Sindrome da scuotimento nei bambini, le 10 cose da sapere

I danni potenziali di un maltrattamento da evitare

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A volte un bambino appena nato può mettere a dura prova la pazienza dei genitori. In alcuni casi, quando pianti e lamenti si prolungano per ore e giorni, i genitori possono commettere un errore che può rivelarsi fatale, scuotere il bambino nell’intento di calmarlo.

Azione da non compiere mai, come ricordano la Fondazione Terre des Hommes e le autorità sanitarie che hanno lanciato la prima campagna di sensibilizzazione sulla Shaken Baby Syndrome, la sindrome da scuotimento nei bambini, conseguenza di una forma di maltrattamento fisico ai danni di bambini generalmente al di sotto dei due anni di vita.

La sindrome, nota anche come Trauma cranico abusivo (AHT), è la conseguenza di una forma di maltrattamento che può avere esiti drammatici e la cui reale incidenza nel nostro Paese è difficile da stimare, non solo per la complessità della diagnosi.

Come affrontare un parto prematuro

Le nuove raccomandazioni per un buon counseling

Una nuova guida per prepararsi al parto pretermine è stata redatta dagli esperti della SIMP (Società Italiana di Medicina Perinatale).

La guida approfondisce le modalità di approccio ai genitori che in differenti situazioni – al pronto soccorso, in ambulatorio e in ospedale – devono prendere coscienza della delicata situazione che stanno vivendo, per affrontare una nascita prima del termine con incertezze sul futuro del proprio bambino.

Il documento ha la finalità di fornire orientamenti e strumenti per facilitare la comunicazione e migliorare il benessere delle donne, delle famiglie e dei professionisti coinvolti. Le raccomandazioni sono state preparate attraverso un approfondimento specifico sui tre scenari integrando la valutazione di prove specifiche con l’esperienza e il giudizio multidisciplinare di esperti perinatologi, neonatologi e psicologi.

Il pesce riduce il rischio di allergie

Studio svedese associa il consumo a un rischio inferiore di rinite

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Uno studio dell’Università di Goteborg segnala un nesso fra il consumo di pesce e la riduzione delle probabilità di insorgenza di una rinite allergica.

Lo studio, che si è concentrato su un campione di oltre 8000 bambini svedesi, è stato pubblicato su Pediatric Allergy and Immunology ed è stato condotto dalla dottoressa Emma Goksör.

I bambini sono stati tenuti sotto osservazione attraverso una serie di colloqui con i loro genitori in diversi momenti della loro crescita.

I dati ottenuti rivelano che il 22% dei bambini, all’età di 12 anni, soffre di rinite. Tuttavia, fra chi aveva mangiato pesce almeno una volta al mese nel primo anno di vita, la percentuale si riduceva.

Carnevale, come festeggiarlo con i bambini

Travestimenti e dolci per una delle feste preferite dai più piccoli

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Ormai Carnevale è giunto al culmine, alla vigilia del Martedì Grasso. Cosa devono fare i genitori per far divertire i propri bambini all’interno di regole ben precise?
Lo spiegano gli esperti di Psicologia clinica e di Educazione alimentare dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma.

La parola Carnevale deriva dal latino “carnem levare”, eliminare la carne fino a Carnalia, un’antica festa romana dedicata a Saturno. Poi passando nel Medioevo, per carna aval si indicava il banchetto che si teneva subito prima del periodo di astinenza e digiuno della Quaresima. Durante le settimane del Carnevale erano concesse azioni non permesse in altri periodi dell’anno. Il popolo si divertiva, nascosto dalla maschera, a deridere i governanti, e i nobili a corte, muniti di maschere, si dedicavano a balli e banchetti.

Parto prematuro, nuove linee guida spiegano perché è grave

Fondamentale una corretta comunicazione per preparare la famiglia

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In ospedale un team di 5 esperti composto da ginecologo, neonatologo, ostetrica, infermiere pediatrico e psicologo deve essere a disposizione per supportare le famiglie nell’eventualità di parto prematuro.

È questa la prima indicazione del Gruppo di Lavoro della SIMP (Società Italiana di Medicina Perinatale) che, con l’Associazione Vivere Onlus, è impegnato nella stesura delle Linee Guida per promuovere la corretta comunicazione tra medico e famiglia in questa particolare circostanza.

Il parto prematuro è un fenomeno che coinvolge in Italia il 6,7% dei parti, quindi oltre 33 mila gravidanze, ed è la principale causa di mortalità e morbilità neonatale. Per questo è essenziale la collaborazione tra queste figure e il riconoscimento del colloquio di counseling come parte integrante dalla cartella clinica.

Le 5 sane abitudini che devi abbandonare nel 2018

Le sane abitudini ti venivano tramandate dai tuoi genitori. Oggi però è più facile leggerle da qualche parte o ascoltarle dalla tua migliore amica super in fissa con uno stile di vita “healthy”. E non importa quando le odi, non smetti di attenerti ad esse.

Come in tutto ciò che riguarda il fitness, le sane abitudini e l’alimentazione, ci vorrebbe un minimo di autonomia di pensiero e di buon senso nell’approccio.

Ecco quindi le sane abitudini che dovresti rivedere e perché.

Lavorare in piedi. Secondo un recente studio non ci sarebbe letteralmente nessun beneficio, anzi potrebbe essere addirittura controproducente. Quindi se proprio il tuo obiettivo è perdere peso o migliorare le tue condizioni di salute, meglio 30 minuti di camminata ogni giorno.

Mangiare solo alimenti bassi in grassi. Affidarsi ad alimenti con “pochi grassi” o “senza grassi”, comporta a mangiare in quantità superiori alle porzioni consigliate. Uno studio che ha incluso circa 50.000 donne nell’arco di 8 anni, di cui la metà hanno consumato alimenti bassi in grassi, ha rilevato che il piano a basso contenuto di grassi non ha diminuito il rischio di malattie gravi. Ne’ ha influito positivamente sulla perdita di peso. Grassi buoni come quelli presenti nella frutta secca, pesce, avocado, sono consigliatissimi ovviamente nelle porzioni raccomandate.

Affidarsi sono ed esclusivamente all’indice di massa corporea. Se ti affidi ad un dietologo o nutrizionista ti sarà capitato, subito dopo la misurazione del peso, di vedere una chart colorata relativa all’indice di massa corporea. Il BMI inventato nel 1830, non è la migliore opzione che hai per determinare il tuo livello di fitness/salute. La ragione risiete nel fatto che il calcolo, ignora due fattori principali: la quantità di grasso che porti dietro, e la circonferenza della vita, che è un grande indicatore un certo tipo di problematiche.

Evitare il glutine a priori. A meno che tu non abbia fatto delle analisi da cui si evince che sei celiaca, il glutine probabilmente non ha nessun effetto negativo su di te. Alcuni studi dimostrano che molte persone si sentono gonfie quando mangiano, sia che il glutine sia presente o meno.

Mangiare frutta e verdura solo sotto forma di  succo. Quando prepari le tue spremute o succhi, praticamente ti stai sbarazzando di tutte le fibre presenti negli alimenti, fondamentali per tenerti sazia a lungo. Quello che di sicuro mantieni sono gli zuccheri. Nel lungo termine, un’alimentazione ricca in zuccheri e bassa in proteine, comporta fame costante, oscillazione di umore e scarsa energia. Inoltre potresti perdere massa muscolare.

Troppi giocattoli non fanno bene ai bambini

L’eccessiva disponibilità di giochi pregiudica la concentrazione

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Invase dai giocattoli, spesso nelle camere dei bambini si fatica anche a camminare. Ma oltre a viziare i propri figli, i genitori che acquistano troppi giocattoli finiscono per pregiudicare anche la loro capacità di concentrazione.

Uno studio dell’Università di Toledo pubblicato su Infant Behaviour and Development segnala infatti il rischio che un numero eccessivo di giocattoli possa ridurre il livello di attenzione del bambino e limitarne la creatività.

Allo studio hanno preso parte 36 bambini, invitati a giocare in una stanza per mezz’ora. Un gruppo di bambini aveva a disposizione solo 4 giocattoli, mentre l’altro 16. I medici hanno osservato che i bambini del primo gruppo avevano la tendenza a mostrare maggiore creatività rispetto agli altri.

La felicità dei bambini passa dal cibo

Un’alimentazione sana migliora autostima e umore

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Maggiore autostima, umore migliore e meno problemi emotivi per i bambini che seguono un’alimentazione sana ed equilibrata. Lo fanno notare i ricercatori dell’Università di Goteborg, che hanno pubblicato su BMC Public Health gli esiti di uno studio sull’argomento.
Louise Arvidsson, coordinatrice dello studio, commenta: “Nei bambini tra i 2 e 9 anni abbiamo visto che c’è un legame tra il rispetto di una dieta sana e un miglior benessere psicologico, con meno problemi emotivi, migliori relazioni con gli altri bambini e più autostima”.

I dati sono relativi a un campione di 7.600 bambini fra i 2 e i 9 anni provenienti da 8 paesi europei, fra cui l’Italia. I medici hanno chiesto ai genitori di rispondere a domande sulle abitudini alimentari dei propri figli e di valutare la loro relazione con gli stessi.

Il controllo del dolore nel bambino

Medici ancora timorosi verso gli oppiacei

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Il timore dell’utilizzo degli oppiacei nel bambino, sia da parte del medici che dei genitori, rappresenta l’ostacolo maggiore nel contrastare la terapia del dolore moderato-severo.
È quanto asserisce il dott. Fabio Borrometi, responsabile della Terapia del Dolore A.O.R.N Santobono-Pausilipon di Napoli.

Professore qual è lo stato dell’arte e l’orientamento futuro della ricerca sulla sedazione pediatrica? E quali sono i punti chiave in cui gli anestesisti possono intervenire per ottimizzarne la sicurezza e l’efficacia.

In questi ultimi anni si è registrata una maggiore attenzione al dolore in età pediatrica. L’obiettivo è di preservare il bambino da esperienze dolorose e spiacevoli durante il suo ricovero in ospedale.

I bimbi hanno un Dna migliore se vengono coccolati

Il contatto fisico aiuta lo sviluppo biologico dei piccoli

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Non abbiate paura di essere troppo teneri con i vostri figli. Dimostrare il proprio affetto attraverso baci e carezze non ha solo un valore psicologico che infonde sicurezza nel bimbo, ma rivestirebbe anche un ruolo nello sviluppo biologico dell’individuo.

A scoprirlo è un team della University of British Columbia e del British Columbia Children’s Hospital Research Institute pubblicata su Development and Psychopathology.

Stando ai dati, il contatto fisico fra genitori e figli lascia delle tracce nei geni di questi ultimi, tanto che i piccoli che hanno ricevuto meno coccole mostrano all’età di 4 anni e mezzo un profilo molecolare nelle cellule meno sviluppato della media.

Allo studio hanno preso parte 94 bambini sani.

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