9 alimenti pro-infiammatori da evitare o consumare con moderazione

E’ ormai risaputo che l’infiammazione è alla base della maggior parte delle malattie legate all’invecchiamento cellulare. Il diabete, l’obesità le malattie cardiache e nei casi più gravi, il cancro, sono tutte in qualche modo legate all’infiammazione e la prevenzione parte proprio dalla corretta alimentazione. Alcuni cibi sono considerati pro-infiammatori ed, in particolari condizioni non andrebbero assunti per cui vediamo quali sono alcuni di questi alimenti.

alternative naturali allo zucchero

1. Zucchero. Lo zucchero bianco raffinato, è sempre al primo posto. Già sappiamo che è dannoso per i denti e per il girovita, ma cosa più importante, lo zucchero innesca il rilascio di citochine pro-infiammatorie principalmente l’interleuchina 1 e il TNFalfa, inoltre al consumo di zucchero è associato anche un aumento dello stress ossidativo, responsabile dell’invecchiamento cellulare. Gli effetti riscontrati però sono sempre e cmq legati ad un eccessivo consumo di zuccheri raffinati prolungato nel tempo, perciò una tantum è concesso, ma se proprio abbiamo voglia di dolce, cerchiamo di utilizzare zucchero di canna integrale non raffinato o zucchero di cocco.

2. Dolcificanti artificiali Se lo zucchero è al primo posto, i dolcificanti artificiali lo seguono a ruota. Diete che prevedono consumi massivi di dolcificanti artificiali possono provocare fenomeni di intolleranza al glucosio, cosi come possono alla lunga esporre al rischio di malattie metaboliche sfociando nel diabete. Alcuni batteri dell’ intestino reagiscono ai dolcificanti artificiali mediante la secrezione di sostanze chimiche che provocano una risposta infiammatoria, rendendo più difficile per il corpo gestire lo zucchero. Inoltre, un nuovo studio riporta che questi dolcificanti possono aumentare il rischio di obesità, pressione alta e malattie cardiache. In un articolo pubblicato nel novembre 2013 sul Journal of Biological Chemistry, i ricercatori hanno documentato che i dolcificanti artificiali possono stimolare l’accumulo di grasso (per il loro gusto dolce, agendo sui recettori del gusto), ma che in aggiunta bloccano la lipolisi, cioè lo scioglimento del tessuto adiposo, in modo del tutto indipendente dalla stimolazione dolce.

3. Glutine Il glutine è una proteina contenuta in cereali come grano, orzo e farro che può essere causa di intolleranze alimentari e di patologie come la Celiachia. Il contatto con il Glutine, nelle persone soggette a Celiachia, porta il sistema immunitario ad attaccare la proteina e la parete intestinale, causando carenze nutrizionali, problemi di digestione, anemia, affaticamento, accresciuta difficoltà a contrastare le malattie, maggiore esposizione al rischio di contrarre malattie gravi. Esiste anche una una sensibilità al glutine che non è da confondere con l’intolleranza, in quanto in questo caso non c’è attacco alle pareti intestinali, non essendo una malattia autoimmune, però, molti dei sintomi sono simili a quelli della Celiachia: gonfiore, mal di stomaco, affaticamento, diarrea, dolore alle ossa e alle giunture. Ulteriori ricerche provano che, anche chi non ha la Celiachia o tipi di intolleranza, può avere reazioni negative al Glutine. In una ricerca del 2011 (Gluten-induced mucosal changes in subjects without overt small-bowel disease) condotta su 34 persone col disturbo dell’intestino irritabile divise in due gruppi, che dovevano seguire due tipi di dieta una con Glutine, l’altra senza, si è riscontato che il gruppo che seguiva la dieta con Glutine presentava un aumento del dolore intestinale, diarrea, gonfiore e un maggiore senso di affaticamento, rispetto al gruppo che seguiva un’alimentazione senza Glutine. Ciò accade perché il Glutine danneggia la barriera difensiva dell’intestino provocando infiammazione anche in soggetti non affetti da Celiachia o sensibilità al glutine. Sulla base di queste ricerche possiamo affermare che chi non è intollerante al glutine può assumere prodotti contenenti glutine ma limitandone l’utilizzo poiché a lungo andare possono essere estremamente dannosi per il nostro intestino.

4. Oli di semi. Gli oli di semi come quello di mais o di girasole o anche l’olio di colza, ampiamente utilizzati nei prodotti confezionati sono oli estremamente ricchi in Acido linoleico, un omega 6 che se assunto in maniera eccessiva crea nel nostro organismo uno squilibrio con gli omega 3 diminuendone la concentrazione. Non creiamo però fraintendimenti, gli acidi grassi omega 6 di norma proteggono l’organismo dell’attacco di batteri dannosi provocando una cosiddetta infiammazione “controllata” ed abbassano la colesterolemia, ma questi effetti benefici si riscontrano solo se il rapporto omega 3/ omega 6 è bilanciato e se questi oli sono consumati a crudo ed ottenuti da spremiture a freddo, quindi non quelli contenuti nei prodotti confezionati. Infatti un eccesso di omega 6 può, a lungo andare, aumentare i processi infiammatori e ciò accade perché i derivati dell’acido linoleico e dell’acido arachidonico sono eicosanoidi che amplificano i segnali infiammatori soprattutto nei soggetti che già presentano patologie infiammatorie. Per ristabilire il rapporto ottimale bisognerebbe solo aumentare il consumo di pesce, olio d’oliva, frutta oleosa come noci e mandorle e ridurre quello di olio di semi soprattutto da prodotti confezionati ed estremamente lavorati.

5. Latticini. La maggior parte dei soggetti non sa di non tollerare bene i prodotti lattiero-caseari finché non li eliminano dalla loro dieta e con essi scompaiono anche i sintomi come mal di testa, gonfiori e diarrea. Ciò non è dovuto però all’incapacità di digerire il lattosio, o almeno non solo. Nel latte è contenuta una proteina, la caseina, una sostanza “collosa” non facile da digerire. In alcuni soggetti può provocare un’aumento della permeabilità intestinale e quindi il passaggio di sostanze che possono risultare tossiche per l’intestino con conseguente infiammazione della mucosa.

6. Alimenti imballati in lattine o confezioni in BPA. Bisfenolo A, o BPA, è un composto chimico usato nella produzione di policarbonato, una plastica rigida usata da anni per la realizzazione di biberon, stoviglie per microonde, e recipienti vari per uso alimentare di cui si conosce ampiamente la capacità di “migrare” nei cibi e nelle bevande che contengono. Inoltre è stata dimostrata la tossicità anche a minime dosi con problemi che comprendono anche difetti alla nascita in quanto il BPA si accumula nel tessuto adiposo e nel latte materno per la sua elevata lipofilicità. Inoltre, la ricerca ora collega il BPA ad una maggiore infiammazione nelle donne post-menopausa. Fortunatamente, sempre più produttori stanno producendo imballaggi senza BPA perciò bisognerebbe leggere con attenzione le etichette e cercare di comprare prodotti senza BPA.

7. Condimenti commerciali (con eccezioni). I condimenti pronti che si trovano in commercio come il ketchup e condimenti di insalata sono ad alto contenuto di sciroppo di mais, fruttosio, emulsionanti nocivi, olii di semi e altro cibo non-cibo. Per cui, per tutti motivi sopra elencati sarebbero da evitare, piuttosto prepariamoli in casa con cibi freschi e grassi “buoni”.

8. Soia. Chiariamo: di per se la soia non fa male, anzi è un valido alleato soprattutto per vegani e vegetariani per l’elevato contenuto proteico. Tuttavia, le trasformazioni che subisce per la produzione di alimenti come gli hamburger di soia può portare alla formazione di composti tossici che possono danneggiare le cellule, portando ad infiammazione. Mentre alcuni cibi a base di soia, come il tofu, il tempeh, il miso, il latte di soia e lo yogurt sono poco trattati, le proteine pure della soia — quelle che si possono trovare nelle salsicce vegetariane, nel formaggio vegano e nella “carne” vegetariana — normalmente vengono estratte lavando la farina di soia nell’acido in cisterne di alluminio. Ciò aumenta la possibilità che l’alluminio, che è nocivo per il cervello e il sistema nervoso, possa filtrare nel prodotto. Come sempre quindi, evitiamo prodotti estremamente lavorati.

9. Carni rosse Le carni rosse non fanno male, se assunte con criterio e senza esagerare. Le proteine di origine animale così come quelle di origine vegetale, sono costituite da amminoacidi, il “problema” delle proteine animali risiede nel modo con cui interagiscono col nostro organismo, ed in particolare dalle carni rosse: manzo, maiale, agnello e capretto. Il colore rosso è dato dalla presenza nei tessuti di due proteine, strettamente imparentate fra loro: l’emoglobina e la mioglobina. Entrambe contengono una molecola, detta gruppo eme, con al centro un atomo di ferro. Il gruppo eme è la “trappola molecolare” per catturare le molecole di ossigeno, essenziali per la produzione di energia. Diversi studi indicano che il gruppo eme stimola, a livello dell’intestino, la produzione di alcune sostanze cancerogene e induce infiammazione delle pareti intestinali. Un’infiammazione prolungata nel tempo dovuta a massiccia ingestione di carne rossa aumenta le probabilità di sviluppare tumori al colon-retto. Non solo: le carni rosse possono essere lavorate mediante essicazione, salatura o affumicatura, e conservate con additivi come nitrati, nitriti e idrocarburi policiclici aromatici. Quindi carne rossa si, ma in quantità limitate.

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Cosa fare prima e durante un viaggio in aereo

Ecco 12 cose da fare prima e durante un viaggio in aereo per preparasi prima di partire permette di ridurre i disagi che derivano dal lungo viaggio (ridotta capacità di concentrazione, irritabilità, stanchezza e disturbi della digestione, pelle secca), oltre a farsi trovare in forma e bellezza all’atterraggio.

1.Preparati al fuso prima di partire:

per adattarti al nuovo fuso orario più velocemente, 2 giorni prima della partenza è utile abituarsi ai ritmi del paese di destinazione: se viaggi verso oriente coricati prima per svegliarti più presto del solito; se viaggi verso Usa e Sud America vai a letto e svegliati più tardi.


2.Arrivi di notte?

Anche la luce artificiale in aereo interferisce con la produzione di melatonina, l’ormone che regola i ritmi sonno-veglia. Anche in aereo, quindi, indossa occhiali scuri oppure la mascherina. Per lo stesso motivo, 2-3 ore prima di dormire, evita le luci artificiali, I-Pad incluso.


3.Arrivi di giorno?

Per sincronizzare in fretta i ritmi dell’organismo stimolando una maggior produzione di serotonina e altri neurotrasmettitori secreti con la luce naturale, è utile uscire a fare una passeggiata di 10 minuti senza occhiali da sole per permettere il passaggio degli Uv attraverso l’apparato visivo.


4.Mangiare in volo.

Prima di imbarcarsi e in aeroporto, evitare cibi grassi e pasti abbondanti come patatine, biscotti, panini farciti o piatti elaborati. Prima di partire meglio fare una colazione a base di frutta come banana o avocado, frutti rossi e spremuta oppure cereali come l’avena e il muesli; per pranzo e cena sono consigliati i piatti vegetariani, anche in volo. Evita di bere caffè e tè due ore prima dell’atterraggio se l’arrivo è previsto di notte; bevi molta acqua e, se possibile, durante il volo, mangia frutta e le proteine del pesce.


5.Fai il carico di succhi antiage.

Per evitare problemi gastrici e non accentuare eventuali gonfiori, evita le bevande gassate e gli alcolici che disidratano. Oltre all’acqua, sarebbero raccomandate spremute e centrifugati che però sono difficilmente reperibili su molti voli. In alternativa per evitare eventuali gonfiori, chiedi succo di ananas non zuccherato e succo di pere, mixali insieme e avrai un concentrato di salute. Per un tocco davvero antiage, aggiungi il succo di mirtillo.


6.Sitting Gym.

Qualunque sia il volo e la classe in cui viaggi, la miglior difesa contro il gonfiore è alzarsi e camminare di tanto in tanto. Anche da seduti, però, è possibile eseguire esercizi di ginnastica discreti e senza disturbare i compagni di viaggio, per esempio, facendo 5-10 ripetizioni dei seguenti esercizi ogni mezz’ora: stringere i glutei per 10 secondi e rilasciarli; contrarre i muscoli delle cosce per 10 secondi e poi rilassarli; impugnare il bracciolo con una mano e contrarre la muscolatura del braccio, tirando e spingendo; far roteare le punte dei piedi 10 volte a destra e 10 a sinistra mantenendo le gambe tese.


7.Beauty skin.

L’aria pressurizzata è nemica della pelle. Il principale segno è la disidratazione con la conseguenza che il viso appare stanco e la pelle grigia. Prima del volo, quindi, è utile un trattamento a base di collagene nella forma di maschera (si acquistano in farmacia) mentre, per trattamenti d’urto, una settimana prima di partire intensificare i trattamenti idratanti come la biorivitalizzazione e i trattamenti all’ossigeno attivo iperidratanti.


8.A me gli occhi.

I frequent flyer lo sanno: la stanchezza da viaggio si legge in faccia. Occhiaie, palpebre gonfie, secchezza degli occhi e borse compromettono lo sguardo e la freschezza del viso. Per renderlo seducente prova gli esercizi yoga per gli occhi, magari utilizzando gli occhiali da sole:
1) spalanca gli occhi e inspira,
2) espira per 6 secondi, poi chiudi gli occhi con forza fino ad increspare le palpebre e, contemporaneamente, trattieni la pelle con gli indici per contrastare la chiusura degli occhi. Provare per credere.


9.Trucco on air.

Rinunciare ad essere belle in volo è la prima cosa da evitare: per contrastare stanchezza e grigiore della pelle, stendi un velo di fondotinta fluido minerale miscelandolo direttamente con un pizzico di crema idratante, applica uno strato importante di mascara bordeaux se hai gli occhi azzurri, viola per gli occhi verdi e marrone, nero per occhi grigi o molto scuri. Un tocco di fard aranciato in crema sugli zigomi, gloss per le labbra e sarai impeccabile e raffinata fino al tuo arrivo. Il segreto delle make-up artists delle dive è nella matita: “utilizza una matita gialla nel bordo interno ed esterno dell’occhio per un effetto freschezza garantito”.


10.Mani bellissime.

Quando si parte per un viaggio di lavoro o una vacanza, una delle preoccupazioni riguarda le mani, e in particolare la durata dello smalto. “Per una manicure a lunga tenuta, è bene partire preparata – dice Deborah, look maker di Milano. – Puoi scegliere uno smalto semipermanente, molto in voga, che rimarrà fedele per 20 giorni senza danneggiare l’unghia, oppure una manicure totalmente naturale con unghia corta e smalto trasparente”. E visto che le mani sono un biglietto da visita importante come il sorriso, ecco la manicure adatta alla forma della mano: “unghia quadrata per mani affusolate, unghia arrotondata per le mani nodose, unghia di lunghezza rigorosamente media per le dita tozze scegliendo, in questo caso, la classica french manicure ma con la lunetta nera per chi vuole fare la differenza”. Anche la scelta del colore è importante: rosso ferrari per chi cerca l’effetto glamour e raffinato in tutte le occasioni, il grigio antracite lucido ma non iridescente per le più sofisticate, il verde smeraldo per chi vuole osare. E per finire, anche l’idratazione della pelle e delle cuticole è fondamentale durante il volo: “applica poco burro di karitè sulle unghie e tanta crema, anche per gli uomini”.


11.Bon ton.

Nel rispetto della serenità anche dei compagni di viaggio, evita di spalancare improvvisamente l’oblò, evita di commentare a voce alta i film e di toglierti le scarpe. Il maquillage riservalo allo specchio della toilette mentre in poltrona è concesso solo il ritocco del rossetto.


12. Infine, buon viaggio in aereo!

Autunno, le 7 regole per stare bene

Come ridurre il rischio di influenza, tosse e raffreddore

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L’estate è solo un ricordo e anche l’assenza di tosse e starnuti. Per questo, Susan Biali Haas, medico canadese, ha illustrato alla rivista Psychology Today le regole da adottare per ridurre al minimo il rischio di incappare in fastidiose influenze di stagione.

Dormire 7 ore a notte
Riposare bene è senz’altro la base per stare in salute. La carenza di sonno, infatti, ha tra i vari effetti nocivi anche l’abbassamento delle difese immunitarie. In un momento dell’anno in cui il freddo aumenta e il tempo trascorso al chiuso prende il sopravvento su quello passato all’aria aperta, è fondamentale essere al massimo delle proprie forze.

Non saltare la colazione
La regola dei 3 pasti completi è un altro fondamento del nostro benessere. Aiuta a mantenere in equilibrio il metabolismo degli zuccheri e riduce lo stress.

Elisir naturale di bellezza e non solo: i benefici dei polifenoli

Il mondo vegetale fornisce un’enorme quantità di nutrienti denominate sostanze fitochimiche e molti di questi composti hanno un’attività biologica tale da poterla quasi definire farmacologica. Tra i composti più importanti e conosciuti troviamo i POLIFENOLI , sostanze particolarmente conosciute per l’effetto benefico sulla salute e che spesso influenzano le qualità organolettiche dell’alimento stesso poiché agiscono anche come coloranti, attribuiscono particolari aromi o, funzione maggiormente conosciuta, agiscono come antiossidanti.

BENEFICI DEI POLIFENOLI

Azione antiossidante. Contrastano l’azione dei radicali liberi, che sono risultanti del naturale processo del metabolismo cellulare e che portano all’ossidazione e alla prematura morte cellulare. Queste sostanze proteggono le cellule dai danni determinati dai radicali liberi, riuscendo quindi a ridurre gli effetti dell’invecchiamento cellulare.

Azione antinfiammatoria. I polifenoli nelle piante hanno una funzione protettiva dagli agenti esterni, ciò accade anche nel corpo umano per la loro azione antinfiammatoria ed antivirale. La loro azione antinfiammatoria è assicurata dal fatto che riescono ad inibire l’intervento dell’acido arachidonico. Inoltre hanno un’azione antibatterica e antivirale non indifferente.

Azione Antitumorale. La ricerca scientifica ha dimostrato che i polifenoli riescono ad intervenire nelle prime fasi dello sviluppo del cancro, proteggendo le cellule dall’attacco diretto degli elementi cancerogeni. Per questo la loro funzione è importante nella prevenzione di alcuni tumori, come quello al polmone, allo stomaco, all’esofago, al pancreas, al fegato e alla pelle.

Azione protettiva dall’arteriosclerosi e delle malattie ad essa correlate come la trombosi, l’ictus e le malattie cardiovascolari. Regolano assorbimento e immagazzinamento del colesterolo nel sangue, e quindi permettono di agire sulla salute del sistema cardiovascolare. I polifenoli contrastano l’ossidazione dei lipidi, e in particolar modo delle lipoproteine a bassa densità (LDL), che causano arteriosclerosi.

I Polifenoli si dividono per struttura chimica in Flavonoidi (Flavonoli, Flavanoli, Antocianine e Flavanoni ed isoflavoni), Fenoli, stilbeni (Resveratrolo) e lignani e tra quelli di maggior interesse alimentare troviamo:

La QUERCETINA, un flavonoide (Flavonolo) presente nelle mele, nei frutti di bosco, nei fichi, nell’uva rossa, nelle cipolle, nei broccoli, nelle verdure a foglia verde (spinaci e insalate), e nel te verde e nero. Agisce anche come antiipertensivo inducendo vasodilatazione. E’ utile per rafforzare i capillari e possono contribuire a prevenire l’influenza. I bioflavonoidi come la quercetina, si sono rivelati efficaci nel trattamento della fragilità capillare, e si è riscontrato che riducono al minimo le contusioni che si verificano negli sport da contatto, nelle persone predisposte agli ematomi ed in quelle ipertese.

Gli ISOFLAVONI hanno una struttura simile a quella degli estrogeni: questo gli conferiscono proprietà pseudo-ormonali ed i benefici si possono riscontrare in alcune condizioni quali patologie cardiovascolari, ipercolesterolemia, sindrome premestruale, menopausa ed osteoporosi. Si ritrovano principalmente nella soia ed in tutti i suoi prodotti.

Le CATECHINE (Flavanolo) di cui l’epigallocatechina 3 gallato (EGCG) è il più comune, agiscono anche nella diminuzione dei livelli ematici di glucosio. Tè bianco, tè verde, tè oloong e tè nero sono tra le fonti di EGCG più ricche al mondo e la concentrazione cambia sulla base della fermentazione delle foglie essiccate da cui si ottiene il tè. Troviamo anche un buon contenuto di EGCG nella farina di carruba, ricavata dal frutto della pianta Ceratonia, viene utilizzata principalmente in sostituzione della polvere di cacao per la produzione di cioccolato e altri prodotti senza caffeina. Altri alimenti in cui è presente sono le more, le prugne, l’uva e le mele.

Le ANTOCIANINE sono un gruppo di flavonoidi che conferiscono il tipico colore rosso/viola. Sono note anche con ANTOCIANI del vino rosso, ma sono presenti anche nei frutti di bosco e nelle bacche, nell’uva, nelle fragole, nelle bacche, e nelle mele. La cannella ed il cacao sono tra gli alimenti a piu’ alto contenuto di antocianidine.

Il RESVERATROLO (Stilbene) è contenuto nel vino rosso, nel cacao ed in piccola parte anche nelle arachidi, può avere anche effetto neuroprotettivo. Protegge il sistema cardiovascolare e agisce contro i radicali liberi. Ma la quantità presente negli alimenti (in particolare nel vino rosso) è estremamente bassa per cui non può essere considerato come un vero e proprio antiossidante nelle normali assunzioni alimentari.

In generale i polifenoli sono presenti principalmente in polpa e foglie e buccia della frutta e della verdura, perciò, quando è possibile, sarebbe preferibile acquistare prodotti non trattati e consumare anche la buccia della frutta, lavandola ovviamente. Inoltre per rendere biodisponibili i polifenoli della verdura è necessario non cuocerla troppo, si nota infatti uno scolorimento della verdura troppo cotta, mentre basta una breve cottura al vapore o in acqua bollente. Il tè, di qualunque qualità, deve rimanere in infusione per almeno 7 minuti per liberare i tannini. E’ inoltre importantissimo considerare la stagionalità di frutta e verdura per evitare quindi prodotti trattati e per far si che il clima ed il ph del terreno siano ottimali per la crescita.

14 stati emotivi del tenere traccia delle calorie

Come tutti gli esperti e i nutrizionisti sostengono, per perdere peso è necessario tenere traccia delle calorie. E’ interessante quindi notare l’evoluzione degli stati emotivi che si manifestano durante l’utilizzo di app che ti permettono di tenere traccia di cosa mangi durante la giornata.

E se ancora non sei nel club delle food app, ecco cosa ti aspetta.

14 stati emotivi del tenere traccia delle calorie

Appena effettui la registrazione ti senti super eccitata. La tua vita sta per cambiare! Perderai peso, il tubino nero ti entrerà di nuovo, la tua pelle diventerà fantastica e così via

Diligentemente inserisci tutte le calorie ingerite il giorno prima e Omiodio!!!! Quante calorie ha il succo di frutta bio che hai comprato ieri?  Il tutto mentre cerchi di non pensare a quel giorno in cui hai fatto due volte colazione.

Improvvisamente ti sale la dipendenza da app: aggiungi le calorie del morso di panino che hai preso dalla tua amica, crei nuove voci per tutti gli alimenti che non sono presenti nell’app…

Qualcosa però non va. Perché ci sono così tante voci per l’alimento “mela”? E apparentemente la spunta blu della verifica, non vuol dire niente.

Inizi quindi a mettere in dubbio le formule utilizzare per calcolare le calorie. Cioè 1200 calorie? Di solito le mangi entro le 15:00.

Ti convinci quindi che stai per morire. Non hai mai nemmeno una volta raggiunto il fabbisogno giornaliero di ferro o calcio? E’ probabilmente una cosa negativa, giusto?

L’app va giù per qualche secondo dopo pranzo e ricarichi la pagina ossessivamente per vedere se si è ripresa. Per un minuto hai pensato che il cuore ti uscisse fuori dal petto dallo spavento.

Ignoriil conteggio di calorie durante il weekend. I cheat days, hai sentito dire, sono da farsi assolutamente.

Controllo delle porzioni? Ma di che stiamo parlando? Anzi ad essere un po’ più generosa in termini di dimensioni quando si tratta di quel bicchiere in più di vino e il cucchiaino di burro di arachidi improvvisamente si duplica. Da solo.

Inizi a dare i primi segni di cedimento. Inserisci solo gli alimenti che riportano il contenuto calorico più basso. Non aggiungi il bicchiere di vino (probabilmente l’hai eliminato già tutto). All’improvviso ti dimentichi di caricare sull’app qualsiasi alimento ingerito dopo pranzo.

Ti penti amaramente della giornata appena trascorsa. Ovvero: non era meglio quando riuscivi a guardare una mela in termini di semplice alimento, invece di calcolarne automaticamente calorie e macro?

Ti ritrovi così ad aver rimesso su peso e ritorni sui tuoi passi. Per un giorno. Quando hai iniziato era più divertente.

Dopo alcune ricerche sul TDEE (totale dispendio di energia giornaliero) modifichi manualmente il tuo fabbisogno calorico. Vedi la luce alla fine del tunnel.

Trovi finalmente il tuo equilibrio. Riprendi a inserire tutto pasti, snack, acqua. I dessert, beh quelli dipende

 

9 cibi che mettono il turbo nel motore del metabolismo

Stimolando il metabolismo, diventa più facile tenere sotto controllo il peso. Il metabolismo di ogni individuo è infatti parzialmente regolato dalla genetica (ed è il motivo per cui alcuni ingrassano solo guardando gli altri mangiare!), ma in parte può essere aiutato e stimolato assumendo particolari alimenti.

Non perdere i 9 cibi che ricaricano il metabolismo.

Albume d’uovo: è ricco di proteine che danno carica al metabolismo. Oltre alle proteine che aiutano a costruire la massa magra, l’albume contiene vitamina D fondamentale alla salute delle ossa. Le proteine sono necessarie per godere di una buona salute, essere più magri e avere energia. Questo non significa seguire una dieta iperproteica, ma bilanciare la propria alimentazione. Inoltre, gli albumi hanno pochissime calorie e sono privi di grassi. Prova le uova strapazzate usando 3 albumi e un tuorlo, aggiungi poco sale, un po’ di latte (puoi anche evitarlo) e cuocile in padella o al microonde. Sono perfette per una colazione all’inglese ma altrettanto buone per un pasto proteico a cui aggiungere una generosa quantità di verdura cotta o cruda.

Carne magra: è ricca di ferro e un apporto non sufficiente di questo minerale può rallentare il metabolismo. Assumi da 3 a 4 porzioni quotidiane di alimenti ricchi di ferro come la carne di pollo o i cereali ma anche il cioccolato fondente amaro e il cacao amaro, vongole, lenticchie, ceci e frutta secca come mandorle, arachidi e nocciole

Acqua: se sei anche leggermente disidratato, il tuo metabolismo rallenta. Un suggerimento: se riesci, bevi acqua fredda perché dà una sferzata al tuo metabolismo. Infatti il corpo userà più energia e spenderà quindi più calorie per riscaldarla.

Peperoncino: contiene la capsaicina, una sostanza che davvero dà una spinta in più al metabolismo. Gli esperti suggeriscono di aggiungere un cucchiaino di peperoncino fresco tritato ai tuoi pasti almeno una volta al giorno. Inoltre, il peperoncino è anche una importante fonte di vitamina C

 

Caffè: un studio pubblicato su Physiology & Behavior ha mostrato che il metabolismo medio di chi beve caffè è 16 volte più alto di chi beve caffè decaffeinato. I non amanti del caffè o chi non riesce a tolleralo sappiano che la caffeina si trova anche nel cioccolato, nel guaranà, nel tè. Diversi studi hanno confermato che 500 mg di caffeina (l’equivalente di 5 o 6 caffè) aumentano il metabolismo basale del 10-15%. Tradotto in termini più semplici ed immediati un simile livello di assunzione permette di consumare 100-500 calorie in più al giorno (in relazione alla taglia corporea e soprattutto alla massa muscolare del soggetto). Una tale quantità di caffeina, però, è la soglia oltre la quale si inizia a parlare di intossicazione: i sintomi sono tachicardia, insonnia, ansia, eccitazione e nervosismo

Green Tea: il tè verde in particolare contiene sostanze (EGCG ovvero Epigallatocatechine) che hanno dimostrato proprietà di fat-burning (brucia grassi). Bere 4 tazze di tè verde al giorno aiuta a ridurre il grasso corporeo già in 8 settimane, secondo l’American Journal of Clinical Nutrition. Sia caldo che freddo, il tè verde mantiene le sue proprietà; per questo motivo non deve mancare neanche in estate.

Latte: Studi condotti dal Nutrition Institute dell’Università del Tennessee hanno dimostrato che il consumo di calcio aiuta l’organismo a metabolizzare i grassi più efficacemente. Grana e parmigiano ma anche rosmarino e salvia contengono importanti quantità di calcio (circa la metà del formaggio grana).

Cereali integrali: aiutano a bruciare molti grassi perché l’organismo deve fare del lavoro extra per metabolizzarli rispetto al pane bianco o alla pasta non integrale. I cibi integrali sono ricchi in fibre e sono di sicuro quelli su cui puntare per dare una carica al metabolismo: riso e pasta integrale, avena, farro, quinoa e riso basmati non possono mancare sulla tavola.

Lenticchie: circa il 20% delle donne ha una carenza di ferro che, spesso, è responsabile del sovrappeso. Infatti, l’organismo non lavora in modo efficace se gli manca ciò di cui ha bisogno. Una tazza di lenticchie contiene il 35% del fabbisogno giornaliero di ferro.

7 consigli per perdere peso facendo spuntini regolari durante la giornata

Per perdere peso, bisogna fare un taglio calorico sui pasti principali, e questo è un dato di fatto. Ma ciò non implica tagliare gli spuntini, infatti facendo spuntini sani è possibile perdere peso in modo meno traumatico. Il ragionamento che sta dietro è abbastanza semplice: quando hai fame, hai più probabilità di mangiare troppo. Ed aspettare troppo a lungo tra i pasti, porta il cervello a richiedere cibo, che sarà quasi sicuramente cibo spazzatura.

È molto difficile per la maggior parte delle persone resistere alla tentazione quando sono molto affamate

Naturalmente, è diverso scegliere uno snack ricco di zuccheri, che farà tornare la fame dopo mezz’ora, piuttosto che uno snack sano e salutare, quindi vediamo qualche piccolo consiglio.

7 consigli per perdere peso facendo spuntini regolari durante la giornata

Scegli le opzioni ad alto contenuto proteico. La proteina richiede più digestione rispetto ai soli carboidrati, per cui ti sentirai più soddisfatto, Uno spuntino ad alto contenuto proteico, come una manciata di noci o uova sode, contribuisce anche a mantenere stabile la glicemia, il che rende improbabile che tu abbia ancora fame di nuovo dopo poco tempo.

Evita cibi ricchi di zuccheri raffinati. Lo sappiamo, lo zucchero ha un buon sapore, ma non ti sazierà a lungo, poiché il picco glicemico che causerà nel sangue dopo poco farà tornare la voglia di aprire la credenza e mangiare altri cibi ricchi di zucchero.

Fai gli spuntini due volte al giorno. Fare due spuntini distanziati durante il giorno (uno tra colazione e pranzo e un altro tra pranzo e cena) può fare due cose: ti aiuta ad evitare l’eccesso di cibo nel pasto successivo per fame e aiuta a mantenere i livelli di energia tra i pasti. Questo è particolarmente utile se si tende a mangiare molto presto a colazione e molto tardi a cena.

Mantieni le porzioni sotto controllo. Uno spuntino dovrebbe contenere dalle 75/100 alle 200 calorie (sulla base del regime calorico totale e dell’attività fisica svolta). E, come abbiamo detto prima, dovrebbe contenere fibre e proteine per renderti sazia più a lungo.

Prepara in anticipo i tuoi spuntini. Preparare gli spuntini prima e portarseli al lavoro ad esempio, permette di evitare tempi di attesa eccessivi per la preparazione e di evitare di afferrare e mangiare qualunque cosa capiti davanti agli occhi per fame.

Prova versioni Fit dei tuoi snack preferiti. Provare a preparare versioni più salutari degli snack preferiti non solo permette di non cadere in tentazione, ma anche di essere soddisfatte di se stesse nell’aver mangiato qualcosa fatto con le proprie mani e che sia bello anche alla vista. Un esempio può essere una versione fit di un gelato preparato frullando:

  • 1 vasetto di Yogurt greco bianco 0% 1 cucchiaino di Miele Mirtilli
  • lamponi, more qb (o altra frutta a piacimento)
  • In freezer per 2 ore ed ecco un gelato proteico e salutare

Bere PRIMA di mangiare. Spesso si scambiano i dolori della fame con quelli della sete. E’ più probabile che non abbiate bevuto abbastanza durante la giornata ed il vostro corpo vi stia avvisando che ha bisogno di acqua.

Nuvola di ananas uova e yogurt

Uova e yogurt sono due ingredienti che tutte noi abbiamo sempre in frigo. Che sia per uno snack o una cena veloce, la combinazione dei due ingredienti con un’aggiunta di frutta ti permetterà di prepare qualcosa di speciale. L’idea? Della fitness kitchen di Irene.

Macros 259 kcal 24c 40p 0f

Ingredienti Nuvola di ananas

  • 200 ml di albumi
  • 170 gr di yogurt greco magro 0% grassi
  • 1 scatoletta di ananas al naturale (140gr)

Come procedere

  • Frullare l’ananas lasciando intera una fetta e mescolare in un contenitore lo yogurt e gli albumi.
  • Adagiare sul fondo di una tazza o un contenitore adatto per il microonde, la fetta di ananas intera e versare metà composto di yogurt e albumi.
  • Cuocere nel microonde per qualche minuto finché inizia a diventare sodo nel bordo ma sempre morbido al centro, quindi versare nella parte morbida l’ananas frullato e ricoprire con il restante composto.
  • Cuocere per altri 3/4 minuti, dipende dalla potenza del vostro microonde, comunque cuocere fino a quando è completamente solido

Cambio vita, mangio sano! 5 alimenti da eliminare dalla dieta

Le diete restrittive e fai da te sono dannose per il corpo e per la salute, perciò bisognerebbe sempre rivolgersi ad un nutrizionista o dietologo quando si vuole intraprendere un percorso di dimagrimento o semplicemente un cambiamento del proprio stile di vita. E’ importante non fare tagli drastici sui nutrienti per evitare di incappare in carenze severe e dannose, inoltre per mantenere uno stile di vita sano a lungo termine è necessario che il piano alimentare si adatti alla vita del soggetto in questione così come alle sue preferenze alimentari.

Quindi, come si può iniziare ad intraprendere uno stile di vita sano?

Inizialmente riducendo le porzioni per poi scegliere sempre opzioni più sane e salutari, ma soprattutto iniziando ad evitare determinati alimenti che sono di per se dannosi per l’organismo. Si basa tutto sul concetto che se si è consapevoli di ciò che si mangia, è più facile fare scelte più sane e cambiare stile di vita risulterà essere più facile.

Se il mood di settembre è quello di “Cambio vita, mangio sano!” ecco i 5 alimenti da eliminare dalla dieta

BEVANDE ZUCCHERINE. Eliminare le bevande ricche di zuccheri è la cosa più semplice con la quale si possa iniziare a cambiare la propria alimentazione. L’American Heart Association raccomanda che le donne non consumino più di sei cucchiaini di zucchero (circa 24 grammi) al giorno e gli uomini non più di nove cucchiaini (e secondo me anche meno). Una lattina di Coca Cola contiene 37 gr di zuccheri, cioè circa 8 cucchiaini di zuccheri, e solo con questa abbiamo già superato il limite.

CEREALI RAFFINATI. I cereali dolci e la farina d’avena istantanea aromatizzata sono ricchi di zuccheri e grani raffinati, che contengono minime quantità di fibre. Preferire invece cereali integrali (a basso contenuto di zuccheri semplici) o avena pura con frutta fresca, fornisce il corpo della giusta quantità di carboidrati complessi e fibre di cui necessita, soprattutto a colazione.

CARNI LAVORATE . Secondo uno studio di Harvard University 2010, le carni trasformate, tra cui pancetta, prosciutto e hot dog, hanno dimostrato di aumentare il rischio di malattie cardiache del 42% e il rischio di diabete del 19%. Inoltre, la ricerca ha collegato il nitrato di sodio – un conservante trovato in questi alimenti – al cancro. Meglio una fettina di carne bianca principalmente, ma anche rossa, presa direttamente dal macellaio di fiducia.

INGREDIENTI CHE NON RIUSCIAMO A PRONUNCIARE. Quante volte è capitato di leggere la lista degli ingredienti e non capire una parola di ciò che è contenuto nei cibi? Ecco, questo è quello che non dovrebbe mai succedere perché se non si riescono a pronunciate gli ingredienti o ci sono più sigle che alimenti, allora ci saranno più coloranti e conservanti che nutrienti veri e propri. La lista degli ingredienti deve essere breve e concisa, altrimenti ci troviamo davanti ad un non nutriente!

GRASSI IDROGENATI. Sappiamo tutti ormai che i grassi idrogenati aumentano il colesterolo generale, è inoltre stato collegato ad un maggiore rischio di “morte precoce e malattie cardiache” a lungo termine. Preferiamo invece grassi “buoni” quali l’olio d’oliva, l’olio di cocco, e gli oli contenuti nella frutta secca come mandorle, noci o anche nel burro d’ arachidi, ma mi raccomando, che nella lista ingredienti ci sia solo il 100% di arachidi!

Caffè, elisir di lunga vita?

Lo consumiamo dalla mattina alla sera, è un potente elisir di lunga vita che abbiamo in casa, è buono, costa “poco” e piace a (quasi) tutti. È il caffè, anche decaffeinato, che alcune recenti ricerche su larga scala associano a un minore rischio di mortalità per ogni malattia, da quelle cardiovascolari al cancro, soprattutto se inserito all’interno di una dieta sana ed equilibrata.

Tre è un numero magico perché sono tre le tazzine di caffè al giorno che riducono del 60% il rischio di mortalità nei maschi e del 40% nelle donne, per patologie dell’apparato digerente, stomaco, intestino e fegato. A dirlo uno studio europeo pubblicato sull’importante rivista scientifica Annals of Internal Medicine che ha coinvolto oltre 520.000 persone di 10 paesi europei, e uno studio americano che ha valutato l’associazione tra caffè e mortalità su una popolazione multietnica di 185.000 afroamericani, nippoamericani, latinoamericani e caucasici.

Il caffè fa bene proprio a tutti

Rispetto a chi non beve caffè, chi consuma una tazza di caffè (da 235 ml, la nostra tazzina è invece intorno ai 40 ml) al giorno ha un rischio inferiore del 12% per morte da tutte le cause (disturbi cardiaci, cancro, ictus, diabete, problemi respiratori e renali). Sembra andare ancora meglio per chi fa un consumo maggiore di caffè: sembra infatti che il rischio di mortalità sia più basso del 18% rispetto a chi non prende alcun caffè.

Una tazzina di caffè, tanti antiossidanti vegetali

Gli antiossidanti però non si trovano esclusivamente nel caffè, ma sono presenti in moltissimi altri prodotti vegetali. Per questo motivo, se non ci piace il gusto amaro del caffè, invece di berlo con tanto zucchero oppure aggiungere sciroppi per cambiarne il gusto, meglio prendere gli antiossidanti dai frutti di bosco, dalla cannella o dalla frutta e verdura fresca.

I benefici di tre tazzine di caffè al giorno (anche decaffeinato)

Secondo i ricercatori, tutto ciò contribuisce a spiegare perché i bevitori di caffè hanno un rischio di morte inferiore anche se preferiscono il decaffeinato. Infatti, gli effetti benefici non sembrano essere dovuti alla caffeina ma agli antiossidanti, anche secondo studi realizzati dall’Istituto Nazionale di Nutrizione di Roma che, anni fa, confrontando il consumo di frutta e verdura con quello di caffè, riscontrarono che due o tre tazze di caffè al giorno avevano un effetto antiossidante pari se non superiore a quello ottenuto consumando frutta e verdura tre volte al giorno.

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