Il naso elettronico che fiuta il tumore del polmone

Diversi i progetti italiani in sperimentazione

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Fiutare il tumore del polmone grazie a un naso elettronico emulando le capacità innate dei cani. È il principio dell’apparecchio ideato dall’Università Campus Biomedico di Roma che ora affronterà una sperimentazione di un anno presso il prestigioso Memorial Sloan Kettering di New York.

All’interno del dispositivo agiscono dei cristalli di quarzo che, a contatto con il respiro emesso a quattro diverse temperature, vibrano formando un grafico dal quale si evincono le condizioni di salute del paziente che si è sottoposto al test.

I vantaggi di questa tecnologia sono molteplici, spiega Pierfilippo Crucitti, il professore di Chirugia toracica a capo del team di ricerca che ha progettato l’apparecchio. Si tratta di uno strumento di diagnosi in grado di effettuare analisi di precisione, non invasivo, a basso costo e utilizzabile su larga scala.

Gravidanza, rischio di malformazioni se si assume il litio

La terapia per la depressione è incompatibile con lo sviluppo del feto

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Le donne incinte che soffrono di depressione non possono essere trattate con il litio, pena la possibile insorgenza di malformazioni nel feto.

A confermarlo è uno studio pubblicato su The Lancet Psychiatry da un team della Icahn School of Medicine at Mount Sinai di New York. Il litio, largamente utilizzato per il trattamento della depressione grave, può causare malformazioni congenite nel nascituro e raddoppiare i tassi di riammissione in ospedale.

La metanalisi condotta dai ricercatori americani ha indagato gli effetti della terapia su 727 donne esposte al litio rispetto ad altre 21.397 gravidanze di madri con disturbi dell’umore che però non assumevano la sostanza.

Fra i bambini esposti al litio durante il primo trimestre, il tasso di malformazioni è risultato una volta e mezzo più frequente rispetto ai bambini non esposti (7,4% contro il 4,3%).

Scoperto il “regista” che dà vita all’embrione

Organizza il processo di sviluppo delle cellule indifferenziate

Per dar vita a un embrione c’è bisogno di un regista, una sorta di coordinatore dei lavori. Lo ha scoperto un team della Rockefeller University di New York, che ha pubblicato su Nature i dettagli dell’indagine diretta da Ali Brivanlou.

Per giungere alla scoperta, i ricercatori si sono serviti di cellule staminali embrionali posizionate su una piccolissima impalcatura. Le cellule sono state fatte crescere e indotte a organizzarsi con l’aiuto di fattori di crescita finché non ha preso il via la catena di eventi durante la quale una staffetta di proteine ha cominciato a organizzarle in maniera precisa e ordinata.

Un cuore di staminali

Le cellule hanno creato un modello di muscolo cardiaco

Un cuore artificiale costruito attorno a un nucleo di cellule staminali pluripotenti indotte (iPS). È ciò che hanno realizzato i ricercatori della Columbia University di New York, pubblicando i risultati su Nature.

Le staminali hanno creato un modello di muscolo cardiaco simile a quello umano, introducendo una stimolazione elettrica e meccanica mirata, in una fase precoce.

Il modello potrebbe servire ai ricercatori per testare gli effetti di alcuni farmaci e sostanze tossiche.

Le iPS vengono prelevate da un adulto e riprogrammate per tornare a uno stato pluripotente, dopodiché si trasformano in tipi cellulari diversi.

Tessuti cardiaci umani coltivati in laboratorio che mostrano il comportamento del muscolo cardiaco originale sarebbero rivoluzionari per la ricerca biomedica.

Il diabete aumenta il rischio di depressione post-parto

Rischio aumentato del 70% secondo uno studio americano

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Sviluppare il diabete gestazionale non è cosa di poco conto. Secondo una recente ricerca del Mount Sinai Hospital di New York, le donne che soffrono della condizione durante la gravidanza mostrano un rischio del 70% più alto di sviluppare anche una forma di depressione post-parto.

Secondo lo studio diretto da Michael Silverman e pubblicato su Depression and Anxiety, nella graduatoria dei fattori di rischio il diabete gestazionale è secondo soltanto all’eventuale depressione pre-esistente in epoca precedente alla gravidanza.

Lo studio ha analizzato le primipare svedesi dal 1997 al 2008 per un totale di 700mila gravidanze, fra cui si sono registrati circa 4.400 casi di depressione nel primo anno di vita del bambino.

Allenarsi in palestra per sviluppare mente e muscoli

Mens sana in corpore sano. Lo sanno tutti. Ma al binomio sai anche di dover aggiungere l’umore. La rivista americana Shape riporta che una nuova ricerca sta dimostrando che può avere un effetto altrettanto profondo sulle tue capacità di pensiero. “Allenarsi è una delle cose più potenti che si possano fare per rafforzare il cervello”, afferma Wendy Suzuki, Ph.D., professore di scienze neurali e psicologia presso la New York University. “Un singolo allenamento innesca cambiamenti fisiologici che migliorano la funzione mentale”, dice.

“Fare una passeggiata stimola il rilascio di serotonina, dopamina, noradrenalina e endorfine e ti fa sentire più calmo e felice”, spiega Suzuki. Questi effetti durano per diverse ore, ma se vai in palestra regolarmente, possono persistere a lungo termine. L’esercizio ti allena a spingere te stesso al massimo e questo potrebbe aiutarti a mantenere la calma quando sei sotto pressione, secondo quanto scoperto dalla Macquarie University di Sydney, in Australia. L’esercizio fa scattare anche la produzione di norepinefrina, un neurotrasmettitore che costruisce la capacità di recupero del cervello allo stress.

Oltre a renderti più felice, i tuoi allenamenti stanno aiutando letteralmente il tuo cervello. Mentre sudi, gli acidi grassi del tuo sistema si scompongono in corpi chetonici. Secondo la ricerca dell’Università di New York, queste molecole attivano il gene responsabile della produzione di fattore neurotrofico derivato dal cervello (BDNF). “Il BDNF stimola la creazione di nuove cellule cerebrali, aiuta le cellule nervose a comunicare e rafforza le sinapsi cerebrali per migliorare i tempi di reazione, la memoria e il processo decisionale”, afferma l’autore dello studio Moses V. Chao, Ph.D. L’esercizio aumenta anche il volume dell’ippocampo, un’area del cervello che regola la memoria, del 2% ogni anno, secondo i ricercatori dell’Università dell’Illinois, Champaign-Urbana. “Le nuove cellule e le connessioni neurali aumentate migliorano la memoria a lungo termine e a breve termine”, afferma l’autore dello studio Arthur Kramer, Ph.D. Le persone che non si sono allenate hanno perso l’1,4 percento del volume nella stessa area. In conclusione: essere sedentari può essere rischioso per la tua mente quanto avere i geni dell’Alzheimer.

Rendi il tuo cervello il più forte possibile con queste strategie di sviluppo della mente e dei muscoli:

Varia la tua routine

Il cardio produce neurotrasmettitori di benessere e materia grigia, mentre “l’allenamento di resistenza protegge le cellule cerebrali specialistiche della materia bianca che trasmettono messaggi da una parte del cervello a un’altra”, dice Teresa Liu-Ambrose, Ph.D., professoressa nel reparto di fisioterapia presso l’Università della British Columbia. Lo yoga ha i suoi vantaggi: se combinato con la meditazione, un’ora della settimana migliora la memoria, il multitasking e lo stato d’animo, è stato trovato uno studio. “Lo yoga aumenta la connettività in parti del cervello coinvolte nella memoria, nelle abilità linguistiche e nell’attenzione”, afferma la ricercatrice Helen Lavretsky, M.D. “Riduce anche lo stress e l’infiammazione”. (Prova questa settimana di allenamenti perfettamente bilanciata per adattarli tutti al tuo programma.) Otterrai punti extra per attività che richiedono di pensare in piedi, come una lezione di danza; rendono la tua materia bianca ancora più sana, secondo la rivista Frontiers in Aging Neuroscience. “Quando impari nuove mosse o memorizzi la coreografia, il tuo cervello cambia, un effetto che i neuroscienziati chiamano plasticità”, dice Chao. “Invecchiando, i nostri circuiti tendono a diventare meno plastici, ma fare qualcosa di diverso può aiutare a stimolare la tua mente a renderla più forte e più acuta”.

Allenati presto

“Fai i tuoi allenamenti quando hai bisogno che il cervello aumenti di più – al mattino, per aiutarti a concentrarti, imparare e conservare nuove informazioni”, dice Suzuki. Ti sentirai anche più vigile e positivo per il resto del giorno. E spingiti fuori dalla tua zona di comfort: “I vantaggi di un allenamento moderato o intenso di 45 minuti dureranno per diverse ore”, dice. (Ci sono ancora più benefici per la salute degli allenamenti mattutini che ti convinceranno ad alzarti dal letto).

Allenati all’aria aperta

Fare la tua routine all’aria aperta potrebbe essere ancora meglio per la tua mente. La luce solare aumenta la serotonina, il che ti fa sentire felice e sveglio. Diventare attivi fuori stimola anche il pensiero critico: uno studio su PLOS Uno ha rilevato che dopo aver trascorso tre giorni in natura, gli escursionisti hanno ottenuto il 50% di miglioramento in compiti di risoluzione dei problemi.

Svolgere attività all’aria aperta ha anche un effetto di recupero. “Essere nella natura permette alla corteccia prefrontale – il centro di comando del cervello – di comporre e riposare”, dice David Strayer, Ph.D., professore di cognizione e neuroscienza all’Università dello Utah. “Il tuo cervello ha bisogno di giorni di riposo proprio come fanno i tuoi muscoli, e andare fuori lo libera.”

Fai rifornimento con il cibo adatto

Mangia uno spuntino con 20 grammi di proteine ​​e 35 grammi di carboidrati fino a 90 minuti dopo un allenamento di intensità bassa o moderata. Se ti alleni di più, vai per 30 grammi di proteine ​​e 55 grammi di carboidrati. Oltre a riparare i muscoli, la proteina eroga tirosina, un amminoacido che stimola la produzione di un neuropeptide che ti fa sentire più sveglio, secondo uno studio pubblicato sulla rivista Neuron. I carboidrati riempiono le tue riserve di glucosio per produrre energia per il tuo cervello e il tuo corpo, dice Michele Olson, Ph.D., professore di scienze dello sport all’Huntingdon College di Montgomery, in Alabama.

Bevi più acqua

Pesati prima e dopo l’allenamento, quindi bevi una pinta d’acqua per ogni mezzo kilo che si perde, suggerisce Lawrence Armstrong, Ph.D., direttore del Human Performance Laboratory presso l’Università del Connecticut. Questo è il modo più efficace per reidratare, che è essenziale se si desidera sfruttare i potenziamenti del cervello dall’esercizio. La ricerca di Armstrong ha scoperto che anche una lieve disidratazione può farti sentire a disagio. “Ogni cellula del nostro corpo ha bisogno di acqua per funzionare, ma il cervello sembra essere uno dei più sensibili alla perdita d’acqua”, dice Armstrong. (Seriamente. L’acqua risolve praticamente ogni problema che hai.)

Trova un compagno di allenamento

Quando fai esercizio con un amico, tendi a spingere più forte e ti senti più felice dopo. L’interazione sociale ha benefici speciali: passare il tempo con un amico aumenta le prestazioni cognitive, secondo la ricerca dell’Università del Michigan. Uscire con gli altri riscalda i processi mentali necessari per la risoluzione di altri problemi, dicono i ricercatori. Un compagno di palestra ti motiva anche a seguire la routine della tua palestra, così il tuo cervello può continuare a crescere e diventare più forte.

Le sigarette elettroniche danneggiano il Dna

Ma il rischio di cancro è comunque ridotto

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Niente da fare, neanche le sigarette elettroniche sono innocenti. Secondo uno studio pubblicato su Pnas dall’Università di New York, l’esposizione al fumo delle sigarette elettroniche ha effetti negativi sul Dna, modificando in particolare le cellule cardiache, dei polmoni e della vescica e aumentando il rischio di cancro.

Sarebbero soprattutto nicotina e nnk (chetone nicotina-derivato della nitrosammina) le sostanze imputate di questi effetti.

Nel complesso, le sigarette elettroniche hanno un numero di agenti cancerogeni inferiore rispetto alle sigarette tradizionali, ma gli “svapatori” non sono immuni dal rischio di cancro e sono comunque più esposti di chi non fuma al pericolo di insorgenza della malattia, in particolare cancro della vescica e dei polmoni.

Tumori, un’alterazione genetica li provoca

Nuova scoperta di ricercatori italiani

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La fusione di due geni ha come effetto l’insorgenza di alcuni tipi di tumore, fra cui il glioblastoma, temibile cancro del cervello.

A scoprirlo è un team della Columbia University di New York guidato dai ricercatori italiani Antonio Iavarone e Anna Lasorella. Quando si incontrano, FGFR3 e TACC3 mettono in moto un meccanismo molecolare che aumenta l’attività mitocondriale. Grazie alla maggiore disponibilità di energia, le cellule tumorali ricevono così una spinta fondamentale alla loro diffusione.

Oltre ad essere responsabile di una certa quota di glioblastomi, la fusione dei due geni dà vita anche ad altri tumori, fra cui quello del polmone, dell’esofago, della vescica, della mammella, della cervice uterina e di testa e collo.

Sclerosi multipla, il metodo Zamboni non serve

I dati dello studio Brave Dreams smentiscono l’efficacia dell’approccio

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Sembrano risolutivi i dati emersi dallo studio Brave Dreams sull’efficacia o meno del cosiddetto metodo Zamboni in caso di sclerosi multipla.

L’ipotesi del prof. Paolo Zamboni dell’Università di Ferrara era che l’insufficienza venosa cronica cerebrospinale (CCSVI) – malattia da lui stesso individuata – fosse correlata all’insorgenza della sclerosi multipla. Così non è, secondo i dati dello studio finanziato dalla regione Emilia-Romagna, pubblicati su Jama Neurology e presentati dallo stesso Zamboni durante il Veith Symposium di New York.

«L’intervento di angioplastica non ha avuto alcuna efficacia nel modificare il naturale decorso clinico della malattia, né l’accumulo di nuove lesioni cerebrali», spiega in un comunicato l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara. Di conseguenza, l’intervento non è indicato nei pazienti affetti da sclerosi multipla.