’ovaio artificiale

Scoperta importante per la fertilità femminile

Nel giro di qualche anno i ricercatori potrebbero arrivare a creare un ovaio artificiale. I presupposti sono nella ricerca firmata da Susanne Pors del Rigshospitalet di Copenhagen e presentata al congresso della Società Europea di Riproduzione Umana ed Embriologia di Barcellona.

Per la prima volta sono state isolate le strutture che racchiudono gli ovociti immaturi, che poi sono stati fatti crescere su un’impalcatura di tessuto ovarico.

“È una prova di principio per preservare la fertilità delle donne che devono affrontare cure che potrebbero comprometterla”, spiega la dott.ssa Pors.

L’obiettivo è di conservare la fertilità anche di quelle donne colpite da un tumore e quindi trattate con farmaci che mettono a rischio la sua capacità riproduttiva. Allo stato attuale, i medici prelevano il tessuto ovarico per congelarlo e reimpiantarlo al termine delle terapie.