La crononutrizione, sapere quando mangiare è fondamentale


Le tempistiche influenzano la risposta del metabolismo

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Forse il problema non è “quanto” ma “quando”. Parliamo del mangiare e della nostra continua lotta contro l’aumento di peso. Mangiare un bel piatto di pasta a pranzo ha effetti diversi rispetto al consumo della stessa identica portata a cena.
Ciò che cambia è infatti la risposta del nostro metabolismo, che sembra prediligere un apporto maggiore di nutrienti durante la prima fase della giornata.
È il principio alla base della crononutrizione, regime alimentare che sottolinea l’esigenza di sincronizzare i pasti con il proprio orologio interno.
Su Diabetic Medicine è stata recentemente pubblicata un’analisi incentrata su soggetti colpiti da diabete di tipo 2. Quelli che facevano colazione tardi mostravano maggiori possibilità di avere un indice di massa corporea più elevato rispetto a chi ha invece l’abitudine di far colazione al mattino presto. Tutto ciò a parità di calorie assunte, …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

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Quanto la mia statura influisce sulla mia capacità di perdere peso?

Mettiamo da parte le invidiatissime modelle e tutte le fortunate dalle gambe infinite, perchè è stato confermato da medici e studiosi che la capacità di perdere peso può essere inficiata dalla statura.

Secondo la rivista americana Shape.com, la ragione è piuttosto semplice: più massa muscolare si ha, più velocemente funziona il metabolismo, e le persone alte ne hanno di più semplicemente perchè sono nate così. La massa magra, infatti, ha un forte impatto sul metabolismo determinando quante calorie brucia il corpo a riposo. Di conseguenza, più muscoli hai, più alto sarà il tuo metabolismo e più potrai mangiare.

Inoltre, a parità di fattori (età, livello di attività, ormoni, peso iniziale, schemi di sonno ) le persone basse impiegano più tempo per perdere peso: sarà più facile perdere 5 kg per una persona avente un peso iniziale di 100kg piuttosto che per una persona bassa da 60kg. Questo è lo stesso motivo per cui è più difficile perdere 5kg all’inizio del percorso di dieta rispetto agli ultimi 5kg che mancano per raggiungere il proprio obiettivo.

Quanto la mia altezza influisce sulla mia capacità di perdere peso?

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Tumore alla tiroide, dove operarsi?


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Piccola ghiandola situata alla base del collo, la tiroide gioca un ruolo importante nel regolare il metabolismo di tutto il corpo grazie alla produzione di due ormoni: la tiroxina (T4) e la tri-iodo-tironina (T3). Anch’essa, come gli altri organi, può sviluppare tumore.
“La neoplasia alla tiroide rappresenta il 4% di tutti i carcinomi umani. La sua incidenza negli ultimi 20 anni è andata crescendo, ma ciò dipende probabilmente dalla migliorata capacità diagnostica. Grazie all’introduzione dell’ecografia, infatti, oggi riusciamo a individuare noduli di piccole dimensioni che in passato sfuggivano al nostro controllo”, spiega Rossella Elisei, Professore Associato di Endocrinologia e Dirigente Medico Unità Operativa Endocrinologia presso l’Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana.
“In percentuale, le donne sono molto più interessate da questo tumore rispetto agli uomini, in un rapporto …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

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Le proteine «atletiche»

Klotho e miochina ridanno vigore ai muscoli

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L’efficienza fisica e mentale è questione anche di proteine. Nuove ricerche scientifiche, alcune delle quali condotte da ricercatori di UPMC-Centro Medico dell’Università di Pittsburgh, Stati Uniti, e UPMC Italy attestano che esistono alcune proteine ‘atletiche’, almeno due, in grado di rallentare l’invecchiamento cellulare, e dunque anche biologico, offrendo all’organismo più quantità e qualità di vita.

La prima proteina si chiama klotho, è un ormone appartenente alla famiglia di proteine transmembrane, e ha un ruolo chiave nell’aumentare la sensibilità delle cellule all’insulina, ma anche nella regolazione del metabolismo e dei processi di invecchiamento, con benefici tanto migliori se la sua attività è stimolata dall’esercizio fisico.

Dieta chetogenica e alcol: è possibile?

La dieta del momento, ovvero la dieta chetogenica, è nota per essere poco amica di carboidrati e zuccheri, per tanto valida per brevi periodi di tempo.
Non solo, la dieta chetogenica non prevede la possibilità di introdurre alcol, non tanto per la quantità di carboidrati presenti in ogni drink, ma per il modo in cui il corpo recupera energia da esso.

Il metabolismo dei nutrienti sembra essere dunque il principale problema dell’introduzione di anche un solo bicchiere di alcol nella dieta chetogenica, come dice Kristen Macinelli alla rivista americana Shape. Una volta ingerito l’alcol, il fegato lo metabolizza in energia. Questo può comportare l’ossidazione dei acidi grassi dell’80%.

In poche parole invece di bruciare grasso per produrre energia, l’energia viene recuperata dalle calorie dell’alcol consumato. Non è per tanto la fine del mondo, ma di sicuro nemmeno il modo migliore di sfruttare i benefici della dieta chetogenica.

Se comunque sei la tipa da happy hour ma non vuoi rinunciare ad un bicchiere in compagnia, non preoccuparti, basta fare un po’ di attenzione alla tipologia di alcolico e bere con moderazione.

Per prima cosa dovresti riconsiderare vino, birra e champagne in favore di alcune tipologie di spiriti. Non importa la tipologia, tutti hanno lo stesso ammontare di calorie provenienti dall’alcol e nessuno da carboidrati. Leggi anche Tequila shot: agave ed effetti sul peso

Il vino non è particolarmente ricco di carboidrati, e a seconda dell’ammontare dei carboidrati previsto dal tuo piano alimentare potrebbe essere inserito più facilmente rispetto alla birra.
Quindi cattive notizie, per gli amanti di quest’ultima.

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Una molecola per aiutare i malati di Huntington

In grado di rallentare l’evoluzione della malattia

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Una molecola sperimentale potrebbe diventare il modello su cui basare nuovi farmaci contro la malattia di Huntington, una grave e rara condizione genetica neurodegenerativa che colpisce la coordinazione dei movimenti e porta a un inarrestabile declino neurologico.

È il risultato di una ricerca condotta dal Laboratorio di Neurogenetica e Malattie Rare dell’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli (IS) e pubblicata sulla prestigiosa rivista scientifica Human Molecular Genetics.

La molecola agisce su un recettore legato al metabolismo degli sfingolipidi, e in particolare a quello della sfingosina-1-fosfato (S1P), un lipide essenziale per la sopravvivenza delle cellule neuronali. Studi precedenti condotti dallo stesso laboratorio avevano già dimostrato come gli sfingolipidi giochino un ruolo centrale nella malattia di Huntington.

L’alcol danneggia le ossa

I danni del binge drinking sulle ossa dei giovani

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Bere alcol in quantità esagerate non ha effetti negativi solo sugli organi, ma finisce per danneggiare anche le ossa. È stato provato che l’alcolismo costituisce un fattore di rischio per l’osteoporosi, in quanto pregiudica la massa ossea e conduce a un deterioramento generale del metabolismo osseo.

Uno studio pilota condotto dall’Università di Vienna suggerisce che un consumo eccessivo di alcol – fenomeno noto come binge drinking – ha un impatto negativo sul tessuto osseo dei giovani.

Chiunque consumi alcol in maniera eccessiva e per un lungo periodo di tempo può danneggiare le ossa anche prima che venga raggiunto il punto di massimo sviluppo osseo, che si verifica attorno ai 20 anni.

20 suggerimenti per avere la pancia piatta e sgonfia

Solo a vedere quel numero nel titolo, probabilmente ti sarà venuta l’ansia. In realtà, cambiando prospettiva, vedrai solo una moltitudine di soluzioni da leggere e mettere in pratica se il tuo obiettivo è quello di avere la pancia piatta e sgonfia.

Puoi ancora goderti gli aperitivi, ma ad una condizione. E’ risaputo come l’alcol e la sua presenza nel corpo rallenti la capacità di quest’ultimo di bruciare grassi. Tutta via se ti attieni a delle dosi standard di un bicchiere di vino o di birra, puoi ancora goderti l’aperitivo.

Cerca di rimanere calma. L’ansia sollecita la produzione di cortisolo, l’ormone che induce il corpo a conservare grasso in eccesso. Respira profondamente, fai partire il respiro dalla pancia, per circa 10 conteggi e cerca di alleviare i momenti di stress.

Mangia. Mangiare troppo poco, fa si che il tuo corpo vada in modalità “fame” e di conseguenza aumenti la probabilità di conservare il grasso in eccesso piuttosto che bruciarlo.

Controlla le tue sessioni di cardio. I muscoli sono metabolicamente più attivi del grasso, il che vuol dire che più ne hai più il tuo metabolismo funziona velocemente. L’allenamento di resistenza è fondamentale a questo scopo, quindi cerca di aggiungere cardio il giusto che serve.

Attieninti all’integrale. Preferire gli alimenti integrali ti aiuterebbe a mantenere la pancia piatta in maniera maggiore.

Allena qualsiasi angolo. Quando esegui un circuito per definire gli addominali, pensa ai tre piani di movimento. Prova quindi crunch e crunch inversi (per allenare gli addominali dall’alto verso il basso e avanti e indietro), piegamenti del busto laterali in piedi (per allenare la parte frontale) e torsioni (per allenare i muscoli in maniera traversa).

Affidati al te verde. L’EGCG, un antiossidante contenuto nel te verde, sembra aumenti la capacità metabolica. Ovviamente non esagerare, ma inserisci una tazza di tè verde nel tuo piano alimentare.

Dormi. La mancanza di sonno può rallentare il metabolismo. Per tanto non privarti mai delle tue 8 ore di sonno.

Aggiungi erbe al tuo piano alimentare. Zenzero, camomilla e menta, sembra abbiano un effetto sgonfiante e sopporterebbero una corretta digestione.

Attenta agli zuccheri. Alcune ricerche dimostrano come lo zucchero sia molto più presente nella nostra giornata alimentare di quanto crediamo. Non sempre infatti lo inseriamo sotto forma di zolletta o bustina di zucchero, basta anche solo fare riferimento ai cibi confezionati, che la quantità di zucchero spicca il volo. Cerca quindi di leggere sempre le etichette, quando fai la spesa.

Segui la regola del 10%. Se dunque non hai bisogno di fare 100 crunch per eliminare il grasso addominale, è vero che allenare questa zona nello specifico è considerato uno step necessario a fine allenamento. L’ideale sarebbe passare la maggior parte del tempo ad allenare il resto del corpo e dedicare non più del 10% del totale del tuo allenamento agli addominali.

Go big or go home. Quando ti alleni prediligi l’allenamento dei grandi gruppi muscolari e più di un gruppo muscolare alla volta, invece dei movimenti isolati. Questi esercizi bruciano più calorie.

Semplifica la cena. Cerca di attenerti ad un piatto semplice fatto di proteine e verdure, ed evita possibilmente i dolci, così da evitare il pericolo di ritenzione idrica.

Scrivi un diario. Alimentare, s’intende, in maniera tale da tenere sotto controllo quello che mangi ed eliminare le eventuali cause di gonfiore.

Evita le fritture. Sono difficili da digerire ed è più probabile ti facciano sentire gonfia.

Aggiungi un pizzico di sprint. All’interno della tua sessione di cardio, inserisci dai 10 ai 30 secondi di sprint. Puoi utilizzare il tappeto, la bike o qualsiasi altri attrezzo. In questa maniera brucerai una maggiore quantità di calorie.

Prova a sostituire la sedia con la fitball. Se qualche tua collega già lo fa, non prenderla per matta. Questa sostituzione in realtà ti permette di attivare gli addominali alla ricerca dell’equilibrio mentre sei seduta.

Ridi. Al pari del fatto di mantenere la calma, una buona risata è quello che ti serve perchè durante una risata contrai gli addominali. Va da se che non è l’unica cosa da fare.

Attenta al sale. Il sale serve al corpo per funzionare, ma troppo sale può causare ritenzione. Elimina i cibi troppo conditi e cerca di preparare i pasti il più delle volte in maniera tale da mantenere sotto controllo la quantità di sale.

Non mangiare aria. Bere dalla cannuccia e masticare gomme possono causare un accumulo di aria in pancia, aumentando le dimensioni del giro vita. Inoltre, masticare bocconi più piccoli può aiutarti a sbarazzarti da quella sensazione di gonfiore dopo i pasti.

L’olio di camelina riduce il colesterolo

Livelli totali e di Ldl abbattuti

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L’olio ricavato dalla camelina, pianta delle Brassicacee nota come “falso lino”, avrebbe un effetto protettivo nei confronti del colesterolo. Secondo i dati di uno studio apparso su Molecular Nutrition & Food Research a firma di ricercatori dell’Università della Finlandia Orientale, l’olio di camelina avrebbe la capacità di ridurre i livelli di colesterolo totale e di colesterolo Ldl.

La ricerca ha analizzato le associazioni fra olio di camelina, pesce grasso e pesce magro con il metabolismo dei lipidi e del glucosio. Allo studio hanno preso parte 79 persone fra i 43 e i 72 anni che mostravano una concentrazione ridotta di glucosio a digiuno.

I volontari hanno consumato pesce grasso o magro per 4 volte alla settimana, oppure hanno assunto una dose giornaliera di 30 ml di olio di camelina per 12 settimane. Gli effetti più evidenti sono stati quelli prodotti da quest’ultimo.

4 strategie per ridurre il grasso addominale secondo la fitness guru Jillian Michaels

La corsa all’iscrizione in palestra è già iniziata e tra i tanti obiettivi che ti sei prefissata di raggiungere, quello di ridurre il grasso addominale di sicuro si posiziona per lo meno nella top 3.L’errore comune in cui tutti incappano è quello di credere che si può ridurre in grasso in maniera localizzata. Così non è. O meglio la perdita di grasso in eccesso è dipende dall’allenamento muscolare e dal fatto di bruciare calorie.

Inutile quindi eseguire crunch all’infinito allenando solo ed esclusivamente gli addominali pensando di far emergere la tanto agognata tartaruga.

Secondo la guru del fitness Jillian Michaels ci sarebbero 4 strategie per ridurre il grasso addominale che dovresti provare

Visto e considerato che non si può ridurre il grasso in maniera localizzata, l’unico modo è quello di allenare più gruppi muscolari contemporaneamente. Allenamento HIIT ed esercizi come i plank sono sicuramente tra gli esercizi consigliati in quanto allenano addome, petto, spalle, tricipiti e quadricipiti. Anche i push-up rientrano tra gli esercizi da provare per raggiugnere l’obiettivo di sbarazzarsi del grasso addominale in eccesso.

Non esistono cibi che bruciano grasso in eccesso, in senso letterale. Ci sono però dei cibi che aumentano la produzione di un determinato tipo di ormoni quali l’insulina e il cortisolo, nemici del tuo addome piatto. Cerca quindi di evitare cibi confezionati, farine raffinate, cibi ad alto contenuto di sale e soprattutto occhio al consumo di alcol.

Jillian Michaels

Bevi acqua. Contrariamente a ciò che si crede, non esiste una regola generale sul consumo d’acqua giornaliero. Ognuno ha un bisogno specifico in base al corredo genetico, il tasso di attività e così’ via. Il trucco sta nel vedere sempre il colore delle urine, che sia sempre chiaro. I motivi per cui bere acqua supporterà il tuo obiettivo di perdere grasso addominale sono 2: può accelerare il tuo metabolismo fino al 3% e liberarti da aria e acqua in eccesso.

Introduci nel tuo piano alimentare cibi ricchi di vitamina C in quanto inibiscono la produzione di cortisolo. Limone e frutti di bosco ne sono particolarmente ricchi.