Un test salivare segnala il rischio di cancro alla prostata


Studio inglese annuncia lo sviluppo del nuovo esame

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L’esame della saliva potrebbe rivelarsi molto utile per la diagnosi del cancro alla prostata. Lo rivela uno studio apparso su Nature Genetics a firma di ricercatori dell’Institute for Cancer Research di Londra.
L’analisi coinvolgerà 300 pazienti di 3 diversi ospedali londinesi e si concentrerà sulla ricerca dei geni ad alto rischio presenti, secondo le stime, in 1 uomo su 100.
Allo stato attuale, l’esame più utilizzato è quello del Psa, un valore tuttavia non sempre traducibile in un rischio concreto di cancro dal momento che i falsi positivi sono all’ordine del giorno.
I ricercatori hanno dapprima analizzato il genoma di 140mila uomini, identificando 63 nuove alterazioni suscettibili di aumentare il rischio di cancro alla prostata, poi le hanno combinate con altre 100 varianti già collegate alla neoplasia.
“Esaminando il codice genetico di migliaia di uomini in profondità, …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

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Nuove speranze di cura per la colite ulcerosa


Approvato tofacitinib per la terapia della malattia

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La Food and Drug Administration (FDA) americana ha appena approvato l’utilizzo di tofacitinib nei soggetti adulti con colite ulcerosa ad attività moderata-severa, ampliando quello che è il suo attuale utilizzo, ovvero il trattamento dei pazienti con artrite reumatoide e artrite psoriasica.
Si tratta di un’importante novità in quanto il tofacitinib rappresenta oggi la prima molecola orale autorizzata per uso cronico in questa indicazione, mentre gli altri farmaci approvati dalla FDA per la colite ulcerosa moderata-severa prevedono una somministrazione endovenosa o sottocutanea. Va altresì detto che l’uso di tofacinib non è consigliato in combinazione con le altre terapie biologiche per la colite ulcerosa, né con altri potenti immunosoppressori quali l’azatioprina, la 6- mercaptopurina e la ciclosporina per il verosimile potenziale sviluppo di effetti collaterali seri, anche se dati in …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

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Esami di successo? Non dipende solo dallo studio

A scuola o all’università, i risultati non dipendono solo dallo studio: anche ormoni, ghiandole e il cosiddetto “filtro affettivo” entrano in gioco quando si parla di esami e test. A dirlo  il professor Paolo E. Balboni nel libro “Le sfide di Babele”. Ecco come la biochimica può influenzare la pagella, il libretto universitario o persino l’esame di maturità.

A cura di Valeria Baruzzo

Quante volte è capitato di studiare e studiare, presentarsi all’esame o all’interrogazione e andare completamente nel pallone. Col risultato di dover accettare un misero 18 oppure, se proprio va male, ripresentarsi all’appello successivo. Naturalmente, la qualità e l’organizzazione dello studio sono imprescindibili, ma esiste un fattore, chiamato “filtro affettivo”, in grado di mandare all’aria i nostri piani di gloria.

Come funziona il filtro affettivo

Davanti a una sfida stimolante e positiva, l’organismo rilascia neurotrasmettitori (come la noradrenalina) fondamentali per ricevere e memorizzare l’argomento di studio e per essere poi in grado di riportarlo in maniera soddisfacente al momento della prova. Tuttavia, in caso di stress negativo, ansia, paura di non riuscire, l’organismo si allarma e si prepara ad affrontare il pericolo. Infatti, l’amigdala, una ghiandola posta al centro del cervello che controlla le emozioni, specialmente quelle negative, ordina il rilascio di steroidi “difensivi”. Allo stesso tempo, però, l’ippocampo, ghiandola fondamentale per inserire le nozioni acquisite nella memoria a lungo termine, comprende che una prova scritta o un esame orale non sono pericoli reali e quindi cerca di bloccare l’iniziativa dell’amigdala. Tuttavia, per fare questo, l’ippocampo smette di occuparsi di indirizzare le nuove informazioni o di recuperare quelle esistenti nella memoria a lungo termine. Il conflitto tra le due ghiandole fa innalzare una barriera emotiva, chiamata appunto “filtro affettivo” perché filtra negativamente le nostre capacità e prestazioni.

Paura degli esami? Ecco perchè studiare all’ultimo minuto non aiuta

La lotta ghiandolare rallenta l’attività neo-frontale del cervello, quella che ospita la memoria di lavoro, e lo studente va in tilt, giungendo in alcuni casi alla totale scena muta e al tanto temuto “ci vediamo al prossimo appello/interrogazione”. Ma il filtro affettivo non va in scena esclusivamente al momento della prestazione, davanti al foglio della prova o alla commissione d’esame. Infatti, può entrare in gioco anche prima del momento dell’esame, durante la tipica studiata dell’ultimo minuto, quando l’ansia è alle stelle e la caffeina quasi supera i livelli di emoglobina nel sangue. Tutto quello che lo studente ingurgita in quelle poche ore dedicate allo studio non si traduce in acquisizione, perché il filtro affettivo impedisce che le nozioni si collochino nella memoria a lungo termine.  In altre parole, magari servirà a passare l’esame con un voto miracolosamente dignitoso, ma i contenuti appresi non verranno ricordati a lungo e tutto lo sforzo si rivelerà completamente inutile.

 

© Sani per Scelta

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Cancro al rene, approvato cabozantinib


Trattamento di prima linea per il carcinoma a cellule renali

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La Commissione Europea ha approvato cabozantinib, al dosaggio di 20 mg, 40 mg e 60 mg, per il trattamento di prima linea di pazienti adulti con carcinoma a cellule renali (RCC) avanzato a rischio ‘intermediate’ o ‘poor’.
Questa approvazione permette la commercializzazione di cabozantinib per questa indicazione in tutti i 28 Stati membri dell’Unione Europea.
“L’approvazione odierna della Commissione Europea rappresenta un passo in avanti per i pazienti con tumore avanzato del rene in Europa, che potranno accedere a una nuova opzione di trattamento orale in prima linea che offre un significativo miglioramento rispetto allo standard di cura”, ha affermato Harout Semerjian, Executive Vice President, Chief Commercial Officer, Ipsen. “Ipsen mantiene l’impegno di migliorare le vite dei pazienti continuando a sviluppare nuove terapie ed espandendo il potenziale di cabozantinib per diverse …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | cabozantinib, tumore, rene,

Bellezza, l’eleganza dei nuovi filler


Banditi gli eccessi e la troppa invasività

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Le nuove terapie anti-age non devono essere invasive né lasciare cicatrici, per permettere l’immediato ritorno alle normali attività quotidiane.
Ma soprattutto devono essere eleganti, come vuole la nuova estetica. Insomma è ora di voltare pagina. Gli eccessi degli anni passati ci hanno abituato a volumi eccessivi, a volti privati di mimica ed espressività e a risultati stereotipati.
“Il benessere è legato anche alla bellezza – afferma Antonella Quaranta, medico estetico e chirurgo generale a Firenze – i pazienti desiderano terapie che rallentino le lancette del tempo con grazia, permettendo loro di avere un aspetto naturalmente più giovane. Ma soprattutto desiderano ritrovare la bellezza rapidamente e senza ‘down time’, ossia tempo di ‘impresentabilità’ sociale”.
Sembra impossibile soddisfare contemporaneamente queste esigenze, eppure esistono trattamenti estetici in grado di …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | bellezza, filler, eleganza,

Nuove cure per il tumore del polmone


Risultati incoraggianti da alectinib e atezolizumab

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Ci sono nuovi promettenti risultati riguardanti molecole in sperimentazione per la cura del cancro del polmone.
I primi dati riguardano lo studio di fase III ALEX che mostra come alectinib (sviluppato da Roche), inibitore ALK di seconda generazione, abbia un’efficacia senza precedenti tra i farmaci della stessa classe, con 34,8 mesi di sopravvivenza libera da progressione (PFS), valore triplicato rispetto alla terapia standard di riferimento.
Il tumore del polmone, di cui la tipologia definita non a piccole cellule (NSCLC) rappresenta circa l’85% dei casi, resta ancora oggi uno dei tumori più difficili che gli oncologi si trovano ad affrontare, responsabile ogni anno di oltre 1.6 milioni di decessi nel mondo. Grazie agli straordinari progressi compiuti dalla ricerca, che hanno portato negli ultimi anni all’avvento delle terapie a bersaglio molecolare, è stato cambiato radicalmente …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | polmone, tumore, alectinib,

Diabete e grassi, tutta la verità

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Nell’immaginario collettivo, mangiare troppi dolci e consumare troppo zucchero fa venire il diabete. Ma le cose non stanno proprio così. Un importante e ben più pericoloso fattore di rischio per lo sviluppo del diabete di tipo 2 è il consumo eccessivo di grassi con l’alimentazione.
Non a caso, obesità e diabete sono due pandemie che procedono in parallelo e che non accennano a frenare la loro corsa.
Secondo dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), il numero di persone con diabete nel mondo è passato dai 108 milioni del 1980 ai 422 milioni del 2014.
Sul fronte dell’obesità/sovrappeso, gli ultimi censimenti parlano di 2,2 miliardi di persone nel mondo con tanti chili di troppo. Ma a destare preoccupazione sono soprattutto le nuove generazioni. Un recente studio dell’Imperial College di Londra e dell’OMS ha evidenziato che nelle ultime quattro decadi il numero di …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | diabete, grassi, lipotossicità,

Come affrontare un parto prematuro

Le nuove raccomandazioni per un buon counseling

Una nuova guida per prepararsi al parto pretermine è stata redatta dagli esperti della SIMP (Società Italiana di Medicina Perinatale).

La guida approfondisce le modalità di approccio ai genitori che in differenti situazioni – al pronto soccorso, in ambulatorio e in ospedale – devono prendere coscienza della delicata situazione che stanno vivendo, per affrontare una nascita prima del termine con incertezze sul futuro del proprio bambino.

Il documento ha la finalità di fornire orientamenti e strumenti per facilitare la comunicazione e migliorare il benessere delle donne, delle famiglie e dei professionisti coinvolti. Le raccomandazioni sono state preparate attraverso un approfondimento specifico sui tre scenari integrando la valutazione di prove specifiche con l’esperienza e il giudizio multidisciplinare di esperti perinatologi, neonatologi e psicologi.

Infezioni urinarie, forse i mirtilli non servono

Non ci sono evidenze scientifiche abbastanza numerose

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Forse bere succo di mirtilli rossi non serve per contrastare un’infezione delle vie urinarie. A dirlo sono le nuove linee guida del National Institute for Health and Care Excellence del Regno Unito.

Secondo gli esperti inglesi, infatti, non ci sarebbero sufficienti evidenze scientifiche per raccomandare il consumo dei mirtilli.

Inoltre, non sempre sarebbero necessari i farmaci per debellare l’infezione. Spesso, infatti, l’organismo ha risorse a sufficienza per eliminare l’agente infettivo batterico.

I pazienti dovrebbero bere molta acqua e assumere, almeno all’inizio, solo antidolorifici. Se i sintomi non migliorano nel giro di 48 ore, allora è il caso di iniziare una terapia antibiotica.

Riconosciamo che la maggior parte delle infezioni del tratto urinario – spiega Mark Baker, direttore del centro sulle Linee guida del Nice.

Le proteine «atletiche»

Klotho e miochina ridanno vigore ai muscoli

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L’efficienza fisica e mentale è questione anche di proteine. Nuove ricerche scientifiche, alcune delle quali condotte da ricercatori di UPMC-Centro Medico dell’Università di Pittsburgh, Stati Uniti, e UPMC Italy attestano che esistono alcune proteine ‘atletiche’, almeno due, in grado di rallentare l’invecchiamento cellulare, e dunque anche biologico, offrendo all’organismo più quantità e qualità di vita.

La prima proteina si chiama klotho, è un ormone appartenente alla famiglia di proteine transmembrane, e ha un ruolo chiave nell’aumentare la sensibilità delle cellule all’insulina, ma anche nella regolazione del metabolismo e dei processi di invecchiamento, con benefici tanto migliori se la sua attività è stimolata dall’esercizio fisico.