Il brodo di pollo è come una medicina

Ha un effetto antinfiammatorio utile contro le infezioni

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La saggezza popolare talvolta si accorda con i risultati della scienza. È il caso del brodo di pollo, tradizionale “terapia” casalinga delle nonne il cui effetto benefico sull’organismo viene ora certificato da una ricerca del Nebraska Medical Center di Omaha pubblicata su Chest.
Durante le analisi, i ricercatori americani hanno osservato una riduzione nel movimento dei neutrofili grazie all’assunzione di brodo di pollo. I neutrofili sono quei globuli bianchi incaricati di contrastare le infezioni. La loro riduzione suggerisce l’idea che il brodo di pollo riesca a ridurre l’infiammazione e di conseguenza ridimensionare la portata del loro intervento.

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Il declino mentale causato da obesità e diabete

Ma i danni si possono prevenire

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L’obesità e il diabete di tipo 2 (malattie metaboliche caratterizzate da una ridotta sensibilità degli organi all’insulina, detta anche insulino-resistenza) sono una minaccia per la salute del cervello.

Le due condizioni, infatti, causano deficit cognitivi, alterando il funzionamento di un ‘interruttore’ chiave per apprendimento e memoria, il recettore per il glutammato “GluA1” che, esposto sui neuroni, serve loro per comunicare.

L’insulino-resistenza manda in tilt questo interruttore attraverso una specifica modifica chimica detta “palmitoilazione”, ovvero l’aggiunta di acido palmitico, che si accumula nel cervello quando si adotta una dieta troppo ricca di grassi saturi, al recettore stesso impedendone il funzionamento. Eliminando queste improprie modifiche chimiche, i deficit cognitivi causati da obesità e diabete si possono cancellare.

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Polpette di ricotta

Le polpette di ricotta sono una ricetta golosa, che alcuni di noi della redazione hanno avuto il piacere di gustare in Calabria.

Cosa serveCosa serve

 

250 grammi di  ricotta

100 grammi di pane

1 uovo

sale, pepe

formaggio parmigiano

aglio  schiacciato o in polvere

Come si preparaCome si prepara

In una ciotola  mettere 250 grammi di  ricotta  con 100gr. di pane integrale o non, come si preferisce. Il pane deve  essere  ammollato  cioè messo un po’ in acqua per alcuni minuti e  strizzato  bene. Mescolare un uovo, un pizzico di sale, pepe e formaggio parmigiano. A chi piace aggiungere un po’ di  aglio  schiacciato o in polvere. Mescolare tutto e fare delle polpette morbide ma non troppo altrimenti si attaccano alle mani. Qualora  dovesse  succedere aggiungere altro pane. Fare delle polpette  e disporle su una teglia con carta  da forno. Infornare a 180grammi  per circa 20minuti a forno  caldo.

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Zuccotto cioccolato e cocco

Se hai bisogno di una ricetta per soddisfare le tue voglie di cioccolato, lo zuccotto cioccolato e cocco è la combinazione che fa per te!

395 kcal

Zuccotto cioccolato e cocco

Ingredienti

  • 200 ml di acqua
  • 60 gr di fiocchi di avena 
  • espresso (2 cucchiaini)
  • 50 gr di yogurt greco 0%
  • 1 cucchiaino di Bolero al cocco
  • 100 ml di kefir
  • 10 gr di farina di semi di lino (facoltativa)
  • 5 gr di cacao magro in polvere 
  • Cocco in scaglie e gocce di cioccolato perugina decorare (2 gr + 5 gr) 

Come procedere

  • Cuocere l’avena nell’acqua insieme al caffè fino a quando non la ha assorbita tutta.
  • Nel frattempo mescolare lo yogurt con il Bolero al cocco.
  • Quando l’avena è pronta, far raffreddare un po’, aggiungere poi la farina di semi di lino (se usata), versare 3/4 di composto in una tazza praticando un foro al centro dove andremo a mettere lo yogurt.
  • Ricoprire con la restante avena, livellare e mettere in frigo tutta la notte.
  • Al mattino togliere il dolce dalla tazza capovolgendolo su un piatto, ricoprire con la crema al cacao ottenuta mescolando il kefir con il cacao magro in polvere e decorare con il cocco in scaglie e le gocce di cioccolato

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Celiachia: il mito del senza glutine e gli alimenti naturalmente privi

Una corposa parte della popolazione mondiale ormai si scopre celiaca, o sensibile al glutine. Ricordiamo che la malattia celiaca è una vera è propria malattia genetica e l’unico modo per effettuare una diagnosi corretta sono i test genetici appositi e non un semplice test delle intolleranze. Detto questo, la Celiachia o la sensibilità al glutine è una condizione spesso fastidiosa quando non si sa di averla in quanto causa gas, gonfiori costipazione ma anche stati di apatia ed affaticamento e per chi presenta davvero questa condizione, tagliare questa proteina dalla loro dieta andrà a ridurre significativamente gli effetti collaterali. Ciò significa eliminare dalla propria dieta una buona fetta di alimenti e spesso per alcuni risulta difficile sapere cosa mangiare o addirittura imbarazzante uscire a cena.

Prima di tutto ciò che bisogna fare è assolutamente EVITARE i prodotti senza glutine industriali e questo perché per ottenere prodotti senza glutine ma comunque appetibili l’industria alimentare utilizza farine raffinate e povere di nutrienti oltre ad aggiungere additivi e dolcificanti che non apportano alcun beneficio all’organismo, anzi.

Di seguito vi indico gli ingredienti di due delle categorie più famose del senza glutine:

PANE CASERECCIO Ingredienti: acqua , amido di mais , pasta madre , farina di grano saraceno 8,5% , farina di riso , fibra di mela , sciroppo di riso , amido di riso , olio di girasole , proteine di soia , sale , zucchero , lievito , addensante: ; acidificante: . Contiene derivati della soja. Senza glutine. SENZA LATTOSIO (Lattosio < 0,007g/100g) .

PASTA SENZA GLUTINE Ingredienti: Acqua, Farina di mais bianco (65%), Farina di mais giallo (29,5%), Farina di Riso (5%), Emulsionante: Mono e Digliceridi degli Acidi Grassi

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In generale i prodotti industriali di questo tipo danno scarsissimo apporto nutrizionale, basti pensare che non solo l’apporto delle proteine è dimezzato, ma che il contenuto di fibre è pressoché nullo, per cui non apportano alcun beneficio al microbiota (la flora batterica intestinale) perché vengono completamente assimilate. Inoltre le farine di mais o di riso che vengono utilizzate producono un picco glicemico immediato con grande secrezione di insulina essendo prodotti generalmente molto raffinati con indici glicemici maggiori delle farine di grano, per non parlare del fatto che, come nel primo caso, vengano aggiunti sciroppi di mais o di riso o addirittura zucchero o miele (nel pane?!?!) e tutti gli altri additivi seguire.

I celiaci quindi come si devono orientare?

Esistono alcuni prodotti glucidici commerciali biologici fatti con farine di legumi, che sono qualitativamente migliori ed apportano micronutrienti e proteine (guardate sempre gli ingredienti, e se è una lista più lunga di 3/4 voci, evitateli). Meglio ancora però utilizzare prodotti naturalmente privi di glutine come i cereali a chicco come il riso (integrale, basmati, nero, rosso ecc), grano saraceno, quinoa o il miglio, che oltre ad essere molto buoni, sono cereali non raffinati e che quindi mantengono tutte le loro proprietà nutritive (maggiori rispetto anche alla semplice pasta di grano).

Anche preparare prodotti fatti in casa utilizzando farine di grano saraceno o utilizzare le patate come primo ad esempio, può essere utile nell’abituarsi al senza glutine.

Non è quindi poi così difficile nutrirsi per un celiaco, che invece di ossessionarsi per ciò che non può mangiare, può imparare ad utilizzare prodotti migliori ed abituarsi a farlo, soprattutto se poi impara a pianificare i pasti, rendendo il tutto anche meno stressante.

I prodotti naturalmente privi di glutine infatti hanno il vantaggio di poter essere cotti e conservati in frigo per poi utilizzarli per varie preparazioni durante la settimana. Inoltre i benefici sul corpo saranno maggiori delle rinunce, infatti il celiaco eliminando il glutine, noterà immediatamente cambiamenti sul proprio corpo e nel proprio organismo: energia per tutto il giorno, pelle più luminosa ed una maggiore regolarità intestinale.

Ricetta Cheesecake light alla pera

La cheesecake è un dolce che non può non piacere proprio per la presenza della crema di formaggio, che non è proprio l’alimento ideale per chi vuole seguire un certo tipo di alimentazione. Ecco che la  fitness kitchen di Irene sforna un’idea per gustare la cheesecake, senza perdere di vista i tuoi obiettivi fitness.
Macros 309 kcal 45c 23p 1f

Ingredienti Ricetta Cheesecake light alla pera

  • 2 tavolette di Weetabix (32gr)
  • 180 gr di yogurt greco magro 0% grassi
  • 1 pera (170 gr circa)
  • 2 cucchiai di sciroppo alla vaniglia zero calorie
  • 10 gr di vitafiber
  • 20 gr di acqua
Come procedere 
  • In un pentolino sciogliere il vitafiber nell’acqua e portare a bollore per qualche minuto.
  • Lasciare raffreddare fino a che prende una consistenza simile ad uno sciroppo.
  • Nel frattempo che raffredda, sbriciolare in una ciotola le tavolette di Weetabix, in un’altra ciotola mescolare lo yogurt con un cucchiaio di sciroppo alla vaniglia ed infine tagliare la pera a cubetti.
  • Quando lo sciroppo ottenuto con il vitafiber è freddo, mescolarlo insieme al Weetabix e formare una base uniforme e compatta sul fondo di una piccola teglia apribile ricoperta con la carta da forno.
  • Mettere in frigo 10/15 minuti poi aggiungere lo yogurt e la pera a cubetti. Rimettere in frigo per un’altra mezz’oretta (io l’ho preparato la sera prima…) aggiungere lo sciroppo alla vaniglia sopra la pera e buon appetito!

Ictus, la dieta mediterranea potrebbe favorirlo

Il consumo di sale è l’imputato principale

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Regime dietetico di certo salutare nel complesso, la dieta mediterranea tuttavia potrebbe favorire nello specifico l’insorgenza dell’ictus.
A dirlo è Simona Giampaoli del Dipartimento Malattie Cardiovascolari dell’Istituto Superiore di Sanità. In Italia il rischio di ictus è più alto della media dei paesi occidentali. Questo essenzialmente per due motivi: il primo è legato al tasso di sopravvivenza più elevato rispetto ad altri paesi, l’altro al regime alimentare più diffuso nel nostro paese, la dieta mediterranea appunto.
Spiega la dott.ssa Giampaoli: «Si tratta di una dieta caratterizzata da un elevato consumo di sale, fattore non indifferente nello sviluppo di ipertensione arteriosa, di malattie cardio-cerebrovascolari, di patologie renali, di tumori del tubo digerente, di osteoporosi».
In realtà, la struttura complessiva della dieta mediterranea è positiva.

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La colazione ideale dei ragazzi esiste..anche al bar

Secondo i ricercatori della Umea University, in Svezia, la colazione ideale dei ragazzi dovrebbe includere proteine, grassi “buoni” e carboidrati dalla frutta o verdure e cereali integrali.  

A casa.. una tazza di latte con il caffè (anche orzo) o il cacao, oppure lo yogurt, forniscono proteine a cui aggiungere cereali integrali o muesli, oppure una fetta di pane con la marmellata e frutta a merenda. In alternativa, frutta, pane e marmellata a colazione e lo yogurt a merenda! Oppure, tè verde, yogurt con muesli e frutta fresca, e 20 mandorle a merenda. Richiede solo un minimo di organizzazione per evitare di saltarla.

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Al bar..la brioche, ricca di grassi, purtroppo non sazia e, pur essendo buona al gusto, dal punto di vista nutrizionale è povera. Per la colazione al bar, che non deve essere un rito quotidiano, meglio scegliere una fetta di torta senza creme (tipo crostata o torta di mele) e un cappuccino o latte macchiato.

Il caffè allunga la vita

La bevanda riduce l’infiammazione e favorisce la longevità

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Sono tanti gli studi che attribuiscono al caffè proprietà benefiche per la salute dell’uomo. A riconfermarlo sono anche le parole di Sebastiano Marra, direttore del Dipartimento Cardiovascolare del Maria Pia Hospital di Torino, che spiega: «Quattro o cinque tazzine di caffè al giorno, anche decaffeinato, riducono la mortalità cardiovascolare in follow up che vanno da 10 a 18 anni. A lungo termine, bere caffè ha un effetto positivo. Il chicco di caffè è la sostanza con più antiossidanti esistente in natura».
«Esistono dati – continua Marra – su oltre 10mila individui che rivelano che chi assume caffè, sul lungo periodo, ha meno ansia, dorme meglio, non ha la pressione più alta rispetto a chi non lo beve. Uno studio francese che ha analizzato oltre 200mila persone, su un periodo di 8-10 anni, riferisce dati positivi sulla mortalità».

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Sclerosi multipla, può aiutare una dieta ipoproteica

Meno proteine e grassi animali si traducono in un miglioramento dei sintomi

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Un articolo pubblicato su Frontiers in Immunology apre nuove e interessanti prospettive per i pazienti affetti da sclerosi multipla.
Un gruppo di ricercatori delle Università degli Studi di Milano (professor Mario Clerici) e di Verona (professoressa Giovanna Felis) e della Fondazione Don Carlo Gnocchi, IRCCS (dottoresse Marina Saresella, Laura Mendozzi e Valentina Rossi) ha infatti dimostrato che una particolare dieta può influenzare positivamente il decorso di malattia.
All’inizio dello studio, durato due anni, a un gruppo di pazienti con sclerosi multipla cronica progressiva è stato chiesto di attenersi a una dieta caratterizzata da un minimo consumo di proteine e grassi animali e di alimenti raffinati e un alto consumo di alimenti di origine vegetale: nel contempo, il gruppo di controllo ha continuato a utilizzare una classica dieta occidentale.

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