Celiachia, grano antico o moderno?


Studio prende in esame le differenze

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È proprio vero che i grani antichi sono meno tossici dei moderni per i celiaci? E che hanno livelli più alti di carboidrati potenzialmente prebiotici (amido resistente e fibre)? L’incremento dei casi di celiachia può essere, quindi, una conseguenza del miglioramento genetico condotto nel secolo scorso?
Per dare risposte scientificamente valide a queste domande, un team di ricercatori del CREA Cerealicoltura e Colture industriali (sede di Foggia), delle Università di Modena e Reggio Emilia e di Parma ha confrontato 9 grani antichi, diffusi maggiormente nel Sud Italia e nelle Isole dagli inizi del 1900 fino al 1960 (e considerati ormai obsoleti), con 3 grani moderni, sia per quanto riguarda la celiachia sia per il contenuto di amido resistente. Lo studio è stato appena pubblicato sulla rivista Food Research International.
I campioni paragonati sono stati coltivati e raccolti presso il …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | celiachia, grano, intolleranza, glutine,

Supercolazione

La colazione è il pasto più importante della giornata, quante volte ce l’hanno ripetuto? Ma alla lunga fette biscottate e biscotti possono stancare… ecco un’idea alternativa che unisce i benefici di avena, kefir (un superfood ancora poco popolare) e lamponi per iniziare la giornata con la giusta energia, e sicuramente con un sorriso.

 

Muesli di avena: l’avena è un ottimo ricostituente, è ricca di proteine, lisina, fibre, minerali (fosforo, ferro, potassio, calcio) e vitamine del gruppo B. Grazie al potere diuretico, è un cereale indicato per eliminare la cellulite.

Kefir: è considerato un alimento amico dell’intestino, perché oltre a contenere fermenti lattici (che garantiscono il corretto funzionamento dell’intestino, e favoriscono l’assorbimento delle vitamine) il kefir è ricco di sali minerali (calcio, magnesio, fosforo, zinco) e amminoacidi, ad esempio il triptofano che produce effetti benefici sul sistema nervoso. Inoltre, è ricco di vitamine del gruppo B e vitamina K, potenti antiossidanti che regolano il sistema renale.

Lamponi: ricchi di antiossidanti che contrastano l’invecchiamento cellulare. Inoltre, hanno proprietà antinfiammatorie e diuretiche.

 

Cosa serveCosa serve (per 1 persona)

60 g di fiocchi d’avena

Kefir q.b.

5-6 lamponi

Miele

 

Come si preparaCome si prepara

Versare in una ciotola i fiocchi d’avena, aggiungere il kefir (quanto basta per ottenere un composto omogeneo e della consistenza preferita). Lasciare riposare in frigorifero per una decina di minuti, aggiungere i lamponi freschi e il miele.

 

A cura di Valeria Baruzzo

© Sani per Scelta

L’articolo Supercolazione proviene da Sani per Scelta.

Grasso in eccesso: come eliminarlo e aumentare la massa magra

Grasso in eccesso: come eliminarlo e aumentare la massa magra. Massa grassa e massa muscolare sono strettamente correlate tra loro. Nulla esiste nel nostro corpo per caso. Ma andiamo un po’ più nel dettaglio.

Esistono due tipologie di fibre muscolari: veloci e lente. Quelle lente controllano la resistenza e vengono utilizzate per attività come la corsa di lunga distanza o attività come la Zumba. Le fibre muscolari veloci sono utilizzate nei movimenti veloci come gli squat jump piuttosto che gli sprint. Richiedono di un maggior lasso di tempo per recuperare. A differenza della tipologia lenta, aumentano di dimensioni man mano che si rinforzano, quindi allenarle è cruciale per la definizione muscolare.

Per quanto riguarda il grasso corporeo la situazione è più complessa. Esiste il grasso bianco (viscerale e sottocutaneo) e quello bruno. Per capirci il grasso subcutaneo è il grasso che riesci a pizzicare intorno al girovita o l’interno coscia, e ha un suo ben preciso motivo di esistere: è la tua più grande riserva di energia, ti aiuta a regolare la temperatura corporea e proteggere gli organi interni. E’ difficile sbarazzarsene.

Il grasso viscerale si nasconde al di sotto di quello subcutaneo nella midsection. Il suo scopo è quello di proteggere gli organi come fegato e intestino. Ma troppo di questo grasso aumenta le infiammazioni e rischi collegati ad esse.

In fine il grasso bruno, quello di cui hai più bisogno: ti aiuta a bruciare calorie invece di conservarle. L’allenamento ti aiuta in questo senso permettendo al grasso bruno di produrre un ormone chiamato irisina, che lo attiva.

Il collegamento tra massa grassa e massa muscolare è come accade per le macchine, i muscoli necessitano di energia per muoversi. E il grasso è una delle migliori fonti in questo senso. Ci sono 9 calorie in 1 gr di grasso.

Tuttavia il corpo umano non risponde esattamente a criteri matematici, e decide autonomamente la fonte da cui ricavare energia: quando esegui allenamenti a bassa intensità il corpo fa rifornimento dalle riserve di grasso in eccesso. Quando invece aumenti l’intensità degli allenamenti e richiedi maggiori quantità di energia, il tuo corpo inizia a richiedere calorie dai carboidrati, che vengono trasformati in energia, appunto, più velocemente.

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Grasso in eccesso: come eliminarlo e aumentare la massa magra con l’allenamento

Hai mai sentito parlare della “fat burning zone”? Si verifica quando ti stai allenando al  50-65% della tua massima intensità, che si pensa sia esattamente quando il tuo corpo inizia a bruciare energia proveniente dai carboidrati. Aumentare l’intensità può quindi portare ad una maggiore perdita di grasso in eccesso. Bruciando più calorie durante l’allenamento, il corpo avrà la necessitò di  utilizzare le riserve di grasso per il recupero muscolare.

In ogni caso l’intensità  dell’allenamento è solo parte dell’equazione. Ci sono 6 strategie da mettere in pratica per aumentare la massa magra e sbarazzarsi del grasso in eccesso:

  • Allenati presto la mattina e subito dopo fai colazione
  • Dormi di più, terrai a bada il cortisone l’ormone dello stress.
  • Allenati per 1 ora tre volte a settima
  • Aumenta l’intensità del tuo allenamento gradualmente
  • Diminuisci l’intensità quando il tuo corpo lo richiede
  • Non saltare lo spuntino dopo l’allenamento

Insalata Cannellina

Ideale per un contorno leggero, o come pasto veloce, questa insalata di fagioli e feta contiene tutti i nutrienti per riprendere la carica e arrivare a fine giornata, se non felici, perlomeno non a stomaco vuoto.

 Fagioli: ricchi di potassio, ferro, fosforo, manganese, calcio, zinco e selenio.  Grazie anche all’abbondanza di fibre e al basso indice glicemico, sono ideali nelle diete contro sovrappeso, diabete e ipertrigliceridemia.

Cosa serveCosa serve (per 2 persone)

 

400 g di fagioli cannellini precedentemente cotti

2 pomodori

1 peperone verde

150 g di feta greca

Olive nere

Sale

Pepe

Olio extravergine di oliva

Come si preparaCome si prepara

 

Tagliare i pomodori e il peperone a fettine, e versarli in una terrina capiente. Aggiungere i fagioli, le olive nere, la feta sbriciolata. Condire con sale, pepe e olio extravergine di oliva.

Rischio di traumi cranici associato ai colpi di testa

Sempre più studi sottolineano il potenziale rischio

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Se proprio avete intenzione di diventare calciatori, prendete in seria considerazione il ruolo del portiere. Sempre più spesso, infatti, arrivano conferme all’ipotesi di possibili traumi cranici legati ai ripetuti colpi di testa che i giocatori fanno durante le partite e gli allenamenti.

Una recente ricerca ha utilizzato la risonanza magnetica funzionale per verificare le condizioni del cervello di 26 calciatori di 12 anni di età e quelli di altri 22 coetanei che non giocavano a pallone. Nei primi, i ricercatori hanno notato la presenza di alterazioni nel corpo calloso, banda di fibre nervose di fondamentale importanza che collega le due metà del cervello. Il ruolo principale del corpo calloso consiste nell’integrare le funzioni cognitive, motorie e sensoriali tra i due lati del cervello.

Scoperto l’interruttore che attiva la formazione dei muscoli

Possibili nuove terapie per la distrofia di Duchenne

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Durante lo sviluppo embrionale – o nel corso della vita adulta, ogni volta che occorre riparare un danno ai muscoli – le cellule staminali muscolari si moltiplicano, si fondono tra loro e differenziano per formare le fibre necessarie a rigenerare il tessuto.

Uno studio pubblicato oggi su Nature Communications riporta la scoperta del primo interruttore molecolare che regola questo processo, il cui malfunzionamento è coinvolto in molte malattie, tra cui la distrofia muscolare di Duchenne (DMD).

La ricerca è firmata dal gruppo di Davide Gabellini, dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano, e apre la strada alla messa a punto di nuove strategie terapeutiche che agiscano proprio su questo interruttore per facilitare il processo rigenerativo.

5 cose da fare in palestra e ottenere il massimo dal tuo abbonamento annuale

5 cose da fare in palestra e ottenere il massimo dal tuo abbonamento annuale. Quanti di voi hanno pagato l’abbonamento annuale in palestra e poi non ne hanno mai di fatto usufruito? Non vogliamo nomi e cognomi, però riusciamo a darvi ben 10 motivi per cui se sei tra queste persone potresti sfruttare al massimo i soldi spesi.

5 cose da fare in palestra e ottenere il massimo dal tuo abbonamento annuale

Potresti utilizzare pesi più pesanti. Rispetto all’allenamento a casa, dove di certo difficilmente potrai usufruire di una gamma completa di pesi, la palestra può senz’altro venirti incontro. Inoltre ti ricordiamo che utilizzare carichi pesanti ti permette di sfruttare le fibre veloci che sono fondamentali per muoversi velocemente, sollevare oggetti pesanti, rinforzare al colonna vertebrale e la sua stabilità. E se la tua paura è quella di diventare Hulk, chiaramente è del tutto infondata: le donne non avendo molta concentrazione di testosterone, difficilmente si trasformeranno nel gigante verde.

Potresti allenare meglio la parte superiore del corpo durante le sessioni di cardio. Se sei una fan di tapis roulant, bike o step, sappi che utilizzando questi attrezzi non stai bruciando tutte le calorie che potresti. Aggiungere dei movimenti che coinvolgono anche la parte superiore del corpo, ti permette di bruciare più calorie ed essere più allenata a 360°. L’ellittica senz’altro ti permette di raggiungere l’obiettivo. Oppure sfruttando l’allenamento ad intervalli, potresti alternare allenamento della parte superiore del corpo con quello della parte inferiore.

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Riusciresti ad avere un piano coerente, per raggiungere i tuoi obiettivi. A seconda di quali siano i motivi per cui ti iscrivi in palestra, sappi che c’è un percorso di fitness per ognuno di essi. E non sono intercambiabili.

Ti sentirai più motivata durante l’esecuzione del workout. Ti capita mai di passare due ore in palestra e alla fine dell’allenamento sentirti come se non avessi fatto nulla? In maniera tale da raggiungere i tuoi obiettivi dovresti provare ad aggiungere intensità al tuo allenamento. Questo ovviamente va fatto sotto gli occhi vigili di una persona esperta, che sappia guidarti attraverso le fasi del tuo programma di allenamento.

Potresti sicuramente avvantaggiarti della conoscenza del trainer di sala. Sono specializzati nel comprendere ciò di cui hai bisogno per raggiungere i tuoi obiettivi piuttosto che aiutarti nell’esecuzione dell’allenamento, o far si che tu non ti faccia male.

Bene la dieta senza glutine ma con molte fibre vegetali

In concomitanza con un consumo differente di fibre

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Mangiare alimenti senza glutine può far bene al nostro intestino, a patto che si mantenga allo stesso tempo il consumo di fibre, ricavandole però da alimenti diversi. Lo rivela uno studio dell’Università di Copenhagen pubblicato su Nature Communications.

I ricercatori hanno coinvolto due gruppi di persone non affette da celiachia. Al primo hanno chiesto di seguire una dieta a basso contenuto di glutine, al secondo un’altra ad alto contenuto di glutine.

Le diete sono state bilanciate dagli esperti con la stessa quantità di fibre, ma distribuite in composizioni differenti.

I dati emersi dimostrano che una dieta povera di glutine induce cambiamenti nella struttura e nella funzionalità dell’intestino, con una generale riduzione del peso corporeo grazie all’aumento della combustione calorica innescata dalle funzioni alterate dei batteri intestinali.

Tonificarsi in un mese: ecco perchè alcune persone ci riescono

Tonificarsi in un mese sembra quasi un miracolo. E per la maggior parte di è quasi impossibile raggiungere dei risultati soddisfacenti in termini di tonificazione in un mese. Quando vedi la tua amica con bicipiti più pronunciati, piuttosto che addominali a tartaruga o schiena definita, tendi ad identificarla come una persona tonica, semplicemente perchè ci sono muscoli che riesci ad individuare. Ma non c’è in realtà una vera definizione di “tonico”.

Inoltre il fatto di avere muscoli così evidenti non vuol dire che la persona in questione sia anche più forte: avere poca massa grassa e quindi muscoli più evidenti non sempre combacia con il fatto di avere più forza. Lo stesso principio si può applicare alla perdita di peso.

Se tonificarsi in un mese è il tuo obiettivo , quello che devi sapere è che dipende da una serie di fattori tra cui:

  • genetica
  • stile di vita
  • allenamento

Ed è molto più complesso di quello che credi.

La genetica è un fattore fondamentale il tutto il discorso: quanto più lunghi sono i tuoi muscoli e corti i tendini tanto più avrai possibilità di sviluppare un corpo tonico. E questo ha poco a che fare con l’altezza. Inoltre siamo tutti nati con un maggior numero fibre muscolari lente piuttosto che veloci. Quando alleniamo la forza, le fibre muscolari veloci sono le più reattive e crescono più facilmente. Le persone “baciate dalla fortuna” di avere una percentuale media più alta di fibre veloci, rispondono in maniera più efficace all’allenamento della forza. Leggi anche Tempi di allenamento e muscoli definiti: dopo quanto i primi risultati?

In fine, c’è il discorso relativo alla massa grassa: ovviamente la percentuale di massa grassa presente nel tuo corpo incide sulla possibilità di vedere o meno i muscoli, e quindi sembrare più tonica.

Ma c’è sempre un lato positivo. Se è vero che la genetica non si modifica, puoi elaborare un piano di allenamento che fa per te: ad esempio se le tue fibre muscolari sono di tipo lento, vorrà dire che risponderanno meglio ad allenamenti composti di alte ripetizioni. Il che non vuol dire necessariamente lavoro extra, vista la tipologia di fibre muscolari, quelle 6-7 ripetizioni in più potresti non sentirle affatto. Leggi anche 100 Challenge circuito bodyweight brucia calorie

Se invece è la percentuale di massa grassa, quella che t’impedisce di svelare la tua massa muscolare, allora al lavoro di forza dovresti aggiungere quello cardio e aerobico, permettendoti di aumentare la velocità del tuo metabolismo quando sei a riposo. In questo senso l’allenamento ad intervalli ti viene senz’altro in aiuto.

Infine c’è la dieta: il modo in cui ricarichi il tuo corpo di energie conta, e non poco. Partendo dall’idratazione per finire ai macronutrienti, è importante comprendere che non ci sono alimenti da eliminare, ma solo quantità da adattare. Leggi anche Il trucco numero uno per tenere il metabolismo attivo dopo l’allenamento

Per tanto, se hai una quantità moderata di massa grassa e masa muscolare, tonificarsi in un mese quindi 4 settimane è un’operazione tutto sommato fattibile.

Farro d’autunno

Quando l’autunno tinge le strade di rosso, verde e arancione, viene voglia di trovare questi bellissimi colori anche nel piatto. Per questo, il farro d’autunno con zucca e spinaci, oltre a riscaldare l’animo quando le giornate iniziano ad essere più fredde, è il piatto perfetto per apprezzare al meglio questa stagione.

Farro: contiene fibre, magnesio, potassio, vitamine del gruppo B. Nonostante la presenza di amidi, ha meno carboidrati della pasta.

Zucca: povera di calorie e grassi, contiene molti sali minerali (fosforo, ferro, magnesio, potassio) e vitamine del gruppo B e C.

Spinaci: fonte preziosa di ferro e vitamine (vitamina A, vitamina C, vitamina K, vitamina E). Grazie alla presenza di questi nutrienti, sembra che gli spinaci siano utili per proteggere la salute degli occhi.

Cosa serveCosa serve (per 2 persone)

 

160 g di farro

250 g di zucca

½ cipolla

50 g di spinaci

50 g di formaggio primo sale

Brodo vegetale

Olio extravergine di oliva

Come si preparaCome si prepara

 

Preparare un soffritto leggero con la cipolla, versare il farro e lasciarlo dorare per qualche minuto. Aggiungere parte del brodo e la zucca tagliata a pezzetti. Cuocere per 20-30 minuti, aggiungendo il brodo necessario poco alla volta. Guarnire con gli spinaci freschi, il formaggio tagliato a cubetti e un filo d’olio.