Meal prep: Vi il primo lunchbox che entra in tasca!

Gli addominali si costruiscono in cucina. Purtroppo, è una delle poche certezze che abbiamo. Chi si allena costantemente, sa bene che prima ancora di impegnarsi in estenuanti sessioni di crunch, plank e chi più ne ha più ne metta, quello che metti nel piatto è fondamentale.

Lavoro, palestra, eventi, e ti ritrovi a mangiare in maniera del tutto casual vanificando ogni singola goccia di sudore buttata in palestra.

Il meal prepping è una pratica da far rientrare nella propria routine di allenamento se si sta percorrendo una strada per raggiungere dei risultati ben precisi: uno dei problemi che noi personalmente riscontriamo ogni giorno è che oltre alla borsa della palestra, la borsa del computer e l’immancabile borsa per cellulare, chiavi, fazzoletti e make up, si deve aggiungere quella dei pasti. Demotivante vero?

In questo senso abbiamo avuto la fortuna di imbatterci in un progetto veramente interessante Vi lunchbox ideato da Enrica, Manfredi e Riccardo (studenti universitari) che coniuga design, praticità e rispetto per l’ambiente in maniera pratica e super colorata!

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Il progetto sarà lanciato su Kickstarter, piattaforma di crowdfunding, a partire da metà luglio per circa un mese. Fino a metà Agosto quindi le persone interessate potranno ordinare un lunchbox acquistando dal sito, e quindi supportando il progetto. Una volta terminata la campagna, partirà la produzione e nel minor tempo per coloro che hanno supportato il progetto, riceveranno il prodotto a casa.

Vi lunchbox tutti i dettagli di un prodotto super pratico: è il primo lunchbox che, una volta che hai finito di mangiare, puoi richiudere su sé stesso fino a farlo entrare in una tasca. Quando è piegato il lunchbox diventa come un portafoglio o uno smartphone, infatti è in assoluto il porta pranzo più sottile al mondo.

Vi è creato in polipropilene: si tratta di un particolare materiale totalmente atossico, BPA FREE e certificato ad uso alimentare. Inoltre è 100% riciclabile, in quanto teniamo molto all’ambiente e ad essere eco-friendly: proprio per questo Vi è facile da lavare sia a mano che in lavastoviglie, così che potrai riutilizzarlo quante volte vorrai, andando contro l’utilizzo compulsivo delle scatolette di plastica USA-E-GETTA che provocano danni enormi all’ambiente

Vi è totalmente ermetico, per cui grazie all’ultimato sistema di chiusura potrai metterci dentro qualsiasi tipo di cibo sia secco che liquido: i test dell’ermeticità sono stati effettuati con l’acqua.

7 motivi per avere Vi lunchbox nella propria cucina e non saltare il meal prep:

  • Si richiude eliminando lo spazio in borsa/zaino
  • Adatto alla lavastoviglie
  • Riutilizzabile
  • Adatto al microonde
  • Design elegante e semplice interamente Made in Italy
  • Più colori disponibili (rosa rosso giallo verde e azzurrino)
  • Forchetta all’interno che si ripiega anche lei fino a diventare sottilissima

Direi che noi facciamo il tifo questo progetto sperando di vederlo quanto prima commercializzato, renderebbe la vita di tutte noi fitness addicted sicuramente più semplice!

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Esami di successo? Non dipende solo dallo studio

A scuola o all’università, i risultati non dipendono solo dallo studio: anche ormoni, ghiandole e il cosiddetto “filtro affettivo” entrano in gioco quando si parla di esami e test. A dirlo  il professor Paolo E. Balboni nel libro “Le sfide di Babele”. Ecco come la biochimica può influenzare la pagella, il libretto universitario o persino l’esame di maturità.

A cura di Valeria Baruzzo

Quante volte è capitato di studiare e studiare, presentarsi all’esame o all’interrogazione e andare completamente nel pallone. Col risultato di dover accettare un misero 18 oppure, se proprio va male, ripresentarsi all’appello successivo. Naturalmente, la qualità e l’organizzazione dello studio sono imprescindibili, ma esiste un fattore, chiamato “filtro affettivo”, in grado di mandare all’aria i nostri piani di gloria.

Come funziona il filtro affettivo

Davanti a una sfida stimolante e positiva, l’organismo rilascia neurotrasmettitori (come la noradrenalina) fondamentali per ricevere e memorizzare l’argomento di studio e per essere poi in grado di riportarlo in maniera soddisfacente al momento della prova. Tuttavia, in caso di stress negativo, ansia, paura di non riuscire, l’organismo si allarma e si prepara ad affrontare il pericolo. Infatti, l’amigdala, una ghiandola posta al centro del cervello che controlla le emozioni, specialmente quelle negative, ordina il rilascio di steroidi “difensivi”. Allo stesso tempo, però, l’ippocampo, ghiandola fondamentale per inserire le nozioni acquisite nella memoria a lungo termine, comprende che una prova scritta o un esame orale non sono pericoli reali e quindi cerca di bloccare l’iniziativa dell’amigdala. Tuttavia, per fare questo, l’ippocampo smette di occuparsi di indirizzare le nuove informazioni o di recuperare quelle esistenti nella memoria a lungo termine. Il conflitto tra le due ghiandole fa innalzare una barriera emotiva, chiamata appunto “filtro affettivo” perché filtra negativamente le nostre capacità e prestazioni.

Paura degli esami? Ecco perchè studiare all’ultimo minuto non aiuta

La lotta ghiandolare rallenta l’attività neo-frontale del cervello, quella che ospita la memoria di lavoro, e lo studente va in tilt, giungendo in alcuni casi alla totale scena muta e al tanto temuto “ci vediamo al prossimo appello/interrogazione”. Ma il filtro affettivo non va in scena esclusivamente al momento della prestazione, davanti al foglio della prova o alla commissione d’esame. Infatti, può entrare in gioco anche prima del momento dell’esame, durante la tipica studiata dell’ultimo minuto, quando l’ansia è alle stelle e la caffeina quasi supera i livelli di emoglobina nel sangue. Tutto quello che lo studente ingurgita in quelle poche ore dedicate allo studio non si traduce in acquisizione, perché il filtro affettivo impedisce che le nozioni si collochino nella memoria a lungo termine.  In altre parole, magari servirà a passare l’esame con un voto miracolosamente dignitoso, ma i contenuti appresi non verranno ricordati a lungo e tutto lo sforzo si rivelerà completamente inutile.

© Sani per Scelta

photo: pixabay.com

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L’olio di cocco elimina la cellulite

Ricco di acidi grassi, stimola il microcircolo e la rigenerazione della pelle

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Le avete tentate proprio tutte contro la cellulite? Forse no, provate con l’olio di cocco. Non è molto utilizzato, ma le sue qualità sono certificate, grazie alla ricca concentrazione di acidi grassi, in particolare l’acido laurico, che svolgono un’azione idratante ed emolliente sulla pelle.

Per ridurre la cellulite, si possono mettere in atto diversi trattamenti a base di olio di cocco, primo fra tutti il massaggio. Dopo averlo riscaldato fra le mani per qualche secondo, l’olio va applicato alle parti interessate con movimenti circolari e regolari. Si possono aggiungere alcune gocce di olio essenziale di arancia amara o di lavanda.

Il secondo step è rappresentato dallo scrub. In questo caso, bisogna preparare un mix di olio di cocco, due cucchiaini di zucchero di canna e due di fondi di caffè. Il risultato va applicato dolcemente prima di fare la doccia con acqua tiepida.

Glioblastoma, acetazolamide efficace

Aggiunto a temozolomide aumenta la sopravvivenza

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L’aggiunta di acetazolamide a temozolomide ha l’effetto di aumentare la sopravvivenza nei pazienti affetti da glioblastoma. Lo rivela uno studio apparso su Science Translational Medicine a firma di ricercatori dell’Università di Chicago.

L’acetazolamide è utilizzato di norma per trattare il mal di montagna, ma anche il glaucoma, l’epilessia e l’insufficienza cardiaca. “Il farmaco è economico da produrre, facile da assumere e ha pochi effetti collaterali”, ha detto l’autore principale dello studio Bahktiar Yamini.

Temozolomide agisce danneggiando il Dna delle cellule tumorali che, tuttavia, in alcuni casi riescono a riparare i danni subiti, riducendo l’impatto positivo del farmaco.

A non rispondere bene al medicinale sono soprattutto i pazienti con livelli elevati di una proteina chiamata BCL-3.

L’alimentazione giusta per evitare i danni del sole

Come assumere i nutrienti protettivi per la nostra pelle

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Che i raggi solari siano essenziali per la sintesi della vitamina D è ormai risaputo, ma non lo è altrettanto per i danni alla salute da essi provocati, in particolare quelli dovuti agli UVB.

In molti, infatti, credono che una buona crema solare e un paio di occhiali siano sufficienti a proteggere pelle e occhi dai danni causati dai raggi ultravioletti (tumori inclusi), ma nessuna crema solare, neanche quelle a protezione 50+, protegge al 100% e permane totalmente dopo il bagno. Inoltre, i raggi UVB passano attraverso le nuvole, il tessuto degli ombrelloni e arrivano sulla pelle anche per riflessione.

Ecco perché dobbiamo correre ai ripari abolendo le cattive abitudini e seguendo una corretta alimentazione, ricca di vitamine, minerali e nutrienti protettivi delle nostre cellule come i grassi polinsaturi.

Carenza di proteine: 5 segnali che non dovresti ignorare

In generare, ma soprattutto per chi si allena, le proteine sono un macronutrients indispensabile. Il loro apporto per la crescita e riparazione muscolare è indiscusso, così come lo è per la salute di capelli, unghie e pelle Come spesso accade, non è così immediato capire se la quantità di proteine che ingerisci nell’arco della giornata sia sufficiente per il tuo specifico fabbisogno. Soprattutto se non sei abituata a leggere le informazioni nutrizionali degli alimenti e se non hai il supporto di un esperto.

Tuttavia ci sono dei segnali che possono indicarti una carenza di proteine, che possono essere eventualmente indicativi del fatto che non ne stai assumendo abbastanza

Mancanza di progressi rispetto all’allenamento che esegui

Sappiamo quanto ci tieni ai tuoi allenamenti per mantenere il tono muscolare o eventualmente aumentarlo, e l’assenza di progresso è una delle principali cause di abbandono di allenamento e palestre. E per quanto lato frutta e verdura siano in cima alla lista delle tue priorità alimentari, se non vedi i progressi sperati, potrebbe essere che non mangi abbastanza proteine. Leggi anche Menu per i muscoli: 4 macronutrienti per la massa muscolare

Le ferite guariscono più lentamente e spesso ti fai male

La lenta cicatrizzazione delle ferite può essere determinata da una carenza di proteine nella dieta. Di certo la cosa può essere imputata anche alle vitamine, mi siccome siamo certe che su frutta e verdura sei più ferrata che sulle proteine, potresti per esempio provare ad inserire proteine magre ad ogni pasto. Altro segnale di carenza di proteine, può essere il fatto che spesso ti fai male.Gli atleti che non consumano abbastanza proteine sono a più alto rischio di lesioni proprio perché le proteine sono un nutriente essenziale per promuovere la guarigione e la riparazione.

Spesso ti senti poco bene

 Le proteine supportano un sistema immunitario in grado di difenderti da attacchi di batteri e virus. Se non assumi abbastanza proteine potresti essere soggetta ad ammalarti più spesso.

    • BPR NUTRITION OAT PROTEIN PANCAKE 750 GR Original

    • Daily Life Gonuts - Cioccolata Spalmabile di Cacao e Nocciole - Con il 25% di Proteine del Siero Latte - 350 gr

  • Weider Pancake Mix, Banana, 600 g

Perdita di tono muscolare

L’eccesso di cardio di certo non supporta lo sviluppo muscolare, e se sei appassionata delle attività di questo tipo di conviene controllare le quantità di proteine assunte. Il muscolo ha bisogno di proteine per ripararsi e crescere dopo una sessione di allenamento, quindi se lo stai perdendo, è un segnale che non stai mangiando abbastanza proteine nella tua dieta.

Spesso, quando ciò accade, noterai anche che la tua composizione corporea potrebbe modificarsi: ciò è causato da un rallentamento del metabolismo. Meno muscoli hai, meno calorie ha bisogno per funzionare. Leggi anche 7 consigli per mantenere il tono muscolare anche quando non ti alleni

Perdita di capelli

Sebbene molti fattori possano contribuire alla perdita di capelli, la carenza di proteine può essere una di queste. Ciò è dovuto al fatto che i capelli, la pelle e le unghie non sono la priorità del corpo in tempi di carenza.

Il corpo si preoccupa della sopravvivenza e i capelli non sono necessari per questo scopo. Ciò può comportare una perdita di capelli più del normale quando fai la doccia, e potresti notare che anche le tue unghie diventano fragili. Leggi anche Come proteggere i capelli ed evitare che si spezzino durante l’allenamento

Cerca di includere una fonte proteica ad ogni pasto e di monitorare la quantità di proteine che mangi in modo da sapere se stai colpendo i tuoi numeri target su base giornaliera. Ci sono un sacco di app gratuite che rendono questo facile e senza problemi. Non affidarti troppo a nessuna singola fonte di proteine, prova a modificarle in modo tale da ricevere l’intero spettro di aminoacidi e anche tutte le vitamine e i minerali che li accompagnano in supporto ad una dieta variata ed equilibrata.

    • Supplemento Biotina Crescita Capelli, 365 Compresse (Fornitura Anno Intero) - 100% GARANZIA SODDISFATTI O RIMBORSATI - Nu U Alto Tenore biotina 10000 MCG MICROGRAMMI, Vitamina B7 per Capelli, Unghie & Pelle Sani - Adatto ai Vegetariani - Doppia forza rispetto ai 5000 MCG dei concorrenti

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Cosa si può fare (e cosa no) prima della prova costume

Chirurgia estetica fattibile solo a certe condizioni

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La prova costume è ormai alle porte. Come arrivare al meglio all’appuntamento con la stagione più calda dell’anno? «È ancora possibile fare qualche trattamento last minute, non solo per migliorare il proprio aspetto, ma anche per prevenire danni più seri a settembre. È anzi opportuno pensarci adesso, rivolgendosi a specialisti in grado di consigliare al meglio», dice Raffaele Rauso, chirurgo plastico presidente della FIME (Federazione Italiana Medici Estetici) e docente all’Università di Foggia, fondatore del surgery network ChirurgiadellaBellezza.

Sì a trattamenti idratanti preventivi. Prima dell’esposizione al sole, è fondamentale idratare la pelle dall’interno, in modo da prepararla al meglio: il trattamento consigliato è la bioristrutturazione dermica con PRP (plasma ricco di piastrine).

Guida per perdere massa grassa in eccesso con alimentazione e allenamento

Nonostante la miriade di consigli che puoi dorare in ogni dove e in ogni dunque, la perdita di massa grassa in eccesso è uno degli argomenti che ti lascia sempre con mille domande e mille dubbi. Soprattutto adesso che l’estate è nel pieno. E visto e considerato che non è facile bruciare più calorie di quelle che stai mangiando, cerchiamo di fare un po’ di chiarezza sull’argomento.

L’equazione perdita di peso uguale perdita di grasso in eccesso, non è assolutamente corretta, perché non prende in considerazione una serie di fattori tra cui il tono muscolare, ormoni, acqua e via discorrendo. Andando nel dettaglio bisogna comprendere che grasso non è “il male”, anzi il corpo ne ha bisogno per la salute, la longevità e le riserve di energia.

Prima di tutto, il tuo corpo ha  bisogno di  grasso poichè protegge i tuoi organi, ammortizza le articolazioni, regola la temperatura corporea ed è responsabile della secrezione di alcuni ormoni. In breve, ti aiuta a tenerti in vita. Come in tutte le cose, gli eccessi non vanno mai bene, sia l’eccesso di grasso corporeo che la carenza di quest’ultimo possono avere risvolti negativi, e come in tutte le cose va trovato un equilibrio.

Il numero magico per tanto non esiste, ma puoi senz’altro considerare un range entro in quale inserirti per quanto riguarda la percentuale di massa grassa. Questo range è indicato tra il 20% e il 30%. Leggi anche Obiettivo addominali a tartaruga: perchè è così difficile da raggiungere?

COME POSSO CALCOLARE LA PERCENTUALE DI MASSA GRASSA

La misurazione non è un’operazione facile da fare: esiste il test della pinza, vecchia scuola, che consiste nel pizzicare il grasso in alcuni punti del corpo e fare i relativi calcoli, che secondo molti professionisti è un metodo impreciso e soggetto a errori.

Poi ci sono macchine ad alta tecnologia (costose) come impedenza bioelettrica, DEXA e scanner 3D per il corpo. Se sei fortunato, la tua palestra potrebbe averne accesso. Tuttavia sarebbe meglio rivolgersi sempre ad un professionista.

    • OMRON HBF508 Bilancia e Misuratore Grasso Corporeo, Viscerale, Indice di Massa Corporea

    • OMRON BF-511 Bilancia Pesapersone Digitale, Calcolo Massa Grassa, Grasso Viscerale, Muscoli Scheletrici, Metabolismo a Riposo, Blu

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Artrite reumatoide, l’efficacia dei farmaci DMARD

Riducono il rischio di sviluppare la malattia

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I DMARD, i farmaci antireumatici modificanti la malattia, riducono il rischio di sviluppare l’artrite reumatoide in pazienti con artrite indifferenziata.

Lo dice uno studio pubblicato su Annals of the Rheumatic Diseases da un team dell’Institut Pierre Louis d’Epidemiologie et Santé Publique di Parigi.

Bruno Fautrel, coordinatore dello studio, spiega: Diversi lavori hanno suggerito che i DMARD convenzionali o biologici possano interferire con la patogenesi ed evitare forme più consolidate di artrite reumatoide, ma non è chiaro se questi farmaci siano ugualmente efficaci in questa situazione.

Gli scienziati francesi hanno realizzato una metanalisi di 10 studi clinici controllati randomizzati su un totale di 1.239 pazienti a rischio di artrite reumatoide.

Tumore del fegato, efficaci gli antiacidi

Studio dimostra la possibilità di una nuova strategia

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Nuova possibile opzione terapeutica per il tumore del fegato. Un team di scienziati italiani dell’Istituto nazionale tumori di Milano e di altri centri nazionali ha pubblicato su Oncoimmunology i risultati di uno studio che ha preso in esame i possibili effetti di farmaci antiacidi per il trattamento dell’epatocarcinoma.

In oltre il 70% dei casi, i tumori del fegato sono legati a fattori di rischio noti come l’infezione da virus dell’epatite C e da virus dell’epatite B, ma anche il consumo di alcol. La sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi è del 20%, mentre a 10 anni scende al 10%.

Per bloccare un tumore in modo efficace dobbiamo non solo colpire la cellula maligna, ma anche rendere l’ambiente in cui cresce (il microambiente tumorale) il più ostile possibile alla sua crescita, spiega Vincenzo Mazzaferro.