Celiachia, grano antico o moderno?


Studio prende in esame le differenze

Intolleranze_14275.jpg

È proprio vero che i grani antichi sono meno tossici dei moderni per i celiaci? E che hanno livelli più alti di carboidrati potenzialmente prebiotici (amido resistente e fibre)? L’incremento dei casi di celiachia può essere, quindi, una conseguenza del miglioramento genetico condotto nel secolo scorso?
Per dare risposte scientificamente valide a queste domande, un team di ricercatori del CREA Cerealicoltura e Colture industriali (sede di Foggia), delle Università di Modena e Reggio Emilia e di Parma ha confrontato 9 grani antichi, diffusi maggiormente nel Sud Italia e nelle Isole dagli inizi del 1900 fino al 1960 (e considerati ormai obsoleti), con 3 grani moderni, sia per quanto riguarda la celiachia sia per il contenuto di amido resistente. Lo studio è stato appena pubblicato sulla rivista Food Research International.
I campioni paragonati sono stati coltivati e raccolti presso il …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | celiachia, grano, intolleranza, glutine,

C’era una volta l’Anziano


Si diventa ufficialmente anziani a 75 anni. Un 65enne oggi è paragonabile ad un 40enne del 1990 

Da oggi la popolazione over 65 enne può ritenersi ancora giovane. Si “diventa” anziani a 75 anni.

Lo conferma il Congresso nazionale della Società italiana di gerontologia e geriatria (Sigg). «Un 65enne di oggi ha la forma fisica e cognitiva di un 40-45enne di 30 anni fa. E un 75enne quella di uno nel 1980 aveva 55 anni» – dice il dottor Niccolò Marchionni, professore dell’Università di Firenze e direttore del dipartimento cardiovascolare dell’Ospedale Careggi -.

«Oggi alziamo l’asticella dell’età a una soglia adattata alle attuali aspettative di vita nei Paesi con sviluppo avanzato», continua Marchionni: «in Italia l’aspettativa di vita è aumentata di circa 20 anni rispetto alla prima decade del 1900. Non solo, larga parte della popolazione tra 60 e 75 anni è in ottima forma e priva di malattie per l’effetto ritardato dello sviluppo di malattie e dell’età di morte». E tenendo contro che scientificamente si è anziani quando si ha un’aspettativa media di vita di 10 anni».

La differenza tra età biologica ed età anagrafica consente a due persone di dimostrare età diverse a parità di età. E’ lo stile di vita  a consentire a due persone nate nello stesso anno di invecchiare in maniera diversa e a diversa velocità.

Una persona che ha 65 anni ai giorni nostri non si riesce proprio più a percepirla come ‘anziana”. La popolazione invecchia, ma gli anziani di oggi sono sempre più autonomi e con uno stile di vita giovanile. Soprattutto se in assenza di malattie e disabilità.

Marchionni continua: “Oggi alziamo l’asticella dell’età a una soglia adattata alle attuali aspettative di vita nei Paesi con sviluppo avanzato. L’obiettivo dei geriatri è dare una definizione dinamica del concetto di “anzianità, tenendo contro che scientificamente si è anziani quando si ha un’aspettativa media di vita di dieci anni”.

Addirittura un pensionato olandese di 69 anni  ha fatto richiesta al tribunale di cambiare la data di nascita all’anagrafe, spostandola in avanti di vent’anni: si sente discriminato per la sua età, che influenzerebbe le sue possibilità di impiego oltre che il successo nelle app di appuntamenti. «Puoi cambiare il tuo nome, puoi cambiare sesso, perché non la tua età?», ha  sentenziato, convinto, Emile Ratelband.

Non si è più anziani, quindi, ma giovani da tanto tempo. Ed ancora per tanto tempo.

L’articolo C’era una volta l’Anziano proviene da Sani per Scelta.

Fibrillazione atriale postoperatoria, serve colchicina

Riduce i sintomi e previene l’ictus

Varie_5633.jpg

In molti casi, i pazienti sottoposti a intervento cardiochirurgico finiscono per sviluppare una forma postoperatoria di fibrillazione atriale (POAF).

In caso di POAF si registra un aumento dei costi sanitari, degli episodi di ictus e di mortalità. Una metanalisi recente ha verificato il ruolo di colchicina nella prevenzione della fibrillazione atriale dopo un intervento di cardiochirurgia o l’isolamento delle vene polmonari.

L’analisi dimostra che la somministrazione periprocedurale di colchicina può prevenire l’insorgenza ex novo o ricorrente di fibrillazione atriale.

“La colchicina è ormai un trattamento riconosciuto per il trattamento e la prevenzione della pericardite acuta e ricorrente, approvato in Italia dall’Aprile 2017”, ha ricordato il Dr. Massimo Imazio, cardiologo presso AOU Città della Salute e della Scienza di Torino.

Giovani per sempre

Migliora la forma fisica di chi è avanti con gli anni

Varie_8152.jpg

Se un 65enne di oggi incontrasse un 40enne di 30 anni fa, i due troverebbero molti punti in comune. Secondo i medici della Società italiana di gerontologia e geriatria (Sigg), la forma fisica dei due soggetti sarebbe equiparabile.

“Un 65enne di oggi ha la forma fisica e cognitiva di un 40-45enne di 30 anni fa. E un 75enne quella di un individuo che aveva 55 anni nel 1980”, spiega Niccolò Marchionni, professore ordinario dell’Università di Firenze e direttore del dipartimento cardiovascolare dell’Ospedale Careggi.

“Oggi alziamo l’asticella dell’età a una soglia adattata alle attuali aspettative di vita nei Paesi con sviluppo avanzato”, dice Marchionni.

I dati demografici ci dicono che in Italia l’aspettativa di vita è aumentata di circa 20 anni rispetto alla prima decade del 1900.

Come una delle Spice Girls ha perso 15 kg e costruito addominali da paura

Il conto alla rovescia è ormai iniziato e non stiamo più nella pelle dall’attesa. E’ passato ormai qualche anno da quando abbiamo visto le Spice Girls in concerto in Italia e la curiosità di vedere come si presenteranno sul palco cresce sempre più.

Di tutte le spice girls, fatta ad eccezione di Victoria Beckham che non si unirà alla band per il revival on stage, la più seguita sui social media è Mel B.

L’estate scorsa Mel B aveva postato un messaggio ad alto contenuto motivazionale su instagram, mentre era in vacanza ad Ibiza. Quella vacanza, secondo quanto scrive la Spice Girl, è stata la prima volta che il suo percorso verso la perdita di peso in eccesso ha suscitato interesse, permettendole di dare spazio alla sua storia di modo che fosse d’ispirazione per tutte le fan della band e non solo.

Nel post, Mel B, sottolineava come il suo percorso verso uno stile di vita più sano che l’ha condotta alla perdita di 115 kg, no sia stato facile. Tutt’altro. Ha sottolineato come si stato un percorso fatto di duro lavoro, disciplina, controllo e forza di volontà, includendo levatacce la mattina per allenarsi. La sua missione era quella di cambiare e far uscire fuori il meglio di lei, e tutto il sacrificio ha dato i suoi frutti.

“Niente è più potente di  una donna in missione per migliorare se stessa” conclude Mel B e le sue foto in bikini lo dimostrano:

Da quel momento in poi, il suo viaggio su instagram che si configura in 3 semplici passaggi

  • Controllo delle porzioni associate ad un piano alimentare personalizzato
  • Mantra per ottenere la giusta motivazione
  • Programma di allenamento intenso

Il vero trucco per il successo di Mel B? Nessuno.L’importante è iniziare, duro lavoro e dedizione.

Hiv, c’è un vaccino per i bambini

Parte la sperimentazione guidata da ricercatori italiani

Aids_1485.jpg

Partirà nel 2019, in 3 diversi continenti, la seconda sperimentazione del primo vaccino terapeutico pediatrico contro l’HIV, sviluppato dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù in collaborazione con il Karolinska Institutet di Stoccolma.

L’Ospedale della Santa Sede, infatti, capofila del progetto internazionale di ricerca EPIICAL, ha ottenuto un finanziamento dal National Institute of Health americano che consentirà di testare il vaccino terapeutico su un’ampia coorte di bambini, distribuita in 3 Paesi: Italia, Thailandia e Sudafrica. Alla vigilia della Giornata Mondiale contro l’AIDS, si contano ancora ogni anno nel mondo circa 180.000 nuove infezioni pediatriche, per un totale di circa 1.800.000 bambini con infezione da HIV.

Latte d’asina per i neonati prematuri

Fortifica e riduce i casi di intolleranza

Alimentazione_5669.jpg

Il latte umano è il nostro primo alimento, anche per i prematuri, che in Italia sono più del 6% di tutti i nati.

Oltre 30.000 l’anno, di cui 5.000 sotto i 1.500 grammi di peso. Tuttavia, dati i particolari fabbisogni nutrizionali, questo alimento deve essere fortificato con nutrienti, soprattutto proteine da latte vaccino, spesso mal tollerati dal fragile intestino dei bimbi nati pre-termine, ai quali causa vomito e distensioni addominali.

Una risposta a questi problemi arriva da uno studio che dimostra come i segni di intolleranza alimentare siano più che dimezzati con l’uso del latte d’asina. La ricerca, che ha coinvolto 156 nati pre-termine, è stata condotta dai ricercatori dell’Istituto di scienze delle produzioni alimentari del Cnr di Torino (Cnr-Ispa) e dall’equipe di Terapia intensiva neonatale universitaria dell’ospedale Sant’Anna della Città della Salute di Torino.

Dove operare il cuore di un bambino?

La classifica degli ospedali più performanti

Varie_3198.jpg

Il cuore si forma nei primi cinquantacinque giorni di vita embrio-fetale. È in questa fase che, circa otto volte su mille, si generano difetti di varia entità, da piccole anomalie a forme incompatibili con la vita.

Le cardiopatie congenite sono malformazioni che coinvolgono il cuore e i grossi vasi. Si dividono in semplici, quando si limitano a un difetto dei setti cardiaci (difetto interatriale, difetto intraventricolare, dotto di Botallo), o complesse, se i difetti sono multipli e associati tra loro. Quarant’anni fa, i bambini che nascevano con una cardiopatia complessa avevano ovunque poche speranze di sopravvivenza.

In Italia, negli anni ’70, la mortalità superava il 70-80%; oggi, invece, grazie ai progressi della medicina, risulta inferiore al 5%. Il quadro cambia, però, nei Paesi in via di sviluppo, dove mancano medici e strutture ospedaliere.

Obesità, nuova formula per combatterla

Nuovo trattamento medico contrasta l’incremento di grasso

Varie_5123.jpg

Un nuovo trattamento medico per combattere l’eccesso di peso: è il risultato di una ricerca scientifica internazionale tra Spagna, Italia e America che ha individuato una nuova formula brevettata (ProteinDHA) in grado di contrastare il processo biochimico (lipoinfiammazione) collegato all’incremento di grasso, all’aumento dell’appetito e al recupero di peso.

Promossa da PronoKal Group, multinazionale spagnola specializzata nello sviluppo e nell’applicazione di trattamenti scientifici per la perdita di peso, la ricerca ha consentito di validare scientificamente un nuovo metodo (denominato Metodo PnK) di cura dell’obesità, malattia che nel mondo colpisce oltre 700 milioni di adulti (fonte: Organizzazione Mondiale della Sanità), in Italia riguarda il 10% della popolazione e vede a rischio il 36%, già in condizione di sovrappeso.

Terapia fotodinamica per il piede diabetico

Dati clinici promettenti per ridurre le amputazioni

Diabete_12092.jpg

Ogni anno in Italia si verificano 8mila casi di amputazioni degli arti inferiori dovuti a complicanze delle ulcere da Sindrome del Piede Diabetico (SPD), una tendenza purtroppo in vertiginosa crescita a livello internazionale.

Molteni Therapeutics – spin-off di Molteni Farmaceutici, pharma leader specialty nel mercato degli oppioidi e della terapia del dolore – ha sviluppato una nuova promettente cura, basata sulla Terapia Fotodinamica, che potrebbe nei prossimi anni migliorare l’outcome terapeutico delle ulcere da Piede Diabetico.

Gli studi preclinici e i primi studi clinici hanno già dato risultati promettenti: la Terapia Fotodinamica garantisce infatti una significativa azione antimicrobica e un’accelerazione dei processi di guarigione delle ulcere croniche, conseguenza dai risvolti spesso drammatici della Sindrome del Piede Diabetico.