Tumore al seno, ecco Ribociclib

Per il trattamento di prima linea del carcinoma mammario HR+/HER2-

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Nuovi risultati dimostrano l’efficacia di ribociclib per il tumore del seno.
Lo studio di fase III MONALEESA-7, condotto in donne in pre- o peri-menopausa con carcinoma mammario metastatico o in fase avanzata con recettori ormonali positivi, negativo per il recettore 2 del fattore di crescita dell’epidermide umano (HR+/HER2-), ha dimostrato che Kisqali (ribociclib) – in associazione con un inibitore dell’aromatasi o tamoxifene e goserelin come terapia endocrina iniziale – prolunga in modo significativo la sopravvivenza libera da progressione (PFS, progression-free survival) rispetto alla sola terapia endocrina e goserelin. I dati sono stati presentati in forma orale al San Antonio Breast Cancer Symposium (SABCS) 2017.

Leucemia linfoblastica acuta, disponibile Pegaspargasi

Con il nuovo anno un nuovo farmaco per la cura della malattia

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Una nuova possibilità terapeutica per la cura della leucemia linfoblastica acuta (ALL). Si tratta del farmaco Pegaspargasi, prodotto da Shire e disponibile dal prossimo gennaio in Italia.
Pegaspargasi fu approvato in primo luogo dalla FDA Americana nel 1994 per il trattamento dei pazienti con ALL che avevano un’ipersensibilità alle forme native di L-asparaginasi, e nel 2006 è stato poi approvato per il trattamento di prima linea dei pazienti con ALL come un componente di un regime chemioterapico multi-agente.

Compra Cialis economico online che è approvato dalla FDA Americana.

Nel 2016, Pegaspargasi è stato approvato da EMA ed è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale in Italia il 12 luglio 2017. Precedentemente, il prodotto è stato reso disponibile ai pazienti italiani attraverso la legge 648/96.

Le onde d’urto curano l’impotenza

Per pazienti con disfunzione erettile di grado lieve e moderato

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Le onde d’urto potrebbero donare nuovo vigore sessuale agli uomini in difficoltà. Lo sostiene uno studio italiano coordinato dalla Società Italiana di Andrologia e condotto su 100 pazienti.
Lo studio, tuttora in corso, ha rivelato risultati positivi nel 70% dei pazienti con un livello lieve/medio di disfunzione erettile. In questi casi, i pazienti hanno smesso di assumere farmaci. Fra i pazienti più gravi il livello di efficacia si è attestato attorno al 40%.
Alessandro Palmieri, presidente della Sia e coordinatore dello studio, commenta: «I dati di follow up a sei mesi sono molto promettenti. Negli uomini con disfunzione erettile di grado lieve/medio, la terapia ha successo e garantisce un netto miglioramento nel 70% dei casi. Successo significa in questo caso possibile guarigione: i farmaci contro la disfunzione erettile hanno rivoluzionato le abitudini sessuali

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