Le staminali curano la fibrosi polmonare


Ricerca italiana apre la strada a un nuovo approccio

Le staminali ottenute dal cordone ombelicale potrebbero aiutare i medici a curare i polmoni affetti da fibrosi. È il risultato raggiunto da una ricerca pubblicata su Plos One da un team dell’Università Politecnica delle Marche in collaborazione con gli Ospedali Riuniti di Ancona.
Si tratta di un lavoro pre-clinico condotto su modello animale, ma i risultati appaiono interessanti e trasferibili anche sull’uomo per i soggetti affetti da forme di fibrosi polmonare che non rispondono ai farmaci convenzionali. La fibrosi si manifesta con un progressivo ispessimento dei polmoni e la perdita della funzione respiratoria.
L’infusione di cellule mesenchimali cordonali umane per via endovenosa ha prodotto l’inibizione di una specifica sottopopolazione cellulare polmonare responsabile dello stato di fibrosi negli animali.
La mancanza di effetti collaterali tossici consente l’avvio della …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | staminali, fibrosi, polmonare,

Troppi antibiotici in viaggio


Il consumo è alto secondo uno studio finlandese

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Uno dei timori più frequenti fra i viaggiatori è quello di dover passare tutta o buona parte della vacanza nella camera d’albergo per qualche infezione intestinale.
Ciò provoca un ricorso troppo frequente ai farmaci antibiotici, anche nei casi di diarrea lieve o moderata, che non avrebbe bisogno di essere trattata in tal modo. A sottolinearlo è uno studio dell’Università di Helsinki in collaborazione con l’ospedale universitario della capitale finlandese.
Lo studio ha arruolato 316 persone che avevano contratto la diarrea del viaggiatore durante una vacanza ai tropici. Di questi, 53 avevano portato degli antibiotici dalla Finlandia. La diarrea è proprio la ragione più comune per l’uso di questi farmaci, seguita per numero di casi dalle infezioni respiratorie.
“Gli antibiotici dovrebbero essere usati per i pazienti con diarrea con febbre alta o con una malattia eccezionalmente grave …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | diarrea, antibiotici, viaggiatore,

Ictus, rivaroxaban ne riduce il rischio


In pazienti affetti da fibrillaziona atriale non-valvolare

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Nuovi dati real life disponibili su rivaroxaban evidenziano l’efficacia del farmaco nel ridurre il rischio di ictus nei pazienti affetti da fibrillazione atriale non-valvolare (Fanv).
I pazienti, trattati per un periodo di due anni con rivaroxaban, inibitore orale del Fattore Xa, hanno avuto un rischio ridotto di ictus ed embolia sistemica del 32% e un rischio ridotto di ictus ischemico del 31%, rispetto ai pazienti trattati con warfarin. Lo studio ha anche valutato efficacia e sicurezza di apixaban e dabigatran e, per nessuno di questi due farmaci, nel database di Truven MarketScan negli Stati Uniti, è stata vista, a due anni, una significativa riduzione del rischio di ictus e di embolia sistemica rispetto a warfarin.
I risultati dello studio sono stati pubblicati sul Journal of the American Heart Association.
La fragilità è un comune stato clinico riscontrato prevalentemente negli …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | rivaroxaban, ictus, prevenzione,

Nuove speranze di cura per la colite ulcerosa


Approvato tofacitinib per la terapia della malattia

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La Food and Drug Administration (FDA) americana ha appena approvato l’utilizzo di tofacitinib nei soggetti adulti con colite ulcerosa ad attività moderata-severa, ampliando quello che è il suo attuale utilizzo, ovvero il trattamento dei pazienti con artrite reumatoide e artrite psoriasica.
Si tratta di un’importante novità in quanto il tofacitinib rappresenta oggi la prima molecola orale autorizzata per uso cronico in questa indicazione, mentre gli altri farmaci approvati dalla FDA per la colite ulcerosa moderata-severa prevedono una somministrazione endovenosa o sottocutanea. Va altresì detto che l’uso di tofacinib non è consigliato in combinazione con le altre terapie biologiche per la colite ulcerosa, né con altri potenti immunosoppressori quali l’azatioprina, la 6- mercaptopurina e la ciclosporina per il verosimile potenziale sviluppo di effetti collaterali seri, anche se dati in …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | colite, ulcerosa, tofacitinib,

Malattia intestinale, anti-Tnf per evitare il Parkinson


I farmaci riducono il rischio della malattia in questa classe di pazienti

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I pazienti affetti da malattia infiammatoria intestinale (IBD) mostrano maggiori probabilità di sviluppare il Parkinson rispetto alla media. Per ridurre questo rischio sembra efficace una terapia a base di farmaci anti fattore di necrosi tumorale (anti-TNF).
A sottolinearlo sono alcuni ricercatori della Icahn School of Medicine at Mount Sinai guidati da Inga Peter, che spiega: «Nonostante i consolidati legami genetici e fisiopatologici tra malattia infiammatoria intestinale e malattia di Parkinson, i dati clinici a sostegno di questa associazione rimangono scarsi. Inoltre, anche se l’infiammazione sistemica è considerata potenzialmente un meccanismo biologico condiviso tra le due malattie, il ruolo di una riduzione di tale infiammazione attraverso la terapia anti-TNF nel rischio di Parkinson è in gran parte sconosciuto».
Il campione oggetto di analisi era costituito da oltre 144mila …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | Parkinson, farmaci, intestinale,

Anticolinergici associati a demenza


Il rischio aumenta negli anziani fino a 20 anni dopo l’esposizione

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Assumere farmaci anticolinergici può aumentare il rischio di demenza negli anziani, anche a distanza di 20 anni. Lo dice uno studio pubblicato sul British Medical Journal da un team della University of East Anglia guidato da Kathryn Richardson, che spiega: «L’uso di farmaci con attività anticolinergica è associato a cognizione alterata a breve termine, ma non è noto se le associazioni riportate tra l’uso di farmaci anticolinergici e il declino cognitivo futuro e l’incidenza della demenza possano essere attribuiti all’attività anticolinergica degli stessi».
I ricercatori hanno utilizzato i dati di oltre 40mila anziani con diagnosi di demenza e altri 280mila soggetti di controllo.
Nel corso di un periodo che andava da quattro a 20 anni prima della diagnosi di demenza, o alla stessa data per i controlli accoppiati, il 36% dei casi e il 30% dei controlli ha ricevuto una prescrizione per …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | demenza, anticolinergici, farmaci,

Parkinson, le 5 pratiche da evitare


Lista di procedure evitabili dell’Accademia Limpe-Dismov

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Ci sono pratiche inopportune anche in ambito di cura della malattia di Parkinson. A individuarle è l’Accademia LIMPE-DISMOV (Accademia per lo Studio della Malattia di Parkinson e i Disordini del Movimento), che ha aderito al progetto “Fare di più non significa fare meglio – Choosing Wisely Italy”, varato nel 2012 da “Slow Medicine”, associazione per una medicina più sobria, rispettosa, giusta.
Ecco la lista delle 5 cose da evitare:

1) Non servirsi della Spect (Tomografia a emissione di fotone singolo) cerebrale con i traccianti per i Dat (trasportatori dopaminergici) per la prognosi e per accertare la progressione del Parkinson. Non ci sono prove sufficienti sulla reale efficacia della tecnica come misura di progressione della malattia.
2) Per trattare la psicosi non vanno utilizzati farmaci diversi da clozapina e quetiapina. A differenza di altri farmaci, questi ultimi non …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | Parkinson, pratiche, procedure,

La macchina “mappa grassi”


Svelati i segreti sulla formazione e l’accumulazione del grasso

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Un team di ricercatori italiani ha messo a punto una macchina “mappa grassi”.
La ricerca è stata condotta presso la sede di Roma dell’Università Cattolica e della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli – IRCCS in collaborazione con la Hebrew University di Gerusalemme.
La nuova macchina consente di vedere come i lipidi si formano (a partire dai cibi consumati), si immagazzinano nel corpo o vengono bruciati da esso per trarne energia. La metodica, basata su una sonda fluorescente che “illumina” le particelle di grasso (goccioline lipidiche) dentro le cellule potrebbe essere usata sia a scopo diagnostico sia per testare nuovi farmaci contro l’obesità.
Pubblicata sulla rivista “BBA Molecular and Cell Biology of Lipids”, la ricerca è stata condotta presso l’istituto di Fisica della Facoltà di Medicina e Chirurgia della Cattolica, dal professor Giuseppe Maulucci, dal …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | macchina, grassi, lipidi,

Nuove cure per il tumore del polmone


Risultati incoraggianti da alectinib e atezolizumab

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Ci sono nuovi promettenti risultati riguardanti molecole in sperimentazione per la cura del cancro del polmone.
I primi dati riguardano lo studio di fase III ALEX che mostra come alectinib (sviluppato da Roche), inibitore ALK di seconda generazione, abbia un’efficacia senza precedenti tra i farmaci della stessa classe, con 34,8 mesi di sopravvivenza libera da progressione (PFS), valore triplicato rispetto alla terapia standard di riferimento.
Il tumore del polmone, di cui la tipologia definita non a piccole cellule (NSCLC) rappresenta circa l’85% dei casi, resta ancora oggi uno dei tumori più difficili che gli oncologi si trovano ad affrontare, responsabile ogni anno di oltre 1.6 milioni di decessi nel mondo. Grazie agli straordinari progressi compiuti dalla ricerca, che hanno portato negli ultimi anni all’avvento delle terapie a bersaglio molecolare, è stato cambiato radicalmente …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | polmone, tumore, alectinib,

Diabete, a ognuno il suo ago

Aghi di qualità per un miglior controllo della malattia

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Si parla tanto e sempre di farmaci, trascurando e saltando a piè pari l’argomento ‘aghi per penna’, strumenti indispensabili per una corretta somministrazione dell’insulina e di altri farmaci anti-diabete iniettivi (agonisti del recettore del GLP-1).

Ma adesso un position paper della Società Italiana di Diabetologia prende le ‘misure’ agli aghi per penna, Cenerentola dei presidi per il diabete, e lancia un allarme.

Negli ultimi anni, sull’onda del mantra del risparmio a tutti i costi, nei capitolati d’appalto si è andato trascurando l’aspetto della qualità degli aghi per penna, mentre al contempo il mercato si apre sempre più ad aghi low-cost (ma spesso anche low-quality) provenienti dall’estero. Questo documento della SID mira dunque a fare chiarezza sulle caratteristiche tecniche che connotano gli aghi di qualità.