La vitamina B3 ferma il Parkinson


La sostanza ostacola la morte neuronale

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La vitamina B3 potrebbe rallentare la progressione del morbo di Parkinson. È quanto conclude una ricerca pubblicata su Cell Reports e firmata da scienziati dell’Università di Tubinga.
Lo studio, effettuato su modello animale e coordinato dalla prof.ssa Michela Deleidi, si è servito delle cellule prelevate dalla pelle dei pazienti con Parkinson trasformandole in neuroni. È emerso che, in caso di Parkinson, i neuroni mostrano difetti a carico dei mitocondri, gli organelli cellulari che servono a fornire di energia le cellule.
Nella seconda fase della sperimentazione, il team ha iniettato vitamina B3, dimostrando che il nutriente riesce a favorire lo sviluppo di nuovi mitocondri sani.
Nell’ultima parte del test il team di Deleidi ha testato l’effetto della sostanza su moscerini della frutta affetti da un modello animale di Parkinson.
Gli scienziati hanno così appurato un …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | Parkinson, vitamina, neuroni,

Lifting light con gli ultrasuoni focalizzati


Nuova tecnologia Hifu per interventi mininvasivi

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Il lifting è focalizzato. Mirato, preciso e puntuale. Senza complicanze ed efficace in poche sedute. La tecnologia Hifu – acronimo di High Intensity Focused Ultrasound – fa degli ultrasuoni focalizzati ad alta intensità la nuova frontiera del “light” lifting.
«Un lifting dolce che interviene solamente dove c’è veramente necessità e che, grazie all’ultima soluzione “centerless”, ha azzerato il dolore dovuto al trattamento», spiega Patrizia Gilardino, chirurgo estetico di Milano.
Già utilizzati in altri campi della medicina, gli ultrasuoni focalizzati hanno trovato nel campo dell’estetica una nuova “giovinezza”, affermandosi in breve tempo quale trattamento efficace per restituire compattezza e luminosità alla pelle e per ridisegnare le aree interessate da una piccola concentrazione di grasso. «La tecnologia utilizzata permette di concentrare l’azione in un punto preciso andando ad …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | lifting, ultrasuoni, pelle,

Lettini solari vietati ai minorenni


Rischio tumore per le lampade solari

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Lampade e lettini solari rappresentano un rischio per la possibile insorgenza di un melanoma. A confermarlo è anche lo specialista Paolo Ascierto, che evidenzia ancora una volta i pericoli legati all’esposizione a forti concentrazioni di raggi UV in brevi lassi di tempo.
“Uno studio dell’Oms ha dimostrato che coloro che si sono esposti a lampade abbronzanti al di sotto dei trent’anni hanno un rischio di sviluppare un melanoma del 75%. Per questo in Italia le lampade sono vietate ai minorenni, ma non è che a 18 anni e un giorno il rischio diminuisce. Questo resta e va fatta attenzione”.
In realtà, ora anche negli Stati Uniti i lettini solari sono vietati a chi ha meno di 18 anni. La decisione è stata presa dalla Food and Drug Administration e ricalca quelle assunte da diverse autorità sanitarie europee negli scorsi anni, prima fra tutte il ministero della Salute italiano.
Secondo la …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

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Le creme solari non proteggono dai tumori


Meglio evitare l’esposizione nelle ore più calde della giornata

L’esposizione prolungata ai raggi solari determina un aumento del rischio di cancro. E le creme solari non riescono a prevenire completamente questo rischio.
I dermatologi della Sidemast (Società italiana di dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle malattie sessualmente trasmesse) riuniti a congresso a Verona ricordano che le creme solari svolgono un’importante funzione protettiva nei confronti di potenziali ustioni della pelle causate dai raggi ultravioletti, ma non possono nulla contro il pericolo di insorgenza del cancro.
«Per evitare danni alla pelle – spiega Piergiacomo Calzavara Pinton, presidente Sidemast – vanno seguiti i criteri che derivano dall’osservazione scientifica. Le creme non sono un talismano. Proteggono la pelle dalle ustioni provocate dai raggi ultravioletti, ma non offrono alcuna prevenzione contro i tumori. L’unica vera prevenzione contro i tumori è …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | melanoma, pelle, tumore, creme,

Tacchi alti nel weekend?

Se i tuoi tacchi a spillo causano dolore e infiammazione ai piedi, segui questi piccoli consigli per evitare che il tuo trick di bellezza si riveli un’arma a doppio taglio.

  • Cerca terreni morbidi. Se puoi scegliere tra il camminare su un tappeto o in piedi su un pavimento di legno, ovviamente scegli la superficie più morbida. Come confermato da molti podologi, quando si indossano i tacchi si va ad esercitare molta pressione sulle piante dei piedi. Il tutto, poi, viene ancor più amplificato se si cammina su un pavimento duro.
  • Utilizza plantari in gel. Puoi acquistarli facilmente in farmacia e si rivelano molto utili a ridurre l’affaticamento da tacchi alti. Attenzione però: ricorda di sostituirli spesso; si tratta di materiali che non reggono a lungo termine. Inoltre, quando acquisti le scarpe, assicurati che siano adatte ai plantari.
  • Indossa le calze. Queste creano uno strato di protezione tra la tua pelle e le suole delle scarpe. In più, eviteranno ai tuoi piedi di sudare riducendo anche il rischio di calli e vesciche che si possono sviluppare quando la pelle sfrega contro la scarpa.

  • Metti i piedi a mollo. Riempi la vasca con qualche centimetro di acqua tiepida, aggiungi un po ‘di sale e immergi i piedi per circa 20 minuti. Il magnesio contenuto nel sale ti aiuterà a evitare infiammazioni e crampi.
  • Fai Stretching. I tacchi alti mettono il muscolo del polpaccio e il tendine di Achille in una posizione accorciata che può creare oppressione e dolore. Quindi, mettiti in piedi di fronte ad un muro e posiziona un piede davanti all’altro tenendo entrambi i piedi appoggiati sul pavimento. Piega in avanti il ginocchio anteriore e tieni dritta la gamba posteriore. Resta in posizione per 90 secondi, poi cambia lato. Ripeti l’esercizio per tre volte durante il giorno così da alleviare la pressione.
  • Quando sei sul divano o sul letto, metti alcuni cuscini sotto i piedi. Questo faciliterà la circolazione del sangue e ridurrà il gonfiore.
  • Metti i piedi nel ghiaccio. Se i tuoi piedi sono notevolmente infiammati e di colore rosso, il ghiaccio può essere salvifico. Tuttavia, se zoppichi o non riesci a camminare normalmente il giorno successivo (o qualsiasi giorno dopo), fissa un appuntamento con un podologo.



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Lichen scleroatrofico, chirurgia in day hospital


I trattamenti per una malattia poco conosciuta

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Ancora sottostimata e confusa dagli stessi clinici con infezioni cutanee e micosi dei genitali, il lichen scleroatrofico è considerata una malattia rara con un’incidenza fra l’1 e il 2% della popolazione.
In occasione del 39° Congresso della Società Italiana di Medicina Estetica (SIME), il Professor Giovanni Alei, Benemerito di Urologia alla Iª Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” e Presidente della Società Italiana Chirurgia Genitale Maschile (SICGEM), ha illustrato le diverse strade mediche o chirurgiche a seconda dello stadio della malattia.
Per gli stadi iniziali del lichen, da oltre 35 anni, il Professor Alei ha introdotto la terapia medica a base di creme cortisoniche con l’aggiunta di testosterone. “Finora questo approccio – osserva il docente de “La Sapienza” – ha prodotto ottimi risultati: nei pazienti che applicano la crema ogni …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

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Le creme solari determinano carenza di vitamina D


Effetto collaterale negativo per il fattore di protezione della pelle

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Creme solari salvavita contro i tumori della pelle ma anche possibili responsabili dei tanti problemi legati alla carenza di vitamina D?
La questione è stata sollevata in occasione del congresso della Società Italiana di Medicina Estetica di Roma.
“Cominciano ad accumularsi evidenze scientifiche che suggeriscono una possibile correlazione tra uso di creme con filtri solari ad elevata protezione (SPF 50+) e carenza di vitamina D – ha detto il presidente della SIME Emanuele Bartoletti ad un simposio su questo argomento – Ma rimane ancora controverso il ruolo dei filtri solari nell’influenzare i livelli di vitamina D”.
“Sembra un paradosso ma l’Italia, paese baciato dal sole, è anche uno di quelli con la maggior prevalenza di carenza di vitamina D in Europa – sottolinea Domenico Centofanti, vicepresidente SIME – Esporsi al sole almeno per 20 minuti a giorni alterni aiuta a …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

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Arriva il sole, attenti alle macchie sulla pelle

Come arginare l’inestetismo più diffuso al mondo

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L’arrivo del caldo e delle lunghe giornate di sole non porta solo benefici. A rischiare è soprattutto la pelle, continuamente esposta ai raggi solari e quindi all’insorgenza di macchie.
Leonardo Celleno, cosmetologo dell’Università Cattolica di Roma, spiega: “Quello delle macchie da sole resta l’intestetismo più diffuso al mondo: affligge anche le popolazioni di colore e quelle orientali. Si stima che colpisca quattro italiane su 10, e può manifestarsi anche a 20 anni, ma con l’età il pericolo aumenta. Cancellare queste macchie può rivelarsi impegnativo. Ecco perché resta fondamentale la prevenzione, al mare ma anche in città: è bene usare filtri solari, e scegliere prodotti per il trucco che siano adatti ai raggi. Anche i cosmetici sbagliati possono infatti essere all’origine delle macchie brune”.

Come funzionano le metastasi

Studio indaga le fasi di transizione che coinvolgono le cellule

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Che fasi attraversa una cellula che diventa prima tumorale fino allo sviluppo delle metastasi? A indagarlo è stato un gruppo di ricerca dell’Università di Bruxelles che ha pubblicato su Nature un’analisi sull’argomento.

Il team guidato da Cédric Blanpain ha individuato i diversi stadi di trasformazione cellulare durante la progressione della malattia tumorale, identificando anche la sottopopolazione di cellule responsabili di metastasi. I ricercatori hanno lavorato su modelli di cancro al seno e della pelle.

Con la collaborazione dei colleghi dell’Università di Lovanio, gli scienziati belgi hanno catalogato 6 sottocategorie di cellule maligne che giocano un ruolo nell’evoluzione della malattia e nella sua diffusione.

Melanoma, pembrolizumab riduce le recidive

Minor rischio di morte dopo resezione del tumore in stadio III

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Pembrolizumab, terapia immuno-oncologica anti-PD-1, riduce del 43% il rischio di recidiva o morte dopo resezione chirurgica del melanoma ad alto rischio in stadio stadio III.

MSD e l’Organizzazione Europea per la Ricerca e la Cura del Cancro (EORTC) hanno presentato i risultati dello studio di fase III EORTC1325/KEYNOTE-054 che ha esaminato pembrolizumab in terapia adiuvante (cioè somministrato dopo l’intervento chirurgico) nei pazienti operati per un melanoma ad alto rischio in stadio III. Pembrolizumab ha significativamente prolungato la sopravvivenza libera da recidiva (RFS), riducendo il rischio di recidiva o morte del 43% rispetto a placebo nella popolazione globale dello studio.

Nel 2017 in Italia sono stati stimati 14mila nuovi casi di melanoma, un tumore della pelle in costante aumento, soprattutto fra i giovani.