Esami di successo? Non dipende solo dallo studio

A scuola o all’università, i risultati non dipendono solo dallo studio: anche ormoni, ghiandole e il cosiddetto “filtro affettivo” entrano in gioco quando si parla di esami e test. A dirlo  il professor Paolo E. Balboni nel libro “Le sfide di Babele”. Ecco come la biochimica può influenzare la pagella, il libretto universitario o persino l’esame di maturità.

Quante volte è capitato di studiare e studiare, presentarsi all’esame o all’interrogazione e andare completamente nel pallone. Col risultato di dover accettare un misero 18 oppure, se proprio va male, ripresentarsi all’appello successivo. Naturalmente, la qualità e l’organizzazione dello studio sono imprescindibili, ma esiste un fattore, chiamato “filtro affettivo”, in grado di mandare all’aria i nostri piani di gloria.

Come funziona il filtro affettivo

Davanti a una sfida stimolante e positiva, l’organismo rilascia neurotrasmettitori (come la noradrenalina) fondamentali per ricevere e memorizzare l’argomento di studio e per essere poi in grado di riportarlo in maniera soddisfacente al momento della prova. Tuttavia, in caso di stress negativo, ansia, paura di non riuscire, l’organismo si allarma e si prepara ad affrontare il pericolo. Infatti, l’amigdala, una ghiandola posta al centro del cervello che controlla le emozioni, specialmente quelle negative, ordina il rilascio di steroidi “difensivi”. Allo stesso tempo, però, l’ippocampo, ghiandola fondamentale per inserire le nozioni acquisite nella memoria a lungo termine, comprende che una prova scritta o un esame orale non sono pericoli reali e quindi cerca di bloccare l’iniziativa dell’amigdala. Tuttavia, per fare questo, l’ippocampo smette di occuparsi di indirizzare le nuove informazioni o di recuperare quelle esistenti nella memoria a lungo termine. Il conflitto tra le due ghiandole fa innalzare una barriera emotiva, chiamata appunto “filtro affettivo” perché filtra negativamente le nostre capacità e prestazioni.

Paura degli esami? Ecco perchè studiare all’ultimo minuto non aiuta

La lotta ghiandolare rallenta l’attività neo-frontale del cervello, quella che ospita la memoria di lavoro, e lo studente va in tilt, giungendo in alcuni casi alla totale scena muta e al tanto temuto “ci vediamo al prossimo appello/interrogazione”. Ma il filtro affettivo non va in scena esclusivamente al momento della prestazione, davanti al foglio della prova o alla commissione d’esame. Infatti, può entrare in gioco anche prima del momento dell’esame, durante la tipica studiata dell’ultimo minuto, quando l’ansia è alle stelle e la caffeina quasi supera i livelli di emoglobina nel sangue. Tutto quello che lo studente ingurgita in quelle poche ore dedicate allo studio non si traduce in acquisizione, perché il filtro affettivo impedisce che le nozioni si collochino nella memoria a lungo termine.  In altre parole, magari servirà a passare l’esame con un voto miracolosamente dignitoso, ma i contenuti appresi non verranno ricordati a lungo e tutto lo sforzo si rivelerà completamente inutile.

Meal prep: Vi il primo lunchbox che entra in tasca!

Gli addominali si costruiscono in cucina. Purtroppo, è una delle poche certezze che abbiamo. Chi si allena costantemente, sa bene che prima ancora di impegnarsi in estenuanti sessioni di crunch, plank e chi più ne ha più ne metta, quello che metti nel piatto è fondamentale.

Lavoro, palestra, eventi, e ti ritrovi a mangiare in maniera del tutto casual vanificando ogni singola goccia di sudore buttata in palestra.

Il meal prepping è una pratica da far rientrare nella propria routine di allenamento se si sta percorrendo una strada per raggiungere dei risultati ben precisi: uno dei problemi che noi personalmente riscontriamo ogni giorno è che oltre alla borsa della palestra, la borsa del computer e l’immancabile borsa per cellulare, chiavi, fazzoletti e make up, si deve aggiungere quella dei pasti. Demotivante vero?

In questo senso abbiamo avuto la fortuna di imbatterci in un progetto veramente interessante Vi lunchbox ideato da Enrica, Manfredi e Riccardo (studenti universitari) che coniuga design, praticità e rispetto per l’ambiente in maniera pratica e super colorata!

Il progetto sarà lanciato su Kickstarter, piattaforma di crowdfunding, a partire da metà luglio per circa un mese. Fino a metà Agosto quindi le persone interessate potranno ordinare un lunchbox acquistando dal sito, e quindi supportando il progetto. Una volta terminata la campagna, partirà la produzione e nel minor tempo per coloro che hanno supportato il progetto, riceveranno il prodotto a casa.

Vi lunchbox tutti i dettagli di un prodotto super pratico: è il primo lunchbox che, una volta che hai finito di mangiare, puoi richiudere su sé stesso fino a farlo entrare in una tasca. Quando è piegato il lunchbox diventa come un portafoglio o uno smartphone, infatti è in assoluto il porta pranzo più sottile al mondo.

Vi è creato in polipropilene: si tratta di un particolare materiale totalmente atossico, BPA FREE e certificato ad uso alimentare. Inoltre è 100% riciclabile, in quanto teniamo molto all’ambiente e ad essere eco-friendly: proprio per questo Vi è facile da lavare sia a mano che in lavastoviglie, così che potrai riutilizzarlo quante volte vorrai, andando contro l’utilizzo compulsivo delle scatolette di plastica USA-E-GETTA che provocano danni enormi all’ambiente

Vi è totalmente ermetico, per cui grazie all’ultimato sistema di chiusura potrai metterci dentro qualsiasi tipo di cibo sia secco che liquido: i test dell’ermeticità sono stati effettuati con l’acqua.

7 motivi per avere Vi lunchbox nella propria cucina e non saltare il meal prep:

  • Si richiude eliminando lo spazio in borsa/zaino
  • Adatto alla lavastoviglie
  • Riutilizzabile
  • Adatto al microonde
  • Design elegante e semplice interamente Made in Italy
  • Più colori disponibili (rosa rosso giallo verde e azzurrino)
  • Forchetta all’interno che si ripiega anche lei fino a diventare sottilissima

Direi che noi facciamo il tifo questo progetto sperando di vederlo quanto prima commercializzato, renderebbe la vita di tutte noi fitness addicted sicuramente più semplice!

Summertime blues, sopravvivere al lavoro in estate

L’ondata di caldo alimenta malesseri e tensioni

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L’estate mette tristezza. L’assioma è confermato dagli scienziati e la ragione è da ricercarsi nel sensibile aumento delle temperature.

La spiegazione risiede in fattori di carattere biologico e psicologico sottovalutate fino a pochi anni fa. Uno studio riportato dal The Sun, recentemente presentato all’American Physological Society di San Diego dai ricercatori dell’Università di Poznan ha infatti svelato che gli ormoni dello stress aumentano inesorabilmente con l’innalzamento delle temperature, un fenomeno definito proprio “Summertime Blues”.

Ma non è tutto: sulle colonne del The Telegraph il neuroscienziato dell’Università di Cardiff Dean Burnett ha spiegato come la prova della correlazione tra calore e nervosismo provenga direttamente dalle statistiche sul crimine: gli episodi violenti aumentano notevolmente in estate, specialmente se è più caldo della media.

Anemie, nuovo metodo per lo studio dei globuli rossi

Globuli rossi come microlenti, nuove opportunità per la diagnosi

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Uno studio italiano propone un nuovo metodo diagnostico per le anemie.
La ricerca dell’Istituto di scienze applicate e sistemi intelligenti del Consiglio nazionale delle ricerche di Pozzuoli (Cnr-Isasi) in collaborazione con il Centro di ricerca e biotecnologie avanzate Ceinge offre una nuova metodologia per l’identificazione e la caratterizzazione di globuli rossi malati, aventi una morfologia simile a quelli sani.

La tecnica, basata su parametri ottici dei globuli rossi, apre a nuovi metodi diagnostici per molti tipi di anemia e per i disordini ematologici in cui la forma del globulo rosso risulti alterata. Il lavoro è stato pubblicato su ACS Analytical Chemistry.

Grazie a una tecnica avanzata di imaging 3D abbiamo dimostrato di poter discriminare globuli rossi malati, aventi caratteristiche morfologiche simili rispetto al campione di controllo sano, spiega Martina Mugnano.

Andare in bici allontana cancro e diabete

Benefici superiori rispetto alla semplice passeggiata

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Da domani vi conviene montare in sella a una bicicletta per andare al lavoro. È la conclusione di uno studio pubblicato sul British Medical Journal da un team dell’Università di Glasgow.

Secondo i risultati di un’analisi che ha coinvolto 260mila cittadini britannici con età media di 53 anni, chi percorre in bicicletta una media di 60 chilometri alla settimana beneficia di una riduzione del rischio di cancro del 45% e del rischio di malattia cardiaca del 46%.

Anche chi cammina vede migliorare le proprie prospettive di salute, ma in maniera meno evidente. Il rischio di malattia cardiaca si abbassa del 27%, mentre addirittura sembra che camminare non incida minimamente sul rischio di tumore.

Si tratta di uno studio osservazionale, il che significa che viene soltanto evidenziato un dato statistico senza un’analisi approfondita del rapporto causa-effetto.

Le staminali curano la fibrosi polmonare

Ricerca italiana apre la strada a un nuovo approccio

Le staminali ottenute dal cordone ombelicale potrebbero aiutare i medici a curare i polmoni affetti da fibrosi. È il risultato raggiunto da una ricerca pubblicata su Plos One da un team dell’Università Politecnica delle Marche in collaborazione con gli Ospedali Riuniti di Ancona.

Si tratta di un lavoro pre-clinico condotto su modello animale, ma i risultati appaiono interessanti e trasferibili anche sull’uomo per i soggetti affetti da forme di fibrosi polmonare che non rispondono ai farmaci convenzionali. La fibrosi si manifesta con un progressivo ispessimento dei polmoni e la perdita della funzione respiratoria.

L’infusione di cellule mesenchimali cordonali umane per via endovenosa ha prodotto l’inibizione di una specifica sottopopolazione cellulare polmonare responsabile dello stato di fibrosi negli animali.

In ufficio si mangia troppo

Necessario un regime alimentare personalizzato

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Troppe calorie e troppo sale per chi decide di mangiare in ufficio. A dirlo è una ricerca presentata al meeting dell’American Society of Nutrition da un team del Cdc statunitense.

Lo studio si basa sull’analisi del cibo consumato da oltre 5mila lavoratori. In media, i pasti sono troppo ricchi di cereali raffinati, zuccheri e grassi, mentre la presenza di cereali integrali e di frutta è troppo bassa.

“Molto del cibo era ottenuto gratis”, sottolinea Stephen Onuphrak, uno degli autori. “I datori di lavoro potrebbero considerare l’idea di avere politiche che incoraggiano opzioni più sane a meeting ed eventi sociali”.

Secondo alcuni il segreto sta nell’organizzare un regime alimentare personalizzato.

Il test del respiro scopre i tumori

Il breath test individua il cancro esofageo e gastrico

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Un test basato sul respiro potrebbe rilevare la presenza di un cancro all’esofago e allo stomaco. George Hanna, ricercatore dell’Imperial College di Londra, ha pubblicato su Jama Oncology i dettagli di uno studio sull’argomento: «Il nostro lavoro ha mostrato il potenziale del breath test nella diagnosi non invasiva del cancro gastroesofageo in ambito clinico. Il prossimo passo sarà stabilire l’accuratezza diagnostica del test nella popolazione in ambito di cure di base dove il test sarà applicato».

Il test si basa sulla ricerca di composti chimici presenti nell’aria espirata di pazienti colpiti da cancro esofageo e gastrico. Grazie alla spettrometria di massa, i ricercatori sono stati in grado di individuare i composti organici volatili associati alla malattia. Lo studio si è avvalso di campioni prelevati da 335 pazienti fra il 2015 e il 2016.

I 5 fattori che ci allungano la vita

 

Se tutti presenti possiamo allungarla di un decennio

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Cinque scelte di vita possono renderci molto più longevi dei nostri coetanei che mostrano un approccio meno salutare.
A dirlo è uno studio apparso su Circulation a firma di Frank Hu della Harvard T.H. Chan School of Public Health di Boston, che spiega: «Il nostro lavoro mostra che la prevenzione, attraverso la dieta e le modifiche dello stile di vita, ha enormi benefici in termini di riduzione della frequenza di malattie croniche e di miglioramento dell’aspettativa di vita e di riduzione dei costi sanitari».
Grazie ai dati del Nurses’ Health Study and Health Professionals Follow-up Study e a quelli di Nhanes e Cdc riguardanti la mortalità, i ricercatori hanno verificato l’associazione fra 5 fattori di stile di vita a basso rischio e il tasso di mortalità in un follow up di 30 anni.
I 5 fattori sono una dieta sana, niente fumo, attività fisica per almeno 30 minuti al giorno, consumo …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | vita, allungamento, dieta, fumo,

La mano robotica che si muove come quella vera

Progettata in Italia la nuova protesi che non richiede bisturi

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Una mano robotica che ha le parvenze e i movimenti di una mano naturale. È il risultato del lavoro dei professionisti del Rehab Technologies Lab, laboratorio nato dalla collaborazione fra Inail e Istituto italiano di tecnologia.

Il nuovo dispositivo non ha bisogno dell’intervento di un bisturi per essere impiantato ed è molto più economico di quelli attualmente in circolazione.

La mano è stata chiamata “Hannes” in onore di Hannes Schmidl, il primo direttore tecnico del Centro protesi dell’Inail di Budrio (Bologna) e autore nel 1965 della prima mano controllata dagli impulsi nervosi trasmessi dai muscoli.

La protesi è stata progettata in maniera che “conformazione e qualità dei movimenti siano il più possibile equiparati a quelli di una mano naturale e che le persone percepiscano la protesi non come un elemento estraneo, ma come una parte di sé”.