Osteoporosi, l’obesità è un fattore di rischio


L’ormone che aiuta le ossa a mantenersi sane è intrappolato nel grasso

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Nelle persone affette da obesità il rischio di contrarre l’osteoporosi si impenna, fondamentale è il ruolo della vitamina D.
Questo è il risultato della ricerca durata tre anni, realizzata da un’equipe specializzata coordinata dal professor Carlo Foresta, ordinario di Endocrinologia e direttore dell’UOC di Andrologia e Medicina della Riproduzione, in collaborazione con il dott. Andrea Di Nisio del Dipartimento di Medicina dell’Università di Padova, che sarà presentata al Convegno “Alterazioni Metaboliche e Osteoporosi” che si terrà a Padova.
L’osteoporosi non è un problema solo femminile, ma rappresenta un’emergenza clinica anche per il maschio: dopo i 50 anni un uomo su 5 ne risulta essere affetto. Nelle donne il rischio di osteoporosi è fortemente correlato alla menopausa, pertanto lo screening e la diagnosi per questa patologia sono una pratica clinica consolidata. Nel maschio …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | osteoporosi, grasso, obesità,

Parkinson, una proteina potrebbe sconfiggerlo

Ricercatori italiani svelano il ruolo di Sinapsina 3

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Un team di ricercatori dell’Università di Brescia ha scoperto il ruolo fondamentale della Sinapsina 3 nei processi di sviluppo del Parkinson. Lo studio, pubblicato su Acta Neuropathologica, è stato finanziato dalla Michael J. Fox Foundation, la fondazione nata su iniziativa del famoso attore americano colpito anni fa da una forma precoce della malattia.

Sinapsina 3 è la proteina che media il danno cerebrale alla base della malattia di Parkinson, e la sua modulazione “potrebbe veramente rappresentare una strategia terapeutica innovativa per la cura di questo disordine neurodegenerativo”, come spiega la prof.ssa Arianna Bellucci, che ha partecipato al progetto di ricerca.

Rabdomiosarcoma, nuova cura per i bambini

Il tasso di sopravvivenza a 5 anni aumenta di quasi 15 punti

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Sei mesi di chemioterapia di mantenimento a basse dosi accrescono la possibilità di guarigione dei bambini con rabdomiosarcoma ad alto rischio di recidiva.

A cinque anni dalla diagnosi, infatti, il tasso di sopravvivenza passa dal 73,7%, se si ricorre al trattamento standard, all’86,5% dato dalla nuova cura. La novità è destinata a cambiare gli standard di cura in Europa e nel mondo.

Il risultato, dopo circa 10 anni di ricerche, è stato ottenuto grazie ad uno studio coordinato dal prof. Gianni Bisogno del Dipartimento della salute della donna e del bambino dell’Università degli Studi di Padova – Azienda Ospedaliera, a cui hanno collaborato 14 nazioni europee e più di 100 centri di oncologia pediatrica aderenti all’European paediatric Soft tissue sarcoma Study Group (EpSSG).

Sarcoglicanopatia, scoperta possibile cura

Nuova terapia per la rara malattia genetica

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Individuata una potenziale strategia farmacologica per la sarcoglicanopatia, una patologia che appartiene al gruppo delle distrofie muscolari dei cingoli.

Si tratta di una rara malattia genetica caratterizzata da debolezza muscolare e che interessa i muscoli del cingolo pelvico e del cingolo scapolare. Lo studio, condotto dal gruppo di ricerca guidato dalla Professoressa Doriana Sandonà, dell’Università di Padova, finanziato da Fondazione Telethon, è stato descritto recentemente sulle pagine di Human Molecular Genetics, una importante rivista scientifica.

La sarcoglicanopatia è una rara malattia ereditaria del muscolo, che spesso coinvolge anche il cuore, dovuta a un difetto in uno dei quattro geni che codificano i sarcoglicani, proteine essenziali per garantire la stabilità della membrana muscolare.

5 bicchieri di alcol aumentano il rischio di morte

Basta un consumo moderato per accorciare la speranza di vita

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Anche un consumo non troppo elevato di alcol favorisce l’aumento del rischio di morte precoce. A dirlo è una ricerca pubblicata su Lancet dall’Università di Padova.

Secondo le conclusioni dello studio diretto da Edoardo Casiglia, sarebbero sufficienti 5-6 bicchieri di vino alla settimana, ovvero 100 grammi di alcol o 12,5 unità alcoliche, per aumentare la possibilità di una morte precoce.

“Questo studio fornisce una chiara evidenza a supporto della necessità di abbassare i limiti di consumo di alcol in molti paesi del mondo”, afferma Casiglia.

Secondo le linee guida, si raccomanda un consumo di alcol inferiore agli 84 grammi settimanali per le donne e 168 per gli uomini. Allo studio hanno partecipato quasi 600mila persone non astemie, il 50% delle quali ha ammesso di consumare più di 100 grammi di alcol alla settimana.

Ipertensione da tumore, funziona la crio-ablazione

Primo intervento al mondo a Padova

Una giovane donna è la prima paziente al mondo affetta da ipertensione arteriosa provocata da un tumore ad essere operata con successo grazie alla crio-ablazione.

La crio-ablazione, eseguita presso l’Azienda Ospedaliera di Padova, prevede una leggera anestesia per via percutanea con l’inserimento di un ago di 16 gauge (circa 1,5 mm) nel fianco destro sotto guida della Tomografia Computerizzata.

Dopo aver prelevato un cito aspirato – piccolo frammento grazie a un semplice ago per la conferma citologica della diagnosi – è stato inserito sempre per via percutanea nel forellino del primo ago un secondo ago specializzato per la crio-ablazione della lesione (reninoma) confermata nel rene collegato alla macchina.

Parkinson, un test per la diagnosi precoce

Derivato dall’analisi che identifica le malattie da prioni

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È precisissimo il nuovo test per la diagnosi precoce di malattie neurodegenerative come il Parkinson o la demenza a corpi di Lewy. A metterlo a punto sono stati i ricercatori dei National Institutes of Health americani, che hanno pubblicato su Acta Neuropathologica Communications i dettagli dello studio.

La precisione del test è pari al 93%. Il suo sviluppo è basato sull’analisi di 60 campioni cerebrali spinali fluidi dei quali 12 appartenenti a soggetti con malattia di Parkinson, 17 con demenza a corpi di Lewy e 31 pazienti di controllo con altre malattie, fra cui l’Alzheimer.
Parkinson, demenza a corpi di Lewy e malattie da prioni determinano un progressivo deterioramento delle funzioni cerebrali, portando poi al decesso.

LUOGHI DELL’ANIMA: IL TAVELLO

Si chiama “il Tavello”, questa grandissima golena sulle rive del fiume Brenta, vicino a Padova, che ospita pioppeti, sentieri, paludi e campi, oltre ad una suggestiva Villa Veneta perfettamente conservata. D’estate si sentono i grilli, il rumore dolce del fiume che scorre pigro tra le sue morbide anse, e si sente il profumo dell’erba tagliata. In autunno, si osservano luci aranciate, mentre iniziano i primi freddi e gli uccellini man mano si fanno meno vivaci. D’inverno, è un po’ spoglio, ma conserva comunque una certa bellezza, forse un po’ austera. E a primavera, il rosso dei papaveri si unisce alla danza delle api, e fa venire voglia di giri in bicicletta, pic-nic e giochi di ragazzi. In ogni stagione, è un luogo da amare, un luogo in cui ritrovare il silenzio, un luogo per respirare un’aria un po’ diversa da quella puzzolente della città e per sentirsi un po’ più vicini alle cose che contano davvero. Nato per proteggere fisicamente gli abitanti del paese in cui si trova dall’esondazione del fiume, è diventato un luogo in cui la protezione diventa anche spirituale.

Attività sportive: quest’area naturalistica protetta a livello regionale ed europeo, è anche una bella opportunità per praticare qualsiasi attività fisica, dalla corsa, alla bici, all’equitazione, alla canoa. Il Tavello fa parte dell’“Anello fluviale del Brenta”, un percorso di circa 54km che abbraccia la provincia di Padova seguendo il corso del fiume Brenta.

Eventi: ogni estate, all’inizio di luglio, l’associazione “Ottavo Miglio” organizza un festival all’aperto con musica, buon cibo e incontri culturali. Ogni anno viene dato un tema al festival, un tema legato all’ambiente che faccia riflettere sul nostro atteggiamento verso la natura. Il luogo in cui si svolge è davvero suggestivo: si tratta di un’area verde affacciata sulle sponde del Brenta, illuminata da piccole torce e animata dal chiacchiericcio della gente che, ogni anno più numerosa, partecipa a questo evento.

Dove dormire: abbiamo provato l’Hotel Valbrenta, 3 stelle con camere spaziose e pulite, situato a pochi passi dall’inizio dell’area naturalistica. In alternativa, anche il tranquillo B&B Chiara , situato sempre nelle vicinanze, è una buona soluzione per l’alloggio.

Dove mangiare: si consiglia l’osteria al Tirovino, bellissima location e ottimo cibo. Ma per quanto riguarda la gastronomia, si suggerisce di programmare la visita durante il ponte del 25 aprile, quando ha luogo la tradizionale “sagra dei bigoi”: avrete la possibilità di gustare sapori della tradizione veneta, scegliendo tra un’ampia gamma di primi e secondi, e osservare la produzione della pasta tradizionale che verrà impastata, “torciata” e cucinata davanti ai vostri occhi.

Nei dintorni: da non perdersi una visita a Padova, un piccolo scrigno di storia, cultura e arte, raggiungibile anche con mezzi pubblici. Oppure, se si desidera fare un rapido viaggio nel tempo, si consiglia una gita a Cittadella, in cui è possibile vivere l’emozione di camminare sulle antiche mura medievali.

Malattie intestinali, coinvolto l’acido ialuronico

Studio italiano lo segnala come fattore rilevante nelle patologie croniche

Le malattie infiammatorie croniche intestinali hanno una forte incidenza nel mondo occidentale: ma quali sono le cause?

I risultati di uno studio – frutto della collaborazione tra diversi gruppi di ricerca dell’Università degli Studi dell’Insubria, di Pavia e di Padova – pubblicati sulla prestigiosa rivista scientifica Scientific Reports, del gruppo Nature, indicano che l’acido ialuronico potrebbe rappresentare un fattore chiave alla base della degenerazione dei neuroni intestinali durante un danno infiammatorio cronico.

Lo studio svela, infatti, per la prima volta al mondo scientifico la presenza di questa molecola nei gangli del sistema nervoso enterico e il suo coinvolgimento nelle alterazioni neuronali associate ad uno stato di infiammazione cronica.